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MM!

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Everything posted by MM!

  1. Z7 e 24-70/4 S ad f/8, 5 scatti, Helicon Remote + Helicon Focus, luce naturale.
  2. troppo impegnati a programmare (per domani) e poi rimandare (a data da destinarsi) il lancio della Playstation 5 !
  3. Confronti : credo che Nikonland ad oggi sia il sito al mondo che ha provato più lettori e schede CFexpress ... siamo proprio nerds !
  4. Lo sapevate che Amazon consegna anche il due di giugno ? Io l'ho scoperto adesso .... Mi è arrivato proprio il giorno della festa della Repubblica il nuovo lettore CFexpress/XQD di ProGrade Digital, preso in un momento di offerta speciale a 115 euro (di listino normalmente viene 145). Che posso subito confrontare sia con il mio ProGrade 05, unità doppia CFexpress/SD UHS-II e porta USB 3.1 che con il nuovissimo Lexar per CFexpress (sempre porta USB 3.1) che mi è arrivato il primo giugno. Eccoli qua i tre, a sinistra il ProGrade Digital PG05, in mezzo il Lexar, a destra il ProGrade Digital PG04. i tre lettori sono differenti per prerogative e compatibilità ma anche per dimensioni come è chiaramente visibile nelle foto, già nella confezione. Forse ancora più evidente qui, dove sono tutti e tre appoggiati sul mio nuovo desktop. Lettori diversi per indirizzi diversi. Il Lexar, monoslot lo vedo per compattezza e peso risibile, il compagno ideale di viaggio. 21 grammi, 5 cm per meno di due di altezza si fa più presto a perderlo che a ritrovarlo. Gli altri due sono chiaramente dei desktop, con il più grosso che legge anche le XQD, il più piccolo è di fatto l'aggiornamento del vecchio Lexar CF+SD che molti di noi hanno ancora sul tavolo. La vocazione desktop dei due ProGrade sta anche nella base magnetica che si attacca solidamente sul vostro desktop (ammesso che sia metallico) e non si sposta più. Il Lexar è talmente ballerino che il cavetto stesso se lo porta via ... L'altra differenza è l'interfaccia. Il PG04 ha solo interfaccia Thunderbolt 3, la più veloce e capace anche di lavorare con più dispositivi in cascata, comune in ambiente Apple, meno frequente nei pc come il mio. Gli altri due hanno solo ingresso USB-C corrispondente però ad una interfaccia USB 3.1 Gen 2 (oppure USB 3.2 Gen 2), come dire uno step in più del normale USB 3.0. Sono retrocompatibili ma usarli su una porta USB 3.0 significa ridurne l'efficienza e disperdere larga parte della velocità delle schede CFexpress. Che sono estremamente più veloci di qualsiasi cosa ci sia oggi sul mercato. Oltre che disporre di tagli molto grandi. Quindi smarcati la destinazione e la mono o bivalenza, chiarite le differenze di interfaccia, sorvolo sui collegamenti - un cavetto adatto e compatibile e nessun'altra incombenza - ci sono le funzionalità. Simili, salvo il fatto che dei tre, il più compatto Lexar è l'unico che non ha nemmeno un led di conferma visiva dell'operatività. Nulla di male e ci si fa l'abitudine. Ma io sinceramente preferisco che ci sia la lucina. Anzi, avrei preferito che il led fosse azzurro come sul mio lettore Lexar per XQD che mi accompagna fin dalla D4. Quale dei tre scegliere perciò ? Una questione di costo che è allineato con le schede di memoria CFexpress, tutt'altro che abbordabili oggi e io temo, anche a breve termine. Ci vogliono come minimo 60-70 euro per arrivare a 145 euro. Oltre eventualmente alla scheda USB se il vostro desktop non è proprio aggiornatissimo. Ma a parte il costo, quale scegliere ? In base all'uso. Io in casa ho esclusivamente macchine che vanno con le CFexpress e quindi il Lexar basterebbe. Ma ho anche ancora un paio di XQD che continuerò ad usare "a perdere". Quindi il lettore doppio ProGrade può essere la soluzione giusta. Salvo continuare ad usare anche il vecchio. Per chi invece ha in casa anche macchine che usano le memorie SD, la scelta più smart probabilmente sarà il lettore PG05 in grado i leggere ad alta velocità sia le CFexpress che le SD UHS-II, ad un costo che facilmente si allineerà verso il basso agli altri lettori del mercato. Lato prestazioni non ci sono grosse differenze, almeno tra i due "piccoli". Ho fatto qualche test con il solito CrystalDiskMark e vi presento qui le schermate di verifica. Al vertice della catena alimentare si piazza il lettore Thunderbolt 3, il ProGrade Digital PG04 che giustifica così di avere spalle così grosse. ProGrade Digital PG04 e CFexpress ProGrade Digital 325 GB Cobalt questa è la velocità in lettura e in scrittura fatta registrare da questo lettore con una scheda CFexpress ProGrade Cobalt da 325 GB. Sono velocità che rivaleggiano con gli SSD di tipo NVMe più veloci sul mercato (il mio Samsung viaggia verso i 3000 megabyte/s, quando un disco meccanico non supera i 250 e un disco SSD medio i 300). Che naturalmente non riuscirà - per limiti della scheda - a replicare con le XQD ma non c'è proprio da lamentarsi : ProGrade Digital PG04 e XQD Lexar 2933x da 128 GB anche usando una scheda Lexar le prestazioni sono elevate ma stranamente non a livello degli altri due lettori : ProGrade Digital PG04 e CFexpress Lexar da 256 GB Gli altri due lettori sostanzialmente si equivalgono. Questo è il ProGrade Digital PG04 con la scheda Lexar : e con la scheda ProGrade Digital mentre questo è il lettore "tascabile" Lexar che a dispetto delle sue dimensioni si fa valere : sottolineo la compatibilità incrociata tra lettori e schede. Almeno tra Lexar e ProGrade Digital di tipo CFexpress, perchè le XQd si possono leggere solo sul PG04 e le SD solo sul PG05. Non avrei altro da aggiungere se non ricordare che tali velocità restano e resteranno teoriche se non allineate a velocità almeno pari da parte del disco dove andrete a copiare le vostre foto. Non penserete certo di scaricare immagini a 1120 megabyte al secondo su un vecchio disco meccanico Seagate di tipo Archive che al più riesce ad assicurarvi 100 megabyte/seconto, vero ? E che queste velocità saranno rese possibili solo dalla disponibilità di porte moderne ed efficienti, altrimenti buona parte dei vantaggi di queste schede (che sul campo ho potuto riscontrare sinora solo sulla Nikon D6), si perderanno per strada. Nonostante la vostra spesa ... perbacco sul ProGrade PG04 persino il numero di matricola è scritto in grosso ! Insomma una prova di forza estrema, almeno per poter giustificare la linea di schede di serie Cobalt che da oggi si fregia anche di un taglio da 625 gigabyte (al modico costo di 899 dollari/Euro).
  5. L'altro ieri costava 115 euro, normalmente 145. Gli altri, sono sui 70-80 euro, salvo offerte speciali.
  6. Nella realtà i lettori per CFe/XQD ci sono. Di fascia un pò più alta di questi ed invariabilmente con attacco Thunderbolt 3. Io ne sto provando uno con successo, quello in mezzo tra questi tre :
  7. a prescindere dalle prestazioni del sistema e dai bisogni che eventualmente copra, in termini economici significa semplicemente : 2999/5799 = 48% di sconto. O hanno i magazzini pieni di invenduto, oppure vendono al costo. O tutte e due le cose. Per me è pura follia che porta a drogare e a prosciugare il mercato. Perchè il cliente una volta sfruttata questa opportunità, si aspetterà che tu la ripeta in futuro, prima di comprare ancora. Per non parlare di cosa succede al mercato dell'usato (infatti quella macchina ha subito un tracollo esagerato sul prezzo del nuovo, al di là del suo effettivo valore).
  8. Assolutamente. Infatti con i cani non ho preimpostato proprio niente. Ho puntualizzato la potenzialità di imporre alla macchina da dove cominciare l'analisi della scena in modo da massimizzare il successo degli scatti oppure da indirizzare l'azione dell'autofocus. La novità della D6 rispetto alla D5 è qui (perchè anche la D5 ha il riconoscimento del viso e nella maggior parte dei casi azzecca pure l'occhio).
  9. Dario io non ci credo che tu sia capace di regolare la macchina a 14 scatti al secondo. Gli automatismi sono indispensabili nella fotografia d'azione. In studio io ho fotografato bene anche con con il 2/135 Zeiss Apo-Sonnar mettendo a fuoco con tempi molto comodi e potendo comunque riscattare guardando il risultato in tempo reale su grande schermo.
  10. Infatti ma per certa "stampa" pare che Nikon sia destinata a fallire mentre gli altri a vendere Playstation !
  11. Presentato praticamente ... ieri e arrivato già sui nostri banchi di prova. E' il nuovo, atteso lettore per CFexpress di Lexar. Già, perchè con le nuove schede i vecchi lettori di XQD non vanno più bene e ci vogliono nuovi lettori compatibili con i nuovi protocolli. L'occasione è anche valida per salire di livello passando dalle porte USB 3.0 alle 3.1 che promettono di estrarre maggiore velocità dalle superiori performance dei nuovi supporti di massa che ci accompagneranno per gli anni a venire. Le CFexpress sono il nuovo standard ad alte prestazioni per le fotocamere ... ad alte prestazioni. La loro robustezza e l'utilizzo di standard di lettura/scrittura allineati con il PCI Express 3.0 dei computer le pone al di sopra delle ubique SD e anche se si intravedono all'orizzonte, da lontano, le SD Express, queste seppur veloci non saranno mai robuste quanto le CFexpress le vere eredi delle indistruttibili Comact Flash con cui abbiamo iniziato la nostra avventura in digitale oramai venti anni fa. In quanto alle precedenti XQD, sono superate in termini di prestazioni dalle nuove schede e sostanzialmente sono fuori produzione. Quelle che trovate in negozio, ovviamente sempre prestazionali, sono da considerare dei NOS (new old stock : ovvero ... fondo di magazzino in gergo dispregiativo). Di fatti Lexar ha deciso di abbracciare il nuovo standard scartando la produzione di XQD. Ma le nuove schede di memoria Lexar che abbiamo già avuto modo di provare non potevano essere utilizzate senza il nuovo lettore (salvo connettere la fotocamera al PC via cavo, pratica sempre sconsigliata per i tempi lenti e la necessità conseguente di tenere illuminata la fotocamera inutilmente a lungo). E quindi è certamente benvenuto il nuovo lettore. la confezione in cartoncino è la solita di altri componenti del marchio. La produzione è a Taiwan. l'interno racchiude un guscio plastico con il lettore e, sottostante, un cavetto USB-A > USB-C, in standard USB 3/3.1 infatti l'unica connessione del lettore è USB-C. Di fronte l'ingresso per la scheda di memoria : + il tutto in un fattore di forma estremamente snello, appena più grande della scheda di memoria che dovrà leggere : sono solo 21 grammi e soltanto 56.2 x 47.28 x 12.85 mm. A confronto con il pur compatto vecchio lettore Lexar per XQD che uso senza alcun problema oramai da anni : a sinistra la scheda CFexpress Lexar da 256 GB, in mezzo il lettore Lexar per CFexpress e a destra il lettore Lexar per XQD con sopra una scheda Lexar XQD 2933x. La nuova generazione e la vecchia. L'impressione di compattezza fa ... effettivamente impressione. E' piccolo, compatto leggero. Tanto che nella confusione totale del mio studio rischierà di perdersi. Ma posso capire che sarà la felicità dei fotografi viaggiatori che lo useranno con il loro notebook. In tal senso, il mio unico appunto riguarda il cavo, troppo corto per le mie esigenze di desktop (ma in casa ne ho a iosa di cavi USB-C da 3 metri). Una lacuna a mio avviso importante, rispetto al lettore Lexar per XQD è la mancanza di un LED di conferma del funzionamento del sistema e del corretto inserimento della scheda. Altro, prima di misurarne le prestazioni sul mio pc non avrei da aggiungere. Le misure : il collegamento al pc avviene senza alcun intoppo, scelta una porta USB 3.1 libera, basta infilare il cavetto. La misura delle prestazioni in scrittura e lettura con CrystalDiskMark 7.0 ha riportato dati coerenti con quelli che già avevo visto con la scheda Lexar da 256 Gigabyte. Con l'occasione ho verificato anche la compatibilità con la mia scheda ProGrade Cobalt da 325 Gigabyte riscontrandone il perfetto funzionamento e con prestazioni in lettura e scrittura del tutto analoghe a quelle della scheda Lexar. Mi riservo ovviamente di utilizzarlo a fondo nei prossimi giorni per verificarne anche l'affidabilità ma la prima impressione è molto positiva. Prime impressioni : PRO piccolo, compatto, leggero, funzionale, specie per installazioni mobili e in viaggio relativamente economico rispetto ad altri apparecchi del genere (Sony e ProGrade Digital) compatibile anche con schede CFexpress di altri produttori oltre che Lexar (io ho provato una ProGrade senza problemi) non richiede driver o altro per funzionare CONTRO manca un led di conferma del funzionamento del sistema, in caso di inserimento parziale o di qualsiasi altro inconveniente di collegamento, non si avrà la conferma visiva per i miei usi il cavetto in dotazione è troppo corto. Ma di cavetti USB-C di tutte le lunghezze è pieno il mondo nell'utilizzo il lettore scalda moltissimo la scheda. Ma è una costante anche con altri lettori (le prestazioni si pagano ! Queste schede vanno a velocità riscontrabili solo negli hard-disk SSD di tipo NVMe con cui condividono la tecnologia PCI Express). come altri lettori di questo tipo non è compatibile con le schede XQD naturalmente per avere le massime prestazioni possibili, il vostro pc dovrà avere una porta USB 3.1, perchè con una USB 3.0 lo sfrutterete solo marginalmente
  12. Sarà ma secondo me ci mette del suo l'indole del fotografo. Io ho fatto questo scatto (qui pompato di saturazione) : esiste la street in riva al lago ?
  13. Magari, a parte, scrivi un articolo su cosa ti fa preferire C1 su LR.
  14. In jpg quella è una prestazione ordinaria. E per me la D6 è una jpg machine, salvo limitati casi.
  15. L'ho fatto, scritto nell'anteprima (100 con XQD, 125 con Lexar CFe, 158 con ProGrade CFe). Qui però volevo replicare ai cinesini che hanno messo il videino su Utubbino
  16. Si, infatti, pur a intermittenza anche superato il limite, la macchina continua a scattare, non a pieno ma lavora ancora e basta una manciata di secondi perchè il buffer sia di nuovo vuoto.
  17. Gli americani e i cinesi che comprano/utlizzano software e documentazione tecnica sono quasi 2 miliardi. Gli itagliani che fanno lo stesso saranno al più 10.000 (e sono ottimista, visto che col lockdown abbiamo scoperto che la gente non ha nemmeno internet o il wi-fi in casa). Quindi ci stà che quei diecimila si debbano attrezzare con l'inglese, piuttosto che pretendere l'incontrario
  18. Contemporaneamente è uscito il nuovo piano industriale di medio termine. diviso per comparti e che evidenzia la continua contrazione del mercato dell'immagine mentre va benissimo quello industriale e ci sono previsioni positive per quello medicale. la ristrutturazione prevede la riduzione e il taglio di costi per gli anni fino al 2023 per circa 50 miliardi di Yen (500 milioni di euro circa). l'obiettivo di raggiungere almeno 20 miliardi di utile dalle vendite di fotocamere e obiettivi verrà raggiunto con lo sviluppo delle mirrorless, in particolare full-frame e di fascia media e alta, completando la line-up del sistema Z e lanciando prodotti strategici anche nelle reflex. il resto probabilmente sono piuttosto speranze difficili da realizzare. Ma l'automatizzazione della cattura di immagini per conto delle agenzie e delle associazioni sportive potrebbe promettere bene. Insomma, Nikon c'è, resta e conta di sopravviverci a dispetto dei saccenti vloggers con una cultura economica a livello di Monopoly (cit. Cattelan).
  19. Il 28 maggio, circa 15 giorni più tardi del solito, Nikon ha pubblicato i dati finali dell'esercizio 2019-2020 conclusosi il 31/3/2020. oltre alle previsioni già al ribasso (come anticipato già in novembre) si è inserito il primo impatto del Covid 19 che anche in aprile e in maggio si è fatto sentire con vendite quasi nulle. Nikon ha anche deciso di approfittare dell'occasione per fare svalutazioni di magazzino e di altri asset di bilancio. Il risultato finale è stato negativo per la divisione Imaging con riduzione delle vendite e chiusura in perdita (come atteso). Ma complessivamente Nikon ha chiuso comunque con un utile visto che il settore della microlitografia e quello degli strumenti di misura ha coperto le perdite generate dal comparto fotografico e da quello medicale. Le previsioni per il 2021 sono ancora negative e viene visto al ribasso ulteriormente il numero di fotocamere e di obiettivi che verranno prodotti e venduti. Ma l'obiettivo resta quello di difendere la quota di mercato (Nikon è al 20% del mercato fotografico mondiale) e di tenere la marginalità spingendo ulteriormente sui prodotti a maggiore valore aggiunto (high-end mirrorless and reflex) oltre a ridurre ulteriormente i costi con una nuova ristruttrazione. E' notizia successiva quella della riduzione del personale di Thailandia e Laos per 750 unità e la compressione di alcune strutture di vendita in giro per il mondo (nei mercati meno interessanti in termini di potenzialità commerciali). E' possibile che Nikon debba convivere con un dimezzamento del numero di fotocamere vendute (verso o anche sotto al milione di pezzi l'anno) e in proporzione di obiettivi. Ma, a dispetto di quanto qualche cretino statunitense sta dicendo in giro, non è in procinto di fallire, non fallirà, non verrà acquisita da nessuno, continuerà a fare fotocamere almeno per quanto io resterò in vita (speriamo almeno un'altra ventina di anni io, un centinaio di anni Nikon !). Nikon produce complessivamente ancora utili, anche se meno di una volta, ha liquidità abbondante in cassa e linee di credito disponibili presso le sue banche (ricordo che molti esponenti della direzione amministrativa di Nikon sono persone formate da Mitsubishi Bank che oltre ad essere la banca di Nikon è anche la banca della capogruppo Mitsubishi, società che nel 1917 ha fondato Nikon e che per passatempo produce portaerei, sottomarini e aerei da combattimento, oltre ad operare nell'industria pesante, quella che conta, nell'energia, nell'edilizia e nella produzione del vetro).
  20. Se vi comprate tre obiettivi professionali per una spesa di $5799 Olympus USA vi regala un corpo a vostra scelta (compresa la EM-1X che costa di listino $2999) Sinceramente è la prima volta che lo sento per materiale nuovo.
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