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Corredo Fotografico (sintetico !)

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  1. Approfittando di una rara congiunzione astrale per la quale mi è stato contemporaneamente possibile uscire di casa in quanto residente in zona gialla-Covid, contare su tempo favorevole dopo una serie di inconsuete e copiose nevicate, ed avere disponibilità di una mezza mattinata libera, ho allora approfittato per fare una breve visita al Santuario della Verna – nel Parco delle Foreste Casentinesi – e scattare le prime foto in questo nuovo Anno. Il Monte Verna con il suo Santuario è il luogo francescano più famoso dopo Assisi perché qui il Santo si recava per periodi di preghiera e penitenza, e qui ricevette le Stimmate nel 1224 dopo averlo avuto in dono dal Conte Orlando Cattani ed avervi fondato un romitorio nel quale soleva passare lunghi periodi di meditazione e di preghiera assieme ai suoi frati. Ma questo "crudo sasso intra Tevero e Arno", come lo definisce Dante Alighieri (Divina Commedia, Paradiso, canto XI), è anche uno dei luoghi simbolo di un territorio dalle bellezze naturalistiche straordinarie, tanto che è protetto dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna istituito nel 1994. Il Santuario con la neve appare ancora più mistico, magico, dove la spiritualità che si respira nel silenzio che lo circonda sembra potenziata dall’atmosfera che il bianco candore della neve dona a tutto il comprensorio. Pur tuttavia dopo tanto tempo di inattività fotografica, mi sono sentito quasi un impedito con la macchina in mano a cercare di fissare gli scatti che avevo in mente. E’ mai successo anche a voi? Ma tant’è, da qualche parte dovevo pur cominciare, e avevo forte il desiderio di fotografare e di condividere con voi questo “ritorno”. Il Santuario sorge quasi aggrappato sul Monte Verna. 1. Nel viale d’ingresso viene raccomandato il silenzio per ascoltare la spiritualità del luogo. 2. I tetti imbiancati sembrano quelli di un presepe. 3. La Basilica Maggiore, costruita a partire dal 1348 a ridosso della chiesetta di Santa Maria degli Angeli. 4. Il quadrante della Verna con la grande croce in legno che domina la vallata. 5. 6. 7. Il bel panorama che si gode dal quadrante. 8. La croce a tau, adottata come simbolo anche da San Francesco, è ognora presente. 9. 10. Grazie a chi vorrà lasciare un commento.
  2. Situato sull’isola di Miyajima, l’Itsukushima Jinja è l’unico santuario in tutto il Giappone edificato su palafitte e, pertanto, circondato dalle acque del mare per buona parte della giornata. La conformazione del complesso ha la forma di un uccello che apre le ali e si protende verso il mare. L’isola di Itsukushima, oggi ribattezzata Miyajima (letteralmente “l’isola del santuario” da Miya 宮 e Jima 島 ovvero Isola) a causa della crescente notorietà del santuario, è da sempre un’isola sacra in cui era vietato l’accesso a chiunque. Per permettere l’accesso ai pellegrini si decise di costruire un complesso sacro interamente sull’acqua che non avesse collegamenti con l’isola, motivo per cui anche il torii di accesso al santuario è ubicato in mezzo al mare. Oggi chiunque può recarsi su quell’isola ma, per mantenerne la ‘purezza’ nascite e morti sono vietate, motivo per cui puerpere e malati terminali vengono allontanati da quei luoghi. La sua fondazione viene collocata tra il VI e l'VIII secolo, ma il suo aspetto attuale risale al 1168, quando è stato riedificato con il contributo del signore più potente dell’epoca, Taira no Kiyomori (leader militare del tardo periodo Heian, ricordato per aver stabilito il primo governo retto da samurai nella storia del Giappone), ed è rimasto inalterato fino ad oggi, anche dopo le successive ricostruzioni dovute a distruzioni. Il santuario è stato danneggiato diverse volte anche da tempeste e tifoni (l’ultimo il 5 settembre 2004) per la sua vicinanza al mare. Si è detto che il santuario è 'circondato dalle acque del mare per buona parte della giornata': questo perché quando la marea cala l'intero complesso viene a trovarsi in terra ferma. Il torii Il tradizionale portale di accesso al santuario è conosciuto come ‘torii galleggiante’ in quanto, quando c’è l’alta marea, si viene a trovare in mezzo al mare ed è accessibile solo in barca, mentre con la bassa marea ci si può arrivare a piedi. Alto 16 metri e realizzato in legno di canfora particolarmente selezionato (fatto arrivare appositamente da Miyazaki, nel Kyushu) costituisce una delle maggiori attrattive del Giappone ed è, con il monte Misen dietro, una delle tre classiche viste del paese. Il primo torii è stato eretto nel 1168 mentre quello che vediamo oggi al centro della baia risale al 1875. Per realizzarlo è stato utilizzato lo ‘stile a 4 pilastri’ che consente di conferirgli una maggiore stabilità. È usanza dei visitatori inserire delle monete all’interno delle fessure del legno esprimendo un desiderio. Le Lanterne Le lanterne appese lungo i corridoi furono originariamente offerte da Terumoto Mori, nipote di Motonari Mori. Quelle lanterne erano in ferro battuto e di forma differente da quelle attuali. Adesso sono conservate nella Sala del Tesoro. Dai primi del 1900 le lanterne sono in bronzo. Taka-Butai (High Stage) Takabutai è un palco su cui viene eseguita la "bugaku", ovvero la tradizionale musica corale giapponese accompagnata da balli. Si trova di fronte all'honden, l’edificio principale del santuario. L‘attuale palco è stato costruito nel 1546 ed è il più piccolo utilizzato per le rappresentazioni di "bugaku". Si dice che la musica "bugaku" sia stata introdotta a Miyajima da Kyoto circa 800 anni fa, diventando un elemento estremamente prezioso del patrimonio culturale. Sori-bashi (ponte arcuato) Il primo riferimento storico a questo ponte si ha in un documento dell’era Ninji (1240-43) mentre nessun riferimento è presente nei documenti relativi alla costruzione del santuario, ad indicare che non esisteva in quell’epoca. Si dice che fosse anche chiamato " Chokushi-bashi " e che i messaggeri imperiali dovessero attraversarlo per entrare nel Santuario principale nelle occasioni importanti. Il ponte attuale, come indicato in una iscrizione su uno degli elementi ornamentali della balaustra, risale al 1557 quando fu riscostruito dal daimyō dell’epoca Mori Motonari e da suo figlio Takamoto. Da allora è stato riparato più volte. Santuario di Tenjin Costruito nel 1556 e donato dal daimyō Mori Takamoto, è dedicato a Sugawara no Michizane, poeta e politico giapponese dell'antichità, divinizzato con il nome di Tenjin, kami protettore delle lettere e della calligrafia. Particolarità di questa costruzione, così come il palco del teatro Nō, è che, a differenza del resto del complesso che è colorato di bianco e rosso, il legno è rimasto del suo colore naturale ad indicare la loro costruzione in epoca successiva. Palco per il teatro Nō La prima costruzione di un palco permanente, l’unico in tutto il paese costruito sul mare, risale al 1605 ad opera del daimyō Fukushima Masanori, la prima rappresentazione del teatro Nō, invece, risale al 1568, probabilmente su un palco temporaneo. L’attuale palco è stato costruito nel 1680 su iniziativa del daimyō Asano Tsunanaga, la struttura comprende anche uno spogliatoio e un ponte coperto per l’accesso al palco. Normalmente, durante una rappresentazione di Nō, degli tsubo (vasi grandi riempiti d'acqua) vengono posti sotto al pavimento al fine di migliorarne la qualità della risonanza, cosa impossibile per un palco costruito sull’acqua. Per sopperire a questo limite il pavimento è stato ideato in modo da funzionare come se fosse un grande tamburo. Il suono prodotto dal pavimento cambia al variare della marea. Altre foto nell'album fotografico Altri miei articoli su: PhotographyWord PhotographyWord 2.0
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