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Zulu

Nikonlander
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  1. Infatti, a quello pensavo. Le indicazioni specifiche di questo obbiettivo non le avevo lette, ma non c'è nulla di nuovo; le stesse raccomandazioni le trovo anche per gli altri obiettivi ad esempio il 105 MC; evidenziavo solo che questo, come prevedibile, è più sensibile di altri.
  2. Quattro giorni in Valcanale, appena dopo la nevicata di mercoledì scorso. Prima uscita fuori porta per il 28 2.8 Z, inaspettato regalo di Natale: 1. . 2. 3. 4. 5. Come prima impressione devo dire che la resa non mi dispiace per nulla; per quanto non sia una focale molto gettonata, la trovo abbastanza versatile per escursioni di questo tipo, qualora non si voglia portarsi dietro uno zoom. Non è però ottica da climi estremi: ho sempre portato la macchina attaccata allo spallaccio dello zaino, anche d'inverno, senza grossi problemi. Con questo 28 nella giornata più fredda (-12) non riconosceva l'obiettivo (F--) e dovevo dargli una spintarella (come se lo ruotassi verso sx); il 24-200 che ho alternato non ha dato invece nessun problema. Demerito della baionetta in plastica? Chiudo con un paio di scatti con il 24-200 6. 7. 8. Alla prossima! (nuovamente col 28):
  3. Se devo fotografare per davvero, sicuramente andrei di treppiede, quell'attrezzo che, come in questi giorni, mi porto nello zaino per allenamento, ma che da lì non può uscire quando vado a camminare con la moglie... ; ieri era una giornata bigia e un'escursione breve, quindi i 10 minuti per lo stacking li ho conquistati; sul campo non me ne ero neanche accorto, poi oggi ho visto nelle foto che la gemma era in posizioni diverse nelle foto di una singola sequenza, quindi un po' di vento a muovere il rametto c'era. Quanto ai pupazzetti, sono più per le prove pratiche che per i test, ma capisco che a volte serve anche un approccio più scientifico; vedo se trovo modo e tempo.
  4. Prove di focus stacking; tenete presente che c'era un po' di vento a rovinare il tutto. Scatto singolo a F/16: 14 scatti, sempre a F/16: 21 scatti a F/10: 50 scatti a F/5.6: Il set:
  5. Come promesso ho cercato di fare qualche prova con il 28 Z; non ho avuto la possibilità di dedicarci il tempo giusto, ma sono riuscito comunque a fare un po' di scatti al volo; tutti con Z7II, il 28, il tubo Meike da 11 e tutte a mano libera. Tutte ad F16, tranne la prima ad F8. Dopo un'altra forte nevicata non c'era varietà di soggetti, ho cercato principalmente di far capire il rapporto soggetto/sfondo con l'uso del 28+tubo. Anticipo subito le conclusioni: confermo che per me la focale di 28 è troppo lunga, almeno per come intendo io queste macro ambientate; si può fare comunque qualcosa, ma a mio modo di vedere restano inquadrature troppo chiuse. La pdc è veramente poca, tranne casi particolari serve il focus stacking, quindi a mano libera ho fatto un po' di danni. Ieri sono riuscito a fare una prova di f.s., metto le foto in un secondo post.. Le dimensioni del 28 sono sicuramente un vantaggio; non ho misurato la distanza lente-soggetto, ma direi sui 4 cm. al massimo. Di seguito le immagini: La foglia era piccolina, direi sui 5-6 cm., ma non riesce a stare tutta. Gli stessi cristalli ripresi il più vicino possibile (crop al 100%): Circa mezzo centimetro la larghezza di questa stalattite. Per ora è tutto
  6. Per me: 1) #8: fotografare la natura in maniera originale e quasi astratta; apprezzo la tecnica necessaria per farla, ma ancor di più l'ispirazione, la geometria, la tonalità e l'ordine di questa foto. 2) #12: luce e sfondo protagonisti assieme al soggetto in un immagine delicata e di impatto. 3) #13: per la gestione della luce e per l'inquadratura con la tenda che divide in due l'immagine e le tre teste del gatto a formare una diagonale.
  7. Le mie preferenze: 1) #31 è già stato detto tutto, foto che esalta il soggetto, l'ambiente, il momento, la luce... 2) #5 seconda solo perchè al primo posto c'è un capolavoro; anche qui mi piace tutto e le due figure umane sono il valore aggiunto. 3) #4 anche qui, oltre allo sguardo che buca lo schermo, conta la storia che la foto racconta o fa immaginare. Tutto è gestito al meglio. 4) #14 stavolta non posso non mettere anche una quarta: ho quasi dovuto tirare la monetina per scegliere le prime 3...
  8. Altro esempio con una chiocciola; lo sfondo fucsia è una peonia selvatica (stavo fotografando quella): Anche su piccoli coleotteri il dettaglio è buono: Chiudo con una foto senza lente addizionale; con soggetti un po’ più grandi come questo podalirio i 200mm. risultano sufficienti Con treppiede, focus stacking e pazienza si può sicuramente ottenere di meglio da questo tuttofare, che però è in grado di dare soddisfazioni anche in situazioni meno controllate come queste.
  9. Facendo seguito al post della scorsa settimana, completo le mie impressioni sul 24-200 per approfondirne l’utilizzo nella fotografia ravvicinata. Come ho scritto alla fine di quel post, tra le tante buone qualità di questa lente, quella che mi ha colpito di più è stata relativamente a questo tipo di fotografia dove, da solo o con una lente aggiuntiva, è riuscito a darmi risultati inaspettati la scorsa primavera, quando non avevo ancora né il 70-200 né il 105 MC, lenti di un’altra categoria e sicuramente più adatte allo scopo. Come sempre preferisco far parlare le foto, in fondo lo scopo è far vedere cosa si riesce ad ottenere anche con un’ottica generalista e tutto sommato di base; tutte le foto sono scattate con una Z6 e scattate a mano libera senza cavalletto; la lente addizionale usata, quando c’è lo specifico, è una NISI da 3-4 diottrie. Ho letto qui che per questi lenti sarebbe più consigliabile limitarsi a 2 diottrie, ma devo dire che con questa mi sono trovato comunque bene; mi pare di elevata qualità, è bella pesante, con diametro da 77 e relativi adattatori forniti di serie; è anche vero che non avendone mai usato altre, non ho termini di paragone. Come negli altri usi, pur continuando a lodare questo zoom, anche qui ci sono ovviamente dei limiti, prima di tutto la sua apertura massima e quindi la qualità dello sfocato. Per ottenere dei risultati buoni bisogna cercare una situazione favorevole con uno sfondo abbastanza distante dal soggetto, altrimenti uno sfocato nervoso e uno sfondo troppo presente sono sempre in agguato. Nelle due foto seguenti, senza lente addizionale e con uno sfondo presente e vicino ho dovuto giocoforza lavorare a massima apertura. Lo sfondo rimane presente, ma è accettabile, almeno per me. L’iris graminea con questa prospettiva non è tutto a fuoco, ma l’effetto è interessante e la parte a fuoco è molto nitida. Inquadrando dall’alto la parte a fuoco aumenta, ma lo sfondo peggiora un po’: Quando invece riusciamo ad avere uno sfondo distante, l’effetto è piacevole, come nel caso di questi bucaneve In altri casi, come con orchidee e fiori grandi, risulta difficile comprendere per intero la pianta con la lente addizionale, mentre senza lente lo sfondo diventa quasi sempre troppo presente. Con la lente e limitandosi ad una parte del fiore, la qualità è buona, sia nel soggetto che nello sfondo, come queste orchidee e con la pulsatilla. Si può andare più nei particolari, evidenziando solo un dettaglio, come con questo iris: Oppure, riprendendo solo una parte della pianta, tanto vale che ci sia qualcosa sopra; come il trichio fasciato e la zygaena
  10. Ciao, argomento che interessa anche me e al quale non sono mai riuscito a dedicarmi per bene. Credo che lo strumento migliore dipenda molto dal tipo di foto che si vuole ottenere come angolo di campo e presenza dello sfondo, e dal soggetto per quanto riguarda la distanza di lavoro. A me di questo genere piacciono molto le foto molto ambientate, quindi con focali dal 15 in giù e abbastanza diaframmate. In ogni caso da domani ho quattro giorni a disposizione, vedo di fare qualche prova con il 28 Z e poi settimana prossima condivido.
  11. Per me un 16(17)-35 2.8 è la lente che prenderei subito, assieme ad un micro 180/200. Per i supertele, anche se ci si può arrangiare con gli F dove il corrispondente manca su Z, mi piacerebbe arrivare appunto in breve (2023) a sostituire i miei F, quindi un PF 500mm o 600mm e un 500/4 non PF. Poi in linea generale mancano sicuramente un 300/2.8 e un 70-200/4, ma non sono lenti che prenderei, almeno nel breve-medio periodo.
  12. Le mie scelte: 1) #6 Impressionante, nel senso buono del termine, stunning. Magistrale gestione di volumi, luci e ombre. Curato anche l’outfit e aggiungiamoci la difficoltà di essere soggetto e fotografo. 2) #11 per la luce e i colori, ma soprattutto perché per me questa foto da sola racconta una storia, più e meglio della sequenza nel contest del mese. 3) #9 per la delicatezza dei toni, il momento colto e lo sfocato. La trovo poetica nonostante l’azione ritratta non lo sia. Menzione per la senza numero di Effe e per la delicatezza della #1.
  13. Per me: 1) #1 perché sono foto che raccontano e l’idea e la gestione della luce è meravigliosa. 2) #16 un racconto completo di un animale e del suo ambiente, ripreso con maestria. 3) #17 per l’originalità, l’impegno e soprattutto per la resa vintage e un po’ onirica. Nelle prime tre avrei messo le immagini #12, ma sono 6 e il regolamento dice da 1 a 5. Mi sono piaciute molto anche #8 e #15.
  14. Anche per me migliore dell’altra, più interessante e di impatto, però di certo non ci vedo speranza. Per me è una foto con un lato oscuro, ma è questa la sua forza.
  15. Grazie Silvio; bellissimo articolo il tuo; c’è troppa roba buona su questo sito… Se non ti dispiace, settimana prossima posto anch’io le mie esperienze al riguardo, non vorrei essere invasivo. Colgo l’occasione per augurare a te e a tutti un Buon Anno.
  16. Avevo visto ed è l'unica cosa che ho letto di te che non mi trova d'accordo, mentre ad esempio sposo totalmente le tue considerazioni sul 14-30. Concordo che la tua accoppiata abbia dei vantaggi, soprattutto da 200 a 300 e a F4 fino a 70 e capisco che le esigenze di ognuno siano diverse; tu mi pare esci principalmente per fotografare, io lo uso quando esco principalmente per camminare; se lo scopo dell'uscita è fotografico preferisco anch'io altre lenti. Ma le mie esperienze precedenti con lenti simili erano di un 18-200 dx e prima ancora di un 18-200 Tamron su pellicola e qui siamo su un altro pianeta un'altra galassia. Concordo; non l'ho scritto, ma un altro motivo di acquisto è stato quello di poterlo usare anche sulla Z50, non stabilizzata, dove assieme al 10-20 AFP+FTZ fa un bel corredino completo. Grazie, ho visto che è buono, ma negli anni ho capito che per la mia fotografia di viaggio il 2.8 è preferibile.
  17. Immagini splendide, di una delicatezza unica. Scrivi anche bene ed è un piacere leggerti. Se proprio devo scegliere le mie preferite sono le prime nove
  18. E’ una lente che ovviamente ha anche dei difetti e dei limiti e non potrebbe essere altrimenti; per foto ad animali è sicuramente corto, ma trovando qualche soggetto confidente qualcosa si può fare: arrivando anche ai dettagli: Soffre il flare e si fa fatica a gestire il controluce, ma con un po’ di pazienza e la situazione giusta si ottengono comunque buoni risultati Per me è la lente da portarsi dietro in tutte le occasioni escursionistiche, da sola o affiancata, in base a luoghi e circostanze, ad un macro o ad un super-wide o ancora ad un tele. Ma sarà anche la lente di backup per i viaggi, quando si potrà. Chiudo dicendo che dove mi ha stupito di più, però, è nella fotografia a distanza ravvicinata, con e senza lenti aggiuntive, ma questa è un’altra storia; la prossima.
  19. Riesce anche ad essere delicato nelle tonalità: e continuo a stupirmi della qualità del dettaglio e della gestione di luci e ombre
  20. Ho sempre considerato fondamentale la presenza nel mio corredo di uno zoom 24-70 che alla fine risulta anche la lente più usata. Nel mondo Z ho invece iniziato con dei fissi, ma una volta capito che la strada era quella del passaggio al nuovo sistema la scelta dello zoom standard dovevo farla e a dicembre 2020 ho preso il 24-200 in base ad una serie di ragionamenti e grazie anche a prove, recensioni e articoli di questo sito che già leggevo. Intendiamoci, il 24-70 2.8 prima o poi lo prenderò, per me è fondamentale nei viaggi, peccato che da un paio d’anni a questa parte… Verrà il suo momento quando mi servirà, ma oggi voglio dedicare questo post al 24-200 a un anno di distanza dal suo acquisto, perché anche se me lo aspettavo buono ha di gran lunga superato le mie aspettative. In questi tempi di pandemia, il mio modo di fotografare è cambiato molto; quasi esclusivamente ho occasione di farlo camminando per boschi e montagne, in estate ed in inverno. Soprattutto in inverno, tra dislivello, ciaspole e zaino più pesante sentivo la necessità di uno zoom tuttofare e la scelta è caduta su questo. Non posso che confermarne la versatilità, ma, mi ripeto, a stupirmi è stata proprio la qualità, ovviamente relativa al suo segmento; chiaro che se lo paragono al 70-200 Z, che riesce a commuovermi sempre quado lo uso, nelle focali comuni il confronto non c’è, così come non c’è rispetto ai fissi Z che ho provato (50 e 85 nelle focali); lo immagino leggermente perdente anche rispetto al 24-70/4 che non ho provato e molto probabilmente lo sarà con gli imminenti 24-120 e 28-75. Ma resta un obiettivo che fa corredo da solo, con una qualità che nella sua categoria non potevamo nemmeno immaginarci nel mondo F. Ma facciamo parlare le immagini. il suo pregio principale è l’escursione focale che permette in un attimo di passare da una visione d’insieme a 24 mm., ad un dettaglio sfruttando la compressione dei piani alla massima focale: Lo trovo ottimo anche come nitidezza e colori:
  21. Sono molto indeciso: alcune cose come l'idea, il taglio, l'effetto della nebbia dove si perde la strada, anche la grana, mi piacciono, ma alla fine qualcosa non torna, forse proprio il B/N come ti hanno detto prima di me.
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