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  1. Il Marocco. Sono stato in Marocco dal 6 al 16 Maggio di quest’anno come moltissimi altri italiani di questi tempi. E’ una località abbastanza inflazionata negli ultimi tempi; su Nikonland ho visto le bellissime fotografie gia’ postate da altri nikonlander. Voglio comunque dare anch’io il mio modesto contributo senza troppe pretese. Mi sono portato la seguente attrezzatura. Nikon Z8, Nikon Zf, Nikon Z30. Nikkor Z 14-30 f4 S, Nikkor Z 24-120 f4S, Nikkor Z 28-400, Viltrox 20 f2.8 (piu’ compatto e leggero del Nikkor 20 f1.8 che e' rimasto a casa), Viltrox 50 f1.7 DX, Nikkor Z DX 24 f1.7 La Z8 e la Zf sono state le fotocamere piu’ utilizzate, ho alternato i due zoom 24-120 e 28-400 dando la priorità al 24-120 nella maggior parte dei casi e a quello piu’ lungo per i paesaggi, il deserto, e altre situazioni in cui mi servisse un tele piu’ spinto per esigenze particolari. I fissi li ho usati sulla Z30 ed il 20 Viltrox in qualche raro caso sul Z8 e Zf. La Z30 e’ stata comoda per le foto rubate nelle location in cui siamo stati, ma non l’ho utilizzata per altro. Mi sono portato 3 batterie di riserva EN-EL 15c (rigorosamente Nikon originali) ed Il caricabatterie "Viltrox Camera Battery Charging Case Power Bank. Ottimo prodotto. BT-EL15 (Nikon)" ed in aggiunta il PoweBank Anker Power Bank Ricarica Rapida, 737 PowerCore 24K (ne aveva parlato Sakurambo qui su Nikonland) Qui Powerbank. L'ho trovato molto utile. Il tour ha seguito il seguente percorso . Casablanca La Moschea di Hassan II Fu costruita per volontà del re Hassan II e fu inaugurata il 30 agosto del 1993. L'interno e' molto decorato. Legni pregiati, gesso, stucchi, rosoni colorati. La piazza e' immensa. La tappa successiva e' stata Rabat. La capitale del Marocco. Prima di entrare a Rabat, ho fotografato la torre piu' alta del Marocco. Mohammed VI Tower Mohammed VI Tower Mohammed VI Tower Rabat E' la capitale del Marocco. La città è situata sulla costa atlantica del paese, sulla sponda sinistra del fiume Bou Regreg, di fronte alla città di Salé. Torre di Hassan e piazza dove avrebbero dovuto costruire una Moschea rimasta incompiuta. L'immensa piazza. Le colonne allineate Ampli spazi che contrastano con il cielo. Orrore... utilizzano gli smartphone ? Non sia mai. E io prima li fotografo e poi scatto anch'io una fotografia del particolare. L'immancabile compressore dell'aria condizionata che e' indispensabile da queste parti ma che deturpa la piazzetta. Lasciamo l'area sorvegliata e proseguiamo il viaggio per le tappe successive. Chefchaouen Nel blu dipinto di blu. Definita la "città blu" per via della tipica colorazione azzurra delle sue case. La dominante Blu e' costante e presente praticamente in ogni angolo. Tutto e' Blu. Salvo qualche rarissima eccezione. Il colore predominante e' comunque sempre il blu. Gatti Porte I gatti non mancano, sono presenti ovunque. Nei luoghi piu' poveri non sono particolarmente in salute, tuttavia mediamente direi che stanno bene, soprattutto quelli in zone di mercati e mercatini di pesce. . Non solo i gatti sono numerosi ma anche i cani, soprattutto nelle zone rurali dove ci sono molti animali e dove vengono utilizzati come cani da guardia per proteggere il bestiame. Alcuni sono anche simpatici . L Il lavoro nei campi, viene ancora svolto, soprattutto nei centri rurali, con sistemi a trazione animale. Avanti e indietro, avanti e indietro.... per ore e ore sotto il sole. Ho avuto l'opportunità di visitare una fabbrica artigiana con annesso negozio di ceramiche. Piastrelle colorate, vasi e suppellettili di ogni foggia. Le fotografie seguenti di persone sono state scattate con il consenso delle persone che facevano le dimostrazioni. Non sono scatti rubati fatti di nascosto. Impastano il materiale a mano e lo stendono a mano. Lo fanno essiccare e poi lo cuociono e successivamente lo decorano. Producono anche vasi di ogni forma e soprattutto i contenitori tipici per cucinare la carne. i per Fabbricazione dei vasi Usano l'apposito tornio (piattello girante) con il quale modellano la pasta per dare forma al vaso. Vengono Verranno colorati e rifiniti minuziosamente a mano. Sono bravissimi artigiani che curano i particolari e la scelta dei colori. Ultime finiture e decorazioni esterne. E finalmente vengono esposti per la vendita. I colori sono molto intensi. Ed ora passiamo alla tessitura. Non sta suonando il pianoforte o una tastiera elettronica come potrebbe sembrare dalla posizione delle mani e dallo sguardo atento. Sta tessendo. Ed ora qualche fotografia di deserto, di paesaggi e di dune. Alcuni scatti di paesaggio potrebbero sembrare finti, realizzati con l'intelligenza artificiale, invece sono tutti veri, realizzati con un corpo Nikon Z8 e con ll 'good enough' immancabile (e per me ottimo) Nikkor Z 28-400 che ho spesso scambiato tra Z8 e Zf alternandolo al 24-120 f4. Qualcuno potrà farmi la stessa identica domanda che mi sono fatto io prima di partire? Perche' portarli entrambi? Perche' non portare solo uno dei due? Ottima domanda. Ma quale dei due e perche'? Il decidere tra l'uno o l'altro presuppone una scelta, un confronto (like YouTube che io detesto). Non sono due obiettivi confrontabili. Sono complementari. Ciascuno e' meglio dell'altro in qualche cosa. Per questo li ho portati con me entrambi. E devo dire che sono stato contento della scelta fatta. Folla anche nel deserto Come e' arrivata tutta questa gente? In dromedario ? A piedi? Direi di no. Il dromedario e' entrato in sciopero e si gode il meritato riposo. to in Allora sarà arrivata a dorso asino o di mulo forse? Nemmeno. Meglio i piu' comodi SUV. E dove dorme? Ma nel campo tendato, e' ovvio. Fa tanto cool. (Pet la cronaca, io mi sono rifiutato di farlo, e sono tornato in Albergo. Per me non aveva nessun senso dormire qui solo per poter raccontare sui social di aver dormito nel deserto senza che ci fosse un senso (tipo passeggiata notturna o cose simili) ). Comunque a breve tutto sarà (ahime') molto piu' confortevole. Stanno infatti costruendo un mega Resort. (Speriamo che abbia almeno la TV satellitare, il wifi con fibra, quattro piscine con acqua di diverse gradazioni e la Jacuzzi). (Commento amaro ed ironico il mio). Aggiungo qualche ulteriore scatto. E qualche foto rubata. Questa purtroppo mi e' venuta per caso e purtroppo qualcuno si e' infilato a destra (l'ho scattata tra la gente), ma l'ho postata ugualmente perche' mi e' piaciuto lo sbuffo del fumo di sigaretta. Mi ha colpito il sorriso. E per finire qualche gioco di ombre, luci, scorci. Mi hanno colpito soprattutto i contrasti, i chiari, gli scuri, le geometrie, archi quadrati, pareti, finestre. Questa e' solo una piccolissima parte delle migliaia di fotografie che ho scattato in dieci giorni di giro per il Marocco. Mi fermo perche' vi ho già tediato abbastanza. Lesson Learned. 1) A volte sembra di portarsi troppo materiale, troppo peso. Forse avrei potuto lasciare a casa la Z30 e 2 fissi apsc. (ma a livello di peso avrei risparmiato poco o nulla). E comunque era ottima quando non volevo portarmi Z8 o Zf. Pensavo di avere molte occasioni in piu' per utilizzare il 14-30 Z S ma non ho avuto l'ispirazione per il grandangolare in questa occasione. (Focale che peraltro in altre occasioni amo molto). Sono contento di aver lasciato a casa il Viltrox 16 f1.8. L'ho messo e rimesso piu' volte nello zaino e poi l'ho tolto per motivi esclusivamente di peso. L'avessi avuto l'avrei sicuramente montato, ma onestamente in questo specifico contesto non ne ho sentito la mancanza. Spazi, molto ampi, immensi, per cui alla fine ho usato qualche volta il 20 f2.8 Viltrox. Sono stato contento di aver portato con me sia il 24-120 f4 (impareggiabile come resa) ed il 28-400 VR ottimo per certi scorci nel deserto. (good than enough or much better than necessary? ). 2) Forum. Ho commesso alcuni errori. Primo errore (mea culpa, cosi' imparo a postare poca roba e sono stato punito dagli dei ) e' stato di trascinare piu' foto tra le immagini caricate. Ho imparato a mie spese che una volta inserite tra le immagini caricate, se non utilizzate nel testo, vengono caricate in fondo. Secondo errore nato per rimediare al primo dopo aver cancellato foto buone,, le ho caricate piu' volte a causa della mia rete che era lenta e non ho saputo aspettare e cio' ha generato problemi di cui mi scuso con tutti. E per finire PRIMA caricare, POI verificare, e INFINE rendere pubblico il post. (.. poi aspettare i suggerimenti di Rudolf e di Max). (Grazie).
  2. (Questo post è stato pubblicato per la prima volta il 26/7/2016 in Nikonland.eu) Giugno. Meridione italiano. Un'assolata località di mare. Poca gente in giro, il sole basso sull'orizzonte prima del tramonto, l'aria fresca e ventosa che pulisce il cielo, la limpida luce che investe i bianchi muri del piccolo paese. Complici i contrasti fra mare e cielo e l'architettura davvero inconsueta per una località di questo lontano Sud, rimango rapito dalle curiose geometrie delle case e delle strade in cui mi muovo, dagli originali arredi urbani, dalle ombre che si stagliano perfette sulle pareti imbiancate dalla calce, dalla luce forte e pulita che mi avvolge. Prendo la fotocamera e comincio a scattare. E' come se qualcuno mi conducesse per mano, mostrandomi gli scorci da fotografare e suggerendomi le inquadrature, facendomi diventare di minuto in minuto sempre più bramoso di fissare in una serie di immagini ciò che vedo, incuriosito e ispirato da una luce e da un luogo che non mi sarei aspettato di trovare così. Un posto inconsueto per la latitudine in cui mi trovo, ma anche familiare nei contrasti fra cielo, mare e case a cui sono abituato, nel sole forte che separa nettamente le zone in ombra da quelle illuminate, nell'atmosfera che respiro, da cui sono circondato, quasi immerso, e che sento sulla pelle come se non si fosse mai interrotto il rapporto che ho con questa terra, vissuto quasi sempre da lontano ma che si rinsalda ogni volta che vi ritorno, che sia per una breve vacanza o per un fugace impegno di lavoro. Di solito non sono attratto dai paesaggi, naturali o urbani che siano, ma questa volta è diverso, e lascio andare il mio occhio dietro la macchina e l'indice sul tasto dell'otturatore provando ad interpretare in immagini ciò che vedo e da cui sono attratto e incuriosito. Mi muovo fra le strutture che fotografo, osservo, mi abbasso e mi sporgo, mi inclino e mi allungo per trovare l'inquadratura che cerco, guardo nel mirino l'effetto e poi mi ritraggo ancora non convinto, faccio un passo in avanti e due indietro fino a che non trovo il punto giusto, e scatto dando sfogo alla fantasia e alla curiosità di osservarne poi i risultati. Il tempo corre veloce, sia per la luce che devo sfruttare finché rimane così forte e netta, sia perché quando fotografo i minuti passano velocemente, volano, si esauriscono in un batter d'ali come di solito avviene per tutti i momenti belli della vita, e non posso perderli, né voglio sprecarli. Ecco, il sole è adesso praticamente andato, le ombre si sostituiscono alle luci forti di qualche momento prima e tutto il paesaggio si immerge in una penombra tenue e diffusa, piatta, banale, che nulla ha più da dire all'incantato spettatore che ero prima. Sipario. Lo spettacolo è finito. Rien ne va plus. Game over. Ciò che fino a un attimo fa mi aveva rapito tenendomi incollato al posto per non perderne neanche un attimo, ora mi ha ora lasciato lì, soddisfatto per averlo goduto ma anche un po' attonito per averlo visto terminare. Mi rimangono le immagini che ho fissato in memoria, e l'attesa di poterne godere riguardandole. E non importa se siano belle o brutte, da presentare a un concorso o da riguardare con delusione pensando che potevano essere migliori. Sono la dichiarazione di una passione che mi fa sentire come un artista che è riuscito ad esprimere quello che aveva dentro con i suoi strumenti e la sua fantasia, e che ricordano di un bel pomeriggio estivo, del sole basso sull'orizzonte, dell'aria fresca che pulisce il cielo, e della luce limpida che colpisce le bianche pareti di quel piccolo paese di mare in cui sono stato. (aprire le immagini) 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Grazie a chi vorrà lasciare un commento e/o un like.

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