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Giallo

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  1. Giallo

    Slow photo

    Va be', ma che ho fatto? Sono una new entry, cerco di partecipare attivamente al forum, scrivo un pensiero sforzandomi di motivarlo in modo adeguato o perlomeno comprensibile, e vengo stroncato in modo beffardo senza nemmeno che vengano esposte le ragioni del disaccordo. Scusa, ma allora a che serve un dialogo? Posso anche aver scritto (peraltro sul mio Blog) una marea di scemenze, ma se uno non è d'accordo può fare due cose: non rispondere oppure motivare le ragioni del proprio sacrosanto dissenso. Altrimenti, ripeto, cui prodest? Magari non mi ero spiegato bene, e nel dialogo possono chiarirsi tante cose. Nella stroncatura si chiarisce invece una cosa sola, almeno per me. Grazie lo stesso dell'ospitalità e dell'accoglienza
  2. E' quello che ho scritto. L'esempio del tele dx era tale, non rappresenta certo l'unica carenza di un sistema che... non c'è. E' per quel motivo che ho scritto "per dire, solo come esempio": ovvio che le principali lacune di un sistema professionale APSC risiedono anzitutto nella carenza di ottiche grandangolari di alto livello e fissi luminosi. Ma non solo. MI pare che in sostanza siamo d'accordo. Buona luce
  3. Giallo

    Slow photo

    Non so voi, ma io sono nato fotograficamente assai prima del digitale e - udite, udite! - anche prima dell'autofocus. "E' un problema tuo" direte, e probabilmente avete ragione. Ma se c'è qualcuno che in passato ha provato la croce e la delizia di fotografare su pellicola, invertibile, negativa bianconero od anche negativo colore, forse può capire come adesso, pur non rinnegando niente della transizione al digitale, io sento sovente la mancanza di un approccio più meditato. Voglio dire, ma non per fare il vecchio che "ai miei tempi era meglio..." che il rullino era molto educativo sotto questo profilo. Non rimpiango certo di non dover più spendere 0,5€ circa ogni volta che faccio click (tra costo della Velvia e sviluppo) o di dover aspettare giorni per vedere i risultati, nè di dovermi fermare per un po' ogni 36 scatti: però questi fatti erano un antidoto alle mitragliate di raffiche "qualcosa verrà" od all'eccessivo uso del bracketing "qualcosa verrà bene". Imparavo a leggere la scena, a puntare l'esposimetro, a tener conto del colore che rifletteva la luce, alla messa a fuoco attenta, alla stima della profondità di campo, a ragionare sui tempi di scatto, a studiare con più cura l'inquadratura (la diapositiva sotto questo aspetto non perdonava niente) eccetera. A fotografare, insomma. Sembra una fesseria, ma un certo, lungo intervallo fra il click ed il momento in cui le diapositive finivano sul visore a luce calibrata, pronte per essere osservate col lentino da 10 ingrandimenti, costituiva un serio deterrente a "tirar via" alla bell'è meglio, tanto poi c'è fotoscioppe. Beninteso: tutte queste cose si possono (e si devono) fare anche adesso scattando in digitale. E dalle foto che vedo qui è lecito pensare che tutti voi operiate in modo accorto, attento, diligente, appassionato e senz'altro meglio di me. Ma mi riferisco alle moltitudini che scattano col telefono e poi - senza nemmeno guardare loro stessi - vi fanno vedere, ancora stupiti del miracolo - un'immagine da tre pollici in cui si vede un puntino in mezzo al mare - e vi raccontano che quello è il loro nipotino Gennaro, che lì non si vede bene, ma è bellissimo. Diamine, anche con una vecchia compatta Bencini 126 caricata a negativo colore avrebbero ottenuto di meglio: e non perchè la Bencini sia meglio dell'Iphone X, ma perchè il loro processo di condivisione delle immagini sarebbe stato mediato dal costo e dall'attesa. Il problema non è scattare con il telefono o con l'Hasselblad, ma avere un minimo di senso critico verso i propri risultati. E' un paradosso che oggi, che fotografare non costa nulla e consente di rivedere subito le immagini, l'educazione tecnico/estetica documentata dalla stragrande maggioranza delle foto che vengono condivise sia calata in modo abissale. Ripeto, non voglio sostenere che la pellicola sia meglio, sono vecchi discorsi e discussioni morti e sepolti da almeno un decennio: ma che il metodo imposto (volenti o nolenti) dal fotografare sul rullino era molto educativo, e per certi versi farebbe bene ancora, anche se non so come. Buona luce
  4. Qualche scatto con Nikon D200 e D700 in uno dei boschi più pittoreschi del Nord Italia
  5. Giallo

    DP2Q0171.jpg

    Rara brillantezza, Foveon o meno!
  6. Bella gestione della pdc, composizione elegante ed onirica
  7. Lo so, un paio di capatine a Torrile ed in un postaccio nascosto in Romagna le ho pur fatte anch'io. Ma credo che questo genere, per me affascinante ma fuori portata, richieda una certa costanza qualora si desideri andare un po' oltre il "già visto". Anche se io sono contentissimo anche solo quando riesco a fotografare in modo decente e senza crop un Martino sul suo posatoio...
  8. Anche per me è molto gradevole il forte impatto cromatico
  9. Se sostituisci "Canon" con "Nikon" nelle tue frasi, il risultato non cambia. Credo che - semplicemente - da quando sono diventati "abbordabili" i sensori a pieno formato, la "gara" sulla qualità professionale si sia giocata quasi del tutto sui sistemi FF, e le semipro a sensore piccolo (D500 e 7DII) si sono ricavate una nicchia ecologica soprattutto in ambito sportivo e naturalistico (caccia fotografica). Per il resto, le realizzazioni di entrambe le case dedicate al formato APSC servono più che altro per soddisfare un mercato che semplicemente non si accorge delle differenze. Nikon era partita ottimamente con i due zoom Dx 12-24/4 e 17-55/2.8, ma quando le ammiraglie professionali sono passate dal sensore Dx al formato pieno (dalla D2x alla D3) la casa giallonera ha concentrato i propri progetti di elevata qualità ottica e costruttiva sul formato pieno. E Canon ha fatto lo stesso. Per dire, un sistema nato e rimasto Dx, come il relativamente recente sistema Fujifilm X, nel tempo ha proposto fior di obiettivi splendidamente costruiti e progettati per il formato ridotto. Se Nikon e Canon avessero fatto lo stesso, sarebbero competitive in quel settore, ma credo non si possano permettere di non differenziare i due formati (tre per Canon, fino a qualche anno fa) in base alle categorie di utenti attese, ossia amatori per il dx ed "evoluti" per il fx. Anche per Pentax si può dire lo stesso: almeno fino al recente avvento della FF aveva proposto diverse ottiche di alto livello dedicate al sistema Dx, solo che Pentax ha perso troppi treni dal 1985 in poi, e può solo tentare di rincorrere. Che sia giusto o sbagliato, allegro o triste, penso che comunque sia così Personalmente considero la Nikon D500 e la Canon 7D2 fotocamere destinate più ad affiancare DSLR pro sul formato pieno, svolgendo il compito di "moltiplicatore focale" per tele e supertele, che altro, anche se piange il cuore a vedere due fotocamere così valide, ma prive di un proprio sistema dedicato e all'altezza, con ovvi vantaggi in termini di pesi ed ingombri, oltrechè di costi. Se - per dire, solo come esempio - Nikon o Canon proponessero un 500mm f:4 con copertura "solo" apsc, esso peserebbe ed ingombrerebbe circa 1,5 volte in meno, e probabilmente il costo sarebbe molto più accessibile. Buona luce
  10. Lo so, ho avuto ed apprezzato anche il 14-24 sulle mie D700,anni fa. ma pensavo che questo topic riguardasse prodotti destinati alle apsc. se no alzo le mani: anche in casa Canon qualcosa di carino esiste come superwide full format, ma appunto il mio voleva essere un parallelo tra i due sistemi a formato ridotto. buona luce
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