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Mauro Maratta

Administrator

Blog Comments posted by Mauro Maratta

  1. Il 14/10/2024 at 09:09, Leone Ferraresi ha scritto:

    Ma solo prodotti cinesi in questi test ?

    Perché apparecchi come questo, quando esistono, se progettati e prodotti in Inghilterra, Stati Uniti o Comunità Europea, costano prezzi sostanzialmente inaccessibili per le tasche comuni.

    Un dCS a rete di resistenze rischia di volare a 30.000 euro. Un'altra categoria, certo. Ma è questo il problema, la scelta di non servire segmenti con un potere di acquisto (e anche con un metro di giudizio più sensato) inferiore a quelli dei pochi ricchi che decidono di mettersi in casa sistemi audio da € 100.000 o più.

  2. Ah, ah, ne è passato di tempo da quando dicevo di essere ancora un fotografo da sole reflex.

    Intanto adesso non potrei più tornare ad una fotocamera che mette a fuoco solo al centro e che mi spara lo specchio mentre scatto, con tutto quello che ne consegue.

    E poi ... due di quelli che hanno commentato, non hanno più nemmeno l'account su Nikonland da tanto che non si connettono più :marameo:

  3. Audio-gd propone una piccola serie di DAC con ESS 9038/9028 ma sembra che abbiano perso interesse per questo tipo di convertitore.

    Circa l'altra domanda, si tratta di due soluzioni diverse.

    La conversione a mezzo chip integrato (Sigma Delta) è il più classico dei sistemi digitali.
    E per molti - me compreso - un pò troppo digitale.

    Mentre quella a resistenze è analogica per convenzione e concezione. E il risultato si sente.

    Nelle implementazioni migliori le due soluzioni possono essere indifferenti ma spesso chi usa i chip, poi utilizza i chip anche per tutto il resto, con un suono che è piuttosto artificiale e che manca di slancio.

    Nella mia esperienza gli ESS hanno sempre mostrato un basso vigoroso ma un medio-alto non proprio vellutato. Gli AKM un suono più neutrale.
    Gli R2R quello che è il tipo di suono che vado cercando : il più naturale possibile e senza effetti speciali.

    Forse è solo questione di gusti o di abbinamenti. Io utilizzo quasi esclusivamente planari come trasduttori finali.

  4. Johan Dalene : il nuovo astro nascente del nord ?

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    trovo queste antologie stucchevoli, da fare quando non si ha di meglio.

    Ma questo disco Bis (4 settembre 2024) è eccezionale per il valore dei due solisti, non solo Dalene, in quanto l'accompagnamento di Johansson in queste pagine - ad imitazione dell'orchestra che non c'è - è di livello straordinario.

    Registrazione chiarissima, tipicamente Bis.

  5. Dischi della settimana

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    Pappano celebra il rientro a Londra con il capolavoro di Mendelssohn che più che oratorio viene portato ai livelli del dramma operistico.

    Orchestra eccezionale, cast superbo, registrazione - LSO, fatta in casa - sontuosa

    Assoluto. Inglesi in visibilio.

    LSO Live, 5 settembre 2024, 192/24

  6. Dischi della settimana

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    straordinaria l'Hammerklavier di Hamelin, intensa e profonda.
    Registrazione eccezionale di Hyperion (2022) in 192/24 con il giusto equilibrio tra suono diretto ed ambienza.
    La fuga ha tutta l'energia che pare il pianista abbia trattenuto nei movimenti precedenti.

    Da discoteca ideale, può stare vicino a Kempff e a Schnabel.

    Hyperion, 3/10/2024, 192/24, via Qobuz

  7. Dischi della settimana

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    Trifonov e l'America.

    Ho trovato molto bello il concerto in fa di Gershwin e anche l'arrangiamento iniziale.
    Il resto è indigesto per il mio stomaco ma certamente "concreto".
    Ininfluente Nézet-Séguin ma l'orchestra merita.

    DG, 96/24, 4 ottobre 2024

  8. Ce l'ho dalla primavera.
    Si sono alternati con lui partner diversi, a cominciare dal NFB-1AMP

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    le cui dimensioni "mezzo formato" sono comparabili

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    per poi accasarsi definitivamente nel trio composto da DI24HE e Master 9 Mk 3.

    Le connessioni che uso sono ACSS verso l'amplificatore e I2S dall'interfaccia digitale.

    Usando l'interfaccia digitale - in particolare l'eccellente DI24HE di cui parlerò presto in un altro articolo - questo DAC, già naturale e trasparente di suo, cresce praticamente di livello.
    Quasi diventasse un ... R8.

    Bella forza, direte, quella interfaccia costa più del DAC ... è una cosa che ha poco senso, tanto vale comprarsi l'R8HE.

    Le stranezze di noi appassionati di musica, viene facile aggiungere un tassello alla volta quando i componenti stanno così bene insieme.
    E quindi dal primo impulso di usare l'R1 come DAC secondario, lo abbiamo fatto diventare "quasi" il sistema di riferimento in questo trio.

    Morale, il suono è proprio pulito ma comunque rifinito, senza eccessi, nessuna gamma è in evidenza ma non manca nulla.

    Come per tutti gli R2R non c'è quella spinta tellurica sul basso che si sente con un SIGMA-DELTA come i Sabre ma in fondo dipende da cosa ascoltate e come siete impostati sonoramente voi.

    In questo momento sto ascoltando il duo TAL & Grothuysen alle prese con Bach a due pianoforti e il basso che piace a me c'é.
    E anche il contrabbasso di Peter Vuust da Aarhus non si fa pregare per uscire fuori dai miei quattro 15 pollici a dipolo.

    Ma è gentile, educato, composto. Non so se mi spiego.

    Ad occhio questo DAC sta suonando da almeno 6-700 ore e lo posso considerare ben rodato.
    E' acceso da stamattina alle 08:00 e quindi è caldo.
    Anzi, molto caldo.

    Quelli di Audio-gd non hanno ritenuto di dover praticare delle feritoie di sfiato nel telaio ma forse ci sarebbero voluti.

    Come sia, il suono è questo, riproduce la musica come il resto della catena ve la consegna.
    Il suo apporto è naturale e trasparente.

    In fondo è come se non ci fosse, eppure è fondamentale. L'immagine, la timbrica, l'impatto, non vengono caratterizzati ma estratti dalla traccia (in questo caso 96/24).

    L'assenza di base del sovracampionamento per me è un plus. E in fondo io lo sto usando come impostato di fabbrica. Se ci fossero opzioni speciali non le prenderei nemmeno in considerazione.

    In conclusione, è piccolo, compatto, leggero, costa il giusto, suona ... praticamente non suona e vi permette di esaltare tutte le altre fragranze.
    Questo a me basta.

    Oppure voi siete di quelli appassionati dalle salse che coprono il gusto di quello che state mangiando ?

    Pro:

    • piccolo, compatto, leggero ma comunque ben costruito pur con qualche inevitabile compromesso
    • realmente bilanciato
    • suono naturale in linea con l'ultima tendenza del marchio
    • prezzo forse un filo salato ma allineato alle prestazioni
    • dà il massimo di se quando accoppiato con altri componenti Audio-gd
    • non aggiunge nulla a quello che gli consegnate

    Contro:

    • qualche ingenuità costruttiva (togliere il coperchio è stato complicato e anche rimettercelo; lo schermo tra le schede madri è una sottiletta)
    • manca un ingresso AES/EBU, riservato solo ai modelli superiori in compenso c'è la connessione ACSS con l'amplificatore
    • ricordate che suona bene solo quando è ben caldo, quindi meglio accenderlo una mezz'ora prima di usarlo
    • display già poco comunicativo di suo, è a una sola linea e lampeggia informazioni in modo intermettente. L'unica è metterlo su OFF e amen !

    Non ho una esperienza abbastanza vasta dei modelli delle altre case, ma anche rimanendo ai prodotti cinesi, dubito ci siano tanti R2R realmente bilanciati e in classe A a 900 euro.
    E se ci spostiamo da questa parte del globo, credo sia impossibile fare un DAC del genere a questo prezzo.
    Ma in casa Audio-gd offre sia DAC superiori (R8 ed R7) che DAC/AMPLI di fascia superiore.
    Basta sapere cosa vi serve e scegliere per il meglio.

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    il trio dei miei acquisti Audio-gd, tutti modelli 2024, perfettamente abbinati per tante ore di ascolto di grande qualità.

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    Non sono un ingegnere elettronico e devo ammettere una certa ignoranza in termini di soluzioni progettuali.
    Non starò a parlarvi quindi di circuiti a diamante, di dominio in corrente, di Classe A vera o finta, di controreazione.
    Li lascio a quelli del marketing e ai progettisti esperti.

    Non voglio nemmeno tediarvi con voli pindarici come quelli che sparano i recensori di apparecchi audio (quelli che li ricevono a titolo gratuito : io quasi tutti me li compro e poi ne offro gratuitamente le mie impressioni su queste pagine per il puro piacere di farlo ... !)

    impossibili da inquadrare e da riscontrare a distanza.

    Quindi prendete con il benefizio di inventario e un pò di fiducia quanto vi scrivo in queste note di ascolto e di uso.

    Ho questo Master 9 Mk. III  da qualche mese. Ha sostituito l'NFB-AMP di cui ho già parlato in queste pagine.
    E' un apparecchio di fascia nettamente superiore che sfiora l'high-end.
    Nel senso che in catalogo ci sono macchine superiori ma che questa è già ad un livello tale per cui pensare a qualche cosa di superiore è avere soldi in più da spendere.

    Ad ogni generazione i progettisti di Audio-gd proseguono nel loro percorso alla ricerca di un suono il più naturale possibile.

    Infischiandosene delle mode che vogliono soddisfare la voglia di gadget, di funzionalità e promettono più che altro prestazioni eccezionali al banco di prova ma poi, alla prova dei fatti, un suono asciutto, non troppo gradevole e piatto.
    Usando operazionali, microchip industriali e moduli di amplificazione o processori di segnale adattati a circuitazioni con alimentazioni asfittiche.

    Per Kingwa, il suono è l'aria e l'alimentazione è l'acqua, ovvero la vita.

    Qui anche se l'alimentazione è tradizionale abbiamo ampio dispendio di forze, pulizia, separazione e classe A ovunque.
    Inoltro è più che raro se non impossibile trovare controlli di volume separati R2R su un amplificatore da 1200 euro.
    Se fosse fatto in Svizzera o in Inghilterra, questo costerebbe almeno 5000 euro.

    Ma ... queste sono ancora chiacchiere. Come suona.

    Suona come promesso, dolce, naturale, equilibrato, dettagliato ma senza alcuna fanfaroneria.

    Delle tre generazioni di Audio-gd che ho conosciuto, i primi avevano un basso roccioso ma un medio poco gradevole, i secondi avevano un medio e un alto più rifinito ma un basso poco sviluppato.
    Qui l'equilibrio regna sovrano ma soprattutto, è l'impostazione che è disarmante tanto è naturale, dolce, analogica (parola che non significa altro che ... non ci sono asprezze digitali).

    Probabilmente il mio giudizio è drogato dal fatto che lo uso alimentato da una catena allineata e basata su una interfaccia digitale con alimentazione rigenerativa Audio-gd DI24HE e un DAC NOS R2R R1, con le migliori connessioni possibili (I2S e ACSS).

    Ma posso anche dire che il confronto con il più raffinato (costoso ed enorme) R27HE non lo vede così perdente.
    La firma musicale è la stessa e il più costoso ne viene fuori solo se i terminali di uscita (cuffie o diffusori) sono in grado di rendere giustizia alle sottili differenze che ci sono in campo.

    Come dire che un Master 9 Mk III può bastare. Per tutta la vita. Ma che, per chi non vuole farsi mancare niente ed andare all'esplorazione della capacità di ascolto ... delle proprie orecchie, c'è sempre l'HE9 da 22 chilogrammi, 50°C di temperatura a regime, e 2850 euro di prezzo.

    Perché per gli umani, la prova finale sta solo nelle loro orecchie.

    Qui abbiamo dettaglio, impianto sonoro, naturalezza di risposta, nessuna fatica di ascolto (proprio ZERO).

    Pro:

    • prestazioni elevatissime per un apparecchio di fascia media
    • rapporto prezzo/prestazioni sfidante e difficile da trovare in altri apparecchi dello stesso prezzo
    • completezza di ingressi e di uscite
    • apparecchio solido, costruito in maniera eccezionale con sfoggio di soluzioni raffinate, in un telaio ancora contenuto e poco pesante (ma più pesante di qualsiasi altro cinese prodotto in grande serie con componenti industriali)
    • capacità di pilotaggio per qualsiasi cuffia sul mercato
    • suono naturale, delizioso, privo di fatica di ascolto, "analogico"

    Contro:

    • scalda da matti !
    • la qualità del suono viene fuori quando è ben caldo dopo minimo mezz'ora dall'accensione
    • display e comandi continuano ad essere degni di un apparecchio industriale, non di un componente hi-fi : astrusi è dire poco
    • si trova più a suo agio con componenti dello stesso marchio (ma questo non è un difetto)

    Complessivamente penso che questo sia uno degli apparecchi HI-FI migliori - per equilibrio di risultato - tra quelli che nella mia lunghissima esperienza di ascoltone ho avuto la fortuna di provare e possedere.
    Non è di quelli che vi stupiscono con effetti speciali. Ma una volta che lo avrete capito, lo apprezzerete ogni giorno di più.

  10. Dischi della settimana

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    con la premessa che io sono sempre stato e sempre sarò un acceso fan e sostenitore di Herberth Von Karajan, il riascolto di questa Fantastica lascia molto delusi, nonostante la ripulitura a 192/24.
    Ma non per la qualità del suono (è comunque una registrazione del 1975) per la lettura molto approssimativa e superficiale, un pò roboante di Karajan.

    Al confronto non sfuggiranno le differenze per esempio, con la recente lettura di Ticciati registrata dalla Linn nell'oramai lontano 2012

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