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Riccardo Davoli

Nikonlander
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Everything posted by Riccardo Davoli

  1. Molto interessanti le tue considerazioni sulla scelta che sostanzialmente condivido. Grazie Valerio
  2. Hai perfettamente ragione Mauro, essendo sfizi posso permettermi di aspettare. Per fotografare ho un numero di ottiche sufficienti.... Guarderò meglio tra i Viltrox....
  3. Interessanti....ma non vedo perchè non li possa fare Nikon.... Va bene le serie "esoteriche", lo stato dell'arte ma c'è bisogno anche di ottiche più normali, più fruibili anche ai comuni mortali. Senza nulla togliere ai cinesi ma preferirei fossero Nikon per la compatibilità futura con le prossime generazioni di macchine.
  4. Esattamente. Con le stesse "caratteristiche" ottiche di quella linea di ottiche, morbide per la "linea f1,4" e compatte per la "linea 40-28". Proprio così, un 135 f2,8 oppure un 15 f3,5 privilegiando la compattezza. Io li comprerei. Per quanto riguarda la macchina fotografica non desidero altro. La Z9 è al di sopra di quanto mi serva realmente. Forse una fotocamera più piccola per quando viaggio mi potrebbe far comodo.....ma c'è già.
  5. Vado controcorrente, mi piacerebbe venisse ampliata la linea "f1,4" con un 85-105-135 (uno a caso) con caratteristiche ottiche equivalenti al 50-35 e la linea del 40-28 verso il "basso" con un 14-16-18 (anche qui uno a caso) con dimensioni compatte. Preferisco ottiche compatte sacrificando qualcosa nella qualità per quando viaggio. Senza nulla togliere ai prodotti cinesi....preferisco rimanere in Nikon.
  6. Su questo sono completamente d'accordo con te. Solo il confronto tra idee diverse fa crescere le persone. ...e tutte le occasioni. Tanto è vero che ho uno zaino per ogni uscita......beh, quasi, me ne mancherebbe uno quando esco con...... Vengo anch'io dallo psichiatra.
  7. Io faccio riferimento alla mia esperienza. Le volte che io ho usato lo zaino non fotografico con il corredo fotografico ho sempre messo macchina e obiettivo/i dentro a "contenitori" che li proteggessero dagli altri oggetti contenuti nello zaino o tra di loro e non sempre riuscivo a trovare una protezione per ottica e corpo macchina montata e avvolgerla in un pile o simile non mi piace. Tutto qui. Solamente non sono così critico verso gli zaini fotografici.
  8. Tra gli zaini in mio possesso ci due zaini da montagna da 50 e 70 litri che ho usato anche con le macchine fotografiche ma.....se mi fermo a valutarlo sul mero confort di "viaggio" a pieno carico è indubbio che sono comodi ma se li vediamo in ottica fotografica, a me non piace dover rumegare dentro lo zaino per cercare corpo, ottica, scartarli dall'involucro protettivo e poi montarli. Se sono in un protone a 2000mt ho spazio e tempo ma se sono in una metropolitana affollata...... Per le uscite "lunghe" ho un Tamrac Anvill e il su citato GuraGear usati entrambi a pieno carico. Certo, non saranno comodi come uno da montagna ma avendo entrambi un buon supporto lombare li trovo abbastanza confortevoli da usare carichi e per tempi lunghi. Nel tempo, però, ho imparato a sacrificare qualcosa, a portare quello che realmente mi serve. Ma qui entriamo nella parte personale, soggettiva.
  9. Permettimi Valerio, ci penserò quando deciderò di scalare una montagna con 2 Z9 e due obici. Allora sì lo zaino da montagna è sicuramente il migliore. Ma quando succederà? Almeno per me, mai. Per un uso meno specifico gli zaini fotografici io li preferisco. Per il viaggio in Giappone ho acquistato un GuraGear Kikobo 30L+ caricandolo con 11kg di materiale fotografico, abbigliamento e ammennicoli vari portandolo in spalla per 20.000 passi giornalieri, talvolta anche di più, per 5 giorni. Certo, non ho fatto 1000 o più metri di dislivello....però non l'ho trovato scomodo, anzi, e sicuramente non l'ho maledetto dopo un'ora sulle spalle. Non voglio polemizzare ma credo che ognuno di noi ha necessità che non si possono rendere assolute perchè dipende dalle nostre priorità, personali, dagli obbiettivi che ci poniamo, personali, e dal contesto di utilizzo. Non ti dico quante contenitori fotografici ho tra zaini, borse, monospalla e borse pronto, oltre a zaini non fotografici di litraggi vari. Eppure tutti hanno una loro ragione di essere. O almeno io mi giustifico così per averli....(per la terapia di gruppo dallo psichiatra mi aggiungo anch'io). Io, per esempio in viaggio, preferisco avere la macchina fotografica pronta il più velocemente possibile perchè lo spazio per tirar fuori macchina e obiettivo e montarli spesso non c'è oppure è precario. E lo zaino fotografico mi da questa "velocità".
  10. Auguro a tutti voi un sereno Natale e una buona luce per il prossimo anno sperando che la pace disarmata e disarmante possa prevalere, finalmente.
  11. Bellissimo racconto che mette in luce tutta la tua passione per la montagna e la natura intorno a te e le foto sono lì a (di)mostrarcelo, come sempre. Le mie preferite sono quelle con le figure umane presenti ma non preponderanti sul paesaggio. Buone feste a tutti voi.
  12. Grazie anche a te Ale per l'apprezzamento. Ottica straordinaria ma le dimensioni la penalizzano in viaggio, soprattutto se è itirenante come piace a me, già la Z9 non è piccola....se aggiungo anche quello....
  13. Permettimi, Valerio, di appuntarmi questa piccola medaglia al mio petto perchè sono riuscito a trasmettere quello che per me è il Viaggio: un insieme di esperienze arricchenti. Grazie Valerio, di cuore. Da qualche anno sto cercando di mettere nelle foto le mie emozioni e il tuo, non solo il tuo, commento mi fa capire che sono sulla strada giusta, anche se è ancora molto lunga. E grazie alla comunità di Nikonland per la possibilità di confrontarmi con persone come tutti voi.
  14. Si, Marco, hai ragione tanto che ho già fatto stampare la foto con la ragazza di spalle al Fushimi Inari ed appesa in soggiorno e altre ne farò stampare. Forse ho ecceduto con le foto pubblicate ma ho cercato di raccontare non il viaggio, che concordo con te è temuto, ma le "emozioni" che questa esperienza mi ha lasciato. Forse hai ragione Mauro, le cartoline riproducono un paesaggio e le mie no. Potremmo definirle, allora, delle istantanee con cui ho cercato di congelare un momento senza seguire un racconto di viaggio. Questo signore, e non era l'unico, mi hanno stupito alquanto perchè, a differenza dei "nostri" che scappano appena ti intravedono, rimanevano fermi senza scappare tanto che la foto l'ho scattata a 105mm e senza nessun camuffamento. Grazie
  15. Come avrete intuito nel mio precedente post sul museo Nikon, quest'anno sono tornato in Giappone con tutta la famiglia per rivedere amici sparsi nel paese. Erano alcuni anni che non riuscivamo a fare una vacanza tutti insieme e mi è piaciuta molto perchè è stato un "rapporto alla pari" con i miei figli. Mi ha arricchito molto. In questo viaggio, anche se trovo improprio chiamarlo viaggio, forse preferisco esperienza, ho portato via la Z9 con il Z24-120 montato, il Z70-200 e il Ai 55 f1,2 perchè non si sa mai. Alla fine usati pochissimo. Il tutto contenuto in uno zaino Gura Gear Kikobo insieme ad abbigliamento vario per 4 notti itineranti nel Kyushu, la regione a sud del Giappone. In questa esperienza abbiamo avuto spesso come guida amici giapponesi che ci hanno fatto vedere i luoghi meno turisti, dormire in case tradizionali dell'inizio del secolo scorso, mangiare in quello che era una scuola per diventare geishe, vedere la vestizione di mio figlio con una armatura originale del '500 di un samurai completa di katana, salire su un vulcano attivo, vedere l'alba in riva all'oceano pacifico....oltre al museo Nikon già raccontato Che spettacolo. Non vi tedierò con la descrizione del viaggio e delle varie tappe, volevo solo mostrarvi alcune cartoline, fugaci scorci dell'esperienza fatta. Metropolitana di Tokyo sul treno da Fukui nel Giappone rurale.... ...fino a un tempio buddista sull'autobus a Kyoto per.... ....il tempio buddista Kyomizu-dera e alla sera camminando a Gion, il quartiere delle geishe, una volta.... il mattino, di buon'ora, al tempio shintoista Fushimi Inari poco fuori Kyoto giocando con ai 55 f1,2 SC mio figlio con l'armatura da samurai del 1500 un airone cinerino in una canaletta nel parco Ohori a Fukuoka nel Kyushu per nulla spaventato dai passanti (@105). Incredibile saliti sul vulcano Aso sul bordo della caldera attiva, parzialmente attiva.... e scendere in riva all'oceano Pacifico nel parco Sun Messe Nichinan con riproduzioni quasi fedeli delle statue dell'Isola di Pasqua. per poi godere dell'alba, invero nuvolosa, nel tempio scintoista Udo Jingu in riva all'oceano e dopo un mezz'oretta di cammino nel bosco si arriva al piccolo, piccolissimo tempio shintoista Namikiri in riva al Pacifico con i miei figli e un loro amico che si è aggiunto ad osservare l'orizzonte, persi nei loro pensieri La Z9 non ha fatto rimpiangere macchine più piccole tanto è ergonomica e maneggevole, certo, da trasportare ha bisogno di una "borsa" tutta sua ma non è stato un problema irrisolvibile. Ho portato la Temba Byob9 che la contiene giusta con il Z24-120 smontato e poi in un normale zainetto da città. Il Z70-200 praticamente non l'ho usato ma non potevo lasciarlo a casa. Il 55 sapevo che l'avrei usato poco. In 16 giorni ho fatto 2633 foto, poche ma va bene così. Mi sono goduto il tempo con la mia famiglia e gli amici. Ci ritornerò.
  16. Concordo pienamente su quanto scritto qui sopra da voi. La foto è "bella" perchè è intrinsecamente bella e non perchè il soggetto in primo piano è bello. Anch'io amo le foto di animali ambientate e faccio lo stesso con le maschere di carnevale perchè tutto, soggetto e contesto, fanno la foto e possono, dovrebbero, emozionare. O meglio dovrebbero trasmettere la stessa emozione che abbiamo provato noi nel farla. E aggiungo anche la iper definizione che gli obiettivi più recenti riescono ad avere che, secondo me, talvolta (spesso?) distraggono dalla composizione. Insomma ci emozioniamo più a contare le piume che a vedere la foto nel suo insieme. Certo, a volte non è facile scindere le due cose ma, secondo me, dobbiamo essere consapevoli di questi aspetti, almeno noi appassionati fotografi.
  17. Riprendo questo blog perché ci stiamo avvicinando al Carnevale di Venezia e tra meno di due mesi (7 febbraio) sarò in Riva degli Schiavoni all'alba fino al 14 febbraio con @Alessandro Pisano . Rinnovo l'invito a tutti i Nikonlander di venire e vivere di persona quell'incredibile momento di frenesia fotografica che si manifesta ogni mattina all'alba nell'ultima settimana di carnevale nei pressi di Palazzo Ducale a Venezia. Io e Alessandro vi aspettiamo per condividere il momento. Qualche giorno prima aprirò un blog dedicato al Carnevale di Venezia 2026.
  18. Grazie Gabriele, avevo notato la nuova funzione ma non l'avevo ancora provata. Sono d'accordo con Mauro, oggi è ancora acerba ma con i prossimi aggiornamenti sarà più precisa. Prima o poi la proverò
  19. Gran bel giro Ale. L'altopiano di Asiago offre così tanti percorsi da fare a piedi, in bici o con gli sci da fondo che un mese non basta. Soprattutto la parte nord, quella dove avvennero cruenti battaglie nella prima guerra mondiale che ancora si vedono le ferite. Le foto raccontano bene quella parte dell'altopiano. Le opere di Martalar sono interessanti da fotografare, sopratutto di notte.
  20. Sono sempre molto interessanti le catene di montaggio, quelle di oggetti complessi come gli aerei un po' di più. Grazie per la condivisione.
  21. Non è prevista una guida ma all'interno ho trovato un giapponese che penso fosse legato al museo con cui ho scambiato qualche parola relativa alla parte non fotografica di Nikon. effettivamente sono oggetti incredibili uno c'era, montato su una F3P 😜 lo trovi nella stessa foto della F3T
  22. Nonostante Tokyo abbia più di 30 milioni di abitanti non è un città caotica ed è facile muoversi senza essere schiacciati da quella calca che si potrebbe immaginare vedendo una qualunque delle città medie italiane. Io non ho mai amato le città grandi ma questa mi ha colpito per l'assoluta mancanza di ingorghi per le strade e per la tranquillità che si respira. Certo, la cultura e le abitudini sono molto diverse e piene di contraddizioni, per il nostro modo di vedere le cose, ma la trovo molto interessante. Spesso è più difficile decidere di partire che vivere il viaggio. Per me è più importante l'esperienza che porto a casa che le fatiche che dovrò affrontare, ammesso che siano fatiche. Oggi viaggiare per il Giappone è meno difficile di quanto possa sembrare.
  23. Grazie Mauro, ho solo cercato di trasmettervi le emozioni che ho provato visitando il museo.
  24. All'epoca la mia disponibilità economica non era certo alle stelle tanto da "rubare" a mio padre le ottiche migliori e i soldi che risparmiavo li spendevo in viaggi, anche in moto, e le ottiche fisse, per quanto buone, non le prendevo in considerazione in quanto non funzionale al mio uso. Il mio legame a Nikon è nato qualche anno prima e si è consolidato nel tempo apprezzandone qualità e resistenza. Oggi quel 300 f2 mi piacerebbe provarlo perchè credo che possa dare ancora oggi belle soddisfazioni nonostante l'età. Grazie a te Max
  25. Dopo alcuni anni (13) siamo tornati in Giappone, io per la 4° volta, i miei figli per la seconda mentre per mia moglie è stato un po’ come tornare a casa in quanto ci ha vissuto una ventina di mesi sul finire del secolo scorso per acquisire materiale per la tesi e in seguito per un master in commercio internazionale con annesso approfondimento della lingua. La “scusa” era andare a trovare amici giapponesi. Prima tappa a Tokyo dove io non c’ero mai stato. Tra le tante mete non poteva mancare una visita alla nuova sede di Nikon e al vicino museo. L’edificio si trova ad un’oretta di mezzi pubblici, metro + treno, da dove alloggiavo, in direzione sud in una zona residenziale. L’ingresso principale è ben curato e senza fronzoli dove fa bella figura la scritta Nikon. A fianco dell'ingresso principale, sull'angolo a destra della foto, si trova l'ingresso del museo Entrando, a sinistra, si trova un bar e poco più avanti si arriva all'ingresso vero e proprio del museo. Sobrio, quasi zen Superata la porta, a destra, trovo due eleganti ragazze al banco informazioni che mi accolgono con un sorriso, un buon inglese e tanta gentilezza. Nella prima bacheca trovo il processo di fabbricazione del vetro ottico, semplificato Superata, entro in una stanza grande con pareti scure e illuminazione mirata sui vari pezzi del museo. Si inizia con gli stepper (spero di non aver sbagliato termine) da notare le lenti all'interno per poi passare ai microscopi compreso il primo microscopio portatile i telescopi al centro della sala si trova un oggetto cilindrico della lunghezza di un metro e venti con un diametro di settanta/ottanta centimetri che da lontano sembrava vuoto all'interno. Mi avvicino e scopro che si tratta di un "blocco" di vetro sintetico fresato da un lato, grezzo su gli altri lati, e talmente trasparente da sembrare vuoto da cui ricavano le grandi lente presenti negli stepper sono rimasto stupito dalla trasparenza del manufatto seguiti da questi apparecchi di cui non ricordo l'uso ma neanche mi hanno incuriosito, chiedo venia apparecchi di precisione per misurare gli spessori dal primo al più recente e automatizzato in collaborazione con Kawasaki nella stanza affianco sono apparsi gli oggetti che alimentano la nostra passione da anni un incredibile colpo d'occhio, emozionante tutta la storia fotografica di Nikon di fronte a me. Dal primo prototipo a oggetti che non avevo mai visto altri che conoscevo solo in fotografie viste sul web compresi i primi tentativi digitali eccola, la F3/T comprata usata ma praticamente nuova in Giappone nel 1993 nel mio primo viaggio e amata tantissimo per la soddisfazione che mi dava scattando. La custodisco ancora una D4 sezionata fino all'ultima uscita e tanto spazio vuoto per continuare la storia.... sulla parete di fianco sono raggruppate le macchine con i relativi accessori della serie F F2 F3 fotocamere professionali prototipi lenti industriali al centro della stanza potevi provare il 1200mm f11 montato su F2 Photomic A nella terza parete si trovano tutte le ottiche prodotte divise per "argomenti" alcune ottiche mi hanno impressionato per dimensione usarle, ma anche semplicemente trasportarle, non dev'essere stato facile nella successiva stanza, ci sono gli albori di Nikon, quando realizzava telemetri cannocchiali alla marina imperiale o le prime ottiche per fotocamere di altre marche come Canon infine, sulle pareti si trova una linea temporale con le tappe più significative della storia del marchio fino ai giorni nostri Che dire...emozionante. Per gli appassionati del marchio merita da solo la giustificazione per andare in Giappone. Si, certo, il paese offre anche molto altro ma per noi appassionati, amanti, di Nikon è una giustificazione per partire, per andarlo a vedere. Valerio ha chiesto di postare molte, moltissime, foto e spero di averlo accontentato ma non sono riuscito, ne' mai si potrà, ricreare l'emozione nel trovarsi lì guardando solo le foto. Purtroppo non ho una conoscenza così approfondita per poter raccontare tutti gli aneddoti, le storie e i successi di tutte le fotocamere e le ottiche presenti e chiedo scusa sin d'ora per tale mancanza. Sicuramente Max e Mauro ne sanno molto più di me. Uscendo si passa per uno spazio attrezzato per presentazioni abbastanza grande Per la realizzazione ho usato la Z9 con Z24-120

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