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Zulu

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  1. Per l’AF, il BG integrato e perché è l’unica (o la prima) Nikon tra le Z. N.B. Oggi avevo già provato a votare un paio di volte, ma non registrava il voto. Ha preso i miei voti solo quando ho votato anche un’opzione nella seconda parte,.
  2. Ho votato no. Per me la fotografia è solo FF; ok ho la z50, ma è per le gite da tenere in tasca e per la moglie in vacanza. Non credo che vedremo 5 linee di full frame Nikon; per me la z8 sarà la z7 III o magari sarà z8 e non ci sarà la z7 lll o ancora ci saranno entrambe e la z6 diverrà l'entry al posto della Z5.
  3. In vari luoghi del Friuli esistevano villaggi montani al servizio di miniere ubicate in alta quota. Le miniere, ormai da molti anni inattive, sono chiuse e questi antichi insediamenti appartengono ormai al passato e ne rimane soltanto qualche edificio isolato. Uno di questi villaggi, sul monte Cocco, è stata la meta di questa ciaspolata a fine febbraio. L'itinerario parte dalla val Uqua, sopra Ugovizza e, seguendo un percorso ad anello, ci porta prima all'ex villaggio per poi proseguire verso la vetta del monte Cocco. Lasciato il parcheggio, il primo tratto di percorso è su strada asfaltata che lascerà presto spazio ad un lungo tratto di pista forestale che poi si trasforma in sentiero. L'alpe di Ugovizza preserva un tesoro di grande importanza: l'abete rosso di risonanza. Albero imponente, dal cui legno si ricavano le tavole armoniche per la realizzazione di preziosi strumenti musicali, ricercato fin dai tempi antichi dai liutai per la fabbricazione di strumenti musicali a corde quali violini, viole, violoncelli. I liutai scelgono il legno per la fabbricazione di strumenti musicali in base alla sua capacità di “risuonare”: a questo scopo battono un’estremità del tronco ed ascoltano, con l’orecchio appoggiato all’estremità opposta se arriva il suono e con quale intensità. All'inizio del percorso una scultura fatta con questo legno rappresenta un bambino che suona il pianoforte. Il percorso si snoda all'interno della Riserva Naturale della Foresta di Tarvisio In questa prima parte si alternano tratti di sentiero pulito, dove si cammina e tratti innevati dove servono le ciaspole; per un lungo tratto la pista forestale è faticosa e molto ripida; una foto ad un elleboro è anche l'occasione per prendere fiato. Il percorso a volte è segnalato, ma per lo più manca di riferimenti, soprattutto in inverno con ambiente innevato; in questi casi l'uso di una traccia gps è utile. Il percorso si snoda lungo terreni paleozoici che vanno dall’Ordoviciano superiore al Carbonifero inferiore (460-330 milioni di anni); particolarmente interessanti sono alcuni affioramenti del Siluriano (443-419 milioni di anni fa), sia per il loro contenuto in macrofossili sia perché si tratta delle rocce più antiche presenti in Friuli Venezia Giulia. La stagione e la neve, però non permettono di apprezzare questi aspetti. Nel tratto finale l'ascesa si fa meno ripida: e si iniziano a vedere degli scorci panoramici. Si arriva così all'ex villaggio Cocco. I minerali estratti da queste miniere erano principalmente ferro e poi manganese e nickel. Le fasi iniziali dell’attività di estrazione mineraria erano probabilmente legate alle presenza nella Valle del Fella, nel periodo tra il 1300 e il 1600, di fucine attive nella lavorazione del ferro e di altri metalli. Documenti storici documentano che l’area venne sfruttata occasionalmente a partire dal 1560 e con maggior continuità nel periodo finale del dominio asburgico. L’attività estrattiva raggiunse il suo apice nel periodo tra il 1937 e il 1940 e nel 1938 venne edificato il Villaggio Minerario che contava vari edifici dove vivevano tra le 200 e le 300 persone tutto l'anno. Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale l’attività venne sospesa per cessare definitivamente nel 1947. Nel periodo tra il 1956 e il 1958 si svolsero nuove indagini di approfondimento, ma l’attività estrattiva non venne più ripresa e nel 1962 il villaggio minerario, ad eccezione dell’edificio principale, venne smantellato abbattendo gli edifici in legno e la chiesetta, ancora in funzione nel 1962, che fu l'ultima ad essere abbattuta. Oggi come detto rimane solo un edificio in muratura assieme alle tracce dei tracce dei terrazzamenti sui quali sorgevano le altre strutture e qualche muretto in pietra. Qualche foto d'epoca, presa dal web, descrive com'era una volta il villaggio: Dopo una necessaria sosta, il sentiero continua a salire verso la vetta del monte; in estate sono visibili anche alcuni ingressi della miniera, ma oggi dobbiamo accontentarci della vista dall'alto del sito del villaggio prima di iniziare la discesa che, tra alpeggi, malghe e casolari ci riporta al punto di partenza quando la luce stava ormai calando. 27 febbraio 2022 - Nikon Z6 e 24-200.
  4. Votato; aspetterò le presentazioni di Z6 III e di Z8 e poi deciderò tra le due quale prendere in sostituzione della z6 I come secondo corpo, fermo restando la Z9 come primo. Non prima della seconda metà del 2023.
  5. Belle (foto), buono (l’obiettivo), bravo (tu). Grazie della condivisione.
  6. Ciao e grazie. Ero attorno ai 400 mt s.l.m. Tutte più o meno a mano libera, nel senso che la Z9 era sempre appoggiata a terra: che goduria il monitor basculabile in verticale.
  7. Qualche scatto di sabato scorso: 1) Narcisi 2) 3) Arnica 4) Pulsatilla 5) Fritillaria 6) Anacamptis morio 7) 8) 9) 10) Iris 11) Neotinea tridentata 12) tutte con Z9 e 105 MC
  8. Prima settimana senza contest; decisione che, a differenza di molti, non condivido, ma tant'è. In tempi non sospetti scrivevo: "Da parte mia, lo avevo già scritto, considero il contest come l'impegno che mi sono preso con me stesso di prendere almeno una volta a settimana la fotocamera in mano; partecipare e pubblicare una delle foto è come mettere una bandierina: fatto. Se mai doveste interrompere i contest, pazienza: farò un post alla settimana con la 'mia foto della settimana' a continuare il mio impegno personale." quindi eccomi qui, con il primo appuntamento della mia foto della settimana. Qualsiasi commento è il benvenuto e anzi, se qualcuno vuole accodarsi e postare la sua foto della settimana mi farà una cosa gradita. Il tutto ovviamente senza alcun impegno, votazione, classifica. Neotinea tridentata, Nikon Z9 - 105 MC - f/4.5 - 1/1600 - iso 450
  9. Per me: 1) #8: Soggetto: è evidente, forte e valorizzato a dovere. Sfondo: contribuisce a metterlo in evidenza, senza elementi di disturbo, ma dettagliando l'ambiente. Composizione: pulita; l'occhio cade immediatamente sull'aquila, poi va sullo sfondo per capire l'ambiente e torna sull'occhio dell'aquila a cercare di indovinare cosa sta vedendo. Luce: morbida; il contrasto tonale con lo sfondo più chiaro valorizza ancora di più il soggetto che rimane perfettamente leggibile: assenza di alte luci bruciate e ombre troppo chiuse. Tecnica: messa a fuoco precisa e nessun micromosso. Profondità di campo che permette di avere tutto il soggetto ben dettagliato e uno sfondo morbido; bilanciamento del bianco corretto, rumore assente. Impressione generale: al netto delle valutazioni tecniche, è una foto che, grazie al momento colto, racconta: un animale, le sue abitudini, il suo ambiente. Titolo: oltre a dirci chi è il soggetto, ci racconta la situazione ambientale. 2) #2: Soggetto: nonostante l'imponente montagna sullo sfondo, in questo paesaggio il soggetto è sicuramente il casolare, valorizzato dalla composizione. Sfondo: proprio per quanto scritto sopra, anche lo sfondo in questa foto è importante e presente; montagna e cielo interessante valorizzano l'immagine e contestualizzano il soggetto. Composizione: il casolare è al centro, ma sia la carrareccia che i tronchi indirizzano e guidano lo sguardo al soggetto e poi da lì alle nuvole basse, alla montagna, al cielo e di nuovo al casolare. Luce: morbida anche in questo caso e coerente con il momento che si vuole raccontare; ombre perfettamente leggibili. Tecnica: messa a fuoco e profondità di campo gestite in modo da avere tutto a fuoco; bilanciamento del bianco ed esposizione rendono perfettamente la sensazione del momento atmosferico, così come i colori intensi, ma non accesi. Impressione generale: racconta un ambiente e un momento, ma, ancor di più, dà proprio la sensazione di essere lì, sul posto. Titolo: descrive la situazione e ci aiuta a capire il pensiero dell'autore. 3) #3: Soggetto: foto di facile lettura, è ovvio che il soggetto sono i tulipani che sono stati valorizzati a dovere. Sfondo: lo sfondo nero evidenzia i soggetti e ne esalta i colori. Composizione: l'occhio cade subito sul tulipano in primo piano, per poi spostarsi sugli altri due tulipani sfuocati che danno profondità, scende lungo i gambi verdi e torna al tulipano primo piano. Luce: morbida; consente di lettere tutte le sfumature di colore. Tecnica: messa a fuoco selettiva che permette di dare tridimensionalità al primo tulipano e a tutta la foto; bilanciamento del bianco perfetto così come l'esposizione; i colori sembrano resi fedelmente e con delicatezza. Impressione generale: dimostra che anche con un soggetto comune e semplice si possono fare foto eleganti, suggestive ed interessanti. Titolo: un titolo spiritoso che ci fa sorridere ripensando al film di animazione e all'analogia con i tre tulipani; il titolo di una foto non è propriamente un criterio di valutazione, ma un titolo azzeccato dà una marcia in più; in questo caso funziona ed è coerente con l'immagine.
  10. Due scatti di sabato scorso, Z9+105MC; nell'ordine Anacamptis morio e Neotinea Tridentata.
  11. Non è ben chiaro se per quest'ultima settimana si debba continuare a postare o meno, nel dubbio... #4 Orchis Mascula Foto del 25/04/22 - Z9 con 105 MC - 1/1000" - f/5.6 - ISO 280 Relativamente alle note a margine del post precedente, concordo su alcuni aspetti quali il (sempre più) basso numero di votanti e alla mancanza di discussioni "dopo", meno sul numero di foto pubblicate: sia perchè le reputo bene o male adeguate al numero di partecipanti al sito, sia perchè finora sempre nelle aspettative dichiarate (7 foto per continuare). Ma sull'argomento mi spiegherò meglio in post dedicato.
  12. Finite le faticose escursioni invernali il 24-200 è a riposo da un po’. Ora indissolubilmente attaccato alla Z9 c’è il 105 MC, molto più raramente il 500 PF via FTZ. Gli altri stanno aspettando pazientemente le occasioni giuste. Ah, settimana scorsa anche qualcosa con z50 e 16-50 che era di complemento alla z9 col micro.
  13. Per me: 1) la #3 per la luce ed il contrasto di colori. 2) la #1 per la luce gestita splendidamente, ma anche per il taglio molto buono. 3) la #4 per l’ottimo controluce e il buon b/n
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