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seymourglass

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  1. Dipende… dipende da cosa vuoi comunicare con la foto. Se vuoi ricordare a tutti quanto sia difficile riprendere al volo un Pellegrino, nonostante l'esperienza e l'abilità del fotografo, allora lasci la foto originale (nell'esempio la prima); se vuoi far risaltare l'eleganza del volo d'un rapace, allora "lavori" al meglio la foto, in modo che tutti quelli che la vedono ne traggono un piacere. Ogni foto è manipolata, essendo un particolare della scena deciso dal fotografo: a volte le manipolazioni sono creative, addirittura artistiche e piaccio, altre volte sono un flop, e diventano errori da cu
  2. La discussione su verità/falsificazione delle immagini, sul valore documentale in fotografia (o nell'arte in genere) credo sia antichissima e irrisolvibile. Per nostra fortuna ognuno è libero di avere la sua opinione e di comportarsi di conseguenza. A me ha fatto venire in mente un vecchio (e, nei miei ricordi, molto piacevole a leggersi) libro di Ando Gilardi, uscito una dozzina di anni fa: "Meglio ladro che fotografo". l'ho cercato ma non l'ho più trovato, forse perso durante qualche trasloco. L'ho potuto però ricomprare su Amazon e giovedì dovrebbe arrivare.
  3. Seguo regolarmente Nikonland, anche se non in modo assiduo, quotidiano. Questo ovviamente significa che in linea di massima lo trovo interessante e utile, da non cambiare. Personalmente però trovo meno significativi gli articoli sulle scelte strategiche della Casa Madre, di Nikon come industria, ma non mi disturbano.Anch'io desidererei fosse ampliato lo spazio dedicato agli articoli sul workflow in post-produzione, con prove tecniche, suggerimenti, tutorial . Qui su Nikonland c'è gente che ne sa parecchio. di queste cose: aspetto con impazienza.
  4. 1) Questo rapace è un Aquilastore Variabile, piuttosto raro anche in Sri Lanka, dove è stato fotografato. Nikon D3, Nikon 80-400, 1800 iso,1/1000, f 5,6 2) L'Occhione è abbastanza diffuso anche in Italia mai è molto elusivo e lo si incontra di rado: Questo è stato fotografato in Spagna, dopo un infernale pomeriggio sdraiato a terra e coperto con una rete mimetica. Nikon D500, Nikon 500f4 + 1,4x, iso 250, 1/800 f6,3 3) Serpentario, Namibia Una luce accecante, difficile per me da controllare. Nikon D300. Nikon 500f4 + 1,4x, iso 500. 1800 f11 4) Sula Bassana, sull'isola di Helgoland, con un
  5. in attesa di inviare qualche altra foto migliore, mando questa. il soggetto è il più banale (dopo i piccioni), ma voglio premiate la costanza e l'impegno di questo giovanissimo gabbiano che ha continuato per un tempo infinito ad allenarsi per prendere le porcherie che scendevano in questo canale, e poi lasciarle cadere.
  6. Grazie. La ragazza è stupenda, la foto perfetta e la musica sublime. Se anche in futuro ci regalerai altri simili abbinamenti, te ne saremo grati
  7. Perfetto: Gianni ha individuato correttamente gli animali. Qualche atra notizia? Il Pellicano e l'Aquila sono stati fotografati nel 2015, nel Delta del Danubio. L' Aquila, ben conosciuta dalla guida, aveva circa 30 anni, era cieca dall'occhio sinistro ed aveva il becco rotto, ma era comunque l'esemplare dominante nella zona. il Pellicano mi ha colpito perché ha faticato molto nel prendere il volo, ma quando ha assunto quella posizione cos aerodinamica avanzava controvento quasi senza battere le ali. I due Luì, comunissimi ma sempre graziosi da fotografare, sono del 2016, fotografati a
  8. immagino il dispiacere e la frustrazione di questa esperienza. E la rabbia, sapendo che quasi certamente resteranno impuniti, probabilmente vendendone Balcani a prezzi risibili il maltolto, Almeno, così mio hanno detto i carabinieri quando anche a me è capitata la stessa sorte.
  9. Sono, e sarò ancora per qualche tempo, via da casa; Silvio Renesto mi ha confermato che, in mancanza di nove fotografie, è possibile inviare anche foto d'archivio, vecchie e magari già comparse sul web. Provo a cominciare l'allenamento, come prevedono le indicazioni di Mauro Maratta, in vista dell'autunno. P.S. nel sito, esiste un luogo dove si chiariscono le modalità (collocazione, limiti delle dimensioni dei file, eccc..) di pubblicazione delle foto?
  10. Forse hanno ragione quelli che pensano che solo chi scatta moltissime foto, e con assiduità quasi quotidiana, abbiano le caratteristiche necessarie e sufficienti per essere dei veri fotoamatori, tra cui il confronto fra pari ha senso. Forse sono nel vero quelli che ritengono non affidabili quei dilettanti che accampano pretesti per disattendere la partecipazione alle iniziative magari da loro stessi richieste: ignavi che si nascondono adducendo scuse come la mancanza di tempo di dedicare alla fotografia, o al fatto che il cane abbia mangiato proprio l’immagine che volevano inviare. F
  11. Ho partecipato a solo due "contest": all'ultimo ho inviato una foto scattata poche ore prima, non curata tecnicamente e, fondamentalmente non "pensata" bene. E' stato in ogni caso una esperienza assolutamente interessante e stimolante, utile per capire come, di fronte ad un tema comune i propri punti di vista, i presupposti e i significati che vogliamo trasmettere siano spesso così mal rappresentati da risultare oscuri e confusi, e come quello che noi vediamo chiaramente nella nostra foto sia in realtà incomprensibile per gli altri. E questa è una lezione necessaria, per cambiare.. Scatto
  12. se sono ancora in tempo….. Una foto scattata ieri pomeriggio, e non ancora elaborata, se non per un parziale crop JUONG BOUTIQUE: geöffnet? un laboratorio di sartoria, alcuni anni fa importante a Stoccarda, ed ora limitato ad esporre un modestissimo manichino con un misero abito
  13. Grazie per la risposta. Solo un chiarimento, per cercare di giustificare le mie scelte- Malinconia non è sinonimo di tristezza: "Malinconia, ninfa gentile/la vita mia consacro a te/i tuoi piaceri chi tiene a vile/ai pica veri, nato non è" (Pindemonte) E spesso, anzi, la malinconia è associata al sorriso: pensiamo ai film di Chaplin, in bianco e nero, appunto. Per motivi tecnici.allora, ma che è bene siano così: a colorirebbero tutt'altra cosa. La foto a colori di un albero in cima ad una collina potrebbe essere una bella cartolina della Val d'Orcia; in bianco e nero…. la nume
  14. se faccio ancora in tempo, e se ho capito il senso del contest: 1) la numero 2: la solitudine (e non lo star soli!) induce spesso alla malinconia, che fa vedere ogni cosa lontana, irraggiungibile ogni incontro; il nero e bianco si addice a questo sentimento 2) la numero 5: scesa la notte, le strade vuote, ma l'attesa è mantenuta accesa dalla speranza di un possibile cliente ritardatario 3) tutte le altre, di cui ammiro la perizia tecnica, e la suggestione dei soggetti, ma che non mi sembrano necessariamente votate al bianco-e-nero:sarebbero belle anche a colori
  15. Dunque, ordinare le foto secondo il criterio di preferenza: mi è semplice per le prime due. La numero 7, lo zigolo, è senz’altro quella che mi piace di più. La composizione dell’immagine quasi perfetta, equilibrata e leggera. Il focus (l’occhio dello zigolo) è sulla diagonale dell’inquadratura, la curva della neve in assonanza con la curva del groppone, lo sfondo chiarissimo in contrasto con i colori forti dell’uccellino che sembra uscire dal nulla. Una foto minimalista, che mi ha fatto pensare a certi disegni cinesi, in cui ina linea e una macchia di colore fanno apparire un albero, o u
  16. 1 Se è già possibile inserire una immagine…. signorina capinera nei dintorni di Roma, dalla finestra dello studio del mio amico Maurizio, dove ha costruito un posatoio fantastico che rinnova continuamente. Sono spesso suo ospite, e ho fatto decine di foto a cinciallegre, cinciarella, frosoni, picchi muratori, e così via. Ho scelto questa, perché poche volte ho potuto riprendere una capinera, e perché mi sembra che rappresenti un topos diffuso sulla femminilità: l'attrazione esercitata dai fiori, la tentazione golosa della mela. non è una foto "artisti
  17. Valerio, ne siamo più che consapevoli, e non intendiamo avventurarci in programmi non sostenibili. ci sono però alcune cose non esplicite nel documento inviato 1) una parte, la più piccola, è già oasi attrezzata, e già ora vengono scolaresche, sempre e solo accompagnate dal proprietario del terreno, con tutti gli accorgimenti per non creare disturbo alla fauna. Per le eventuali migliorie possiamo contare su un mio amico di Roma, un naturalista che professionalmente ha realizzato importanti "sentieri"per disabili. Nella parte ora utilizzata dai cacciatori attrezzeremo solo i capanni f
  18. Grazie a Valerio e a Mauro. per. l'attenzione Credo che la cosa migliore sia quella di inviarvi il breve documento preparato da Dario, che ben illustra il nostro progetto UN DONO A GAIA, IL NOSTRO PIANETA Nelle campagne del Bondenese, nella provincia di Ferrara, al confine con il Cavo Napoleonico, (grande e storica arteria d’acqua che unisce il Reno con il Po nel punto in cui i due fiumi si avvicinano maggiormente), negli anni 90 sono state realizzate due rinaturalizzazioni molto importanti dal punto
  19. Un gruppetto di appassionati naturalisti e di fotografi cerca di realizzare una nuova oasi nel territorio di Bondeno, in provincia di Ferrara. E' un progetto tutt'altro che utopico o velleitario, ma richiede un ampio concorso di idee, di impegno, di passione, ed anche di sostegno economico per la sua realizzazione. Chiunque interessato, o anche solamente incuriosito, può contattarmi. telefonicamente al 3383281237 dopo le 20,30, o, meglio, lasciare la propria e-mail in modo che io possa inviare una breve descrizione del progetto stesso (motivazioni, scopi, programmi di attuazione) prepara
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