Skip to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Max Aquila rfsp

Administrator
  • Joined

  • Last visited

  1. Son contento di averci visto abbastanza da dire in tempi non sospetti che questa sarebbe dovuta essere una delle tue macchine. Dopo la gavetta che Fujifilm ha fatto con i primi modelli GFX50 , svantaggiati da una dissipazione scadente. Il formato 4:3 su questa dimensione, non è altro che la replica del 6x4,5 su pellicola, patrimonio proprio delle "mezzo formato " non solo Fuji, del secolo scorso. Che è ancora più di questo 44x33...ma i 100mpx di certo invogliano a vederne l'effetto. E poi un 50mm che diventi un grandangolare medio è una goduria che pochi capiscono Io ci sono passato, a pellicola: immagino oggi il tuo desiderio di andare a scattare. La prima modella che sia rossa, per favore!
  2. Palermo Presente... Z5II con Ziltrox 16/1,8 e Nikonz 24-120/4 Ektachrome MM e Portra 160
  3. Accogliendo come ogni volta questo invito, ma raramente capita che nel weekend non abbia appresso la macchina fotografica, pur nella giornata climaticamente curiosa, con frequenti alternanze tra sole e pioggia a scrosci, kway in tasca, sono uscito con il precipuo intento (come da istruzioni) di fotografare unicamente con la Nikon Z5ii ed il Viltrox 16mm f/1,8 Z. La destinazione...uscendo da casa ed attraversando la strada, villa Favaloro, tante volte fotografata da fuori, che al suo interno ospita il Museo civico della Fotografia. Ma la domenica apre solo due volte al mese...e questa era proprio quella sbagliata.😆 Per cui, cambio di destinazione, con una passeggiata di seicento metri, lungo la via Dante di Palermo, che tante sorprese racchiude in termini di giardini ed architetture urbane. Attrezzato con una coppia di pellicole by Filmbox, in considerazione di luce e soggetti, Portra 160 ed EktachromeMM, mi sono portato appresso anche uno zoom Z 24-120/4, nel malaugurato caso che il secondo luogo di destinazione non fosse accessibile in quanto domenica. La via Dante a Palermo è stata una zona di espansione abitativa della città dei primi del 900. Lo stesso palazzetto dove abito, costruito da uno zio di mio padre nel 1870, porta i dettami dello stile in auge alla fine di quel secolo ed all'inizio del successivo, il Liberty. Parecchi gli architetti ad avvicendarsi in una specie di competizione di stile, che lasciò a questa città degli esimi esempi di arte applicata alla costruzione. Ma la mancanza di rispetto delle seguenti generazioni (unitamente alla distruzione apportata dalla...ricostruzione postbellica) ha purtroppo guastato l'incanto di quella che doveva essere un' Avenue che nulla doveva avere da invidiare a quelle delle più belle città europee. Un esempio lampante: il villino Florio, edificato dall'architetto Basile tra 1899 e 1902, commissionatogli dalla ricca famiglia degli armatori Florio ed immerso in un giardino quasi senza soluzione di continuità con la vicina villa Malfitano-Whitaker, oggi invece attorniata da palazzacci che mortificano e sminuiscono il suo skyline Art Noveau, uno dei primi esempi architettonici del genere in tutta Italia. Ecco che si è reso necessario il 24-120, essendo chiusa di domenica e fotografabile da questa sola prospettiva, attraverso il cancello: scattando a 28mm. (il 16mm era troppo lontano, ma per gli interni sarebbe stato il minimo sindacale) Con i potenti mezzi della fotografia digitale ho l'illusione di eliminare tutto ciò che la deturpa ed evidenziarne le forme ardite (era nata come villa di residenza estiva e svago) Questa Palazzina è un esempio concreto di ciò che il celebre architetto Ernesto Basile intendeva per "progettazione integrale", una sintesi, cioè, di elementi medievali, moderne linee curve, raffinati intagli floreali, superfici barocche, capriate nordiche, torrette che rimandano ai castelli francesi, colonnine romaniche e bugnati rinascimentali. Gli concedo una visione d'antan, filtrando una ripresa realizzata in IsopanF 1940mm, proprio come sarà stata osservata integra allora, prima dei bombardamenti del 43 Dal villino Florio, attraverso il viale Regina Margherita (nome a rischio se arrivasse la Boldrini), di percorrenza ondivaga, come i palazzi che ne seguono l'andamento si torna in via Dante, sbucandovi proprio di fronte ad un curioso edificio, villa Caruso-Valenti, (originariamente villa Virginia) difficile da inquadrare dalla strada, se non per il fatto di essere attirati dall'inconsueta pensilina circolare del torrino Che isolata dal contesto circostante di palazzi moderni, rende meglio l'idea della "carta bianca" che agli inizi del '900 si fossero concessi gli architetti Un pò più in basso, sempre in via Dante, Casa Zanca, edificata alla fine degli anni Venti, ma indicativa degli stilemi trascorsi, affastellati in un nuovo genere davvero atipico. Oggi, come si vede, oberata dalla modernità peggiore... ...da cui la ripuliamo per un attimo, al netto dei graffiti deturpanti, giusto per averne contezza nella sua integrità originale. La mia passeggiata per Nikonland in a Sunday, ha il suo punto di arrivo nel giardino più bello di questa via Dante, già più volte ritratto ad uso di questo sito, quello di villa Malfitano-Whitaker, simbolo del concretismo politico-industriale-commerciale che aveva fatto della Sicilia della Seconda Rivoluzione industriale uno dei poli di maggior interesse dell' Europa, contesa ancora una volta nella sua lunga Storia di cui la mia città porta tutti i simboli e le conseguenze. qua, grazie alle piante di alto fusto ed al verde degli otto ettari di giardino, ricco di piante rare e particolari, tanto da stupire ad ogni visita con nuove visioni, non abbiamo bisogno alcuno di scontornare gli sfondi: soggetto resta sempre lei, la Villa, con le sue forme e la natura lussureggiante in ogni stagione Solo 1800 passi, poco più di un chilometro e due da casa, per vedere tanta luce e tali colori. Di cose e posti già noti: ma sempre degni di essere fotografati ancora, per rinnovarne memoria, esercitare la propria, trovare nuovi spunti. Fotografando... Max Aquila photo © per Nikonland in a Sunday 2026
  4. Questo è un Sikon...No, un Nikgma🤩 ...mi sa che dopo averlo presentato su tutte le baionette, senza successo, sono arrivati alla Z...😜
  5. In attesa di raccogliere il mio olio di Nocellara 2026, giusto oggi, trafficando tra hd di backup, ho scovato foto di luglio 2016 che avevo perso di vista: della fase di spietramento del terreno, di cui ho parlato nell' articolo: foto suggestive, almeno per me... Realizzate coi RAW di una Fujichrome XT1 col suo 14mm... a generare un 21mm equivalente, ossia la mia solita focale preferita 😜 qualunque sia il marchio...
  6. Oggi: Battesimo di questo zoom: comprato qualche mese fa ed ancora inutilizzato. Ne parlerò quanto prima...
  7. Infatti a 3000 euro pagherei l'anticipo di una seconda Z9 e rateizzerei i restanti mille. Il fatto è che bisogna intendersi su quali siano le esigenze: mi pare che ci siano più astrofili e fotonaturalisti ormai, che fotografi di sport. Io oggi, Z5II e Tamron ☹️ 70-180/2.8 II agli internazionali di tennis a Palermo: diecimila scatti ed appena hanno acceso le luci perchè il sole era tramontato, ho aspettato la fine del game e sono andato via. Mi è bastato il matrimonio di mia sorella scattato al 60% tra 1600 e 6400 ISO. Non sopporto più neppure i 100 iso della Z50II (ex D500) Voglio un sensore compatto e stabile. E non intendo spendere più di 1800 euro: che tolgano i parafanghi e i cruise control e rifacciano una macchina fotografica per gente che non lavora in automatico.
  8. Io, che fotografo con la Luce, e non ho necessità di operare quasi mai oltre i 1600 ISO, noto che anche a condizioni ideali di rapporto S/R , la mia Z50ii sia in crisi sulle superfici omogenee e chiare: ossia il cielo! Una dx di costruzione robusta ma non per forza strutturata da ammiraglia (calafatata e pesante cioè) con un sensore innovante (semi o full stacked) una batteria gestibile e monitorata, senza la necessità del flash pop up, grazie all' invasione cinese di miniflash anche hss, due slot di schede SD, tanto da non far diventare l' acquisto di altri standard un costo rilevante (oppure, per mantenere coesione con la Z9, almeno uno CF express), un processore nuovo, che consenta anche innovazione sull'aggiornamento firmware, che oggi dura ormai davvero troppo, a causa della struttura attuale dell' hw. Inoltre dimensionata non oltre una Z5ii e con disponibilità al bg per chi lo voglia implementare. Da usare con lenti dx di quelle che stanno rompendo il mercato giapponese. E che costi non oltre i 1800€.
  9. Il rallentamento di Viltrox che mi pare parallelo al rallentamento dell' ondata cinese che stava saturando il mercato Non mi sembra solo Viltrox in fermo biologico. Intanto aspetto di vedere il nuovo Sigma contemporary 20-60/2,8-4 DG cioè full frame. Che si trova già in qualche e-shop
  10. 2 3 ottobre: alla fine del periplo, eccomi arrivato là dove volevo: nel punto dove l' 11 maggio 1860, sotto la protezione delle navi inglesi, Garibaldi e le sue camicie rosse sbarcarono a Marsala. Oggi è una giornata di sole autunnale come soltanto a questa latitudine è dato di vedere: ed uno scatto a colori lo faccio (ed è riportato nel blog linkato) Ma io ci vedo oltre a Favignana e Levanzo, anche luce e riflessi, materia ed ombre: sulla mia Z50II ed il 18-140 intorno a 40mm, passo dal picture control Ektachrome MM , al bianco e nero col Tmax rossomm senza neppure tentar di vederne altri: il fuoco sullo scoglietto in primo piano, il diaframma f/8, gli iso al minimo. ...e mi è parsa cosa buona e giusta...
  11. non più: compra da un pò da Toscana Foto service
  12. ovviamente una triskele accompagna da sempre la mia Bandit, fin dal primo viaggio, in Francia poco dopo il suo acquisto.
  13. Si...questa è la Trinacria, creatura del Mito che ricalca figurativamente quello della Triskele stilizzata in curve che si rifanno alle tre gambe piegate di una Magna Mater presente in una moltitudine di luoghi primigenii, che geograficamente non dovrebbero aver nulla in comune tra di loro...ma si sa, che all'inizio era il Chaos... e da quella massa si formò il mondo che conosciamo. Strano che di tutti i luoghi in cui una Triskele o una Trimurti compaia, l'unico a celebrarne ancora il Mito ed i Fasti, sia la Sicilia, della quale Trinacria fu proprio uno dei nomi più antichi: la testa rimanda alle Gorgoni, mostri della mitologia greca con ali d’oro e caratteristici serpenti al posto dei capelli: erano tre e rappresentavano le perversioni: Euriale rappresentava la perversione sessuale, Steno la perversione morale e Medusa la perversione intellettuale. La Trinacria è quindi rimasta il simbolo che rappresenta la Sicilia, rappresentato nel suo stemma ufficiale: tale associazione è dovuta alla particolare configurazione geografica dell’isola, caratterizzata da tre promontori, Peloro (ME) Passero (SR) e Boeo Lilibeo (TP) i cui tre vertici immediatamente rimandano alla forma triangolare. Inoltre, geograficamente, Capo Passero rappresenta il punto più a Sud di Italia e capo Boeo Lilibeo quello più ad Ovest: di capo Peloro, sormontato da Cariddi, vi bastino le gesta omeriche di Ulisse a caratterizzarlo. Cosa c'entra nel titolo quindi il riferimento alla mia Suzuki Bandit con la Trinacria? Alla veneranda età di 62 anni (e mezzo) mi sono reso conto che di tutti i giringiri fatti nella mia vita con auto e moto, la maggior parte dei quali ovviamente nella mia regione, non avevo mai progettato il periplo della Trinacria no stop, ad unire materialmente i tre capi che la caratterizzano geograficamente con vicende fondamentali per la Storia della nostra Civiltà, senza l'ausilio delle autostrade (ove presenti 🤣) ma cercando di restare sul perimetro più esterno possibile, attraverso le statali fondamentali di scorrimento, come la SS113 settentrionale, fra Trapani e Messina, la SS114 orientale, tra Messina e Siracusa e l'infinita SS115 meridionale, tra Siracusa e Trapani. Un viaggio di percorrenza e non di soste e pause: un percorso di quasi 1000km durante il quale resistere alle tentazioni Nausichee, di fermarsi a guardare, pensare, fotografare, sedersi, mangiare. Un viaggio in moto, per la mia moto: che esattamente quando sono partito, la mattina di venerdì 2, ha compiuto 30 anni dallo stesso giorno di ottobre del 1996 in cui la ritirai, nuova, dal concessionario e Lino, il fratello del mio amico... Massimo (anche lui), ci scattò questa foto con la sua compatta col datario, foto che da allora è rimasta appesa alla parete di camera mia a casa di mia mamma, ingiallita, appannata, scarsamente a fuoco, ma recuperata già dallo scanner della mia multifunzione. Fatto il pieno, azzerato il contachilometri (strumentazione d'antan, ovviamente) caricata con le valigie, semivuote, ma come per dover restare in viaggio per giorni o settimane, come facevo un tempo, azzeccate le giornate di bel tempo, in coincidenza della data del suo compleanno, la mattina di venerdì 2 ho salutato fino all'indomani e son salito in sella Per fotografare ho portato con me la Z50II e due soli obiettivi: il Nikon Z 18-140mm ed il Viltrox 9mm, oltre allo smartphone per queste foto veloci, che non necessitano di scendere di sella ed aprire le borse Givi (coetanee della mia Bandit GSF1200 S). Il primo tratto, dirigendo verso capo Peloro, Cariddi, per intenderci, (Torre Faro, il nome della località) è di 291 km ed è sicuramente il più interessante dal punto di vista motociclistico, sopratutto nel tratto fra Cefalù e Tindari, ma restare diligentemente sulla SS113 uscendo da Palermo e dirigendo verso Cefalù, attraversando tutti i paesi gravati dal traffico locale, è un'esperienza per la quale necessiterebbe una buona dose di meditazione preventiva, tanto quanto nel tratto fra Barcellona e Rometta, dove al traffico locale si somma anche la tipica way of life di quella provincia (babba, per definizione) per la quale innestare la terza in paese sembra essere una pratica vietata, anche con le strade sgombre. La mia Bandit non ha un serbatoio da deserto, quindi necessita di frequenti soste dal benzinaio: e mi sono scelto il periodo peggiore per comprare carburante! Sotto contingentamento a 1,99xxx €/l la benzina. Non mi piace arrivare alla riserva e quindi in media ogni 180/200km mi fermo a rifornirla. Alla fine le soste complessive dai benzinai, saranno quattro in tutto il viaggio, per poi fare il pieno, arrivato a casa, per fare il conto del consumo. Le sirene di Ulisse mi hanno quindi tormentato per tutto il primo tratto, tentando di mettermi in crisi, prendendomi in giro per l'idea balzana e la totale mancanza di allenamento alle lunghe percorrenze che non pratico ormai da anni, salvo due o tre gite domenicali con rientro in giornata, pur carico di chilometri: ma se da un canto avevo fissato un BnB a Porto Palo di capo Passero per dormire in un letto (e non sulla sella della moto, come feci una volta in una non-stop Pordenone-Palermo ma in periodo di differente prestanza fisica) e traguardando quell'obiettivo ne avevo fissato uno non meno interessante per una granita messinese con panna e brioche gigante col tuppo, al bar Eden di Torre Faro a capo Peloro, nè Scilla e Cariddi, nè tantomeno le Gorgoni della Trinacria mi sono riuscite a convincere di invertire la rotta, che in ben cinque ore e mezza mi ha portato a completare la prima tappa, complici un paio di soste di qualche minuto, per un caffè fuori Cefalù, prima di iniziare la strada "bella" e dal benzinaio per evitare di trovarli chiusi ad ora di pranzo...inutilmente visto che ormai ragioniamo tutti di self service (credo che l'ultima volta che qualcuno mi abbia messo carburante lui, sia successo non meno di quindici anni fa) Sudato, sfinito, senza ancora la forza di prendere la custodia con la Nikon, ecco la mia granita di Torre Faro, con poca cura fotografica, perchè ancora non avevo pranzato (Cariddi mi fa un baffo...) ma ecco, trangugiato il tutto, capo Peloro con vista sullo Stretto e sulla Calabria... il traliccio di Torre Faro (tradizionalmente Cariddi), di fronte a quello di Scilla in Calabria, più elevato ... ...e visto attraverso i laghetti di Ganzirri, quelli che il ponte sullo stretto dovrebbe abolire, devastare, cancellare. A Torre Faro era pieno di gonfiabili e di bimbi in festa e la mia Bandit a riposare all'ombra di una bellissima giornata soleggiata, dopo i primi 300 km del periplo A questo punto, si era fatta una certa... e rimpiangendo di non essere partito da Palermo all'alba (cosa che mi avrebbe fatto evitare molto del traffico stradale sopportato) si poneva il problema di arrivare per tempo al BnB, mentre la tabella oraria mi avvertiva ...di essere ben oltre ogni limite: Portopalo di Capo Passero è davvero distante da tutto e poi di guidare di notte al buio, stanco, arrivando a totalizzare altri 200km minimo, mi ha fatto giungere ad un compromesso: uccidere la tentazione delle sirene e delle Gorgoni, di tornare indietro con l'autostrada da Messina e cedere a velocizzare la seconda tappa verso sud est, prendendo l'autostrada Messina Catania e soltanto dopo la statale, per guadagnare quel tempo che mi avrebbe dovuto far arrivare a scattare delle foto per il tramonto: e meno male che l'ho fatto, perchè l'unica foto che sono riuscito a fare al faro di Capo Passero col cellulare era talmente dopo ogni ora blu che la ragione me le ha fatte rimandare alla mattina successiva, schiantato dalla fatica di questi primi 500km on the Trinacria roads 🏍️ La comodità del Bnb e la pizza casereccia nella pizzeria con TV (c'era la partita di Nation League, Francia Italia, dove Maignan s'è preso il gol da Bastoni... per tutto il resto c'è Mastercard) mi ha convinto ad allungare la cena con una seconda granita, stavolta mandorla e pistacchio... (un must da questa parte della Trinacria) la cui qualità era di gran lunga superiore a quella della foto... Alla mattina di sabato 3 ottobre, dal balcone del BnB, una compilation di colori ed atmosfera in questo posto che la Luce fabbrica e gestisce in maniera asincrona rispetto il resto del continente In realtà è l'Isola delle Correnti il punto geografico più meridionale, davanti Capo Passero, ma la differenza è puramente accademica e l'isolotto è anche facilmente raggiungibile a nuoto nonostante...le correnti ! beato, ma già organizzato per la seconda metà del tragitto, impegnativa, fino a Marsala... In questo periplo ho toccato tutte le provincie siciliane, tranne quella di Enna, che non ha comuni sulla costa settentrionale e nemmeno sul versante meridionale: ma in questa tappa, dalla provincia di Siracusa sono passato a quella di Ragusa, poi di Caltanissetta e quindi quelle di Agrigento e Trapani, per giungere al terzo capo dell'isola. Attraversando Ispica (RG) ho approfittato prima di fermarmi a fare rifornimento, per vedere la Basilica di Santa Maria Maggiore, con gli affreschi barocchi di Olivio Sozzi ed il famoso Loggiato del Sinatra, di fronte alla Basilica. E' stata l'unica digressione fotografica che mi sono concessa, forte della difficoltà nel raggiungere questi luoghi normalmente da Palermo. in fase di ultimazione di restauro, senza impalcature, dopo tanti anni. Giocando col Viltrox 9mm... una basilica bellissima, con uno stato di manutenzione eccellente, grazie alle Congregazioni religiose che la curano e che ne fanno in periodo di Settimana Santa un luogo da visitare obbligatoriamente, tra i tantissimi che nello stesso periodo fanno la Trinacria un luogo diverso da ognialtro in Europa (e quindi nel mondo intero) (ex voto a centinaia, esposti, o conservati nelle teche) Davvero infinito il percorso della SS115 che nei suoi vari tronchi ho percorso tantissime volte: ma realizzare questo periplo da ultimare in meno di un giorno di guida (levato il giusto sonno) è stata davvero un'impresa, anche perchè ho attraversato decine di chilometri di campagne appena concimate e che se pur mostravano i frutti di questo gravoso impegno, allo stesso tempo mettevano a dura prova narici e capacità percettive... 430 Km tra Portopalo di Capo Passero e Capo Boeo Lilibeo a Marsala (TP) ma alla fine, bomba o non bomba, siamo arrivati dopo altre sette, otto ore di guida, pause comprese. Lo spettacolo dal Capo Boeo Lilibeo è sulle isole Egadi: Favignana, Levanzo e Marettimo ed è indimenticabile, qualunque mese dell'anno in cui vi si giunga. Il cippo ricorda lo sbarco dei Mille nel 1860 e se Garibaldi tanti ne portò, io con la mia Bandit, altrettanti ne ho quasi totalizzato a queta tappa (manca l'ultima di rientro, in realtà, ma pare che nemmeno i garibaldini fossero proprio 1000 qui a Marsala) Felice per essere riuscito a tessere il filo delle Gorgoni della Trinacria, per la prima volta ...dopo quasi 40 anni da motociclista. E siccome c'era un gruppetto di centauri attempati come me, provenienti (in traghetto) dall'...Italia del Nord, dopo esserci scambiati impressioni e complimenti, per una volta mi sono fatto scattare una foto buona... L'ultima parte mi ha portato in direzione di Trapani, per poi rientrare a Palermo, nel medio pomeriggio, con questo bilancio di km in più sulle canne della mia Trentenne ! La quale si è comportata talmente bene da aver tenuto una media consumi inaspettata, per una motocicletta che ha fatto molta strada, ma che ne ha ancora tanta altra da fare... Con me, ovviamente ! Max Aquila photo © per Nikonland 2026 e per la mia Suzuki Bandit GSF 1200S del 1996
  14. in realtà, virtualmente, si potrebbe essere dappertutto in Italia e fare una passeggiata fotografica anche con un o due persone che condividano la passione. E condividerne gli esiti qui su Nikonland. Ma davvero non si riesce a fare neppure questo? Anche una passeggiata da soli, proprio per questo, da condividere poi online con gli altri...
  15. 1962-1972: in un mondo nel quale era tutto pressocchè meccanico, Nikon introduce (eresia!!!) batterie nei suoi esposimetri incorporati, che fino ad allora erano prodotti con cellule al selenio che si autoalimentavano (debolmente) con la luce solare. Le batterie dei Photomic erano le famigerate PX13 al mercurio, poi messe al bando, da 1,35V Il problema del voltaggio lo portarono appresso a lungo, dagli anni 80 in poi: perchè le pastiglie da 1,5V dell'epoca survoltavano i Photomic e producevano misurazioni esposimetriche errate. Si risolse con le nuove equivalenti Zinc-Air del corretto voltaggio e non inquinanti come le ormai inesistenti PX13 Io ne feci scorta in USA anni fa: ovviamente sono rimaste intonse ed ormai sicuramente scadute 😁

Account

Navigation

Search

Search

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.