Jump to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Francesco Contu

Nikonlander Veterano
  • Joined

  • Last visited

Blog Entries posted by Francesco Contu

  1. Io e la mia mamma

    Una carrellata di immagini di vita familiare. Momenti belli del mio viaggio in Namibia.
    Comincio con questo elefantino e la sua mamma che ci hanno deliziato per diversi minuti
    Passeggiano

    Poi il piccolo comincia a giocare coi rami

    Si avvicina alla mamma

    Confesso la mia ignoranza qui non ho capito se cercasse di allattarsi

    Poi comincia a giocare con la proboscide

    E infine costringe la mamma a sdraiarsi

    scena finale col fratello più grande

    Al parco di Etosha ci dà il benvenuto questo cucciolo di springbok. Foto ripresa da dentro l'auto. Ci fissava e non se ne andava più, abbiamo dovuto fare retromarcia e spostarci. In fondo, è casa sua.😄

    Cucciolo di Impala

    Seguito dalla mamma, non sono riuscito a prenderli insieme

    Anche i burberi rinoceronti neri hanno i loro momenti di tenerezza. Foto notturna in pozza del resort con luci artificiali

    zebra con puledro, ho la sensazione che la mamma sia in dolce attesa a giudicare dalle dimensioni del ventre

    Un allegro quartetto di elefanti. Ho maldestramente mancato di riprendere il momento in cui il cucciolo passa sotto la proboscide della mamma, non mi sono accorto e ho smesso di scattare per poi pentirmene, ma era troppo tardi. Sembra inutile aggiungere che invece mia figlia lo ha ripreso alla perfezione...

    E un quintetto. Tipica formazione di protezione con gli adulti in testa a in coda al convoglio

    La scena forse più bella a cui abbiamo assistito, l'allattamento della giraffa nella luce del tardo pomeriggio


    Qui arriva anche il papà

    Mamma zebra segue il suo puledro

    E il saluto finale qui era quasi notte ma il sole era alla nostra destra. Il cucciolo sembra nascondersi dietro la mamma


    Un grazie a chi mi ha seguito fin qui. Animali liberi quasi sempre ripresi dal nostro pickup in modo indipendente. Z8 e 180-600
  2. L'inatteso airone di Sartirana

    A volte le occasioni per qualche manciata di scatti si presentano in modo inatteso, meglio quindi farsi trovare pronti.
    Stamattina sono uscito per fare quattro passi. Destinazione lago di Sartirana, 45 minuti da casa mia.
    "prendo la Z50 II con 16-50 magari trovo qualcosa per il contest del B&N". E in effetti qualcosa ho portato a casa, ma non è l'oggetto di questo post.
    Ora, il lago di Sartirana dice poco a chi non è un brianzolo purosangue come me. E' un lago alla periferia della cittadina di Merate, veramente bello e ricco di avifauna. Oggi con un cielo terso più da Sardegna che da Lombardia si presentava in tutto il suo splendore. Sullo sfondo, a sinistra, il Resegone di manzoniana memoria, a circa 20 Km, che sovrasta Lecco dall'alto dei suoi rispettabili 1800 metri.



    Appena prima di arrivare al lago avevo inaspettatamente visto in un campo un Airone Cinerino. Capita che ci siano ma sono sempre presenze occasionali e soprattutto della primavera/estate. L'ho battezzato troppo lontano per il 50, mi sono avvicinato attraversando la strada ma come spesso accade la cosa ha attirato un'altra persona e il ribaldo se ne è andato. Tutto normale.
    Arrivo dunque al lago e decido di fare due passi sulla riva, eccolo lì, a quel punto meno inatteso.
    Eh ma ho un risibile 50 mm se ne andrà subito. A quel punto comincia il gioco "un due tre stella!". Fotografare, Avvicinarsi, Sperare, Fotografare...
    La prima foto a distanza impossibile


    Ora un po' meglio, strano non va via.

    Il giovane mi concede alcuni scatti da pochi metri


    Uno anche col Resegone, mentre sembra aver visto qualcosa da mangiare


    A questo punto arrivano "loro" gli immancabili tamarri della domenica. Vociare senza sosta. Sono ancora lontani ma l'airone volta subito i tacchi "assistenti di volo prepararsi al decollo"

    Gli zotici dopo una rapida sosta gli passano a 30 cm e lui si invola senza indugio. Uno fa "se ne è andato altrimenti gli facevo una foto".
    Io, invece, la foto l'ho fatta:

  3. Ti chiamerò Anubi

    Quanti sciacalli abbiamo visto in Namibia?
    A memoria credo 4:
    Il primo, a distanza siderale, era piazzato vicino a una colonia di foche in attesa di qualche occasione di giornata
    Il terzo si è materializzato per pochi istanti fra i cespugli
    Il quarto sarebbe anche stato a distanza decente, ma era buio pesto
    Il secondo era quello buono e ci ha degnati della sua compagnia per una ventina di minuti.
    L'inizio non è stato incoraggiante, un fantasma di spalle nella savana del parco di Etosha (Z8 180-600)


    Ma pochi minuti dopo si materializza vicino a una pozza d'acqua, pur se a distanza notevole (600 mm in DX). Però sembra venire verso di noi


    Va a bere, a SX (alla sua destra) un Cavaliere d'Italia. A quanto pare non siamo gli unici Italiani oggi. 😆


    Poi ci scruta con sguardo interrogatorio

    Ha deciso, viene verso di noi, non dobbiamo averlo terrorizzato particolarmente, siamo gli unici umani in zona. E' qui che penso "ti chiamerò Anubi", e lo merita


    Viene sempre più vicino e ci scruta di tanto in tanto, ha uno sguardo che pietrifica (ancora 600 DX)


    Lo spettacolo volge al termine, fa per allontanarsi, ha un pelo splendido (600 DX)


    Ma abbiamo un'altra chance perchè va verso la strada e lo anticipiamo, perdona Anubi se ti tagliamo la strada, gli lasciamo spazio per non creargli troppo disturbo (600 FX). Colto di sorpresa, ci fulmina con lo sguardo assassino

    Dopo aver attraversato la strada ci lancia un'ultimo sguardo prima di sparire. Addio Anubi, grazie della compagnia


  4. Namibia - un po' di avifauna

    Non solo zebre antilopi ed elefanti, anche tanta avifauna, che ho ripreso quasi a tempo perso, Non perché non sia interessante ma perché per noi chiaramente i mammiferi locali sono più intriganti.
    Per i curiosi, Z8 e 180-600.
    Mi perdonino gli ornitologi incalliti, non tutti i volatili (o presunti tali) mi sono noti, molte identificazioni le ho recuperate sul web.
    Quello in copertina è un Piviere Fabbro.
    Questo è un Passero, ma ignoro che specie sia. A suo agio fra le spine.


    Questo me lo spacciano per Passero del Capo che effettivamente bazzica in questa zona.


    Codinero


    Corvo buanco e nero


    Sterna


    Pellicano


    Falco Giocoliere (altresì detto Bateleur)


    Ignoto, unica definizione trovata Organetto ma non pare essere un uccello che vive in quella zona


    Zigolo Pettodorato Africano. Ammazza che nome. 😁


    Questa è facile. E' una Gallina Faraona, assai comune in zona tanto che si trova anche nei parchi cittadini. Si muovono freneticamente in gruppi di parecchie decine. Molto belle.


    Altri Pellicani.


    Aquila Rapace. Come se le altre non fossero rapaci, ma non glielo ho dato io il nome. Purtroppo era a distanza siderale, ho solo questo ultracrop.


    Astore Gabar.


    Bellissima Otarda di Kori


    Non ne ho idea ma mi intrigava la silouhette.


    Buceretto Beccogiallo, piuttosto comune da quelle parti.


    Drongo Codaforcuta.


    Anche questo è facile, non c'è niente di nitido per via della calura ma mi intriga proprio l'atmosfera torrida


    Storno del Capo. Bellissima livrea a colori cangianti con riflessi verde metallizzato. Raro? Basta andare in un qualunque resort per trovarlo a razzolare.


    Nun te reggae più. Averle Biancocapelli meridionali.


    Dunque, uhm... direi Struzzo


    Tortora del Namaqua.


    Un grazie a chi è arrivato fino a qui.😀

  5. Gundra il CEO

    Non ero molto interessato a visitare i villaggi tradizionali della Namibia. Una sorta di pudore nel confrontarmi con persone che per vari motivi vivono in modo molto diverso dal mio.
    Mi ha convinto mia figlia, e siamo andati a visitare un villaggio SAN.
    L'esperienza è stata interessante soprattutto per l'incontro con Gundra, che ci ha accolti e di fatto è il capo villaggio.
    Sorrisi e un ottimo Inglese, non scontato per chi vive in un villaggio, ci accoglie nella sua mise che sembra uscita da un film di Tarzan. Non che ci aspettassimo di trovarlo in giacca e cravatta.
    Ci racconta che ha studiato ma ha scelto di tornare a vivere nel modo tradizionale. I bambini del villaggio vanno regolarmente a scuola.
    L'impressione è che alla fine lui gestisca una sorta di gruppo folkloristico con la gente del villaggio: ti mostra le attività, ha un ricco campionario di oggetti di artigianato in vendita e per questo lo abbiamo soprannominato "il CEO".
    Ci dice che possiamo fotografare e filmare tutto, io mi limito ad assistere alle loro dimostrazioni. Mi lascia senza parole la capacità di realizzare una corda in 20 minuti a partire da un frutto fibroso.
    Alla fine decido di fargli qualche primo piano. Per me le persone sono fatte di sguardi e Gundra mi ha catturato, ha l'aria di chi ha capito tutto della vita, altro che smartphone e SUV.
    Z8 24-120 la prima a 120 mm le altre a 105 mm tutte in DX per errore 🫢
    Il suo sorriso scanzonato e contagioso


    Concentrato mentre ci spiega le sue attività


    E mentre ascolta le nostre domande


    E perplesso delle stupide osservazioni da turisti


    Stammi bene Gundra!

  6. Così è stata soprannominata più o meno 50 anni fa la Val di Mello.
    E in effetti io che ho avuto la fortuna di andare anche in Yosemite posso confermare. Pareti di granito chiaro sopra i prati, climber vestiti di colori sgargianti oggi come allora. 30 anni fa pure io mi dilettavo sulle vie più elementari della valle, lontani ricordi.
    Pensi Yosemite e pensi Ansel Adams, il guru del bianco e nero in montagna (ma non solo).
    Sabato mi sono fatto un giro, diciamo che la stagione è propizia per il BN, foliage praticamente finito, alberi in buona parte scheletrici in attesa della primavera.
    Z8 e 28-400 per poter prendere dettagli distanti.
    All'opera ancora i Picture Control di Mauro, quelli che mi hanno dato più soddisfazione il TMAX con filtro rosso e l'HP5 a cui ho aggiunto sul PC il filtro giallo o rosso a seconda dei casi.
    Giornata di sole radioso, per il tempo che ha illuminato la stretta valle, nessuna nuvola e questo chiaramente è un problema, non si riescono a fare i cieli del Maestro. Ma in Val di Mello in realtà non ci sono quasi mai quelle belle nuvole che invece altrove sulle Alpi troviamo spesso e volentieri.
    Pareti a precipizio


    La cascata finale del torrente Ferro


    basta girarsi di 180 gradi per riprendere contrasti estremi


    Alberi luccicanti verso il cielo


    Salendo nella Valle del Ferro


    Scorcio sul Monte Disgrazia che chiude la Valle a Est, separando Val Masino e Val Malenco


    Foschia verso la vallata


    Pomeriggio lungo il torrente Mello dove il sole illumina gli alberi di sbieco


    Pareti nella laterale Val Torrone


    ma anche all'inizio della valle


    Scheletri lungo il torrente





    Strapiombi che paiono infiniti


    Sulle rive del Mello


    luci del tardo pomeriggio


    Non andateci d'estate, specialmente nei Week End, troverete miliardi di persone vocianti...


  7. Quando un posto si chiama "Solitaire" difficilmente sarà famoso per la vita notturna, ma in Namibia si è costruito una solida fama. Ultimo avanposto prima di centinaia di Km di piste sterrate, coniene tutto ciò che serve:
    Distributore di benzina, un bar che millanta di avere la migliore torta di mele del mondo (buona per carità ma il giudizio pare un attimo di parte 😆), un gommista, una linda toilette pubblica e pochissimo altro.
    Altra attrazione, un cimitero/museo di auto d'epoca, a mio avviso meritevole di passarci una mezz'oretta.




    E poi, quando ne hanno voglia, loroi. Eh già ma chi sono? Dalla regia mi dicono che non sono Suricati ma Scoiattoli del Kalahari. Ciò che colpisce è il frenetico spettacolo che mettono in pratica.
    Passi felpati


    Seguiti da agguati ai vicini di casa


    Confesso di non sapere se siano giochi o liti condominiali piuttosto che tentativi di impressionare le femmine del borgo
    I rivali si fronteggiano




    Di solito un terzo elemento fa da arbitro. Potrebbe proprio essere la femmina contesa.


    Il combattimento dura pochi istanti, il tempo di esibirsi in salti rimarchevoli, ed è del tutto incruento


    seguiti da corse a perdifiato


    In alternativa si piazzano nella posa per cui sono più noti: possono stare immobili per parecchio tempo sotto il sole probabilmente per controllare che non ci siano pericoli in giro. In questo sono simili alle Marmotte.
    E ai... Suricati.


    Valli a capire...
    Tecnicamente, Z8 e 180-600, ci si può avvicinare ma tendo a stare a una certa distanza per non disturbarli, qualche foto ha crop fra 20 e 30M anche perché se non si lascia spazio alle loro evoluzioni la probabilità di tagliarne metà è elevatissima.
  8. Questo caricabatterie sostituisce il vecchio MH-25A, funzionante dalle rete a 220V .
    Non è al momento in dotazione con alcuna fotocamera, e dubito che lo sarà in futuro, ma si può acquistare a parte al costo non proprio da discount di circa 60 Euro.
    Oppure si sfrutta una qualche offerta come quelle recenti sulla Z5 II per averlo incluso nel prezzo, come ho fatto io.
    L'oggetto si presenta moto compatto e leggero: in pianta cm 7x7 per una altezza di cm 3.2. Il peso di 55 grammi è irrisorio, mezz'etto di prosciutto.

     
    Rispetto al vecchio caricabatterie l'unico led lampeggiante conforta l'utilizzatore sullo stato della ricarica. Lampeggia in tre modi diversi per indicare lo stato di carica per poi diventare fisso a carica completata.
    In ottemperanza alle norme vigenti si alimenta tramite un connettore USB-C:

    Su questo si scorge la scritta "PD" che, nel bene e nel male, ci dice che siamo OBBLIGATI ad usare un alimentatore o un power bank PD e, come noto, a sua volta dotato di uscita USB-C. Qualunque cosa con connettore "tradizionale" USB-A non funziona su questo oggetto. Insomma il mantra green "non vi diamo più caricabatteria da 220, tanto ne avete almeno una dozzina in casa" non vale, il mondo avanza e questi aggeggi stanno diventando obsoleti a loro volta.
    I tempi di ricarica non li ho cronometrati ma mi paiono in linea con il vecchio caricabatterie. Nikon ha sempre privilegiato tempi di ricarica lunghi che preservano la durata della batteria stessa ed evitano surriscaldamenti.
    PRO:
    dimensioni contenute peso irrisorio indicatore del livello di carica CONTRO:
    costo elevato obbligo di alimentazione da sorgente PD
  9. Un viaggio di lavoro mia ha permesso eccezionalmente di passare qualche ora in giro per Praga.
    Di solito i miei viaggi si dipanano infatti fra aeroporti, alberghi e aziende strategicamente piazzate nei sobborghi.
    A farmi compagnia un corredo risicato: Z50 II e 14-30. Mi piace usare i super grandangoli in città, quelle poche volte che mi cimento.
    Banale poi usare il colore, quale migliore occasione per provare il profilo TMAX creato da Mauro? Non sono un drago, men che meno del BN, ma nel caso mi piace contrastato.
    La macchina è stata quindi settata sul TMAX, a volte liscio a volte nella variante con "filtri", soprattutto il rosso che aiuta a non sbiancare il cielo quando possibile.
    Prendete questi scatti soprattutto per farvi un'idea di cosa si può ottenere, questa è la mia intenzione.
    Nella quasi totalità dei casi i contrasti che ho trovato sono stati eccessivi, vuoi per il cielo troppo bianco, vuoi per ombre decise, e ho dovuto schiarire soprattutto le ombre dato che questo profilo di suo contrasta parecchio.
    Parto con una foto in cui ho corretto pochissimo, schiarito un po' in fondo e a SX:


    Qui invece a parte il cielo era tutto molto scuro. Tendo a preservare le alte luci quindi la cosa era inevitabile in fase di scatto.


    Questa è praticamente come scattata:


    Qui ho schiarito gli alberi. I verdi vengono praticamente neri.


    E mentre su Praga calano le prime ombre della sera si può fare a mio avviso cose interessanti alla luce dei lampioni.



    Il giorno dopo nel tardo pomeriggio, anche qui schiarita.

    La cattedrale, schiarita giustola parte in ombra il resto come reso dal TMAX con "filtro" rosso




    Verticali antiche e moderne




    Un soggetto che viene praticamente senza PP, ho preferito schiarire la porta


    Qui schiarito tutto, tranne il cielo ovviamente.


    Qui giusto gli alberi in primo piano. Non si capisce ma siamo quasi al tramonto.


    Pavè


    Notturno, apena schiariti gli edifici


    Liscia (non sono un fotografo di street, va detto che Praga pullula di turisti e nessuno si preoccupa di cosa inquadrate)


    Tre soggetti moderni che trovo molto adatti a un BN contrastato. Schiarite un po' di ombre ma uscite praticamente pronte




    Foliage (andrebbe proposta a colori, ma era fuori tema...)


    Per concludere, mentre scattavo e quando ho guardato le foto vedevo dei contrasti enormi ed ero poco fiducioso. Questo dipende anche dai soggetti, non tutto è adatto al TMAX.
    Una volta fatti gli aggiustamenti sono soddisfatto. Coi profili Nikon non ero mai riuscito a cavare un ragno dal buco, qui si parte da qualcosa nelle mie corde.

  10. Fra le sabbie del Namib

    Nello scorso Agosto, dopo quasi due anni di preparativi ho realizzato il mio agognato viaggio in Namibia.
    Già perché dall'idea al gate di imbarco ci passano trovare amici che siano di buona compagnia, trovare una agenzia affidabile, capire cosa si è più interessati a visitare e via discorrendo. A quel punto i voli per quell'anno saranno strapieni o a prezzi da capogiro, così come gli alberghi, e se ne riparla l'anno dopo.
    Noi non siamo tipi da pacchetto all-inclusive con guida-sergente che scandisce i tempi. Andiamo in giro per i fatti nostri, coi nostri tempi, abbiamo noleggiato un pick-up che sebbene enorme conteneva a mala pena noi 5 e i nostri corposi bagagli.
    Impensabile ridurre il viaggio a una ventina di foto, comincio quindi con qualche scatto dal deserto del Namib da cui la nazione prende il nome e di cui abbiamo visitato due zone piuttosto turistiche.
    La prima è quella di Sossuvlei dove una rara strada asfaltata si incunea per circa 40 Km fra le dune di un rosso intenso.
    Qui all'ingresso del parco. Il Namib non è una sterminata distesa di sabbia, c'è anche una rada vegetazione.

    E infatti è popolato da personaggi come per esempio gli struzzi. A volte un 120 mm è più che sufficiente.

    Alberi scheletriti sono un incontro comune, le dune presentano spesso delle striature nere dovute alla magnetite.

    Ci siamo presi la briga di salire su una duna (la nota 45) per ammirare qualche veduta dall'alto. Una mezz'ora di salita meno faticosa del previsto, tutto sommato non si affonda. Da loro in Agosto è inverno e c'era molto vento quindi il sole non ci ha tramortiti per fortuna.





    Mia figlia durante la discesa. Il vento muove la sabbia sulla cresta.







    Più in fondo nella zona di Dead Vlei





    Ci siamo quindi spostati a Walvis Bay, più a Nord. Qui la sabbia è più bianca e per girare si deve fare affidamento sui giri organizzati in fuoristrada. Solo loro possono entrare in questa zona anche perché non ci sono piste, il guidatore della Domenica finirebbe insabbiato o capottato dopo pochi metri.
    Io penso che piuttosto organizzerei dei giri a piedi, magari con le ciaspole per evitare di affondare, e per eliminare del tutto le auto, ma ho dovuto sottostare alle regole.

    Qui al limite estremo raggiungibile, poi la costa è inibita agli umani per decine se non centinaia di Km.





    Il giorno dopo un interessantissimo giro, anche questo guidato, ci ha permesso di vedere alcuni degli abitanti del deserto, fra cui spicca il Geko Palmato, veramente bellissimo e simpatico. Va detto che lui vive quasi sempre sottoterra, non so come ma alcuni locali riescono a capire dove sia e scavare per portarlo alla luce. Detto così è da "premio Attila" ma pare che per lui non sia un grosso problema, dopo averlo disturbato per qualche minuto la guida lascia che se ne torni nei suoi appartamenti.

    E qui il suo vicino di casa, la Vipera della Namibia. Assai pericolosa, un morso raramente uccide un essere umano ma per riprendersi ci vogliono parecchi mesi. Passa il tempo sotto la sabbia da cui sbucano solo gli occhi che solo persone con... occhio di lince riescono a vedere.
    Per fortuna dei turisti il suo raggio di azione sono una trentina di cm quindi se si sta a un paio di metri risulta inoffensiva.

    Le dune nei dintorni, ricche di magnetite.

    E il camaleonte




    Colgo l'occasione per ringraziare, e segnalare a chi fosse interessato l'agenzia HB Safaris che opera nella capitale Windhoek ma è gestita da italiani, e in particolare Stefania, per la professionalità e la cura maniacale con cui hanno organizzato il viaggio e ci hnno seguiti passo passo prima e durante la vacanza.
  11. Quando le auto facevano RUMORE

    Grande parco macchine a Imola per il Minardi Historic. Renato ne ha già parlato rovinandomi la piazza.😅
    Non ci siamo incontrati pur avendo passato la mattinata vicini ma guardando le foto ho capito perché: lui era in tribuna mentre io ero piazzato sulla "collinetta" tranne un breve momento sotto la tribuna stessa. Peccato.
    Decisione last minute e viaggio in treno comodo da Milano, giornata lunga ma in questo modo non massacrante come sarebbe stato in macchina, anche perché a Imola dalla stazione alla zona delle "Acque Minerali" c'è giusto una mezz'ora a piedi per sgranchirsi le gambe.
    Vi lascio quindi una "lenzuolata" di scatti che gli appassionati del genere spero gradiranno. Identifico alcune macchine.
    Mattinata con sole pieno in controluce brutale. Ancora una volta Z8 e 180-600 gestiscono il controluce in modo che mi risultava impossibile in passato con ogni set utilizzato, l'ultimo D850 e 200-500


    Alfa 75


    Bizzarrini 5300, quando uno si chiama Giotto, partorisce capolavori


    Lola T70, un macchina mitica sebbene non rara. Da censurare la decisione di mettere tre fasci sul cofano, MA PERCHE'?🤬


    Macchina sconosciuta di Formula minore che mi ricorda la mia infanzia. C'è scritto Keke Rosberg ma stando a Renato dovrebbe essere di Binder, probabilmente Rosberg guidava una gemella


    Lotus nella splendida livrea JPS


    Arrows credo ex Jochen Mass. Occhio agli sponsor in tempi certamente non politically correct: una rivista per adulti e la birra, manca solo il tabacco


    Brabham anni '60 di epoca pre-alettoni


    Due scatti dai box.
    Il motore della Pantera De Tomaso una delle mie macchine preferite


    E una 500 della quale c'è rimasto ben poco, motore 1000 penso di derivazione motociclistica, vista e andava piuttosto forte


    Nel pomeriggio alla ricerca di nuovi angoli ho provato la tribuna di fronte ai box. Si può fare ma servono ottiche belle lunghe, tutte le foto a 600 mm in DX
    Gemelle diverse: Giulia GTA e una ricarrozzata non so da quale atelier


    BMW Alpina (e non Alpine come le Renault, è un altro preparatore)


    La Pantera in tutto il suo splendore


    E un'altra "hot rod" su immancabile base Maggiolino


    Lancia. Ogni volta che vedo macchine di questo genere penso a quello sciagurato dirigente Stellantis che qualche anno fa ebbe l'ardire di dire che la Lancia "non aveva una tradizione sportiva". Lo stesso Vincenzo Lancia era un pilota.🤣🤣🤣🤬


    Ford Escort RS


    Alfa 156


    Altra Lancia per il dirigente Stellantis


    Mitica Lotus 72 a mio avviso la macchina più bella vista a Imola


    Insieme alla Tyrrell P34 ovviamente, guidata da Pierluigi Martini


    E alla March di Brambilla. All'epoca molti piloti avevano il loro sponsor sulla vettura, infatti la macchina di Lella Lombardi che credo fosse lo stesso modello era dipinta di colori diversi


    Tre macchine più o meno coeve, la Lotus e due March. Non so la gialla ma quella sullo sfondo è una March BMW con cui correva Bruno Giacomelli nelle formule minori


    Ultimi scatti di nuovo dalle Acque Minerali con luce migliore
    Comincio con una specie di replica in miniatura della Tyrrell della quale non ho trovato ulteriori notizie, è una macchinetta moderna che credo sia nata per slalom oltre che per divertirsi a costruirla


    Una bella sconosciuta


    Due panning a 1/60, il massimo che sono riuscito a fare




    La Arrows di Patrese


    E la Wolf di Scheckter, notare il pilota che ha lo stesso casco ma con scritto "RUDY"


    Finiamo in bellezza con la Ferrari di Alesi


    Alla prossima occasione!

  12. Di virtù... necessità

    Questo è un periodo di continui cambi di programma all'ultimo minuto, ma questa volta non avevo lesinato sulle attrezzature, e nemmeno sbagliato.
    Z8, 24-120 e 28-400 "chissà se sbuca qualche marmotta" dato che in zona le avevo già viste. Considerando la prevista scarpinata di 6 ore per me è già una bella zavorra.
    Le giornate meno calde del solito mi hanno fatto optare per un giro vicino a casa: in appena 40 minuti di macchina, cabinovia per i Piani di Bobbio e sentiero per il Rifugio Grassi ai piedi del Pizzo dei Tre Signori.
    La giornata è, come previsto, un po' nuvolosa me senza rischi di pioggia, e le nuvole aiutano a mantenere le temperature accettabili.
    Uno sguardo sulle quinte delle Orobie:

     
    Ma ecco che la giornata prende una piega inattesa al Passo del Toro, dopo due ore scarse e 40 minuti finali di massacrante salita.
    Proprio sulle rocce del passo si materializza una inaspettata femmina di Stambecco:

    La sensazione di noi umani è che stia meditando un qualche gesto estremo, ma gli stambecchi hanno parametri diversi dai nostri.
    Le nuvole vanno e vengono mostrando a tratti le cime.

    Le femmine sono  due, e si alternano sul passo. Pare ci fosse anche un cucciolo che però non ho visto.
    Sono rimasto al passo più di mezz'ora perché una delle due continuava ad andare avanti e indietro, tenendomi d'occhio ma non particolarmente infastidita dagli escursionisti di passaggio. Per chi non lo sapesse, gli stambecchi sono piuttosto confidenti, basta avere abbastanza cervello da non importunarli, pena essere presi a cornate, un'arte che praticano con rara maestria.
    Nelle foto ho cercato di variare gli sfondi:




    Pizzo dei Tre Signori:


    Un minimo accenno di dinamismo


    Ritrattone:

    Ancora col Pizzo in campo più largo:

     
    A questo punto mi sono dichiarato soddisfatto dell'escursione, ho fatto "di virtù necessità" lasciando perdere il Grassi e ripiegando sul più vicino RIfugio Buzzoni dove non ero mai stato.

     
    Ho avuto il tempo anche di una sosta di un'oretta nella zona Marmotte ma era probabilmente troppo presto e con troppa gente in giro, avvistata giusto una a distanza notevole e non ho potuto tentare di avvicinarla perché ha scorto un escursionista a suo avviso poco simpatico e se ne è tornata nella tana.

     
    Che dire, giornata piacevole, e con una bella sorpresa.
     
  13. Di Necessità Virtù

    "OK ci vediamo domani alle 8:30", dico al mio socio.
    Non esattamente una di quelle sveglie prima dell'alba ma per il giro che dobbiamo fare è sufficiente.
    Acchiappo la Z8 con montato il 24-120, la metto nella custodia e poi nello zaino.
    Prendo anche il 28-400, potrebbe esserci qualche marmotta. Poi lo poso, lascio perdere, voglio andare leggero.
    Arriviamo al parcheggio nel bel mezzo della Val Taleggio, apro lo zaino e prendo la macchina. Sorpresa: c'è su il 14-30.
    Eh già, perché la macchina l'ho presa quasi al buio e di solito riposa col 24-120. Ora direte voi il 14-30 non è uguale al 24-120 ma posso garantirvi dopo una settimana di lavoro al Venerdì sera per me queste differenze sono insignificanti.
    Vabbè ormai è andata, non mi aspettavo foto eclatanti e irripetibili fra 31 e 120mm, oggi facciamo di necessità virtù.
    Scatti pochi, la zona non mi ispirava a fare dozzine di foto a 14 mm come peraltro nella stragrande maggioranza delle mie escursioni.
    Sui versanti a Nord è quasi tardo inverno: maligne lingue di neve sono ancora sui sentieri, da affrontare con la dovuta prudenza perché in certi punti una caduta in queste condizioni su un sentiero pur semplice ma su un costone erboso può avere conseguenze fatali. Un vento gelido congela fino alle ossa se non ci si copre.

    La cima triangolare che vedete è il Monte Sodadura, a cavallo e Lecchese e Bergamasca, d'inverno con la neve assume un aspetto favoloso. Noi passiamo la giornata a girargli attorno.

    Vista da un colletto erboso a 14 mm

    E dall'altra parte, guardando verso le creste che chiudono la Val Brembana e separano dalla Valtellina. la Val Taleggio per chi non è un Lumbard purosangue come me è una laterale della Val Brembana.

    Ancora alle pendici del Sodadura

    Escursionisti sulla cresta della via normale, più ripida di quel che sembra ripresa a 30 mm, ma comunque salita facile e che allungherebbe di poco l'escursione, ma noi non abbiamo tempo, vorrai mica che ci priviamo dei pizzoccheri del Rifugio Nicola?

    Vista dal Nicola

    Lungo il versante Sud di ritorno, qui un verde intenso ammanta tutto, a poche decine di metri di distanza. Sulla destra, le creste dentate del Resegone di Manzoniana Memoria. Questo ripreso è il versante opposto a quello visibile dalla Brianza.

     
     
     
     
     
     
  14. Torino, museo dell'automobile

    Una carrellata di immagini che spero riesca a dare un'idea del luogo.
    Museo veramente bello, considerato fra i migliori al mondo nel suo genere, che percorre tutta la storia dell'auto dalla sua invenzione ai nostri giorni.
    Per appassionati, non aspettatevi foto esaltanti ma godetevi questi capolavori della meccanica e andate a vederli di persona.
    Le ambientazioni sono belle, per ogni periodo storico ci sono sale allestite a tema, si comincia con gli albori e un allestimento tipo vecchia fabbrica.



     
    La monumentala "ITALA" allestita per il raid Parigi Pechino

     
    La bella Lancia Lambda, sullo sfondo un bel ritratto della famosa aviatrice Elly Rosemayer

    Una elegantissima Aprilia

    E la coeva, monumentale Mercedes 540K

    A cui fa da contraltare la minuscola Topolino

    Un dopoguerra con linee moderne, esperimento FIAT a turbina per competizioni

    E i lussuosi interni di una delle prime incarnazioni Corvette (se non la prima)

    Si passa quindi al settore corsa, qui una macchina mai sentita prima della torinese "Temperino". Il nome aziendale non derivava da qualche bizzarria del marketing ma era il cognome dei fondatori. Di fatto producevano solo una macchina, una utilitaria con varie incarnazioni, qui quella da corsa, davvero un fuscello talmente piccolo da sembrare un giocattolo

    Ben altre dimensioni la classica Alfa 33 che sbaragliò la concorrenza nel 1975. Figlia della sua epoca, non ha le affascinanti linee sinuose del modello di qualche anno prima

    L'angolo di Nuvolari

    E quello di VIlleneuve. La macchina dovrebbe essere una 312 T5, l'ultima e sfortunata espressione della plurivincitrice famiglia "T". A parete le foto della T4 con cui un anno prima Scheckter (#11) vinse il mondiale.

    La sfilata delle F1 italiane che mi ha fatto emozionare. In primo piano la Lancia D50 che poi fu ceduta alla Ferrari e vinse il mondiale. Macchina rivoluzionaria coi serbatoi laterali che richiese una lunga ma vincente messa a punto. Ha il logo Lancia sul muso e il cavallino rampante di lato.

    La parata completa con la Ferrari di Massa e l'Alfa di di Giacomelli.

    Al piano terra in questi mesi una interessante mostra sui progetti "alternativi" della FIAT, dagli impianti petroliferi ai... frigoriferi.
    Per restare in tema ho scelto questa che sembrerebbe una "Smart de noartri",se non fosse stata concepita ben prima della Smart. Design non indimenticabile ma sicuramente interessante. Una city car elettrica a 2 posti dei primi anni '70. Molto avanti, forse troppo.

    Anche una interessante collezione di giocattoli, questa Miura in legno me la sarei portata volentieri a casa.

    Al bar campeggia invece una 500 giallo pastello in Lego, di cui vi lascio un dettaglio per chiudere la carrellata.

    Un grazie a chi è arrivato in fondo alla maratona.
  15. Beh... lo sanno tutti, è Biancaneve.
    Ma se invece parlassimo di prototipi da corsa, quelle belle macchine che corrono a Le Mans?
    Ho avuto modo di ammirare queste splendide auto di recente ad Imola insieme ad Alessandro e Renato, e ve le propongo secondo il mio personalissimo gusto estetico.
    Ecco, a mio avviso "Biancaneve" è la Aston Martin. Affusolata, elegantissima nella sua livrea verde Inglese. Il numero? 007, what else?
    Impressiona anche il suono non riproducibile in fotografia del suo 12 cilindri aspirato. Un motore "anni 70" dal suono acuto, un rombo che oggi molti definiscono "ignorante" nel senso di selvaggio,  immediatamente riconoscibile in mezzo agli altri motori, turbo ibridi. Anche questo è il bello del WEC, c'è un regolamento ma ampio margine per portare avanti le proprie idee, al contrario che nella Formula 1 attuale.
    Tecnicamente la macchina, su cui ha messo le mani Adrian Newey, è piuttosto acerba, e naviga costantemente agli ultimi posti. A migliore occasione.
    La sua linea la trovo irresistibile (Variante Alta, oggi intitolata all'indimenticato Fausto Gresini):

    Sempre alla Varante Alta, di 3/4 si nota la calandra in stile Aston Martin


     
    Al secondo posto metto la BMW, macchina giovane ma assai competitiva. Inconfondibile la sua calandra "a rene". Le auto sono colorate in modo differente e molto acceso.

    Questa l'altra macchina, che sfoggia una striscia led fucsia/violetto. Tamarra? E' una macchina da corsa, ci sta.


     
    Al 3o posto il capolavoro "de noartri". Ovvero la Ferrari 499P. Bella, linea accattivante e vincente. La preferisco in rosso piuttosto che in giallo. Qui in uscita alla Tosa. Il display indica che Giovinazzi è in pole. Manterrà la posizione anche in gara fino alla bandiera a scacchi finale.
     
     
    Il frontale è in linea con le recenti realizzazioni Ferrari come la 296. Antonio Fuoco alla Variante Alta.

    E ancora Giovinazzi.

     
    4o posto per la bella Alpine, con un frontale simile alla Ferrari


     
    5a la Peugeot, anche lei con un frontale allineato ai modelli da strada recenti. E' anche l'ultima della macchine che mi hanno convinto a livello estetico. Qui ripresa alle Acque Minerali anche se potrebbe essere ovunque.

    E qui in Variante Alta.

     
    6o posto per la Toyota. Sempre competitiva ma la linea è demodé, si vede che è in giro da qualche annetto. Acque Minerali

    Ancora alle Minerali


    7o posto per la Cadillac. inutilmente squadrata, molto americana in questo senso, e verniciata di un improbabile color bronzo da "cumenda di Germania". Variante Alta. Macchina forte, ma a Imola ha raccolto poco.

    E ingresso in parata alla Tosa.

     
    Ultima per distacco la Porsche, con un design assolutamente insignificante. Le macchine ufficiali si salvano con una livrea che può essere gradevole

     
    Mentre la terza vettura, quella privata "nun se pò vedè". Bianca con gli sponsor che sembrano messi a caso, ricorda certe macchine da rally che partecipano a gare locali, dove gli sponsor sono il pizzicagnolo e il ferramenta. Ma in quel caso, i budget sono ben diversi. Bocciata senza appello.

     
     
     
  16. La Ferrari? Famola... strana

    Il Challenge Ferrari non è la gara più entusiasmante del mondo, due giorni in cui girano macchine tutte identiche.
    Bisogna quindi trovare qualche idea per fare una manciata di foto. Una delle opzioni è cercare le livree più interessanti, perché in mezzo a Ferrari rosse con piccole variazioni ce ne sono tante veramente particolari.
    In Grigio mimetico con dettagli gialli e viola

    In Arancio e Nero

     
    Gialla e Viola che non passa certo inosservata

     
    Anche in variazione di Rosso

     
    O in stile Squalo

     
    Questa riprende una livrea di una famosa 250 GTO del 1962 tuttora esistente che era di proprietà di un pilota svedese

     
    Verde e Nera abbinata a cordoli e asfalto

     
    Una improbabile livrea a... palloncini

     

     
    Molto bella a mio avviso quest'altra in GialloBlu

     
    Questa invece è ispirata alla famosa livrea Gulf Porsche, a dispetto dello sponsor del carburante...

     

     
     
     
     
  17. Mi dia un Jaegermeister

    La Jaegermeister è un noto marchio che per parecchi anni è stato legato al motorsposrt, soprattutto con la Porsche.
    Oggi il politically correct rende l'accoppiamento fra superalcolici e auto poco gradito. Intendiamoci, quando si guida non si deve assolutamente bere ma mentre si guarda una gara dal divano di casa perché no?
    Seguendo le gare di auto storiche si possono vedere molte macchine con la mitica livrea arancione, di cui sono un ammiratore.
    Queste le macchine riprese ieri a Monza durante il Campionato Italiano Auto Storiche, manifestazione che non ha tradito le aspettative, tantissime macchine dei modelli più disparati.
    Ford, ingresso prima variante. Non erano disponibili gli elenchi dei partecipanti, sempre peggio a Monza, una Capri e non una Taunus come inizialmente ho pensato.

     
    Porsche, ingresso Roggia

     
    Ancora Porsche

     
     
    Ford

     
    Formula 3 sconosciuta, prima variante

     
    Ford, variante Ascari

     
    Porsche, Prima variante dalla Tribuna 8 che mi sento di raccomandare nel pomeriggio. Le restanti foto sono tutte fatte da questa tribuna.

     
    Ford

     
    Per queste inquadrature di 3/4 occorre spostarsi in alto e allontanarsi. 600 mm in DX

     
    Qui la Ford di fianco a un prototipo a motore Chevrolet guidato da una donzella che ha dato paga a tutti.

     

     

     
     
     
     
     
     
  18. Tutto in un'ora

    Chiunque abbia mai provato a fare foto naturalistica si è scontrato con una serie di problemi da affrontare, fra i quali le capacità del fotografo e l'attrezzatura di un certo livello sono solo i primi due presupposti. Senza tele decenti e AF veloci infatti le possibilità di portare a casa foto anche solo decorose precipita inesorabilmente.
    A quel punto scattano gli altri parametri: trovare il posto giusto, gli animali più o meno confidenti, la luce giusta, vestirsi come un Marines e/o rinchiudersi in un capanno per giornate intere, quest' ultima una attività che non mi è mai piaciuta.
    Spesso il tutto accompagnato da lunghe trasferte in auto e scarpinate.
    Senza alcuna garanzia di alcunché, anzi, la probabilità di tornare a casa senza nessuna foto è piuttosto alta.
    Non è un hobby per pigri o poco pazienti insomma.
    Ma a volte le cose girano tutte nel verso giusto.
    Oggi avevo giusto un'ora prima di pranzo e sono andato al lago vicino a casa, jeans e felpa blu. C'è sempre qualcosa da fotografare, di solito Germani e Folaghe più qualcos'altro.
    Invece mi sono ritrovato con un'insolita abbondanza di specie. Il lago è frequentato da pescatori e famigliole a passeggio, ne consegue che la fauna è abbastanza confidente, i timidi semplicemente non ci sono.
    Pronti via e subito una Moretta. Sicuramente non è un animale raro ma in anni di frequentazione lo ho quasi sempre visto a distanze siderali, mai fotografato così vicino.




     
    Moriglione


     
    Altro animale per me tanto comune quanto inafferrabile la Gazza. Preciso che qui non ci sono posatoi artificiali o esche.

     
    Pure un Cormorano.

     
    Ancora la Moretta, questa volta in volo. E qui l'AF della Z8 cambia le carte in tavola, vista con la coda dell' occhio, inquadrata e subito alla fuoco. Con la D850, non proprio una macchinetta da 4 soldi, non avrei avuto nessuna possibilità di fare questo scatto.

     
    Ma le sorprese non sono finite, due Fistioni turchi.


     
    E uno Svasso in "volo".

     
    E questa dovrebbe essere la femmina del Fistione

     
    Anche qualcuno in mezzo ai rami

    Stavo per andar via quando è partita la danza degli Svassi, molto lontani ma sempre emozionanti da vedere

     
    Vi lascio con un isolato papavero. Germani e Folaghe? certo che c'erano ma per una volta li ho ignorati, spero che non me ne vorranno.

     
  19. Negli ultimi anni si sono molto diffuse le tracolle “Sling” ovvero quelle che si collegano all’attacco cavalletto del corpo macchina o dell’obiettivo.

    Nel caso del collegamento al corpo macchina e’ una questione di preferenze personali, io mi trovo bene con gli attacchi tradizionali, ma nel caso di teleobiettivi il collegarsi alla staffa per il cavalletto e’ l’unico modo per trasportare il sistema a tracolla, pronto all’uso e con il giusto equilibrio dei pesi.
    Il produttore leader in questo campo e’ Black Rapid (www.blackrapid.com). Roba di qualita’, prezzi da gioielleria.



    Ho posseduto una Curve Breathe, e ritenevo i 50 Euro pagati uno sproposito, ma qualche volta bisogna aprire il portafogli e pagare “troppo”.
    Questa cinghia oggi e’ in mano a qualcun’altro, dimenticata 10 minuti sugli spalti dell’autodrono di Monza si e’ volatilizzata. Mi si e’ quindi posto il problema di ricomprarla.
    “Maledizione altre 50 carte” mi sono detto. Sbagliato, sbagliatissimo. La cinghia e’ stata sostituita con un modello nuovo e il prezzo e’ salito a circa 80 Euro.
    Lo ho ritenuto un prezzo oltraggioso e mi sono messo in cerca di altro.

    Ovvaimente Amazon pullula di cloni cinesi dai 10 ai 20 Euro. Troppo facile. Guardate i commenti e vi accorgerete che l’anello debole della catena, il moschettone, va in frantumi con troppa facilita’.
    Questo e’ il moschettone Black rapid, montato su una cinghietta da polso. E’ uno di quelli che ruotano attorno ad un “pirulino” che ovviamente deve essere fatto a regola d’arte per reggere diversi chili.



    Dopo parecchie ricerche ho pero’ scoperto che la Optech (https://optechusa.com) produce una cinghia Sling, non proprio bella come quelle BlackRapid ma robusta e dal costo ragionevole. Fanno Euro 28:
    https://www.amazon.it/OP-TECH-USA-Utility-Strap/dp/B003T0EYVE/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1520793638&sr=8-4&keywords=optech+sling

    La parte in Neoprene e’ un po’ piu’ morbida di quelle tipiche Optech ed e’ molto aderente, difficilmente scivola via. Mi piace molto.
    Non e’ finita, perche’ La Optech fa le pentole ma non i coperchi, ovvero gli anelli per l’attacco cavalletto e i moschettoni.
    Gli anelli si trovano, sia da Black Rapid (20 Euro) che cinesi. Sono dei pezzi di metallo tornito quindi, a patto che la filettatura sia decente difficilmente soggetti a rotture, io ho preso questi (uno era perfetto, uno con qualche sbavatura da limare via) 2 pezzi 7 Euro:
    https://www.amazon.it/gp/product/B01KFU7T08/ref=oh_aui_detailpage_o05_s00?ie=UTF8&psc=1 

    Il sistema Optech che va sul moschettone e’ diverso per cui basta un modello semplice ed e’ stato banale: Bricocenter, 2 pezzi 1 Euro. Carico di rottura 120 Kg.
    Questo e’ il sistema che uso da qualche mese con soddisfazione:





    Nei giorni scorsi ho avuto una pensata, dato che sto’ cambiando testa del cavalletto con una Arca, e cioe’ creare una Sling con attacco Arca.
    Questo evita di dover svitare ed avvitare le piastre e la cinghia, azione tediosa, che puo’ causare usura e che era sta la causa della perdita della mia prima cinghia.
    Serve un oggetto di questo genere a 8.9 Euro :
    https://www.amazon.it/gp/product/B00OCG0B7K/ref=oh_aui_detailpage_o00_s00?ie=UTF8&psc=1



    Ed ecco il risultato, sicuramente un po’ piu’ pesante e ingombrante ma molto pratico e con il pregio che si puo’ equilibrare il peso, cosa piuttosto importante nel trasportare carichi.
    Attenzione poi che non si allenti il meccanismo di fissaggio Arca.





    Segnalo un’ultima cosa, ovvero che Optech vende diversi kit di adattamento per le cinghie, e fra questi ne trovate uno per far diventare la Sling una cinghia normale.
    Io l’ho pagato 8 Euro ma al momento lo vedo a 17:
    https://www.amazon.it/gp/product/B0010HE2CY/ref=oh_aui_detailpage_o03_s00?ie=UTF8&psc=1

    E questa la seconda configurazione:


         

Account

Navigation

Search

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.