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seymourglass

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  1. Una serie di foto veramente affascinanti: non posso che ammirare la tua passione per la montagna e le tue capacità. la tua sensibilità nel tradurre in immagini le sensazioni che che provi in quei momenti. Qui il soggetto (nella maggior parte delle foto) sono i monti e le vallate, e gli stambecchi ne sono il giusto complemento. Tra tutte la mia preferita è la nona, con gli stambecchi che si riposano: mi trasmette un senso di vasta quiete, di silenzio calmo e capisco perché lo chiamano Gran Paradiso.. Sugli aspetti tecnici della post-produzione non posso pronunciarmi per la mia prof
  2. Veramente belle, molto suggestive, e per me estremamente utili. Prima gli stambecchi, poi i caprioli ed ora i daini: una serie di foto che mi hanno fatto capire una cosa importante: la necessità di inserire i soggetti nel contesto ambientale. I "ritrattoni" degli animali, come di solito faccio, descrivono il soggetto; messi in relazione al loro habitat sono raccontati. E' come se queste foto contenessero non solo informazioni. ma anche emozioni. Nel tuo caso spesso anche della poesia. provo a mettere una mia foto, di diversi anni fa (quest'anno, per vari motivi, non ho ancora fatto ness
  3. Io ho avuto l'occasione di provarla qualche tempo fa, per pochi minuti. Credo che sia un piccolo capolavoro: leggerissima, movimenti morbidi, fluidi come nessuna altra testa basculante provata, manopole che bloccano senza dover stringere, nessuna vibrazione anche con carichi pesanti (nikon D819 e 500/f4 G). La mia Photoseki - che comunque resta un ottimo strumento - non arriva a quella perfezione. Forse chi compie safari con portatori e aiutantii, o affronta viaggi pesanti e difficoltosi preferisce attrezzature come la RRS, ma per persone comuni sarebbe l'ideale. ma il costo,,,
  4. Dipende… dipende da cosa vuoi comunicare con la foto. Se vuoi ricordare a tutti quanto sia difficile riprendere al volo un Pellegrino, nonostante l'esperienza e l'abilità del fotografo, allora lasci la foto originale (nell'esempio la prima); se vuoi far risaltare l'eleganza del volo d'un rapace, allora "lavori" al meglio la foto, in modo che tutti quelli che la vedono ne traggono un piacere. Ogni foto è manipolata, essendo un particolare della scena deciso dal fotografo: a volte le manipolazioni sono creative, addirittura artistiche e piaccio, altre volte sono un flop, e diventano errori da cu
  5. La discussione su verità/falsificazione delle immagini, sul valore documentale in fotografia (o nell'arte in genere) credo sia antichissima e irrisolvibile. Per nostra fortuna ognuno è libero di avere la sua opinione e di comportarsi di conseguenza. A me ha fatto venire in mente un vecchio (e, nei miei ricordi, molto piacevole a leggersi) libro di Ando Gilardi, uscito una dozzina di anni fa: "Meglio ladro che fotografo". l'ho cercato ma non l'ho più trovato, forse perso durante qualche trasloco. L'ho potuto però ricomprare su Amazon e giovedì dovrebbe arrivare.
  6. Seguo regolarmente Nikonland, anche se non in modo assiduo, quotidiano. Questo ovviamente significa che in linea di massima lo trovo interessante e utile, da non cambiare. Personalmente però trovo meno significativi gli articoli sulle scelte strategiche della Casa Madre, di Nikon come industria, ma non mi disturbano.Anch'io desidererei fosse ampliato lo spazio dedicato agli articoli sul workflow in post-produzione, con prove tecniche, suggerimenti, tutorial . Qui su Nikonland c'è gente che ne sa parecchio. di queste cose: aspetto con impazienza.
  7. 1) Questo rapace è un Aquilastore Variabile, piuttosto raro anche in Sri Lanka, dove è stato fotografato. Nikon D3, Nikon 80-400, 1800 iso,1/1000, f 5,6 2) L'Occhione è abbastanza diffuso anche in Italia mai è molto elusivo e lo si incontra di rado: Questo è stato fotografato in Spagna, dopo un infernale pomeriggio sdraiato a terra e coperto con una rete mimetica. Nikon D500, Nikon 500f4 + 1,4x, iso 250, 1/800 f6,3 3) Serpentario, Namibia Una luce accecante, difficile per me da controllare. Nikon D300. Nikon 500f4 + 1,4x, iso 500. 1800 f11 4) Sula Bassana, sull'isola di Helgoland, con un
  8. in attesa di inviare qualche altra foto migliore, mando questa. il soggetto è il più banale (dopo i piccioni), ma voglio premiate la costanza e l'impegno di questo giovanissimo gabbiano che ha continuato per un tempo infinito ad allenarsi per prendere le porcherie che scendevano in questo canale, e poi lasciarle cadere.
  9. Grazie. La ragazza è stupenda, la foto perfetta e la musica sublime. Se anche in futuro ci regalerai altri simili abbinamenti, te ne saremo grati
  10. Perfetto: Gianni ha individuato correttamente gli animali. Qualche atra notizia? Il Pellicano e l'Aquila sono stati fotografati nel 2015, nel Delta del Danubio. L' Aquila, ben conosciuta dalla guida, aveva circa 30 anni, era cieca dall'occhio sinistro ed aveva il becco rotto, ma era comunque l'esemplare dominante nella zona. il Pellicano mi ha colpito perché ha faticato molto nel prendere il volo, ma quando ha assunto quella posizione cos aerodinamica avanzava controvento quasi senza battere le ali. I due Luì, comunissimi ma sempre graziosi da fotografare, sono del 2016, fotografati a
  11. immagino il dispiacere e la frustrazione di questa esperienza. E la rabbia, sapendo che quasi certamente resteranno impuniti, probabilmente vendendone Balcani a prezzi risibili il maltolto, Almeno, così mio hanno detto i carabinieri quando anche a me è capitata la stessa sorte.
  12. Sono, e sarò ancora per qualche tempo, via da casa; Silvio Renesto mi ha confermato che, in mancanza di nove fotografie, è possibile inviare anche foto d'archivio, vecchie e magari già comparse sul web. Provo a cominciare l'allenamento, come prevedono le indicazioni di Mauro Maratta, in vista dell'autunno. P.S. nel sito, esiste un luogo dove si chiariscono le modalità (collocazione, limiti delle dimensioni dei file, eccc..) di pubblicazione delle foto?
  13. Forse hanno ragione quelli che pensano che solo chi scatta moltissime foto, e con assiduità quasi quotidiana, abbiano le caratteristiche necessarie e sufficienti per essere dei veri fotoamatori, tra cui il confronto fra pari ha senso. Forse sono nel vero quelli che ritengono non affidabili quei dilettanti che accampano pretesti per disattendere la partecipazione alle iniziative magari da loro stessi richieste: ignavi che si nascondono adducendo scuse come la mancanza di tempo di dedicare alla fotografia, o al fatto che il cane abbia mangiato proprio l’immagine che volevano inviare. F
  14. Ho partecipato a solo due "contest": all'ultimo ho inviato una foto scattata poche ore prima, non curata tecnicamente e, fondamentalmente non "pensata" bene. E' stato in ogni caso una esperienza assolutamente interessante e stimolante, utile per capire come, di fronte ad un tema comune i propri punti di vista, i presupposti e i significati che vogliamo trasmettere siano spesso così mal rappresentati da risultare oscuri e confusi, e come quello che noi vediamo chiaramente nella nostra foto sia in realtà incomprensibile per gli altri. E questa è una lezione necessaria, per cambiare.. Scatto
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