Festival della Fotografia Etica 2026 a Lodi
[reportage] · Silvio Renesto · 10/11/2026 05:44 PM
Il festival è ospitato in più sedi diverse, ma Lodi è abbastanza piccola da poterle girare tutte a piedi in una giornata. Un unico biglietto permette di visitare tutto e anche seguire le visite guidate (a cui partecipano alcuni dei fotografi che espongono le opere ).
Intanto che aspettavo l'ora di apertura, ho fatto qualche foto del centro storico
Street anch'io!
Il Festival della Fotografia Etica nasce 38 anni fa grazie a Jean-François Leroy, che è riuscito a fare qualcosa di unico e straordinario, e la sua opera ha ispirato molti fotoreporter ad assumersi la responsabilità di dare visibilità a chi è in prima linea per testimoniare ciò che accade.
Le mostre che danno corpo a questo evento offrono al pubblico foto e reportage di grandi fotografi internazionali: donne e uomini che hanno documentato eventi, visti e vissuti da vicino e ci offrono un quadro di realtà diverse tra loro ma tutte testimonainze in diretta.
Come rileva l'editoriale che introduce il festival, questo evento vorrebbe essere un'occasione per uno sguardo consapevole al mondo, e offrire un'occasione per uno sguardo attenta e non affrettata, che porti a meditare qual'è l'impatto di certi eventi e dove ci sta posrtando la Storia che stiamo vivendo. La speranza è che capire possa essere il primo passo per reagire.
In fondo al blog vi metto i link, ed il programma dei diversi eventi (altro link in fondo).
Per questioni di tempo mi sono limitato ai due che più mi interessavano:
Il World Press Photo: circa 150 immagini da tutte le parti del mondo selezionate da una giuria internazionale in occasione della 71° edizione del concorso di fotogiornalismo e fotografia documentaria più famoso.
Il World Report Award, Riporto dall'editoriale: concorso internazionale del Festival di Lodi, che ha lo scopo di dare voce e sostegno all’impegno sociale dei fotografi e si rivolge a tutti, italiani e stranieri, professionisti e non. Il soggetto è l’umanità con le sue vicende pubbliche e private, le sue piccole e grandi storie; i fenomeni sociali, i costumi, le civiltà, le grandi tragedie e le piccole gioie quotidiane, i cambiamenti e l’immutabilità.
Le immagini sono di altissimo livello, alcune emotivamente molto forti, quando denunciano situazioni drammatiche, coinvolgenti anche quelle che danno speranze.
I fotografi nella gran parte sono dello stesso paese del luogo che documentano. Ad esempio l'autrice del reportage intitolato il Buddha che ha smesso di ridere, che riguarda gli esperimenti atomici nel Rajahstan che hanno causato innumerevoli morti di cancro e altre malattie da radiazioni, è una fotografa indiana. Il titolo deriva dal nome che hanno dato alla prima bomba atomica fatta esplodere lì, "the smiling buddha-il buddha che sorride". Non so a chi possa essere venuto in mente di dare quel nome ad una bomba nucleare.
Ho scelto di documentare il festival non con foto delle singole fotografie, perchè a mio vedere non ha senso, quanto di mostrare le foto fra le persone, cogliendo, qualche volta almeno, delle interazioni.
l'uomo senza faccia è stato ridotto così da un proiettile sparatogli dalla polizia durante una manifestazione a fianco la radiografia del cranio con dentro le schegge.
Hey Joe...
I link
https://www.festivaldellafotografiaetica.it/xvii-edizione/?_gl=1*9vbo8b*_up*MQ..*_ga*MTI2NzczMjYxMi4xNzkxNzI5ODMz*_ga_Q0NLQKYWX7*czE3OTE3Mjk4MzMkbzEkZzAkdDE3OTE3Mjk4MzMkajYwJGwwJGg4Nzk3ODU0ODc.
https://www.festivaldellafotografiaetica.it/programma/
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