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Rudolf

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  1. Rudolf

    Riflessioni intorno alla scelta tra Z6 e Z7

    Ma intanto, se non ti dispiace ti anticipo le mie considerazioni, a caldo dopo l'uso congiunto di Z7 e Z6. sono del tutto indistinguibili, non solo in termini di corpo macchina (per distinguerle si deve guardare lo stemmino. Dovendole usare sempre insieme, in una metterei una pacetta rossa per non confonderla con l'altra) ma anche di modalità di utilizzo, sistema, autofocus, etc. etc. il ridotto formato del file avvantaggia la Z6 in termini di buffer oltre che di raffica. Il buffer in jpg è oltre le necessità pratiche. In NEF basta e avanza. La Z7 va subito in apnea. la Z6 ad alti ISO rivaleggia con la D5. Credo che la D5 mantenga un vantaggio proprio minimo, dovuto ad un file comunque più "massiccio" ma ho visto scatti a 10-11.000 ISO della Z6 perfettamente impiegabili per scopi "professionali" qui la differenza con la Z7 è massima. Ma credo che comunque la superiore risoluzione della Z7 dia vantaggi fino a 3-4000 ISO, dopo di che effettivamente si livellano. A bassi ISO il vantaggio della Z7 è di tutta evidenza in ogni condizione. in termini di Autofocus, mi dispiace ma nessuna delle due ha la reattività per seguire soggetti rapidi ... come i miei cuccioli. I due autofocus sono sostanzialmente sovrapponibili in tutto e prevalentemente adatti a scattare a soggetti che collaborano (fermi o che si muovano solo sul posto) le due macchine traggono entrambe vantaggio dall'uso di ottiche Nikkor Z sinteticamente, vedo la Z6 più indicata per un uso generale per lo più in condizioni di scarsa illuminazione, quindi anche a sensibilità "insane", dove usare la Z7 è possibile ma ... sciocco. La Z7 per chi fa paesaggio, studio, still-life, ritratto e in generale si avvantaggi in scatti per lo più verso le sensibilità più basse. Io confermo la mia scelta per la Z7, è la macchina per me. Una macchina a risoluzione tipo la Z6 solo quando avrà i 20 scatti al secondo sempre perfettamente a fuoco su soggetti in azione. E in questo caso, meglio con un corpo tipo la prossima Olympus E-M1X Comunque, metterò a disposizione i NEF di entrambe le macchine. Con le foto di una banconota a vari ISO, fatte con il 24-70/4 S.
  2. Olympus ha disertato la scorsa Photokina annunciando però per l'inizio del 2019 una nuova ammiraglia con prestazioni "inusitate"e di fascia superiore alla già "bella" OM-D E-M1 Mk II. Ha anche confermato che non farà parte del consorzio Leica L e rimarrà fedele al formato micro4/3. Il nuovo nome registrato sembra essere OM-D EM-1X e questo nome già farebbe il verso alla Canon EOS 1D-X. Ma adesso è stato pubblicato l'ingombro della macchina, con il passaggio della certificazione FCC. Olympus ‘ unpublished digital Camera “im010″ has passed FCC certification. The body size is 144.37 mm (width) x 146.765 mm (height) x75.345 mm (depth). Wi-Fi (802.11 a/b/g/n/AC) and Bluetooth installed. USB PD (15v) compatible. La nuova macchina avrebbe dimensioni paragonabili effettivamente con Canon EOS 1D-X e con Nikon D5 (infatti è più alta che larga e l'impugnatura bella profonda). Ed è il motivo per cui ne parlo nel Club delle mirrorless Nikon. Al netto del formato 4/3 che è circa un quarto di quello full-frame su cui sono concentrate Nikon e Canon nelle loro mirrorless, la nuova Olympus che sarà presentata in tempo per la fiera di Yokohama e per la Photokina 2019 di primavera, dovrebbe essere una mirrorless professionale, in grado di sparare raffiche elevatissime, avere una elevata autonomia, con un corredo di ottiche professionale praticamente completo (fino al 600mm equivalente) e con una costruzione realmente professionale. Il prezzo potrebbe posizionarsi verso quei 5000 euro se non oltre che caratterizzano le ammiraglie professionali di Nikon, Canon e Sony. Se fosse così, ci sarebbe un nuovo incentivo per vedere successivamente nuove proposte già da Sony nel 2019 e successivamente - io credo - non oltre il 2020 - da Canon e da Nikon in questo ristretto segmento oggi ancora largamente presidiato dalle reflex. Io sono molto curioso e interessato non avendo mai nascosto la mia simpatia per Olympus
  3. Altre foto più accurate che dimostrano che stiamo parlando del vero oggetto : in una intervista il manager foto di Olympus ha dichiarato ancora che : - loro non sono interessati al full-frame - questo formato e queste tecnologie sono il coronamento di 50 anni di sviluppo della filosofia Olympus - il fatto che gli altri produttori siano concentrati sul full-frame apre loro questa fascia di mercato in cui i clienti riconoscono il giusto equilibrio tra dimensioni/pesi e prestazioni ed io tendo a dar loro ragione. Oggi, dovessi dotarmi di un sistema alternativo del tutto alle mie Nikon full-frame, penserei esclusivamente ad Olympus.
  4. Rudolf

    Quale usare

    Per fotografare cosa ?
  5. Anche io ho notato un leggerissimo miglioramento. Ma siamo sempre li.
  6. Come annunciato qua, nell'aggiornamento di dicembre Adobe estende il supporto completo anche alla Nikon Z6. Stessa soluzione (per chi è abbonato) anche per gli utenti di Adobe Lightroom. Ricordo che per gli utenti di vecchie versioni di Photoshop o di Lightroom è disponibile, gratuitamente, il DNG Converter (per ora ancora in Beta, ne abbiamo parlato qua).
  7. Rudolf

    Goodbye everybody!

    Segnalo agli interessati che Michele (alias Spinoza) ha anche chiesto la rimozione del suo account. Cosa che noi garantiamo in virtù anche di quanto scritto qui : [Privacy] Dati personali su Nikonland, diritto all'oblio, cancellazione account stiamo solo valutando se fare una rimozione totale (di quelle che non lasciano tracce) o se limiteremo l'azione al solo account. Una cosa di questi giorni, comunque. Ricordo che è diritto di tutti richiedere la cancellazione dell'account su Nikon e di tutti i propri contributi ad ogni titolo inseriti sul sito tempo per tempo. Sarà sempre per noi motivo di impegno, a prescindere dalle normative in vigore, fare fede ad ogni richiesta in tal senso.
  8. Rudolf

    Riflessioni intorno alla scelta tra Z6 e Z7

    Ieri ho fatto tipo .... 6500 scatti con entrambe le macchine. le tue foto segnaletiche ... nel week-end (domenica pomeriggio scatto in chiesa musica sacra barocca).
  9. Quale che sia l'ambiente di sviluppo dei nostri file NEF, abbiamo sempre dovuto riscontrare come - purtroppo - non ci sia mai rispondenza tra le impostazioni che effettuiamo oncamera al momento dello scatto e quelle riportate dal software, tranne che non si usi il programma concesso gratuitamente da Nikon. E' di tutta evidenza che dentro Nikon Capture NX-D ogni dato, ogni parametro, ogni selezione sarà perfettamente riscontrata tanto che, senza alcuna regolazione successiva, i file sviluppati saranno del tutto identici a quelli che ha creato la nostra fotocamera e che noi abbiamo visto nell'anteprima sul dislpay, visualizzando il file appena scattato. Una schermata di Capture NX-D ma nolenti o volenti, lo standard de facto dello sviluppo dei file RAW e del fotoritocco/postproduzione universalmente riconosciuto e, soprattutto adottato, è quello prodotto da Adobe. E i programmi Adobe - sia Photoshop che Lightroom - operando via Adobe Camera Raw, non hanno avuto sino ad oggi accesso alle regolazioni specifiche dei nostri scatti, salvati da Nikon nei metadati dei file NEF, ed accessibili solo dal software Nikon. Sino a ieri, per meglio dire, perchè con le Nikon Z la storia cambia. Non in maniera sostanziale, sia chiaro, ma io lo trovo già un primo passo importante che in futuro potrebbe favorire ulteriormente il fotografo. Perchè ? Perchè se è vero che scattando in NEW poi in sviluppo io posso fare tutto ciò che voglio (nei limiti del ragionevole) è anche vero che in fase di scatto posso aver utilizzato determinate impostazioni che mi hanno influenzato nelle mie foto (per esempio, l'uso del Picture Control o l'ADL) e non è detto che io mi ricordi, quando mi siedo davanti al computer, perchè e cosa stavo pensando mentre scattavo. Rivedere almeno grosso modo la situazione con cui ho giudicato validi i miei scatti non sarebbe male. Con le Nikon Z i programmatori Nikon hanno fatto un primo passo in questa direzione auspicabile, andando a scrivere nei metadati del file NEF parametri che Adobe Camera Raw può leggere. Non tutti quelli che vorremmo, ma almeno alcuni. Ce ne siamo accorti con Spinoza già nei primi scatti. Lui l'ha notato perchè vedeva delle correzioni inaspettate nella esposizione e nel trattamento delle ombre, nel caso lui avesse impostato l'ADL in fase di scatto (una modalità utile alle volte e che Nikon Capture NX-D interpreta, ma Lightroom ovviamente no). Per confermarlo io mi sono andato ad aprire i file NEF grezzi, senza alcun intervento anteriore via software, con un normale editor esadecimale. Quello che segue è l'header di un NEF della Nikon D850 Un NEF della Nikon D850 nel riquadro che ho evidenziato in rosso ci sono i parametri che Nikon faceva scrivere alle fotocamere prima della Nikon Z. Sostanzialmente il modello della fotocamera, la versione del firmware, il copyright dell'autore, la data e l'ora di scatto e poco altro. Guardate anche solo dalla dimensione di quella zona, i metadati Nikon di un file della Nikon Z7 un NEF della Nikon Z7 Se vi soffermate con attenzione, dopo il nome della fotocamera e la versione del firmware, cominciano una serie di informazioni che Adobe Camera Raw può direttamente leggere ed impostare in fase di sviluppo Cominciando ... dal fondo, il profilo di scatto impostato - in questo caso "Camera Standard" (ma potrebbe essere invece Camera Landscape o Camera Neutral, o Portrait), e più indietro, correzioni di esposizione, di apertura ombre, di contrasto, di luci. E di nitidezza (sharpening) e di correzione del rumore sia di luminanza che di crominanza. Impostati secondo criteri Nikon per simulare le impostazioni del momento di scatto. Una specie di traduzione di quanto percepito da Nikon Capture NX-D e inaccessibile dall'ambiente Adobe, nel linguaggio di Adobe. Aprendo una foto a caso scattata con la Z7 con Lightroom vedremo queste applicazioni : Lightroom riconosce il profilo Monocromatico e lo applica, applica anche correzioni alle ombre, alla nitidezza e al trattamento della riduzione del rumore. Un altro caso invece, di scatto con profilo Vivid ("Fotocamera Intenso") qui oltre al profilo, viene applicata anche una correzione in esposizione (derivante dal ADL). La riduzione del disturbo è diversa, segno che ci sono delle valutazioni effettive della situazione e non vengono passati dei dati fissi. Ho notato che in altre circostanze viene applicata una riduzione del contrasto e via così. In sostanza, come dicevo all'inizio, un inizio di comunicazione tra l'ambiente Nikon e quello Adobe, nella giusta direzione di aiutare chi utilizza i programmi Adobe per finalizzare le sue foto. Non stiamo qui a sindacare su quali programmi siano meglio e quali utilizzare. Ognuno avrà fatto la sua scelta (per me è Adobe, in quanto trovo poco produttivo Nikon Capture e per nulla intuitivo e troppo "artistico" Capture One della danese Phase One). Nemmeno che lo sviluppo sia già fatto semplicemente per l'applicazione di questi parametri. Tutt'altro, ma già la riproposizione in anteprima senza intervento manuale di come ho scattato le foto è un passo avanti che mi mette più a mio agio nel poi procedere con le mie regolazioni. Dove resta ancora da lavorare ? Nell'effettiva connessione tra Nikon Inc. ed Adobe Inc. perchè ancora molte sfaccettature del modo di lavorare di Nikon non vengono ben interpretate dai programmi Adobe. E' ancora approssimativa la rappresentazione dei profili della fotocamera nel rendering Adobe. Eccessivo il contrasto applicato (tanto che anche la correzione automatica di Adobe propone sempre una riduzione del contrasto e un'apertura delle ombre). Approssimativa la lettura del bilanciamento del bianco (ho impostato 10000 K in scatto e Camera Raw ha letto 9100 K). In questo dovranno lavorare le due società che, dopo un generico annuncio congiunto di qualche anno fa, non hanno intrapreso passi avanti importanti. Anche se possiamo riscontrare effettivamente che l'uscita della Z7 è stata anticipata da Adobe che già con Lightroom 7.51 consentiva la lettura, seppure grossolana, dei file NEF della macchina e con una beta version della versione completa messa a disposizione di certi ambienti. Ma noi non ci accontentiamo
  10. Rudolf

    Nikkor Z 50mm f/1.8 S per Nikon Z (test/prova)

    E' il primo fisso per Nikon Z che provo ed è e la lunghezza focale che per me è stata per quasi un decennio l'unica o quasi all'inizio della mia carriera di fotografo. Una scelta obbligata per Nikon ma anche per me per saggiare veramente le potenzialità del sistema. Il mio giudizio estremamente sintetico è che ci siamo, l'obiettivo è quello giusto per accompagnare la mia Nikon Z7, e che se questo è solo l'inizio, il futuro dei Nikkor Z sarà proprio luminoso ! "Guarda adesso il mio cappello. Sì, mio core, or è più bello: Sembra fatto inver per te." risponde Figaro alla Susanna che gli mostra trionfante il suo "nuovo cappellino vezzoso" (Mozart, Le nozze di Figaro, Atto I,Scena Ia) E sembra inver fatto per la mia Nikon Z7 questo nuovo Nikon 50mm f/1.8 S : con il paraluce a petali e il tappo anteriore e a confronto con il Nikon 50mm f/1.8G per reflex, attuale 50mm entry level Nikon con attacco F il confronto tra i due dà immediatamente la chiave per leggere il futuro prossimo delle ottiche Nikon. Cambia tutto, dal design, molto più minimal, senza iscrizioni dorate, sostituite da sobrie scritte bianche più grandi, in stile Zeiss. Cambiano le proporzioni, a partire dall'attacco enormemente più grande di quello, a destra, del Nikon G. La ghiera di messa a fuoco, in metallo, ben zigrinata, lunga ... quasi quanto tutto il 50mm G. E' in metallo anche il primo fusto dell'obiettivo, mentre è in policarbonato la parte anteriore, quella che termina con la filettatura per i filtri e con la baionetta per il paraluce in dotazione. L'unico comando presente è il selettore Autofocus, Manual Focus. Come per tutti gli obiettivi Z, il passaggio al Manual Focus inserisce la scala delle distanze analogica nel mirino. Ho scritto della lunghezza dell'obiettivo nuovo rispetto alla versione G. Non è fine a se stessa, la spiegazione è nello schema molto diverso tra i due obiettivi, così come il numero delle lenti complessive. lo schema ottico su 12 lenti del nuovo Nikon 50mm f/1.8 S (sono presenti due lenti ED e due lenti asferiche) lo schema ottico su 7 lenti del Nikon 50mm f/1.8 G (è presente una sola lente asferica) Ho usato questo obiettivo per un paio di settimane, prevalentemente in luce disponibile e praticamente sempre a tutta apertura. Ma voglio iniziare con due foto in studio, ad f/8, con il flash (un Godox AD600 Pro pilotato in TTL con softbox e nido d'ape) il risultato è di grande delicatezza. Non è un macro, intendendo in questo caso positivamente la precisazione. La nitidezza è di livello a tutto campo. Qui ho messo a fuoco con il pinpoint in AF-S sulla testa della vite esagonale in acciaio inox a sinistra sul pilastro. Siamo a tutta apertura e possiamo vedere la nitidezza sul taglio verticale appena davanti e dietro la vite, la transizione degli sfuocati, la resa delle ombre e dei punti di luce. Cielo coperto, luce disponibile. f/1.8, ISO Auto, tempo corrispondente contando sulla stabilizzazione offerta dal sensore della Nikon Z7 dettaglio 1:1 della testa di Blackey che mi guarda sconsolato. Da anni si vede oggetto di foto di test di tutti i generi, pubblicati subito in barba alla sua sacrosanta privacy ! la foto complessiva. Sempre f/1.8, sempre in luce disponibile. Nitidezza in sviluppo come proposto da Nikon a Lightroom per l'occasione c'è in giro anche il suo amico-nemico Johnny Storm, qui in dettaglio 1:1 e poi a tutto frame nella foto d'insieme si intravede l'effetto della vignettatura su una foto reale. Si corregge facilmente on-camera o in sviluppo ma a me non dispiace in un 50mm. Certo non andrò a cercare la nitidezza massima negli angoli estremi ad f/1.8. Qui il mio soggetto è dove piace a me, e gli occhietti furbi di Johnny coprono meno di 1/100 della superficie dell'immagine, eppure si vedono benissimissimo ! una veduta del ponte sul Naviglio Pavese a Porta Ticinese a Milano. Sempre f/1.8, sviluppo su Standard, senza particolari effetti. Anche qui nitidezza esemplare, a tratti addirittura ... spaziale. picture control su Matita, appena aperte le ombre in sviluppo per rendere leggibili i dettagli il pavimento del lungo Naviglio qui stavo puntando la ragazza ricciolina dall'altra parte del Naviglio, davanti passava Silvio Renesto Jana in via Tortona. Luce pomeridiana di novembre. Sempre f/1.8. Sfuocato morbido ed avvolgente, picture control su Ritratto, chiaro ma senza eccessi, come si conviene ad un obiettivo più adatto al ritratto stretto. qui sempre Jana dentro ad un ristorante ed io fuori attraverso il vetro. Luce mista, luci di tutti i generi all'interno e prevalenza di pareti dipinte di ocra. stesso caso ma in bianco e nero per annullare l'effetto delle dominanti, comunque ben corrette nel colore (wb automatico) qui ci sono luci di disturbo ovunque. Per mettere a fuoco in questa circostanza ho risolto con la zona dinamica in AF-S qui siamo all'esterno del ristorante, lei è seduta in ombra e comunque la luce è tenue e bassa (pomeriggio di novembre) idem, ma più da vicino e con l'effetto del lampadario interno che intanto si è acceso Belka distesa con la luce che entra dalla finestra. Mattino di novembre con il cielo coperto. Sempre ad f/1.8. tutto lasciato al naturale in sviluppo. Sempre Belka in versione più aggressiva, controluce davanti alla finestra. Bianco e nero nativo on-camera, sviluppato poi in Lightroom con il profilo corrispondente della fotocamera. Il bello della Z7, qui ben coadiuvata dal Nikkor Z 50/1.8S è che ho letto la luce perfettamente a mirino mentre scattavo, ottenendo esattamente l'effetto di esposizione che cercavo. Io scatto sempre in Manuale, in questo caso variando la sensibilità necessaria ad avere l'esposizione che volevo anzichè diaframma o tempo, Con lente addizionale Marumi DHG330 da 62mm (+3 diottrie) Contando sul passo filtri da 62mm, ho provato anche con la mia lente addizionale "piccola" (l'altra è a passo 77mm) per potermi avvicinare di più ai soggetti qui c'è il piccolo beniamino di casa, Toby, in braccio alla nonna messa fuoco sull'occhio per quanto reso possibile dals uo "moto browniano" la cinghietta del centenario Nikon. Qualcuno potrà mai dire che non sono nikonista ? Nikonista per me è un modo di essere, non è una cosa cui penso, mi viene naturale Le mie prove sul campo sono sempre di natura fotografica, non amo particolarmente fare o proporre scatti di laboratorio, credo che non portino a molto perchè poi le foto del mondo reale possono differire grandemente da quanto vediamo su una mira ottica. Per esempio, come avrete notato, la nitidezza già a tutta apertura di questo obiettivo è grandiosa, ciò si può spiegare anche con la ridotta aberrazione cromatica longitudinale (LoCa) e con lo schema complesso. Ma nella realtà non si nota alcuna aberrazione nelle foto, anche in situazioni complesse. E la vignettattura, presente fin a diaframmi medi, nelle foto di strada non si vede per nulla (tanto che io qualche volta la aggiungo artisticamente). Cionondimento : Aberrazione Cromatica Longitudinale (LoCa) Direi molto ben contenuta e sul piano di quella del Nikon Z 24-70/4 (altro campione di nitidezza), non da obiettivo apocromatico ma non è un oggetto che viene venduto come "senza compromessi". Il marchio Superior mi pare ben meritato rispetto ad altre realizzazioni Nikon anche correnti. vignettatura esasperata in sviluppo (aumento del contrasto con i cursori di bianco e nero). Ad f/1.8 abbastanza marcata ma la maschera è circolare. Si riduce ad f/2.8, tende a diventare trascurabile (ma ancora presente ed evidente, almeno fotografando pareti bianche o cieli tersi) ai diaframmi f/4 ed f/5.6 Oltre f/8 io non andrei per evitare la diffrazione (è una raccomandazione personale per tutti gli utenti della Nikon Z7). ma come sappiamo in automatico questo effetto viene corretto sia oncamera che in sviluppo del NEF. Conclusioni Insomma, non mi dilungherei troppo oltre. L'obiettivo mi è piaciuto. In particolare per la costruzione e per come stia naturalmente in mano. La sua nitidezza induce ad usarlo sempre tutto aperto. Ha uno sfuocato molto piacevole anche, forse non sarà il più cremoso del mondo ma somiglia più a quello di un 85/1.4 che del "normale" 50/1.8 cui siamo abituati da sempre (quello a 7 lamelle di diaframma, per intenderci !). L'autofocus è veloce e silenzioso. Il prezzo proposto al pubblico (699 euro tutto compreso) potrà sembrare elevato ma io credo sia in linea con le prestazioni dell'obiettivo, considerando che stiamo comunque entrando in un'era in cui tutto sarà high-end (dobbiamo confessarlo : siamo una specie protetta e in via di estinzione. I più fotografano con lo smartphone e i residui fotografi disposti a dotarsi di buon materiale fotografico, sempre di meno. I produttori non hanno tante alternative rispetto ad un generalizzato ed inesorabile aumento dei prezzi per compensare la riduzione del numero di pezzi venduti). Sulle dimensioni in raffronto al piccolo 50/1.8G, ho già detto. Chi fosse scettico provi a maneggiare i due contemporaneamente e poi mi dirà cosa ne pensa. Sinceramente ho sempre considerato il pur onesto Nikon 50/1.8G un obiettivo da montare per fare le foto di rito dei corpi macchina Nikon ma raramente mi viene voglia di utilizzarlo. Sta la in un angolo e basta. Invece questo 50/1.8 S sarà mio appena disponibile presso il mio abituale fornitore di materiale fotografico (è in distribuzione in questi giorni) E tra i miei obiettivi più usati per i prossimi mesi. La mia Nikon Z7 è sempre pronta all'uso sul tavolo (mentre le reflex stanno nell'armadietto), con il 50/1.8 S farà coppia quasi sempre fissa. Mentre è Jana che ci saluta, sembra che Nikon con questo 50/1.8S ci voglia avvisare che se già troviamo queste prestazioni elevate, ma non ancora superlative, possiamo già cominciare a sognare cosa ci potrà riservare il futuro 50/1.2 S progettato senza compromessi sulla base dell'esperienza dell'esoterico Nikkor Z Noct 58/0.95, obiettivo che resterà fuori dalla portata per molti, specie per chi come me preferisce avere un autofocus eccellente al focheggiare a mano. Sinceramente io non vedo l'ora che ci sia una serie di fissi di altissimo lignaggio, possibilmente f/1.2, per Nikon Z. Ma intanto che aspetto pazientemente - adesso che grazie al nuovo attacco Nikon Z so che è finalmente possibile - non mi sentirò certo insoddisfatto da questo 50/1.8S che già oggi rappresenta più di quello che il miglior 50/1.4 Nikon ci abbia mai offerto (ed io li ho avuti tutti, 58/1.4G compreso) ... insomma, finalmente ci siamo !
  11. una pubblicità Nikon USA degli anni '80 dedicata alla Nikon F3, presentata come la macchina professionale che consente di completare i peggiori incarichi del mondo. Lo slogan : We take the world's greatest pictures (we get the world's worst assignments). Cose di cui andare fieri. Ricordo quando, appena iniziato a lavorare, negli anni di questa pubblicità, non potevo nemmeno sognare una Nikon F3 con qualcuno dei suoi obiettivi professionali (ma già allora per me c'era solo Nikon)
  12. Rudolf

    Nikon Z7 : Eureka, Nikon finalmente dialoga con Adobe !

    Nessuno dei due. Nikon adesso ha deciso di compilare i campi dei parametri di sviluppo che vengono letti dai programmi Adobe. Prima semplicemente non li considerava (come ho mostrato più sopra per la D850). Lo scopo ? Fare in modo che almeno all'ingrosso, la risposta di ACR e di LR ai file NEF delle Z sia simile alle attese (di visualizzazione a display, per esempio).
  13. Rudolf

    Nikkor Z 24-70mm f/4 S : lo zoom base per Nikon Z

    mentre qui è a 46mm, sempre su Z6. f/4, ISO 800, 1/320''
  14. Rudolf

    Nikkor Z 24-70mm f/4 S : lo zoom base per Nikon Z

    Ma noi che il sugo lo mettiamo a cuocere dopo aver fotografato, il 24-70/4 S ce lo compriamo. Questo è il mio sulla Z6 Nital @35mm, 1/320'', f/4, ISO 720
  15. Rudolf

    Nikon Z7 : Eureka, Nikon finalmente dialoga con Adobe !

    Naturalmente - ma noi ovviamente già lo sapevamo - anche i NEF della Z6 sono confezionati da Nikon in modo tale che Adobe Camera Raw e quindi anche Lightroom si ritrovino parametri di sviluppo gestibili automaticamente. questa è la testata di un file NEF della Nikon Z6 aperto con un normalissimo editor esadecimale per evidenziare la sezione dove sono descritti i parametri di sviluppo nel "dialetto" Adobe.
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