Jump to content

Zulu

Nikonlander
  • Posts

    214
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    5

Everything posted by Zulu

  1. Ciao, se il tuo parametro principale è quello di ingombri e peso ridotti, credo che il 14-30 sia un'opzione preferibile al 14-24 per quanto meraviglioso; tanto più se tieni anche il 20 1.8 per altri usi e se sai che non te li porterai dietro entrambi; la differenza di qualità ovviamente c'è, ma con le lenti Z caschi comunque in piedi. E per viaggi ed escursioni con il 14-30 + 70-200 (anche quello F che già possiedi) puoi anche lasciare a casa il 24-70, cosa più difficile con il 14-24. Il tutto sia ben chiaro, in base a quello che dici. Io di mio ho fatto da poco proprio quello che suggerisce Massimo, dando via 14-30 e 20 1.8 per il 14-24, ma per me pesi e ingombri non sono prioritari.
  2. Lavoro solo da ammirare. Bravissimo e grazie per la condivisione.
  3. 1) #11 E' perfetta. L'occhio del pellicano vale tantissimo, ma anche tutto il resto non è da meno a partire dal taglio. 2) #2 Mi piace l'idea e ancor di più la realizzazione. Un quadro astratto. Buone anche le cromie. 3) #1 Per composizione e tonalità; foto molto equilibrata che gioca anche su aspetti grafici.
  4. Sauris è un comune della Carnia con meno di 400 abitanti. Situato in una vallata isolata tra i 1.000 e i 1.400 metri di altitudine; ancora oggi la strada per raggiungerlo è impervia, ma soprattutto nei tempi antichi raggiungere la valle era un'impresa. Ciò ha sicuramente determinato il mantenimento di vecchie tradizioni e della loro lingua particolare. Sauris infatti è anche un'isola linguistica riconosciuta, dove si parla una lingua antica e affascinante. Si tratta di un dialetto tedesco, appartenente al gruppo linguistico del bavarese meridionale che presenta affinità con i dialetti carinziani e tirolesi. Da un lato la lingua saurana (de zahrar sproche) ha risentito nel tempo del contatto con le popolazioni confinanti, parlanti lingue romanze, dall’altro essa conserva molti tratti arcaici, derivati dal tedesco parlato nel XIII secolo (mittelhochdeutsch), quando la comunità fu fondata. Sauris è circondata da montagne aspre e scoscese, meravigliosi boschi, pascoli e malghe ed è anche famosa per il suo lago artificiale. Lo scorso fine settimana ho trascorso tre giornate in giro per i suoi ripidi sentieri. Ecco il resoconto fotografico: La frazione di Lateis, con sullo sfondo il monte Veltri da un sentiero sul monte Olbe Dallo stesso sentiero foschie verso la vallata di Ampezzo e uno scorcio sul lago artificiale ghiacciato: Il lago si è formato con la costruzione tra il 1941 e il 1948 di una diga; è chiamato anche lago della Maina dal nome del paese (La Maina) che è stato sommerso e i cui resti si trovano ancora in fondo al lago. Un'altra caratteristica del luogo riguarda l'architettura delle abitazioni caratterizzata dall'utilizzo delle materie prime locali, legno e pietra e da tecniche di costruzione collaudate nel corso dei secoli. Hanno generalmente il piano terreno in pietra e i piani sopraelevati in legno, costruiti con la tecnica del Blockbau, cioè con tronchi incastrati negli angoli. L’architettura saurana rappresenta il collegamento più evidente con la vicina Carinzia, ma ricorda anche le case Walser delle alpi occidentali + Ancora una veduta verso sud dal monte Olbe con sullo sfondo il monte Lovinzola Pascoli e alpeggi sono una delle caratteristiche del luogo e si trovano casere, malghe e stavoli Anche l'intaglio del legno è tra le attività artigianali del luogo Verso Col Gentile Il monte principale e più interessante della zona è il monte Bivera, 2474 mt, qui ripreso dal rifugio Eimblatrimb: Di notte, il cielo stellato sopra il lago è affascinante mentre alla mattina il primo raggio di sole che entra nella valle tinge di giallo le cime degli abeti e poco dopo la luna tramonta dietro il Bivera Poco dopo un altro sentiero da Sauris di Sopra ci porterà verso Sauris di Sotto L'ultima sorpresa della giornata sarà un piacevole ed inaspettato incontro
  5. Per me: 1) #15 per quanto hanno già scritto in tanti e ancora di più; la trovo assolutamente perfetta ed in più a differenza di altri io ci vedo anche il tormento: per come la mano destra è tenuta sopra la testa, per la tensione dell'altra mano, per il volto nascosto e per l'illuminazione. 2) #12 la foto l'avevo già vista e la ricordavo; quando nel primo contest della foto dell'anno ho visto quella di Andrea (buona anche quella), mi ero subito chiesto perché non avesse messo questa; nell'altro contest l'avrei votata al primo posto. Inquadratura, linee guida, texture, luce, racconto, gestione del B/N, persino l'inclinazione convergente degli abeti in primo piano e sullo sfondo; per me tutto al massimo. 3) #14 ci deve essere sicuramente studio, tecnica, capacità di gestione della luce; ma soprattutto c'è originalità che però comunica anche qualcosa, al di là dell'effetto wow. Menzione alla #8 per l'infinita delicatezza dei toni e della composizione (l'avevo già commentata nel blog).
  6. Le mie preferenze: 1) #12 per la gestione del controluce e la cromia di soggetto e sfondo; come rendere molto interessante un soggetto normale. 2) #2 per come è stato incorniciato il soggetto, per l'ottimo sfuocato e per l'armonioso contrasto tra tra luce calda e le zone d'ombra dalle tonalità fredde. 3) #13 mi piace l'effetto del B/N e come è stato gestito; nel complesso insolita e per questo interessante.
  7. Uno e uno; il II l'ho preso l'anno scorso, quando è defunto l'SB800; ieri è arrivato il III.
  8. Mi ero chiesto nei giorni scorsi se supportasse anche i TC esteri e immaginavo di sì. Se serve luce, da solo, si ha a disposizione 400/2.8 o 560/4, altrimenti con il TC 1.4 montato si può scegliere tra 560/4 o 784/5.6 attivando il TC interno e senza stare a montare7smontare il TC esterno. Praticamente uno e trino; anche se storicamente è una lente più per lo sport, questa versatilità lo renderà secondo me molto più popolare, per chi se lo potrà permettere, anche nei foto naturalisti rispetto al precedente F, soprattutto a chi lavora spesso in poca luce disponibile. Aspettiamo ovviamente il campo, ma è fantastico poi che ci sia tutta questa nuova tecnologia dentro, che immagino, in un futuro più o meno prossimo, disponibile anche in tele/super-tele più abbordabili.
  9. tutto Godox: avevo già il trigger Xpro e un V860 (oltre a qualche pannellino e luce led), si sono aggiunti un secondo V860 e un V350.
  10. Ieri ci ho messo più di un'ora a ricercare cosa potessero essere... ora so a chi chiedere per la prossima volta .
  11. Ieri ho salutato i due flash SB700 e il commander SU-800; oggi è il primo giorno in tanti anni con Nikon che non ho nemmeno un flash della casa. Ho completato così il passaggio a Godox: per via di Nikon che ha trascurato il settore, di Godox che ha il miglior rapporto qualità-prezzo che ho trovato, ma soprattutto a causa di Nikonland per il tanto che ha scritto su Godox. Scherzi a parte, il post è solo per ringraziarvi nell'aiuto che date con articoli e recensioni. Più ancora di Nikon è Godox che dovrebbe farvi un monumento Ambassador!
  12. Grazie anche a te dell'aiuto per l'identificazione. Penso proprio di ritornarci e provvederò per altre foto, ma temo dovrai aspettare: penso di andarci in autunno con i colori che dovrebbero rendere il tutto più suggestivo. Nell'attesa ho però già in mente un paio di altri giri del genere.
  13. Arrivata adesso un'email di Capture One, che annuncia varie novità: prima versione per iPad in primavera e Capture One Live, definito un nuovo modo di collaborare, a febbraio). Oltre a questo, non forniranno più nuove versioni delle licenze per singolo produttore (Capture One for Nikon, Sxxx, Fxxxxxx), ma rimarrà solo la versione Pro che permette di lavorare i raw di tutte i marchi supportati. Sia per chi ha acquistato la licenza perpetua che per chi, come me, ha la sottoscrizione annuale, l'upgrade alla versione Pro sarà rilasciato con un aggiornamento in maniera gratuita e senza aumenti di canone annuale.
  14. Sul primo spunto concordo con te sulle sensazioni di staticità e dinamicità di tele e grandangoli in questo ambito, ma è per questo che abbiamo più ottiche ed ognuna è più funzionale a descrivere qualcosa e, anche relativamente al secondo spunto, la storia si può raccontare con i soli particolari e anche intervallando le une con le altre. Abbiamo mille modi per provare ad esprimerci ed è bello sperimentarli.
  15. Nei pressi del museo ci sono pezzi di artiglieria ben conservati Non erano presenti informazioni sui pezzi di artiglieria esposti; questo comunque dovrebbe essere un obice italiano 149/13, gli altri due non sono riuscito ad identificarli. Sulla cima 3, una croce adornata ricorda i caduti, assieme ad un cippo con una targa Lasciato il museo si continua per un percorso ad anello tra i sentieri di questo angolo di Carso e, su un’altra cima raggiunta poco prima del ritorno al punto di partenza, si trova il bunker San Michele, di tutt’altro periodo: si tratta di un enorme bunker sotterraneo,visitabile solo in data prestabilite o su richiesta per gruppi, costruito ai tempi della guerra fredda dove operava il 53° Reggimento Fanteria d'Arresto "Umbria" e che è stato attivo dal 1970 al 1991 .
  16. Il monte San Michele è un'altura del Carso Isontino, tra i paesi di San Michele del Carso e San Martino del Carso, famoso per le battaglie che si combatterono durante la prima guerra mondiale. E' presente un museo e vari manufatti e percorsi; dal paese di Sagrado si può raggiungere il museo in auto e dà lì iniziare la visita; la mia escursione parte invece da San Michele del Carso da dove si percorre un piacevole sentiero di qualche chilometro prima di arrivare alla zona museale che si raggiunge in un punto dell'affascinante Percorso dei Cippi, un sentiero circolare che tocca vari resti di trincee e manufatti passando le quattro cime dell'altura (da cima 1 a cima 4) e che è caratterizzato dalla presenza di una cinquantina di cippi commemorativi dedicati ai vari reparti, compresi quelli austro-ungarici. La brigata Sassari ebbe un ruolo fondamentale nella conquista della Trincea delle Frasche durante la quarta Battaglia dell'Isonzo. Le truppe austro-ungariche rimasero impressionate e, complice il colore rosso delle mostrine che portavano al colletto, soprannominarono gli uomini della Sassari "Die Reute Teufel" (i Diavoli rossi). Nonostante la modesta quota (m. 275) il San Michele gode di una visuale vastissima, dominando la bassa valle dell'Isonzo da una parte e una gran parte di costa dall'altra; per questo fu la principale linea di difesa austriaca verso la città di Gorizia; nello specifico a difendere l'altura erano truppe ungheresi. Il San Michele fu conquistato e poi perso più volte dalle due fazioni con un altissimo tributo di vite: 46.000 italiani e 10.000 austroungarici nella sola seconda battaglia dell’Isonzo. “…sbucano dalle rocce, muoiono e rinascono nuovamente, per essere nuovamente uccisi…” (R. Kipling, corrispondente di guerra su questo fronte nel 1917). Lungo il percorso dei Cippi si incontrano resti di trincee austriache Un ricovero dei soldati ungheresi trincee italiane e i resti del Shonburgtunnel, oggi purtroppo franato; una delle principali costruzioni di difesa dell'esercito austro-ungarico che attraversava il monte da parte a parte ed era usata come ricovero truppe, postazioni di mitragliere e per il passaggio delle riserve verso la prima linea. Oggi rimane solo la struttura dell'entrata con le pietre originali. A Cima 3, nei pressi del museo, si trova la galleria Cannoniera della Terza Armata, articolata su due rami principali che ospitava 8 cannoni da 149 mm (149/35 mod. 1905, nella foto sotto) che riuscivano a colpire sia la prima linea che le retrovie. La struttura fu scavata dal Genio Militare italiano dopo la Sesta Battaglia dell’Isonzo e rappresentò un elemento cardine del “Sistema Difesa Isonzo”. Nel corso del 1917 ospitò il Comando Tattico della Terza Armata italiana. Ecco la planimetria: Galleria lato nord oggi e foto dell’epoca presente su uno dei cartelli illustrativi Oggi la Cannoniera è stata riaperta al pubblico in seguito ad un prezioso lavoro di recupero e al suo interno sono ancora visibili i basamenti in cemento su cui erano appoggiate le armi, i corridoi e le sale utilizzate dalle truppe come deposito per i materiali, infermerie e dormitori. Non sapevo della possibilità di visitarla e purtroppo, nonostante il super green pass, era obbligatorio anche l’uso di mascherine FFP2 che avevamo lasciato in auto ritenendo sufficienti le chirurgiche per un escursione all’aperto; un motivo per ritornarci.
  17. Come si può capire dal mio intervento precedente, sono anch'io come Massimo favorevole a lasciarli settimanali, mentre non farei contest per categoria pur concordando che la valutazione delle foto per categorie/temi sarebbe più corretta e meno difficoltosa.
  18. Anche secondo me hai di che essere soddisfatto del 2021. Bel post e belle foto; quelle naturalistiche hanno sicuramente qualcosa in più, probabilmente perché traspare la tua passione; per quanto riguarda i paesaggi, se i risultati sono questi che vedo, altro che fuori dalla comfort zone, sono ottimi! Ma confermo che è molto più appagante fare quello che piace, diverte e rilassa.
  19. # 17 - Cinque Punte Avendo già partecipato al primo contest, propongo la mia seconda scelta; l'altra volta ne avevo selezionate quattro e il dubbio finale era tra la Via Lattea che ho postato e questa; avevo scelto poi la Via Lattea per due motivi: 1) questa l'avevo già fatta vedere in un post sul 24-200 e 2) perché la foto della Via Lattea è stata la mia prima volta nel genere ed è scattata nell'unica occasione del 2021 nella quale sono uscito 'per fotograre', pianificando e studiando. Nikon Z6 con 24-200 @44mm. - f/11 - 1/20 - treppiede; scattata il 6/1/2021
×
×
  • Create New...