Jump to content

Pedrito

Nikonlander Veterano
  • Posts

    1,835
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    7

Everything posted by Pedrito

  1. Io penso invece che i RAW ridotti possano essere utili proprio per sfruttarne le caratteristiche intrinseche di lavorazione senza appesantire l'hard disk o il processore del pc con file inutilmente grandi rispetto allo scopo finale di utilizzo, e - credo - anche per aumentare la frequenza di scatto. Il jpg ti "costringe" ad utilizzare il file così come esce dalla macchina, mentre il raw ti dà comunque la possibilità di operare quelle modifiche che si ritengono necessarie. E' una banalità, certo, ma se si desidera aggiustare difetti di esposizione, di bilanciamento del bianco, ecc. per scatti effettuati in condizioni limite e magari destinati al web, i raw ridotti possono essere più flessibili rispetto ai jpg e aiutare non poco il fotografo in fase di post produzione. Come ha detto Francesco, lo immagino di notte a fotografare auto impegnate in prove rallystiche nelle quali le condizioni di luce variano tantissimo (immagino la stessa macchina ripresa prima di muso con gli abbaglianti spianati e poi di posteriore con le sole luci di posizione accese) in cui non è semplice ottenere buone immagini e per le quali la successiva pp può aiutare a recuperare gli inevitabili errori in fase di ripresa.
  2. Aggiungo che gli scatti esposti si apprezzano davvero molto sia per l'illuminazione delle sale, pensata ad hoc per una mostra fotografica, sia per i grandi formati delle stampe, tutte di cm.70 x 100 e di cm. 100 x 140, sia infine per la cura data alle cornici fine art con vetro antiriflesso. Sembra ridondante dirlo, ma troppo spesso vengono allestite delle esposizioni in cui la luce è pessima o addirittura impedisce la corretta visione delle opere, oppure le stampe vengono esposte su supporti inadatti o addirittura, come mi è capitato tempo fa di vedere, le immagini sembravano stampate (e per me lo erano) con un lab automatico...
  3. Ho visitato la mostra e consiglio a tutti di non perderla se vi trovate nei paraggi o se volete, come ho fatto io, fare una gita a Forlì e visitare la città, i suoi dintorni e... i suoi punti di ristoro. Si tratta di circa 170 fotografie stampate ed esposte con grande cura in una parte dei Musei San Domenico, che possono essere ancora di più apprezzate con l'ausilio di una audioguida (compresa nel prezzo del biglietto) che descrive brevemente la "storia" degli scatti più noti o curiosi. Da non perdere le sale con gli scatti a colori del maestro, una vera novità, data la sua predilezione per il bianco e nero e per il fatto che queste stampe sono state solo recentemente selezionate ed esposte al pubblico. Per una visita attenta suggerisco di dedicarvi un'ora e mezza, se non altro per avere il tempo di ascoltare con l'audioguida la genesi di molti scatti, alcuni veramente famosi e diventati negli anni dei "cult" nel panorama fotografico mondiale.
  4. Segnalo questa bellissima retrospettiva su Elliott Erwitt, "Personae", che raccoglie le sue immagini in bianco e nero e a colori. I suoi scatti in bianco e nero sono ormai diventati delle icone della fotografia, mentre la sua produzione a colori è quasi del tutto inedita. Il percorso espositivo mette in evidenza l’eleganza compositiva, la profonda umanità, l’ironia e talvolta la comicità, tutte caratteristiche che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile, non a caso considerato il fotografo della commedia umana. Marilyn Monroe, Che Guevara, Sophia Loren, John Kennedy, Arnold Schwarzenegger, sono alcune delle numerose celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo acuto e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge l’ironia e la complessità del vivere quotidiano. Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt rivolge la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto. Particolarmente interessanti sono le foto realizzate con lo pseudonimo di André S. Solidor., che è la maschera che Erwitt dedica senza diplomazia al mondo dell’arte contemporanea ed a un certo tipo di fotografia, e quelle presenti nella sezione dedicata al colore. Erwitt, nato e cresciuto con il bianco e nero, vi si mantiene fedele dedicando il colore solo ai lavori editoriali e pubblicitari: dalla politica al sociale, dall’architettura al cinema e alla moda. A distanza di decenni, intorno a queste immagini Erwitt ha compiuto un vero e proprio viaggio, durato mesi, posando su di esse uno sguardo critico e contemporaneo. E’ nata così una raccolta, pubblicata per la prima volta nel 2013 con il volume Kolor di teNeues e ora finalmente esposta con circa 100 scatti, che lui stesso ha selezionato con Biba Giacchetti nel suo studio di New York. La rassegna dimostra così come la sua straordinaria sensibilità passi indifferentemente dal colore al bianco e nero e viceversa, in una totale continuità di stile e di ricerca. (dal sito di presentazione della mostra http://www.mostraerwittforli.it/).
  5. Mi piace acquistare il catalogo delle mostre fotografiche che visito e le monografie degli autori che mi interessano, conosciuti spesso sul web o per tramite degli amici del fotoclub. Mi piace guardare le loro fotografie per conoscerne le opere, avere degli spunti per i miei scatti e impararne le tecniche di ripresa. E i libri li scelgo in base a tali interessi, ma soprattutto in base alle emozioni che gli autori mi trasmettono. Libri sulla tecnica fotografica ne ho comprati tanti negli anni passati ma, premesso che non si finisce mai di imparare, credo che oggi io abbia più bisogno di lavorare sull' "occhio fotografico" e sulla composizione piuttosto che sulle tecniche di scatto, perlomeno per quelli che sono i generi fotografici che pratico.
  6. Davvero una bella soddisfazione. Complimenti!
  7. Uffa, è una delle mie lenti preferite, ma ad un uso limite in effetti mostra la corda. L'altra sera usato ad una festa in un locale buietto mi ha cannato qualche maf, e altre volte andava in hunting, credo per lo stesso motivo: la poca luce disponibile, sebbene gli scatti li abbia fatti col flash (ma il flash non aiuta la maf... ). Intendiamoci: gli scatti correttamente effettuati (tanti) sono ben più che dignitosi, e l'obiettivo me lo tengo stretto, ma se oggi lo volessi aggiornare in effetti non c'è niente di analogo sul mercato con la stessa qualità. E lo zoom in quella situazione mi era necessario. Ma perché Sigma il suo 24-35mm Art lo ha limitato a 24mm?
  8. Beh, credo che guardare ciò che hanno fatto gli altri possa essere uno spunto importante quando poi si è coinvolti in prima persona, e non un limite. Credo anche che una volta che ci troviamo "sul pezzo" sia poi quasi automatico mettere del nostro nelle foto che scattiamo, perché il proprio sentire, la propria sensibilità, il proprio modo di vedere un'immagine resta comunque libero da eventuali contaminazioni, scaturendo da se stessi e non da qualcosa di esterno. E una volta che ci troviamo a fare qualcosa, mettiamo in campo quanto siamo in grado di poter fare. E ancora, se ci mettiamo in 100 a scattare tutti insieme in un posto, otterremo 100 modalità diverse di ritrarre quel luogo, e nessuno scatto sarà uguale ad un altro. Tuttavia il suggerimento di Maioli può essere senz'altro utile come mi pare lo sia stato per te: hai sicuramente potuto dare sfogo alla tua creatività senza vincoli o pregiudizi, ma libero di esprimerti. Altro discorso credo sia quello sul risultato di questo modus operandi: degli scatti effettuati così "all'impronta" possono ambire ad avere la stessa qualità compositiva ed estetica di altri più "preparati" e "meditati"? La domanda è volutamente provocatoria, sebbene sia certo che non sia stato questo il tuo scopo mentre (beato te!) fotografavi nella savana...
  9. Da neanche un anno mi sono dotato di una stampante Epson A3+ a 9 colori dopo che il mio stampatore di fiducia locale ha chiuso l'attività, e dopo i molteplici inviti a farlo da parte degli amici del fotoclub, molti dei quali stampano in proprio le loro foto. Devo dire che è interessante seguire in prima persona l'intera "filiera" delle proprie fotografie, dallo scatto allo sviluppo fino alla stampa, potendo controllare totalmente tutto il processo, ed è divertente vedere immediatamente sulla carta la propria foto senza l'attesa dei tempi dello stampatore. Per essere un dilettante assoluto in questo campo non mi sembrano male i lavori fin qui realizzati e, se non si pretende di metterli a confronto con quelli dei professionisti della stampa, credo che valga la pena continuare a provarci, tanto più che fino a un formato A4 o al massimo A3 eventuali piccoli difetti di sviluppo o di stampa stessa non appaiono poi così visibili, mentre è grande la soddisfazione di aver realizzato in proprio una fotografia. Ho fatto comunque la scelta di lasciare al professionista la stampa di formati più grandi, mentre cerco continuamente di migliorare la tecnica con i consigli di chi ha più esperienza per rendere le mie stampe sempre migliori.
  10. Quando ne ho l'occasione mi fermo volentieri a guardare le foto di matrimoni, facendolo anch'io per divertimento alle cerimonie degli amici o perché invitato a farlo dagli sposi stessi, e conoscendo pertanto le difficoltà per ottenere degli scatti apprezzabili. Vedo spesso dei lavori al limite del decente, ma le foto che hai presentato sono davvero belle e mi unisco anch'io ai complimenti per questi professionisti del wedding. Il mio dentista (nikonista anch'egli per lavoro e per diporto) che frequenta i convegni del settore mostrandovi orgoglioso gli scatti dei suoi lavori ortodontici, mi dice che in quelle sedi tutti presentano solo i propri lavori migliori, lasciando a casa quelli meno riusciti: e ci mancherebbe....! E la stessa cosa avviene per i fotografi di matrimoni, ovviamente. Quindi, aldilà del fatto che queste foto possano piacere o meno, bisogna dire che sono oggettivamente molto ben realizzate, così come è necessario considerare che se altri fotografi presentano come le loro migliori foto delle... porcherie, ciò conferma le differenze di capacità fra gli uni e gli altri.
  11. Ho pulito il sensore dell'occhio e il problema sembra risolto (per ora). Speriamo di aver trovato la soluzione! Grazie a tutti per i suggerimenti.
  12. Buongiorno a tutti, da qualche giorno riscontro un problema sulla mia Nikon One V1. Quando entro nel menu per una qualsiasi operazione (ad es. cambio ISO, passaggio da A a S, info batteria, ecc.) il display della macchina non si accende e occorre osservare il menu nell'EVF. La stesso avviene quando desidero visualizzare le immagini salvate in memoria. Il display sembra comunque funzionante poiché è possibile renderlo operativo accedendovi subito dopo l'avvenuta accensione della fotocamera, mentre se si effettua qualche operazione come ad esempio uno scatto, risulta poi impossibile accedervi. Saltuariamente si rende operativo durante l'uso normale della fotocamera. Per ovviare all'inconveniente ho effettuato un "ripristina impostazioni" ma senza alcun esito. Ho forse inavvertitamente cambiato qualche impostazione da menu, o mi sfugge qualcosa? Potrebbe essersi corrotto il firmware, che comunque non ho mai aggiornato da quando possiedo la fotocamera? Grazie a tutti per il supporto che saprete darmi.
  13. Mi diverte sempre vedere questo tipo di fotografie in cui si confrontano i luoghi di ieri con ciò che sono diventati oggi. Credo comunque che siano le persone che quei luoghi li abitano e li vivono da anni ad essere maggiormente interessate a questo tipo di retrospettive, tuttavia alcune immagini sono curiose e significative dell'evoluzione avvenuta nel tempo nel territorio e risultano perciò piacevoli da guardare. Un lavoro significativo che credo abbia riscosso successo tra i tuoi concittadini: è così?
  14. Interessa, interessa... Anzi, l'utilizzerei subito per chiedere al "professore" qualche consiglio per stampare in b/n, avendo finora usato solo il colore, e se sia necessario un aggiornamento della (ottima) guida pubblicata su NL 1.0 alla luce di eventuali nuove esperienze fatte dalla data della sua pubblicazione a oggi. Potrebbe essere lo spunto per popolare questa sezione con un nuovo contributo piuttosto che copiare qui quanto già detto di là. Riguardo invece eventuali personali contributi, non so come potrei aiutare: disponibile a condividere qualcosa che ho imparato negli anni sullo sviluppo del raw, ma sicuramente non sarei il più titolato a farlo.
  15. Ok la partecipazione, ma che si abbia qualcosa da dire e, possibilmente, di qualche interesse. Nel vecchio NL 1.0 ricordo un (ex) iscritto i cui commenti erano soprattutto faccine per esprimere "mi piace" o "bravo", anche a fronte di articoli, interventi, book fotografici e richieste di pareri che si presentavano meditati e strutturati. Delle risposte un po' scoraggianti per chi aveva magari impiegato tempo e risorse per esprimere il proprio pensiero o presentare i frutti del suo lavoro fotografico...
  16. E già, a Milano avete uno dei musei del genere più ampi e ricchi di materiale... Che bestia che sono!
  17. Silvio, puoi levarmi la curiosità su come percorrere le aree - immagino sia Neuschonau - in cui vi sono gli animali più pericolosi come orsi, lupi e bisonti? Si viene accompagnati in fuoristrada, ci sono dei percorsi protetti, o cosa?
  18. Roby, se proprio sei appassionato di radio, tv ed apparecchi di comunicazione in genere, non puoi non visitare ad Arezzo il Museo dei Mezzi di Comunicazione. E' davvero ampio ed espone oltre 1000 pezzi, comprese anche macchine fotografiche, cineprese e proiettori. E' aperto da molti anni, ma mi è capitato di visitarlo per la prima volta solo nel dicembre scorso (!) perché ospitava una delle mostre di fotografie della manifestazione Arezzo&Fotografia che si tiene in città ogni due anni. Se però vuoi portare a casa qualche scatto dei pezzi esposti più pregiati o più interessanti, munisciti di flash perché i locali sono piuttosto bui.
  19. Se vado off topic sposta pure la domanda, ma vorrei chiederti: come "funziona" il parco? Cioè gli animali sono in un'area relativamente piccola per essere così facile (intendendo la possibilità di vederli) fotografarli? E se sì, si può/si deve percorrere l'area su un fuoristrada o ci sono dei percorsi tracciati e sicuri per i visitatori? Oppure gli animali che hai immortalato sono in un recinto? PS Ovviamente, complimenti per le foto davvero belle! PPS Non avevo visto l'altro articolo in cui illustri il parco e dove c'è la risposta alle domande che ti ho posto qui. Sorry. Mi rimane però la curiosità di come percorrere le aree in cui vi sono gli animali più pericolosi, come orsi, lupi e bisonti: puoi dirmi?
  20. Grazie del passaggio. Le foto di strada le "vedo" ancora prevalentemente in b/n, ma qui - ovviamente - si tratta di altro, come il fatto che da un po' di tempo mi piace usare il colore nelle mie foto di genere. Se posso "puntualizzare" un aspetto, il b/n viene preferito quando si desidera che l'attenzione dell'osservatore sia appuntata sul soggetto principale della foto e non venga in qualche modo distratta dai colori del soggetto stesso, dello sfondo e di quant'altro possa diminuire l'effetto di ciò che il fotografo vuole raccontare. Sono anche d'accordo che il b/n possa essere meno "ruffiano" del colore, cioè meno capace di attirare subito l'attenzione dell'osservatore: ma forse questo è un bene perché costringe chi guarda a concentrarsi sul soggetto e - soprattutto - sul "perché" il fotografo ha scattato e posto in mostra quell'immagine.
  21. Malgrado il gentile MP di Roby, non avevo trovato questo articolo con le foto della mostra di Valerio la cui pubblicazione avevo sollecitato. Lo vedo adesso, e rinnovo i complimenti "al Valerio" - come dite su al nord - anche qui dopo averlo fatto sull'altro post, soprattutto per il ponderoso lavoro del libro. Non me ne intendo affatto, ma mi sembra una pubblicazione che possa reggere il confronto con quelle che fanno bella mostra di sé nelle migliori librerie del centro. E, visto che non lo ha fatto né Roby né l'autore, metto io qui il link al libro su Blurb.
  22. Pedrito

    Giallo!

    Il colore Giallo nelle sue sfumature
×
×
  • Create New...