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Corredo Fotografico (sintetico !)

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  1. Un microcosmo: ricordate la pozzanghera di Z la formica...? Bene, questa è una storia di un'altra formica, Zfc vista attraverso l'occhio del suo MC 50/2,8 in un ambito non più grande di un metro cubo: una gebbia, un albero di fico che vi si specchia ed il loro mondo attorno. Basta solo sedersi e....osservare. Partanna (TP), Cassaro 28 agosto 2021 Mi avete visto spesso alle prese con gli stessi soggetti, più o meno nello stesso posto, la gebbia del mio vigneto, una vasca larga un metro quadro, in mezzo alla campagna, popolata dai suoi protagonisti. Eccoli, alcuni di essi, in queste foto: a voi attribuir loro un nome. Tra una settimana, molti di loro saranno altri, o altrove: questo è il senso della Natura (della quale anche noi siamo parte) io, finchè potrò, non cambio il luogo: è tutto il resto che ruota intorno. Nikkor MC 50/2,8 su Nikon Ftc e, in alcune foto, un lampo di luce di schiarita, fornito da un Godox AD100 col suo trigger. Qualcuna è leggermente croppata in postproduzione. Questo obiettivo macro della linea di lenti Nikon Z, appena presentato, il Nikkor MC 50/2,8 sarà un protagonista delle immagini a venire, non soltanto mie, a causa della sua facilità estrema nell'utilizzo, delle sue qualità indiscutibili di nitidezza e contrasto, tali da farlo stare in catalogo anche senza una S (tipica degli obiettivi Z di maggior pregio), degno di ogni Nikon Z sulle quali verrà utilizzato. Provate e tornate a raccontare... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
  2. Habemus Macro ! (ph. Maratta) E non perchè non ci bastassero le lenti addizionali su fissi e zoom, come abbiamo fatto da anni in qua, specificamente su Z (grazie alla alta qualità intrinseca di quasi tutte le lenti presentate in questi tre anni), visto che noi (plurale maiestatis) facciamo più close-up potograpy che macro o micro vere e proprie, per limiti intrinseci e personali: ma perchè era davvero impensabile che l'ultimo obiettivo specifico, marchiato Nikon, fosse un mamozzone di quindici anni fa, evoluzione di un progetto originariamente datato 1990... (ph. Renesto) con gli immaginabili limiti dovuti alla sperimentazione del tempo (2006) relativa ai sensori ante D3... Negli articoli pubblicati su Nikonland, specialmente quello a firma di Silvio Renesto, trovate ogni specificazione tecnica, in rapporto all'obiettivo appena presentato e che sta spopolando in tutti i negozi e vetrine di e-commerce, già solo col passaparola, vedendo la qualità degli scatti pubblicati, di gran lunga superiori alle aspettative e per giunta in assenza, (ancora per poco) di una mirrorless di riferimento, con la Z di Nikon, per riuscire a sfruttare il livello ancora ignoto delle migliori ottiche Nikkor S, fin qui presentate. Quindi il taglio di questo mio articolo, certamente più rivolto ad un utilizzo meno competente di chi ha già scritto, vuole rimarcare ulteriormente le potenzialità di questo macro, anche nelle..."mani sbagliate", quali possono essere le mie, invece di quelle degli scienziati che potranno estrarre da questo succo elementi di gran lunga più ...sostanziosi dei miei. Gli scatti, eseguiti con la Z6ii prima di venderla, sono dei miei soliti soggetti campagnoli, che illustro anche e con equivalente soddisfazione nell'articolo che riguarda il fratellino piccolo, quel MC50/2,8 che sta facendo breccia anche lui per la sua compattezza e leggerezza, unite anche in questo caso, alla qualità generale ottica La prima sensazione di piacevolezza di questo MC 105/2,8 è, secondo me, conferita dalla marcata sensazione di tridimensionalità, nella combinazione tra soggetto focheggiato ed il resto dell'inquadratura anche gli elementi eventualmente di disturbo nell'inquadratura, vengono resi in una maniera così elegante ed attenuata, da divenire soggetto a loro volta perfino in una foto apparentemente senza soggetto, gli oggetti prendono predominio nell'immagine, grazie a questo Nikkor MC 105/2,8 la dove non si arrivi addirittura a scambiare di importanza soggetti e strutture... specie nei pressi di tutta apertura, se prive di elementi forti di...interpretazione Non sono mai riuscito a trovare spiacevole, nervoso, lo sfuocato, anche nelle sue condizioni peggiori, dove cioè sia già identificabile senza ancora la giusta definizione Isolando poi in inquadratura il soggetto, basta il contrasto cromatico a fare il resto definizione eccellente sia in luce sia in controluce come si vede da questo crop della precedente immagine i punti di luce fuori fuoco determinano riflessi vagamente poligonali, nonostante il diaframma a nove lamelle, ma comunque tenui e composti, senza la benchè minima traccia di flares o ghosts, che nell'era moderna sembrano brutti ricordi, apprezzati solo dai vlogger come effetto ...speciale il controluce pieno e diretto, anche non assistito da luci di schiarita è entusiasmante Figuriamoci scegliendo il soggetto adatto per cromie e trasparenza, in favore di luce ancora, sulla differenza di resa a diaframma medio aperto: qui f/5,6 oppure chiuso, ad f/16 Chiaramente incrementando progressivamente anche nitidezza e contrasto... qualità che farà scegliere il diaframma più adatto alla resa del soggetto ritratto Tra le caratteristiche salienti dell'obiettivo, molto apprezzato dai possessori, è sicuramente il peso limitato a soli 630 grammi (cento in meno del precedente F) che, unitamente alle dimensioni, ergonomicamente ideali, le due ghiere, una delle quali ampiamente personalizzabile, il pulsante funzione ulteriore ed il display fornito anche di scala del rapporto di riproduzione, ne fanno un attrezzo da lavoro di grande maneggevolezza e facilità d'uso (handling), qualità che consente a tutti di avvicinarvisi. Il tutto insieme ad un prezzo d'attacco (sotto i 1200 euro) davvero azzeccato, ne farà un successo di vendite a patto di produrne i quantitativi richiesti (cosa che è il cruccio di tutti i produttori ai nostri giorni) Ugualmente, nell'appassionante ricerca dello scatto più interessante agli insetti che sono i più interessati vicini dei fiori che ho ritratto, questo obiettivo si manifesta con una resa adatta ad ogni esigenza di ripresa, dagli sfondi più uniformi a quelli più definiti (insieme al soggetto, ovviamente) e la sua maneggevolezza invita alla sfida in velocità e prontezza di azione dell'AF tanto quanto nell'avvicinamento fino ai 29cm dal sensore della minima distanza di maf (nessuna pretesa rispetto i capolavori ammirati negli articoli prima ricordati) f/4 f/13 allo stesso diaframma, con differente sfondo, ovviamente cambia tutto: idem...aumentando la distanza fino a servire da puro e semplice strumento da ripresa, invece che da...test, aiutando a scoprire...insperate scenette...! Manifestando una resa eccellente anche nei crop immagine di queste ultime quattro foto, dove siamo arrivati, nella penultima, quasi ad un 2x Finito il periodo di prova e ceduta la Z6ii, ho reso l'obiettivo che in mani più capaci delle mie sarà capace di produrre immagini ben più spettacolose. Mi è rimasta una interiore soddisfazione della capacità di rinascita Nikon nell'ambito che la aveva più caratterizzata alle sue origini: la produzione di ottiche al di sopra di ogni immaginazione, senza dovere eccedere, cadendo nel più facile (a ben pensarci) NO COMPROMISE Qui, invece il compromesso è stato fatto, contenendo il prezzo ad un livello al quale tutti gli interessati non avranno più scuse per cambiare sistema. Nikon Z, of course ! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
  3. ...il buon vino sta spesso nelle piccole botti... La ricerca di un obiettivo per macrofotografia da "campagna", piccolo, leggero, compatto ed efficiente mi aveva spesso portato a chiedermi il perche', del piu' "micro" dei Macro Nikkor, presentato in formato DX gia' nel 2011, fino ad oggi non avessi mai sentito parlare, ne' visto fotografie con esso realizzate. Non mi sono lasciato sfuggire la possibilita' di utilizzarlo per un breve periodo, cosi' ecco i risultati delle mie elucubrazioni. Il Nikon Micro 40mm f/2,8G e' senza alcun dubbio il piu' compatto e leggero progetto di Nikon nella sua lunga tradizione di obiettivi dedicati alla fotografia ravvicinata, macro e microfotografia. Pesa solamente 229 grammi e insieme al suo paraluce dedicato HB-61 (in bundle, insieme al sacchetto floscio da protezione), ancora soltanto 246 grammi. Possiede classico diametro filtri da 52mm e con la ghiera della messa a fuoco posta ad infinito misura solamente 68mm di lunghezza, che diventano 85 alla massima estensione dell'elicoide di messa a fuoco.Il nocciolo delle lenti fuoriuscendo verso la minima distanza mette a fuoco a soli 16,3 cm dal soggetto (presente nella finestrella anche la scala macro RR) in forza della dimensione del barilotto si determina una distanza operativa tra montatura filtri e soggetto di... soli 3,6cm (che si ridurrebbero a 2,5 nel malaugurato caso si tenga innestato il paraluce) Baionetta rigorosamente in metallo, rispetto le solite plastiche del barilotto (le stesse di progetti ottici Nikon ben piu' celebrati e... costosi)e selettore M/A - M di messa a fuoco, sopra il limitatore di range della maf, per limitare il rischio di "hunting" che pero' nella settimana in cui ho usato questo obiettivo non ho avuto modo di lamentare, pur lasciando su "full" detta regolazione. Escursione dell'elicoide della messa a fuoco di 180° dei quali meta' (90°) tra infinito e 20cm (1:2) e l'altra meta' tra RR 1:2 ed 1:1 (16,3cm)... davvero fine Niente VR (purtroppo) ma per fortuna un motore SWM di traslazione, ben al di sopra per efficienza, di altri collocati su obiettivi dalle ambizioni incomparabili a questo... calimero del catalogo Nikon. Nove lenti in sette gruppi, senza elementi speciali a bassa dispersione ne' lenti asferiche, bastano a molti per classificare negativamente un progetto ottico, prima ancora di averlo messo alla prova. Cosa che io ho invece fatto e poi, voluto condividere Un quaranta millimetri DX da 220 euro come questo, nasce per assecondare esigenze molto disparate, da quelle di un fotografo che voglia cimentarsi con qualche soggetto a distanza ravvicinata (fiori, insetti, oggetti inanimati) crop alla necessita' di disporre comunque di un'ottica "for all seasons" capace comunque del ritratto a mezzobusto o figura intera, fino al solito imperversare di panorami e dettagli degli stessi in soggettiva. Senza spendere troppo (220 euro, appunto), senza appesantire la borsa (270 grammi completo di tappi e paraluce), senza doversi preoccupare di scegliere focali "difficili" per un neofita, insomma... Anch'io, per esempio, dotato da decenni di obiettivi macro di tutte le focali disponibili, avevo a lungo snobbato questo Micro Nikkor (equivalente peraltro su pieno formato per copertura ad un comune 60mm), ma per l'esigenza di accoppiare alla fatidica Nikon 1 V3 un piccolo macro (che per il sostanzioso fattore di moltiplicazione 2,7x non facesse schizzare la copertura equivalente verso focali decisamente tele), era da un po' di tempo che mi domandavo ....sotto sotto l'effetto che fa !E considerando le alternative, questa di casa sembra proprio essere la piu' indicata e non solo esteticamente in funzione di ingombri e pesi (tenuto conto della limitazione costituita dal melanconico adattatore FT-1) Il che vedremo piu' avanti, foto alla mano. Ho usato per banco di prova di questo 40mm Micro Nikkor una Nikon D810, sicuramente lontana dal target per cui questo obiettivo e' stato prodotto, ma a mio giudizio ancor piu' asseverante nella impietosa capacita' selettiva del sensore di questa insuperata (in casa Nikon ) reflex Naturalmente utilizzando il rettangolo di copertura che su una FX compare ad indicare lo spazio inquadrato dall'obiettivo DX montato su quella macchina.La qual cosa mi ha fatto tornare idealmente all'utilizzo di una macchina a telemetro col mirino a cornici multiple, funzione dei principali obiettivi utilizzabili ... una delle poche comodita' nell'utilizzo di quelle macchine del secolo passato, giacche' consentiva con un obiettivo dalla copertura inferiore a quella visualizzata dal mirino, di vedere una maggiore porzione di spazio e...non restare sorpresi dallo spostamento eventuale del soggetto da fotografare.Ho goduto in sostanza di una copertura del mirino del 150% !!! Cosa che mi ha consentito di controllare anche la precisione della relativa cornice della D810, fotografando un foglio di carta a quadri (da 1cm di lato) appositamente stampato con la mia Epson a quattro cartucce a RR 1:1 la cornice della D810 inquadra esattamente un rettangolo da 16x24mm a RR 1:2 circa 19cm dal foglio e ad 85cm circa di distanza dal piano focale Dette foto (orribili ma indicative) lasciate tali e quali, senza neppure tentare di raddrizzarle, ci dicono anche della buona prestazione in termini di distorsione, sia alle minime sia alle brevi distanze, di questo piccolo Micro Nikkor;ma ci fanno anche valutare (specie quella di RR 1:1) la capacita' risolutiva dell'obiettivo (in abbinata alla D810) nella lettura dei pigmenti di inchiostro delle quattro cartucce della Epson (BCMY) sia delle fibre del foglio di carta. crop 7x Ma non ci servono muri di mattoni o fogli quadrettati per rendercene conto,basta scattare a qualunque soggetto si decida di inquadrare da vicino per poterlo constatare TA (f/3,5 data la distanza ravvicinata) f/5,6 f/11 e 16 beh...magari non troppo da vicino rispetto la fonte di luce, se con il paraluce montato a pena di ritrovarci con una bella fetta di ombra a rendere illeggibile parte dell'inquadratura Il vantaggio di un obiettivo macro e' senza dubbio quello di consentire un avvicinamento al soggetto maggiore rispetto ad un obiettivo di pari focale, quindi consentendo una migliore lettura del particolare, rispetto al quadro generale. ...anche a tutta apertura La mia ricerca di un macro di limitata lunghezza focale mira invece ad ottenere un obiettivo ideale sia a manifestare elevata (rispetto a progetti tele-macro) profondita' di campo alle distanze medie e lunghe insieme che limitata, alle minime distanze di messa a fuoco del soggetto inquadrato. Mi spiego meglio: un obiettivo di questa focale manifesta la consueta elevata variabilita' di resa del soggetto su cui effettuiamo la messa a fuoco, rispetto allo sfondo, quando il soggetto si trovi a distanze superiori al metro, metro e mezzo dal piano focale del sensore f/4 f/16 quando invece si inquadri un soggetto al di sotto del metro/ mezzo metro dal piano focale, le cose cambiano, e nonostante l'utilizzo di diaframmi molto chiusi, la pdc resta davvero limitata f/22 Quando poi si abbia a che fare con un obiettivo macro che porti a distanze davvero ravvicinate la messa a fuoco del soggetto, il diaframma diventa quasi funzione della quantita' di luce erogabile piu' che della pdc disponibile, che diminuisce in maniera esponenziale f/8 f/22 cosicche' da un soggetto ripreso in maniera da dare risalto anche a piccole distanze contigue, nonostante una decisa differenza di diaframma in uso, a parita' di illuminazione (omogenea), risulta una lieve, quasi impercettibile, differenziazionef/5,6 f/16 ed e' soltanto industriandosi ad esagerare i "contrasti" di impostazione (inquadratura, diaframma a TA, controluce diretto) che si riescono ad ottenere risultati che portino a "far notare" uno scatto piuttosto che quello piu' "usuale" oppure, rimarcando differenze tra primo piano e sfondo, slittando il piano di messa a fuoco di qualche millimetro avanti o indietro sul soggettof/16 f/4 f/5,6 Insomma questo Nikon 40mm/2,8 e' di certo una bella sorpresa in termini di facilita' e duttilita' d'uso, a mano libera nonostante l'assenza di un sistema VR (il che costituisce il mio principale motivo di rimpianto) spaziando dalla tradizionale ripresa di soggetti ad elevato contrasto, come parti di testo con i quali si comporta in maniera quasi ineccepibile, paragonato per esempio al Sigma 105mm f/2,8 Macro DG OS alla piu' praticata delle macroattivita', come e' la caccia fotografica vagante, dall'avvistamento... all'accerchiamento... fino alla...cattura della preda sempre nel rispetto degli intenti fotonaturalistici, ma sopratutto dell'incolumita' dei soggetti,come questo Podarcis siculus (prof. Renesto docet) che ci sembra perfettamente integrato nel promiscuo habitat circostante In quanto poi all'abbinamento con l'adattatore FT-1 su Nikon V3 e alle conseguenti operativita' (ridotte a causa del singolo punto di AF centrale disponibile per colpa dei negligenti progettisti Nikon), ecco che l'esigenza principale di disporre con detto sistema ML di un obiettivo che coniughi la focale che ne risulti (eq. ad un 108mm su FX) con la capacita' di resa dei minimi dettagli di un soggetto, finalmente mi si realizza con un insieme dal peso complessivo di 800grammi, ma dalla maneggevolezza immutata, nel rispetto delle dimensioni della V3.Il tutto con risultati entusiastici, dopo anni di attesa per la mancata realizzazione di un progetto macro, specifico per questo sistema. San Biagio Platani (AG) festa pasquale degli archi con le sculture di pane un tripudio di colori, contrasti e dettaglio degli oggetti inquadrati da distanze delle piu' varie Il bilancio che derivo da questa settimana di utilizzo non mi mette certo in imbarazzo nelle mie valutazioni complessive: si tratta certamente di un obiettivo facile e per ogni fotografo, dal piu' sprovveduto al piu' completo di attrezzatura:specie chi usi ancora reflex in formato DX per sfruttare il fattore di moltiplicazione 1,5x puo' avere bisogno di un obiettivo di piccole dimensioni, costo esiguo (direi ridicolo) da affiancare ai supertele all'interno di borse nelle quali lo spazio sembra non bastare mai.Dotandosi cosi' di un tuttofare utile anche in situazioni di lavoro, quando "qui ed ora" si debba per esempio riprodurre un testo o un'immagine di piccole dimensioni e non si abbia modo e tempo di ovviare altrimenti. Un obiettivo che e' stato fin qui ingiustamente trascurato da Nikon stessa che non lo ha mai valorizzato per gli aspetti precipui, ma anzi quasi nascosto di fronte ai fratelloni piu' ingombranti e costosi.D'altro canto, chi si doti di obiettivi come il 50/1,8 o il 35/1,8 cosi' come l/85/1,8 e simili AFS della stessa fattura (scarsa) e prospettive di utilizzo, non dovrebbe farsi mancare questo Micro Nikkor risparmiando nell'acquisto ma non restando a...mezzo pasto per i risultati Ed ecco il mio bilancio sintetico... Pregi: - dimensioni e peso ridotte - nitidezza e contrasto- assenza di distorsione - efficienza motore SWM - escursione dell'elicoide di messa a fuoco sulle brevissime distanze - paraluce in dotazione Difetti: - fragilita' dei materiali - assenza di elementi ottici pregiati (asferici/ED) - assenza del VR - distanza operativa eccessivamente ridotta - paraluce inutilizzabile in macro In sostanza, nessuno sente la mancanza dei nanocristalli, perche' questo Nikon AF-S Micro Nikkor 40mm f/2,8Grisulta essere un obiettivo...rilassante Max Aquila per Nikonland 2016 ©
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