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nikolas

Nikonlander Veterano
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Everything posted by nikolas

  1. Acquistato, montato , provato. Funziona alla grande tanto su Lightroom 10.0 che su capture one 20 (13.1.3.9): catalogo di 71.964, foto dal 2006, risoluzione schermo 2.880 x 1.800, usb 3.0, MacBooh retina 15” 2015. Grande Valerio!
  2. nikolas

    [parchi] Villa Bolasco

    Grazie ! (le capacità bastano quelle in dotazione…)
  3. Almeno siamo usciti dalla gabbia nella quale la cessata o ridicola produzione di XQD ci aveva cacciato, con conseguenti livelli di prezzo da usura. Ottimo sarebbe stato aver avuto l’aggiornamento una volta disponibili le CF express di tipo B. Quindi adesso bene, non ottimo!
  4. nikolas

    [parchi] Villa Bolasco

    Grazie per i vostri commenti. Visto che la maggioranza ne ha considerate alcune ridondanti, se avete tempo e voglia, mi dite quali e possibilmente perchè? Altrimenti basta la preferenza, poi una ragione ci sarà…
  5. Più volte promesso e annunciato. Come ho già detto ho provveduto diversamente, ma meglio tardi che mai (era ora comunque… sicuro sui tempi?).
  6. nikolas

    [parchi] Villa Bolasco

    Già, di necessità virtù...
  7. nikolas

    [parchi] Villa Bolasco

    Il parco di Villa Bolasco, ora di proprietà dell’Università di Padova, (https://www.villaparcobolasco.it/ per eventuali approfondimenti e da cui ho riportato le notizie storiche) è situato a Castelfranco. Oltre ad essere un sito interessante per le specie botaniche presenti, comprende l’omonima Villa (1852/65) fatta costruire dal conte Revedin su progetto dell’architetto veneziano Giambattista Meduna, diventata poi Rinaldi e infine Bolasco Piccinelli, da cui il parco prende appunto il nome. Vi sono molte varietà di piante; vi si trova l’abete, il cedro dell’himalaya, il cipresso calvo, l’ippocastano, il bagolaro (molto comune da queste parti), il carpino e poi lecci, olmi, magnolie, tassi, tigli, platani, la sofora; ma la pianta che più mi ha colpito è la farnia: un metro di diametro, 25/30 metri di altezza e una chioma davvero imponente. Il sito propone una visita guidata con schede molto efficci sullo schema dell’Orto botanico di Padova di cui è una sorta di costola. Ma la visita fisica è altra cosa rispetto alla virtuale che, seppure ben documentata, offre uno scorcio di quanto si può vedere ed apprerzzare con i propri occhi. Complice l’ora in cui glia altri pranzano, mi sono goduto appieno il luogo. (Conviene aprire le foto) Si inzia: # 1 il viale di entrata ci conduce alla “cavallerizza" # 2 un anfiteatro adibito a maneggio voluto dal conte Revedin e attribuito a Marc Guignon # 3 particolare lato ovest # 4 si procede verso un grazioso laghetto # 5 dai riflessi ambrati # 6 dove alcune anatre fanno sfoggio # 7 # 8 # 9 ed ecco la farnia # 10 # 11 le cui fronde arrivano a lambire un ruscelletto # 12 # 13 # 14 procedendo oltre si arriva alla serra. Quando nel 1869 muore il conte Revedin la nipote, figlia della sorella Caterina Revedin in Rinaldi, eredita la villa e il parco. Ed è a suo padre, Pietro Rialdi, che si deve la costruzione della serra e la prosecuzione dei lavori nel giardino; # 15 a lato sorge la cavana, adibita al ricovero delle barche usuale nell’area veneziana e nei fiumi dell’entroterra. # 16 # 17 per poi avviarsi all’uscita con questa veduta Tre ore di tranquilla passeggiata con soste prolungate per godersi questi colori.
  8. Le considerazioni che fai, Silvio, obbligano a elevare l’orizzonte quotidiano di un paio di metri per capire in che contesto siamo inseriti. Sforzo immane per chi non va 2 mm oltre il suo naso.
  9. nikolas

    [viaggi]Terra d’Abruzzo

    Grazie per i vostri commenti! @Valerio Brustia Devo dirti che ti ho pensato di fronte al Tirino (nel quale è vietatissimo immergersi) data la tua passione per questo tipo di natura.
  10. Immagini molto curate, la luce mi piace molto. Il softbox era sistemato davanti leggermente sulla sinistra? La terza e l’ultima sono quelle che preferisco leggermente di più.
  11. Ho provato a guardarla capovolta tanto il riflesso è così realistico. Ottima composizione, bravo Paolo!
  12. Ciao Adriano. Le foto sono inquadrate bene (e in montagna vuol dire quasi tutto). Ho delle perplessità sul bilanciamento del bianco che mi sembra innaturale. Specie sul colore del cielo. Grazie per la tua condivisione.
  13. Enrico, spero ti arrivi il nostro calore… A presto!
  14. nikolas

    [viaggi]Terra d’Abruzzo

    @bimaticgrazie per il tuo commento; @cris7grazie anche a te; il cervo sul prato era libero: stava vicino ad un campeggio. Quando ho detto che sono a casa loro non ho esagerato...
  15. Non so se è una mia impressione ma c’è stato un miglioramento nella gestione delle luci dalle foto prove via via fino alle ultime serate. E’ probabile che in prova l’illuminazione fosse più precaria e quindi più difficile da getire. Le foto sono molto riuscite e sei stato ben assistito dalle ottiche: al primo posto metterei il 70 - 200 poi il 135 a pari merito col 20 e un po’ distanziato l’85 per il timbro e resa. Un bel lavoro!
  16. nikolas

    [viaggi]Terra d’Abruzzo

    @Massimo Vignoli Grazie Massimo del passaggio! @RikyMGrazie a te @Pedrito So che il numero delle foto è insolitamente sostenuto. Le tematiche considerate sono state almeno tre e, come ho cercato di dire all’inizio, l’esperienza si caratterizza proprio dall’intersecarsi di queste occasioni che esprimere separatamente forse vuol dire interrompe un filo narrativo. Ma ascolto volentieri la tua opinione, e nel caso anche quella di altri, sul procedere diversamente da come ho fatto; Le persone mi interessano almeno quanto te: dove vivono, il loro contesto sono due cose inscindibili. Devo dire che questi borghi, visitati in orari diversi, mi hanno colpito prorpio per “l’assenza di vita" (a parte di notte e con la pioggia). L’unico segnale di una presenza umana è rappresentato infatti nella foto n 11 che mostra i panni stesi. Per il resto, effettvamente, nessuno in giro.
  17. Concordo. Foto di impatto e fatte bene. L’ultima è da gran premio! ( chi la dura la vince!)
  18. Quest’anno, complicato per tanti aspetti, avevo voglia di tranquillità, solitudine e contatto con la natura. Ho scelto questa terra a me sconosciuta e devo dire che ho centrato in pieno le mie aspettative: borghi silenziosi, paesaggi per me inconsueti, contatto con gli animali. Pochi giorni, fortunati e piacevoli. Da tenere in serbo come una ricchezza interiore. Ho suddiviso idealmente il viaggio in due filoni, esposti separati per comodità, che comunque fanno parte di un insieme indivisibile. 1) i borghi; 2) il paesaggio e gli animali con incontri ravvicinati e non. Avevo con me D850 (63% delle foto) e D5 (37%). Come ottiche il AF S 14-24 (15%); AF S 24-70 (29%); AF S 24 1.4 (1%); AF S 70-200 FL (6%); Af P 70-300 (17%); AF S 500 PF (31%). Le foto sono state sviluppate con Silver efex pro 2 per il b/n, le rimanenti con LR 9.4 e C. One ver. 20 per Nikon. Uso quest’ultimo da due mesi circa. Non mi trovo bene in assoluto con uno dei due programmi, probabilmente perchè non ho ancora affinato l’esperienza con Capture One, mentre conosco meglio LR. In ogni caso se con quest’ultimo mi sono trovato meglio nello sviluppo dei paesaggi e in alcuni frangenti (raddrizzamento automatico, posizionamento firma, mascheratura della nitidezza, iterazione con silver efex pro 2, possibilità di unire foto), C.O. è più agevole con la gestione dei livelli (anche se per la mia abilità la definizione delle maschere resta imprecisa nonostante molti affermino il contrario), il controllo del tono, nella velocità delle elaborazioni. Ma magari riprenderò l’argomento su topic aperti da altri sulla questione, una volta approfonditi alcuni punti. Ho sofferto la mancanza di un polarizzatore nelle riprese relative alla Valle del Tirino: quelle acque così cristalline e pure meritavano di più. Le foto sono tante. Uno potrebbe anche stancarsi. Nel caso, prendetele a piccole dosi. Non ho ritenuto di dover aprire titoli diversi perchè secondo me ciò avrebbe frantumato in piccole parti una esperienza che va considerata nella sua diversa interezza. I Borghi Il primo, base per alcuni giorni, è Santo Stefano si Sessanio, disteso su di una collina. Il piccolo paese ha pochi abitanti e alcuni anni fa molte abitazioni sono state restaurate e fanno parte del cosiddetto "albergo diffuso”, una iniziativa tendente a riqualificare il tessuto urbano compromesso dall’abbandono e anche dal sisma del 2009. E’ anche famoso per le coltivazioni delle lenticchie che ho assaporato con vero piacere. Santo Stefano di Sessanio 1 2 Camminando... 3 4 5 6 7 8 Castel del Monte 9 10 Calascio 11 12 13 Navelli 14 15 Castrovalva Il paesino dove si è soffermato anche Maurits Cornelis Escher noto incisore e grafico olandese 16 17 Scanno 18 19 20 sulla strada per lago Racollo 21 22 23 con qualche incontro strada facendo 24 gente di pochissime parole e grande saggezza 25 26 c’è anche lui come in ogni viaggio.. Rocca Calascio, location di alcuni film, sicuramente molto suggestiva. Fortezza militare eretta fin dall’anno 1380 in un punto strategico dal quale si domina il panorama a 360°. Ha una storia molto interessante per chi volesse approfondire. 27 28 29 30 31 la chiesetta di Santa Maria della Pietà a pianta ottagonale (XVI - XVII ) 32 33 sulla via del ritorno le sorprese non mancano 34 35 aveva puntato qualcosa... 36 verso Campo Imperatore 37 38 39 il sentiero si inerpica e il tempo minaccia 40 ma lo spettacolo è impagabile 41 42 43 44 un gheppio appostato osserva il territorio 45 ... mi fissa e sembra non gradire l'intrusione 46 il sole gioca con le nuvole 47 48 49 50 51 la Valle del Tirino . Il piccolo fiume che la attraversa ha acque terse e di una purezza che dalle mia parti non ci sono più, anche grazie alle risorgive che lo alimentano lungo il percorso. Un po’ come il Sile 52 52 bis 53 54 55 56 57 lasciata la Valle si arriva a Civitella Alfedena, nel Parco nazionale d’Abruzzo, ultima tappa 58 dove “loro" sono di casa e tu l'estraneo 59 60 anche qualche lupo, quasi in cattività dato che sono inseriti in uno spazio delimitato. Vederli in natura liberi è tutt’altra cosa. Così mi intristiscono. 61 62 sua maestà 63 64 65 imperturbabile sotto un diluvio 66 verso i Monti della Meta 67 68 dopo una scarpinata... 69 si odono i loro bramiti in tutta la valle 70 71 72 73 lago Barrea la tempesta del mattino si è acquietata 74 si torna dopo gioni intensi e pieni 75 passando ancora una volta per Scanno 76 Una esperienza ricca di spunti da approfondirte anche grazie a Alberto Ghizzi Panizza che ho avuto il piacere di conoscere nell’ultima parte del viaggio. Una persona davvero squisita, dote rara di questi tempi.
  19. nikolas

    _D8X1543.jpg

    Me ne sono accorto si… l’effetto sull’uomo è evidente, ma l’ho pubblicata lo stesso perché la trovo particolare: lei che segue un po’ in difficoltà, lui procede "guidando la spedizione”. Ne bastava una comunque col “disturbo”... (se elimino questa foto, se ne vanno anche i commenti?)
  20. nikolas

    _D8X1543.jpg

    Eh già!… Grazie Silvio.
  21. nikolas

    Matrimoni per caso

    Passare di lì per caso ed essere coinvolti in un qualcosa di importante che non ci appartiene? A me è successo con i matrimoni di cui sono stato testimone casuale. Con una mia partecipazione momentanea al momento da loro vissuto.
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