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Pedrito

Nikonlander Veterano
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Everything posted by Pedrito

  1. La seconda è equilibrata, ma meno personale/originale. Preferisco la prima: quasi astratta, onirica.
  2. Azz... Non oso immaginare cosa dovessero sudare sotto il sole infuocato (e non solo quello) del deserto.
  3. Sempre più belli e realistici i tuoi modellini! A proposito di interni: ma nel caldo torrido del deserto africano come si resisteva dentro quegli scatoloni metallici? Immagino che all'epoca non esistessero efficienti sistemi di climatizzazione come abbiamo oggi sulle nostre auto...
  4. Un modello ricostruito davvero fedelmente! Domanda: le ruote centrali erano di scorta? Oppure erano funzionali alla trazione su terreni particolarmente scoscesi?
  5. E' un simpatico animaletto! Che però non ho mai visto in quelle zone. Forse in una prossima escursione dovrei proprio "cercarlo", stante la sua capacità di mimetizzarsi fra le foglie...
  6. Rivedere luoghi della terra dove sono nato è sempre un gran piacere. Grazie Riccardo!
  7. Articolo interessante come sempre sono i tuoi, con utili suggerimenti per chi voglia cimentarsi in questo difficile genere fotografico. Immagino che, oltre che avere una buona conoscenza dei soggetti che si vogliono riprendere, sia consigliata molta pratica e tanta pazienza per portare a casa foto almeno decenti. Ma tempo e pazienza sono direttamente proporzionali alla passione che si ha per svolgere qualsiasi attività.
  8. Belle foto accompagnate da una piacevole descrizione. Peccato che molti abbinano il cipresso ai cimiteri. Evidentemente è necessario vivere in Toscana per apprezzarne l'austera eleganza e comprendere come esso sia ben più di una caratteristica del paesaggio dove risiede: il gioiello che adorna ed impreziosisce un territorio di straordinaria bellezza.
  9. Simpatica digressione su un autore cult per chi ama il genere horror. Me lo fece conoscere molti anni fa un amico e disegnatore di fumetti, e forse per questo appassionato cultore di questo tipo di letture fantastiche. Devo dire che concordo con il tuo apprezzamento per questo autore che colpì anche me fin dai primi racconti che ebbi modo di leggere. Concordo anche sul fatto che, come spesso accade per i libri che si leggono, la trasposizione cinematografica è quasi sempre deludente; e ciò è ancora più vero per HPL che descrive più le paure ancestrali dell'uomo piuttosto che i mostri più o meno reali narrati nei suoi racconti. Inoltre nella lettura di un libro io immagino luoghi e persone (e voci) che, quando mostrati in un film, sono sempre molto diversi da quelli che avevo prefigurato e, come detto, spesso drammaticamente incoerenti rispetto a quelli visualizzati nella mia fantasia. Poi addirittura, se leggo un libro già letto anche molti anni prima mi capita di associare ai personaggi e luoghi narrati gli stessi volti, le stesse voci, gli stessi vestiti e le stesse ambientazioni immaginate la prima volta, senza possibilità di cambiarli. Figuriamoci quindi se posso ritenere credibile la messa in scena di altri, tanto più in un racconto di Lovercraft! Oddio, sono pazzo?
  10. Scatti molto suggestivi. Trovo anch'io che la foto della Galleria non sia pertinente ad un post intitolato "Ultima nevicata a Milano...".
  11. Con i miei ART 35/1.4 e 24-105/4 non ho riscontrato alcun problema. Invece l'autofocus del 12-24 f/4.5-5.6 DG HSM non ha mai funzionato su FTZ.
  12. Ma sì, Silvio, forse è meglio aggiornare qui il tuo articolo presente sul vecchio sito, magari aggiungendo le esperienze che hai maturato da allora anche dal punto di vista dell'attrezzatura, come già condiviso riguardo la tua pubblicazione su Blurb.
  13. Sono d'accordo con Massimo per luce e inquadratura. Aggiungo che le prime due foto sono quelle che mi piacciono di più per l'espressione della modella che, secondo me, si addice più di altre per il trucco e l'atmosfera che hai creato sul set. Da profano aggiungo anche che, rispetto ad altri tuoi lavori, questo costituisca un bel salto di qualità. Complimenti!
  14. Assolutamente d'accordo. L'uomo è un animale sociale e questo forzato distanziamento è contro natura. Un conto è ricercare la solitudine sapendo di poter contare sulla vicinanza delle persone di cui desideriamo la compagnia se decidiamo di farlo, altro è essere costretti a rimanere lontani da tutto e da tutti anche quando abbiamo bisogno di condividere con gli altri una gioia oppure un disagio. Forse la fotografia praticata da soli in luoghi deserti o quasi - come le tue (belle) immagini raccontano - può servire a riflettere su questi temi e ad apprezzare sia il nostro vivere in mezzo agli altri che la nostra scelta di stare appartati quando ne sentiamo il bisogno.
  15. Bella la foto, ma come dico sempre immedisimandomi nel fotografo, la soddisfazione più grande è - secondo me - essere lì, essere riuscito ad ottenere un faccia a faccia con questo splendido animale, essere riuscito a sentire quasi il suo respiro, a guardarlo negli occhi e, alla fine, a immortalarlo in una bella immagine. Le ore passate a fotografare soddisfano almeno quanto i buoni scatti che si riescono a portare a casa...
  16. A beneficio di quanti hanno qualche dubbio su questa basetta asimmetrica, aggiungo che con la piastra per cavalletto montata sotto la base torna perfettamente livellata, e la macchina può essere appoggiata su una superficie piana con ottima stabilità e senza pendere di lato.
  17. Mi pare di capire che, rebus sic stantibus, per Nikon siano ancora gli F gli obiettivi migliori (o "unici") per la macro. Ma queste stesse lenti montate sulla Z, cioè su una macchina di ultima generazione, non performano meglio rispetto che davanti a una DSLR?
  18. Nel pubblicare in un post le foto di un intero anno ritenute migliori si va a pescare tra migliaia di scatti generalmente ottenuti, nel mio caso ma credo anche per altri, con attrezzature diverse. Posso dirti che la maggior parte delle immagini che vedi qui sono scattate con Z6 + 24-70/4 e D750 + 70-300 AF-S G, quelle al mare con Olympus E-M10 Mk II + 14-42 EZ.
  19. Grazie a tutti per il passaggio. Come detto avrei potuto fare meglio, ma dopo tanta inattività e disabitudine a fotografare ciò è quanto sono riuscito a portare a casa. Sono d'accordo che manca qualche scatto di soggetti in primo piano che avrebbe arricchito la serie di immagini, e nelle mie intenzioni c'erano anche alcune foto nel bosco intorno al Santuario ma, pur essendomi attrezzato con l'abbigliamento, la neve era così alta e soffice che sarebbero state necessarie le ciaspole di cui non dispongo, e vi ho dovuto rinunciare. Per chi è interessato ad una visita - che, avrete capito, vale davvero il viaggio per la bellezza e l'atmosfera del luogo - aggiungo che ci sono tante altre cose da vedere sia nel Santuario che nelle zone intorno, ma per l'attuale emergenza sanitaria alcuni siti sono momentaneamente chiusi al pubblico. Suggerisco di visitare le pagine web de La Verna per saperne di più sulla storia di questo straordinario comprensorio ed ottenere informazioni aggiornate per pianificarvi un viaggio, interessante anche d'estate per la particolarità e varietà del paesaggio. Aggiungo, essendomi dimenticato di farlo all'inizio, che tutte le immagini sono ottenute a mano libera con Z6 + 24-70/4.
  20. Sì, Silvio, potresti e dovresti farlo. Così aggiorneresti anche le immagini riguardanti l'attrezzatura utilizzata, oggi forse un po' obsoleta...
  21. "Lo Zen e ..." a partire dai primi due libri che hai citato sono appunto delle letture che da tanto tempo desidero fare, ma che ho finora rimandate per mancanza di tempo. Questo tuo intervento mi dà adesso lo stimolo a non attendere oltre e a cominciare a leggere il volumetto di Herrigel. Interessante la definizione dello Zen, affascinante quanto sfuggente ... Se è Zen "essere tutt'uno con quello che si fa" e in questa pratica (ma anche ricerca) "i limiti ad un certo punto sono superati e ad un tratto si è ad un livello superiore" , associerei questo concetto alle capacità di grandi ed inimitati fuoriclasse della letteratura come Giacomo Leopardi, della pittura come Raffaello Sanzio, della musica come Wolfgang A. Mozart, o dello sport come Ayrton Senna, uomini che ciascuno nel proprio campo sono stati grandi pur avendo un avuto una vita assai breve per dimostrarlo. Anzi, lo erano certamente già fin dalla nascita per quella rara dote che si chiama talento, ma pervicamente coltivata durante tutta la loro corta esistenza praticamente fino a morirne, e dove lo studio e la passione diventano appunto un tutt'uno con il talento stesso così da generare capolavori con l'apparente naturalezza che solo i grandi hanno nella creazione delle loro opere. Sì, anche Ayrton, un artista dell'automobilismo sportivo capace di imprese che ancora si ricordano a distanza di anni. Ecco, io vedo lo Zen come la capacità di padroneggiare la fotocamera senza pensare a come adoperarne le molte funzioni, come riuscire a vedere una fotografia con la stessa facilità con cui si beve un bicchiere d'acqua, come realizzare gli scatti che si hanno in mente similmente all'apparente disimpegno che avevano i grandi che ho citato. Sarà un percorso difficile? E chi ha detto che è facile??
  22. Begli scatti, che farebbero venire voglia di replicarli anche a chi come me non ha alcuna conoscenza di odonati & C. Tuttavia la frustazione che hai spesso ricordato per le difficoltà a realizzare durante un'escursione anche solo pochi scatti di buona qualità mi fa desistere dal tentativo, sebbene sia curioso di mettermi alla prova almeno una volta.
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