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Riccardo Davoli

Nikonlander
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Everything posted by Riccardo Davoli

  1. Entrando nello specifico, ma non troppo( nel senso che uso questo modus operandi anche in altre situazioni )....nell'ultimo foto a 1/20 di secondo ho fatto una maschera radiale dietro al ciclista, sottraendolo, aumentando i bianchi e l'esposizione di 0,30. Duplico e inverto la prima maschera e abbasso la luminosità di -0,40 e le alte luci di -14. Ho selezionato il soggetto (ciclista) e abbassato le ombre -6 e i neri -7, alzato le luci +13 e i bianchi +14. In sostanza ho cercato di staccare il soggetto dallo sfondo schiarendo dietro il ciclista, creando un "alone più scuro" nella periferia dell foto cercando di portare l'occhio di chi guarda sul soggetto. Da un paio d'anni uso solo LrC perchè voglio imparare ad usarlo e solo quando non mi basterà più, penserò ad altro sw. Ho ancora molto da imparare, soprattutto nell'immaginare lo sviluppo migliore per trasmettere l'emozione che mi ha fatto fare lo scatto. In questo momento il limite è la mia fantasia (vedere lo scatto finito) e non gli strumenti ( macchina fotografica, ottica o software di sviluppo) che siano. Una delle bellezze di LrC è che puoi creare mille copie virtuali e provare mille sviluppi diversi e poi decidere quale ti piace di più. Magari un giorno riusciremo ad incontrarci per confrontarci su come sviluppare una foto....
  2. Grazie Marco. Si, hai ragione. Purtroppo non è nella mia forma mentis.....ma in certe situazioni devo forzarmi farlo. Le uso in tutte le foto e spesso più di una. Nelle ultime due, per esempio, ho usato tre maschere in LrC. Mio figlio, il creativo, mi sta aiutando in questo. E lo ringrazio.
  3. Quest'inverno, vagando sul web in cerca di nuovi spunti, vedo che la pista di BMX di Padova è stata profondamente rinnovata e il team Panther Boys che la gestisce si allena dal tardo pomeriggio. Dopo un primo incontro per conoscerci, ottengo il permesso per fotografare i loro allenamenti dai più giovani ai master. Fino alla richiesta di coprire la due giorni di gare per il campionato italiano a fine maggio. La prima volta mi è servita per capire gli spazi, lo sfondo non bellissimo e le dinamiche di uno sport che conoscevo poco. Le foto sono in ordine temporale. Durante gli allenamenti dividono la pista in tre parti e la ripetono più volte Z8 + Z100-400 Z8 + Z100-400 Z8 + Z24-120 Z9 + Z100-400 Z9 + Z100-400 Z8 + Z24-120 Z8 + Z70-200 Z8 + Z70-200 Il 30 e 31 maggio scorso si è corso la tappa del campionato italiano con più di 400 atleti di varie categorie nelle ore più calde della giornata. Z9 + Z70-200 Z9 + Z70-200 Z9 + Z70-200 Z9 + Z70-200 Z8+Z24-120 La settimana scorsa sono tornato per gli allenamenti pomeridiani solo con la Z9+Z70-200 Calato il sole, sono calati anche i tempi di scatto.... 1/40 1/30 1/20 Ho impostato le macchine in priorità di tempi, ISO automatici, AF-C, area di messa a fuoco C1 50% del fotogramma con esposimetro impostato in Matrix o spot. Mi sono divertito a fotografare questo sport, è molto dinamico e veloce. Il team e gli atleti sono stati molto ospitali accogliendomi con simpatia.
  4. Molto, perchè ti rammaricherai di non averlo fatto prima....
  5. Ho cominciato ad apprezzare Nikon rubando la F801 di mio padre e mi è sempre piaciuto il fatto che l'attacco non è mai cambiato per decenni. Oggi? Sony non mi piacciono le fotocamere perchè sono troppo piccole per me e con il battery grip non le posso vedere (non solo Sony). Canon ha ottime macchine ma il parco ottiche RF mi sembra un po' squilibrato verso le ottiche "professionali", ottime, mentre delle altre non ne sento parlare da amici Canonisti così bene. Le altre marche? non le prendo in considerazione per motivi molto diversi tra loro. Cosa rimane.....Nikon che, con tutti i suoi limiti, offre corpi che non sono secondi a nessuno nelle vare categorie e un parco ottiche equilibrato per prestazioni. Limitato? forse, ma io non ho la fregola di avere sempre qualcosa di nuovo per fotografare. Cosa consigliare ad un potenziale cliente? Non lo so. Con tutte si fanno ottime foto, se sappiamo che foto fare. Poi entra in gioco la simpatia di brand....
  6. 25 Lince pardina - 16 maggio 2026 - Andalucia Tre appostamenti in capanno per fotografare la lince pardina, specie che vive solo in Spagna e che si differenzia dalla lince comune dalle macchie sul corpo molto più pronunciate simili al leopardo. E' un animale in via di estinzione e molto schivo. Si è palesato una sola volta per una ventina di minuti. L'esemplare in foto è una femmina che ha avuto un incidente stradale che ha causato l'amputazione della gamba posteriore destra per questo motivo le hanno messo un radiocollare (osceno) per monitorare la sua autonomia. Z9 + Z160-600 E' stato emozionante.
  7. Attualmente ho solo ottiche Z Nikon perchè al momento dell'acquisto della singola lente il mercato non offriva altro e non vado a venderle per acquistarne cinesi o altro. Non considero le ottiche F perchè le uso solo per "giocare", o per ricordo.... Ciò non toglie che la prossima ottica, quando ne sentirò la necessità, sia obbligatoriamente Nikon. Guarderò cosa offrirà il mercato e deciderò. Senza pregiudizi.... Non sono integralista, non lo sono mai stato e spero di non diventarlo mai.
  8. Spero proprio di no. Basta 30mm, 35mm, 40mm, 50mm, 56mm, 58mmm non se ne può più. Ma un 135 compatto non si riesce a fare? o un 70-200 f4 compatto? Perchè un 50 f1,2 Z deve essere incommensurabilmente più grande del vecchio F58 f1,2 Noct? Perchè molte ottiche Z, se non tutte, sono moooolto più grandi delle equivalenti F? Capisco l'attacco 11mm più largo, capisco il migliorato progetto ottico.......no, non capisco! ....e non parlo di prezzo!
  9. Tutto giusto ma è possibile che Nikon non possa fare uno o più obiettivi che si posizionino a metà strada tra uno zoom f2,8 e uno f7,1 o f8? Ma soprattutto di dimensioni “umane”? Non ne faccio una questione di margine ma non posso credere che i pochi(?) acquirenti di ottiche siano o incapaci o professionisti/danarosi. A nessuno interessano ottiche di qualità buona con dimensioni contenute? Sono rimasto l’unico a desiderarle?
  10. (OMELIA FUNEBRE IN MEMORIA DI ALEX ZANARDI | 5.5 2026) "Lectio magistralis all'Autogrill Moltefeltro Ovest" di don Marco Pozza E' l'Autogrill che più adoro: Montefeltro Ovest, A14, Bologna-Taranto. Ha un'architettura di cortesia, rosso Ferrari, è un condensatore di relax, di relazioni. Lo percepisci al volo, a 130 km/h: è l'invito a fermarsi un attimo. Di quell'attimo, accaduto dieci anni fa, ricordo i minimi dettagli: un Bufalino, tre rustichelle, due Coca Zero, tre bottiglie d'acqua. C'è Alex, io, due ragazzi (del carcere): siamo di ritorno da un incontro pubblico. Quando mi siedo, gli stanno raccontando la loro storiaccia: entrambi hanno le mani sporcate di sangue, purtroppo. Tanti anni di galera alle spalle: me li sono portati con me, volevo sentissero dalla viva voce di Alex la storia di Alex. Lui li ascolta come pochi, forse, li avevano ascoltati: non si distrae, immobile, memorizza tutto nel suo sguardo felino. Finito, si alza, una mano nella stampella, l'altra nella loro: «Ragazzi - disse con quella cadenza che lo rendeva avvincente -: avete fatto un gran bel casino, porcavacca. Però: tanto di cappello per come state scavandovi dentro. Continuate a chiedervi il perchè di quel gestaccio». Lui li abbracciò, loro lo baciarono. Poi, seduti, fece loro una domanda: «Posso chiedervi solo una cosa?» Braccia allargate, era un assenso. «Se poteste tornare indietro?» Giurarono di non volerlo rifare. «Vedete, ragazzi – disse -. Certe volte bastano cinque secondi in più per fare la differenza. E' un esercizio che non sempre ci riesce (me lo confermate), ma quei cinque secondi sono fondamentali. Sono dappertutto questi cinque secondi: negli affetti, nelle relazioni, nel lavoro. E' l'idea di provare a vedere se si può fare qualcosa d'altro rispetto a quello che stai per fare. Se, per caso, quei cinque secondi ti faranno portare a casa l'orso, diventeranno una specie di droga della quale non potrete più fare a meno. Cercateli ovunque questi secondi! Solo questo mi sento di dirvi dopo il vostro racconto». Le rustichelle erano fredde, i cuori bollivano. Quando li abbiam lasciati davanti al carcere, Alex mi fece ripetizione perchè non scordassi quella Lectio Magistralis in Autogrill: «A maggior ragione oggi, mi convinco che il problema non è se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Il problema è se hai sete o no. Guardami, don: se posso fare qualcosa per questi due ragazzi e non me lo dici, non è amicizia. Troppo facile applaudire i vincitori, ricordatelo!» Il mio Alex è tutto qui. Lascio a voi le medaglie, il rombo dei motori, l'odore della benzina. Le luci dei podi, il luccichìo dei cimeli, il fruscio degli applausi. Mi tengo strettissimo l'uomo, con la sua avvincente umanità. Nessuno, più di san Paolo, l'atleta di Dio, poteva fare sintesi migliore di questa vita percorsa a mille all'ora, anche in carrozzina: «Ogni atleta è temperante in tutto. Ma io corro non come chi è senza mèta; faccio pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perchè non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stessos qualificato» (1Cor 9,19-27). Ha corso tantissimo Alex, ma non l'ha mai fatto come un pugile che batte l'aria: ha corso come chi ha in testa una mèta: «La potenza è nulla senza il controllo» recitava una pubblicità della Pirelli, anni Novanta, del secolo scorso. La potenza di un sorriso abbagliante, di un'anima cristallina, di un uomo cresciuto senza smarrire il bambino ch'è stato. Senza perder il sapore delle lacrime: perchè se la vita ti strappa tua sorella sulla strada, devi avere radici profondissime per scegliere e (ri)scegliere la strada e l'asfalto come scenografia della tua esistenza. Per poi convincere il mondo che l'accaduto, qualunque esso sia, resta la più grande opportunità che la vita offre per rimettere a posto le cose. Radici-salvavita nelle quali è impresso il sorriso di mamma Anna, di Daniela e Nicolò che gli hanno impedito di vivere come di chi pettina le bambole: in ogni sua corsa, (rin)corsa o viaggio c'era sempre la sua Itaca ad aspettarlo. E' dai tempi di Omero che Ulisse combatte, sprofonda, alza il pollice. Penelope, nell'intertempo, resta: tesse, attende, medita. Nessun podio o medaglia per lei, manco quando lo meriterebbe perchè la sofferenza è brutta, selvaggia, spietata ma lei sceglie di restare. Di regolare la sua velocità al passo del più lento. Adesso, leggendo a ritroso, gradisco di più il libretto che un giorno Alex mi regalò: Il gabbiano Jonathan Livingston. Ebbe l'accortezza, animo fine, di farmi trovare sottolineata una frase. Parlava, ovvio, di velocità: «Raggiungerai il Paradiso quando avrai raggiunto la velocità perfetta. Il che non significa mille miglia all'ora, né un milione di miglia, neanche vuol dire volare alla velocità della luce. Perchè qualsiasi numero è un limite, ma la perfezione non ha limiti. Figlio mio, velocità perfetta vuol dire solo esserci, essere là». Esserci, perchè, seppur in maniera diversa, in ogni cosa c'è sempre del bene, del male: vivere è trovare quel po' di bene e farlo diventare il tuo punto d'appoggio per sollevare la terra. Non gli ori di Londra, nemmeno la prestazione "monstre" delle Hawaii vale il guadagno d'avere conosciuto un uomo che, perdonatemi, sapeva maneggiare il congiuntivo tanto quanto la centralina dei suoi bolidi. Quando parlava, avvertivi l'orgoglio d'esser figlio di una lingua, l'italiano, che, unica, ha il congiuntivo nella sua grammatica. L'indicativo lo sanno usare tutti, è il modo della certezza, della sicurezza: “Questa è la narrazione giusta!” Il congiuntivo è più una porta aperta: “E se questa non fosse (congiuntivo) l'unica interpretazione possibile?” Tutti che sanno tutto, sono rimasti in pochi a sapere chiedere. Alex, per chi ha saputo far tesoro della sua amicizia, serbava la curiosità di chi sapeva chiedere. Se la sua storia fosse stata una casa, mai avrebbe giurato di sapere cosa c'era in fondo al corridoio, oltre la siepe: questo è vivere all'indicativo. Lui, uomo del congiuntivo, viveva come se tutto fosse un appuntamento al buio, un'improvvisata, la mente spalancata. Non gli importava di sapere come finiva il corridoio di casa, voleva frequentare l'infinito. Mai detto: “Ciao mamma, sono arrivato uno!” Ha sempre ribadito che, per lui, il congiuntivo è uno stile di vita: «Fosse tutto bello, sai che noia tremenda» era la sua filosofia spicciola. Piace poco il congiuntivo: siam un popolo di notizie sicure, nessun dubbio, le domande ci causano prurito. Il forse spaventa. Poi, però, beccavi in tv o per strada Zanardi e non riuscivi a staccare l'attenzione dal suo modo di riflettere, di gustarsi la vita, di abitare il limite. Chi ama l'indicativo, oggi rimpiange l'atleta ch'è stato. Chi osa il congiuntivo, oggi ringrazia l'uomo. Anch'io - chiedo scusa della parzialità - ringrazio una persona. Dico grazie al dottor Costa, il guru della clinica mobile. Gli dico grazie perchè, da uomo di scienza, in questi giorni ha osato parlare di anima parlando di Alex: «Con la sua amicizia ha ridisegnato i contorni della mia anima, sia di medico che di uomo» ha detto l'altra sera. La ringrazio per aver sintetizzato col genio che le riconosco, che l'atleta, senza l'uomo, è nulla. E' potenza senza controllo. Nessuno dica: “Vabbè: ma lui era Zanardi” Il Vangelo userebbe la frusta. Alex, come tutti, ha avuto dei talenti. Non importa quanti: «A uno diede cinque talenti, a un altro due, ad un altro uno». Il perchè di un trattamento diverso? «A ciascuno secondo le sue capacità» (cfr Mt 25,14-30). La differenza non la farà il numero, ma una legge dello sport che Mennea così: «Ho ricevuto dei talenti in dono. Io, però, non mi sono addormentato sopra, ma li ho fatti fruttare». Questa è la pagina del Vangelo secondo Alex, una questione di talenti, di dormite o di sveglia. Perchè anche con in dono soltanto un talento, se saprai leggere come nessun altro la traiettoria del Cavatappi, zona Laguna Seca, mostrerai al mondo che «non esiste nessuna curva dove non si possa superare» (A. Senna). Me lo immagino il mio Dio: «(Vieni) Alex buono e fedele, prendi parte alla mia gioia». Perchè ero in carcere e tu, in Autogrill, sei stato ad ascoltarmi. Ero infermo e non solo sei venuto a trovarmi: mi hai addirittura regalato una handbike perche mi rialzassi. Dispiace per sorellaccia morte: pensava di averlo vinto, finalmente. Non ha fatto bene i conti neanche stavolta, accipicchia. Si è presa il corpo, ma l'anima (grazie dottore!) le è proprio sfuggita. In corsia di sorpasso, è andata ad infilarsi dritta nelle storie dei ragazzi/e di Obiettivo3. La beffa? Che l'Alex, anche da morto, continui a parlare di obiettivi. Della serie: "Però: Zanardi da Castel Maggiore". don Marco Pozza parroco del carcere "Due Palazzi" di Padova ⛪️ Buona giornata, buona meditazione. Una preghiera per Alex: la sua voglia di mordere la vita divenga testamento per vivere da protagonisti la nostra, di vita #sullastradadiemmaus #alexzanardi #LaGazzettadelloSport 💁🏼 Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno voluto esserci. Un grazie di cuore al coro Accendi la Luce Maryam per aver contribuito, con la loro voce, a narrare la speranza cristiana nel momento del dolore. Grazie a tutti/e! È stato impossibile non commuoversi con parole così….. Grazie ancora Alex.
  11. Riccardo Davoli posted a blog entry in I miei scatti
    Ciao Alex Grazie
  12. Ottimo. Possiamo parlarne molto volentieri 😃
  13. Scusa Valerio ma definire la Cina attuale comunista….mi sembra un po’ eccessivo. Mao Tse Tung si rivolterebbe nella tomba.
  14. ...quindi tu preferiresti un paese senza tutele legali per i lavoratori tipo ferie e malattie pagate, 40 ore settimanali, stipendi, per quanto troppo poco, tutelati da contratti nazionali? Io preferisco un paese con sindacati, non sindacalisti, sufficientemente forti per tutelare i lavoratori dallo sfruttamento e continuare a difendere i diritti conquistati. L'anarchia, anche nel lavoro, non mi piace in una società complessa come la nostra, il mondo....
  15. Grazie Renato. Grazie Paolo.
  16. Hai ragione Valerio, sono stato fortunato sulle condizioni atmosferiche, sul fatto che il falco pescatore dopo aver predato si sia posato vicino alla stradina e che gli altri uccelli non fossero troppo diffidenti. Sul Z180-600, invece, sono io che devo capire meglio come sfruttarlo al meglio delle sue peculiarità. L'ottica mi piace e non ho intenzione di alienarla. Cercherò di trarre il meglio da lui con la lince pardina. Su stagni e saline hai ragione. Appena la temperatura si alza l'aria tremola tutta.
  17. Grazie Cristian e Silvio. Anche nello stagno di Cabras c'erano i fenicotteri ma erano completamente in controluce e le foto erano pessime. Sono passato vicino allo stagno di Sassu e ho visto numerosi fenicotteri e una grande garzala lungo la strada. Purtroppo ero un po' di fretta e non mi sono potuto fermare. Mi piacerebbe ritornarci con calma.
  18. Approfittando della gita in Sardegna per la tappa mondiale di Motocross a Riola Sardo, ne ho approfittato per vedere gli stagni di Cabras e gli animali che la popolano. L'area umida è molto grande e variegata con specchi d'acqua grandi altri più piccoli, altri con lingue di terra, come isolotti, con arbusti. Il venerdì sono arrivato in tarda mattinata con un sole pieno. La luce non era ottimale ma gli animali erano presenti in buon numero. Cavalieri d'Italia Z9 + Z180-600 Garzetta Z9 + Z180-600 Saltimpalo Z8+Z100-400 Avocetta Z8+Z180-600 Falco Pescatore Z8+Z180-600 Pian pianino mi ha permesso di avvicinarmi, con il van, senza perdermi mai di vista poi è volato via Il lunedì, dopo la gara, sono tornato nell'area ma il tempo era nuvoloso. Casarca Z8+Z100-400 in DX Strillozzo Z9+Z180-600 Pantana Z9+Z180-600 Dopo pranzo, a sud di Oristano, in una strada secondaria un falco di palude era in caccia alla mia sinistra Z9+Z180-600 Sono stato fortunato nel vedere, e fotografare, così da vicino e senza mimetismo animali che normalmente sono molto schivi. Ho fotografato sempre da dentro il mio van senza far sporgere nulla, nemmeno l'obiettivo. Ho provato la nuova, almeno per me, Z8 sia con il "piccolo" 100-400 che con il "grande" 180-600. Nessun problema con il piccolo mentre con il grande la Z9 è più confortevole ma, tolta la questione dimensione, le due macchine sono complementari. Mi sono trovato a mio agio subito. Il Z180-600 invece, nel Wildlife "soffre" della qualità e della direzione della luce e lo sfuocato talvolta è un po' nervoso. Sicuramente devo ancora capirlo fino in fondo. Nelle foto di sport mi soddisfa molto. Ciao Valerio 😃
  19. Non ho abbassato troppo i tempi di scatto perché non volevo rischiare il micromosso del casco del pilota. Come per il panning, ci proverò alla prossima occasione. Grazie del passaggio
  20. Dall'8 al 10 maggio si svolgerà la 23° edizione dell'ASI Motoshow a Varano de' Melegari ( ASIMOTOSHOW 2026 ) che riunisce moto dall'epoca pionieristica ai giorni nostri, comprese moto da gara, con piloti da tutta Europa e non solo. Ci saranno anche personaggi che hanno reso famoso questo sport sia come piloti, compresi campioni mondiali come Spencer o Lavado, che come meccanici o team manager come Roberto Gallina. Il paddock è aperto e l'ingresso è gratuito. La bellezza di questo evento è che le moto non sono esposte staticamente come in un museo ma "corrono" in pista facendo sentire il rombo, con alcune moto è il termine più corretto, del motore. Si possono vedere e sentire moto molto particolari come la Mengola a motore stellare 5 cilindri incastonato nelle ruota anteriore (Mengola) , la BMW Kompressor (BMW Kompressor) o la Moto Guzzi 8 cilindri 500cc 4 tempi (Moto Guzzi 8 cilindri) autentico capolavoro ingegneristico. Non sempre partecipano ma non è così improbabile. Fotograficamente parlando non ci sono molti punti della pista dove la rete non sia invadente ma nel paddock ci si può sbizzarrire con i dettagli delle moto o dei meccanici che lavorano. Purtroppo quest'anno non credo di riuscire ad andarci.
  21. Grazie a tutti per la compagnia. E' sempre un piacere incontrarvi e parlare di una grande passione comune. E soprattutto un grande ringraziamento ad Ale per l'organizzazione...e per l'ottimo prosecco finale 🥂
  22. Non ho mai preso in considerazione cuffie di queste dimensioni, qualità e valore ma la tua recensione mi ha incuriosito. Grande Ale.
  23. Grazie Marco. Ho provato focali più corte ma troppi elementi di disturbo mi hanno fatto preferire inquadrature più strette cercando gli occhi del pilota Non mi è venuto in mente. Sabato sarebbe stato difficile per la giornata assolata, potevo provarci domenica che era nuvoloso. Prossima gara. Tempo di scatto 1/1250 iso 1600 f5,6 @400, no, nessun tentativo di panning.... Per la post con LRC ho goduto della consulenza di mio figlio 😅

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