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seymourglass

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  1. Ri-voto: per le mie semplici e limitate esigenze di fotografo, la Z6ll e la Z7 che ho sono più. che sufficienti. Faccio parte di quel 90 % che non necessita di più. Certo che una Z8 votata all’azione, con un autofocus eccellente e qualche pixel in più (per i crop quando si vuol fotografare uno scricciolo dal capanno e anche il 500 non basta), mi tenterebbe molto: vedremo. Certamente prenderò il 100-400 S e, forse, il 200-600, ma solo dopo che Mauro e Valerio l’hanno testato e approvato.
  2. Questo è il punto d’accordo, questo è il progetto su cui non esistono tra noi visioni diverse. Temo invece che scotomizzanando il male, coloro che stanno bene se ne dimentichino, lasciandolo appannaggio di coloro che stanno o fanno le cose peggiori.
  3. Mauro, perché hai messo queste splendide immagini sotto il titolo di “politicamente scorretto”? Credo che saper vedere gli aspetti belli e armoniosi del nostro mondo, le manifestazioni di gioia e le passioni, mostrarli agli altri e invitarli a partecipare a questi piaceri sia un modo giusto di essere e di condividere: una “politica corretta” insomma. Lasciamo ai lamentosi piagnoni, agli invidiosi che rifiutano o distruggono quello che non possono avere il compito di mortificarsi costantemente, senza nessun vantaggio per se stessi e per gli altri (quante comari del paesino ci siano,
  4. come dicevo, per i corpi macchina sono soddisfatto per quello che ho (z5II e Z7): per me sono adeguati e con la "basetta" abbastanza comodi spero in un miglioramento, via software, dell'autofocus, compatibilmente con i limiti dell'hardware. per gli obiettività aspetto con impazienza il 100-400 S, che sostituirà il 300 PF. poi, come sogno, il 600 PF di cui si parlava qualche tempo fa, con attacco Z, naturalmente.
  5. E dai! ottima idea. Le foto sono molto suggestive, e la seconda è quella che preferisco
  6. con Z6II eZ, sto bene così. poi….. se arriva un corpo con l'autofocus sensibilmente migliorato, credo che allora non starò più tanto bene, credo.
  7. per (de)formazione professionale, e forse anche per i miei limiti, non mi sono mai chiesto da dove venissero quegli strumenti che uso ogni giorno: sono "scatole nere" con le quali, ad ogni ma richiesta, ottengo una risposta, quasi sempre adeguata.
    Per questo capisco molto poco di alcune  appassionate discussioni degli esperti di Nikonland.
    Questo articolo, che ho letto tutto di un fiato, ha gettato una luce su un mondo che sapevo esistere, ma di cui non conoscevo nulla. Ora non dico di sapere, ma almeno ho capito tutto di quello che Max ha scritto: non solo interessante, ma bravo l'autore, per essere stato così chiaro

    1. seymourglass

      seymourglass

      A Mauro Maratta
      credo scusa per il lapsus: ho scritto Max, ma mi riferivo a Mauro, e al suo articolo 

  8. è l'ultima foto fatta da un capanno, un anno fa. pretendo di riavere il 2020 che mi è stato sottratto
  9. una architettura perfetta, una storia secolare, simbolismi misteriosii, leggende antiche ….. tutto rende Castel del Montei un luogo affascinante e fatato. Ricordo che molti anni fa venne pubblicato un numero di "Bell'Italia" (tutta la raccolta è andata perduta in uno dei tanti traslochi!) dedicato a questo gioiello del patrimonio artistico italiano con foto e descrizioni che mi aveva entusiasmato. Non l'ho ancora visitato, speriamo che ci liberino presto!no p.s. e pensare che l'hanno valutato solo un centesimo!
  10. si. ha ragione RichiM: dietro a me, sulla sinistra c'era un rigagnolo d'acqua. ma sopratutto ha ragione Massimo Vignoli eravamo vicini all'Eremo di Camaldoli e un gruppetto di persone si erano fermati a guardare l'animaletto: la salamandra era molto disturbata dalla nostra presenza, sembrava confusa e spaventata e sono dopo diversi minuti, quando le persone si sono allontanate si è mossa, infilandosi sotto le foglie. avrei fatto meglio allontanarmi subito invece di inginocchiarmi per fotografarla. Comunque, nessuno l'ha toccata, almeno fino a quando sono rimasto lì
  11. Animali e piante, gli stessi colori Foreste casentinesi: Anno Domini 2011, Nikon D300 con Nikon 12-24
  12. Tutti abbiamo dei modelli di fronte ai quali ci sentiamo piccoli e incapaci: dobbiamo imparare ad ammirarli, e non ad invidiarli. L'invidia è un meschino sentimento che si rivolge contro di noi, come ha ben raffigurato Giotto nei "vizi" della Cappella degli Scrovegni, che ci porta a disprezzare il nostro operato e, spesso, a distruggere quello dell'altro che si invidia. Al contrario la capacità di provare ammirazione per l'opera di una persona è un sentimento nobile, che ci spinge a migliorare noi stessi. ciao, vado a lavorare
  13. M. guardo sempre tutte le foto dei modellini che stai costruendo, con ammirazione per la tua bravura e passione, e stupore, per un mondo, quello del modellismo, a me del tutto estraneo e sconosciuto. Anche se non mi cimenterò mai in questo hobby, almeno mi diverto mentre cerco di imparare qualcosa su come fotografare nello still life. ciao
  14. Non mi sono espresso bene: certo, incontrare le tigri libere nella jungla è emozionante, ma l’insieme del safari era molto sconfortante. Obbligati a rimanere sulla jeep, con percorsi in gran parte obbligati, senza potersi fermare se si incontrava un animale “comune” (ho dovuto insistere per fotografare un succiacapre mimetizzato su un ramo). Dove ho ripreso le tigri al bagno c’erano almeno 25 jeeps e un pullman scoperto pieno di persone, un polverone incredibile e un rumore insopportabile. Questo era mortificante e rendeva l’ambiente simile ad un parco giochi. L’incontro con l’orso, o quello
  15. E' vero, le tigri non solo "passano di li", ma fanno tante altre cose, per esempio giocano tra di loro. Però, mi dispiace deludere Silvio, non è che sempre vedere le tigri ci fa comminare 30 cm da terra: io sono rimasto piuttosto deluso in India, e mi sono chiesto se valesse la pena un viaggio così, o se non fosse stato meglio andare allo ZooSafari di Castelletto Ticino.
  16. L’articolo del signor Aquila sul 500 f/4 G, e i commenti fatti in seguito, hanno riacceso tutti i dubbi e le indecisioni che ho ormai da molti mesi. Ho anch’io lo stesso obbiettivo, comperato usato nel dicembre 2015 in un negozio da cui mi servo da anni, e conoscendo indirettamente il precedente proprietario e la sua cura dell’attrezzature, non ho avuto dubbi nel prenderlo. L’ho poi utilizzato, in capanno o in viaggi, fino all’estate 2018, quando ritornando in Africa ho dovuto lasciarlo a casa. Era troppo pesante ed ingombrante per me, avrei faticato troppo nel trasportarlo e nell’utilizz
  17. grazie per le informazioni. diplomato in agraria, e con 70 bonsai!!!! una volta me ne hanno regalato uno, l'ho messo nel mio studio e dopo pochi mesi era morto. Mi hanno detto che lo avevo affogato, lo bagnavo tutti i giorni, troppo. Mi è dispiaciuto tanto, e non ho più voluto avere piante in studio. BUON NATALE, a tutti.
  18. La quinta delle tue foto, per l'atmosfera onirica che mi affascina, è quella che preferisco. Anche la e altre sono comunque molto belle: sono fatte in Val d'Orcia, tra S. Quirico e Radicofani?
  19. Grazie per l'apprezzamento. la foto è, lo confesso, più frutto del caso che non una scelta pensata e programmata. Purtroppo non so rispondere a nessuna delle due domande: la foto è stata fatta il 30 ottobre del 2011, nelle foreste del casentino. non riconosco gli alberi, non sapevo di aver fotografato dei faggi e dei carpini, e non so proprio che alberi siano quelli con le foglie rosate. non so nemmeno quale profilo di colore stessi usando: probabilmente quello impostato da Nikon sulla D300. delle 4 elaborazioni che hai fatto, a me pice molto l'ultima, quella con un profilo che non
  20. Bellissima questa divergenza di interpretazioni da pare di due persone sicuramente competenti. Come ho semore detto, di una foto si può dire quello che si vuole: Gilardi docet. ps. Bellissima sopratutto la ragazza: su questo credo che tutti concordiamo
  21. nel sito di Photospecialist ci sono le specificazioni tecniche, in cui è chiaramente indicato "unità rigida HDD"
  22. Una "figurina", ricordo di un breve salto in India dello scorso anno. Verso la fine della permanenza, una sorpresa: un orso labiato ci ha attraversato la strada. Quest'orso è abbastanza frequente nelle piane dell'India, ma molto raro a vedersi in questo parco. Anche la nostra guida, una giovane donna, graziosa ma piccolina, minuta (una guida tascabile, si potrebbe dire) si è messa a gridare. "baloo, baloo" tutta eccitata: non l'aveva mai visto fino ad allora. Forse perché ha abitudini notturne. L'orso labiato non è di grande taglia, ma molto veloce e potente, aggressivo e talvolta as
  23. la seconda è più "vera" (verosimile) la prima più "emotiva" (emozionante) io preferisco la prima
  24. grazie per i commenti benevoli: accetto anche le critiche, ma i commenti positivi mi piacciono di più. a binatic: non, non ho provato, del resto è già un crop, non molto spinto, ma temo che riducendo ancora di più l'area dell'immagine appaiono troppo evidenti i limiti della foto. E poi mi sembra che così esprima meglio il passaggio tra la parte oscura, le foglie secche della selva da cui vengo (veniamo) e l'orizzonte luminoso e colorato al di là della radura. il "principio speranza" è un fatto concreto, che permette di continuare ad essere quello che ancora non siamo. io spero, prim
  25. ieri, una giornata uggiosa, piovigginosa, "un cielo così basso, così grigio che un'anatra si è persa.: un paese piatto, il mio paese" così, guartando cosa c'è in un vecchio hard disk ho trovato questa foto del 2011, che mi ha dato un piccolo piacere, un soffio di speranza. E' stata fatta con la D300, la macchina foto che ho tenuto per più tempo.
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