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ross

Nikonlander
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  1. Questo è il post delle foto di Gabriele Castelli... Ci soffermiamo sul selfie?:)
  2. ross

    Nikonland per Gabriele

    Qui l'articolo scritto da Gabriele dopo aver maneggiato con la nuova Z e una modella
  3. ringrazia tua mamma che ti ha salvato la vita
  4. Max se devi fare una sorpresa a qualcuno contattami
  5. Gabriele Castelli in versone giornalista ha bisogno della cronostoria dal punto di vista di chi ha preparato la sorpresa Tutto nacque in quel lontano Luglio 2021 (faceva ancora caldo) quando si progettava il regalo della Z... io e il megaboss ci siamo interrogati su come un tale regalo potesse essere valorizzato nelle mani del cuccioloso Castelli. Sicuramente non fotografando panorami o fiorellini, per cui si è pensato a qualche bella gnocca Scartate Cara Delevigne e Emily Ratajkowski solo per problemi legati a loro precedenti impegni, ci siamo chiesti: quali sono i grandi amori di Castelli? Sono spuntati tre nomi: Dora, Saba, Edit (chi non le conosce se ne faccia una ragione e chieda a Castelli di mostrarvele:) Ho puntanto decisamente su Saba (Sabina) dato che con lei c'è stato un tentativo (poi abortito per covid) l'anno scorso di farla venire a Milano: che questa sia la volta buona? La macchina organizzatrice (io) si mette in moto e quando spiego a Sabina di cosa si tratta, mi risponde: "Castelli? quello tanto bello con gli occhi da cerbiatto? essere io il suo regalo di compleanno? Certo che si!" Ok è fatta! eh beh non proprio... il problema era adesso come far recapitare Sabina a casa Castelli a sua insaputa... 1) scassinare la porta di notte e fargli portare da Sabina la colazione a letto 2) trovare una scusa per andare a trovarlo, iniettargli un sedativo e svegliarlo con i sali di fronte a Sabina 3) organizzare uno shooting a casa sua senza dirgli chi fosse la modella Il mio avvocato mi ha sconsigliato le prime due, per cui si è optato per la terza Solo che la scusa dello shooting con modella me la sono giocata quando ho portato Mauro al posto della "finta" modella per regalargli la Z... dovevo trovare un altra soluzione, così mi sono inventato lo shooting remoto e gli ho detto di preparare la postazione al computer che sarei venuto a vedere come si faceva per imparare da lui (lo so è inverosimile, io che imparo da Castelli...lo so...) In sostanza, tutto era pronto da settimane, la modella è arrivata in incognito, chiedendole di non pubblicare sui social che sarebbe stata a milano, chiedendo a mauro di non pubblicare le foto che le aveva fatto il giorno prima (questa è stata la parte più ardua), chiedendo agli altri fotografi di mantenere il silenzio stampa fino al lunedi successivo. E poi, la domenica mattina... Castelli mi scrive che sta per andare al Pronto Soccorso!! Potete immaginare la nostra faccia quando io e Sabina abbiamo letto il messaggio... A poche ore dallo shooting, cosa si poteva fare? Vestire Sabina da infermiera e infiltrarla al Pronto Soccorso era un'opzione, ma sapevo che qualunque fosse stato il problema di salute se avessi detto a Castelli che gli avrei portato Sabina a casa, sarebbe guarito di colpo. Ma mi sarei giocato la sorpresa... mumble mumble... che si fa? Ore di panico intervallate da ore di apprensione, fino a quando non ricevo il messaggio "sto meglio, puoi venire" Dio esiste! (Almeno oggi) Si parte! e quando si arriva la sorpresa la ricevo io... al citofono mi risponde la mamma! E adesso??? Non mi resta che raccontarle tutto ed avere un alleato in più... Portiamo Castelli nella sua camera e intanto facciamo entrare di soppiatto Sabina in casa. Mentre annuncio con faccia dispiaciuta e addolorata che lo shooting remoto ha un contrattempo e dobbiamo rimandare, la mamma lo chiama in salotto per un aperitivo... e quando Castelli arriva, si trova Sabina con una candelina in mano che gli canta happy Birthday to you... Ora, la delusione di non vedere neppure una lacrimuccia, è tanta assai, ma purtroppo il nostro nikonlander non si commuove facilmente (io avrei pianto come un bambino a Natale)... ma la felicità nei suoi occhi era chiara, evidente e impagabile:) Ecco tutto l'antefatto... e non ho raccontato che Sabina nel piano originale doveva presentarsi in sexy lingerie, ma la presenza della mamma l'ha "costretta" ad indossare una vestaglietta e non ho raccontato che Sabina mi aveva suggerito di comprare qualche metro di carta da pacchi per farsi impacchettare come un regalo e non ho raccontato che, arrivando da uno shooting al mattino, mi ero portato la macchina fotografica, per cui è stata pura fortuna che l'avessi con me (la batteria della Z si è scaricata dopo 20 scatti) e non ho raccontato che la candelina che si accende da sola arriva dalla Thailandia, lì è molto usata:) e non ho raccontato della zia...:) a circa metà dello shooting arriva la notizia che la zia sta per arrivare.. occorreva fermarla a tutti i costi! Nonostante le numerose chiamate non è stato possibile raggiungerla così ad un certo punto..suona il campanello: Allarme zia! Corriamo (su due ruote) in camera e continuiamo lo shooting con Sabina che saluta nuda dal balcone gli automobilisti di passaggio... Che altro aggiungere? Per me e per Sabina è stato un compleanno indimenticabile, spero anche per Gabriele
  6. ross

    Nikonland per Gabriele

    l'uso più appropriato per una macchina fotografica...
  7. ross

    Nikonland per Gabriele

    Gabriele Castelli ha definitivamente espropriato Lorella Cuccarini dal podio del più amato degli italiani!
  8. ross

    Nikonland per Gabriele

    castelli clip.mp4 piccolo trailer della consegna....
  9. Quindi rissumendo... Pietro e Paolo e il BambinGesuCastelli... shooting natalizio posticipato ci teniamo aggiornati su whatsapp!
  10. e invece no, devono venire perchè sei Master Maratta non per la modella. a livello didattico un workshop dovrebbe avere in copertina solo il nome del fotografo, chi è interessato va a vedersi il suo portfolio e se gli garba, partecipa. ma la maggiorparte delle volte invece (purtroppo) se non c'è la modella che attrae, la gente non partecipa, perchè vanno per la modella e non per il fotografo, quindi non per imparare ma per fare foto (e per vedere una bella tipa). Tipa che ovviamente deve corrispondere alla tipologia che gli garba, deve essere bionda occhi azzurri o mora tette grosse o magra gambe lunghe. Questo pur essendo un workshop (quindi con docente) e non un modelsharing.
  11. è commerciale. uno offre ciò che alla gente piace e richiama gente a cui piace quel tipo di proposta se uno vuole imparare a fotografare non lo può fare in un workshop di 3 ore o insieme a 100 fotografi, bisogna distinguere eventi in cui ti insegnano qualcosa e altri in cui ti danno la possibilità di fare foto a costi sostenibili. Dato che per avere qualità occorre alzare i prezzi, il 90% delle persone vira sulla quantità. Io sono stato invitato al Toscana Foto Festival e ho visto come avevano strutturato i corsi, ecco in 3 giorni di full immersion con un docente fotografico di livello è possibile assimilare nuovi concetti che i tutorial di youtube non possono darti. E le modelle erano sconosciute, questo perchè per imparare non hai bisogno di fotografare Emily Ratajkowski, ma ti serve un buon insegnante. Se viene offerta la playmate di 2 metri non è per imparare ma per fare le foto da mostrare agli amici su facebook. Poi dipende dal genere. Se fai un evento di nudo artistico non interessa la carica sensuale di nessuno, se fai un evento tipo playboy devi portare una playmate. Io ho fatto anche un workshop di erotico metart, con una modella di Metart, e la prima parte è stata la storia della fotogtrafia di Metart dai primi fotografi (come Rigon) a quelli di oggi e la seconda parte, la tecnica di illuminazione e di ripresa. Secondo me non è importante cosa si propone ma come lo si fa. E ci sono i soliti improvvisati che lo fanno per guadagnare due spicci e altri che lo fanno seriamente con un certo background alle spalle. La gente poi sceglie e le statistiche dimostrano che si orientano sulle cose di bassa qualità, tant'è che i workshop didattici, quelli seri ormai non ci sono più.
  12. Dunque dunque... a qualcuno piace prendere in mano le patate bollenti (ogni doppio senso è puramente intenzionale) Ci sono tanti temi da trattare separatamente in modo approfondito, ma cerco di non perdere il filo e rimanere legato alla discussione in corso. Il titolo è fuorviante: "perfino alcuni dei fotografi maschi" sottintende che i fotografi (maschi) debbano per forza conoscere meglio di altri come trattare le donne e ci si stupisce che non sia così. "Come trattare le donne" è altrettanto fuorviante in quanto mette in relazione i fotografi con le donne e non con le modelle. Per quel che mi riguarda c'è una distinzione tra rapporto tra uomo e donna e quello tra fotografo e modelle; il secondo è un rapporto di ruoli, che di per sé sono asessuati, come tra un dirigente (uomo o donna che sia) con un dipendente (uomo o donna che sia). A livello amatoriale è leggermente diverso, ma a livello professionale il fotografo ha la responsabilità del lavoro e svolge la mansione di direttore artistico, sotto il quale lavorano truccatori, modelle, assistenti e tutto il resto dello staff. Quindi la modella (o modello) deve eseguire il proprio ruolo (lavoro) che le/gli viene detto di svolgere, nelle modalità che il fotografo decide. Il modello è quindi un ruolo subordinato. La donna non è un ruolo ma una specifica dell'essere umano, che quindi, come essere umano non deve essere subordinato l'uno all'altro. Se non nel momento in cui assume un ruolo, appunto. Il titolo corretto dovrebbe essere quindi "Alcuni fotografi, anche tra i più noti, non sanno come lavorare con le modelle" Se il titolo diventa invece "Alcuni maschi, anche tra i fotografi, non sanno come trattare le donne" il tema diventa un altro. Credo che fino a qui siamo tutti d'accordo, no? Sul rapporto uomo-donna e su quanto siano diversi e sia difficile la reciproca comprensione, ci sono fiumi di trattati di psicologia, sociologia, etologia e di scienze comportamentali a cui fare riferimento (o chiedere a quelli sposati e divorziati). Sul rapporto fotografo-modella forse non si è ancora scritto abbastanza e forse non si arriverà a declinare uno statuto di comportamento ma delle cose da puntualizzare ci sono. Riparto dal punto sopra del rapporto subordinato tra fotografo e staff per riaffermare la responsabilità del lavoro commissionato che è tutto a carico del fotografo. Di conseguenza o la modella fa quello per cui è pagata o si telefona all'agenzia per fare reclamo (e poi se la vede il booker con la modella) oppure ci si imbatte in un grosso problema. Dato che buttare all'aria un investimento per una condotta non professionale di una modella è sempre una cosa da evitare, meglio parlare nei dettagli del lavoro PRIMA di prendere impegni. Se il servizio è da realizzare sulla neve in montagna a dicembre, è bene sapere se alla modella sta bene oppure no, quello che è da evitare è che la modella, arrivati in montagna, si rifiuti di posare perché fa troppo freddo. Ed ho descritto una situazione che vale anche a generi invertiti, proprio perché il ruolo è asessuato ed ha solo dei vincoli lavorativi. Lo stereotipo invece ci dice che i fotografi sono maschi e i soggetti sono femmine, quindi dobbiamo aspettarci dei comportamenti in cui il genere interferisce sul rapporto tra i ruoli. Innanzitutto se questo avviene in maniera sostanziale è sbagliato. Il fotografo maschio si dovrebbe comportare allo stesso modo con soggetti femminili e maschili, lasciando da parte pruriti e depravazioni, ma si sa che questo non è sempre possibile, anche perchè i fotografi scelgono i soggetti da cui sono attratti. In questo caso il ruolo può diventare subordinato al genere, ma questa è una situazione molto personale, che dipende quindi dai singoli individui, e si può estendere a tutti i settori, anche al nostro posto di lavoro (estraneo alla fotografia). In generale bisogna avere (semplicemente) lo stesso rispetto che si dovrebbe avere per le persone con cui ci relazioniamo ogni giorno cercando di capire i limiti oltre i quali non bisogna andare e i limiti sono appunto personali, dipendono da ciascuno di noi. Io insegno nei workshop che di fronte abbiamo una modella ma prima di tutto una persona, che quindi bisogna trattare la modella come persona; nello stesso tempo quella persona ha deciso di fare un lavoro, per il quale viene retribuita e quindi ne conosce i rischi e i compromessi. L'importante è che sia sempre possibile fare una scelta per entrambi. Il fotografo deve poter scegliere la modella che accetta le sue condizioni, la modella deve poter accettare o rifiutare tali condizioni e quando si trova questa sinergia, il fotografo tenderà inevitabilmente a lavorare con la stessa modella più volte. In altre parole si entra in modalità "trovarsi bene" con qualcuno che miscela l'aspetto lavorativo con quello umano. Tutto sta a definire quanto del maschio sia presente nel fotografo e quanto della femmina sia presente nella modella e trovare il giusto compromesso ed equilibrio per poter lavorare bene insieme senza far sentire a disagio una delle due parti. Sfiorando brevemente il tema Weinstein che ho già trattato a suo tempo, secondo me è la possibilità di scelta a fare la differenza. Se alla giovane attrice viene offerta una parte in un film in cambio di una prestazione sessuale e sceglie di accettare, lo fa per libero arbitrio e quindi lamentarsi dopo anni dell'accaduto, soprattutto dopo aver vinto oscar e guadagnato milioni di dollari mi sembra quanto meno opportunistico. Anche perchè altre attrici non hanno accettato e hanno fatto carriera in altro modo, quindi la possibilità esisteva ed è stata appunto una scelta.
  13. Le prime immagini inviate da Persevernace da Marte...
  14. il film era con Serena Grandi (se qualcuno se lo ricorda, il film, non Serena Grandi che immagino se la ricordino tutti) beh questa è un altra Giulia ma il desiderio è lo stesso...
  15. ...splendido tempo si spera:) alcune "rosse" fotografate in questi mesi... ASIA ONA CHIARA
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