Skip to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Mauro Maratta

Administrator
  • Joined

  • Last visited

Blog Entries posted by Mauro Maratta

  1. Erika Boxing

    Materiale utilizzato per lo shooting di "boxe" :
    Nikon Z8, Tamron 28-75/2.8, Godox AD600 PRO con stripbox da 140x40cm con nido d'ape, Godox Xpro 2
    Kodak Vision3
    Per il resto dello shooting (qui illustrato solo per presentare la modella) :
    Nikon Zr con Viltrox AF 50/1.4 PRO e Viltrox AF 55/1.8 EVO
    SmallRig RC100B
    Kodachrome 25 o Kodak Portra 400NC
    alcune foto hanno solo editing, altre ritocco
    Vi presento Erika, istruttrice di fitness toscana










    dato il fisico atletico, mi dice, ho portato i guantoni da boxe. Interessa ? Ma proviamo ad unire glamour/faschion con l'attività fisica-sportiva, che ne dici ?

    Certo, non me lo faccio ripetere due volte.

    Quella che segue è una piccola selezione di circa 500 scatti con il flash che seguiva la mia raffica docilmente con pochissimi scatti neri.
    Tempo 1/100'', diaframmi tra f/5.6 ed f/8 non di più.
    Tamron 28-75/2.8 per poter seguire l'azione senza dovermi spostare troppo e senza intercettare elementi di disturbo del set.
    Tutto molto divertente. Modella che non si è annoiata, io che mi sono svagato in un sabato pomeriggio diverso dal solito.
    Ma lascio parlare le foto per non annoiarvi (il set è di ieri, le ho guardate solo stamattina. E con la Zr ho fatto circa 4500 scatti in luce naturale o mista continua)














































  2. La Vostra foto migliore di aprile 2026

    Questo non è un contest ma una testimonianza.
    Del fatto che siete attivi su questo sito.
    Del fatto che fotografate.
    Del fatto che ci leggete.
    Avete tempo tutto il mese di aprile 2026 per fare una foto nuova ed inedita, scattata con una qualsiasi Nikon di qualsiasi epoca e con qualsiasi obiettivo vogliate.
    Di qualsiasi genere e scattata in qualsiasi posto in qualsiasi momento del giorno.
    E pubblicarla qui nei commenti, scrivendo un commento compiuto, dandole un titolo, dicendoci con cosa l'avete fatta e perché.
    Avviso a chi non partecipa mai a queste cose : siete invitati anche voi !
    per chi frequenta poco e non è pratico di Nikonland.it
    le foto andranno inserite a partire dal 1° aprile e fino al 30 aprile
    si potranno inserire solo file JPG, possibilmente in formato sRGB, ridotti a 2000 punti di lato largo
    che andranno inseriti come commento a questo articolo (c'è un riquadro sotto al testo)
    ogni foto dovrà essere numerata progressivamente
    ogni autore potrà mettere UNA SOLA FOTO, UNA SOLA VOLTA durante il mese
    la foto dovrà avere un titolo, la data di scatto e un commento compiuto di almeno 25 parole italiane

    Si scorre la discussione fino in fondo, dove c'è scritto aggiungi commento, si scrive il commento e si allega il file della fotografia prescelta.



    Che non deve essere una a caso ma la vostra fotografia migliore di marzo 2026, scattata nel marzo 2026.
    FORMATO JPG, RIDOTTO, NON GIGANTESCO
    E se ancora ricordate l'aritmetica e la grammatica, ricordate la NUMERAZIONE, il TITOLO, la data di scatto e i dati di scatto, IL COMMENTO

  3. Segue :

    consultabile : QUI
    come sapete ho svariati obiettivi con attacco Sony FE, Sigma e Sony, due sono in via di ripartenza (Sigma 28-105/2.8 e Sony 50-150/2 GM) ma gli altri sono qui per restare e li uso su Nikon Z via Megadap ETZ 21 PRO+ con soddisfazione ma con la curiosità di vedere come si comporterebbero su una Sony di ultima generazione.
    Ieri, avrete forse letto della presentazione della nuova Sony a7r VI, macchina che teoricamente si va a piazzare CONTRO la nostra Nikon Z8 ma con prestazioni aggiornate.


    ha un sensore stacked da record, 67 megapixel, una nuova batteria, tutto il resto aggiornato tanto da suscitare perplessità a chi abbia o voglia una ammiraglia Sony a1 II.
    Ma di fatto sostituisce la vecchia Sony a7r V con sensore BSI da 61 megapixel. Quindi una macchina della categoria della nostra Nikon Z7 II, sebbene più prestante anche se oramai entrambe vecchiotte.
    Ebbene, che vi sto raccontando ?
    Avevo accennato a Max la mia intenzione di comprarla per farmici un giro e vedere l'effetto che fa.
    In passato ho avuto una Sony a7R II, macchina a manovella praticamente inutilizzabile che ho quasi subito "girato" all'amico Michele Paoli che invece era fermo alla primordiale Sony a7 originale del 2013.
    Io non mi trovo con altro che non sia una Nikon per ergonomia e memoria digitale.
    Ma Sigma offre tanti obiettivi per Sony - come pure tutti gli altri - e alla fine le foto le fanno gli obiettivi.
    Abituarsi ad una nuova interfaccia utente, quei menù bizzarri, rinunciare ai tanti accessori Nikon che ho a casa, tipo batterie (le Sony non sono longeve come le EN-EL18d), flash ... MEMORIE.
    Sony costringe a comprare quegli aborti di CFExpress tipo A perchè ... le vuole piccole.
    E via spropositando, sarebbe uno stress.
    Ma perchè ne parlo a voi ? Per confidenza. E perchè non sono interessato - al netto delle mie perplessità sul sistema Sony - alla nuova macchina che sulla carta sembra bellissima ?
    Perché al di là del marketing e dei suoi messaggi, la nuova macchina è ben riuscita ma ancora una volta viene dimostrato che non ci sono pasti gratis.
    sensore stacked da 67 megapixel
    mirino da 9.44 megadot
    30 fps al secondo in RAW
    60 calcoli AF/AE al secondo
    ma ... tempo di readout di 19 millisecondi, raffica da 150 RAW.
    Perchè un sensorone come quello, pur stacked, obbliga il processore - 4/5 volte più veloce dell'Expeed 7 - a fare un sacco di cose insieme e la copertina diventa subito corta.
    19 ms è 5 volte più veloce di quello della macchina che va a sostituire che ha un primitivo tempo di lettura di 100 ms.
    Ma è anche 6 volte più lento di Z9 e a1, per non parlare della a9 III. In pratica è veloce quanto la Z6 III ma con una massa di informazioni da muovere di 2 volte e mezza superiore
    Una cazzata ? No, perchè a qualcuno piaceranno le 67 inutili megapizze e la dinamica adattata in otturatore meccanico (si, questa macchina ha doppio otturatore) ai bassi ISO.
    Tutte cose che a me non interessano. Soprattutto non mi interessano altre fotocamere affette da artefatti da rolling shutter, come pare essere questa nuova Sony in campo sportivo.
    Ecco perché, al di là delle abitudini da Nikonista, non comprerò questa macchina mentre continuo a fare un pensierino alla Sony a9 III che peraltro si trova anche per meno soldi ...
    Quella ha le caratteristiche che vorrei io nella chimerica Nikon Z9 II.
    Cosa vo cercando io ?
    Una macchina con global shutter da 24 megapixel o con un sensore da 45 megapixel e tempo di lettura di 1 ms, senza altra limitazione, un nuovo mirino elettronico più fedele di quello della Z9, il protocollo di scrittura per le CFexpress 4.0, un sincroflash molto più rapido di 1/250'' per evitare di usare l'HSS con il sole, nessun artefatto da rolling shutter.
    Nel corpo della Z9 migliorato con un display posteriore oltre che articolato anche apribile a portafoglio.
  4. Possibile prossima uscita Nikon, una miniammiraglia in formato DX, che sia come la D500 era per la D5.
    Immaginiamo :
    rilascio nella seconda parte del 2026
    nuovo sensore stacked da 26 megapixel
    30 fps al secondo in elettronico in RAW
    batteria EN-EL15c
    battery grip opzionale
    stabilizzatore sul sensore
    una CFexpress B e una SD UHS-II
    prezzo tra €2500 ed €2800

    immagine generata con AI a solo scopo illustrativo.
  5. La Vostra foto migliore di maggio 2026

    Questo non è un contest ma una testimonianza.
    Del fatto che siete attivi su questo sito.
    Del fatto che fotografate.
    Del fatto che ci leggete.
    Avete tempo tutto il mese di maggio 2026 per fare una foto nuova ed inedita, scattata con una qualsiasi Nikon di qualsiasi epoca e con qualsiasi obiettivo vogliate.
    Di qualsiasi genere e scattata in qualsiasi posto in qualsiasi momento del giorno.
    E pubblicarla qui nei commenti, scrivendo un commento compiuto, dandole un titolo, dicendoci con cosa l'avete fatta e perché.
    Avviso a chi non partecipa mai a queste cose : siete invitati anche voi !
    per chi frequenta poco e non è pratico di Nikonland.it
    le foto andranno inserite a partire dal 1° maggio e fino al 31 maggio
    si potranno inserire solo file JPG, possibilmente in formato sRGB, ridotti a 2000 punti di lato largo
    che andranno inseriti come commento a questo articolo (c'è un riquadro sotto al testo)
    ogni foto dovrà essere numerata progressivamente
    ogni autore potrà mettere UNA SOLA FOTO, UNA SOLA VOLTA durante il mese
    la foto dovrà avere un titolo, la data di scatto e un commento compiuto di almeno 25 parole italiane

    Si scorre la discussione fino in fondo, dove c'è scritto aggiungi commento, si scrive il commento e si allega il file della fotografia prescelta.



    Che non deve essere una a caso ma la vostra fotografia migliore di marzo 2026, scattata nel marzo 2026.
    FORMATO JPG, RIDOTTO, NON GIGANTESCO
    E se ancora ricordate l'aritmetica e la grammatica, ricordate la NUMERAZIONE, il TITOLO, la data di scatto e i dati di scatto, IL COMMENTO

    Modificato 12 Aprile da Mauro Maratta
  6. Nel pranzo di due settimane fa, carino e piacevole, per carità, mi sono permesso di dire che preferirei in futuro incontri più fotografici ed operativi che culinari.
    Ad andare a pranzo si fa sempre in tempo, occasioni di fotografia in buona compagnia sono sempre rare.
    E in caso, io me ne dispenso se la compagnia o le occasioni non sono di mio gradimento.
    Ma io amo queste cose e mi piace metterle a disposizione.
    Per cui ... ecco, ci riprovo.
    Il 14 giugno 2026, quest'anno, il prossimo mese, tra circa 40 giorni, stiamo organizzando, Gabriele Castelli, Alessandro Pisano ed io, un incontro fotografico indoor con ... forse tre modelle di alto profilo.
    E' a pagamento perchè la location e le modelle devono essere pagate.
    E al momento non sono ancora in grado di quantificare i costi.
    Ma per la passione e per lo shooting dell'anno - per chi ama questo genere - si può anche fare qualche sacrificio.
    Vedete un pò voi, noi lo si fa comunque e in caso mancassero dei soldi, li metterò io, non sono di quelli che ambiscono a portarsi la cassa con i risparmi al cimitero ....
    Quindi :
    14 giugno 2026
    ore 10 - 17
    Limbiate (MB)
    fotografia di modelle professioniste, ritratto, intimo, nudo artistico (non so bene i genere delle tre modelle)
    due sono italiane o italian-speaking, una sarà - probabilmente - estone ed english speaking
    sono accettati solo fotografi experten del genere
    si deve pagare anticipatamente una quota che sarà quantificata prossimamente (nulla di inaccettabile, meno di un 50/1.8 Nikon !)
    luci fisse, flash, continue, miste, punti di fotografia diversi (non parete bianca e morta li !)
    E siccome so che un pelo di XXXX tira più di 1000 parole ecco i soggetti :



    (la terza modella è ancora da confermare, le prime due sono certe al 99%).
    Commenti, domande, adesioni qui di seguito.
    Posti limitati oltre ai tre già confermati.
  7. Nel pranzo di due settimane fa, carino e piacevole, per carità, mi sono permesso di dire che preferirei in futuro incontri più fotografici ed operativi che culinari.
    Ad andare a pranzo si fa sempre in tempo, occasioni di fotografia in buona compagnia sono sempre rare.
    E in caso, io me ne dispenso se la compagnia o le occasioni non sono di mio gradimento.
    Ma io amo queste cose e mi piace metterle a disposizione.
    Per cui ... ecco, ci riprovo.
    Il 31 maggio, domenica mattina sul presto, mi piacerebbe che qualcuno mi raggiungesse a Como, sul lungo lago e nel centro città, per uno shooting per strada in libertà.
    Non costa niente, non ha impegno a parte la trasferta per chi viene da fuori.
    Potete usare quello che volete purchè fotografiate.
    Me lo fate sapere qui nei commenti ? Altrimenti andrò da solo con la mia nuova Nikon Zr "calcio_di_fucile".

    PS : è street che in tanti mi dite, praticate, non ci sono modelle nude, non servono teleobiettivi o strumenti costosi, non costa nulla (a parte la benzina o il biglietto del treno), si deve solo avere voglia di incontrarsi e di fotografare insieme in uno dei posto che gli stranieri di tutto il mondo ci invidiano.
    Vale, anzi, soprattutto vale, per chi fotografa solo dopo preparazioni di mesi, safari oltreoceano, bestioline rare, eclissi di sette pianeti contemporanee, finali di coppa di campioni tra due squadre italiane, solo foto di still-life oppure, più semplicemente, non fotografa manco per niente ... peccato per lui !
  8. Ipotesi : trapiantare l'interno della Nikon Zf o della Nikon Z6 III in un guscio stile telemetro.
    Sensore : 24 megapixel
    Formato : 35mm
    Stabilizzatore : integrato
    Comandi : a ghiere fisici
    Mirino : elettronico a sinistra guardando da dietro
    Display posteriore : a portafoglio
    Batteria : EN-EL15C
    Memorie : SD (basta con le micro !)
    Tasto dedicato ai picture control da elevare per la parte custom ad almeno 30
    Stile : anni'50 ma aggiornato secondo questi mockup elaborati dal sottoscritto con l'aiuto di Grok 4



    prezzo di lancio 2649 euro, suscettibili di ribassi fino ai 1849 a cui viene offerta oggi la Nikon Zf
  9. Su gentile richiesta, concentro in questo unico articolo le varie soluzioni di Picture Control che simulano "pellicole" famose.
    Non si tratta di repliche conformi, sarebbe impossibile, anche perché è impossibile modulare la risposta del sensore che resta quella, senza nulla a che vedere con la latitudine di posa della "pellicola" simulata.
    Sono solo proposte di simulazione sul piano tonale e cromatico che le ricordano.
    Sono da usare con le ultime Nikon, specialmente le Expeed 7 per creare JPG già pronti in macchina.
    Ma scattando i NEF è possibile aprirle allo stesso modo che in macchina ANCHE in Nikon NX Studio.
    Purtroppo gli altri software di sviluppo non ci consentono di vederle fedelmente.
    Con la Nikon Zf è possibile anche aggiungere un livello di grana direttamente in macchina (cosa possibile anche in NX Studio).
    La logica di questi Picture Control (per lo più di tipo Flexible Color) è quella di consentire al fotografo che si fidi della propria macchina di vedere la foto allo scatto e di salvarla esattamente come l'ha vista.
    Potenzialmente avendola già pronta con lo stesso JPG della fotocamera ma con la sicurezza di poter fare ulteriori elaborazioni con NX Studio/Photoshop qualora servisse.
    Tutti questi PC sono da noi rilasciati senza alcuna riserva né responsabilità da parte nostra.
    Ognuno, se vuole, può apportare le proprie modifiche agli stessi, secondo il proprio gusto.
    Non è roba per smanettoni né per perfezionisti della scienza del colore (le pellicole non sono mai state fedeli alla realtà).
    Sono cose per fotografi che sanno cosa fanno e amano fotografare esponendo e componendo bene, senza poi passare giorni al computer a "ricreare" una immagine che esiste solo nella loro testa.
    Istruzioni su cosa sono, come sono fatti, come si caricano in macchina o su NX Studio, qui :
    e il riepilogo e la prova d'uso di Max Aquila, qui :

    Kodachrome 64.NP3 Provia 100F.NP3 TMAX.NP3 Kodak TRI-X FLEX.NP3 KODAK EKTAR 25.NP3 VELVIA FLEX 50.NP3 VELVIA FLEX 100.NP3
    Ilford XP2 St.NP3 Invertito.NP3 Ilford XP2 Sepia.NP3 BLU DI PRUSSIA.NP3 Ektachrome 100VS.NP3 Ektachrome OLD.NP3 Fujifilm 400H Scad.NP3
    Cinematic Green.NP3 CINE BIAS Green.NP3
    Kodak TRIX-X 400.NP3
    Kodak TMAX 400 New.NP3 Kodak Gold 200 II.NP3 Kodak Gold 200.NP3
    Kodak Portra 400VC.NP3 Kodak Gold 100 Clas.NP3 Kodak Portra 400NC.NP3
    Ilford PAN F 50.NP3 Ilford Delta 400.NP3 Fujfilm Neopan.NP3
    Ilford HP5 1600.NP3 Ilford HP5 400.NP3 Neopan Acros 100.NP3 Agfa Scala 200x.NP3 Kodak Panatomic X.NP3 Kodak Panatomic X32.NP3
    Fujifilm Eterna.NP3Fujifilm Astia.NP3Cinematic Blue.NP3Ferrania P30 Fellin.NP3
    Fujifilm Reala Ace.NP3
    quelle che seguono sono o nuove oppure alternative alle precedenti, da scegliere secondo gusto personale (sono in generale pensate per un WB su 5750 K)
    Kodak Ektachrome MM.NP3Agfa Ultra 100.NP3Fujifilm PRO 400H.NP3Fujifilm Astia 100F.NP3
    Ferrania Solaris.NP3 Ferraniacolor 1952.NP3 Technicolor 1932.NP3
    Superia X-TRA 400.NP3 Superia 400 Scaduta.NP3 Superia Premium 400.NP3
    Kodak Vision3 500T.NP3Kodak T-MAX 3200.NP3
    Agfa Optima 100.NP3 Kodak Eastman 5247.NP3
    Kodachrome 2026.NP3
    Ilford FP4 125.NP3
    Fujifilm Eterna 26.NP3
    Ferrania P33.NP3
    Kodak Verita.NP3 Kodak Verita Studio.NP3 Kodak Verita Sun.NP3
    Agfa Precisa CT100.NP3
  10. Viltrox Corner

    Con le novità attese o annunciate da Viltrox.
    Perché non si dica che Nikonland è diventata Viltroxland, in un angolino dedicato nel mio blog personale.
    Io sono un fan di questi cinesi che mi ricordano tanto la Nikon di inizio anni '50.
    Questo blog è a disposizione di tutti, chiunque abbia news sui prodotti e annunci di Viltrox può scrivere qui un commento.
    Così resta tutto concentrato in un unico posto.

  11. Nel cuore della Golden Age di Hollywood, quando il cinema non era solo intrattenimento ma un vero e proprio mito collettivo, un uomo con la macchina fotografica in mano riuscì a trasformare le dive e gli attori in divinità eterne.
    Il suo nome era László Willinger, un ungherese (o forse berlinese, le fonti sono incerte) nato il 16 aprile 1909, che fuggì dal nazismo per approdare nella Mecca del cinema e diventare uno dei ritrattisti più influenti degli anni ’30 e ’40.
    Le sue fotografie non documentavano semplicemente le star : le reinventavano.
    Attraverso luci drammatiche, composizioni diagonali e un senso teatrale ereditato dal cinema espressionista tedesco, Willinger non fotografava la realtà, ma “ciò che avrebbe dovuto esserci”, come lui stesso dichiarò anni dopo.
    Il suo obiettivo divenne lo specchio in cui Hollywood si specchiava e si innamorava di se stessa.
    Per capire la rivoluzione silenziosa operata da Willinger, bisogna immergersi nel contesto storico.
    La Hollywood degli anni ’30 era la “fabbrica dei sogni” per eccellenza.
    Gli studios – sopra tutti la MGM, che si vantava di avere “più stelle del cielo” – controllavano ogni aspetto dell’immagine delle celebrità.
    I ritratti di scena non erano semplici foto pubblicitarie: erano armi di propaganda, strumenti per vendere film, riviste, sogni e desideri.
    George Hurrell aveva inaugurato l’era del glamour con luci audaci e ombre teatrali, ma quando Willinger arrivò nel 1937, il linguaggio fotografico hollywoodiano aveva bisogno di una ventata europea. Lui la portò.


    la foto del passaporto di Laszlo Willinger all'arrivo negli Stati Uniti

    Willinger immortala la giovanissima Ava Gardner (circa 1940)
    Le origini europee: dal caos berlinese al glamour viennese
    László Willinger nacque in una famiglia di fotografi. La madre, Margaret, era già una professionista affermata; il padre gestiva un’agenzia di stampa.
    A soli 16 anni László aprì il suo primo studio a Berlino. Nel 1929 ne aveva già uno a Parigi.
    Fotoreporter freelance per vari giornali tedeschi, catturava il fermento della Repubblica di Weimar : le strade, i cabaret, l’energia elettrica di una città sull’orlo del precipizio.
    Nel 1933, quando Hitler divenne cancelliere, Willinger capì che per un ebreo non c’era più posto nella Germania nazista.
    Fuggì a Vienna. Lì, nel cuore dell’Europa centrale, la sua carriera decollò davvero come ritrattista.
    Fotografò Sigmund Freud e Carl Jung, Max Reinhardt, Pietro Mascagni, Maurice Chevalier, Josephine Baker.
    E due future icone del cinema: Marlene Dietrich e una giovanissima Hedy Lamarr.
    Queste immagini viennesi sono già rivelatrici dello stile futuro: luci nette, contrasti forti, un senso di mistero e sensualità controllata. Non ritratti statici, ma psicologie in movimento.Nel 1935-36 Willinger viaggiò in Africa e Asia, affinando l’occhio.
    Ma fu l’invito di Eugene Robert Richee (leggendario fotografo della Paramount) a spingerlo verso l’America. Salpò sul transatlantico Ile de France nel giugno 1937, arrivò a New York come passeggero di prima classe con passaporto austriaco.
    Per regolarizzare la posizione immigratoria fece il classico giro: Messico, visto immigrante, rientro a Mexicali il 20 dicembre 1937. Los Angeles lo aspettava.

    Sigmund Freud di Laszlo Willinger, Vienna 1935
    L’approdo alla MGM: successore di Hurrell e Bull
    Nel 1937 la Metro-Goldwyn-Mayer era all’apice. George Hurrell se n’era andato da tempo, Ted Allan aveva lasciato un vuoto. Willinger firmò il contratto e divenne rapidamente uno dei due grandi ritrattisti di studio insieme a Clarence Sinclair Bull. Tra il 1937 e il 1944 – anno in cui lasciò lo studio per diventare freelance – fotografò praticamente tutti i contratti MGM: da Norma Shearer (che dopo la prima seduta pretese che fosse solo lui a ritrarla) a Joan Crawford, da Clark Gable a Vivien Leigh, da Ingrid Bergman a John Garfield, da Lana Turner ad Ava Gardner, da Hedy Lamarr (che aveva già fotografato a Vienna) a Fred Astaire, Rosalind Russell, Luise Rainer, Donna Reed.Il suo ritmo era impressionante: fino a quattro star a settimana. Ogni seduta produceva centinaia di negativi. Gli studios ne selezionavano una manciata per la stampa; il resto finiva in archivio. Willinger capì subito la regola del gioco: “La fotografia ha uno scopo: vendere”. Doveva creare immagini così potenti da finire in copertina senza bisogno di didascalie.



    Hedy Lamarr, circa 1940, la donna più bella del mondo
    Lo stile Willinger: luce drammatica, composizione europea
    Cosa rendeva unico László Willinger rispetto a Hurrell o Bull?
    Prima di tutto l’eredità tedesca.
    Cresciuto nel cinema UFA di Berlino, aveva assorbito l’estetica espressionista: luci puntiformi (usava spot ad arco invece della luce diffusa tipica degli anni ’20), ombre nette, geometrie taglienti.
    I suoi ritratti hanno una “luminescenza croccante”, come scrisse il collezionista John Kobal.
    Spesso posizionava i soggetti in diagonale, dando dinamicità e modernità europea a composizioni che altrimenti rischiavano di essere statiche.
    “Ho cercato di rendere ogni fotografia il più drammatica possibile, illuminandola drammaticamente”, scrisse nel 1986. E ci riusciva. Prendiamo il ritratto di Hedy Lamarr del 1940-43.
    Willinger la conosceva dai tempi di Vienna. La Lamarr arrivava da “Estasi” (1933), film scandalo in cui aveva simulato un orgasmo.
    A Hollywood i censori la volevano angelicata. Willinger le diede invece una sensualità adulta, quasi pericolosa: guance illuminate da un solo fascio di luce, occhi profondi, bocca leggermente socchiusa.
    Non la classica “sofferenza glamour” imposta dal capo ufficio stampa Howard Strickling (“una specie di sguardo sofferente… sesso e serietà insieme”).
    Willinger le restituì l’intelligenza e la complessità che la Lamarr possedeva davvero (era un genio dell’invenzione, brevetto del torpedine telecomandato incluso).
    Oppure Vivien Leigh, la sua musa preferita. Willinger la definì “la professionista assoluta”. Le foto del 1940 per “Acque del Sud” e “Il ponte di Waterloo” sono tra le più belle mai scattate all’attrice inglese.
    Leigh appare elegante, fragile ma determinata, con un’intelligenza negli occhi che poche altre dive possedevano.
    Willinger la posizionava spesso di tre quarti, con luce laterale che scolpiva gli zigomi e creava un alone quasi mistico. “Con Vivien non c’erano problemi”, ricordava.
    “Se Shearer approvava solo il 10% delle foto, con Crawford l’80%. Con Vivien era sempre tutto perfetto”.Joan Crawford era un’altra favorita.
    Willinger la ritrasse durante la transizione da “regina del melodramma” a star matura.
    Le foto del periodo “Le donne” (1939) mostrano una Crawford che suggeriva pose e idee. Willinger la rispettava: “Lavorava sodo”. Le luci dure esaltavano la mascella squadrata, trasformando un possibile difetto in un segno di forza
    Clark Gable, il “Re”, veniva da Willinger con la camicia aperta, il sorriso malandrino, la luce che accentuava la fossetta sul mento.
    Non il divo intoccabile, ma l’uomo che ogni spettatrice avrebbe voluto incontrare.E poi Marlene Dietrich nel 1944 per “Kismet”: Willinger la fotografa dall’angolazione bassa, lei domina dall’alto, autoritaria, come se fosse ancora la diva di von Sternberg. La luce è teatrale, quasi teatrale da cabaret berlinese. Un ponte perfetto tra l’Europa che aveva lasciato e l’America che lo aveva accolto.Willinger fu anche uno dei primi a sperimentare la fotografia a colori a Hollywood. Le sue immagini a colori di Lana Turner o di star minori per riviste sono pionieristiche: colori saturi ma eleganti, mai volgari.

    Vivien Leigh, 1940, ritratto colorato in digitale. La seconda donna più bella del mondo.


    Via col Vento, 1939

    Il Ponte di Waterloo, 1940



    Hollywood attraverso l’obiettivo: il mito della perfezione
    Le fotografie di Willinger non mostravano solo volti: raccontavano un intero sistema.
    Il glamour hollywoodiano era una costruzione artificiale. Venti ritoccatori MGM lavoravano a tempo pieno per cancellare pori, cicatrici, rughe.
    Le star arrivavano con il trucco Max Factor spesso troppo pesante, e Willinger doveva illuminarle in modo da far sparire i difetti senza perdere espressività.
    Ma lui vedeva oltre. Nelle sue foto emergeva la fatica del mestiere.
    Le dive invecchiavano davanti all’obiettivo: Norma Shearer che cercava di mantenere il ruolo di regina dopo la morte del marito Irving Thalberg; Joan Crawford che combatteva per non essere messa da parte; Vivien Leigh che nascondeva la bipolarità dietro un sorriso perfetto.
    Willinger fotografava “ciò che avrebbe dovuto esserci” – l’ideale – ma lasciava intravedere l’umanità
    Il suo lavoro coincise con il tramonto del glamour puro. Nel 1944, quando lasciò la MGM, il sistema degli studios stava cambiando.
    La guerra, la televisione, il declino del pubblico in sala. Il ritratto di scena cedette il passo alla fotografia più naturalistica.
    Willinger passò al freelance e poi all’agenzia FPG di New York, dove i suoi 50.000 negativi divennero stock fotografico.
    Fotografò persino una giovanissima Norma Jeane Baker (future Marilyn Monroe) per calendari e copertine.

    la mitica Veronica Lake nel 1940

    Ingrid Bergman appena arrivata ad Hollywood nel 1941

    il Re di Hollywood, Clark Gable all'epoca di Via col Vento.


    il mito del Kodachrome e centinaia di copertine di riviste sul cinema



    Marylin quando era ancora Norma Jean

    1949
    Gli ultimi anni e l’eredità
    Negli anni ’80 Willinger viveva una vita tranquilla a Los Angeles. Intervistato da John Kobal, inizialmente fu reticente: pensava che nessuno fosse più interessato alle vecchie star. Poi si lasciò andare e regalò aneddoti preziosi. Nel 1980 visitò la mostra al MoMA “Hollywood Portrait Photographers 1921-1941” e rimase commosso nel vedere folle incantate davanti alle sue foto. Morì l’8 agosto 1989 al Cedars-Sinai di Los Angeles per insufficienza cardiaca. Poco prima era emersa una vicenda controversa: fu accusato di stalking nei confronti di alcune celebrità, tra cui Charlie Chaplin. La perquisizione rivelò migliaia di foto personali di Chaplin. Un’ombra su una carriera altrimenti impeccabile, ma che non cancella il contributo artistico.Oggi le sue stampe originali sono ricercatissime. Case d’asta come Julien’s le vendono a migliaia di dollari. Le sue opere sono nelle collezioni del National Portrait Gallery di Londra e in vari musei. Libri come “Fabulous Faces of Classic Hollywood” le celebrano.
    Il fotografo che rese eterne le stelle
    László Willinger non inventò il glamour hollywoodiano, ma lo perfezionò. Arrivato dall’Europa in fuga dal buio, portò luce – letterale e metaforica – nella fabbrica dei sogni. Le sue fotografie non erano semplici ritratti: erano manifesti di un’epoca in cui il cinema prometteva evasione, bellezza assoluta, felicità confezionata.Attraverso il volto sofferente ma sexy di Joan Crawford, l’eleganza fragile di Vivien Leigh, la sensualità intelligente di Hedy Lamarr, il carisma virile di Clark Gable, Willinger ci ha lasciato la versione più luminosa di Hollywood. Una Hollywood che forse non è mai esistita davvero, ma che grazie a lui continua a esistere nelle nostre fantasie.“Io fotografavo ciò che avrebbe dovuto esserci”, diceva. E ci riuscì alla perfezione. Ogni volta che guardiamo una sua foto, entriamo ancora nel sogno. E il sogno, per un istante, diventa realtà.

    Susan Hayward 1942, stampa originale 13x8 pollici, in vendita adesso (quotazione su richiesta)



  12. Questo articolo è stato originariamente scritto e pubblicato da Mauro Maratta su Nikonland.eu il 29 luglio del 2016.
     
     
    George Hurrell nel suo studio situato nel famoso Sunset Boulevard, si intrattiene allegramente con una giovane Bette Davis.
     
    Quelle che seguono sono parole di Mario Testino, fotografo tra i più accreditati nello star system internazionale, che ha avuto nel suo studio personaggi che vanno da Lady Diana Spencer a Hillary Clinton, passando per star del cinema come JLo o Natalie Portman, tutti resi con inconfondibile fascino e glamour.
     
    E si riferiscono a George Hurrell, fotografo che Testino stesso riconosce come maestro - suo e di altri - in questo consesso e del quale ha curato personalmente più di una mostra a tributo della sua importanza nella storia della fotografia di ritratto.
     
    "E' stato intorno alla metà degli anni 1980 che ho ho cominciato a frequentare Los Angeles per lavorare con pubblicazioni americane, soprattutto, a quel tempo, la rivista GQ. E' stato li che la mia curiosità mi ha spinto a scoprire i fotografi che avevano definito il fascino dell'epoca del grande schermo di Hollywood. Uno solo spicca per me: George Hurrell. Mi è stato subito chiaro che é stato il più importante immagine-maker di quel periodo a Hollywood. Lui aveva una straordinaria capacità di trasformare tutto e catapultandoli alle massime altezze del glamour. Nessuno sembrava più famoso, più magico, più magnifico di quanto non sembrasse nelle sue fotografie".
     
    La scelta delle foto più rappresentative per descriverlo secondo Testino non potrebbero essere più iconiche e sono tutte, tranne una, degli anni '30 :
     
     
    Joan Crawford, MGM maggio 1937
     
     
    Katharine Hepburn, RKO, giugno 1938
     
     
    Carole Lombard, Paramount, giugno 1937
     
     
    Greta Garbo, MGM 1930
     
     
    Jane Russell, United Artists, 1941
     
     
    Jean Harlow, MGM 1930
     
    Credo che anche uno che non si intende di cinema e che non ha mai visto un vecchio film in bianco e nero, non possa non avere in mente il ritratto di Hedy Lamarr che ho scelto per simboleggiare l'opera di Hurrell
     
     
    Hedy Lamarr, 1939
     
    per gli altri le foto scelte da Testino potrebbero anche bastare a dire ... ah, ecco, quello è George Hurrell !
     
    Casualmente, tre di queste attrici sono tra le mie preferite di tutti i tempi, Hollywood e non.
    Io forse non avrei scelto quelle foto ma altre al posto di Testino.
    Ma insomma, abbiamo ben capito di cosa stiamo parlando e probabilmente non ci sarebbe bisogno di indagare oltre.
     
    Stiamo parlando di un'epoca in cui la fotografia di un certo livello era in grado, grazie a magazine come Variety di creare o di ricreare l'immagine di un/una divo/a del cinema e di influenzarne la carriera (insieme a sapienti gossip, inventati o veri che fossero ).
     
    I fotografi erano dipendenti diretti della major cinematografiche, sotto contratto esattamente come le star che immortalavano.
     
    Immortalavano. Proprio la parola giusta in questo contesto. E George Hurrell è quello che ha più lasciato il segno.
     
    Adesso che lo abbiamo identificato nella nostra memoria, legando al suo nome i ritratti che abbiamo sempre visto associati a quelle star, proviamo a conoscerlo meglio.
     

     
     
    George Hurrell sul set davanti alle sui foto delle star della sua epoca
     
    Nato nell'Ohio nel 1904, studia pittura. Si trasferisce in California dopo i venti anni senza aver mai manifestato un particolare interesse per la fotografia.
    A Laguna Beach conoscerà la pioniera dell'aviazione Pancho Barnes (nome d'arte di Florence Lowe) che lo incoraggerà a lasciare la pittura per la più promettente, in termini economici, fotografia.
    Una foto di Hurrell della Barnes, utilizzata per la licenza di volo, gli frutterà un contatto con la MGM tramite l'attore del cinema muto Ramon Novarro che mostrò alcune foto che lo ritraevano fatte da Hurrell all'attrice Norma Shearer, moglie del capo della MGM, Irving Thalberg.
     
     
    Ramon Navarro, 1931
     
    La Shearer, nota fino a quell'epoca per personaggi di donna della porta accanto, voleva accettare una parte dal carattere brillante e di tendenza "La divorziata", ed aveva bisogno di un remake della sua immagine per avvicinarla alle atmosfere mondane frequentate dalle donne emancipate, sofisticate e glamour.
     
    Le foto di Hurrell, mostrate al marito gli fecero esclamare : "Cara non sei mai stata più bella di come sei in queste foto".
     
     
    Norma Shearer, 1926
     
    Thalberg mise così sotto contratto Hurrell che divenne capo del reparto di fotografia di ritratto della Metro Goldwyn Meyer.
    Sotto la sua direzione cambiò del tutto il modo di ritrarre le star.
    Ogni divo veniva messa nella migliore luce e le fotografie contribuivano al lancio dei film sottolineando le qualità peculiari di ogni personaggio interpretato e di ogni pellicola.
    Sul set cinematografico c'era sempre il set fotografico e le fotografie avevano lo stesso spazio delle immagini in movimento.
     
    Davanti alla macchina di Hurrell in quegli anni passarono tutti gli attori sotto contratto con la MGM.
    Norma Shearer rifiutava di farsi fotografare da un altro fotografo, tanto era soddisfatta dell'immagine che Hurrell dava di lei. Feeling generalizzato tra gli attori, con forse l'unica eccezione della divina Garbo che dopo il film Romance del 1930 si rifiutò di lavorare con lui. Bizze da superstar.
     
    Nel 1932 Hurrell comunque lasciò la MGM per divergenze di opinione con la dirigenza ed aprì un proprio studio sul Sunset Boulevard (il famoso vialone di Los Angeles che tocca tra l'altro Hollywood e Beverly Hills).
     
     
    Hurrell sistema la giraffa nel suo studio
     
    Solo nel 1940 accettò di lavorare sotto contratto per la Warner Bros potendo così fotografare l'altra metà delle star che non aveva potuto vedere quando era alla MGM.
     
     
    Bette Davis, 1940, WB
     
     
    Humprey Bogart, WB, 1942
     
     
    Ingrid Bergman, WB, 1942
     
    Nella seconda metà degli anni '40 ebbe anche modo di passare alla Columbia dove di fatto contribuì a costruire l'immagine da bomb-shell di Rita Hayworth
     
     
    Rita Hayworth, Columbia, 1945
     
    Passò quindi per un breve periodo, insieme ad altri fotografi e cineasti (tra cui il grande John Ford) a lavorare per le forze armate.
     
    Al suo ritorno la sua Hollywood era cambiata. Dopo la guerra il tipo di fotografia ricercata e sofisticata che faceva Hurrell era considerata vecchia scuola, sostituita da uno stile più vicino alla realtà di tutti i giorni.
     
    Hurrell risolse così di lasciare Los Angeles per raggiungere New York e dedicarsi alla moda e alla pubblicità, dove lo stile glamour era ancora apprezzato.
    Solo negli anni '60 tornò ad Hollywood dove fotografò le star fino agli anni '80.
     
     
    Julie Andrews e George Hurrell, 1960
     
     
    George Hurrell fotografato da Helmuth Newton nel 1980
     
     
    Diana Ross, negli stessi anni
     
     
    Sharon Stone, 1987
     
     
    Natalie Cole, 1991
     
     
    Sharon Stone, 1992
     
    Morì nel 1992.
     
    continua con altri ritratti
     
    Al di là dell'immagine patinata che da di se stesso in questo ritratto giovanile
     
     
    George Hurrell, giovanissimo con il suo "strumento"
     
    il metodo di Hurrell consisteca nello studiare i suoi soggetti catturando la loro fiducia
     
     
    Clark Gable e George Hurrell scherzano sul set
     
    E' indubbio che sul set Hurrell era considerato di casa - praticamente una star egli stesso - come pochi grandi fotografi dei periodi successivi (Avedon) e di oggi (Demarchelier, Lindbergh, Testino) possono essere considerati.
     
     
     
    la confidenza che riusciva ad ottenere era la fonte del successo degli scatti.
     
    Che però si basavano su grande metodo sul set
     
     
     
     
    e una attenta posa delle luci.
     
    Tutti elementi che avevano lo scopo di costruire una immagine "ideale" della star ritratta.
     
    In fondo noi tutti abbiamo in mente questo ritratto per identificare Gary Cooper, uomo maturo e di successo
     
     
     
    o di Douglas Fairbanks, intrigante sofisticato nottambulo o guascone avventuriero a seconda del film
     
     
     
     
    anche se in fondo, tutto il genio di Hurrell non faceva altro che estrarre dal personaggio ... quei caratteri che doveva poi mostrare sul set.
     
    Una cosa difficile se hai davanti materiale poco malleabile come questo giovane Harrison Ford
     
     
     
    ma facile e divertente se il soggetto è un magnetico Errol Flynn
     
     
     
     
    o un fumoso Humphrey Bogart
     
     
     
    e in tempi più recenti
     
     
    Jessica Lange ripresa come se fosse Veronica Lake
     
     
    Brooke Shields a la Lauren Bacall
     
    Ovviamente nessuno di questi ritratti andava in stampa come era stato ripreso.
    Lunghe sessioni di ritocco con acidi e lamette permettavano ad Hurrell di ottenere l'effetto cercato con la posa sapiente di luci dirette e di Fresnel
     
     
    George Hurrell ritocca negativi
     
    Avrei tante cose da aggiungere - lo farò magari nei commenti - ma mi fermo qui.
    Una ricerca con Google vi farà comparire le migliaia di foto di Hurrell presenti in rete e ritraenti divi noti o meno noti, del cinema muto e di quello sonoro, degli anni d'oro di Hollywood.
     
    Ma voglio chiudere con due personaggi chiave per me, una Carole Lombard che i ritratti (oltre che i film) di Hurrell mi hanno fatto amare
     
     
    il ritratto di Carole Lombard che è anche la copertina del libro su George Hurrell disponibile su Amazon e che vi consiglio di acquistare
     
     
     
    che in fondo rappresentano quello che è anche il mio modo di fotografare le donne
     
    e di suo marito Clark Gable
     
    elegante
     
    o scanzonato
     
    molto di più di quanto in realtà fosse nella vita di tutti i giorni.
     
    perdutamente innamorato di Carole tanto da farlo arruolare appena dopo la morte di lei nel corso di un viaggio per raccogliere fondi per le forze armate per poi finire la carriera annegando nel wisky il suo dolore.
     
    Un'epoca che non c'è più ma che l'occhio e la mano di George Hurrell hanno reso immortale. Per sempre.
  13. Pensiamo che qui online ci sia ancora qualcuno che usa solo reflex per i motivi più disparati.
    Noi pensiamo che non ci siano confronti tra una qualsiasi reflex Nikon, anche la D6 ! e la corrispondente Nikon Z.
    Ma ognuno fa le sue scelte e decide cosa usare e come spendere i suoi soldi.
    Ci piacerebbe che rispondeste a questo sondaggio, se vi va.
    E' anonimo, non succede niente, può votare ogni iscritto a questo sito.

  14. la Fujifilm X100 è vendutissima sin dalla sua prima versione oramai di oltre un decennio fa.
    L'ultima incarnazione ha un sensore da 40 megapixel e l'ultimo AF della casa.
    Costa 1850 euro o già di li ed ha sempre il Fujinon da 23mm della prima era, appena appena aggiornato.
    Le statistiche CIPA giapponesi, dicono che il mercato delle compatte tira, con vendite in aumento del 50%.
    Secondo voi Nikon dovrebbe lanciarsi in questa nicchia, con un nuovo sensore derivato da quello in preparazione per la nuova generazione di mirrorless DX (si parla di 26 megapixel, normale o semi-stacked) ?
    La comprereste se ci fosse ?
  15. La vostra ultima fotografia è degna di essere stampata ?
    E quale è l'ultima fotografia che avete stampato ?
    Perché fotografare non è fotografare se poi la fotografia non la stampate.
    Ma non tutte le fotografie dovrebbero essere degne di essere stampate.
    Solo alcune, quelle che lo meritano.
    Ecco, con questo preambolo, vi invito a mostrarci l'ultima fotografia che avete stampato - qualsiasi formato, purché su carta, non importa se da appendere o da conservare - in formato singolo (non libri o riviste).
    Qui di seguito nei commenti (formato jpg lato massimo 2000 punti).
    [sarebbe bellissimo, se oltre al file della fotografia, ci mostraste anche la stampa ... fotografandola. Una testimonianza reale del fatto che l'avete realmente stampata].
    Invito esteso a tutti gli iscritti di Nikonland.
    Come se fosse un contest. Anzi, è un contest.

    Grazie a chi vorrà partecipare.
  16. Dischi della settimana

    Segnalazioni del venerdì di uscite di nuovi dischi o di uscite precedenti sfuggite con due parole di presentazione.
    I dischi più promettenti poi saranno, eventualmente, recensiti approfonditamente.
     




  17. La Vostra foto migliore del marzo 2026

    Questo non è un contest ma una testimonianza.
    Del fatto che siete attivi su questo sito.
    Del fatto che fotografate.
    Del fatto che ci leggete.
    Avete tempo tutto il mese di marzo 2026 per fare una foto nuova ed inedita, scattata con una qualsiasi Nikon di qualsiasi epoca e con qualsiasi obiettivo vogliate.
    Di qualsiasi genere e scattata in qualsiasi posto in qualsiasi momento del giorno.
    E pubblicarla qui nei commenti, scrivendo un commento compiuto, dandole un titolo, dicendoci con cosa l'avete fatta e perché.
    Avviso a chi non partecipa mai a queste cose : siete invitati anche voi !
    per chi frequenta poco e non è pratico di Nikonland.it
    le foto andranno inserite a partire dal 1° marzo e fino al 31° marzo
    si potranno inserire solo file JPG, possibilmente in formato sRGB, ridotti a 2000 punti di lato largo
    che andranno inseriti come commento a questo articolo (c'è un riquadro sotto al testo)
    ogni foto dovrà essere numerata progressivamente
    ogni autore potrà mettere UNA SOLA FOTO, UNA SOLA VOLTA durante il mese
    la foto dovrà avere un titolo, la data di scatto e un commento compiuto di almeno 25 parole italiane
  18. Diciassette anni tra queste due foto.

    Stanislava, ritratta a Romagnano Sesia nel luglio del 2009.
    Nikon D3x, Nikkor F 200/2 VR I, profilo ritratto Nikon
    Fabiola, ritratta nel giardino dello Showroom Orodi di Limbiate
    Nikon Z9, Sigma 200/2 Sports, profilo Fujifilm 400H by me.
    Febbraio 2026.
    Sono passati 17 anni tra queste due fotografie che qui ho stampato sulla mia nuova Epson ET-8550 in A3+ su carta Epson Premium Luster.
    Invano ?
    No, la mia ricerca nel ritratto è andata avanti. La prima foto è in luce naturale estiva, la seconda è in luce naturale invernale ma coadiuvata da un bel pannello LED Godox Litemons 1200, praticamente invisibile.
    Restano però il valore del soggetto, che per me è fondamentale, l'espressione, il momento colto tra centinaia di altri scatti.
    Soprattutto la messa a fuoco selettiva sull'occhio - all'epoca della D3x complicata con un obiettivo molto sofisticato come l'enorme 200/2 tenuto in mano, più facile oggi che abbiamo l'intelligenza messa da Nikon nel suo EYE AF automatico - lo sfuocato, tutto il soggetto che sfuma davanti e dietro al punto di messa a fuoco. E il fondale verde, a valorizzare i toni delle due ragazze ritratte.
    Stana adesso si avvicina ai 40 anni ed è una donna affermata al suo Paese. Fabiola è più giovane oggi, ma più anziana di quanto non lo fosse Stana nel 2009.
    Eppure sembra il contrario, donna fatta - a soli 22 anni - Stana, bambina insoddisfatta, Fabiola a 31.
    E' come vedo io le persone che fotografo, che studio, che ammiro. Che amo fotografare. In quell'unico attimo in cui scatto (scelto invariabilmente tra una raffica lenta di decine di altri attimi).
    Diciassette anni, e sono ancora qui a parlarne. Con passione intatta.
    E anche grazie al macchinario che intanto si è evoluto e mi rende più facile concentrarmi sulle cose importanti.
    Come questo meraviglioso 200/2 messoci a disposizione da Sigma che surclassa il vecchio Nikon di due spanne ... ma consente a me vecchio fotografo di fare fotografia con il mio stile personale.
    Due delle mie migliori fotografie in assoluto, in un confronto che regge. Come se ieri fosse oggi e oggi, fosse ieri.
  19. Nikon fa causa a Viltrox

    Prima i fatti, poi le opinioni.

    Non facciamo come i notiziari italiani che oramai sono più usi commentare le notizie, anche per il tramite di invitati e "teste parlanti" anziché dare le notizie al netto delle interpretazioni.
    Nikon sembra avere fatto causa a Viltrox, sia nei confronti della società produttrice che detentrice del marchio, oltre che al "marchio stesso" e alla società di engineering che progetta le cose proposte da Viltrox, oltre che del loro distributore locale.
    La causa verrà dibattuta in prima istanza il 2 marzo 2026 a Shanghai.
    L'oggetto riguarda il fatto che Viltrox non opera su licenza Nikon per l'utilizzo dei protocolli di comunicazione fotocamera-obiettivo sull'attacco Nikon Z Mount.
    Ed è circoscritto al periodo intercorso tra il deposito del brevetto da parte di Nikon in Cina e la sua approvazione (sembra 2019-2021 o 2023, non si capisce bene).
    Al momento non è possibile stabilire in anticipo cosa comporterebbe per le due parti la vittoria di uno o dell'altro.
    Si potrebbe uscire con un accordo transazionale che preveda lo scambio di licenze in cambio di dollari. Oppure una multa, le spese, il risarcimento.
    A seguito di una vittoria di Nikon, questa potrebbe poi far causa a Viltrox per l'infrazione effettiva del brevetto, legittima conseguenza della prima infrazione dato che Viltrox ha prodotto obiettivi compatibili Nikon Z Mount senza soluzione di continuità e prosegue a commercializzarli tuttora. A quel punto le potrebbero essere comminate nuove multe, risarcimenti, e un divieto a proseguire.
    A seguito di una vittoria Viltrox, ci sarebbe de facto una apertura del Nikon Z Mount universale, perché ogni altra causa legale verrebbe rigettata senza dibattimento in virtù della sentenza.
    Lo sapremo vedendo come andrà a finire.
    Ricordiamo che Nikon è molto aggressiva sul lato legale.
    Con Sigma negli Stati Uniti anni fa vinse una causa sui brevetti dello stabilizzatore integrato nelle ottiche. Sigma dovette pagare $150.000.000 e da quel giorno si infransero i rapporti tra le due società.
    Mentre la causa tra RED DIGITAL CINEMA nei confronti di Nikon per infrazione dei brevetti sulla compressione video, si è risolta con un ritiro dell'istanza perché intanto Nikon si è comprata la RED.
    Possibili scenari.
    Viltrox e Nikon si accordano, Viltrox paga un tot ad obiettivo venduto a Nikon. C'è un aumento di prezzo degli obiettivi. Una cosa che succede già con gli obiettivi Tamron, Sigma e Voigtlander che operano con licenza ufficiale Nikon. Nulla di nuovo sotto al sole.
    Viltrox e Nikon non si accordano. Viltrox decide di non lavorare più sull'attacco Nikon Z. E lascia a bagno i (milioni ? migliaia ?) di clienti che ha.
    I giudici cinesi difendono la società cinese, e i giapponesi si ritirano con le pive nel sacco.
    Ricordiamo che in Cina il copyright è giusto una fastidiosa formalità ...
    In ogni caso, è fuori discussione che Nikon abbia legalmente ragione.
    Viltrox non ha e non ha mai avuto alcuna autorizzazione ad operare sul Nikon Z mount.
    Ed avrebbe dovuto pensare a questa eventuale pendenza legale (lo avrà fatto ? Non lo sappiamo).
    Nikon avrebbe reali vantaggi dalla vittoria legale ?
    In termini di garanzia nei confronti di tutto il mercato, si. Nessuno più si metterebbe a fare obiettivi con attacco Z senza licenza. E Nikon la licenza non la concede a nessuno che non sia giapponese e che non si adegui alle sue decisioni.
    Ma in termini reali ?
    Un risarcimento anche milionario non sarebbe altro che un contentino "una tantum".
    Sulle lunghe io ritengo che per Nikon sarebbe un danno in termini di immagine che influenzerebbe negativamente le vendite.
    Oggi l'unico motivo vero per comprare una Nikon Z in formato DX non è certo la disponibilità del nuovo "strano" micro, né certo del nuovo 16-50/2.8 da 900 e bruscoli euro.
    Ma è la disponibilità di obiettivi cheap prodotti dai cinesi, Viltrox per prima.
    Se in pochi anni Sony è riuscita a portare la quota - marginale - di Minolta al primo e adesso al secondo posto di vendite (più del doppio di Nikon !) è stato grazie anche al fatto che per l'attacco Sony E esistono centinaia di obiettivi prodotti da chiunque e che Sony non fa assolutamente nulla per contrastarli.
    Purtroppo questa è stata una scelta vincente che Canon e Nikon invece osteggiano, atteggiandosi a fare i "padroni della meloniera" come se il mercato fosse tutto loro.
    Invece risolveranno la cosa portando la fotografia sul piano hardware, al limite dell'alta fedeltà in campo audio.
    Una cosa per pochi, a prezzi improbabili, 5000 euro a fotocamera 5000 euro ad obiettivo (salvo non sia un sottomarca prodotto in Vietnam da una ditta giapponese compiacente di nome T.*), per amatori ricchi ed annoiati.
    E la piega che sta prendendo la strategia di Nikon : prezzi alti sulle poche cose interessante, tempi lenti, video innanzitutto alla faccia dei milioni di fotografi nikonisti.
    Una brutta prospettiva cui non mi voglio adeguare.
    Ripeto, Nikon legalmente ha ragioni da vendere.
    Ma la sta mettendo nel chiulo a tanti suoi clienti (dovesse vincere).
    E queste cose si pagano ...

  20. Guardando gli ultimi mesi di Nikonland ma anche solo gli ultimi giorni, vedo con indicibile piacere come l'invito di contribuire fattivamente con i propri articoli personali alla varietà di argomenti trattati dal nostro sito comune sia stato colto a pieno.

    Non sono solo tanti ma sono vari, di argomenti tutti diversi e soprattutto da parte di tante penne diverse.
    Non troppi da confondere i lettori ma nemmeno radi da annoiare i curiosi come era, diciamolo, l'anno scorso.
    Fotografie splendide, taglio editoriale - non amatoriale ! - esposizione corretta. Voglia di condivisione.
    Bravi tutti !

    Da Admin del sito ho anche il dovere di osservare le dinamiche di lettura e fare anche qualche considerazione che trasferisco a voi nella speranza che sia colta allo stesso modo : soprattutto con lo stesso spirito di partecipazione e nello sforzo di rendere Nikonland sempre più interessante per tutti, iscritti e non.
    Alcuni articoli risultano molto più commentati e di conseguenza anche molto più letti, quando, oltre alla splendida carrellata di foto che caratterizza ogni articolo pubblicato dai nostri Nikonlander, aggiunge anche qualche informazione in più.
    Non solo sulla natura del servizio o dei servizi fotografici illustrati ma soprattutto sulla natura dello shooting, sulle scelte fatte, le difficoltà affrontate, i materiali utilizzati.
    I perché, i retroscena, limiti e prospettive. Consigli per chi volesse provarcisi.
    Soprattutto, quando vengono affrontati argomenti che, sul piano pratico e tecnico possono risultare utili e praticabili (cito ad esempio i panorami con più scatti illustrati da Valerio Brustia che sembrano essere stati degli sconosciuti per alcuni fino a quel momento ma ce ne sarebbero altri, come tutti quelli di Dario Fava che arriva persino a descrivere come si è creato una maschera per il suo gobo con un laser).
    Pensateci sopra.
    A volte quello che facciamo, soprattutto come lo facciamo per noi é acquisito, scontato, banale.
    Eppure non è così per tutti. Magari basta un accenno per creare curiosità, interesse, domande, possibilità di approfondimenti.
    Su qualsiasi argomento (anche test di materiale, software, tecniche di illuminazione, riprese particolari, e tutto quello che ... conoscete voi !).
    Sono sicuro che molti di noi hanno approfondito argomenti e tecniche che per molti altri sono totalmente oscuri. Mettere semplicemente la foto realizzata può suscitare stupore ma non accresce le conoscenze comuni quanto mettere a fattor comune quello che ci sta dietro. Nei dettagli intendo, tranne non siano segreti industriali !
    Non fraintendetemi, ogni articolo resta liberamente nella vostra prerogativa di estensori, ma quel quid in più di "tecnico" (senza affrontare argomenti da master accademico, non servirebbe) sembra portare più interesse rispetto al "semplice" reportage.
    Per chi sia in grado di estendere con la penna, quanto di egregio già presentato fotograficamente, ovvio. Per gli altri andrà sempre bene così come sanno fare.
    Ma ancora grazie a tutti per lo sforzo. Non è solo apprezzato, è necessario.

  21. Van Halen 1984

    L'ho comprato quando è uscito, in vinile. Anzi no, me l'ha regalato la mia amica dell'epoca per il mio compleanno (pochi giorni dopo l'uscita dell'album).
    Avevo 21 anni ed avevo già un trascorso di strimpellatore di organo da chiesa.
    Che con i testi e lo stile California non ci azzecca nulla. Oggi come allora.
    E allora ?
    1984 è easy-metal ma ancora oggi Maxwell Jump, eccome se salta.
    Specie in 192/24.

    1984 dei Van Halen: 42 anni dopo, è ancora il disco che ha fatto esplodere il rock (e nel 2026 continua a dominare)
    Nel marzo 2026 “Jump” ha appena superato 1 miliardo di stream su Spotify ed è entrato nel Billions Club. Questo stesso anno è uscito il remix ufficiale per i Mondiali FIFA 2026 (con Travis Barker, Steve Vai, J Balvin e Amber Mark). L’album 1984 non è un reperto da museo: è un disco che continua a vivere, a generare soldi, meme e playlist, e che ogni settimana finisce nelle cuffie di ragazzini nati dopo il 2010.
    L’album che ha cambiato le regoleUscito il 9 gennaio 1984 (e scritto MCMLXXXIV sulla copertina), 1984 è il sesto disco dei Van Halen e l’ultimo con David Lee Roth prima del grande divorzio.
    Prodotto da Ted Templeman, dura appena 33 minuti ma è una bomba atomica: 9 tracce, zero fille r.Eddie Van Halen fa una cosa che nel 1984 sembrava eresia : prende il sintetizzatore Oberheim OB-Xa e lo mette al centro del sound.
    “Jump” parte con quel riff di tastiera iconico, diventa numero 1 in America per cinque settimane e apre le porte del rock all’era MTV.
    Ma non è un tradimento: è un’evoluzione. Dietro le tastiere c’è sempre il genio della chitarra che inventa il tapping a due mani e fa sembrare tutto facile. Il disco spacca perché unisce due mondi:
    Il hard rock selvaggio di “Panama”, “Hot for Teacher” e “Drop Dead Legs”
    Il pop radiofonico di “I’ll Wait” e “1984”
    Risultato? Oltre 10 milioni di copie vendute solo negli USA e un posto nella storia come uno dei dischi più influenti degli anni ’80. Perché nel 2026 suona ancora fresco.
    Nel 2026 l’album 1984 (Remastered) sfiora i 2 miliardi di stream su Spotify. L’intero catalogo della band supera i 4,5 miliardi. I ragazzini lo scoprono grazie a TikTok (dove “Hot for Teacher” è virale da anni), Guitar Hero, Fortnite e playlist “Classic Rock” che Spotify spinge agli under 25.

    Ma non è solo nostalgia.
    Il remix per i Mondiali 2026 dimostra che la canzone è ancora un inno universale di energia e festa (anche se la reinterpretazione, per me, è una cagata !)
    Band moderne (dai Greta Van Fleet agli Måneskin fino a certi progetti synth-rock) continuano a citare quel mix di chitarra virtuosa + hook pop come ispirazione.
    Eddie Van Halen, morto nel 2020, resta il chitarrista più copiato di sempre. Il suo suono è ancora “louder than 2026”, come scrivono i giornali oggi.
    Il disco che ha inventato il futuro 1984 non è solo l’album che ha portato i Van Halen in vetta alle classifiche. È il disco che ha dimostrato che hard rock e sintetizzatori potevano convivere, che un gruppo poteva essere allo stesso tempo arena rock e radio hit, che un chitarrista poteva suonare come un dio e usare le tastiere senza vergogna. Quarantadue anni dopo, mentre il rock classico viene continuamente dichiarato “morto”, 1984 continua a dimostrare il contrario : basta premere play e quel riff di “Jump” parte. E per un attimo siamo tutti nel 1984… ma con le cuffie wireless e il volume a 11. Se non lo hai mai ascoltato tutto d’un fiato nel 2026, fallo ora.
    Ti ricorderà perché questa band non è mai invecchiata.
    1984
    Jump
    Panama
    Top Jimmy
    Drop Dead Legs
    Hot for Teacher
    I’ll Wait
    Girl Gone Bad
    House of Pain
    Volume alto. Luce bassa. E goditi il fatto che, nel 2026, questo disco suona ancora più grande di tanti album usciti ieri. Van Halen non è storia. È presente. E 1984 è la prova vivente.


    Ma con le cuffie wireless e il volume a 11 ?
    E si, io lo ascolto nel bosco mentre cammino, con le mie Deva R2R e forse un giorno/prossimamente con le Arya WIFI.
    Poi dopo un pò passo alla tripla fuga sul corale di Sant'Anna di Bach nella trascrizione di Busoni e nell'esecuzione di John Ogdon.
    Scusatemi, questo sono io. Oggi.
  22. La luce é tutto

    Un pomeriggio appena prima di Pasqua.
    Arriva Barbora.
    La location è ... un motel, ma non di quelli volgari.
    Questa suite l'ho scelta per i colori scuri e le luci soffuse.
    Qui abbiamo protagonista la luce.
    Che modella il soggetto e da il senso a tutto quanto.
    Il materiale usato è la Nikon Zf "The Silver One" e il Sigma 35/1.2 II Art malamente coadiuvato dall'anello Viltrox E-Z (che non trasmette correttamente i parametri dell'obiettivo, nonostante l'aggiornamento firmware specifico per questo obiettivo).
    Lo spot è ... uno stanzino guardaroba. Con solo qualche faretto alogeno sul soffitto.
    Obiettivo tutto aperto ad f/1.2 Zf a 6400 ISO per congelare il movimento di Barbora che non sta mai ferma. Tempo di scatto 1/1000''.
    Profilo "pellicola" Kodachrome 64 by me.
    Ne viene fuori un set barocco. Il mio genere preferito d'arte.














    Lei interpreta la luce, facendola diventare la fonte di tutto. Qualcosa da raggiungere, in cui immergersi, da cui farsi curare.
    La LUCE.

    Sempre con lo stesso intento ma con un faretto di rinforzo ... anche per scendere a 800 ISO






    alla Z8, lasciamo le briciole, sempre con lo stesso obiettivo, la stessa luce, la stessa pellicola. Ma di contorno.







    salvo quando c'è da esaltarsi con il Viltrox 135mm f/1.8 LAB

    ma questa è tutta un'altra storia.
  23. scrivo questo in un blog e non in un articolo editoriale perché non voglio influenzare nessuno.
    No, io non mi sento affatto un influencer. Non scrivo su Nikonland per fare pressioni su chi mi legge.
    Non me ne frega niente.
    Ma certo un articolo redazionale avrebbe più seguito e statura. E preferisco che la ci stiano le cose positive, costruttive, i test sul materiale e i consigli per diventare fotografi migliori di ieri.
    Continueremo come abbiamo sempre fatto in questi 20 anni, Max ed io, possibilmente con l'aiuto anche di Valerio e di qualche altro capace di scrivere, oltre che di illustrare.
    Quindi andiamo sull'autobiografico.
    Io sono monogamo e fedele per indole. In tutto, salvo quando il soggetto dall'altra parte mostra un viso diverso e mi tradisce.
    Guai promettermi una cosa, darmi un impegno e non rispettarlo. Crollano le mura di Gerico.
    Io sono praticamente sposato con Nikon da 43 anni. Da un giorno d'estate in cui entrai in un negozio di Varese e ne uscii con una Nikon FE2 nuova e un Nikkor AIs 50/1.4.
    Ma ci sono stati alti e bassi in questo matrimonio. Non per causa mia che sarei stato tranquillo purché la mia compagna di giochi mi assecondasse.
    Il primo sussulto negativo lo ebbi al passaggio all'autofocus.
    Le macchine Nikon dell'epoca erano veramente in retroguardia.
    E l'errore di comperare una F70 fece il resto.
    Oh, se non fosse stato per la F5.
    Con la F5 capii che la Nikon di F ed F2 c'era ancora anche con l'autofocus. A condizione che si spendessero i soldi necessari anche per gli obiettivi, che non potevano essere gli AF/AFD in bakelite della prima serie ma i nuovissimi AF-S con motore integrato ad ultrasuoni.
    Ma nell'aria c'era già odore di digitale.
    D100, D200, D2h e D2x purtroppo mi portarono a pensare di lasciare la fotografia.
    Mi venne incontro il web e la fedeltà al marchio.
    Oltre a qualche obiettivo motorizzato Sigma.
    Ma il lancio della D3 e soprattutto l'arrivo della D3x mi confermò "sul campo" Nikon dopo solenni infreddature sul campo al confronto con macchine Canon che le mie D2 se le mangiavano con tutta la cinghia senza nemmeno sputare gli avanzi.
    D5 di consolido ma soprattutto gli obiettivi Sigma Art e Sport poi mi portarono a desiderare macchine cui non si dovesse continuamente registrare l'autofocus.
    Come le mirrorless, sperimentate da me in quegli anni in Fujifilm, Olympus, Sony.
    L'arrivo di Z mi è sembrata una speranza. Confortata dall'arrivo nel 2021 della Z9.
    La Z9 e la manciata di obiettivi di punta - segnatamente quasi tutti superteleobiettivi, o zoom salvo qualche rarità come il Plena o il 105/2.8 S - proposti da Nikon mi hanno rassicurato sulle potenzialità ancora da esplicitare del mio marchio di elezione.
    Ma di qui la svolta di Nikon nel video - beneaccetto purché non miope come lo è adesso - e la pausa di riflessione che somiglia alle meditazioni orientali di questo periodo.
    Nel 2026 si doveva vedere la Z9 II e le sue promesse per il futuro ma non si vedrà. Vedremo una Zr in formato fotografico, fatta con gli avanzi della componentistica a magazzino di Z6 III e Zr, e pensata per il popolo degli "scattini" a braccia tese.
    Una macchina per cui non ci sono obiettivi né ci saranno.
    Perché Nikon è tutta tesa verso il RED HOT CHILI PEPPER. Con accento su RED.
    Pausa di riflessione che ci ha riservato ben poche sorprese nell'ultimo anno e che nel 2026 vedrà più che altro noia, scontistica, offertone, outlet, km zeri e tentativi vari di guadagnare quote di mercato.
    Non una mail di marketing mirata a me che negli ultimi anni ho comprato - tutto Nital/Nikon Italia, quindi ampiamente schedato - decine di migliaia di euro di apparecchi. Comprese 2 Z9, 2 Z8, 2 Zf, 800mm, 600mm, 400mm, 135mm etc. etc.
    Non basta, se prima un elemento di tranquillità era l'apertura più o meno dichiarata dell'attacco Nikon Z a chi ne volesse fare uso, nel 2025-2026 Nikon se ne esce con una stretta legale nei confronti di chi non ha la licenza Nikon Z.
    Licenza che viene concessa con il contagocce, quando ci sono produttori seri come Samyang che aspettano da mesi un si o un no, e un produttore consolidato come Sigma si vede negata la possibilità di fare il porting di obiettivi unici sull'attacco Z, solamente perchè a Nikon sta ... antipatica ! (scherzo, perché saremmo punto e a capo come con la D850 che vedeva ragion d'essere in 3 obiettivi Nikkor e in 35 Sigma ...).
    Non se ne esce. Il paternalismo Nikon nei confronti di cosa è buono per i propri clienti e cosa non lo è oramai è andato oltre, si porta a mettere i propri interessi di conto economico davanti a quelli dei propri clienti.
    Come se vietare a Viltrox o a Sirui di fare obiettivi economici per Z, i soli che permettono di vendere Z50, Z30 e Z5, potesse far lievitare le vendite di obiettivi da 3400 euro l'uno.
    Ecco, questo è il quadro già ben chiaro a chi ci legge ma letto al personale.
    Cosa ho fatto io di fronte a questa Nikon che pensa prima ai propri azionisti e all'avvenire dei suoi amministratori e non ai suoi clienti ?
    Semplice. ho dirottato il budget che avevo posto per Z9 II e 70-200/2.8 S II verso altro.
    E quindi da fine novembre ad oggi sul mio tavolo sono comparsi uno stuolo di obiettivi Viltrox (ne ho quanti ne ho di Nikon !), 5 Sigma e addirittura un Sony per Sony, che uso su Z9 e Z8 con adattatore Megadap.
    Tutti obiettivi dal più economico da 177 euro al più costoso da 6300 che Nikon non fa e che non farà mai.
    Pagati parzialmente con la vendita dei pachidermi 50/1.2 e 35/1.2, belli ma insensati per proporzioni e per prezzo.
    Ho perfino comprato una stampante a tank di Canon. Oltre ad altre luci Godox e SmallRig.
    E lato Nikon ?
    Nulla, non scucirò più un euro, un fiorino, un franco, un tallero bucato finché non vedrò cosa ha intenzione di fare per me, suo cliente da 43 anni.
    Voglio vedere come sarà la Z9 II e come ha intenzione di uscire dal nido di vespe dove si è cacciata con la causa a Viltrox.
    E voglio vedere che obiettivi intende proporre e a che prezzo.
    Ho il timore che sarò deluso da tutto e allora, se avrò ancora il tempo, sarà tempo di prendere altre decisioni.
    Ma come ho detto prima io non sono un influencer, ognuno farà per se.
    Certo se uno entra in un negozio oggi, anche se vuole una Nikon, è facile che il negoziante gli consiglierà per mille motivi, Fujifilm o Sony.
    E' la cosa più ovvia.
    Ma io non sono un influencer.

  24. ipotesi artistica generata da un mio prompt da Chat GPT (Grok l'ho messo in crisi e non ci è riuscito nonostante le mie minacce di dirlo ad Elon per fargli staccare la spina !) di una altrettanto ipotetica Nikon Z3, uscita presunta estate 2026, fatta con pezzi della Nikon Zr/Nikon Zf a seconda di quello che c'è in cucina e fotocentrica, senza mirino di nessun genere, solo display mobile.
    Piccola in stile Sigma BF ma magari non così e-strema
    Prezzo intorno alle 2000 cocuzze.
    Solo corpo, obiettivi, le sberle in catalogo adesso.
    Nei commenti le vostre libere motivazioni, se volete.

Account

Navigation

Search

Search

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.