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seymourglass

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Posts posted by seymourglass

  1. Non mi sono espresso bene: certo, incontrare le tigri libere nella jungla è emozionante, ma l’insieme del safari era molto sconfortante. Obbligati a rimanere  sulla jeep, con percorsi in gran parte obbligati, senza potersi fermare se si incontrava un animale “comune” (ho dovuto insistere per fotografare un succiacapre mimetizzato su un ramo). Dove ho ripreso le tigri al bagno c’erano almeno 25 jeeps e un pullman scoperto pieno di persone, un polverone incredibile e un rumore insopportabile. Questo era mortificante e rendeva l’ambiente simile ad un parco giochi. L’incontro con l’orso, o quello con un branco di cani selvatici sono stati emozionanti perché imprevisti, desiderati ma non programmati. 
     

    P.S. Ho detto Castelletto Ticino, ma era Pombia: del resto sono 50 anni che non frequento più quei posti

  2. L’articolo del signor Aquila sul 500 f/4 G, e i commenti fatti in  seguito, hanno riacceso tutti i dubbi e le indecisioni che ho ormai da molti mesi.
    Ho anch’io lo stesso obbiettivo, comperato usato nel dicembre 2015 in un negozio da cui mi servo da anni, e conoscendo indirettamente il precedente proprietario e la sua cura dell’attrezzature, non ho avuto dubbi nel prenderlo.
    L’ho poi utilizzato, in capanno o in viaggi, fino all’estate 2018, quando ritornando in Africa ho dovuto lasciarlo a casa. Era troppo pesante ed ingombrante per me, avrei faticato troppo nel trasportarlo e nell’utilizzarlo. Al ritorno l’ho comunque portato nel Centro Nikon di Roma per la pulizia e il controllo generale: ero convinto di usarlo almeno nelle uscite in capanno, ma da allora è sempre rimasto a casa.
    Avevo nel frattempo acquistato il 500 PF, che è diventato ormai il mio compagno fisso nelle foto agli animali. Ho perso qualcosa nel cambio, ma ne ho guadagnate altre. 

    Ho capito che, nonostante i miei desideri e il mio impegno, non riesco a diventare più giovane, e quindi mi alleno ad essere un discreto vecchietto, con qualche piccolo dolore e qualche acciacco. 
    Così ho cominciato a pensare di vendere il 500 G; con tanti dubbi e tento rimpianto, ma tenere in simile gioiello inutilizzato nella sua custodia solo perché mi piace averlo, mi sembra una vera idiozia.
    Certo mi farebbe piacere se lo prendesse un fotografo che segue Nikonland, che saprà usarlo e valorizzarlo al meglio. Non lo metto in vendita, per ora, su altri siti: se qualcuno è interessato mi contatti al 3383281237, sarò ben lieto di fornire foto e informazioni.

    Giovanni

  3. grazie per le informazioni.

    diplomato in agraria, e con 70 bonsai!!!!
    una volta me ne hanno regalato uno, l'ho messo nel mio studio e dopo pochi mesi era morto. Mi hanno detto che lo avevo affogato, lo bagnavo tutti i giorni, troppo. Mi è dispiaciuto tanto, e non ho più voluto avere piante in studio.

    BUON NATALE, a tutti.

  4. Grazie per l'apprezzamento. la foto è, lo confesso, più frutto del caso che non una scelta pensata e programmata.

    Purtroppo non so rispondere a nessuna delle due domande: la foto è stata fatta il 30 ottobre del 2011, nelle foreste del casentino. non riconosco gli alberi, non sapevo di aver fotografato dei faggi e dei carpini, e non so proprio che alberi siano quelli con le foglie rosate.
    non so nemmeno quale profilo di colore stessi usando: probabilmente quello impostato da Nikon sulla D300.

    delle 4 elaborazioni che hai fatto, a me pice molto l'ultima, quella con un profilo che non ho mai incontrato

  5. Una "figurina", ricordo di un breve salto in India dello scorso anno.

    Verso la fine della permanenza, una sorpresa: un orso labiato ci ha attraversato la strada.
    Quest'orso è abbastanza frequente nelle piane dell'India, ma molto raro a vedersi in questo parco. Anche la nostra guida, una giovane donna, graziosa ma  piccolina, minuta (una guida tascabile, si potrebbe dire) si è messa a gridare. "baloo, baloo" tutta eccitata: non l'aveva mai visto fino ad allora. Forse perché ha abitudini notturne.
    L'orso labiato non è di grande taglia, ma molto veloce e potente, aggressivo e talvolta assalta all'improvviso chi lo disturba, anche le persone.
    Sono stato contento che ci abbia guardato con sufficienza, e ignorato.

     

    orso22.jpg

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  6. grazie per i commenti benevoli: accetto anche le critiche, ma i commenti positivi mi piacciono di più.

    a binatic: non, non ho provato, del resto è già un crop, non molto spinto, ma temo che riducendo ancora di più l'area dell'immagine appaiono troppo evidenti i limiti della foto.
    E poi mi sembra che così esprima meglio il passaggio tra la parte oscura, le foglie secche della selva da cui vengo (veniamo) e l'orizzonte luminoso e colorato al di là della radura.
    il "principio speranza" è un fatto concreto, che permette di continuare ad essere quello che ancora non siamo.
    io spero, prima o poi, tra le altre cose, addirittura di riuscire a fare qualche bella foto.

     

     

  7. ieri, una giornata uggiosa, piovigginosa, "un cielo così basso, così grigio che un'anatra si è persa.: un paese piatto, il mio paese" 

    così, guartando cosa c'è in un vecchio hard disk ho trovato questa foto del 2011, che mi ha dato un piccolo piacere, un soffio di speranza.   E' stata fatta con la D300, la macchina foto che ho tenuto per più tempo.

    verde giallo rosa.jpg

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  8. a seguito di un invito rimproverante (o forse da un rimprovero invitante) di M&M, pubblico due altre foto di uccelli, che non hanno nulla in comune se non la loro abilità di confondersi con l'ambiente dove vivono, due campioni di mimetismo.
    la prima è una Otarda di Kori, in Namibia, abbastanza comune ma difficile a vedersi in mezzo ai cespugli secchi del bush
    la seconda un Tarabuso, ripreso nella bassa padana, abilissimo nel nascondersi, immobile e ritto tra le canne 
     

    otarda. kori.jpg

    tarabuso D3.jpg

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  9. non potendo uscire (come quasi tutti) sono andato …nel passato.
    questa è una foto del novembre 2007 (13 anni fa!) scattata con la D200, a 1/250 e 200 ISO, con un obiettivo che non ricordo, forse un 200 f5,6.
    è nei dintorni della "Madonna dell'Acero" sull'Appennino tosco-emiliano; un luogo in cui non sono più ritornato, ed ora me ne pento. Prometto che quando sarà di nuovo permesso circolare liberamente, ci ritornerò.585316370_madonnadellaceroNL.thumb.jpg.d68f4fc90dd45c53386143edce7e75eb.jpg 

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  10. Una serie di foto veramente affascinanti: non posso che ammirare la tua passione per la montagna e le tue  capacità. la tua sensibilità nel tradurre in immagini le  sensazioni che che provi in quei momenti.

    Qui il soggetto  (nella maggior parte delle foto) sono i monti e le vallate, e gli stambecchi ne sono il giusto complemento. Tra tutte la mia preferita è la nona, con gli stambecchi che si riposano: mi trasmette un senso di vasta quiete, di silenzio calmo e capisco perché lo chiamano Gran Paradiso..

    Sugli aspetti tecnici della post-produzione non posso pronunciarmi per la mia profonda incompetenza in materia. E anche per qualche limite nelle capacità visive.

    ciao

    P.S. Cè n libro, edito dal Parco del Gran Paradiso, con foto di Giorgio Marcoaldi: merita di essere guardato.

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  11. Veramente belle, molto suggestive, e per me estremamente utili.
    Prima gli stambecchi, poi i caprioli ed ora i daini: una serie di foto che mi hanno fatto capire una cosa importante: la necessità di inserire i soggetti nel contesto ambientale. I "ritrattoni" degli animali, come di solito faccio, descrivono il soggetto; messi in relazione al loro habitat sono raccontati. E' come se queste foto contenessero non solo informazioni. ma anche emozioni. Nel tuo caso spesso anche della poesia.

    provo a mettere una mia foto, di diversi anni fa (quest'anno, per vari motivi, non ho ancora fatto nessuna foto) con la speranza che, con tutte le vostre osservazioni, io possa migliorarla e avvicinarla a queste

    namibia.jpg

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  12. Io ho avuto l'occasione di provarla qualche tempo fa, per pochi minuti. Credo che sia un piccolo capolavoro: leggerissima, movimenti morbidi, fluidi come nessuna altra testa basculante provata, manopole che bloccano senza dover stringere, nessuna vibrazione anche con carichi pesanti (nikon D819 e 500/f4 G).
    La mia Photoseki - che comunque resta un ottimo strumento - non arriva a quella perfezione.
    Forse chi compie safari con portatori e aiutantii, o affronta viaggi pesanti e difficoltosi preferisce attrezzature come la RRS, ma per persone comuni sarebbe l'ideale. ma il costo,,,

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