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  1. Come da titolo, ma non ci è riuscito nemmeno stavolta Andiamo con ordine. Nelle settimane precedenti Ross ha cominciato a ventilarmi la possibilità di uno shooting remoto, e di vederci per tale occasione perché mi considerava "esperto" del genere poiché ne avevo fatto uno lo scorso anno. Dopo qualche giorno mi disse di tebermi libero per domenica 11, senza possibilità di replica. "Molto bene", dico io, "mi libero di un appuntamento già preso così siamo a posto". Arriva il giorno dello shooting e sembra di pescare l'intero mazzo di Imprevisti del Monopoli. Si comincia al mattino con febbre da cavallo che si trascina da venerdì notte, e per un problema collegato sono praticamente vestito per andare i pronto soccorso. Avviso Ross, che giustamente mi dice di correre in PS e tenerlo aggiornato. Per fortuna il problema da PS si risolve da solo (circa), e con tachipirine come caramelle la febbre scende. Confermo quindi a Ross che nel pomeriggio può venire tranquillamente. Ross arriva, finalmente conosce mia madre (ci teneva tipo da sei anni), io ho preparato il PC e sono in postazione in studio. Sento che Ross traffica in salotto, viene da me e mi dice che ci son problemi di connessione, io rispondo ok, ci beviamo intanto un aperitivo. Andiamo in salotto. Mi trovo davanti Sabi con una candelina in mano che canta "Happy Birthday to you" (Kennedy puppa!). Fingo di non avere l'arresto cardiocircolatorio che ho per qualche secondo, la saluto come si conviene e soffio sulla candelina. Poi siccome Ross è Ross, la candelina è una di quelle che non si spengono, quindi momenti ilari a mie spese fin da subito. Poi da lì, un po' di relax... come stai, come non stai, non ci vediamo da un sacco di tempo e insomma sembra quasi che l'ultima volta ci si sia trovato l'altro ieri. E' andata a finire che lo shooting è stato molto poco remoto e molto divertente (perdonate la qualità non "da portfolio" delle foto, ma sono praticamente come scattate) Momento top: foto n.6 con Sabi nuda sul balcone che saluta verso una delle rotonde più trafficate di Lecco raccogliendo una sinfonia di clacson. Ah, questione zia: in realtà ha visto Sabi solo a fine shooting, quindi era già vestita. Niente foto della zia basita, mi dispiace Questioni tecniche sulla Z fc, a seguire. E' stato il primo shooting "serio" con la nuova macchina e devo dire che, finché è durata, si è comportata egregiamente. Il principale punto a favore è senza dubbio la leggerezza, in mano sta come una piuma; il secondo è il display regolabile, soprattutto per me. Avendo fatto l'intero shooting da seduto (con Ross che mi muoveva di qua e di là ) l'altezza di ripresa sarebbe stata estremamente limitata senza il display basculante. Con esso, invece, si può usare la fotocamera ad ogni altezza senza la necessità di dover per forza guardare nel mirino. Per il resto, c'è stata ancora qualche incertezza nel trovare alcune opzioni ma niente di insormontabile. Dicevo "finché è durata", perché a metà è andata in rosso la batteria (mi era stato detto che serviva per un Backstage e vedendo la batteria a tre tacche la sera prima, non l'avevo caricata). Per fortuna Ross mi ha prestato la sua Z6 II e tutto è proseguito liscio Di nuovo, un grazie gigantesco a Ross per la sorpresa clamorosa e inaspettata, e so che ci è voluta anche parecchia organizzazione e... segretezza! Per fortuna non ho deciso di rimandare, mi sarei mangiato le mani fino ai gomiti. Doverosa, Menzione d'onore sempre per Ross anche per avermi scarrozzato per casa in lungo e in largo, compreso un numero per superare il gradino per uscire in balcone, che pensavo di finire di sotto
    17 points
  2. Gabriele Castelli in versone giornalista ha bisogno della cronostoria dal punto di vista di chi ha preparato la sorpresa Tutto nacque in quel lontano Luglio 2021 (faceva ancora caldo) quando si progettava il regalo della Z... io e il megaboss ci siamo interrogati su come un tale regalo potesse essere valorizzato nelle mani del cuccioloso Castelli. Sicuramente non fotografando panorami o fiorellini, per cui si è pensato a qualche bella gnocca Scartate Cara Delevigne e Emily Ratajkowski solo per problemi legati a loro precedenti impegni, ci siamo chiesti: quali sono i grandi amori di Castelli? Sono spuntati tre nomi: Dora, Saba, Edit (chi non le conosce se ne faccia una ragione e chieda a Castelli di mostrarvele:) Ho puntanto decisamente su Saba (Sabina) dato che con lei c'è stato un tentativo (poi abortito per covid) l'anno scorso di farla venire a Milano: che questa sia la volta buona? La macchina organizzatrice (io) si mette in moto e quando spiego a Sabina di cosa si tratta, mi risponde: "Castelli? quello tanto bello con gli occhi da cerbiatto? essere io il suo regalo di compleanno? Certo che si!" Ok è fatta! eh beh non proprio... il problema era adesso come far recapitare Sabina a casa Castelli a sua insaputa... 1) scassinare la porta di notte e fargli portare da Sabina la colazione a letto 2) trovare una scusa per andare a trovarlo, iniettargli un sedativo e svegliarlo con i sali di fronte a Sabina 3) organizzare uno shooting a casa sua senza dirgli chi fosse la modella Il mio avvocato mi ha sconsigliato le prime due, per cui si è optato per la terza Solo che la scusa dello shooting con modella me la sono giocata quando ho portato Mauro al posto della "finta" modella per regalargli la Z... dovevo trovare un altra soluzione, così mi sono inventato lo shooting remoto e gli ho detto di preparare la postazione al computer che sarei venuto a vedere come si faceva per imparare da lui (lo so è inverosimile, io che imparo da Castelli...lo so...) In sostanza, tutto era pronto da settimane, la modella è arrivata in incognito, chiedendole di non pubblicare sui social che sarebbe stata a milano, chiedendo a mauro di non pubblicare le foto che le aveva fatto il giorno prima (questa è stata la parte più ardua), chiedendo agli altri fotografi di mantenere il silenzio stampa fino al lunedi successivo. E poi, la domenica mattina... Castelli mi scrive che sta per andare al Pronto Soccorso!! Potete immaginare la nostra faccia quando io e Sabina abbiamo letto il messaggio... A poche ore dallo shooting, cosa si poteva fare? Vestire Sabina da infermiera e infiltrarla al Pronto Soccorso era un'opzione, ma sapevo che qualunque fosse stato il problema di salute se avessi detto a Castelli che gli avrei portato Sabina a casa, sarebbe guarito di colpo. Ma mi sarei giocato la sorpresa... mumble mumble... che si fa? Ore di panico intervallate da ore di apprensione, fino a quando non ricevo il messaggio "sto meglio, puoi venire" Dio esiste! (Almeno oggi) Si parte! e quando si arriva la sorpresa la ricevo io... al citofono mi risponde la mamma! E adesso??? Non mi resta che raccontarle tutto ed avere un alleato in più... Portiamo Castelli nella sua camera e intanto facciamo entrare di soppiatto Sabina in casa. Mentre annuncio con faccia dispiaciuta e addolorata che lo shooting remoto ha un contrattempo e dobbiamo rimandare, la mamma lo chiama in salotto per un aperitivo... e quando Castelli arriva, si trova Sabina con una candelina in mano che gli canta happy Birthday to you... Ora, la delusione di non vedere neppure una lacrimuccia, è tanta assai, ma purtroppo il nostro nikonlander non si commuove facilmente (io avrei pianto come un bambino a Natale)... ma la felicità nei suoi occhi era chiara, evidente e impagabile:) Ecco tutto l'antefatto... e non ho raccontato che Sabina nel piano originale doveva presentarsi in sexy lingerie, ma la presenza della mamma l'ha "costretta" ad indossare una vestaglietta e non ho raccontato che Sabina mi aveva suggerito di comprare qualche metro di carta da pacchi per farsi impacchettare come un regalo e non ho raccontato che, arrivando da uno shooting al mattino, mi ero portato la macchina fotografica, per cui è stata pura fortuna che l'avessi con me (la batteria della Z si è scaricata dopo 20 scatti) e non ho raccontato che la candelina che si accende da sola arriva dalla Thailandia, lì è molto usata:) e non ho raccontato della zia...:) a circa metà dello shooting arriva la notizia che la zia sta per arrivare.. occorreva fermarla a tutti i costi! Nonostante le numerose chiamate non è stato possibile raggiungerla così ad un certo punto..suona il campanello: Allarme zia! Corriamo (su due ruote) in camera e continuiamo lo shooting con Sabina che saluta nuda dal balcone gli automobilisti di passaggio... Che altro aggiungere? Per me e per Sabina è stato un compleanno indimenticabile, spero anche per Gabriele
    16 points
  3. SCOPRII per puro caso, lo scorso anno, che una tappa del campionato del mondo di aquabike si svolgeva in Sardegna, non lo sapevo proprio. Ovviamente l'edizione 2020 venne totalmente cancellata dopo due prove, ma nel 2021 si sta cercando di recuperare, Per ora le prime tre prove Polonia, Ungheria e Italia sono andate a buon fine. La location scelta è Olbia, esattamente il molo Brin, un ampio spazio acquatico non più utilizzato di fronte al marina Mi ero riproposto di non perdere l'appuntamento e sono riuscito nell'intento ma solo in parte (per istinto di autoconservazione e anche per motivi indipendenti dalla mia volontà). Comunque per un pomeriggio e una mattina sono riuscito a produrre qualcosa. Lo dico subito: mai fotografato l'aquabike fino ad oggi e a dire il vero non conosco neanche le classi di gara e neanche il regolamento e, mea culpa, non conosco neanche i nomi degli atleti in gara... un disastro. Ciononostante il tempo che ci ho speso ritengo sia stato proficuo. Poche le postazioni a mia disposizione ma comunque una certa libertà di movimento l'ho avuta grazie a un servizio d'ordine comprensivo e a un limitatissimo affollamento. Ho lavorato tranquillo per qualche ora ed era ciò che più mi interessava. Sport magari noioso da vedere dopo i primi cinque minuti ma decisamente divertente da fotografare. Con grande sorpresa ho scoperto che si può fare tanto e le situazioni in acqua sono le più disparate. Un antistress consigliatissimo. Una grinta pazzesca questi ragazzi e anche tanti muscoli, perchè tenere un jet sky non è facile. Sulle boe fanno pieghe da paura... le orecchie in acqua E le ragazze non sono da meno, meravigliosamente aggressive. Da brivido L'unico rammarico è stato non poter assistere alla parte più divertente dello show, la specialità freestyle che potete ben immaginare. Purtroppo si è svolta ieri in notturna, con inizio alle 21. Per i motivi che ben conoscete ho dovuto rinunciare. Ero già in tira da ieri mattina e non posso più permettermi certe zingarate. Cercherò di gestirmi meglio nel 2022, sperando che il mondiale resti in Sardegna. Mi sono divertito veramente tanto e, sinceramente, non avevo mai prodotto tante immagini in un' paio di sessioni di poche ore ognuna. Vorrei pubblicarle tutte, Quest'ultima credo spieghi molto bene a cosa si va incontro... ci si può sbizzarrire veramente tanto. Pezzo consigliato: Let It Ride, della Bachman Turner Overdrive, per chi ancora se la ricorda. Alzate il volume Copyright Enrico Floris 2021 per Nikonland
    11 points
  4. l'uso più appropriato per una macchina fotografica...
    10 points
  5. Il Cane è stato quasi certamente il primo animale addomesticato dall'Uomo, lo dice la Paleontologia e lo conferma la Genetica. 20.000 anni fa, durante l'ultimo massimo glaciale, l'Uomo, ancora solo cacciatore/raccoglitore, aveva a che fare con il Lupo, a volte avversario temibile ma al tempo stesso onorato. In più parti del mondo indipendentemente, in quei tempi antichissimi, l'uomo ha addomesticato una specie di Lupo oggi estinta (lo dice la Genetica), specie da cui discendono sia il Cane domestico che il Lupo Grigio attuale (Cane e Lupo "attuale" sarebbero quindi sotto-specie sorelle, nate da una specie madre -sempre di Lupo, si possono incrociare facilmente e l'hanno sempre fatto). Ventimila (ma qualcuno sostiene anche trentamila) anni fa, il Lupo ancestrale si aggirava intorno agli accampamenti umani, probabilmente in cerca di scarti di cacciagione. Erano brutti tempi, molta della fauna di erbivori di cui si nutriva era estinta o divenuta rara. Si pensa che il Lupo fosse spesso costretto a .. fare lo Sciacallo. Foto Silvio Renesto. Già nel Paleolitico uomo e lupo (quello "antico") iniziarono così a frequentarsi, nel bene e nel male, e l'uomo selezionò quei cuccioli più obbedienti ed amichevoli, facendone un guardiano ed un aiuto nella caccia. Poi venne tutto il resto, una storia molto lunga intricata ed affascinante, ma io ho raccontato del cane solo per parlare dei Gatti. Il Lupo, come la Capra, poco dopo, e molto tempo dopo la Mucca, l'Asino e poi gli altri, sono stati addomesticati perchè erano utili e perchè erano facili da addomesticare. Come animali sociali, avevano già una gerarchia e ubbidivano ad un capo, bastava quindi selezionare i più docili (i più infantili) e sostituire l'uomo al capo branco. I Lupi hanno un preciso ordine sociale all'interno del branco che comprende intensi rapporti fra gli individui. Foto Silvio Renesto. Il Gatto selvatico invece era, ed è ancora un animale solitario, territoriale e intollerante dei propri simili, cioè non aveva nessuna delle caratteristiche per diventare un animale domestico. L'Uomo nella preistoria lo cacciava, per lui era fonte di cibo e di pelliccia, quindi il Gatto, oltre al carattere, aveva ben poche ragioni per essere amichevole. E allora cos'è successo? Il Gatto ha deciso di "addomesticarsi" (almeno un po', chi lo sa) da solo. Molto, molto tempo dopo l'addomesticamento del cane, 10.000 anni fa circa, l'uomo diventò agricoltore e sedentario, a cominciare da due luoghi: la Mezzaluna fertile (il tratto di terre comprese fra i due fiumi Tigri ed Eufrate, dove sorsero le prime grandi civiltà, i Sumeri e gli altri) e la Valle del Nilo. la coltivazione genera un surplus di risorse di cibo che devono essere immagazzinate, e queste quantità di cibo attirano i roditori, prede di elezione del Gatto. Così in quelle zone, il Gatto selvatico nordafricano (Felis silvestris lybica), una delle quattro o cinque sottospecie di Gatto selvatico, si è arrischiato ad avvicinarsi agli insediamenti umani, attratto dall'abbondanza di prede. Il Gatto selvatico Nordafricano (Felis silvestris lybica). Foto da Internet Il Gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris). Le differenze fra le due sottospecie sono soprattutto legate la clima e all'ambiente, l'europeo è più tozzo e con gambe più corte per conservare il calore e muoversi nel sottobosco fitto, il nordafricano è più snello e sottile con zampe più lunghe per disperdere meglio il calore e perchè vive in zone più aperte con vegetazione più rada. Foto Silvio Renesto Questo ha portato a diverse conseguenze, da una parte l'uomo ha riconosciuto l'utilità del gatto per il controllo dei roditori, dall'altra il gatto "libico" ha iniziato ad avere meno paura dell'uomo e, per necessità ,se voleva approfittare dell'abbondanza di cibo, anche a tollerare di più i propri simili, diventando un po' (poco) più sociale. Abbiamo quindi le prime "colonie feline". Naturalmente nessun Gatto ha fatto questi ragionamenti, è la Selezione Naturale: intorno agli insediamenti umani i più sociali e tolleranti avevano accesso a più risorse, vivevano più a lungo e si riproducevano di più, trasmettendo la "socialità" (controllata da una serie di geni che regolano alcuni ormoni, ma non chiedetemi di più) ai loro discendenti. Questa minore aggressività e maggiore confidenza si è cominciata ad estendere anche nei confronti dell'uomo. Il Gatto cominciò a frequentare gli insediamenti, e poi le case degli uomini, di sua volontà, mantenendo però il suo carattere indipendente. Il Gatto selvatico in Europa invece ha mantenuto il suo carattere.. scontrosissimo. Intanto l'Uomo nel Mediterraneo ha cominciato a considerare il Gatto una preziosa risorsa. Il primo ritrovamento di Gatto sicuramente domestico risale a 9500 anni fa ed è stato trovato a Cipro. Possiamo dire che era domestico perchè è stato seppellito in una tomba e perchè Cipro come isola non ha mai avuto Gatti e siccome nessun Gatto si sognerebbe di traversare a nuoto dei bracci di mare, l'unico modo in cui quel Gatto è potuto arrivare a Cipro è perchè qualcuno ce l'ha portato, su di una nave, magari come cacciatore di topi, oppure già come animale di compagnia. Lo stesso è accaduto nell'antico Egitto, e qui vediamo meglio l'altro fattore che ha giocato a favore del rapporto uomo-gatto (in tutto il mondo): il gatto diventa un animale da compagnia: Rispetto ad altri cacciatori di topi (mustelidi, manguste ecc.), il gatto è più "carino" (gli inglesi hanno la parola giusta "cute") le mascelle corte, la testa tonda gli occhi grandi e frontali come i nostri, sono caratteri che ricordano i cuccioli (anche umani), quindi il Gatto, oltre ad essere utile, "piaceva". La testa rotonda e le piccole dimensioni inducono tenerezza per questi piccoli killer. Foto Silvio Renesto Gli egiziani tra i primi lo adottarono come animale da compagnia, e poi loro ne fecero una divinità, ma il Gatto appare in molti miti e racconti delle civiltà orientali (ma anche tra i Vichinghi ). In questo affresco egizio che rappresenta un sontuoso pranzo di una coppia, si vede un gatto seduto sotto alla sedia, che mangia un pesce, quasi sempre il gatto è raffigurato sotto alla sedia della donna (abito lungo). Il Gatto dell'affresco ha il tipico mantello di Felis silvestris lybica, ed ha ancora la grossa riga scura sul dorso tipica dei Gatti selvatici e assente nel Gatto domestico. Da Internet . Altro frammento egiziano in cui il Gatto è raffigurato come uccisore di Serpenti (figurativamente, con un coltello!). Altro buon motivo per essere amato da quelle parti. Da internet Raffigurazione del più antico Gatto di cui si conosca il nome: Nedjem (Dolcezza). Da Internet. Il Gatto ha anche un altro asso nella manica, non ha bisogno di assumere vitamina C dal cibo, per cui non si ammala di scorbuto, così può essere portato sulle navi e nutrito con cibo secco anche per lunghi viaggi, senza necessità di cure particolari e fare il suo servizio da acchiappatopi. Dagli Egiziani ai mercanti Fenici (e ai Romani) e poi ovunque. Come compagno dei marinai, il Gatto è arrivato in tutto il mondo. Il resto è storia (troppo lunga). Solo un paio di notizie di "colore": Il Gatto selvatico nordafricano ha un mantello con una leggera striatura appena evidente, un po' più marcata sulle zampe. Il Soriano o Tabby, come il mio Vincent, è una delle varietà domestiche più antiche (Nel Medioevo veniva chiamato anche Gatto di Cipro), ha sempre delle strisce che formano una M sulla fronte, e può essere macchiettato, tigrato o con strisce a spirale. Il nome Soriano viene da Soria (Siria, siamo sempre lì), il nome Tabby viene dal francese Taffetà, una stoffa setosa e lucida che anticamente era prodotta regione dell'Attabi (Irak, sempre da quelle parti). Un Soriano/Tabby corrucciato con la sua M sulla fronte. Foto Silvio Renesto Vecchia foto di un Vincent ancora giovincello, con la sua M da Tabby. Nei Gatti il colore rosso aranciato è quasi sempre legato al sesso maschile (ci sono eccezioni) . Foto Silvio Renesto. Più tardi, nella Grecia antica sono apparsi i primi gatti neri e solo poi quelli macchiati, segno che come per le mucche, i cani e i cavalli sono avvenuti cambiamenti genetici dovuti alla "civilizzazione". Sembrerebbe che il mantello nero abbia preceduto quello macchiato. Foto Silvio Renesto. Un Soriano (c'è la M e le striature) ed un "Tuxedo" (bianco e nero come l'abito da cui ha preso il nome). Attenzione non si tratta di nomi di razze ma solo di tipi di colorazione. Foto Silvio Renesto Le "razze" feline create in tempi moderni sono un'altra storia ancora, non sempre bella, a mio parere.
    9 points
  6. Arrivato in prestito breve, il primo marchio di terze parti di obiettivi Autofocus per attacco Nikon Z. Sulla mia Nikon Z fc vedete montato un Viltrox APS-C 33mm f/1,4 Il perchè di questa inconsueta focale? Ma ricreare con l'effetto moltiplicatore del formato, uno standard, un 50mm f/1,4 equivalente. E' una prima anche in questo senso: su Z non abbiamo ancora obiettivi di questa luminosità, dagli f/1,8 si passa agli f/1,2 ed oltre, dei nostri fantastici standard Z Arriva così... ...in una scatola che...ne contiene una seconda aperta la quale...spunta il faraone nel suo sudario, corredato da sacchetto in microfibra (in puro stile Z), pieghevole e cartoncino di garanzia carino già a prima vista, nella gommapiuma che l'ha tenuto al riparo di una delle solite botte da trasporto Shenzen Jueying Technology Co, ovviamente made in China... e dove se non...? lente ED in giallo, ad alto indice di rifrazione in azzurro dotato di coppia di tappi identici a quelli Z per Nikon e paraluce in metallo massiccio, come tutto l'obiettivo realizzato in alluminio, pesante solo 310 grammi (per il materiale), schema di 10 lenti in 9 gruppi, maf minima di 40 cm, lungo 7,2cm e largo 6,5: ghiera dei fitri da 52mm. Dotato di ghiera di maf manuale e... DI UNA VECCHIA AMICA: la ghiera dei diaframmi !!! Senza click (ottima per i vlogger) e con la posizione Auto oltre il diaframma più chiuso Subito messa alla prova sulla Z fc, la ghiera trasmette perfettamente alla macchina i rispettivi valori e può essere considerata anche un preset dell'apertura di lavoro utile. direi che faccia la sua bella figura sulla vintage Z fc e finalmente immune da critiche estetiche diaframma a nove lamelle... e contatti elettrici per dirsi...tutto ciò che ci sia da discutere con la fotocamera... paraluce a petalo, finalmente anch'esso in metallo dopo anni di policarbonato nipponico.... Tanto in metallo, da dover essere rodato le prime volte: non stupitevi se vedrete qualche ricciolo di alluminio che viene... trafilato dal blocco di fine corsa... Come funziona questo Viltrox ? Ve lo dirò nei giorni a venire....prima di rimandarlo indietro. Il prezzo attuale di 315 euro ne fa un competitor addirittura più costoso del meno luminoso e più leggero Z Nikkor 40/2 appena annunziato. Qui su Nikonland Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
    7 points
  7. Grazie a tutti !! Aggiungo qualche altra foto.
    6 points
  8. Non ho mai fotografato "bene" la pernice bianca, anche se è un soggetto che sto attivamente cercando. E a dirla tutta, fino a questa estate neppure ero riuscito a vederla da vicino in natura. Ma questa estate, all'ultimo giorni di vacanza in dolomiti e all'ultima gita (Piz Boè per il Lichtenfels e la Cresta Strenta, uno splendido sentiero attrezzato straordinariamente panoramico e divertente da percorre purché si disponga della giusta esperienza e "sicurezza di passo") ecco che ne vedo 4 zampettare a pochi metri da me, ovviamente in abito estivo. Nello zaino il mio "kit da paesaggio", di fotografare animali non c'era nessuna idea, che per fortuna arriva a 300mm. Ho fatto qualche scatto, senza insistere perché la lente troppo corta mi avrebbe obbligato ad avvicinarmi troppo e quindi a disturbarle. Z6II su 70-300/4.5 5.6 @300mm f5.6 1/4000 ISO200 Z6II su 70-300/4.5 5.6 @300mm f5.6 1/3200 ISO200 Z6II su 70-300/4.5 5.6 @300mm f5.6 1/800 ISO200
    5 points
  9. Dopo diecimila imprevisti sono riuscito a organizzare con un amico una piccola uscita naturalistico-fotografica ad un capanno, dove mi avevano detto che c'era un po' più di varietà rispetto alle solite cince e, se fossi stato fortunato ... anche una sorpresa. Amo gli animali, amo vederli in libertà e li fotografo al meglio che posso, soprattutto per portarmi a casa il ricordo e l'emozione di quell'incontro, e pubblico le foto per condividere queste emozioni, questi ricordi, con chi ama gli animali come me. Fare foto diverse alle vecchie conoscenze è sempre bello, ma fare nuovi incontri è ancora più emozionante! Ecco, per gli amanti del genere, qualcuno degli gli amici vecchi e nuovi che ho incontrato (tutte le foto sono state scattate con la Nikon Z6 ed il Sigma 150-600 f5-6.3 Contemporary): Appena sistemati nel capanno davanti alla piccola pozza, subito una novità, una Balia Nera femmina (Il nome deriva dal maschio che è veramente bianco e nero, la femmina è un po' smorta). Cince bigie, Cinciallegre, Cinciarelle non si contano, formano una chiassosa brigata che mette allegria, starei a vederle per ore, ma le ho fotografate già tante volte, per cui ho dedicato a loro solo qualche scatto quando ho visto scenette simpatiche, ve ne propongo uno solo: Ma insomma, non si può fare il bagno in pace! Indaffaratissimo, il Picchio Muratore corre su è giù per i tronchi. Il Picchio Rosso Maggiore, metodico, ispeziona tutto il vecchio tronco. Bellissimo, un maschio di Codirosso Comune, non l'avevo mai fotografato come si deve! A me piace inquadrarlo così: Per chi preferisce invece ritratti più stretti metto un crop (l'unico di tutta la serie). Sorpresa, arriva un giovane scoiattolo assetato. Doppia sorpresa c'è anche il fratellino, più scuro, direi che i due sono quasi agli estremi del range della variabilità di colore dello Scoiattolo Europeo. Normalmente è solo in alta montagna che se ne trovano di più scuri. Probabilmente sono in cerca di un territorio libero dove insediarsi. Ho fatto veramente tante foto, in condizioni di luce diverse, anche ad altri uccelli, ma mostrarne altre qui sarebbe troppo, le farò vedere un'altra volta. Ora veniamo al piatto forte: Ad un certo punto della giornata spariscono tutti, di colpo. Ed arriva lui, lo Sparviero. E' così bello che mi sarebbe bastato il solo vederlo, ma... comincio a scattare ! Si posa e si guarda intorno più volte, Sembra sapere che ci sono. Ma non gli interessa. Non resisto e faccio un ritratto stretto a 600mm. Purtroppo il bosco e fitto e gli ISO tanti. Si rilassa e si concede un bagno. Una scrollata finale. Un istante dopo è già su un ramo, da cui si involerà subito, scomparendo nel bosco. Io, dopo giornate come queste sono contento, di più, sono felice. Poche cose mi fanno bene come stare nel bosco (nella palude...) con gli animali! Silvio Renesto
    5 points
  10. 6 ore e mezza di shooting in due giorni 15.446 scatti di cui 958 con il flash 9.636 scatti con la Z6 II (una scheda CFE ProGrade da 325 GB) 5.810 scatti con la Zfc (una scheda SD Lexar da 256 GB 1667x) - 4252 scatti con il 24-70/2.8 - 5318 scatti con il 28/2.8 - 2.721 scatti con il 50/2.8 MC - 3.155 scatti con il 105/2.8 MC e arrivederci all'anno prossimo (io ci conto, voi no ?)
    4 points
  11. Si può fotografare per strada anche con quel... trombone del 24-200mm pur in una silenziosa strada del centro storico, grazie al quasi impercettibile rumore dell'otturatore meccanico della Z6.
    4 points
  12. Sabina and me Nikon Z6 II con Nikkor Z 24-70/2.8 @44mm, f/2.8, ISO 500
    4 points
  13. Sessione collettiva del 2013, ispirata al personaggio dei romanzi di Stieg Larsson. Ho cercato di dare una postproduzione un po' dura e "drammatica", quasi sgradevole. Il tatuaggio era opera della bravissima Ilaria Ferrantello
    3 points
  14. Ariel, da un modelsharing del 2009 (!!). Tempi d'oro, in cui iniziavo a farmi le ossa con la D80
    3 points
  15. E' la cosa più sensata. Qualcuno se li troverà da usare, tu - ammettiamolo - difficilmente lo farai, la scelta di tenere quel materiale sarebbe più sentimentale che pratica. Con il ricavato tu potrai comprarti altro. Tipo il 50-250, oppure il 24-200, oppure un 85/1.8 S, quello che ti ispira di più. O anche niente se quello che hai ti basta. Peraltro l'FTZ sulla Zfc aggiunge peso e centimetri, andando totalmente contro i motivi per cui abbiamo scelto di regalarti quella macchinetta
    3 points
  16. Ieri pensavo (e infatti diluviava ) ai massymy systemy e mi è venuto in mente un confronto che spero venga preso per il verso giusto. Sabi del 2015, quando l'ho conosciuta e Sabi domenica scorsa. E' indubbio il passaggio da ragazza a donna, e personalmente mi piace molto di più ora. Non so quanto sia riuscito a coglierlo, ma ora Sabi ha una profondità infinita nel suo sguardo, come se tutto il suo vissuto fosse lì dietro a costituire una sicurezza incrollabile.
    3 points
  17. Come tutti gli sport motoristici, gli effetti attirano molto più dell'atleta. Anche qui, schizzi, derapate, onde sollevate dalle turbine di questi scarafaggi marini sono spettacolari e, proprio perché banale il concetto, abbastanza facili da comprendere. Il tuo lavoro è eccezionale, certamente facilitato dal fatto che arrivare a 1/5000" oggi...sia alla portata di ogni set, specie con luce disponibile bella, forte e contrastata come la tua. Li ammazzerei tutti però... Rumore e mare sono cose inaccettabili insieme
    3 points
  18. Starring : Sabina and my beloved Nikon Zfc, humbly portrayed by me with Ross's Nikon Z6 II and my Nikkor Z 24-70/2.8 S Cross+Studio, Milano Makeup artist, hair style and clothes by Sabina M. daylight provided by the Sun All gears used are strictly Nikon.
    3 points
  19. povera Z50: altrettanto piccola e cento volte più maneggevole, accreditata delle identiche prestazioni, meno costosa...eppure abbandonata nei negozi. Forse me la ricompro
    3 points
  20. La mia lettura, ovviamente soggettiva, è questa: Sono due foto molto diverse entrambe bellissime. Entrambe fuori dal "canone" solito del ritrattone (quello sì sarebbe monotono). Direi che non sono confrontabili. La prima è un animalscape, suggestiva, in cui il soggetto è nel contesto e insieme contribuiscono a dare un'immagine molto poetica dell'ambiente e del suo abitante ed un tocco di sorpresa, il piccolo vivo in mezzo al grande vuoto apparentemente inanimato. L'altra è una foto viva e vivace, proprio wild-life, come dice Max, perchè l'animale non è immoto, come fosse in posa, ma sta interpretando se stesso. Una Pernice che lancia il suo richiamo, ossia una foto di una Pernice che fa la pernice. Faccio un parallelo estremo per farmi capire, sfruttando Vincent Munier e i suoi Buoi Muschiati: Per me questa foto è vicina allo Zen, pura arte dello spazio vuoto: Questa invece è wildlife molto vivace. Diversissime, ma entrambe belle necessarie a capire il mondo del Bue Muschiato provocando emozioni anche opposte. Sono grato a Max perchè ha stimolato una discussione! Che potrebbe anche svilupparsi ulteriormente, se qualcuno ne avesse voglia, senza conflittualità, ma esplorando come esprimere in modi e sentori diversi il mondo della natura.
    3 points
  21. Ieri sera ho potuto toccare con mano la Zfc ed il 28 se. Per il 40 f2 mi dicono primi 10 giorni di ottobre. Esteticamente spicca rispetto a tutto il resto, soprattutto rispetto al nero di qualsiasi corpo macchina digitale moderno. Tenuta in mano giusto un 15/20 minuti è leggerissima, non dico a livello di compatta ma già una Z6 con il 24-70 al confronto sembra una D6. La mancanza di una impugnatura è la prima cosa che le mani percepiscono, quindi chi ha preso l'accessorio Smallrig ha fatto più che bene, almeno secondo me. Con il 28 è comunque bilanciata, magari con un tele le cose cambiano. Al primo impatto, provenendo ma fotocamere moderne, si resta un attimo spiazzati con le ghiere, sembra davvero di fare un passo indietro di qualche decennio. Però la macchina è ben personalizzabile, credo che passata la prima mezzora a giocare con manuale e regolazione è facile arrivare ad un set up funzionale. Tanto per dire in un attimo si possono impostare le due ghiere per comandare tempi e diaframmi. Nel complesso è una macchina molto azzeccata, anche per il prezzo che non spaventa più di tanto, e le vendite credo dimostrino che non sono il solo a pensarla così.
    2 points
  22. Una banda di matti, un gruppo eccezionale ! Complimenti a Ross ( e Sabina e fotografi "collusi" ) , alla mamma di Gabriele, al cuore di Gabriele ecc ecc, avesse anche scattato con un Nokia 3310 ( ! ) sarebbe stato comunque un successo.
    2 points
  23. Non vorrei trascurare le fattezze della F401, con il suo flash a viste e la serie di rotelle parzialmente coperte da coperchi trasparenti (nella F401x i coperchi li hanno tolti). La foto l'ho presa da internet, non avendola mai posseduta ne aver mai pensato di acquistarla.
    2 points
  24. Come festeggiare il millesimo post se non con la mia modella preferita? Gli scatti risalgono all'ormai lontano 2014, al Cross Studio. Li ripropongo perché sono le due uniche stampe di qualità che ho mai fatto, e mia madre me le ha incorniciate a sorpresa come regalo di compleanno Le avevo fatte stampare (trovandomi ottimamente, peraltro) da quell' ex iscritto a Nikonland che sta in Veneto, e di cui non ricordo più il nome (abbiate pietà, soprattutto lui se per caso ci legge ancora). Se a qualcuno viene in mente, non mi dispiacerebbe ricontattarlo.
    2 points
  25. Giusto per estendere l'informazione anche a COne, direi che questa passaggio e gestione integrata delle informazioni è presente anche li e funziona diversamente a seconda dell'obiettivo, più o meno come vedi su LR Allego un po' di screen shoot con diverse lenti montate, ma tutte su Z6II. Questo è il 500/4 via FTZ - COne indica "manufacture profile" Questo è il 70-300/4.5-5.6 AFP via FTZ - COne indica "manufacture profile" Questo è il 24-70/4 - COne indica il profilo specifico (ma mi consente di toglierlo) Questo è il 14-24/2.8S - COne indica "Manufacture profile" Questo è il 105/2.8MC S - COne indica "Manufacture profile" Ovviamente, se tolgo "manufacture profile" ed inserisco "generic" noto che un po' i risultati cambiano, in particolare per vignettatura e distorsione. Quanto cambiano dipende dalla lente e, come atteso, tra gli esempi sopra quello che cambia di più è il 24-70/4. Non carico risultati perchè finirebbero per "infangare" la reputazione di quel 24-70/4, che per me è un'ottima lente, senza peraltro sapere se quello che vedo con "generic" è la qualità "reale" della lente o un profilo generico di COne del tutto inadatto a quella lente. E francamente di fare esperimenti con SW diversi quando la qualità raggiunta è ottimale mi sembra tempo perso.
    2 points
  26. Esatto Gabriele. non troverai mai i profili dei Nikkor Z nei profili forniti da Adobe i profili Nikon vengono applicati direttamente oncamera nello scatto i parametri vengono passati ad ACR/LR nel file NEF (in una parte del file che non riesco a trovare con l'editor esadecimale) in alcuni casi non si possono disattivare, in altri si se troverai un profilo dell'obiettivo Nikkor Z usato - come ho mostrato nel caso del mio 105/2.8 MC - allora vuol dire che si può disattivare la correzione proposta da Nikon altrimenti potrai apportare solo eventuali correzioni ulteriori, senza poter annullare quelle all'origine
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  27. Signori, grazie a tutti dei suggerimenti, non vi animate troppo che non è il caso Avevo pensato anche io al Megadap, una volta saputo che l' FTZ non trasmetterebbe l'autofocus, ma poi ho visto il prezzo del 50-250 ed è decisamente abbordabile. Ora, tu Max hai ragione quando dici che tutto l'ambaradan della D700 sarebbe un regalare invece che vendere, ma penso di provarci comunque, magari spingendolo come kit entry level per qualcuno che voglia iniziare. Non nego di esserci affezionato, ma non mi va più di attaccarmi alle cose, e seguo un po' la Marie Kondo Se mi resta attaccata amen. (a livello di costruzioni, vi ricordate il Tente? Modelli spaziali fighissimi ma ci voleva il martello per far attaccare i pezzi, tolleranze di stampa scrause).
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  28. Starring : Sabina Gears : Nikon Z and Nikkor Z only Lights : Sun, Godox & Profoto Location : Milan, a third floor (no lift) flat and Cross+Studio, Tribeca Hall Hair Style and Make Up : Sabina (and in some case, Portrait Pro) Clothes : by me Skin : by Sabina Music : Sinead O'Connor, Diana Krall, Greta Van Fleet, Marco Enrico Bossi via Qobuz
    2 points
  29. Io venderei tutto per aggiungere il 50-250 al 16-50 che credo hai già in kit ed al 50 Z. Forse ti avanza qualcosa alla fine; in quel caso valuterei di prendere, magari più avanti, un 35 Z per avere un normale luminoso, oppure il 28 f2.8.
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  30. Sfondi una porta aperta. Tutto ha senso solo se circoscritto a un'area portuale con l'aeroporto e tutto il suo traffico estivo a meno di un chilometro. Detto questo, se mi lasciassero fare, organizzerei un bel rogo con tutte le moto d'acqua (e visto che ci sono anche i motorini a due tempi) le cui fiamme illuminerebbero Urano a giorno. Fotograficamente parlando, invece, se tutto è limitato all'ambito portuale per soli tre giorni all'anno, posso anche tollerarlo. E sì, rumore e mare sono due parole che nella stessa frase non possono coesistere.
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  31. 2 points
  32. Stupefacente e impressionante!!! ...soprattutto il cambio di espressione, da seriose a sorridenti. Personalmente meno convincenti le "animazioni video"....ma non ho dubbi che nel giro di pochissimo, risulteranno naturalissime e indistinguibili dal "reale"! Sigh!
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  33. Graaaandiiiiiiiii. Bellissima sorpresa
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  34. meravigliosa! siete fenomenali, davvero numeri uno, per la Zfc regalata, per il compleanno, per averci pensato, averlo poi fatto e raccontato così! e per Sabina (Gabriele, sappi che ti ho invidiato moltissimo ) a saperlo sarei passato da Lecco in macchina, sotto il balcone!
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  35. Diavolo di un Ross.. sei stato: Diabolico, spavaldo e pure Intelligente.. una peste d'uomo dunque.. Grande..
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  36. Si dice che una catena sia forte per quanto è forte il suo anello più debole. Ma in una catena fatta di persone come è Nikonland, ogni anello influenza l'altro. E l'anello più forte rende più forti anche gli altri. Gabriele Castelli è parte della nostra piccola community da tanti anni e non ha mancato mai di mostrare una forza d'animo e uno spirito positivo capaci di dare l'esempio agli altri in ogni circostanza. Come l'anello più forte della nostra catena di amici nikonisti. Per questo abbiamo deciso, come parte delle celebrazioni del 15° anniversario della vita di questo sito, di dargliene testimonianza, regalandogli per il suo compleanno la più iconica delle Nikon oggi in catalogo. Perché Gabriele ci rappresenta tutti. E un regalo - importante - fatto a lui, vale molto di più di una spilletta commemorativa a tutti gli iscritti. Quindi ecco una bella, nuovissima, Nikon Z fc fiammante che possa finalmente pensionare la sua benemerita Nikon D700 che lo accompagna da una vita. Con cui fare foto ancora più belle ed appassionanti di prima. Il nuovo kit di Gabriele che abbiamo acquistato sul Nikonstore.it, insieme al libro per il centenario Nikon offerto da Nital Per averla, abbiamo pregato Nital di riservarcene una tra le pochissime arrivate con la prima spedizione dal Giappone ed andate subito a ruba. Nital ha gradito supportare la nostra iniziativa, portando un abbraccio all'amico Gabriele, offrendo anche una copia del libro a tiratura limitata stampato per il centenario di Nikon nel 2017. Libro che è stato autografato con dedica personalizzata dal Product Manager Nikon per l'Italia, come testimoniato in queste foto riprese nel museo Nikon di Moncalieri. Un abbraccione da parte di tutti Gabe !
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  37. Wow, che foto e che storia! Grande Castelli e pure grande Ross!
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  38. Grazie davvero Il merito è soprattutto di Sabi, la maturità le ha portato una naturalezza e confidenza in se stessa che non aveva così tanto qualche anno fa. La luce è tutta naturale, proveniente dalle finestre di casa. Fortunatamente è esposta discretamente, quindi in estate entra parecchia luce.
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  39. Grazie Ross! Ottimo backstage @bimatic dovevi sentire i clacson
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  40. La butto lì.. Marco ha iniziato a fotografare l'artista di strada.. ma poi è sopraggiunto il Bimbo e.. lo stesso ha iniziato ad occupare la scena all'artista, Marco inconsciamente lo ha notato e dal quel momento il punto nodale era quello.. che poi penso sia stato in ultima analisi il meglio assai, ora però mi pongo una domanda.. personalmente avrei girato attorno al set, per poter riprendere le espressioni del bimbo.. o meglio è quello che mi sarebbe piaciuto.. Ad osservare gli scatti, parrebbe che vi sia un piccolo approccio tra l'artista e il bimbo, a volte queste situazioni fanno saltar fuori cose simpaticissime.. Ma va bene anche così..
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  41. sempre stesso posto e stesso giorno ma cambiando il set.
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