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nikolas

Nikonlander
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  1. Le raggiungo tutte più o meno facilmente da Padova. Mi piacerebbe un sacco che riuscissimo a organizzare una uscita. So che non è facile per gli impegni di ciascuno e il tempo (più che la distanza) di percorrenza. Dalle torri del Vajolet al passo Giau, di posti ce ne sono a bizzeffe, come testimoniano le foto delle escursioni di Paolo Mudu o di Andrea Zampieron (ed altri). Ma anche con difficoltà non ci rinuncerei. Io conosco poco la parte occidentale dell’arco alpino, ma tempo fa ho ammirato il Rosa da Alagna. Senza contare la cupa Valgrisenche e la più aperta Valsavarenche.. Sarebbe proprio da fare!
  2. Resoconto chiaro, accurato e molto utile, un manuale personale… Peccato essere lontani [ma non venite (Tu, Valerio e Francesco) mai da queste parti (dolomiti)] ?
  3. bimatic mi ha preceduto nella risposta 👍
  4. nikolas

    Salisburgo

    Si, e magari con un po’ di tempo in più!
  5. C’è un codice di migrazione che consente di trasferire la garanzia dal primo proprietario al nuovo acquirente. Il codice è rilasciato da Nital al momento dell’attivazione della garanzia.
  6. Perdonami ma …. ho chiesto quale tubo utilizzare col 105 (che ho) pensando che fosse possibile fare questa cosa, visto quello che avevi scritto. Mi rispondi che è meglio comprarsi un 60 (che non ho) perchè oltre al tubo di prolunga servirebbe anche un distanziale da frapporre . Cioè in prarica non si può fare, giusto?
  7. Da quello che avvi scritto si capiva che era possible usare anche il 105, non solo ma anche tutti gli obiettivi che raggiungano da soli o con gli opportuni tubi il rapporto di produzione 1:1…. Il 40 Dx invece del 60 FF perché? Costa meno?... Grazie per il chiarimento, comunque.
  8. nikolas

    Salisburgo

    Eh si… magari con la neve o, comunque, con una luce appena migliore!
  9. Nel test di Max di qualche tempo fa relativo all’ES-2 (l’aggeggio per scannarizzare dia e negativi con la D 850) si faceva riferimento alla possibilità di usare i due più recenti Micro 60mm, il corrente AF-S ed il più datato AF-D, oltre che al 105/2,8: tutti gli obiettivi insomma , che raggiungano da soli o con gli opportuni tubi, il rapporto di riproduzione 1:1 necessario per riprodurre a tutto formato il fotogramma di pellicola opportunamente illuminato. Immagino che per il 105 siano necessari dei tubi di prolunga perché quelli forniti vanno bene per il 40 e 60mm: quale è più opportuno collegare? Consigli? Grazie!
  10. Era ora che pubblicassi qualcosa! 😉 Bravo, ben curate, pensate e realizzate.
  11. nikolas

    Salisburgo

    Un giorno d’autunno in questa affascinante cittadina di 180 k abitanti. Pur sotto una cappa di nuvole grige e conseguente luce pessima riesce comunque ad esprimere una atmosfera particolare: mi pare di entrare in un altro mondo. Una visita fugace alla città che meriterebbe, invece, qualche giorno di attenzione. Ma si fa il possibile con quello che si ha. # 1 veduta dal fiume Salzach, entrando nella città vecchia # 2 e dall’alto della rocca Mönchsberg # 3 # 4 per le vie della parte vecchia # 5 # 6 passando per la celebre Getreidegasse # 7 per arrivare al mercatino, unica nota di colore, dove si può trovare perfino il radicchio rosso tardivo di Treviso (re spadone per quelli della Marca); # 8 si arriva poi alla piazza dove sorge il Duom, su progetto di Santino Solari in stile barocco (la prima a nord delle Alpi). In precedenza sorgeva una cattedrale fin dal 767, distrutta da un incendio nel 1167; fu ricostruita per volere dell’arcivescovo Konrad III von Wittelsbach ma nel 1598 venne danneggiata dalle fiamme. L’allora arcivescovo Wolf approffitò dell’incendio per raderla al suolo e fu il cugino Markus Sittikus von Hohenems che le diede l’attuale aspetto; # 9 l’interno # 10 # 11 # 12 ampi spazi ma anche luoghi meditativi # 13 # 14 l’immancabile omaggio a Mozart # 15 in piazza # 16 giornata uggiosa anche per gli animali... # 17 il piccolo cimitero adiacente il Duomo # 18 spostandosi verso la fortezza di Hohensalzburg costruita nel lontano 1077 dall’arciverscovo Gebhard con funzioni difensive militari, modificata tra l’alto dall’arcivescovo Leonhard von Keutschach, oggi è adibito a museo ; # 18 Interni # 19 # 20 dove in una sala è rappresentato un assalto in battaglia con le armi dell’epoca. # 21 la visita volge al termine e un timido raggio di luce regala un verde fino a quel momento nascosto. Certmente la luce è stata la grande assente, ma a volte bisogna fare con quello che c’è...
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