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Mauro Maratta

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Blog Comments posted by Mauro Maratta

  1. C'è il White Paper più sopra che spiega come stanno le cose (anche se è già superato !).

    La grana per il momento è "euristica", non è deliberata. Devo scrivere un programma per farlo (Filmbox Lab) in modo coerente, pellicola per pellicola.
    Ma già funziona per via manuale "a occhio" con applicazione selettiva soggetto/sfondo.

    image.png

    image.png

    image.png

    ma già così è piuttosto sofisticato.

    Dici che non si vede la differenza ? 😉

    PS : di default la grana è disattivata perché un tipo su queste pagine mi ha detto che la detesta e che la detestava anche quando usava la pellicola.
    Ognuno è Re in quel che fa !
    Quindi l'ho messa facoltativa.

    A regime comunque ogni pellicola avrà una firma deliberata di grana coerente con la pellicola da cui si isprira (bassa se pellicola da 100 ISO, media se da 400, alta se da 800, altissima se da 3200 magari tirata e sovrasviluppata ...)

  2. Orbene, riepiloghiamo per i dissssssssssssssstratti.

    1. domenica 11 ottobre

    2. passeggiata fotografica street di Nikonland

    3. con una fotocamera e un solo obiettivo

    4. con una o due pellicole di Nikonland

    5. ognuno dove può o dove gli va (anche nella strada davanti casa, non è necessario fare più di 20 metri a piedi se uno non vuole camminare troppo)

    6. per i lombardi che possono riunirsi tra Legnano e Giussano (non per andare alla prima crociata armati o respingere il barbaro invasor), fisicamente insieme, gli altri virtualmente insieme a tutti noi

    7. ma nessuno vieta a manipoli di coraggiosi, di riunirsi colà ove vivono e passeggiare insieme, il tempo per accordarsi c'è

    poi, dopo aver digerito e smaltito la camminata, le foto, pubblicate qui di seguito.

    Non pretendiamo capolavori. Partecipazione (non sollecitata ulteriormente) si.

  3. Io continuerò a proporli senza problemi, ma ho il vago sentore che l'interesse per i contest sia sceso rapidamente verso lo zero Kelvin.
    Un pò come in generale tutto il mondo relativo alla fotografia "praticata" per davvero.

    E' solo una mia impressione ?

    [PS : chi tace, acconsente]

  4. VOLTI VIVI

    Richard Wagner, sguardo elettrico.png

    L’ultima parola

    Palermo, 13 gennaio 1882

    Ha appena terminato Parsifal.

    Richard Wagner si volta lentamente verso l’obiettivo, quasi contrariato dall’intrusione. Non sorride. Non ne ha motivo. Per venticinque anni quell’opera gli è rimasta accanto come una promessa, una tentazione, forse una resa dei conti. Ora la partitura è conclusa e l’uomo che ha preteso di rifondare il teatro musicale sembra domandarsi che cosa resti ancora da conquistare.

    Ha sessantotto anni. La salute vacilla, ma lo sguardo conserva intatta la sua autorità. È lo sguardo di chi non ha mai saputo chiedere permesso: né ai sovrani, né ai creditori, né al pubblico, né alla storia.

    Attorno a lui Palermo respira una luce tiepida, quasi primaverile. Wagner vi è arrivato con Cosima, i figli, i domestici e l’immancabile seguito di bauli, velluti, carte e necessità. Anche quando cerca riposo, Wagner non sa vivere modestamente. Ha bisogno di bellezza, di silenzio, di profumi, di stoffe preziose; ha bisogno, soprattutto, che il mondo si disponga intorno alla sua persona come una scenografia.

    Eppure Parsifal parla di rinuncia.

    È questo il primo dei suoi paradossi. Il più sensuale fra i compositori scrive un’opera sulla castità; il polemista implacabile affida la salvezza alla compassione; l’uomo capace di ferire amici, protettori e avversari immagina un eroe che diventa sapiente attraverso il dolore degli altri.

    Durch Mitleid wissend: sapiente attraverso la compassione.

    Wagner non vuole che Parsifal sia chiamato semplicemente opera. Lo definisce Bühnenweihfestspiel, un’azione scenica destinata a consacrare il palcoscenico. Quel palcoscenico è naturalmente Bayreuth, il teatro costruito per la sua musica e, in fondo, per il suo mito. Qui il pubblico non dovrà soltanto ascoltare: dovrà entrare in un rito.

    Nella storia del Graal, del re ferito Amfortas, della lancia perduta e del puro folle, Wagner riversa le proprie ossessioni: il peccato, il desiderio, la sofferenza, la redenzione. Non offre risposte semplici. La sua musica procede lentamente, come se il tempo stesso avesse cessato di scorrere. Le armonie si cercano, si sfiorano, esitano prima di risolversi. In Parsifal persino il silenzio sembra sapere qualcosa che gli uomini ignorano.

    Questa fotografia è immaginaria. Ma l’istante al quale appartiene è reale.

    Il 13 gennaio 1882, a Palermo, Wagner portò a termine l’orchestrazione del terzo atto e pose l’ultimo segno sulla partitura. Era esausto. Possiamo immaginare che abbia deposto la penna, avvicinato le mani al pianoforte e ascoltato ancora una volta, dentro di sé, le campane di Monsalvat.

    Poi qualcuno ha aperto la porta.

    Lui si è voltato.

    Ed eccolo davanti a noi: non ancora il busto marmoreo, non ancora il nume di Bayreuth, non ancora il fantasma ingombrante che avrebbe attraversato il Novecento. È un uomo vivo, vanitoso, fragile, formidabile; capace di idee ripugnanti e di una musica che continua a porci domande. Non occorre assolverlo per riconoscere la grandezza dell’opera. Né la bellezza di quella musica può cancellare le ombre del suo autore.

    Sei mesi più tardi, il 26 luglio, Parsifal sarebbe apparso per la prima volta a Bayreuth, diretto da Hermann Levi. Durante l’ultima rappresentazione del festival Wagner avrebbe preso la bacchetta e guidato personalmente le pagine conclusive del terzo atto: l’ultimo gesto pubblico del compositore sul podio.

    Il 13 febbraio 1883 sarebbe morto a Venezia.

    Ma in questa stanza di Palermo Wagner non lo sa ancora. Oppure lo sa, e non intende concederlo a nessuno.

    Ha appena scritto la sua ultima nota. Nei suoi occhi, tuttavia, non vi è alcun congedo. C’è piuttosto l’antica, smisurata pretesa che accompagna tutta la sua vita:

    che il mondo taccia, finalmente, e ascolti.

  5. image.png

    AI in Action (per ora molto lenta ma sappiamo come migliorare le prestazioni. Servono comunque computer potenti).
    I criteri di selezione sono in corso di validazione. Per ora ne scarta molte ma non abbastanza.

    Da aggiungere : macchina tagliata, ostacolo davanti alla macchina, scegliere una foto con il soggetto che riempie meglio il fotogramma rispetto ad una che invece ha il soggetto più piccolo, tagliare foto scure o troppo chiare.

    Vi aggiorno sugli sviluppi. Da oggi Select ha la massima priorità.

  6. Prova questi passaggi :

    1. Chiudere Develop.

    2. In FilmBox scegliere RIPRISTINA → Copia inclusa. Questa operazione usa i file locali e non richiede il download.

    3. Controllare che INFO riporti “FilmLibrary condivisa: pronta”, poi riaprire Develop.

    Se “Copia inclusa” fallisce, serve il messaggio esatto di quell’operazione: è il passaggio che ci manca per individuare la causa.

    Per quanto riguarda l'aggiornamento non riuscito, per ora non è attivo. A regime consentirà al tuo Filmbox locale di prendere gli aggiornamenti di pellicole (se disponibili) direttamente da Nikonland in automatico.

    Mentre per l'importazione di pellicole tue, dentro Filmbox, non è previsto e non sarà previsto. Filmbox conterrà solo pellicole certificate da Nikonland con tanto di firma autentica.
    Eventuali vecchie versioni, dovranno essere conservate dentro NX Studio (l'allineamento di NX Studio non cancella i tuoi PC, li mette in coda a quelli di Filmbox).

  7. 1 ora fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

    in realtà, virtualmente, si potrebbe essere dappertutto in Italia e fare una passeggiata fotografica anche con un o due persone che condividano la passione. E condividerne gli esiti qui su Nikonland.

    Ma davvero non si riesce a fare neppure questo?

    Anche una passeggiata da soli, proprio per questo, da condividere poi online con gli altri...

    É questo il senso. Eppure c'é scritto chiaramente, anche nel titolo per chi si annoia a leggere il resto. Che Luciano si sia fermato al primo post dove parlano ... i soliti lombardi alla prima crociata e ... gli sia sfuggita la nuova proposta ?

    Ci si vede tutti l'11 ottobre, chi di presenza, chi virtualmente. Ma fuori, per strada a fotografare.

  8. Pubblicata la versione 2.0.8 totalmente riscritta.

    E' da provare anche in termini di disposizione comandi che per ora sono molto da "informatici" per fare in fretta.

    Nella prossima release ci sarà anche l'espansione generativa associata alla geometria del ritaglio (si potrà scegliere se rifilare la foto con la taglierina automaticamente o se generare gli angoli tagliati con parti create automaticamente dall'AI, così come si potrà riquadrare un soggetto, generando all'occorrenza parti di sfondo che mancano).
    E anche un controllo del campo di sfuocatura davanti e dietro al soggetto.

    Capirete che io sono sensibile al genere ritratto. Per altri generi dovete suggerire voi cosa effettivamente possa essere utile.

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