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Corredo Fotografico (sintetico !)

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  1. Il Cane è stato quasi certamente il primo animale addomesticato dall'Uomo, lo dice la Paleontologia e lo conferma la Genetica. 20.000 anni fa, durante l'ultimo massimo glaciale, l'Uomo, ancora solo cacciatore/raccoglitore, aveva a che fare con il Lupo, a volte avversario temibile ma al tempo stesso onorato. In più parti del mondo indipendentemente, in quei tempi antichissimi, l'uomo ha addomesticato una specie di Lupo oggi estinta (lo dice la Genetica), specie da cui discendono sia il Cane domestico che il Lupo Grigio attuale (Cane e Lupo "attuale" sarebbero quindi sotto-specie sorelle, nate da una specie madre -sempre di Lupo, si possono incrociare facilmente e l'hanno sempre fatto). Ventimila (ma qualcuno sostiene anche trentamila) anni fa, il Lupo ancestrale si aggirava intorno agli accampamenti umani, probabilmente in cerca di scarti di cacciagione. Erano brutti tempi, molta della fauna di erbivori di cui si nutriva era estinta o divenuta rara. Si pensa che il Lupo fosse spesso costretto a .. fare lo Sciacallo. Foto Silvio Renesto. Già nel Paleolitico uomo e lupo (quello "antico") iniziarono così a frequentarsi, nel bene e nel male, e l'uomo selezionò quei cuccioli più obbedienti ed amichevoli, facendone un guardiano ed un aiuto nella caccia. Poi venne tutto il resto, una storia molto lunga intricata ed affascinante, ma io ho raccontato del cane solo per parlare dei Gatti. Il Lupo, come la Capra, poco dopo, e molto tempo dopo la Mucca, l'Asino e poi gli altri, sono stati addomesticati perchè erano utili e perchè erano facili da addomesticare. Come animali sociali, avevano già una gerarchia e ubbidivano ad un capo, bastava quindi selezionare i più docili (i più infantili) e sostituire l'uomo al capo branco. I Lupi hanno un preciso ordine sociale all'interno del branco che comprende intensi rapporti fra gli individui. Foto Silvio Renesto. Il Gatto selvatico invece era, ed è ancora un animale solitario, territoriale e intollerante dei propri simili, cioè non aveva nessuna delle caratteristiche per diventare un animale domestico. L'Uomo nella preistoria lo cacciava, per lui era fonte di cibo e di pelliccia, quindi il Gatto, oltre al carattere, aveva ben poche ragioni per essere amichevole. E allora cos'è successo? Il Gatto ha deciso di "addomesticarsi" (almeno un po', chi lo sa) da solo. Molto, molto tempo dopo l'addomesticamento del cane, 10.000 anni fa circa, l'uomo diventò agricoltore e sedentario, a cominciare da due luoghi: la Mezzaluna fertile (il tratto di terre comprese fra i due fiumi Tigri ed Eufrate, dove sorsero le prime grandi civiltà, i Sumeri e gli altri) e la Valle del Nilo. la coltivazione genera un surplus di risorse di cibo che devono essere immagazzinate, e queste quantità di cibo attirano i roditori, prede di elezione del Gatto. Così in quelle zone, il Gatto selvatico nordafricano (Felis silvestris lybica), una delle quattro o cinque sottospecie di Gatto selvatico, si è arrischiato ad avvicinarsi agli insediamenti umani, attratto dall'abbondanza di prede. Il Gatto selvatico Nordafricano (Felis silvestris lybica). Foto da Internet Il Gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris). Le differenze fra le due sottospecie sono soprattutto legate la clima e all'ambiente, l'europeo è più tozzo e con gambe più corte per conservare il calore e muoversi nel sottobosco fitto, il nordafricano è più snello e sottile con zampe più lunghe per disperdere meglio il calore e perchè vive in zone più aperte con vegetazione più rada. Foto Silvio Renesto Questo ha portato a diverse conseguenze, da una parte l'uomo ha riconosciuto l'utilità del gatto per il controllo dei roditori, dall'altra il gatto "libico" ha iniziato ad avere meno paura dell'uomo e, per necessità ,se voleva approfittare dell'abbondanza di cibo, anche a tollerare di più i propri simili, diventando un po' (poco) più sociale. Abbiamo quindi le prime "colonie feline". Naturalmente nessun Gatto ha fatto questi ragionamenti, è la Selezione Naturale: intorno agli insediamenti umani i più sociali e tolleranti avevano accesso a più risorse, vivevano più a lungo e si riproducevano di più, trasmettendo la "socialità" (controllata da una serie di geni che regolano alcuni ormoni, ma non chiedetemi di più) ai loro discendenti. Questa minore aggressività e maggiore confidenza si è cominciata ad estendere anche nei confronti dell'uomo. Il Gatto cominciò a frequentare gli insediamenti, e poi le case degli uomini, di sua volontà, mantenendo però il suo carattere indipendente. Il Gatto selvatico in Europa invece ha mantenuto il suo carattere.. scontrosissimo. Intanto l'Uomo nel Mediterraneo ha cominciato a considerare il Gatto una preziosa risorsa. Il primo ritrovamento di Gatto sicuramente domestico risale a 9500 anni fa ed è stato trovato a Cipro. Possiamo dire che era domestico perchè è stato seppellito in una tomba e perchè Cipro come isola non ha mai avuto Gatti e siccome nessun Gatto si sognerebbe di traversare a nuoto dei bracci di mare, l'unico modo in cui quel Gatto è potuto arrivare a Cipro è perchè qualcuno ce l'ha portato, su di una nave, magari come cacciatore di topi, oppure già come animale di compagnia. Lo stesso è accaduto nell'antico Egitto, e qui vediamo meglio l'altro fattore che ha giocato a favore del rapporto uomo-gatto (in tutto il mondo): il gatto diventa un animale da compagnia: Rispetto ad altri cacciatori di topi (mustelidi, manguste ecc.), il gatto è più "carino" (gli inglesi hanno la parola giusta "cute") le mascelle corte, la testa tonda gli occhi grandi e frontali come i nostri, sono caratteri che ricordano i cuccioli (anche umani), quindi il Gatto, oltre ad essere utile, "piaceva". La testa rotonda e le piccole dimensioni inducono tenerezza per questi piccoli killer. Foto Silvio Renesto Gli egiziani tra i primi lo adottarono come animale da compagnia, e poi loro ne fecero una divinità, ma il Gatto appare in molti miti e racconti delle civiltà orientali (ma anche tra i Vichinghi ). In questo affresco egizio che rappresenta un sontuoso pranzo di una coppia, si vede un gatto seduto sotto alla sedia, che mangia un pesce, quasi sempre il gatto è raffigurato sotto alla sedia della donna (abito lungo). Il Gatto dell'affresco ha il tipico mantello di Felis silvestris lybica, ed ha ancora la grossa riga scura sul dorso tipica dei Gatti selvatici e assente nel Gatto domestico. Da Internet . Altro frammento egiziano in cui il Gatto è raffigurato come uccisore di Serpenti (figurativamente, con un coltello!). Altro buon motivo per essere amato da quelle parti. Da internet Raffigurazione del più antico Gatto di cui si conosca il nome: Nedjem (Dolcezza). Da Internet. Il Gatto ha anche un altro asso nella manica, non ha bisogno di assumere vitamina C dal cibo, per cui non si ammala di scorbuto, così può essere portato sulle navi e nutrito con cibo secco anche per lunghi viaggi, senza necessità di cure particolari e fare il suo servizio da acchiappatopi. Dagli Egiziani ai mercanti Fenici (e ai Romani) e poi ovunque. Come compagno dei marinai, il Gatto è arrivato in tutto il mondo. Il resto è storia (troppo lunga). Solo un paio di notizie di "colore": Il Gatto selvatico nordafricano ha un mantello con una leggera striatura appena evidente, un po' più marcata sulle zampe. Il Soriano o Tabby, come il mio Vincent, è una delle varietà domestiche più antiche (Nel Medioevo veniva chiamato anche Gatto di Cipro), ha sempre delle strisce che formano una M sulla fronte, e può essere macchiettato, tigrato o con strisce a spirale. Il nome Soriano viene da Soria (Siria, siamo sempre lì), il nome Tabby viene dal francese Taffetà, una stoffa setosa e lucida che anticamente era prodotta regione dell'Attabi (Irak, sempre da quelle parti). Un Soriano/Tabby corrucciato con la sua M sulla fronte. Foto Silvio Renesto Vecchia foto di un Vincent ancora giovincello, con la sua M da Tabby. Nei Gatti il colore rosso aranciato è quasi sempre legato al sesso maschile (ci sono eccezioni) . Foto Silvio Renesto. Più tardi, nella Grecia antica sono apparsi i primi gatti neri e solo poi quelli macchiati, segno che come per le mucche, i cani e i cavalli sono avvenuti cambiamenti genetici dovuti alla "civilizzazione". Sembrerebbe che il mantello nero abbia preceduto quello macchiato. Foto Silvio Renesto. Un Soriano (c'è la M e le striature) ed un "Tuxedo" (bianco e nero come l'abito da cui ha preso il nome). Attenzione non si tratta di nomi di razze ma solo di tipi di colorazione. Foto Silvio Renesto Le "razze" feline create in tempi moderni sono un'altra storia ancora, non sempre bella, a mio parere.
  2. Questo blog nasce dal fatto che per me fare divulgazione non è solo un lavoro, spesso (ma non sempre) è anche un divertimento, lavoro e hobby insieme. Infatti al momento sto rovistando nei miei hard disk, in cerca di illustrazioni interessanti per la conferenza sull'evoluzione dell'uomo che devo fare a fine Aprile. Come sempre quando mi vengono sott'occhio le immagini dell'Uomo di Neandertal, mi ricordo di essere proprio affezionato a questo nostro cugino nemmeno troppo lontano... mi scuserete, ma non posso lasciarlo andare via senza farci quattro chiacchiere. Perdona la curiosità, ma ti chiami Neanderthal o Neandertal? Io non dovrei sapere nè leggere nè scrivere, ma ho sentito dire che Thal o Tal in tedesco vogliono dire la stessa cosa, "valle". Solo che la grammatica tedesca da cent'anni e più ha tolto l' "h" da "thal", quindi oggi dovrei essere un Uomo di Neandertal (della valle di Neander vicino a Dusseldorf, in Germania, dove hanno trovato i primi resti), come dire Emmental (della valle di Emmen). Rimane l'h nel nome scientifico, Homo neanderthalensis. Sei cambiato parecchio negli anni. Vorrei ben vedere! Le prime ricostruzioni non mi rendevano giustizia! Devo concederti che sapevate ancora poco dell'evoluzione dell'uomo e mi consideravate un intermedio, un mezzo scimmione. Solo perchè sono stato il primo ad essere trovato mi consideravate il più primitivo. Invece, guarda caso, ero l'ultimo e siamo stati anche contemporanei, perchè voi Homo sapiens non siete nemmeno nostri discendenti! Beh, anche il fatto che il primo scheletro completo che avete trovato fosse di un vecchio di quarant'anni, con artrosi alla spina dorsale, non ha aiutato. L'Uomo di Neandertal come lo si ricostruiva nel 1910... uno scimmione. Nel 1930, siamo ancora dalle parti del bruto... 1960, il famoso "accampamento Neandertal" di Zdenek Burian. Peli e gobba a parte, va già meglio. 1990, assume finalmente la postura corretta e sembra fare qualcosa di intelligente. Nemmeno pelosi, giustamente. 2000 Trucco per gli attori di un programma di divulgazione scientifica. Diversi ma molto umani. 2008, Modelli di Uomo e donna Neandertal, la mappatura del DNA chiarisce molti aspetti, fra cui che eravamo specie diverse ma compatibili. Per fortuna siete andati avanti con gli scavi e le ricerche, tanti più scheletri dei nostri e. negli ultimi anni, soprattutto la mappatura del nostro DNA, hanno chiarito che in fondo eravamo sì diversi da voi, ma non troppo diversi. Innanzi tutto non eravamo gobbi, avevamo la pelle chiara e molti di noi che vivevano in Nord Europa avevano i capelli rossi. Rimani però un tipo piuttosto tozzo e non proprio bello come Apollo. Ti credo, prova a vivere per trecentomila anni fra la Scozia e la Siberia con ogni tanto delle glaciazioni in mezzo, prova cacciare Orsi, Alci e Mammut solo con la lancia, non è roba da ballerine! E' vero, sono un po' più basso di voi Homo sapiens, ho le gambe più corte, ma se guardi gli Inuit (Eschimesi) di oggi, hanno anche loro le gambe corte e il tronco tozzo, è un adattamento a non disperdere il calore del corpo in climi freddi. L'Uomo di Neandertal aveva ossa più spesse delle nostre, torace a botte e tronco tozzo. La mia faccia ha la fronte sporgente per far spazio a seni frontali grandi, insieme al nasone mi servivano per riscaldare l'aria gelida che respiravo. Mi manca il mento? Forse, o forse siete voi che avete incisivi troppo piccoli? eh eh. Vi ho curati.. negli ultimi 10,000 anni le vostre mandibole sono diventate sempre più gracili almeno del 20% a quanti di voi non c'è più spazio per i denti del Giudizio? H. sapiens a sinistra, Neandertal a destra, Il cervello di Neandertal in media era un po' più grande del nostro. Il mento non è una struttura nuova, è conseguenza della piccolezza dei denti in H.sapiens. Sarò stato meno bello di voi (dipende dai gusti, comunque) però ero ben più forte di tutti voi, molto più forte. Le mie ossa sono molto più spesse delle vostre e sostenevano muscoli molto più grossi dei vostri... ehi, vuoi per caso fare a braccio di ferro? Neandertal vs Sapiens, diorama al Museo di Mettmann (Germania). No grazie, già 40.000 anni fa il miei avi avrebbero perso, ma oggi come oggi il mio braccio da sapiens del 2020 lo romperesti come un grissino. Però noi siamo sempre stati più svegli di voi, altrimenti quello fossile sarei io, no? Accidenti, accidenti... Non ricordo bene cosa è successo, ci sono stati 10.000 anni di coesistenza fra noi e voi, però sembra proprio che non ci sopportassimo troppo, dove arrivavate voi, dopo un po' di tempo noi ce ne andavamo così, a forza di ritirarci e perdere terreno, alla fine i quattro gatti di Neandertaliani rimasti si sono ritrovati col mare alle spalle nell'ultimo spicchio di Europa, cioè a Gibilterra, e poi... addio. Qualcuno dice che vi sapevate organizzare meglio, eravate più intelligenti, ma il mistero rimane. Però ... anche noi non eravamo dei bruti, usavamo il fuoco come voi e, anche se ci piaceva soprattutto la carne, sapevamo pescare, cuocere una minestra, ed eravamo educati, usavamo persino gli lo stuzzicadenti. Avevamo senso estetico, ci facevamo dei bei vestiti di pelle (sembra che però non sapessimo cucire, legavamo le pelli con dei cordini) ci ornavamo di penne e di conchiglie, ci dipingevamo la faccia. I denti dei Neandertal mostrano spesso tracce di usura che un tempo si trovavano nei denti degli Inuit, causate dal mordere fortemente le pelli degli animali per ammorbidirle mentre le conciavano (dal diorama del Museo di Storia Naturale di Pisa). Noi però abbiamo il pensiero astratto, l'arte... E' vero che le pitture rupestri le avete fatte solo voi. Trentamila anni fa, non so come, ma vi è successo qualcosa e all'improvviso vi siete messi a fare arte a tutto spiano, pitture, statuine di donnne ciccione, di uomini leone... noi al massimo abbiamo fatto qualche ghirigoro su uan roccia... Ma se si trova un neandertaliano sepolto in posizione di riposo, con intorno ornamenti di conchiglie, penne d'uccello e tracce di polline di fiori, non ti viene in mente che anche noi potevamo avere un pensiero astratto? E ti do' una notizia dell'ultima ora, le mappature genetiche più recenti indicano che in nostri cervelli avevano aree del linguaggio molto simili alle vostre, chi lo sa, forse a noi Neandertal mancava solo un zic, accidenti. Ritratto di un Neandertaliano con ornamenti ritrovati nei siti e nelle sepolture. Ma dicono che alcuni di voi erano cannibali. Se anche fosse che qualche clan era cannibale, ... di tribù sapiens cannibali non ce ne sono mai state? Mi fai sentire un po' in colpa, come fossi cow boy con gli Indiani. No quello è stato peggio. Comunque è andata così, non ci si può far niente. Peccato però, i paleontologi dicono che stavamo pian piano imparando un po' di cose da voi ... dove siamo vissuti assieme, non è andata sempre male. Ma voi Neandertal da dove siete venuti? Carissimo, la mia è l'unica specie di uomo che ha avuto origine in Europa (da specie di Homo più antiche che avevano lasciato l'Africa), abbiamo popolato tutta l'Europa, ci siamo espansi in Medio Oriente e poi in Asia Centrale e in Siberia. Quando voi Homo sapiens discutete fra voi su chi siano i veri Europei, beh i veri Europei siamo solo noi, i Neandertal! Stavamo in pace con i nostri amici est asiatici (Homo denisoviensis o Denisoviani NdR) e poi dall'Africa siete arrivati voi Homo sapiens e ci avete combinato tutto quel casino, poveri noi e poveri Denisoviani. Donna "Neandertaliana" nordeuropea e Uomo "Sapiens". I primi H.sapiens ad arrivare in Europa avevano la pelle scura perchè venivano dall'Africa. Si schiarirono successivamente, per ragioni legate alla produzione di vitamina D, almeno così sembrerebbe. Di voi non rimane più niente, peccato. Proprio niente no, la piccola rivincita è che nel vostro DNA di sapiens c'è dal 2 al 4% di geni neandertaliani, qualche volta i capelli rossi sono merito nostro (non sempre eh, non preoccupatevi). Come facciamo ad avere dei geni di Neandertal? Vuoi che ti faccia un disegnino? Ah no, io non so disegnare... Beh, come dire, a volte si fa la guerra, altre si fa l'amore, al buio tutti i gatti sono grigi e così via...tu sei un paleontologo, ma ultimamente chi fa genetica di popolazione sugli uomini primitivi scopre più cose di te. Backstage del film "Un Milione di anni fa", mi piace proporla come metafora per "primitivi mescolati a moderni". Quando è uscito il film ero così piccolo che ho ammirato i Dinosauri senza accorgermi di Rachel Welch! Che indubbiamente, col senno di qualche anno dopo, meritava. Ma pensa ... c'erano due specie di Homo che si potevano ibridare... No almeno tre specie!! c'erano anche i Denisoviani (le popolazioni moderne asiatiche e soprattutto i Melanesiani hanno un po' di DNA dell'uomo di Denisova), lo sai che hanno analizzato il DNA delle ossa di una ragazzina fossile, ed è venuto fuori che aveva papà Denisova e mamma Neandertal? Senza dimenticare che anche noi Neandertaliani abbiamo preso un qualche gene da voi Homo sapiens e i sapiens asiatici hanno una percentuale di geni denisoviani, quindi ai tempi c'era molta allegria... Come si fa a sapere... Amico, sono solo un Homo neanderthalensis, ti sei dimenticato? Non ho studiato Genetica. Ma adesso ti chiedo scusa, vorrei tornare al lavoro. Arrivederci allora, e grazie della chiacchierata! Per essere un sapiens sei quasi simpatico. Magari hai ragione, ci rivedremo. Adesso vado. Un Neandertal sbarbato e vestito (Museo di Mettman, Germania), per strada non si noterebbe più di tanto, in giro oggi si trova di molto peggio. Nota 1 Quello che scrivo non è roba mia ma proviene da studi rigorosi pubblicati su riviste scientifiche di alto livello. Qui lo spazio per mettere la bibliografia non c'è, ma se qualcuno vuole posso dargli tutti i riferimenti alle pubblicazioni. Nota 2 Se qualcuno non resiste dalle curiosità... come si fa a sapere che Denny, la ragazzina di 90.000 anni fa, aveva la mamma Neandertal e il papà Denisova? I cromosomi (le barrette che contengono il DNA) sono a coppie e metà di ciascuna coppia viene da un genitore e metà dall'altro. Denny ha per ciascuna coppia un cromosoma Neandertal ed uno Denisova. Ma nelle cellule ci sono dei micro-organi (i mitocondri) che contengono DNA che si eredita solo dalla mamma e in Denny sono solo di Neandertal quindi era la mamma ad essere Neandertal. Nota 3. Tanti anni fa la Radio trasmetteva un programma che si chiamava "le interviste impossibili", in cui un uomo di cultura di oggi immaginava di dialogare con un personaggio dell'antichità, come ad esempio Socrate... Italo Calvino scrisse un'intervista proprio all'uomo di Neandertal. Oggi dal punto di vista paleontologico chiaramente non ci azzecca più, ma la saggezza e l'ironia di Calvino sono senza tempo, se volete è qui: https://www.raiplayradio.it/audio/2019/10/RaiTv-Media-Audio-Item-ebbd7892-6e19-4700-885f-a3b5b77b0ddc.html FOTO DA INTERNET, COPYRIGHT DEGLI AVENTI DIRITTO, QUI RIPRODOTTE A SOLO SCOPO DI DIVULGAZIONE.
  3. Scopro con sorpresa che qualcuno anche in Università ha le idee un po' confuse sull'Evoluzione. Ovvero non è del tutto convinto che ci sia un' evoluzione dei viventi. E pensare che non siamo nemmeno in Kansas. Forse il problema è che ancora oggi per la maggior parte delle persone la "cultura" è orientata del tutto o quasi in direzione umanistica o tecnologica (o tutte e due)? A volte si pensa anche alla medicina applicata, ma la componente naturalistica ahimè, è Cenerentola, qualche senso di colpa che spinge un po' più persone a interessarsi di ecologia, viste le contingenze a cui stiamo andando incontro. Intendiamoci, fra le persone con un minimo di cultura tanti sanno (o pensano di sapere) cosa sia l'Evoluzione, ma a parte i professionisti (Genetisti e Paleontologi soprattutto), alcuni naturalisti e appassionati, ho l'impressione che il resto, anche quelle che "credono" (mi si passi il termine che contraddirò tra poco) nell'Evoluzione, non abbia idee molto chiare . Eppure capirne di più farebbe bene. Non sto certo a fare una lezione sulla concezione moderna dell'Evoluzione, nè su come funziona. Le risorse per approfondire non mancano e non è questo il luogo. E' solo una riflessione mia su perchè si dovrebbe sapere qualcosa sull'evoluzione. Sapere ad esempio che l'Evoluzione non è più una "Teoria". E' una Legge. Che differenza c'è in scienza tra Teoria e Legge? La Legge, come quella di Gravità, enuncia un fatto, su cui si possono fare esperimenti per verificarla. Oggi è possibile fare esperimenti evoluzionistici, lo fanno in Genetica. Il legame Mutazione-Selezione-Evoluzione è assodato. Quindi non c'è più bisogno di "credere" nell'Evoluzione di quanto ce ne sia per la legge di gravità. La "teoria" cerca di spiegare come funziona l'evoluzione, non se esista o meno. Sapere dell''Evoluzione rende umili. La sintesi moderna del meccanismo evoultivo ci fa capire che i "grandi" passi dell'evoluzione sono innescati da fenomeni climatici e geologici, più che a competizione, che gioca su scala molto più piccola. Fenomeni sui quali non mi risulta si abbia ancora controllo. Almeno finchè non si riesce a fermare il movimento delle placche terrestri o i movimenti del Nucleo Terrestre. Abbiamo un certo potere sulla superficie della crosta terrestre e sui viventi, senza dubbio (e lo usiamo male), ma i grandi fenomeni sono ancora più forti di noi. Cranio di Tigre dai Denti a Sciabola. Questi magnifici predatori si sono estinti circa 12.000 anni fa insieme a tanti altri animali, in quella che viene chiamata la Scomparsa della Megafauna, un fenomeno che ha interessato quasi tutto il mondo. Modello in resina ad alta fedeltà, di (c) Bone Clones Inc. . Sapere dell' Evoluzione rende uguali. Siamo tutti legati da un'origine comune, più o meno vicina, ma non c'è nessuna "creatura a parte", sottostiamo alle stesse leggi , non ci sono superiorità assolute, solo contingenti e sempre transitorie. Tra noi e il nostro cugino più prossimo, Lo Scimpanzè, c'è solo una manciata di mutazioni. Abbiamo fatto sesso con l'uomo (e le donne) di Neandertal, soprattutto noi Euroasiatici, e ce ne portiamo dentro dei pezzettini di DNA. Un Uomo di Neandertal osserva la sua selce appena scheggiata, modello fotografato al Museo di Storia Naturale di Vienna, sfondo eliminato in postproduzione. Sapere dell'Evoluzione rende saggi. Sapere che la storia dei viventi è una storia di relazioni reciproche, instabili, in evoluzione appunto, ci fa capire che siamo una parte di una comunità vivente che ha avuto un'origine e può avere una fine, e che è la salute della comunità intera che garantisce la salute nostra. Lucy (o sua sorella) e suo "marito" camminano sulla sabbia vulcanica ardente di Laetoli in Tanzania, lasciano quelle impronte che milioni di anni dopo dimostreranno che questi nostri antichissimi antenati avevano una postura eretta come la nostra. Modelli fotografati al Museo di Storia Naturale di Vienna, l'ambientazione è veramente la piana di Laetoli, aggiunta in postproduzione. Sapere dell' Evoluzione ci rende responsabili. Nell'Ottocento si pensava che l'evoluzione fosse solo o soprattutto una lotta per la supremazia di una specie sul'altra e tanti economisti e politici se ne sono innamorati. Oggi sappiamo che non è così. La selezione opera in un modo un po' diverso: la sopravvivenza su larga scala non sta nella competizione sempre più spinta, ma nel mantenere l'equilibrio fra le parti che coevolvono. Siccome siamo diventati una specie intelligente e "progredita", possiamo interferire un po' di più su questi equilibri rispetto ad altre specie, ma un maggiore potere, come per l'Uomo Ragno, comporta maggiori responsabilità. Sapere come lavora l'Evoluzione su larga scala, ci fa capire che pasticciare a caso con il benessere della biosfera anche se può sembrare utile, redditizio, e magari lo è, a breve termine, alla lunga potrebbe diventare assai poco divertente. Sapere dell'Evoluzione ci conferma se mai servisse che non ci sono vincitori e vinti assoluti, ma solo relativi. In natura non ci sono intenzioni, promesse, premi o punizioni, presenti o futuri, ma solo fenomeni, azioni e le loro conseguenze, a cui occorre fare attenzione, qui ed ora, e su cui agire consapevolmente, qui ed ora. Se si vuole eh, se no va bene lo stesso, basta saperlo. Tanto prima o poi verosimilmente ci si estinguerà, come l'Austrovenator qui sopra, ma almeno lui non ne ebbe colpa. Fotografato alla mostra dei Dinosauri Argentini, sfondo oscurato in postproduzione. E allora: Viva la Evoluciòn!
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