Everything posted by Silvio Renesto
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Solo gli amanti sopravvivono
Non so se è consentito commentare, nel caso togliete il mio contributo, ma davanti a questa foto vorrei andare oltre il like. Ammirevole morbidezza di luci, disegno di forme e colore.
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Solo gli amanti sopravvivono
Anch'io soffro della mancanza dei due centesimi (cit.), aggravata da una tendenza al trading in perdita, ma non necessariamente legato alla ricerca dell'ultimo grido tecnologico. Ad esempio è un bel po' mi dico che ho proprio bisogno di un tele un po' più aperto di f6.7 per avere sfondi più ... migliori 🫤. Ma sono spettri con cui ho fatto amicizia o quasi, e non mi trattengono dal fotografare. Invece, foto di cui vado orgoglioso nell'ultimo mese ehm, a parte quelle feline, resta poco o nulla. I miei perversi tentativi di praticare foto di street su istigazione, hanno dato risultati di una banalità tale che spesso sono stati cancellati in camera tout court. Ma non sono qui per fare terapia di gruppo nè per rimpiangere i tempi di poiane e grifoni. Ci sono foto recenti che sono contento di avere fatto. Forse traviso la richiesta di Mauro, nel caso avvisatemi che "tiro via", ma, a meno di mettere il ritratto del compianto Tyson (gatto, è sparito, povero!) non ho "una" foto a cui sono particoalrmente legato, ma "delle" foto che mi hanno reso felice di averle scattate. Ad esempio gli storni della stazione Centrale di Milano li ho cercati poetici Per poi renderli terrifici, come ci insegna Daphne du Maurier (o Hitchcock!). I gabbiani di un'uggiosa mattina invernale al Parco Nord a Bruzzano Questi bianchi e neri non risalgono all'incendio di Londra però di un paio di anni fa sì. Dello scorso anno 2025. Sempre contento quando mi riesce di creare buone immagini da un incontro senza capanno, come qui al Parco di Monza. Rarità, una vetrina a novembre 2025. E poi ci sarebbe uno sproposito di gatti e libellule di cui sono sempre contento...ma le avete sicuramente già viste. Una sola, spero inedita... Insomma, bene o male, lascio a voi decidere, ma fotografo, la fotografia è una delle due passioni che coltivo come parte essenziale di me e il "mi manca questo o quello" ne soffro sì, ma non è un freno.
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I gatti del Miaoka cat cafè
Chiedo scusa per l'OT a Giovanni, ma questa storia mi sembra strana assai. La prima razza nuda (Sphinx) se è a questa che ti riferisci è stata creata nel 1966 a Toronto (Canada) unicamente per ragioni estetiche. A partire da alcuni individui nati con una mutazione che li privava del pelo.hanno cercato altri rari mutanti e tramite incroci selettivi si è fissato il carattere, creando la razza. Oltre a tutti i problemi di cui ho discusso nel blog che ho linkato, rendiamoci conto che un gatto senza "baffi" (vibrisse) è privo di informazioni tattili per lui fondamentali. Come se fosse ipovedente.
- Tamron 28-75mm f/2.8 Di III VXD G2 per Nikon Z : anteprima
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Chi usa ancora (solo) reflex Nikon e perché ?
Votato che ho abbandonato completamente le reflex come è vero. Ne sono felice soprattutto da quando uso la Z8. Non ho più obiettivi reflex da adattare anche se a volte mi punge desiderio per qualcuno (e no, non è il 200 micro AfD o perlomeno non solo lui 😝).
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Supertele Nikon e fai da te
Ho i passacinghia sull'anello per il treppiedi del 150-500, che uso, ma non ho problemi non usando più coperture mimetiche. Scrivo però lo stesso perchè ho apprezzato la lettura, chiara e gradevolissima come sempre (scommetto che renderesti godibile anche un catalogo di ferramenta), e per esprimere ammirazione per le doti di manualità e precisione di cui io sono praticamenmte privo.
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I gatti del Miaoka cat cafè
Rivolto ai gestori. Nei Paesi Bassi ne è stata vietata la vendita, insieme allo Scottish fold. Se vi chiedete perchè, rimando a questo mio blog: Da allora ho approfondito la cosa per una conferenza al Museo di Storia Naturale e a quanto pare non sono mie opinioni, ma fatti. Creare per profitto degli esseri viventi destinati a soffrire è ... trovate voi il termine. Naturalmente i gestori dei Neko cafè non sono i responsabili, ma non sanno cosa c'è dietro.
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I gatti del Miaoka cat cafè
Anche l'Angora bianca/o. E' Duchessa degli Aristogatti (se in giro trovate scritto che è una persiana è sbagliato, i persiani hanno il muso schiacciato) 😉 Unica nota stonata di quel bar, per i gatti non per le persone, è che hanno messo una serie di "patatoni" insieme ad un ninja esagitato (come si vede bene nella foto successivamente pubblicata da Giovanni). Poverini. Il bengal (come altri incroci con specie selvagge) è una di quelle razze che se non ha abbastanza spazio e cose da fare (o distruggere), devi portarlo a far la passeggiata come i cani perchè si possa sfogare (al guinzaglio se no non lo trovi più ;)).
- I gatti del Miaoka cat cafè
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I gatti del Miaoka cat cafè
Ma che bello! Le foto sono davvero molto belle. Mi piace la "sofficità" delle tue immagini, perfettamente in linea col tipo di gatti presenti. Complimenti! Hai fatto bene a escludere i presenti umani che magari non avrebbero gradito, però se ti interessasse ritornare a fare delle inquadrature più ampie ho un suggerimento: quando sono andato al Catmint cafè (era in zona Città studi, poi fallito causa Covid), mi sono accordato con la responsabile, anche là (una graziosa giovane) cinese, per entrare appena prima dell'apertura. https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/312-reportage-neko-caf%C3%A8-ma-cos%C3%A9/ Per le foto singole: Come ho detto mi piacciono tutte. Ottime inquadrature luce, sfuocati (peccato solo per la maniglia o interruttore, insomma il rettangolo proprio dietro il muso del ?certosino). Partiolarmante bella la prima con il Maine Coon che sbuca guardando in alto, tenera la seconda con lo Scottish fold, (anche se soffro per lui), buffo il persiano che guarda giù dalla trave (come per lo scottish fold, soffro un po'). In quanto ai gatti mi sorprende una cosa: diversamente dal Cat cafè di via Napo Torriani, questi sembrano tutti gatti di gran "razza": Maine Coon, Scottish fold, Certosino, Angora (quello tutto bianco a pelo lungo). Il gatto striato è indubbiamente un Bengal (!) , "razza" ottenuta dall'incrocio fra il gatto leopardo (un felino selvatico asiatico) e un paio di razze di gatto domestico. L'ho visto dal vero un paio di volte è ' bellissimo, ma mantiene molto del suo carattere ancestrale (lo si vede anche nella tua foto, ha un'espressione completamente diversa dagli altri). Raro in Italia e se certificato col pedigree ed esente da problemi, costosissimo. PS Sui gatti di razza ho delle riserve, ma qui è OT 😉
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Potrebbe interessarvi una replica Z full frame della Nikon telemetro SP ?
Votato sì, presupponendo venga affiancato da una gamma di obiettivi compatti quali ipotizzati da Mauro.
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Fotografare animali al Parco Castello di Legnano?
Perlo più ho usato zoom tele come il SIGMA 150-600 Contemporary, su corpo Dx (D500) le più recenti forse Z6. Il livello di confidenza è variabile nel senso che d'inverno alcuni appassionati locali creavano mangiatoie fai da te sui rami in alcuni punti più tranquilli del parco e lì diventava più facile per i passeriformi e molto a fortuna anche col Picchio. In quasi tutto il parco le Anatre le potresti fotografare sempre anche con un 100-200mm. Anche l'airone è piuttosto confidente. Il martino invece è diffidente, per lo più lo vedi in volo. Quello è l'unico scatto decente che sono riuscito a fare in anni. Il Porciglione di solito sta nascosto o non cìè proprio, l'ho visto solo in due occasioni. Alle volte attraversa il piccolo canneto e riescia fotografarlo. Per il pettirosso prendi per buono quel che ha scritto Valerio, se migra migra di poco. Resta il fatto che il pettirosso (e gli altri) d'inverno osano di più e li si vede meglio senza le foglie :)
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Potrebbe interessarvi una compatta premium con ottica fissa stile Fujifilm X100 ?
Votato no, trovo l'ottica fissa limitante (probabilmente perchè sono io che ho dei limiti). Se a formato piccolo, sarei interessato se avesse uno zoom 28-70 equivalente, di qualità come sulla Leica D-lux 8 (=Panasonic LX 100*). Che però è m4/3. Forse per dx sarebbe già difficile contenere le dimensioni? *la suddetta Panasonic è praticamente introvabile, così se si vuole una cosa simile si deve comprare la Leica ad un prezzo insensato.
- GATTOGRAFO!
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GATTOGRAFO!
Vero, il gatto domestico mostra una certa varietà di carattere ed alcuni sono anche affettuosi a modo loro ma, a parte quelli resi geneticamente citrulli dai "creatori" di razze feline, non è un vero animale domestico. E' sceso a patti con l'uomo (e con gli altri gatti) millenni fa in Nord Africa-Medio Oriente per convenienza, ma mantiene ancora molto del suo antenato selvatico solitario, che "decide lui" ed è eternamente sospettoso di tutto ciò che non gli quadra. Il detto inglese "curiosity killed the cat" andrebbe corretto con "care", la preoccupazione stressa il gatto. E così ci vuole tempo e predisposizione giusta, come scrivi. Grazie, magari! D'accordo per sfondo e composizione, posso sicuramente migliorare. Non tanto sicuro dell'"espressione antropomorfa", a meno che non abbia frainteso cosa intendi. Io cerco il più possibile di evitare di "umanizzare"il gatto e lasciarlo più gatto che posso 😉
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GATTOGRAFO!
Si fotografano i gatti perché non si hanno idee migliori? Su dpreview, un vecchio post a commento della presentazione di una nuova fotocamera diceva "and now we will be flooded by photos of cats and toddlers (ed ora saremo inondati di foto di gatti e di bambini piccoli che hanno appena imparato a camminare)" riferendosi a chi si compra ogni nuova fotocamera ma non fotografa "veramente". Può essere, per alcuni. Per altri no. Molti fotografi validi fotografano i gatti per passione (verso i soggetti) e con grande creatività, la fotografia a questi piccoli felini è parte importante della loro attività fotografica, a volte addirittura l'unica, a volte diventa una vera professione. Ho scritto su Nikonland di Walter Chandoa, il "Richard Avedon" dei gatti. Foto di Walter Chandoa 1950. Lede, by Walter Chandoa. Ma Chandoa non è il solo, anzi, ce ne sono tanti. Tra i fotografi strettamente felini (senza citare quelli ad esempio come Weston, autore anche di splendide foto di gatti) posso ricordare Mitsuaki Iwago https://ilovedotcat.com/en/2622 Masayuki OKi https://theinspirationgrid.com/the-secret-life-of-cats-endearing-photos-by-masayuki-oki/ Neko in giapponese vuol dire gatto. Due foto di Masayuki Oki: Nils Jacobi, come Chandoa, ha iniziato coi gatti di strada e poi si è dato alla pet- anzi cat-photography come professione. https://www.furryfritz.com/ Spesso i fotografi di gatti amano definirsi "Catographers". Queste foto di Nils sono scattate in studio su commissione. I gattografi che possono permetterselo girano il mondo o quasi. Anch'io visiterei Aoshima prima che i gatti dell'isola siano tutti morti (hanno sterilizzato l'intera popolazione felina per cui sono sette-otto anni che non nascono gatti...) . Altri, altrettanto bravi, per motivi legati all'economia ed alla logistica, quando sono agli inizi cercano i soggetti in aree vicine a dove vivono, se poi la loro avventura fotografico-felina va avanti, allargano gli orizzonti come spazi e come temi. Per quanto riguarda l'Italia, conosco due gattografe (non escludo, anzi sono convinto che ce ne siano altri/e ma che ignoro): Sabrina Boem (https://www.facebook.com/sabrinaboemphotography/) e Marianna Zampieri (https://www.mariannazampieri.it/) hanno iniziato il loro percorso fotografico tra Venezia e dintorni, luoghi che si prestano più che bene come scenario. Sabrina Boem ormai fotografa gatti con temi e in luoghi diversi, ma uno dei suoi primi lavori era dedicato alla colonia felina di Forte Marghera a Mestre. Sono state quelle foto ad accendermi la passione per la ...gattografia (i gatti li amavo già). Un suo bellissimo lavoro riguarda uomini (cioè maschi) e gatti. Marianna Zampieri si è dedicata soprattutto ai gatti veneziani: Per poi estendere i suoi temi: E così i gatti sono diventati uno dei soggetti principali anche della mia attività fotografica (non dimentico però mantidi e libellule e, ogni tanto, uccelli). E siccome sono un naturalista (= laureato in Scienze Naturali, che insegna in quella che una volta veniva chiamata Facoltà di Scienze), mi sono messo a studiare professionalmente (non su testi new age o romantici) chi sono i gatti, come si sono avvicinati a noi e tutto il resto. Perchè più si conosce, più si ama. Più si ama, meglio si fotografa! Metto in chiaro che non oso assolutamente paragonarmi ai fotografi e fotografe che ho citato, Se non per scherzo!!! Tornando seri, se se è vero che la riuscita di una foto dipende soprattutto dall'intuito e bravura del fotografo, lo scenario può aiutare non poco. Vivere ad Istanbul, ad esempio, può avere alcuni svantaggi ma è sicuramente il paradiso per chi vuole fotografare gatti https://www.bbc.com/travel/article/20251118-istanbul-turkey-inside-the-city-where-cats-rule-the-streets (l'Islam in genere ha sempre amato i gatti). Dalle mie parti è un po' più difficile (o io non sono capace di) trovare ambienti adatti. Molte colonie feline a Milano ed hinterland si trovano in luoghi insignificanti, poco gradevoli, a volte degradati, quando non pericolosi. Si potrebbero lo stesso realizzare foto in soggettiva, secondo me però se qualche ritratto ci sta sicuramente, il senso, ed il bello, di queste foto di strada sta nella contestualizzazione, quasi fosse un reportage, un po' documento, un po' storia immaginata. Produrre una sfilza di soggettive di gatti, per quanto fotogenici e ben ripresi siano, come per qualunque cosa (persino la pasta col ragù!) il troppo finisce per stancare. Seguendo questo concetto ho cercato luoghi adatti: Il Castello Sforzesco ed il Cimitero Momunentale di Milano sono location suggestive su cui ho lavorato molto ed a cui ho dedicato dei blog su Nikonland; ho anche realizzato un libro sui gatti del Castello, oggi è testimonianza di una realtà che ormai è non è più la stessa. La colonia è molto ridotta e confinata, quasi inaccessibile; non potrei fare le foto che ho fatto anni fa. Castello Sforzesco di Milano Castello Sforzesco di Milano Castello sforzesco di Milano. ù Cimitero Monumentale di Milano. Negli ultimi tempi ho incontrato la bella realtà di Rocca Brivio, vicino a san Giuliano Milanese. Una nutrita colonia di gatti in un contesto che ha del potenziale. Finora mi sono divertito molto ed ho ottenuto tante immagini che mi soddisfano. Ne avete viste un po' nella sezione "fotografie". Ne aggiungo qualcuna. Ho scritto anche su un gatto di questa colonia (Tyson, il guerriero) a cui mi ero affezionato tantissimo, putroppo scomparso nel nulla. Addio Tyson! In genere preferisco il bianco e nero, perchè rende di più l'atmosfera le texture, le espressioni e permette di creare immagini a volte molto forti, contrastate altre volte più tenui, a seconda di quello che sento, poi ha il grande vantaggio di eliminare macchie di colore indesiderate. Non vale per i gatti rossi e per le belle giornate autunnali! Come attrezzatura uso la Z8 e per il novanta per cento il 24-120 Z. Credo di essere stato fin troppo lungo, un grazie sincero a chi mi ha letto. Vorrei che questo blog fosse inteso come un piccolo contributo di cultura fotografica, oltre che spiegare i perchè del mio interesse ...gattografico. PS Come sempre, mi interessano moltissimo i vostri commenti , domande, tutto quello che avete da dire.
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Un abbraccio ad Enrico
Di grande simpatia e gentilezza Enrico, ci siamo conosciuti virtualmente oltre che leggendoci, nelle riunioni zoom, ricordo che una volta era apparsa anche lei. Per queste cose non ci sono parole, nè si può far nulla, se non far sentire che siamo vicini, come meglio possiamo.
- Fotografare animali al Parco Castello di Legnano?
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Fotografare animali al Parco Castello di Legnano?
Legnano dista una trentina di chilometri da Milano, in direzione Varese. Ai margini della città è presente un grosso Parco Pubblico, vicino al Castello Visconteo. Non sto a descrivervi il luogo nei dettagli, trovate facilmente tutte le informazioni che volete. Preferisco concentrarmi sull'aspetto fotografico- (?)naturalistico . Mi limito solo a riportare che, tranne nei giorni di mercato (o se arriva il ... circo) è sfruttabile un comodo e ampio parcheggio gratuito. Il parco è grande, ma la parte più interessante è sicuramente il laghetto, artificiale ma ben progettato con un occhio di riguardo agli animali che ci vivono. Questa è la mappa (presa da sito web). Il laghetto è articolato con piccole isole e forma anche un minuscolo canneto in un angolo (non visibile nella mappa) in prossimità di un entrata secondaria vicino alle mura del castello. E' un parco pubblico a ridosso della città, quindi pace e tranquillità sono un'illusione, specialmente la domenica. Umani con cani, famigliole, pensionati e mamme con bambini piccoli provvisti entrambi (i pensionati e le mamme) di etti di pane per le oche (è vietato ma le abitudini sono dure a morire e la madre degli... ecc..), joggers e altra varia umanità è presente in abbondanza. Allora perchè parlarne in un blog foto-naturalistico? Perchè a dispetto di tutto questo qualcosa si poteva fare (e si può fare ancora). Un primo approccio potrebbe essere diciamo sconcertante (ho tagliato la varia umanità sulle rive che getta cibo, ragione dell'affollamento frenetico di oche ed anatre): Ma se evitiamo la domenica e ci concentriamo su alcuni particolari, qualcosa si riesce a fare. Ad esempio degli scorci invernali: Ma siamo qui per gli animali? Vediamo cosa c'è allora. Le anatre! Una grande varietà, molto probabilmente immessa, di anatre nostrane e di oche. Oltre agli onnipresenti germani ci sono alzavole, morette tabaccate e no, mestoloni, codoni, fistioni turchi, eccone uno a rappresentanza di tutta la "anatofauna" 😊 . Oltre alle anatre e oche più o meno nostrane, ci sono presenze ... straniere come le casarche, le mandarine o l'anatra sposa qui sotto: Anatra sposa maschio e femmina. Vive in Nord America, non da noi. Ma c'è chi le compra e poi ecco qua. Sporadicamente si fanno incontri inquietanti: una volta ho visto un'Oca dell'Himalaya!!! 🤔 Basta papere, passiamo ad altro. Invadenti invasori: Re incontrastato, e spudorato, di tutto il parco è, come potete immaginare, lo Scoiattolo Grigio americano. Beniamino di tutti (quasi), insieme alle anatre ed alle oche , specialmente dei genitori con bambini, i quali (genitori) producono un costante rumore di nacchere sfregando noci per attirarli (NOTA: non ce n'è bisogno, appena ti vedono vengono a mendicare, anzi a pretendere). Altro prodotto della ignoranza pubblica, le onnipresenti Trachemys. Americane. Che però non sono troppe; può darsi che facciano delle "eradicazioni" periodiche? Non lo so. Una qualche Nutria non può mancare. Credo siano arrivati anche i Parrocchetti ma non sono sicuro. I "locali" Anche se difficilmente si possono considerare soggetti originali, Gabbiani e Cornacchie possono prestarsi a composizioni fotografiche. L'Airone cenerino è una presenza costante e piuttosto confidente. Spesso nidifica sulle isolette. A Legnano io andavo per lui: Il Gheppio nidificava regolarmente fra le mura del castello ed era uno spettacolo! Poi non ha gradito la nuova serie di iniziative di primavera-estate tra il vichingo ed il Sabba, proprio nella piazza davanti al Castello: (foto presa da internet) Così l'abbiamo perso, sono ormai due-tre anni che non nidifica più sulle mura. Altri incontri interessanti, ma difficili, sono il Martin pescatore e il Porciglione (l'ultimo solo nel mini canneto che ho citato all'inizio, che è collegato al fiume). Si sa se è presente perchè in contemporanea si materializza sul posto un gruppo di fotografi mimetici. Un po' più facili, i soliti piccolini: Più avvicinabili d'inverno se si posiziona strategicamente qualche cosa da mangiare sui rami. Ospite più timido, il Picchio Rosso. Perchè ho parlato, anzi scritto, di questo parco? Una segnalazione. Si potrebbe abitare vicino e farci un giro, se non si ha molto tempo. Qualcosa c'è. Avifauna a km 0. Si potrebbe, con un po' di fortuna, trovare gli ospiti più interessanti. Cosa che non ho fatto qui, si potrebbe fare un foto reportage sull'interazione uomo-animali-parco documentando cose belle e meno belle. Grazie per aver letto, sempre interessato ai vostri commenti e opinioni, se vi va.
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Auguri a tutti i Nikonlander ancora attivi su Nikonland
Buon Anno! Anche dal gatto Nikonista che vuole rubare la Z50 del mio amico.
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L'inatteso airone di Sartirana
Incontro interessante e storia simpatica. Capitano a volte colpi di fortuna. Ho incontrato anch'io aironi molto confidenti, ma mai a Sartirana. PS Conosco ogni centimetro di quel percorso 😄 (mio suocero aveva una casa vicino a Merate) ci sono andato spesso a fotografare il tarabusino e altro. E' un bel posto, anche se la fauna mi sembra un po' meno abbondante rispetto ad anni fa.
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Cartoline dal Giappone
Quando ho letto "Cartoline" ho pensato male... imvece altro che cartoline, sono veramente belle, vive , personali street e ritratto che mi hanno "preso" (sono anche un po' di parte, amo molte cose dell'Oriente, cucina esclusa) . Complimenti.
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Un pensiero sulle foto agli animali
Sì concordo, ma non vorrei fare di tutte le erbe ecc.. Non è quello che fai ma come lo fai, ossia c'è modo e modo. come hai scritto tu qualunque fotografia deve avere una sua dignità per esistere e questo può avvenire in ogni contesto. Io a Ranthambore a vedere una tigre libera nella giungla (potendo) ci andrei, perchè so che per me sarebbe un'esperienza senza uguali "a prescindere" e se facessi foto, vorrei che fossero un'espressione di quello. Ma non andrei se mi ritrovassi poi su un fuoristrada/pulmino insieme ad altri dieci fuoristrada/pulmini stracolmi di persone vocianti, perchè, temo, mi perderei il senso per cui sarei andato. Ci sono però fotografi che si sanno organizzare diversamente, hanno un immenso amore e rispetto per i luoghi e gli animali che ci vivono, una esperienza profonda. Le loro foto sono di una bellezza rara e mai dei trofei. E' una cosa del tutto diversa. Anche per la bestia "rara" il discorso è identico. Dipende da cosa c'è nella testa di chi fotografa.
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Un pensiero sulle foto agli animali
Dipende, In un sito del Gruppo Ornitologico X che conta è l'animale in sè, meglio se ben visibile, meglio se raro o se segnalato in zona per lui insolita. In un sito di fotografia, meglio mettere qualcosa di diverso. Il pennuto (Cinciarella) arruffato e quello (Pettirosso) nella nebbiolina sono infatti tra i più fotografici, c'è un tentativo di cogliere, o creare un'atmosfera, una situazione, non solo di illustrare un soggetto. Il messaggio voleva essere che foto diverse hanno letture (e lettori) diversi. Detto questo il Dahu*, se è quello che conosco io, si può avvistare, credo, solo dopo ingestione di notevoli quantità di distillato locale, ma non si può fotografare perchè le fotocamere non amano l'alcool ;) . Ma, tra le righe, non vorrei che passasse il messaggio che è necessaria la "rarità". Il soggetto può essere qualsiasi, a renderlo speciale dev'essere il fotografo. * Il Dahu, se è quello che intendo io, sarebbe una specie (inesistente!) di camoscio caratterizzato dall'avere le zampe di un lato più corte di quelle dell'altro lato, così è più comodo a correre di traverso lungo pendii scoscesi, però solo in una direzione. Fa parte di quelle bizzarrie come la vipera coi baffi, l'homo salvadego ecc.
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Un pensiero sulle foto agli animali
In pratica, sostengo che hai ragione, perchè lo condivido appieno, quando scrivi a commento che certe immagini non ti parlano in quanto ti sembrano illustrazioni da manuale più che foto, hanno lo stesso effetto su di me, anche se sono naturalista. Non è solo questo, ma non voglio fare esempi, puoi capirmi penso.