Everything posted by Silvio Renesto
- QUIZ, ma niente di serio
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WRC 2026 - Le Toyota sbancano
Bellissimo reportage, vario, interessante e ricco, Stupende le foto dinamiche con le auto e le nuvole di sabbia che sollevano dietro di loro. magica la luce della prima e anche l'atmosfera dei fotografi nella tempesta di sabbia. Condivido il discorso rally-sterrato. Complimenti!
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Le fotografie che mi hanno fermata
Se devo scegliere una sola foto, non ho dubbi: il ritratto di Cesare Callisto. Semplice e piacevole, tenue nel complesso, questo è già scritto, ma io sono preso anche da quanto è luminoso lo sguardo, negli occhi e nel sorriso trovo gioia e fiducia, il tutto reso ancora più vivo e fresco dalla scarmigliatura dei capelli. E' uno sguardo spontaneo e intimo, oserei dire, e la testa un po' inclinata lo rende ancora più dolce. Insomma è una foto che mi ha fermato, come dice il titolo di questo post. PS A seguire ci sarebbe Andrea Zampieron per l'atmosfera e la composizione che rasenta la perfezione di .. tutto. La donna in bici di Pedrito è una bella foto anche per me, il muro ci vuole, la spettinatura ci sta bene senz'altro per rendere interessante la foto ma mi sembra un po' troppo ...agitata.
- QUIZ, ma niente di serio
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QUIZ, ma niente di serio
SOLO PER GIOCO, senza pretesa di dimostrare niente! Vi propongo tre immagini ottenute con tre fotocamere con sensori di diversa dimensione, ovvero FF, APS-C e... un pollice! Chiaramente cambiano ottiche e distanze, per avere più o meno la stessa dimensione immagine. Chi vuole provare a individuare quale sensore ha fatto quale foto? Le foto finali sono tutte e a 6000x4000, leggera postproduzione con CR. Qui le foto intere, ridotte a 2000 pixel lato lungo: Qui i relativi crop al 100% Lo ripeto, niente di serio, non c'è pretesa di accuratezza scientifica, tantomeno di dimostrare qualcosa. Un po' per scherzo, un po' per gioco, per chi ha voglia di giocare 🙃. Buon divertimento, PS: Non si vince niente.
- Contest Flash : Fauna Selvatica - scade il 10 settembre 2026 (sia foto inedite che d'archivio)
- Contest Flash : Fauna Selvatica - scade il 10 settembre 2026 (sia foto inedite che d'archivio)
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Nikonland : i contest ricorrenti
Non so se cerchi risposte personali o generali, Rispondo, sul personale: ho messo per il momento da parte la "avifauna" e la fauna selvatica in genere, non vado a ripescare in archivio l'ennesimo airone/altro volatile. Invece partecipo con l"ultima foto da condividere", la "migliore del mese" e OT: anche se non è un contest, partecipo ed apprezzo la "foto da discutere" che trovo sia una sezione interessante ed un buon modo per condividere e imparare l'uno dall'altro, sempre che qualcuno commenti 😁 (ma non sono pessimista, sono pochi ma ci sono).
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Il Nikonlander e la moglie : piccolo manuale di sopravvivenza per fotografi durante i saldi
Silvio Renesto commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's News & TipsE davvero una lettura davvero piacevole e divertente, soprattutto per uno sposato che ogni tanto incappa in tentazioni (non extraconiugali ma di tubi neri con vetro incluso),ma è anche saggia, vedi la conclusione.
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Wall of dolls, Milano
Sicuramente la pazienza non è il mio forte. C'è da dire che l'installazione è lì da molto, aggiornano solo il manifesto centrale con gli omicidi dell'ultimo anno, per cui la maggior parte dei milanesi passa senza farci troppo caso. Avrei dovuto aspettare un po', ma ero di passaggio anch'io (stavo andando a vedere la mostra di Werner Bishop). Ho provato anche a fotografare di lato, per vedere di ottenere un'inquadratura diversa, ma non ho avuto abbastanza tempo per studiare bene l'inquadratura e sono venute foto pessime. Se, come sembra, hanno vietato il parcheggio davanti all'installazione, ci torno apposta per fotografare con calma.
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Mantide gigante con il SIGMA 180mm f2.8 e Z8
Sì era solo una curiosità. In questo periodo dell'anno le femmine (quelle che vedi grosse sono sempre femmine, i maschi sono molto più piccoli) cercano un posto adatto dove depositare l'astuccio con le uova e poi praticamente sono sfinite, alcune smettono anche di alimentarsi e finiscono per morire naturalmente. Poche passano la stagione.
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Wall of dolls, Milano
Milano, inizio di via Santa Sofia, tra la Darsena del Naviglio Grande e le colonne di San Lorenzo. Un muro a tema. E'la prima volta da anni che trovo il marciapiede libero da auto parcheggiate. Allora aspetto che arrivi qualcuno che possa mettere in relazione con il soggetto. Una giovane ragazza con due amici passano e guardano. Non saprò mai se lei si è sentita partecipe o solo curiosa. Io scatto. Volutamente mossi perchè loro sono transitori, il muro, o almeno quel che rappresenta, invece sembra di no.
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Anche dietro ha il suo perché...
Molto bello questo reportage, foto azzeccate, vviaci e diverse. Complimenti!
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La foto che avrei voluto scattare
Silvio Renesto commented on Mauro Maratta's blog entry in Il Club dell'Editor di Nikonland's A modo nostro - l'AI più vicinaLo stesso per me! Se interessa sarei quello con la barba lunga e la testa pelata.
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Mantide gigante con il SIGMA 180mm f2.8 e Z8
Nel senso che erano a fine ciclo vita o che le avete uccise (solo per curiosità)?
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Mantide gigante con il SIGMA 180mm f2.8 e Z8
E' una posa intimidatoria ad ali spalancate. se continui ad avvicinarti però le ali le userà per volare via. A occhio la tua però non mi sembra una mantide cinese per la testa piccola, la macchia nera sulla zampa e la mancanza del tondino giallo. La macchia nera è tipica delle mantidi europee.
- Controluce sul pelo.
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Controluce sul pelo.
Una prova di ritratto (felino) che sfrutta l'effetto del titolo. All'inglese Rim Lightning, illuminazione del bordo, In controluce i peli si illuminano separando nettamente il soggetto dallo sfondo. Molto usata nel ritratto animale non dubito si possa fare anche con esseri umani, ma i gatti (le bestie in genere) sono pelosi dappertutto 😁.
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Stessa scena, due equilibri diversi
Oh Oh, belle foto urban/street e bel bianco e nero! Nella prima l'occhio viene preso dalla fuga prospettica del marciapiede piastrellato e portato all'uomo in nero centrale bilanciato delle altre due persone, poi per poi andare a finire, in fondo nello spazio aperto col cielo. la seconda, ad una prima occhiata mi sembrava meno interessante della prima, ma riguardandola penso tu abbia ragione, o perlomeno sono allo stesso livello pur differenti. La cornice degli alberi che inquadrano la figurina seduta sulle scale e i due seduti sulla panchina raccontano, come scrivi tu, danno una dimensione un poco più rilassata, meno dinamica ma molto gradevole.
- GATTOGRAFO!
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Due muri, due passanti
Per la mia sensibilità, non sono immagini emotivamente troppo coinvolgenti, tuttavia sono ben composte, i riflessi delle finestre opposte contribuiscono ad arricchire l'immagine in entrambe rendendole gradevoli. Le due persone dalla maglietta fortemente colorata fanno il loro dovere come centro di attenzione in un insieme equlibrato. Per la mia sensiblità cromatica e per i lineamenti più decisi del volto preferisco la seconda, ma è del tutto personale.
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Una grattatina?
Silvio Renesto replied to Silvio Renesto's topic in Fotografia's L’ultima fotografia che vuoi condividereAnche nei gatti, e poi per un gatto mostrare il ventre indica che si fida di te, perchè è la parte più vulnerabile. Mamy è una delle gatte più anziane della colonia, ma finora se la cava bene. C'è da dire che i responsabili della colonia sono molto attenti e premurosi.
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Una grattatina?
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Kali a Monza
Cambiamo genere… Non si tratta della dea indù in visita in Brianza, ma di una dimostrazione di una bellissima ed efficacissima arte marziale filippina durante la Giornata dello Sport tenutasi a Monza. Da sempre profondamente appassionato (quanto se non più della fotografia) e praticante delle arti marziali tradizionali, sono andato a vedere e a fotografare. IL Kali. Chiamato anche Escrima (scherma in spagnolo) oppure Arnis de Mano, è un antico metodo di di combattimento originario delle Filippine. Il Kali è considerato tra le più efficaci e complete arti marziali, impiega diverse armi bianche, fra cui bastoni e coltelli, e include il combattimento a mani nude. Non ha subito evoluzioni sportive (non ci sono gare di Kali) mentre alcune sue versioni vengono ancora oggi integrate nei sistemi di combattimento all'arma bianca e corpo a corpo di vari reparti dell'esercito e delle forze dell' ordine in varie parti del mondo. L'uso di uno/due bastoni rappresenta la tecnica di base da cui si sviluppa il Kali. il bastoni sono lunghi circa 70cm e sono di rattan, che ha la caratteristica in caso di impatto troppo forte di sfibrarsi anchè spezzarsi, diminuendo i rischi durante l'allenamento. I movimenti sono spesso fendenti circolari e non è difficile intuire che si può fare lo stesso con dei machete. Un doloroso assaggio del Kali antico l'ebbero gli spagnoli quando nel Cinquecento arrivarono nelle Filippine e trovarono ad aspettarli tribù quantomai agguerrite. Dopo la conquista, gli spagnoli proibirono l'arte marziale indigena (che però continuò ad essere praticata o in segreto o mascherata nelle danze tradizionali). I nativi integrarono poi alcune tecniche di scherma spagnola nel Kali creando una versione evoluta, l'escrima appunto. Non ho mai studiato il Kali (è arrivato tardi dalle nostre parti), ho solo avuto confronti amichevoli e scambi di informazioni con alcuni esperti, così da poterlo comunque apprezzare e capirne i principi dato che l'uso di armi bianche e bastoni, pur in modo un po' diverso, rientra anche nel curriculum dei sistemi che pratico. Se tra chi legge c'è qualche praticante, può intervenire. La bellezza del Kali, a mio avviso, è che usa gli stessi schemi motori di base per ogni tipo di combattimento, con i bastoni, con i coltelli e a mani nude, per cui una volta assimilati questi schemi nella memoria muscolare, si può passare dalle armi alle mani nude e viceversa con estrema facilità. Nell'allenamento di base si vedono i praticanti colpirsi l'uno i bastoni dell'altro che può lasciare qualche perplessità sul senso della cosa. Questo tipo di allenamento è solo per capire le direzioni e "sentire" i colpi, nell'allenamento avanzato si colpirebbero le mani dell'avversario (protette da spessi guanti), perchè lo scopo è quello di disarmarlo. Naturalmente sono previsti colpi in tutti i punti vulnerabili del corpo dalle tempie ai testicoli (per chi li possiede, fin dalle origini il kali è stato praticato da uomini e donne). Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse per il Kali soprattutto perché viene ritenuta (insieme al Silat indonesiano) tra le più efficaci arti per imparare l'uso del coltello e la difesa dallo stesso. L' Escrima/Kali che si pratica oggi nelle palestre costituisce un'ulteriore evoluzione, alcune scuole, pur non trascurando le tecniche più dirette, mettono più enfasi sul trapping (intrappolamento e controllo), a cui segue il disarmo e la sottomissione dell'avversario tramite leve articolari e bloccaggi vari, orientandosi quindi più sulla difesa personale "civile" (termine usato per distinguere dalla versione più letale, militare) ossia in un contesto in cui è consigliabile cercare di aver ragione dell'aggressore possibilmente senza renderlo invalido od ucciderlo (la difesa personale, specialmente oggi, è argomento spinoso che tralascio, scrivo solo di storia e tecnica). In ogni caso anche prendendo diverse direzioni il Kali è rimasto fedele al concetto tradizionale, senza perdere la sua efficacia. La mano libera controlla quella armata percuote per disarmare. Dal bastone ai combattimento con i coltelli. In questo momento il praticante di destra sta controllando la mano armata dell'avversario per poi renderlo inoffensivo con una tecnica particolare: La tecnica che può avere varie espressioni, viene chiamata spesso "togliere le zanne al serpente" e consiste nel tagliare i tendini della mano armata dell'avversario in modo che non possa più reggere il coltello (e nient'altro). La difesa a mani nude da coltello è quasi impossibile, se chi ha il coltello è esperto e sa come aggredire da vicino. Tuttavia può essere utile studiare ed allenare delle dinamiche di reazione che potrebbero permettere di deviare la direzione dell'attacco e reagire. Combattimento a mani nude. La dinamica è la stessa che con i bastoni, adattata. Si praticano prese e chiavi articolari per bloccare l'avversario ed immobilizzarlo con dolorose leve che possono portare a fratture o dislocazioni. Ovviamente le leve in genere è preferibile applicarle dopo aver in qualche modo stordito l'avversario. Raramente si riesce ad applicarle come prima tecnica (capita nell'Aikido che però parte da presupposti molto differenti). Note tecniche fotografiche. Fotografare in questi contesti non è mai facile per via dei visitatori, degli stand delle varie organizzazioni che insieme creano uno sfondo distraente soprattutto se l'obiettivo che si ha a disposizione ha come massima apertura f4 (il 24-120mm f4 Z). Ho cercato di rimediare meglio possibile in due modi: Con inquadrature strette, oppure inquadrando dal basso in modo da dare un po' più di enfasi dinamica all'immagine facendo apparire i praticanti un po' più "importanti" nell'inquadratura, rispetto allo sfondo: Per rendere più vario il reportage ho anche incluso inquadrature delle sole mani e braccia con l'intenzione di creare immagini diverse. Nota sul Silat. l'ho nominato nel blog; per chi non lo conoscesse, si tratta di un'arte marziale, o meglio di un gruppo di arti marziali, dell'Indonesia. Ogni isola ha la sua versione. E' se possibile ancora più affascinante e temibile. Sarebbe l'arte marziale dei tigrotti di Mompracem. Ultimamente ha acquisito una certa fama cinematografica con l'attore Iko Uwais. Non vado oltre, ma se volete vedere un buon esempio di Silat, lo trovate all'inizio della prima puntata del Sandokan di Sergio Sollima (il primo, quello bello) quando la donna cerca di difendere i due bambini dai sicari. Io mi sono divertito ad assistere a fotografare e a scrivere, condivido questo blog e spero sia gradito anche a chi legge.
- Mantide gigante con il SIGMA 180mm f2.8 e Z8