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Massimo Vignoli

Redazione
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  1. Se non fai raffiche alla massima velocità lunghe decine di secondi certo che si!
  2. Boh, a me sembra ormai un discorso tra sordi. Ci provo ancora, magari se scrivo tutto in un solo post..... Pedrito scrive: Dopo lo sviluppo con LR esporto un TIFF ProPhoto RGB 16 bit che apro in PS, e nelle Impostazioni di stampa di PS / Gestione colore seleziono:Profilo documento: (il profilo colore del monitor creato da Color Munky – non modificabile)Trattamento del colore: effettuato da PSProfilo stampante: il profilo della carta che utilizzo, scaricato dal sito del produttoreRendering: percettivoCompensazione del punto nero: selezionato Boscarol - grazie Toni -sintetizza cos
  3. Bel racconto, sia nel testo che nelle immagini, di un veramente bel posto. Anche io credo che alcune immagini siano ridondanti, una maggiore selezione avrebbe aumentato l'impatto.
  4. Io distinguo due scenari: - All'interno di un viaggio prettamente fotografico, vuoi avere la possibilità di rivedere le foto che stai facendo per assicurarti il risultato, oltre che a salvarle (ed ovviamente sei nella condizione di poter ripetere se non sei riuscito). In questo caso l'unica soluzione è avere un computer portatile. Io di solito porto il macbook pro ed un disco esterno a stato solido di piccolo formato, che poi viaggia sempre con me (non nello zaino, non con la macchina fotografica, non con il pc: in tasca). Mi garantisce la doppia copia e una reale sicurezza in caso di furti
  5. Sostanzialmente lo vedo come un zoccolo di rialzo stile smallrig ma più alto, da usare senza attaccare il filo esterno. Si può montare - elettricamente e meccanicamente - sia sulle Z I che sulle Z II ?!?!
  6. Tutta la vita, un mucchio di pixel servono solo alle brochure un corpo gestibile e un AF che non balbetta fanno la differenza sempre. Per me i 24mpix sono e restano un perfetto compromesso, lasciando alle macchine come la Z7 il loro lavoro per paesaggio/studio.
  7. Io vorrei avere pulsanti e ghiere fisiche per tutto quello che occorre modificare rapidamente e senza togliere l’occhio dal mirino. In quel senso la possibilità di variare gli ISO e passare dal manuale all’automatico esiste già (a destra, pulsante ISO e ghiera posteriore e anteriore). Ma in generale si, toglierei quasi tutti quei comandi della torretta sinistra per trasformarli in una selezione rapida dallo schermo touch.
  8. Io sto a casa e nel complesso esco circa 2 ore alla settimana, nella stragrande maggioranza di quell’esiguo tempo sto da solo (corro). Per chi abita nei piccoli comuni, la differenza tra zona rossa e arancione è impalpabile. Ben diverso se abiti a Milano, o Roma, o comunque in una grande città. Giusto per dare una valutazione: Corbetta è 18kmq ed ha 18.000 abitanti, Milano 182kmq e 1.400.000 abitanti. A dire che poter uscire a Corbetta significa una cosa mentre poterlo fare a Milano una del tutto diversa. Viene da pensare che, più che dividere le regioni per rischio e livello di contagio, av
  9. Sono felicissimo che tu sia un fotografo molto esperto, per te e per tutti gli interventi di spessore che grazie a quella enorme esperienza potrai fare. E non discuto minimamente che tu con il tuo flusso di lavoro basato su sRGB ti possa trovare bene, e quindi consigliarlo, ci sono fotografi che per lavoro usano solo JPG in sRGB e ci producono capolavori. Ma in questo post hai mischiato concetti e fatto una enorme confusione, scrivendo evidentemente di argomenti che non domini. A questo mi riferisco: scrivi della tua esperienza e di quello - sicuramente tanto - che sai.
  10. confrontare un formato di memorizzazione raw con un profilo colore è meno corretto di confrontare le proverbiali mele e pere Già, perché un file raw per definizione non ha uno spazio colore Tavolozza ampia che è giusto il prophoto o l’adobeRGB. Prophoto sostanzialmente è il profilo colore che utilizza internamente Lightroom, nessuno lo sceglie e lo usa lui e basta. Mi dispiace che tu non capisca l’inglese, ma ti assicuro che quel testo contiene informazioni esposte in modo semplificato ma corrette, cioè l’opposto di quello che stai scrivendo tu. Qui su Nikonland si
  11. Guarda che io ti voglio capire, e ho letto con attenzione quello che hai scritto. Semplicemente non condivido quello che dici. Prova tu a leggere quello che ho scritto, se è vero che conosci l'argomento dovresti capirlo
  12. Beh, Toni... Fantozzi era un mio conterraneo Comunque, se ti interessa approfondire invece che andare per slogan, qui c'è scritto perché lavorare le foto in SRGB è da EVITARE. Sul web ce n'è un pozzo di info del genere, ho preso quella perché fa un ragionamento semplice e collegato al caso di Pedrito (lightromm & photoshop). https://www.lightroomqueen.com/color-space-use/ Ma se leggi il post con il quale ci spiega cosa fa capisci che se anche convertisse tutto in SRGB, poi assegnando al file il profilo del monitor.... ... il risultato ottenuto sarebbe indeterminato. E tu
  13. Toni, secondo me stai mischiando due argomenti. Un conto è il profilo ICC associato ad un file mentre lo lavori: deve essere il più ampio possibile, e di fatto, ad esempio, lightroom usa prophoto. Che poi, per l'uso a web debba essere convertito in SRGB è noto ed evidente. Ma qui il problema è che lui il file lo esporta da LR con Prophoto e quando lo manda in stampa lo fa leggere a photoshop come se fosse creato con il profilo dello schermo (che in nessun caso è un profilo che ha senso per un file).
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