Everything posted by Giuseppe Paglia
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Modelsharing 2026 di Nikonland : 27 settembre 2026, Nord di Milano
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Occasioni di fotografia INSIEMELe mie preferenze di 1:1 sono Lorena, Rachele e Kassandra, a seguire Rebecca e Roberta che ho già fotografato. 🙂
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Nikonland Select: cominciamo dalle raffiche
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareMauro non c'è alcuna domanda. La mia considerazione primaria era questa citata. Il resto era una testimonianza personale del fatto che finora non ho mai usato il culling ma che per curiosità proverò con le foto che porto a casa da Parigi.
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Nikonland Select: cominciamo dalle raffiche
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareAltro grande progetto per come lo hai illustrato, speriamo che possa arrivare al traguardo. Tu hai provato a usare gli assistenti (il cosiddetto culling) e poi sei ritornato alla scelta manuale, io non l'ho proprio mai provato ma la curiosità è tanta e proverò con gli scatti che sto portando a casa da questi 4 giorni. È un tentativo, non so neppure se l'assistente cestina direttamente tutti gli scatti non scelti e del resto o si accetta l'intervento oppure si salta questo strumento, non posso guardarmi gli scarti per vedere se effettivamente erano da cestinare! Non voglio essere negativo a priori magari la scelta mi soddisferà.
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Nikonland Focus: possiamo rendere il focus stacking semplice per tutti?
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Sviluppo Pellicole Digitali e SoftwareE ci mancherebbe anche 🤣 Il focus stacking l'ho provato per capire come funzionasse. Non mi dedico alla macrofotografia e non mi capita spesso di fare still Life. Ho usato la versione di prova di Helicon e il risultato è stato eccellente. Sapere di avere la possibilità di un software per aggregare tutti i file sempre disponibile è un ennesimo plus per applaudire agli amministratori di Nikonland.
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A mio figlio non gliene frega niente
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Politicamente ScorrettoNon voglio andare O/T perché sarebbe fin troppo facile farlo, cogliendo tanti spunti a partire da quelli di Valerio. Mia figlia capisce bene la differenza fra fotografare con un cellulare e una macchina vera, con una lente vera. Però capisco anche che se il suo bambino inizia a ridere o fa una faccia strana la prima cosa che prende è il suo telefono e gli scatta qualche foto, non perde l'attimo per alzarsi, allontanarsi da lui, e tornare con la Z50II che le ho regalato. Però in questi giorni trascorsi a Parigi, quando era tranquilla del fatto che il suo bimbo fosse in mani sicure (la nonna), prendeva la Z30 (che l'ha accompagnata nel suo viaggio di nozze in Giappone) e scattava da POI diversi dai miei. Sono speranzoso, almeno, che la mia attrezzatura non sarà brutalmente venduta ... Non credete anche voi?
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Windows oppure Web ? Vi interessa davvero ?
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & TipsIo faccio fatica a immaginare che tu continui a fare tutto da solo e che la fruizione di tutto continui ancora ad essere del tutto gratuita. Se ci fosse un corrispettivo per uno pseudo abbonamento si potrebbe pensare che tu abbia la collaborazione di qualche risorsa ma niente ... e non c'è neppure pubblicità! Ti giuro Mauro che se prima faticavo a capire come facessi con articoli, recensioni e tutto il resto (tipo fotografare quasi tutti i giorni), adesso devo quasi ricredermi sui miracoli! Posso solo ringraziarti
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Se volete, potete inserire qui la vostra ultima foto pubblicabile : contest non competitivo, non ci sono né vincitori né giudizi (agosto 2026)
Esercizio: raccontate con un immagine le vostre vacanze quando vi hanno cancellato il volo per la cenere dell'Etna che impegna gli spazi aerei sull'aeroporto di Catania, la stessa cenere che a giorni alterni cade sulla piscina del vostro albergo. Il 13 agosto, alle 16:50, mi è venuta in mente così! Nikon Z30 e zoom Nikkor Z DX 18-140 ISO200 t1/250 f/8 Picture Control da NX Studio Invertito il livello principale e Neopan Across 100 il secondo livello, uniti in PS.
- Oasi di Sant'Alessio
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Contest : la vostra foto migliore di agosto 2026 (sia nuove foto che d'archivio) termina il 31/8/2026
4Al Vittoriano, la Mostra degli Esuli Dalmati Istriani e Fiumani. MEDIF è una mostra di libero accesso e completamente digitalizzata, visitabile in piena autonomia interagendo con monitor e display senza bisogno di guide, che si pone in continuità ideale con il Museo del Risorgimento. Nazario Sauro, eroe istriano della I Guerra Mondiale, è l'anello dI congiunzione tra i due percorsi espositivi. L'allestimento è stato realizzato dall'architetto Massimiliano Tita e la seguente citazione, estratta dagli inteventi fatti durante la cerimonia di presentazione, ci spiega il significato dell'allestimento fotografato. Quei massi, quelle rocce, l'idea di ricreare il ricordo sostanzialmente, di un terreno brullo, di un qualcosa di duro, che potesse effetivamente un po' ricordare quello che era stato il sentimento o comunque l'immagine delle foibe, su cui appoggiare una rosa rossa che è diventata un po' il simbolo negli anni di Norma Cossetto e con lei ricordare tutti gli italiani che sono morte nelle foibe. Nikon Z8 con Nikkor 24-120 f/4 S ISO 1600, t 1/25, f 4
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Contest Flash : Avifauna - scade il 10 agosto 2026 (foto nuove e d'archivio)
Ok, non sono scatti consecutivi. Dalla prima foto a quella evidenziata ci sono 85 scatti effettivi ma solo 15 conservati e quindi il serpente gli sarà scappato e lo avrà ripreso al contrario. Grazie a te per il chiarimento.
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Contest Flash : Avifauna - scade il 10 agosto 2026 (foto nuove e d'archivio)
24 Picchio muratore Lo scorso novembre ho provato l'emozione di viaggiare sul Trenino Rosso del Bernina e ho sfruttato l'occasione di scendere alla stazione di Pontresina per provare a camminare un po' all'interno della Val Roseg e di visitare la "valle delle cince", che costeggia il torrente Ova di Roseg. Corrisponde a verità il fatto che le cince arrivano sulle tue mani a mangiare e non hanno paura a farlo. Per fotografarle devi essere abbastanza veloce perché non stanno ferme un attimo. Oltre alle cince more e diverse cince dal ciuffo, ho colto questo picchio muratore che in effetti non è un picchio vero e proprio perché non appartiene alla famiglia dei picidi ma a quella dei sittidi. Non ha neppure legami di parentela con la famiglia dei Picidi (i veri picchi, come il picchio rosso o il picchio verde) ma si tratta invece di un uccello passeriforme, più vicino biologicamente alle cince. Deve il suo nome alla particolarità che chiude i fori del nido con il fango per rimpicciolire l'entrata. Di questa serie mi son ritrovato nel secondo scatto perché da buon siciliano mi trovo più a mio agio in mare e quando in montagna approccio una discesa lo faccio in maniera molto cauta e titubante proprio come sembra fare lui. Z8 e Z 70-200 f/2.8 S VR - ISO500 t1/250 f/2.8
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Contest Flash : Avifauna - scade il 10 agosto 2026 (foto nuove e d'archivio)
Scusami Walter ma forse sono io che non capisco ... Nella foto 11 non mi sembra di riconoscere lo stesso serpente delle altre foto, la sua livrea è diversa, è più ciccione e inoltre ha la testa e la coda (anche se non si vede) invertiti rispetto agli scatti precedenti. Per la livrea non dovrebbe poter essere un problema di riflessi diversi perché fino alla 12 il cenerino è alla tua sinistra e comunque è evidentemente più grosso. 🙄
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Vincent Munier : Fotografare ciò che quasi non si vede
Silvio, grazie per la dritta e ovviamente grazie a Mauro per averci presentato un grande fotografo naturalista (e non solo).
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La diffrazione : il prezzo della profondità di campo.
Se Denzel Washington ti avesse chiesto mi spieghi la diffrazione come se fossi un bambino di quattro anni il tuo redazionale sarebbe stato perfetto ... Che dire altro?
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Riso a luglio
Prima ancora della carenza idrica, la coltivazione del riso in asciutta è stata spinta dalle zone di rispetto, che impedivano ai risicoltori vercellesi di allagre le cantine dei condomini (parlo di quelli costruiti negli anni 80, dove un tempo c'era la periferia di Vercelli) a ridosso dei loro terreni. La querelle se ci sia o no meno consumo d'acqua questo è ancora tutto da chiarire, di certo la piantina del riso in asciutta non ha più la stessa protezione della risaia allagata. Detto ciò, confermo amaramente che nelle risaie ancora sommerse non ci sono più carpe o altri pesci e le rane sono praticamente una razza estinta e la storica Sagra della Rana che ha sempre animato il Rione Cappuccini è stata eliminata dal calendario estivo 2026 della città (e - ndr - gli ultimi anni le rane utilizzate erano tutte d'importazione croata!). Valerio, dalle tue parti saranno molto più scialli ma dalle mie mai e poi mai mi è capitato di fotografare senza che qualche casciné si avvicinasse per chiedere cosa ci fosse di interessante da fotografare! Raccontare la gente? Dal 90 al 98 avevo preso in affitto un box vicino casa la cui proprietaria (vedova) insieme al figlio e la nuora gestivano tantissime giornate di terreno. Sono rimasti solo i proprietari e qualche lavorante capaci di gestire mezzi da centinaia di milioni con il collegamento satellitare! Sai di quale gente si potrebbe raccontare? Dei pochi rimasti (sono pochi anche loro, come quelli di prima) che cercano di coltivare un riso biologico senza diserbanti. La loro passione deve ancora essere tanta a fronte di una resa certamente più bassa della coltivazione standard.
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Milton Greene - Come si fotografa una donna che tutto il mondo crede di conoscere?
Ampio display attraverso cui guardare il soggetto, l'assenza di rumore che potrebbe disturbare ... In tutta onestà non ho bene inteso se questo articolo, con la sua conclusione, vuole essere uno spot pubblicitario verso la Zr o riproporre la filosofia di ritratto di Milton Greene (argomento molto più interessante) o, magari, entrambe le cose. Di certo non interporre una macchina fotografica fra il fotografo e il soggetto è importante ma tutto il tempo che lui ha potuto dedicare a Marylin che poi è diventata Norma (nella sua ricerca fotografica ha fatto il percorso inverso, cercando la donna e non il mito) è stato essenziale. Rebecca non è Marylin - ci mancherebbe - ma l'hai fotografata tante volte ed è questa conoscenza che ti porta a dire "Parliamo. Sorridiamo. Aspettiamo. Lo scatto arriva quasi senza interrompere quella conversazione." Lei può restare anche vestita ma gli scatti diventano sempre più intimi.
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Nikon Z9 : Quattro anni dopo
Se solo il mondo andasse molto più lentamente ... se Hai impiegato 4 anni per definire i limiti di una Z9 che adesso sembra solo quasi perfetta ... e non possiamo certo dire che hai perso tempo perché per realizzare oltre un milione e mezzo di scatti ci vuole il giusto impegno, non basta certo scordarsi il dito sopra il pulsante di scatto a 120 ftg/sec! Se il mondo andasse più piano, adesso, gli ingegneri Nikon saprebbero dove migliorare la Z9 e invece è solo per una serie contingente di avvenimenti che la Z9II non sia stata ancora lanciata sul mercato e del come sarà non ne sappiamo ancora niente. Certamente le indicazioni dei loro tester le avranno avute ma in quanti hanno potuto metterla alla frusta come hai fatto tu? Se le indicazioni sono quelle delle video recensioni che abbiamo modo di leggere a due giorni dal lancio per promuovere "senza se e senza ma" (chissà perché) il nuovo prodotto, dubito che vedremo cambiamenti radicali. Però ... Never say never
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Il fotografo più preparato della storia : quello che fotografa meno.
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Politicamente ScorrettoTrovo un aggancio con questo concetto nell'idea che Julio Velasco illustra durante le sue giornate di formazione sulla squadra e sulla leadership. Lui afferma che una squadra non è mai vincente solo per il fuoriclasse ma lo è vincente quando è composta da giocatori vincenti, da giocatori che devono essere bravissimi nel proprio ruolo e poi dare supporto ai compagni e alle compagne. Per fare ciò devi conoscere anche gli altri ruoli e calarti nella loro parte. Non sarai bravissimo ma solo così diventerai parte di un team vincente. Quindi è normale che ogni fotografo abbia un soggetto preferito che ha imparato a conoscere e gestisce benissimo ma per potersi dire completo (nel nostro caso non possiamo usare l'aggettivo vincente) deve riuscire a fare bene anche in altri ambiti, proprio al di fuori della comfort zone.
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Contest Flash : Ritratto di donna - scade il 10 agosto 2026 (foto nuove e d'archivio)
6La porta "tentatrice" dell'anima "Gli occhi sono la porta dell'anima" (ma anche lo specchio dell'anima) è una celebre metafora. Significa che lo sguardo rileva le nostre emozioni profonde, i pensieri e la nostra vera essenza senza bisogno di parlare. Metafore a parte, già Platone diceva che gli occhi trasmettono i moti dell'animo e molti artisti famosi, come Modigliani, amavano concentrarsi sull'essenza profonda dello sguardo. Gli occhi chiari di Silvy, Fabiola e Elena hanno un effetto magnetico, sono un richiamo silenzioso, una tentazione per il fotografo a concentrarsi su di loro ... e io cedetti! La foto di Silvy è del 2023 e allora scattavo con Z6-II e 24-120 f/4 S Per Fabiola e Elena ho usato la Z8 con due lenti Viltrox, rispettivamente il 75mm f/1.2 e il 56mm f/1.2 (equivalente sulla Z8 a un 84mm)
- Una Roma meno nota? Seconda puntata!
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Una Roma meno nota? Quarta puntata!
Il Mattatoio di Testaccio (noto anche come Ex Mattatoio) è uno dei più importanti esempi di archeologia industriale a Roma. Z8+24-120 f/4 KODACHROME 64 Costruito tra il 1888 e il 1891 dall'architetto Gioacchino Ersoch, ha rappresentato il passaggio fondamentale dalla Roma papalina alla Roma Capitale, industriale e moderna. Sorge a ridosso del Tevere e del celebre Monte dei Cocci. All’epoca della sua inaugurazione era considerato uno degli stabilimenti di macellazione più all’avanguardia d’Europa per l’originalità delle sue strutture e l’igiene dei processi. Ha funzionato ininterrottamente fino al 1975, anno della sua definitiva dismissione. Il lungo restauro conservativo avviato nel 2006 ha salvato le iconiche guidovie aeree in ferro, i serbatoi dell’acqua e i padiglioni in ghisa, fondendoli con elementi di design contemporaneo. Z8+24-120 f/4 KODACHROME 64 Z8+24-120 f/4 EKTACHROME MM Z8+24-120 f/4 FERRANIACOLOR 1952 Oggi è un vivace polo culturale e accademico, una vera e propria “Città delle Arti”, ospitando, oltre al Centro per la Fotografia di Roma, Z8+20 f/2.8 SUPERIA X-TRA 400 diverse realtà fra le quali: un paio di padiglioni dedicati a mostre d’arte contemporanea, performance, festival e fotografia d’avanguardia; Z8+24-120 f/4 EKTACHROME MM Z8+20 f/2.8 FERRANIACOLOR 1952 Z8+24-120 f/4 EKTACHROME MM il Centro di produzione culturale (La Pelanda) e sede dell’ampia Aula Studio aperta ai giovani e ai cittadini; alcuni altri storici padiglioni che ospitano oggi le aule e i laboratori del dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre e la sede dell’Accademia di Belle Arti; un’area del campo Boario focalizzata sull’agricoltura biologica, il commercio equosolidale e la sostenibilità. “Esercizi per essere come gli altri” è il titolo che fa da ombrello concettuale alla bipersonale curata da Giuseppe Garrera che mette in dialogo le opere dell’artista romana Federica Luzzi e del giapponese residente a Roma Naoya Takahara. La mostra indaga il tema del conformismo proponendo l’arte come uno spazio di resistenza e di riflessione poetica rispetto alle pressioni della società contemporanea. Mentre il titolo evoca il paradosso di sforzarsi per ubbidire al mondo e conformarsi ad esso, le opere si rifugiano nell’autenticità dell’infanzia e della memoria. Fra queste troviamo Doppia (1995). Come spiegato dallo stesso Takahara, l'opera nasce da un'azione di alterazione e ingrandimento Z8+24-120 f/4 KODACHROME 64 Z8+24-120 f/4 KODACHROME 64 Del 2011 invece l’opera Paraculo dove le estremità dei cilindri mostrano volutamente una sezione scabra, irregolare e materica (che ricorda la texture del legno grezzo o della resina), ponendosi in netto contrasto con la precisione geometrica e la finitura levigata delle strisce che avvolgono la lunghezza del tubo Z8+24-120 f/4 KODACHROME 64 Z8+24-120 f/4 FERRANIACOLOR 1952 Questo allestimento espositivo Z8+24-120 f/4 KODACHROME 64 mette in dialogo diretto la pittura d'avanguardia storica con la scultura geometrica contemporanea, creando un gioco di rimandi formali basato sul segno della croce. Si tratta di una riproduzione della "Croce Nera" (1915), un capolavoro del maestro del Suprematismo russo Kazimir Malevič (dove forme geometriche pure e fondamentali venivano isolate su uno sfondo bianco per esprimere la supremazia del sentimento puro nell’arte) affiancata da una scultura tridimensionale a parete, dalle linee pulite e minimaliste, che riprende il lavoro sulle strutture plastiche tipico di Naoya Takahara. Questa scultura Z8+24-120 f/4 EKTACHROME MM è un'opera d'arte tessile contemporanea dell'artista romana Federica Luzzi, intitolata "Shell" (Guscio). L'opera fa parte della sua celebre serie di sculture tridimensionali create interamente a mano con l'artista che si concentra sulle forme organiche della natura, ispirandosi in particolare ai gusci, ai baccelli e ai semi delle piante. L'opera si sviluppa come un involucro sinuoso che avvolge e racchiude lo spazio, strutturandosi attorno a un vuoto centrale ed è presentata come una scultura sospesa aerea, una scelta che ne accentua la leggerezza visiva a dispetto della densità materica della corda annodata. In questa installazione, ancora di Naoya Takahara, Z8+24-120 f/4 EKTACHROME MM vediamo un trittico di pannelli specchianti e serigrafati. L'opera sovrappone una forte iconografia simbolica globale alla texture visiva della banconota da un dollaro americano. Iniziamo con il classico simbolo della pace (lo storico logo del disarmo nucleare), con l'elemento caratterizzato dai colori blu e giallo, un esplicito richiamo cromatico alla bandiera dell'Ucraina, inserendo l'opera in una chiara dimensione di riflessione geopolitica contemporanea e di rifiuto dei conflitti. Il pannello centrale reca il trifoglio nero che identifica il pericolo radioattivo / nucleare. Il simbolo è intagliato o corroso direttamente sulla superficie, lasciando emergere una porzione specchiante centrale che deforma la sagoma sottostante della banconota. L'ultimo quadro presenta il simbolo del Biohazard (rischio biologico). Condivide la stessa lavorazione materica e bruciata degli altri moduli, completando la triade delle grandi minacce tecnologiche, belliche e sanitarie che gravano sulla società moderna. Attraverso l'uso del dollaro come sfondo comune, Takahara connette questi tre grandi temi (la pace violata, la minaccia atomica e il pericolo biologico) al potere economico globale e al capitalismo finanziario. Inoltre, la superficie specchiante fa sì che lo spettatore e lo spazio circostante entrino fisicamente a far parte dell'opera, riflettendosi all'interno di questa griglia di simboli e moneta. Per ogni scatto ho riportato il picture color utilizzato ma viste le diverse fonti di luci presenti all'interno del padiglione qualcuno è stato lievemente modificato.
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Modelsharing 2026 di Nikonland : 27 settembre 2026, Nord di Milano
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's Occasioni di fotografia INSIEMEDirei che potremo farci stampare questa frase sul davanti di una t-shirt e, dietro, ... Io vengo da Nikonland Che ne pensi, Ale?
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Vi potrebbe interessare una riedizione dell'abortita nel 2017 Nikon DL, oggi ?
Giuseppe Paglia commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's SondaggiTanto fumo e poco arrosto e così sono i rumors ... più ce ne sono e meno ciccia vedremo negli scaffali. Personalmente passo la mano stavolta (non al sondaggio ma all'ennesimo rumor)!
- Una Roma meno nota? Terza puntata!
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Comprereste oggi una D300 con un 24-120/3.5-5.6 ? E perché ?
Utilizzo sempre la funzione contenuto non letto e, pur non leggendoli tutti con la stessa attenzione, difficilmente mi perdo un articolo. Questo per dire che leggo spesso di nikonlander che hanno in casa fotocamere e lenti e accessori da quando coltivano quest'hobby e tutte le volte mi chiedo il perché. Sarò io quello strano ... sicuramente sono io, ma a me non è mai venuto in mente di tenere le fotocamere con le quali ho scattato e non me ne sono mai pentito! Ho acquistato anni fa una Nikon FM ma solo come testimonianza del salto tecnologico fra i miei primi anni di fotografia (ho iniziato con due macchine utilizzate da mio fratello prima di arrivare nelle mie mani, una Canon a telemetro e una Pentax ME Super) e lo stato attuale. Non sarò romantico da questo punto di vista e quando scatto con la FM (perché desidero tenerla più o meno in forma) pur sorridendo al rumore dell'otturatore so già che saranno foto deludenti se le paragono a quelle che scatto con l'attuale Nikon. La D300 l'ho avuta ed è stato il mio secondo corpo nel viaggio in Namibia del 2010 ma dopo il pippone di premessa la mia risposta non può che essere negativa.