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effe

Nikonlander Veterano
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  1. Per la miseria hai ragione. Avevo dato per scontato che nel menu fosse modificabile. L'ho detto che sono rimbambito. Allora rimetto ordine nelle minchiate che ho scritto: il blocco sui tempi entra in funzione solo sull'indicazione blu che attiva la rotellina. Quando è sbloccata resta sbloccata esattamente come accadeva con le analogiche. Invece sugli Iso è sempre bloccata e va sbloccata ogni volta che si varia (proprio come accadeva con le analogiche).
  2. Ho notato. Sarò pure rimbambito ma secondo me la ghiera degli Iso ruota e ruota anche il pulsante di blocco; viceversa nel caso della ghiera dei tempi ciò non avviene. la ghiera si sblocca e gira solo lei. Oppure ho un serio problema psicomotorio che impedisce alla mano sinistra di fare i giusti movimenti. (Però considera che nel caso degli Iso si può intervenire anche da menù, nel caso dei tempi no).
  3. effe

    [paesaggi] Graniti

    La qualità alla quale ci hai abituati Paolo. Un b/n veramente incisivo con la pietra assoluta protagonista, regina del paesaggio. Il granito ha il suo fascino, lavorato dal vento e dall'acqua assume le forme più sorprendenti. Un ottimo lavoro.
  4. effe

    Il Patriarca è vivo

    «Gli olivi del lascito a Santa Croce sono stati i primi a bruciare e il fuoco è già come quello dell’inferno» (Grazia Deledda dal racconto L'incendio nell'Oliveto, per il Corriere della Sera) Poco più di un anno è trascorso dal giorno del disastroso rogo del Montiferru dal quale scaturì mio blog L'estetica del fuoco, lo ricorderete, scritto con grande sofferenza. Ciò che non sapete è che il mio lavoro proseguì anche nei mesi seguenti durante i quali riuscii a produrre centinaia di immagini oggi relegate in una cartella del mio archivio, a imperitura memoria. Allora evitai di scrivere, forse perchè era la parte più dolorosa del racconto, del terribile destino che spettò al Patriarca, un olivastro millenario a qualche chilometro da Cuglieri. Un albero bellissimo, rigoglioso, oltre 20 metri di altezza col fusto che aveva una circonferenza di 10 metri. Una pianta antica che ha visto scorrere la nostra storia senza mai muoversi dal luogo nel quale era nata. Che attirava migliaia di visitatori ogni anno. Non solo turisti, anche tanti sardi i quali avevano sempre piacere di ammirare quel prodigio della natura. Non potevo crederci, Pensai che chissà quante volte nella sua lunga vita avesse conosciuto il fuoco e fosse sempre sopravvissuto. Quando l'Università di Cagliari rese noto che sarebbe stato forse possibile recuperarlo ebbi qualche dubbio ma comunque volli andare a vedere cosa stava accadendo in quel sito. Trovai i tronchi bruciati, alcuni tagliati con la motosega ma posizionati con ordine. Ciò che rimaneva del Patriarca era coperto da una rete fitta che doveva rappresentare l'ombra dell'impenetrabile chioma. Ai tronchi ripuliti dal carbone erano stati collegati tanti tubicini, flebo che attingevano medicine e nutrienti da un serbatoio posizionato su un muro a secco. A me parve subito una follia, il solito modo per ottenere finanziamenti e portare avanti una ricerca che non avrebbe prodotto alcun risultato. Ma una volta tanto, con grande sorpresa, ebbi il piacere (e anche la gioia) di ricredermi. Il 13 giugno scorso il grande annuncio: il Patriarca, l'oleastro millenario di Sa Tanca Manna è ancora vivo. Ma come? Le foto che sto pubblicando non lasciano spazio a dubbi. Qualcosa mi sfugge e allora provo a documentarmi, cerco di capire cosa sia successo in questo anno e come abbia lavorato il professor Gianluigi Bacchetta, docente di botanica e direttore dell'orto botanico dell'Università di Cagliari. A lui e alla sua équipe va il merito dell'importante recupero. Così appariva a prima vista il sito dopo la "cura" Sono trascorsi mesi dal rogo, undici mesi di cure e di attenzioni e il Patriarca ha ricominciato a vegetare. Già da aprile si era notata una certa attività di fotosintesi sotto corteccia in alcuni ceppi, ben protetti e ombreggiati anche con teli di juta inumiditi, irrigazione a goccia per le radici ancora sotto il suolo e la somministrazione di amminoacidi levogiri tramite flebo. A smentire gli scettici come me, il 13 giugno ben tre polloni già millenari, col Dna della pianta che li aveva generati venivano illuminati dalla luce del sole. Tecnicamente e scientificamente il Patriarca era vivo. Rinato dalle proprie ceneri. Lo dico senza vergogna, ma quando fotografai i polloni sentii un groppo in gola: la mano dell'uomo, la stessa che con stolta crudeltà aveva privato della vita quell'albero millenario ora gliela stava restituendo. Un potere assoluto che ancora l'umanità non dimostra di meritare. Può apparire cosa di poco conto ma l'albero simbolo del Montiferru che si affaccia a una nuova vita infonde grande coraggio e nuova forza a questa comunità laboriosa che tanto ha sofferto e tanto sta ancora pagando per quel terribile incendio. E fra un migliaio di anni _ se tutto andrà bene _ i posteri potranno ancora ammirare il Patriarca in tutto il suo splendore. Pezzo consigliato: Tree, Oafur Arnalds Copyright Enrico Floris 2022 per Nikonland L'immagine di apertura è su licenza CC Creative Commons, solo divulgativa e senza fini di lucro poichè non disponevo di un'immagine nel mio archivio
  5. Ho Alexa e neanche io mi fido. Ho notato comunque un collegamento con la lista della spesa su Amazon. Inquietante. Parla anche in corsivioeee , impara in fretta. Ancora più inquietante.
  6. Non uso quel servizio. Ma ho 22 tera di dischi di back-up. Comunque avevo pensato di usufruirne prima o poi, a patto che mi diano la possibilità di organizzare il lavoro in cartelle e sottocartelle. Organizzare un archivio vero insomma. Poi sarà da vedere se il costo contenuto rimarrà tale e se tale costo contenuto (come è stato fatto notare) non sia invece indicativo di scarsa affidabilità (e sicurezza).
  7. Oltre questo non ci va nessuno perchè la fibra dentro casa ce l'hanno in pochi. Per ora gli unici operatori che garantiscono la fibra sono quelli agganciati a OpenFiber che porta la fibra fin dentro casa. Nel mio condominio c'è ed io sto solo aspettando che scada il contratto con Tim per cambiare operatore (senza pagare la penale). Sui costi di AmazonPrime al momento l'aumento ai 50 euro è stato applicato. Ma qualcuno mi diceva che negli Usa sono già a 80 dollari per cui sono previsti ulteriori aumenti.
  8. Quelle modelle me le sarei tentate anche con la Zenit B e cinquantino con muffa sulle lenti
  9. No certo, non ne faccio una qustione di soldi. Solo considerata la presenza e la qualità del 50mm 1,8 come unica presenza prime si potrebbe pensare a uno zoom meno distanziato (anche se gli altri costruttori hanno quasi tutti optato per il taglio 50-200 per cui penso più ad una scelta obbligata).
  10. Ho votato sempre bella, mi piace, me la godo. E aggiungerei: ottima in viaggio, piccola, leggera e se dotata delle giuste lenti anche multitasking, proprio come deve essere una fotocamera da portarsi dietro senza soffrire. Detto questo ho ancora molto da scoprire su questa macchinina. Guadando in rete ho visto lavori straordinari fatti con la Zfc e tolta l'indubbia bravura dei fotografi che li hanno realizzati si notano anche le indubbie capacità di questa fotocamera. Un limite sicuramente lo ha ma è abbastanza difficile da trovare. Ma voglio le lenti, piccole, leggere e soprattutto quelle giuste. Il 12-28 sarebbe un buon inizio, il 50 Z già c'è. Mi lascia perplesso il 50-200, versatile sì, ma perchè? Un 100-200 magari non a diaframma variabile, anche apertura 4,5, non sarebbe meglio?
  11. E' vero. In acqua non c'è un attimo di respiro e a dirla tutta si gioca molto di più senza palla e sono veramente botte da orbi. Ora mi mancano solo il rugby e l'hockey su ghiaccio ma temo che non avrò mai queste opportunità.
  12. E' Snapbridge che ha l'opzione di aggiornamento. Per cui quando lo lanci e si connette alla fotocamera ti segnala che la tua Zfc va aggiornata. Poi segui le indicazioni. Ovviamente meglio farlo a casa perchè Snapbridge si aggancia al modem che è più veloce.
  13. La mia pianista jazz preferita. La vidi anche dal vivo nel lontano 1999, rimasi letteralmente ammaliato dalla sua eleganza e dal suo tocco. Sentirla cantare, poi, è un'esperienza mistica. Grandissima interprete. Meravigliosa nel tempo passato con gli Steps Ahead.
  14. effe

    Nikonland per Gabriele

    Il tuo sorriso al momento dell'unboxing è sempre il ringraziamento più bello.
  15. Il minimalismo è anche interessante ma è anche l'unico genere (a mio avviso) che richiede sempre la fotografia ad effetto. Non bella, sorprendente. Molto difficile avere anche una produzione media in termini di quantità di buone o belle foto. Alla fine dovranno inevitabilmente essere poche e tutte eccezionali. In questo caso alcune sono veramente molto belle, altre invece mi lasciano parecchio indifferente.
  16. In una guerra seria, ma seria davvero devono succedere alcune cose: intanto i civili devono morire perchè queste sono le notizie che devono uscire, sono quelle che creano il consenso da un lato e il dissenso dall'altro lato. Per cui i russi, sprovvisti di bombe intelligenti, hanno fatto secchi una certa quantità di civili. Gli ucraini, che dovevano comunque alimentare la propaganda al meglio, non paghi di aver riempito l'acciaieria di Mariupol di civili, hanno rilanciato bombardando il Donbas in maniera molto meno chirurgica. La cosa importante è far trapelare le notizie giuste. Basta con inviati al fronte, basta con fotografi pronti a documentare qualsiasi nefandezza (dopo My Lai nessun esercito vuole più rischiare). Oggi le nefandezze vengono costruite a tavolino, ben confezionate e date in pasto a chiunque non abbia niente di meglio da fare, nel dopocena, che stare davanti alla tv.
  17. Meglio di così non si poteva spiegare
  18. Beh, mi capita di tanto in tanto, di entrare in auto (Panda) in zone frequentate da animali, tratturi anche abbastanza impegnativi (niente fuoristrada selvaggio, non li sopporto) ma ho avuto l'opportunità anche di stare a bordo di un Defender (guidato da persona rispettosa) e proprio in quell'occasione scoprii che il suono ritmico del diesel del Land Rover è considerato rassicurante dagli animali. L'importante è non spegnere il motore quando l'auto è ferma e non chiudere gli sportelli se si scende dall'auto perchè qualsiasi cosa spezzi il rumore del motore diventa un campanello d'allarme. Alle mie spalle, non visibile ovviamente, il Defender con il motore acceso. La foto è scadente ma rende l'idea di ciò che si può fare con l'automobile
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