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Zulu

Nikonlander
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Everything posted by Zulu

  1. ero in Slovenia, ma sono 60 Km da casa... Sì grazie, lo so; ma il quasi uno stop sarebbe stato sufficiente; dico sarebbe perchè poi con quel setup non ho visto orsi...
  2. Ho ritirato l'obiettivo il primo luglio nove mesi dopo averlo ordinato. Per festeggiare il "parto" mi ero organizzato un evento come si deve e qualche giorno prima un'uscita di test per prenderci confidenza. Purtroppo ci si è messo di mezzo il covid e ho dovuto ripianificare e rimandare il tutto al pomeriggio del 2 agosto. Di seguito le foto e alla fine alcune considerazioni. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Era la prima volta che facevo foto agli orsi con una Z. In passato avevo sempre usato il 200-400; posso quindi fare un paragone, anche se non diretto tra il nuovo setup (Z9+100-400) e il precedente (D4s/D5+200-400). Vado subito alle conclusioni dicendo che per me comunque il nuovo vince a mani basse. A cominciare da dimensioni e maneggevolezza, anche se meno importante in casi di capanno come questo, ma soprattutto per la qualità di immagine. Meglio anche l'AF, ma qui è difficile dire quanto merito dell'obiettivo e quanto del corpo macchina, anche se i precedenti non scherzavano certo. Parlando di AF ne ho aproffittato per fare test e provare un po' tutte le modalità, ma alla fine le due con le quali mi sono trovato meglio sono state la solita area dinamica a 9 punti e l'AF ad area estesa (L) con riconoscimento animali. Il riconoscimento beccava gli occhi quando erano a testa bella alta e sguardo in camera; se abbassavano un po' la testa finiva spesso sulle orecchie. Gli orsi sembrano lenti e fermi, ma in realtà si muovono parecchio e non si possono usare tempi lunghi; il che, con l'ombra del bosco e il divenire del crespuscolo, porta ad usare iso sempre più alti nel corso della sessione; qui un po' si sente lo stop di differenza tra il vecchio F4 e questo 5.6: nell'ultima mezz'ora sono passato al 70-200 in crop DX, ma solo perchè non volevo salire con gli iso oltre ai 6400. Sono stato in capanno dalle 14.00 alle 20.00; il primo orso (ne sono venuti 4) si è palesato attorno alle 16.30. Due si sono fermati abbastanza a lungo, due per poco tempo, in totale in circa un'ora e mezza di scatti effettivi, circa 2.000 scatti con raffica a 10 fps. Altro vantaggio del 100-400 è che alla fine mi sono ritrovato con molte foto fatte anche sotto i 200 mm. (qualche esempio anche sopra), cosa che prima era possibile solo cambiando obiettivo. Insomma sono entusiasta del nuovo arrivato che, con la versatilità dello zoom, mi sostituisce bene sia il 200-400 da postazioni fisse che l'80-400 che comunque avevo per escursioni più faticose in montagna. Le immagini sono tutte a TA e iso tra i 2000 e i 6400, tranne la prima che è a 6.3 - 640 iso; formato FX, no crop tranne qualche minima rifilatura. Per il rumore ho usato per la prima volta Denoise-AI seguendo il "metodo Vignoli", che ringrazio:
  3. La Z9 fa quello che deve fare e si comporta come mi aspettavo; alcune cose hanno una curva di apprendimento lunga, ma anche questo lo sapevo, quindi confermo al 100% la scelta. Prima del tempo delle Z, usavo D4s (poi D5) per fotografia di animali e poco altro, mentre per tutto il resto usavo la D8xx che quindi era la più usata. Non sarebbe stato concepibile per me usare la D4/5 per tutto. Con la Z9 le cose cambiano, è uno strumento che consente di fare bene tutto. Certo, peso e dimensioni possono in determinati casi far passare un po' di voglia di portarsela appresso, ma solo se parliamo di fare foto tanto per fare. Per foto di azione (raffica e af), per macro (monitor basculante) e anche per paesaggio per la risoluzione è per me la scelta ideale. Per momenti disimpegnati, foto ricordo, escursioni in luoghi dove vado spesso può essere come detto meno comoda di un altro corpo, visto che ho anche Z6 e Z50. Quindi per qualche escursione tranquilla scelgo la Z6 con magari il 24-200. Ma non sempre è così: lo scorso giugno in vacanza, sapendo di poter fotografare non al meglio in orari da vacanzieri e non da fotografi, avevo optato per la Z6 per foto per lo più di paesaggio e qualche macro; poi pensando ai vari cambi di obiettivo e all'ambiente ventoso ho preferito comunque la Z9 con il meccanismo che protegge il bocchettone. Insomma, per certe cose è (e sarà anche dopo Z8 / Z500) indispensabile, per altre se ce l'hai è comunque da usare, solo se si vuole andare disimpegnati una soluzione più "leggera" è preferibile. Per quanto mi riguarda, avrò sempre un secondo corpo FX da affiancargli, sicuramente più piccolo. L'attuale Z6, una futura Z6III o Z8, mentre non mi interessa, al di la del costo, una seconda Z9 in affiancamento.
  4. Ciao, per me sono foto diverse che comunicano cose diverse. Nella seconda c'è tutta l'atmosfera della nebbia nel bosco, molto meno presente nella prima che di suo è più grafica e un po' più misteriosa. Quale piaccia di più dipende da chi la guarda, dalle sue preferenze e anche da che stato d'animo ha. Per me la seconda in quanto più fiabesca e con... i colori dell'autunno.
  5. Aggiorniamo: Z9 Z6 Z50 Z 28 2.8 Z 50 MC Z 105 MC Z 14-24 2.8 Z 24-70 2.8 Z 70-200 2.8 Z 100-400 Z 24-200 Z TC 1.4x Z TC 2x FTZ I FTZ II Z 16-50 DX F 500 PF F 10-20 AF-P F TC 1.4x Uscito 500 f/4, entrato 100-400 e quasi completata la migrazione a Z.
  6. Ritirato anche il 100-400 ordinato ai primi di novembre e arrivato l'11 giugno. In negozio ho visto disponibilità a scaffale di quasi tutto (Z50, Z5, Z6II, Z7II, triade zoom 2.8, vari altri obiettivi e TC e anche un 105 MC), tranne ovviamente questo, il 24-120 e la Z9 per la quale però hanno completato l'evasione dei backorder.
  7. Aggiornamento: il 100-400 ordinato 8 mesi fa è arrivato il 21/6, ma io ero partito 10 giorni prima. Lo ritirerò al rientro mercoledì prossimo.
  8. Sei un mito. Grandissime foto in particolare terzultima, penultima e quartultima.
  9. Grazie a tutti. Anche secondo me la 4 è quella meglio riuscita
  10. Accettabile sicuramente, ma direi pure buona senza grossi patemi. Eccellente invece no, concordo con Massimo Vignoli sul dettaglio fine.
  11. Io ho provato a prendere questo: https://www.amazon.it/gp/product/B09WML9X62/ref=ppx_yo_dt_b_asin_title_o02_s01?ie=UTF8&psc=1 non ancora 250 gr., ma ci andiamo vicino (296 gr.) piccolo e compatto; 20000mAh con PD e un max di 22,5W. Non ho avuto ancora modo di verificare quanto i 20000 siano reali, ma il peso è giusto al grammo e si ricarica velocemente.
  12. Per l’AF, il BG integrato e perché è l’unica (o la prima) Nikon tra le Z. N.B. Oggi avevo già provato a votare un paio di volte, ma non registrava il voto. Ha preso i miei voti solo quando ho votato anche un’opzione nella seconda parte,.
  13. Ho votato no. Per me la fotografia è solo FF; ok ho la z50, ma è per le gite da tenere in tasca e per la moglie in vacanza. Non credo che vedremo 5 linee di full frame Nikon; per me la z8 sarà la z7 III o magari sarà z8 e non ci sarà la z7 lll o ancora ci saranno entrambe e la z6 diverrà l'entry al posto della Z5.
  14. Zulu

    Il fiume Sava

    wip
  15. In vari luoghi del Friuli esistevano villaggi montani al servizio di miniere ubicate in alta quota. Le miniere, ormai da molti anni inattive, sono chiuse e questi antichi insediamenti appartengono ormai al passato e ne rimane soltanto qualche edificio isolato. Uno di questi villaggi, sul monte Cocco, è stata la meta di questa ciaspolata a fine febbraio. L'itinerario parte dalla val Uqua, sopra Ugovizza e, seguendo un percorso ad anello, ci porta prima all'ex villaggio per poi proseguire verso la vetta del monte Cocco. Lasciato il parcheggio, il primo tratto di percorso è su strada asfaltata che lascerà presto spazio ad un lungo tratto di pista forestale che poi si trasforma in sentiero. L'alpe di Ugovizza preserva un tesoro di grande importanza: l'abete rosso di risonanza. Albero imponente, dal cui legno si ricavano le tavole armoniche per la realizzazione di preziosi strumenti musicali, ricercato fin dai tempi antichi dai liutai per la fabbricazione di strumenti musicali a corde quali violini, viole, violoncelli. I liutai scelgono il legno per la fabbricazione di strumenti musicali in base alla sua capacità di “risuonare”: a questo scopo battono un’estremità del tronco ed ascoltano, con l’orecchio appoggiato all’estremità opposta se arriva il suono e con quale intensità. All'inizio del percorso una scultura fatta con questo legno rappresenta un bambino che suona il pianoforte. Il percorso si snoda all'interno della Riserva Naturale della Foresta di Tarvisio In questa prima parte si alternano tratti di sentiero pulito, dove si cammina e tratti innevati dove servono le ciaspole; per un lungo tratto la pista forestale è faticosa e molto ripida; una foto ad un elleboro è anche l'occasione per prendere fiato. Il percorso a volte è segnalato, ma per lo più manca di riferimenti, soprattutto in inverno con ambiente innevato; in questi casi l'uso di una traccia gps è utile. Il percorso si snoda lungo terreni paleozoici che vanno dall’Ordoviciano superiore al Carbonifero inferiore (460-330 milioni di anni); particolarmente interessanti sono alcuni affioramenti del Siluriano (443-419 milioni di anni fa), sia per il loro contenuto in macrofossili sia perché si tratta delle rocce più antiche presenti in Friuli Venezia Giulia. La stagione e la neve, però non permettono di apprezzare questi aspetti. Nel tratto finale l'ascesa si fa meno ripida: e si iniziano a vedere degli scorci panoramici. Si arriva così all'ex villaggio Cocco. I minerali estratti da queste miniere erano principalmente ferro e poi manganese e nickel. Le fasi iniziali dell’attività di estrazione mineraria erano probabilmente legate alle presenza nella Valle del Fella, nel periodo tra il 1300 e il 1600, di fucine attive nella lavorazione del ferro e di altri metalli. Documenti storici documentano che l’area venne sfruttata occasionalmente a partire dal 1560 e con maggior continuità nel periodo finale del dominio asburgico. L’attività estrattiva raggiunse il suo apice nel periodo tra il 1937 e il 1940 e nel 1938 venne edificato il Villaggio Minerario che contava vari edifici dove vivevano tra le 200 e le 300 persone tutto l'anno. Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale l’attività venne sospesa per cessare definitivamente nel 1947. Nel periodo tra il 1956 e il 1958 si svolsero nuove indagini di approfondimento, ma l’attività estrattiva non venne più ripresa e nel 1962 il villaggio minerario, ad eccezione dell’edificio principale, venne smantellato abbattendo gli edifici in legno e la chiesetta, ancora in funzione nel 1962, che fu l'ultima ad essere abbattuta. Oggi come detto rimane solo un edificio in muratura assieme alle tracce dei tracce dei terrazzamenti sui quali sorgevano le altre strutture e qualche muretto in pietra. Qualche foto d'epoca, presa dal web, descrive com'era una volta il villaggio: Dopo una necessaria sosta, il sentiero continua a salire verso la vetta del monte; in estate sono visibili anche alcuni ingressi della miniera, ma oggi dobbiamo accontentarci della vista dall'alto del sito del villaggio prima di iniziare la discesa che, tra alpeggi, malghe e casolari ci riporta al punto di partenza quando la luce stava ormai calando. 27 febbraio 2022 - Nikon Z6 e 24-200.
  16. Votato; aspetterò le presentazioni di Z6 III e di Z8 e poi deciderò tra le due quale prendere in sostituzione della z6 I come secondo corpo, fermo restando la Z9 come primo. Non prima della seconda metà del 2023.
  17. Belle (foto), buono (l’obiettivo), bravo (tu). Grazie della condivisione.
  18. Ciao e grazie. Ero attorno ai 400 mt s.l.m. Tutte più o meno a mano libera, nel senso che la Z9 era sempre appoggiata a terra: che goduria il monitor basculabile in verticale.
  19. Qualche scatto di sabato scorso: 1) Narcisi 2) 3) Arnica 4) Pulsatilla 5) Fritillaria 6) Anacamptis morio 7) 8) 9) 10) Iris 11) Neotinea tridentata 12) tutte con Z9 e 105 MC
  20. Prima settimana senza contest; decisione che, a differenza di molti, non condivido, ma tant'è. In tempi non sospetti scrivevo: "Da parte mia, lo avevo già scritto, considero il contest come l'impegno che mi sono preso con me stesso di prendere almeno una volta a settimana la fotocamera in mano; partecipare e pubblicare una delle foto è come mettere una bandierina: fatto. Se mai doveste interrompere i contest, pazienza: farò un post alla settimana con la 'mia foto della settimana' a continuare il mio impegno personale." quindi eccomi qui, con il primo appuntamento della mia foto della settimana. Qualsiasi commento è il benvenuto e anzi, se qualcuno vuole accodarsi e postare la sua foto della settimana mi farà una cosa gradita. Il tutto ovviamente senza alcun impegno, votazione, classifica. Neotinea tridentata, Nikon Z9 - 105 MC - f/4.5 - 1/1600 - iso 450
  21. Per me: 1) #8: Soggetto: è evidente, forte e valorizzato a dovere. Sfondo: contribuisce a metterlo in evidenza, senza elementi di disturbo, ma dettagliando l'ambiente. Composizione: pulita; l'occhio cade immediatamente sull'aquila, poi va sullo sfondo per capire l'ambiente e torna sull'occhio dell'aquila a cercare di indovinare cosa sta vedendo. Luce: morbida; il contrasto tonale con lo sfondo più chiaro valorizza ancora di più il soggetto che rimane perfettamente leggibile: assenza di alte luci bruciate e ombre troppo chiuse. Tecnica: messa a fuoco precisa e nessun micromosso. Profondità di campo che permette di avere tutto il soggetto ben dettagliato e uno sfondo morbido; bilanciamento del bianco corretto, rumore assente. Impressione generale: al netto delle valutazioni tecniche, è una foto che, grazie al momento colto, racconta: un animale, le sue abitudini, il suo ambiente. Titolo: oltre a dirci chi è il soggetto, ci racconta la situazione ambientale. 2) #2: Soggetto: nonostante l'imponente montagna sullo sfondo, in questo paesaggio il soggetto è sicuramente il casolare, valorizzato dalla composizione. Sfondo: proprio per quanto scritto sopra, anche lo sfondo in questa foto è importante e presente; montagna e cielo interessante valorizzano l'immagine e contestualizzano il soggetto. Composizione: il casolare è al centro, ma sia la carrareccia che i tronchi indirizzano e guidano lo sguardo al soggetto e poi da lì alle nuvole basse, alla montagna, al cielo e di nuovo al casolare. Luce: morbida anche in questo caso e coerente con il momento che si vuole raccontare; ombre perfettamente leggibili. Tecnica: messa a fuoco e profondità di campo gestite in modo da avere tutto a fuoco; bilanciamento del bianco ed esposizione rendono perfettamente la sensazione del momento atmosferico, così come i colori intensi, ma non accesi. Impressione generale: racconta un ambiente e un momento, ma, ancor di più, dà proprio la sensazione di essere lì, sul posto. Titolo: descrive la situazione e ci aiuta a capire il pensiero dell'autore. 3) #3: Soggetto: foto di facile lettura, è ovvio che il soggetto sono i tulipani che sono stati valorizzati a dovere. Sfondo: lo sfondo nero evidenzia i soggetti e ne esalta i colori. Composizione: l'occhio cade subito sul tulipano in primo piano, per poi spostarsi sugli altri due tulipani sfuocati che danno profondità, scende lungo i gambi verdi e torna al tulipano primo piano. Luce: morbida; consente di lettere tutte le sfumature di colore. Tecnica: messa a fuoco selettiva che permette di dare tridimensionalità al primo tulipano e a tutta la foto; bilanciamento del bianco perfetto così come l'esposizione; i colori sembrano resi fedelmente e con delicatezza. Impressione generale: dimostra che anche con un soggetto comune e semplice si possono fare foto eleganti, suggestive ed interessanti. Titolo: un titolo spiritoso che ci fa sorridere ripensando al film di animazione e all'analogia con i tre tulipani; il titolo di una foto non è propriamente un criterio di valutazione, ma un titolo azzeccato dà una marcia in più; in questo caso funziona ed è coerente con l'immagine.
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