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  1. Oggi è un anno esatto dal giorno in cui la famiglia di Nikonland mi ha fatto una sorpresa e un regalo tra i più belli mai ricevuti Mi sembrava giusto festeggiare almeno il primo anniversario. A ripensarci, resto ancora sorpreso come un anno fa, ed è una bella sensazione. In quest'anno passato mi è sembrato di aver avuto poche occasioni per utilizzare la Zfc nuova fiammante, ma in realtà non è così vero. Tra mezzo 2021 e mezzo 2022 ho fatto 7 sessioni, (che arrivano a una decina se conto alcune occasioni "non professionali" con una mia amica). Non sono i fasti del 2014 / 2015, ma considerando strascichi di pandemia e le mie difficoltà logistiche, non è neanche male. E devo ringraziare anche Ross per questo, che più di una volta mi ha portato le modelle a casa (Deliveroo, impara!), e si è sempre preoccupato insieme al nostro Ammiraglio Mauro di trovare posti accessibili per me. Questo per dirvi: ne ho fatto buon uso, state tranquilli Ho anche allargato il corredo con il 50-250 ed il 40 f2. Quindi, grazie! Grazie di nuovo a tutti voi che avete partecipato e mi avete dato la possibilità di entrare in questa nuova era della fotografia!
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  2. ... ovvero in che formato gestisco e salvo le mie immagini for dummies. Questo articolo è finalizzato a descrivere i passi principali di un workflow fotografico basato sui file RAW che sia robusto e modulare ma soprattutto che garantisca nel tempo, ed indipendentemente dal software utilizzato, la possibilità di fruire delle nostre migliori immagini. Essendo un articolo for dummies non è rivolto alle cinture nere in Photoshop ma a chi utilizza SW come Lightroom, Capture One, DXO PhotoLab e diversi altri che, tra le funzionalità principali hanno: - lo "sviluppo" dei nostri file RAW, che è l'operazione attraverso la quale un file RAW, NEF nel mondo Nikon, viene convertito in un file immagine - la regolazione, o postproduzione, a nostro gusto del file immagine - l'archiviazione con diverse tecniche dei parametri di queste regolazioni, per poterle eseguire nuovamente in ogni momento (tra gli altri quando riguardiamo i nostri file) - l'estrazione o conversione del file immagine regolato in altri formati, come ad esempio un JPG per la condivisione qui su Nikonland, o altri media come ad esempio una stampa bella grande. E che quindi ci tengono nelle loro mani per poter fruire delle nostre immagini. Per capire perché dobbiamo iniziare... dall'inizio. Che cos'è un file RAW? Il file RAW non è altro che il grezzo risultato della digitalizzazione di quello che esce dal sensore della nostra Nikon, più qualche parametro che consente di iniziare ad interpretarlo come il bilanciamento del bianco ed il picture control. Nel file sono memorizzate altre informazioni - i cosiddetti metadati - come ad esempio quale macchina l'ha registrato, quale lente, focale, diaframma, tempo di scatto..... I nostri NEF contengono ANCHE un bel JPG di media compressione e dimensione, che è quello che la macchina ha prodotto utilizzando il picture control impostato. Quel JPG è un file un po' speciale perché è quello che vediamo quando guardiamo le immagini direttamente in macchina. Qui tocchiamo un punto interessante: quando si dice che un file è un JPG SooC (Straight out of camera) non si intende che il file non è stato elaborato ma che quella elaborazione non è stata fatta dal fotografo ma dalla macchina. In realtà, scegliendo il white balance ed il picture control il fotografo ha una forma di controllo che sostanzialmente equivale allo scegliere la ricetta con la quale cucinare gli ingredienti che ha catturato al momento dello scatto. Niente di male nel farlo anzi, per chi scatta molto e non vuole (o non sa) regolare i propri file, è una enorme comodità poterlo far fare direttamente alla macchina. Ma non ci sono pasti gratis: il JPG ha molte meno informazioni del RAW e, continuo la metafora della cucina, cambiare la ricetta dopo aver cucinato è spesso impossibile ed al minimo porta con se molte limitazioni. Inoltre poiché il JPG è un formato compresso, consente minori ulteriori elaborazioni. Non entro in ulteriori dettagli su questi aspetti, ma possiamo discuterne dopo nei commenti. Ritorno a bomba all'argomento dell'articolo.... Perché siamo nelle mani dei software? Perché il nostro lavoro di regolazione, sia esso di pochi secondi o di ore, tradotto in istruzioni è memorizzato in un file di formato proprietario, specifico di ciascuno di quei SW e degli algoritmi che implementano e, spesso, anche dello specifico "motore" di conversione raw. Quindi la possibilità di continuare a convertire il nostro file NEF, che è solo una sequenza di bit tutta da interpretare sulla quale applicare le nostre regolazioni, in quell'esatto modo anche solo per vedere l'immagine sul nostro schermo (e quindi non solo per stamparla o condividerla sul nostro social preferito) dipende dal fatto di continuare a possedere quelle istruzioni ed il SW capace di leggere loro e quel file NEF. Ma io faccio il backup di tutti i miei file NEF e tutte le settimane 3 copie del catalogo di Lightroom starete pensando! Ok, ma che succede se tra XY anni i nuovi SW non saranno più in grado di leggere quel NEF? O se vi sarete stufati di LR? o se Adobe raddoppierà il prezzo dell'abbonamento e voi non vorrete più pagarlo? o se, non credo succederà ma lo cito perché è da li che arriva l'idea di questo articolo, state usando i NEF compressi con l'algoritmo TicoRaw di IntoPix ed il produttore del vostro SW preferito non vorrà più pagare le fee? O se volete fare il browse delle vostre miglior immagini così come le avete regolate da un altro SW/device non passando attraverso il SW usato per regolarli? insomma i motivi sono molti.... La soluzione è molto semplice, dobbiamo fare un solo unico passo in più: alla fine delle nostre lavorazioni, che sono quanto serve a trasformare una sequenza di bit memorizzata nel file NEF in una immagine, fare un punto di consistenza e salvare il Master file! Cos'è il Master file? È un file immagine, quindi non un RAW ma normalmente un TIFF a 16 bit in Adobe RGB, capace cioè di contenere il risultato di tutto il nostro lavoro, sia quello fatto in ripresa che quanto fatto in postproduzione, senza perdere dati come farebbe un jpg. Ma soprattutto è un file immagine fatto e finito, che per essere visto ed usato non ha bisogno del SW con il quale lo avete regolato e delle istruzioni per riapplicare tutte le regolazioni. E che ci faccio? Intanto lo puoi guardare sostanzialmente con qualsiasi software e qualsiasi sistema perché il TIF è un formato standard, universalmente adottato e libero. Ma soprattuto, molto facilmente, lo puoi utilizzare per tutti gli usi, convertendolo con un processo standardizzato in un file di output, adatto al dispositivo con il quale sarà fruito. Quindi, la sintesi è: se fotografate in RAW (cosa che consiglio a tutti quelli che abbiamo tempo, voglia a capacità di regolarsi i file) mettete al sicuro il risultato del vostro lavoro esportando in Tiff il Master file. Ci guadagnerete in sicurezza perché il vostro workflow vi porterà, per tutti i file RAW che sceglierete di postprodurre, ad avere un'immagine e non solo le istruzioni per produrla con quello specifico software. Massimo per Nikonland (c) 7/8/2022
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  3. Sono tantissimi gli sport che non ho mai fotografato e che mi piacerebbe fotografare. Ma, nonostante l'età che avanza, ogni tanto capita una buona occasione che non richiede accrediti, l'unico deterrente che tiene noi appasionati a distanza dalle grandi manifestazioni sportive. E' stato il caso, stavolta della pallanuoto internazionale. WaterPolo Sardinia Cup 2022, in corso di svolgimento proprio di fronte a casa, dovevo solo attraversare la strada per arrivare alla piscina all'aperto del complesso natatorio comunale. Due tornei distinti riservati alle nazionali A, un sei nazioni femminile (Italia, Spagna, Ungheria, Grecia, Olanda, Israele), terminato oggi e un quattro nazioni maschile (Italia, Serbia, Croazia e Grecia) che inizierà domani ma non so se riuscirò a seguirlo. Ingresso libero e scatto libero anch'esso, nonostante la presenza di alcuni fotografi ufficiali che godevano di accessi a me preclusi, ma comunque con la piscina a meno di dieci metri non ho avuto il benchè minimo problema e senza neache cambiare posizione perchè sia col 70-300, sia col 200-500 riuscivo a coprire qualsiasi angolazione. Lo dico subito, sport veramente difficile da fotografare. Non fa proprio a seguire la palla che viaggia molto veloce su spazi ristretti, conviene provare a seguire il gioco e trovare gli atleti che potrebbero ricevere perchè col campo stretto dei tele è l'unica soluzione, Il grado di difficoltà l'ho individuato subito e nel primo minuto sono andato a vuoto come mai mi era capitato. Ma una sfida è una sfida e allora: due partite in due giorni Spagna-Israele e Italia-Spagna, oltre non potevo andare per una serie di contrattempi che mi stanno rovinando l'estate e anche per il caldo (qua siamo a 40° da giugno e non ne posso più). Veramente spettacolari i portieri La prestazione atletica è imponente e queste ragazze hanno una grinta mai vista E cattiveria altrettanto imponente, con una spiccata predilezione all'annegamento dell'avversaria Guerriere che sanno essere eleganti E un black&white ce lo vogliamo mettere? Time Out "Questo non è certo uno sport per femminucce" diceva Nanni Moretti in Palombella Rossa Nanni, non lasciarti ingannare dallo sguardo angelico... Pezzo consigliato: Come Hell or High Water, Royal Southern Brotherhood Copyright Enrico Floris 2022 per Nikonland
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  4. La nuova iniziativa fotografica di Nikonland cui preghiamo di partecipare tutti quanti gli iscritti, dai più anziani ai più recenti, il nikonlander di ieri, di oggi e di domani. Sarà una occasione virtuale per fotografare idealmente tutti quanti insieme. Partecipate tutti senza scuse, alibi o distinguo. Il 4 settembre non è un giorno particolare, è un giorno come un altro (se trascuriamo il primo approdo nell'isola di Manhattan nel 1609, l'incendio di Londra nel 1666 e la battaglia di Montaperti nel 1260 ma sfido chiunque a dire che lo sapeva !). Ma proprio per questo possiamo renderla una giornata particolare. Nikonland é un sito maturo che dai più è visto come un manifesto della tecnica fotografica fin dalla sua fondazione nel lontano 2006.Ma chi va oltre la superficie avrà visto sin dai primi giorni come la gran parte dei nostri articoli sia - pur partendo da basi tecniche - orientata per stimolare la voglia di fotografare di chi legge.Ogni test è ampiamente corredato non da tabelle o da grafici ma da prove concrete e reali di come l'autore del test stesso cerca di ottenere i migliori risultati fotografi con lo strumento che sta usando.Anche gli editoriali, i tutorial, gli articoli biografici sui grandi fotografi presenti e passati hanno questo scopo : far venire voglia di fotografare.E' uno spirito condiviso che risulta naturale a chiunque trovi il piacere di fermarsi con noi. Per andare ancora oltre, negli ultimi anni abbiamo intrapreso iniziative più concrete per aumentare la condivisione tra gli iscritti.Forse in un momento di particolare stanca come questo, almeno sul piano della partecipazione fotografica per gli iscritti - perché lato editoriale, ce ne darete atto, le cose procedono come sempre ... anzi ! - s'è una nuova idea nell'aria che vorremmo vi entusiasmasse. E' la riedizione di quanto fatto con successo nel 2015 sul vecchio sito. Ne è venuto fuori un libro bellissimo che tanti di noi conservano. Nikonland in a day Vorremmo idealmente riunirci tutti quanti in un dato giorno per fotografare insieme ma consentendo allo stesso tempo ad ognuno di essere se stesso, nei propri luoghi oppure ovunque sarà quel giorno, unendoci insieme con uno scatto che rappresenti noi stessi o quello che abbiamo fatto o visto, un segno qualsiasi di quel giorno, da riunire poi in una mostra virtuale qui su Nikonland e da riunire in un nuovo volume di Nikonland, da stampare, conservare, regalare. Ma non sarebbe Nikonland se non volessimo aggiungere una sfida alla sfida. Il tema è libero, come si è detto, idealmente la foto da presentare (ognuno potrà proporne 3 ma tendenzialmente ne sarà scelta una sola) dovrà rappresentare il momento più (quello che volete voi) di quel giorno per ogni fotografo. Potrà essere casuale, una bella botta di kiulo oppure un evento programmato da voi, per tempo, per l'occasione. Per non vincolare esageratamente in termini temporali ... siamo disposti a concedere un periodo di grazia ai partecipanti e quindi chi proprio non potrà fotografare il 4 settembre 2022 potrà proporre scatti - con lo stesso identico spirito - dei giorni immediatamente precedenti o successivi (diciamo entro il week-end prima e il week-end dopo) Ma c'è un quorum da superare. Il progetto si potrà concretizzare solo ed esclusivamente se ci saranno almeno 40 partecipanti. Quindi a differenza dei progetti precedenti, la preparazione sarà importante ma non sarà fotografica, si tratterà di coinvolgere il più alto numero di amici iscritti possibili, e poi per lo scatto ci si affiderà all'attimo fuggente. Che ne dite ? Fate uno sforzo. Fatelo per voi. Non per noi che facciamo centinaia di migliaia di foto l'anno. Fatelo per confermare che tenete a Nikonland. Che ne fate parte nei fatti. Non solo a parole. Fatelo se credete che essere qui abbia un senso.
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  5. Se esco per andare a fare foto in un posto dove so che avrò bisogno del flash, prendo uno dei miei flash da studio, un 600 W/s a corrente di rete o a batteria. Normalmente per stare leggero prendo il Godox AD600PRO che sta, con una batteria di riserva, in una borsetta Ferraritm originale. Ma mi serve come minimo anche un modificatore, di solito un ombrello parabolico da 150cm oltre ad uno stativo serio per sostenerli senza che cadano. Complesso che in esterni è impossibile da usare per il vento. E quindi in quel caso viro su un softbox rettangolare da 60x70cm. Con tutti gli ingombri e i pesi conseguenti. Ma a volte capita di essere in una situazione in cui non era preventivato il flash ma poi, guardando bene, per qualche scatto secondario rispetto alla "missione", ci vorrebbe. Per questo ho pensato a comperare il Godox AD100PRO di cui ha parlato diffusamente Max in questa stessa sezione. Si tratta di un affare grande quanto una lattina di Coca Cola da 33cl che però pesa molto meno ! Non monta modificatori complicati, pesanti e voluminosi ma gli accessori pensati già per il Godox V1 che io ho già. Come il cupolino in gomma traslucida Godox AK-R22 che vedete qui sopra. Si, non è un flash a slitta ma off-camera e ci vuole uno stativo, ma ne basta uno cinese piccolo, leggero ed economico (su Amazon ne trovate tanti. Questo ha l'età di Noè e credo di averlo pagato tipo ... 9 euri !) aggiungete il trigger Godox XPRO-N ed avete un sistema che ... a parte lo stativo che sta tra le maniglie della borsa quanto la porto a mano, lo posso riporre nello spazio destinato al secondo corpo in una borsetta normale, tipo questa Lowepro Nova 200 kit di rapido intervento. Z9, Zfc, 105/2.8, 50/2.8, 40/2. A sinistra, nel posto destinato alla ... seconda Z9 (che per ora non c'è), il Godox AD100 PRO, una seconda batteria presa a prestito dal Godox V1 e il trigger Godox XPRO-N. Il cupolino Godox AK-R22, nemmeno lo smonto ! Guardate come sono piccoli e simpatici ! *** Nelle foto che seguono dimostro i risultati - non modificati per quanto riguarda esposizione/luminosità/ombre/luci - di due momenti differenti, in due shooting, impostati - come mia inclinazione negli ultimi anni - in luce disponibile. Ma in cui alla fine, mi è venuta voglia di usare anche il flash. Se non avessi messo in borsa il Godox AD100PRO non avrei potuto fare queste foto. Ma potendo senza problemi, perché no ? Lei Venus, con me la Z9 e il Nikkor Z 105/2.8 S ad f/6.3, 100 ISO. Il Godox AD100PRO con il suo AK-R22 sullo stativo che avete visto nelle foto sopra, alzato per metà. Messo davanti alla modella, sulla tre quarti a destra (come vedete dai lampi sulle pupille se ingrandite le foto). In fotoritocco ho solo addolcito la pelle, un pò brufolosa, il resto è nature siamo in una situazione di luce mista, perché nella scena - ma non su di lei - era presente anche luce solare (di agosto : parlo di ieri, temperatura dell'aria +36 °C) Come vedete, l'effetto del lampo si vede, ci sono piccole chiazze di luce sulla pelle ma che non danno fastidio. In compenso c'è tutta la dinamica e la vita che può permettere solo una luce regolabile. Qui siamo ad 1/8 di potenza in M Secondo caso, in studio, all'interno. Dove non c'è luce e per fare queste foto - che verrebbero immancabilmente piatte e dovendo alzare la sensibilità a livelli elevati per mantenere tempi compatibili con una modella che non posa "da bella statuina". Ma io volevo fotografare a 64 ISO ed avere foto ferme ma allo stesso modo, potenti come quelle fatte in pieno solo poco prima. Ancora Nikon Z9 con Nikkor Z 105/2.8 S. ISO 64. 1/100'', F2.8. Potenza ad 1/16 + 2/3 in M. Controllo con Godox XPRO-N. In queste situazioni evito il TTL che tende a spianare la scena come se fosse una sala a polvere. Io voglio che il flash aggiunga dinamica, non che la livelli ... Lei è Hera. Flash posizionato a sinistra, a tre quarti, alzato sopra gli occhi della modella. Se si ha l'accortezza di posizionare bene il soggetto rispetto allo sfondo, le ombre non si vedono, tranne quelle naturali sul soggetto. E sembra quasi la luce del sole. qui, lei si appoggia alla parete e l'immagine è orizzontale. Si vede bene come si posiziona l'ombra, decisa. ma non avrete pensato che sia un flash che, con i suoi "soli" 100 W/s sia capace solo di illuminare volto e busto, vero ? Basta anche per la figura intera e non lascia nulla a desiderare ... *** Insomma, kit completamente promosso per quanto mi riguarda e che spesso finirà in borsa, nel dubbio, all'ultimo momento. Anche senza pensare se le batterie sono cariche ! A favore piccolo, compatto, leggero, sta in un reparto di una borsa fotografica piccola. Non montando modificatori impegnativi, basta uno stativo leggero ed economico per sostenerlo, potendo così muoverlo nella posizione migliore dopo qualche scatto di prova sul soggetto perfettamente integrato nel sistema Godox sia per quanto riguarda i protocolli di trasmissione che per qualità di luce, sistemi, accessori, etc. condivide gli accessori di kit del Godox V1 condivide la stessa batteria del Godox V1 la potenza è più che adeguata, salvo che non vogliamo illuminare a giorno scattando ad f/16, una scena intera. Ma alzando la sensibilità ... fino ad un certo punto ci si arriva. Oltre sarà meglio portarsi un AD600 o un AD1200 consumo contenuto. Non ho ancora ricaricato la batteria ed ho fatto centinaia di scatti ad 1/8 di potenza non essendo l'ultima novità, io l'ho trovato in offerta (202 euro su Ebay con garanzia Italia, per quello che vale) Contro i modificatori che si possono montare (trovo impraticabile mettere un adattatore Bowens come suggerito da Godox, a quel punto muovo l'AD600PRO : ma il caso diventa un altro -> fotografia con il flash, quindi attrezzatura completa) non sono tali da permettere la flessibilità e la qualità di quelli standard come i softbox grandi o gli ombrelli parabolici di grande diametro. Parliamo comunque di fotografia sul campo, non in studio. Per lo studio compratevi un flash da studio ! la potenza è quella che è : ma è insito nel pacchetto compatto ed economico In conclusione, per le volte in cui non so se lo userò e quindi non voglio appesantirmi con un flash di quelli grossi e i suoi accessori (indispensabili), occupa più o meno lo spazio di un corpo macchina e pesa anche meno. Per usarlo oramai vado a memoria come uno qualsiasi degli altri miei Godox. Sulla qualità degli scatti, almeno nel caso del ritratto/figura/nudo che poi sono i generi in cui io uso il flash fuori casa, vedete un pò voi gli esempi che ho pubblicato. Morale : se pensate che faccia al caso vostro, fateci un pensierino (ma non vi sognate di sostituire con un AD100PRO, un AD1200 con un parabolico da 180cm, non giocano nello stesso campionato).
    6 points
  6. Ultime foto fatte con Zfc + Nikkor Z 16/50 vr E' sempre un piacere usarla !! Le foto le ho riprese dalla barca e siamo sulla costa del Cilento ( Marina di Camerota )
    6 points
  7. Ho ritirato l'obiettivo il primo luglio nove mesi dopo averlo ordinato. Per festeggiare il "parto" mi ero organizzato un evento come si deve e qualche giorno prima un'uscita di test per prenderci confidenza. Purtroppo ci si è messo di mezzo il covid e ho dovuto ripianificare e rimandare il tutto al pomeriggio del 2 agosto. Di seguito le foto e alla fine alcune considerazioni. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Era la prima volta che facevo foto agli orsi con una Z. In passato avevo sempre usato il 200-400; posso quindi fare un paragone, anche se non diretto tra il nuovo setup (Z9+100-400) e il precedente (D4s/D5+200-400). Vado subito alle conclusioni dicendo che per me comunque il nuovo vince a mani basse. A cominciare da dimensioni e maneggevolezza, anche se meno importante in casi di capanno come questo, ma soprattutto per la qualità di immagine. Meglio anche l'AF, ma qui è difficile dire quanto merito dell'obiettivo e quanto del corpo macchina, anche se i precedenti non scherzavano certo. Parlando di AF ne ho aproffittato per fare test e provare un po' tutte le modalità, ma alla fine le due con le quali mi sono trovato meglio sono state la solita area dinamica a 9 punti e l'AF ad area estesa (L) con riconoscimento animali. Il riconoscimento beccava gli occhi quando erano a testa bella alta e sguardo in camera; se abbassavano un po' la testa finiva spesso sulle orecchie. Gli orsi sembrano lenti e fermi, ma in realtà si muovono parecchio e non si possono usare tempi lunghi; il che, con l'ombra del bosco e il divenire del crespuscolo, porta ad usare iso sempre più alti nel corso della sessione; qui un po' si sente lo stop di differenza tra il vecchio F4 e questo 5.6: nell'ultima mezz'ora sono passato al 70-200 in crop DX, ma solo perchè non volevo salire con gli iso oltre ai 6400. Sono stato in capanno dalle 14.00 alle 20.00; il primo orso (ne sono venuti 4) si è palesato attorno alle 16.30. Due si sono fermati abbastanza a lungo, due per poco tempo, in totale in circa un'ora e mezza di scatti effettivi, circa 2.000 scatti con raffica a 10 fps. Altro vantaggio del 100-400 è che alla fine mi sono ritrovato con molte foto fatte anche sotto i 200 mm. (qualche esempio anche sopra), cosa che prima era possibile solo cambiando obiettivo. Insomma sono entusiasta del nuovo arrivato che, con la versatilità dello zoom, mi sostituisce bene sia il 200-400 da postazioni fisse che l'80-400 che comunque avevo per escursioni più faticose in montagna. Le immagini sono tutte a TA e iso tra i 2000 e i 6400, tranne la prima che è a 6.3 - 640 iso; formato FX, no crop tranne qualche minima rifilatura. Per il rumore ho usato per la prima volta Denoise-AI seguendo il "metodo Vignoli", che ringrazio:
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  8. La sorpresina... Mi sembra una foto riuscita perchè la testa ed il collo emergono gradualmente dall'ombra attirando l'attenzione e il tronco da una parte e le ombre dall'altra incorniciano il soggetto. Voi che ne dite?
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  9. Da una discussione con il buon Max Vignoli, è nata l'idea di una piccola guida per usufruire di questo utile servizio di Amazon. Contrariamente a quanto faccia Google, che pure offre un servizio di backup di immagini e file, Amazon assegna ai suoi utenti Prime spazio illimitato per caricare le proprie immagini, compresi i file RAW. Andiamo con ordine. Il primo passo, tanto necessario quanto ovvio, è quello di sottoscrivere un abbonamento Amazon Prime che, per la miseria di circa 50€ l'anno, offre: spese di consegna gratuite sulla quasi totalità dei suoi articoli in vendita l'accesso al canale di streaming Prime TV che ha ottimi contenuti l'accesso ad Amazon Music (mai provato quindi non so cosa dirvi) l'accesso ad Amazon Drive ed Amazon Photos, che è quello che ci interessa. Qui c'è da fare una precisazione. Amazon Drive è strutturato come un disco fisso, con alcune cartelle predefinite tipo Documents, Videos e Pictures. Amazon Photos è invece un altro servizio simile a Google Photos: lì non troverete le vostre immagini divise per cartelle, ma vedrete le anteprime di tutte raggruppate per data. Il metodo per cartelle è certamente migliore ed ordinato, ma Amazon dal 31 Dicembre 2023 eliminerà del tutto Amazon Drive per dedicarsi a Photos al 100%. Ma non temete, le foto caricate nella cartella Pictures di Drive, le ritroverete su Amazon Photos. Sembra complicato? Lo è molto meno di quel che pensiate. Schermata generale di Amazon Drive Schermata della cartella Pictures Shermata di Amazon Photos: Ora, come forse avrete notato, ho un avviso in cui Amazon mi dice che ho esaurito lo spazio disponibile. Non preoccupatevi, per i tutti i formati di file immagine compresi i .NEF, lo spazio è illimitato. Per .mov .avi o anche .xmp, lo spazio è limitato a 5 GB. Quindi se meditate di fare il backup di video, o dei cataloghi di LightRoom, è meglio cercare un altro servizio. Quindi, in soldoni, come si fa? Una volta sottoscritto l'abbonamenti Prime, andate su www.amazon.com/clouddrive ed eseguite il login. Dopodiché aprite la cartella Pictures e, semplicemente, trascinate lì le vostre cartelle di foto. Il tempo di backup dipenderà dalla vostra banda di upload. Personalmente faccio in modo di non caricare più di 2000 file alla volta, poiché se la procedura si interrompe è un po' complicato andare a capire dove è successo. In questo caso, suggerisco di ricaricare completamente l'ultima cartella caricata su Amazon Pictures e dare il comando "skip" per gli elementi duplicati. In sintesi PRO: economico di semplice utilizzo spazio illimitato CONTRO: lo spazio per file diversi dai formati immagine è limitato a 5 GB dopo il 21/12/2023 si perde la struttura ordinata per cartelle il backup potrebbe essere molto lento non ha funzione di mirror Ah, come ultima cosa sconsiglio il programma desktop per il backup rilasciato da Amazon. Non so se ho sbagliato qualcosa io, ma l'ho beccato a farmi una copia dell'archivio sullo stesso HD di origine, anziché online. La configurazione non è immediata, probabilmente ho sbagliato io, ma tutto sommato a mio parere non serve.
    4 points
  10. Fatte questa mattina, naturalmente dalla macchina, per integrare l'interessante articolo di Silvio.... tutte con Z6II+100-400Z +TC 1,4Z.... Giovane Lui piccolo Giovane Codirosso Spazzacamino Pigliamosche Maschio di Capriolo
    4 points
  11. un'atmosfera convenzionalmente orientata al nostro passato, che mai più ritornerà, ecco il primo sguardo ad una Nikon Zfc cosa restituisce, cosa produce alla rete dei nostri neuroni... nostra, sia delle persone che abbiano vissuto ed utilizzato macchine fotografiche come quelle a cui si ispiri, sia di tutti coloro (e sono la maggior parte) mai abbiano posseduto una fotocamera degli anni '70, come la mia Nikon FE-2 raffigurata in rispecchiamento alla Zfc. Avete presente un cagnolino che scopra per la prima volta la sua immagine riflessa (allo specchio, nell'acqua) e debba cominciare a fare i conti con se stesso, oltre che con il resto del mondo con cui si era appena cominciato a rapportare? Ho ricevuto la mia Nikon Zfc ed il suo 28/2,8 SE il 4 agosto dell'anno scorso e ho subito iniziato ad utilizzarla con una pletora di obiettivi, Nikon e non, moderni e vintage, come il suo appeal richiede. L'ho tenuta per quasi due mesi, fino al 25 settembre, prima di rivenderla, quando avevo ormai risolto il mio conflitto con l'immagine riflessa nello stagno. Sono contento così: queste che seguono sono le foto che amo di più, scattate in quei quasi due mesi tra gli obiettivi usati ci sono i Triplani del secolo scorso, un Leitz, ma sopratutto il mio eccellente MC50/2,8 e l'ubiquo Z 24-200: la fotografia è vita vissuta...
    4 points
  12. E' un interessante punto di vista, perché effettivamente la fotografia naturalistica ha due anime. Quella prettamente fotografica, che tende a cercare una bella fotografia anche se non descrive al meglio il soggetto in tutte le sue peculiarità. E quella naturalistica, che tende a prevalentemente a documentare il soggetto indipendentemente dal fatto che la fotografia "ci sia" nel senso fotografico del termine. Per come la vedo io, il risultato è molto più ricco e soddisfacente lavorando soprattutto sugli aspetti fotografici. Senza quella luce spot, questa immagine sarebbe stata la milionesima edizione del picchio sul tronco. Poteva essere perfetta, super-nitida, ma sarebbe stata banale - al netto ovviamente del fatto che il soggetto sia decisamente non comune. Per me, quindi, quella luce, creando le ombre che incorniciano il picchio e facendone risaltare testa ed occhio È la fotografia. Più ancora del picchio stesso. Perché li, in quel momento ed in quel punto, sarebbe stato bene qualsiasi soggetto.
    4 points
  13. Nel senso che...non ce lo aspettiamo che degli insetti riescano anche a manifestare espressioni decifrabili come sorpresa, curiosità o...chissà mai, addirittura sfottò... Ce lo immaginiamo di sicuro, come ogni volta che tentiamo di rapportarci al Regno animale con la presunzione tutta umana di ridurre a minimo comune denominatore anche ...matematiche diverse. Nikon Z9 e i due 105mm di cui parlerò in breve questa mi pare la ricercasse qualcuno su Nikonland...ma lei fa di no con la testa ti ho visto...ma perchè ti sforzi così...troppa panza? inutile che giri, non mi scopro, a meno che... ...non decida io di farlo... contento? Ci sei arrivato 1:1...? lo stecco è Mio ! vedi che ho 28mila occhi... il gioco lo conduco io... povero illuso... mi fai sganasciare....
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  14. Sono in vacanza, quindi no Milano. Qualcuno riesce a indovinare dove ho scattato questa foto? Sarà quel che sarà, ma a me sta troppo simpatica. He's the top of the West always cool he's the best he's the guy who's the talk of the town with the restelss gun don't shoot broad out to fool him around. PS Oggi è la Giornata Mondiale del Gatto.
    3 points
  15. Grazie per il passaggio, avete ragione è troppo difficile . Altro indizio per aiutare. Altro gatto, nello stesso posto, la foto di prima era all'esterno, questa è all'interno.
    3 points
  16. e qui il recupero sulle ombre e non solo
    3 points
  17. Beh, mi capita di tanto in tanto, di entrare in auto (Panda) in zone frequentate da animali, tratturi anche abbastanza impegnativi (niente fuoristrada selvaggio, non li sopporto) ma ho avuto l'opportunità anche di stare a bordo di un Defender (guidato da persona rispettosa) e proprio in quell'occasione scoprii che il suono ritmico del diesel del Land Rover è considerato rassicurante dagli animali. L'importante è non spegnere il motore quando l'auto è ferma e non chiudere gli sportelli se si scende dall'auto perchè qualsiasi cosa spezzi il rumore del motore diventa un campanello d'allarme. Alle mie spalle, non visibile ovviamente, il Defender con il motore acceso. La foto è scadente ma rende l'idea di ciò che si può fare con l'automobile
    3 points
  18. Era quella la mia intenzione, cercare di interpretare fotograficamente il soggetto. C'è la fotografia naturalistica più incentrata sul soggetto, più "descrittiva": Ma c'è anche quella volta a valorizzare 'maggiormente l'aspetto fotografico, a che può dare risultait più originali:
    3 points
  19. Io ho guardato i ritratti, anche delle edizioni precedenti. Bah.. molte non ci azzeccano col minimalismo (come stile) e purtroppo vedo sempre più spesso la tendenza all’ugly photography, non tanto per il soggetto ma per la modalità. Una foto sbagliata è brutta, di cattivo gusto, e nascondersi dietro la parola arte è facile. Si può sbagliare apposta la foto, ma la differenza con quella “buttata lì” è sempre evidente.
    3 points
  20. 1 2 3 4 1 : Nikon Z9 + Nikkor Z 400/4.5 2: Nikon Z9 + Nikkor Z 400/4.5 + TC 1.4x, DX mode 3: Nikon Z9 + Nikkor Z 400/4.5 4: Nikon Z9 + Nikkor Z 400/4.5 + TC 1.4x, DX mode Chi indovina ?
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  21. Tre scatti fatti al Parco Nazionale del Circeo Fenicottero , Moriglione , Corriere piccolo Scatti eseguiti con Nikon Zfc + Ftz + sigma 150/600 c.
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  22. Anche tu hai ragione... Ecco una foto dei fuochi per la festa di S. Giovanni con il 24-200.
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  23. Hai ragione, gatti e libri, che vuoi di più? Così dovrebbe essere più chiaro: La Libreria dell'Acqua Alta a Venezia. Posto incredibile. Ci voglio tornare in autunno/inverno e farci un portfolio. Sapevo che in Agosto sarebbe stato impossibile, ma passavo di lì ed ho dato un'occhiata lo stesso.
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  24. Scusate il malpensante... un modo come un altro per farsi gli affari degli altri... Il cloud è hackerabile ed il materiale sensibile non è mai al sicuro. Io sono iscritto a prime da quando costava uno zufolo ed aveva solo la consegna rapida e gratuita. Poi è arrivato prime music, prime video, prime foto, servizio cloud e bla bla.. tutte cose utili ma hanno aumentato il prezzo senza dare possibilità di scelta, o paghi quel che dico o lasci tutto il pacchetto. Politica di marketing a mio avviso aggressiva che mi lascia poca fiducia anche sulla sicurezza del loro cloud. Da settembre saranno 50 all'anno, proporzionato con i servizi video ed audio, ma a chi non interessano e vuole solo comprare su Amazon?
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  25. No, non intendevo questo. Volevo dire che si può usare l'auto come un capanno mobile, o per appostamento fisso dove non ci sono capanni ma c'è la strada: Perchè l' auto può benissimo trasformarsi in un capanno. Addirittura un capanno vagante. Ha i suoi pro ed i suoi contro, come tutto, ma alle volte può consentire delle belle riprese. Non sto parlando dei safari fotografici come quelli africani in cui gli animali sono ormai assuefatti al corteo di fuoristrada zeppi di turisti ai quali non fanno quasi più caso, sto parlando di wildlife photography casalinga, qui da noi, con particolare riferimento, causa la mia posizione geografica, alla Bassa Lombardia ed al Novarese. Ma si applica con minime variazioni, anche alle altre regioni d'Italia, anzi da altre parti si può fare anche meglio. Prima di tutto le doverose considerazioni etiche e giuridiche: L'uso dell'auto come capanno non deve mai violare il codice della strada, le norme di sicurezza, mettere in pericolo se stessi e gli altri e tutto il resto. Deve inoltre rispettare la proprietà privata e naturalmente soprattutto l'ambiente. In decenni di capannomobile, io ed i miei amici non siamo mai usciti dalle strade consentite, asfaltate o sterrate che fossero, ma siamo rimasti sempre e solo dove la circolazione era senza restrizioni, mai introdotti nelle proprietà private senza chiedere prima il permesso, solo se e quando era possibile farlo. Tantomeno il fuoristrada selvaggio, devastatore ambientale, Assolutamente da non fare. Il nostro giocare non deve ledere la pace o l'integrità di nessun altro! E adesso cominciamo: Quale auto? Nei decenni di cui ho parlato sopra nel nostro gruppetto abbiamo usato molte auto diverse e l'esperienza ci ha insegnato che: NON occorre un SUV, anzi spesso è di impaccio, non siamo nel Tennessee, per cui le strade di campagna possono essere piccole, le aree dove fermarsi ... molto piccole. Piazzarsi con un macchinone che ingombra metà carreggiata quando dietro arriva una mietitrebbia... con gente che sta lavorando ...fate i vostri conti. Sconsigliate anche le supersportive ribassate , appena ve ne uscite dall'asfalto grattate tutto il grattabile che c'è sul fondo, con vostro dispiacere, immagino. . Il piccolo fuoristrada va benissimo, intendiamoci, ma non è necessario. Più che sufficiente una berlina compatta un minimo alta da terra. La trazione integrale può essere un utile backup, ma non ricordo ci sia mai servita. Senza scherzi, il miglior autocapanno che ho mai posseduto è stata la mia vecchia Renault Kangoo Pampa (non 4x4). Andava piano, beveva molto, senza troppo spunto, ma gli sterrati sassosi erano il suo pane e le dimensioni perfette. Aveva pure una piastra metallica a proteggere il motore. L'ho distrutta pian piano, con amore. Anno 2004(?), con la mia formidabile Kangoo Pampa sto entrando al parchegglio dell'Oasi delle Lame del Sesia (NO) e sì, per accedere al parcheggio si doveva superare un piccolo guado. Il vero requisito fondamentale per l'autocapanno è che non vi venga l'ulcera se per caso si riga la carrozzeria. Sulle strade sterrate, o fermandosi a ridosso dei cespugli, è facile che resti qualche segno sulla carrozzeria. A me non è mai importato troppo, sono ricordi delle avventure passate (ok, sono matto, l'ho detto prima io), Ma se sapete di essere di quelli che si disperano se la vostra auto non è intonsa come appena uscita dal concessionario, forse è meglio lasciar perdere. Occorrente per la fotografia vagante dall'auto: Un buon samaritano, cioè uno che si sacrifichi e guidi mentre l'altro o gli altri avvistano, fanno da copilota e... fotografano. Perchè o si guarda la strada o si guarda in giro, fare tutte e due le cose è vivamente sconsigliato. E' possibile fare a turno? E' possibile fare "i turni", nel senso che per un certo tragitto guida uno, poi ci si allontana, ci si scambia di posto e si ritorna indietro. Uscire dall'auto sul posto dove si fotografa vuol dire far sparire tutto immediatamente. Altro discorso è quando l'auto sostituisce un capanno fisso, allora si raggiunge un punto e ci si ferma, per cui la macchina è come un appostamento fisso e si fotografa tutti. Dalle parti di Biandrate (NO) fotocamera Nikon Dx col 300mm duplicato, in quattro su una Fiat Idea, con l'autista che superava abbondantemente i 120kg. Da fermi. la macchina era scossa come anzi più più che se dentro ci fosse un'orgia di orsi bruni. Gli ibis ci sopportarono per qualche minuto posi si spostarono di una ventina di metri. In macchina devi averlo lungo. Tranne rare eccezioni, le distanze sono maggiori che nei capanni fissi, quindi i 500mm in genere sono il minimo sindacale (poi capita che ti trovi il soggetto a due passi, ma è raro). Soprattutto se si fotografa vagando. Ci vuole qualcosa da interporre fra la base del finestrino e l'obiettivo, tecnicamente sarebbe il beanbag (sacchetto mimetico anche preformato, ripieno di qualcosa di sintetico, ma una volta si usava il riso), ne esistono diversi tipi ma va bene anche un cuscino,una sciarpa, insomma qualsiasi cosa protegga il barilotto dell'obiettivo dal bordo del finestrino ed assorba un po' le vibrazioni. Qui si parla di foto amatoriali eh, in commercio esistono affusti di ogni genere, da far invidia alle postazioni antiaeree, li ho visti e ho capito che per quel che faccio io sono eccessivi ed ingombranti. Le protezioni in neoprene non sono il massimo ma da fermi almeno proteggono il barilotto. Come fare per la fotografia auto-vagante? i copiloti devono aguzzare gli occhi, avvistare il soggetto da lontano e l'autista deve cercare di avvicinarsi rallentando gradualmente fino a fermarsi o quasi nella posizione migliore consentita dal rispetto di tutte quelle cose che ho scritto sopra in grassetto. In campo aperto siamo spesso in territori dove si pratica la caccia, quella non fotografica, e gli animali sono giustamente sospettosi. Qualsiasi cambiamento brusco, come fermarsi di colpo (a volte anche spegnere il motore) li mette in allarme, se poi pensate di estrarre e brandeggiare il teleobiettivo in prossimità dei soggetti... ripensateci. A loro sembrerà di vedersi puntare un oggetto allungato e scuro da cui non sanno se uscirà un clic o un pum, per cui nel dubbio... prendono il volo. Si inizia a puntare già da lontano, con i finestrini abbassati e si incomincia a scattare ancora prima di arrivare alla distanza utile. Ripeto, quello che fa fuggire i soggetti, a parte l'avvicinarsi troppo, è la rottura del ritmo, il cambiamento brusco, compreso il partire della raffica nelle DSLR. Lungo una Risaia nel Lodigiano, ci stiamo avvicinando lentamente e si comincia a scattare. Nikon D800 e 500mm equivalente (un 300 col TC17? non ricordo bene). No crop. Avvicinamento lento riuscito. Situazione di prima No crop. Stesso sito, stessa attrezzatura Sgarza Ciuffetto: Cicogna e garzetta Risaia novarese: Appena fermati, l'airone si è involato, ma questo ha consentito un bello scatto, mi è andata bene. Sotto, dalle parti di Biandrate, ero solo, avvicinamento lento e poi accosto, aspettando un attimo prima di spegnere il motore , un paio di foto interessanti: Airone Cenerino e Guardabuoi Nikon D500 e 500mm (750mm equivalenti). no crop Ibis e Guardabuoi, alquanto indifferenti, Nikon D500 e 500mm (ossia 750mmm equivalenti). no crop. Anche se non sempre si riesce ad arrivare vicino, si posssono comunque fare foto interessanti, suggestive: Lomellina, nikon D200 (!) e 400mm (600mm equivalenti). No crop. A volte succedono cose inaspettate: Stavamo tornando a casa, avvistata per caso, in un'area parcheggio della Provinciale. Doppio lato B: Lei e l'area parcheggio. Nikon D700, 300mm f2.8 e kenko 2x. La polvere bianca sul palo è brina. Se invece l'appostamento è fisso, si cerca di arrivare molto presto ci si ferma prima del sito per prepararsi e poi ci si piazza. Se si tratta di uccelli abbastanza confidenti e "pasturabili" diventa l'equaivalente dei capanni attrezzati, se invece sono soggetti più diffidenti ci vuole qualche accortezza, ad esempio un telo con cui coprirei finestrini opposti a la lato di ripresa, perchè la luce da dietro rivela le forme e i movimenti di chi c'è in macchina. E una riserva di pazienza. Gioco facile, soggetti attirabili (semini nelle fessure del tronco li vedete sotto), dalle parti di Castano Primo (VA): Nikon D7000, 400mmm (600mmm equivalenti) no crop. Brutta giornata invernale. Nessuna pasturazione, solo attesa per finire in bellezza: Nel Cremonese, una piccola cava di sabbia dismessa= Gruccioni, sono da solo, parcheggio la mia eroica Kangoo, e aspetto: Nikon D200 (!) 500mm 300+Tc (750mm equivalenti). Nel Ferrarese. Avevamo avuto una dritta: siamo parcheggiati a lato della strada, aspettiamo finchè lo vediamo arrivare: Ed ecco una delle foto di cui vado più fiero in assoluto, scattata dall'auto: Alla prossima!
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  26. Due scatti sempre con Nikon Zfc + Nikkor Z 16/50 vr Murales , fatto nella mia citta' Roma zona Trastevere , l'altro e' una prova in B/N sulla spiaggia ( Marina di Camerota )
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  27. Io aspetto sempre che il ministro dell'intransizione digggitale e dell'inviluppo diseconomico mi portino la fibbbra. Spero di arrivarci ... vivo a quel giorno ma io sono resiliente !
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  28. Perbacco, qualche affezionato amante del 200-400/4 prima serie potrebbe cadere dal cadregone e farsi male alla dentiera !
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  29. completo la mia presentazione con le mie prime immagini, ho aspettato un pò perché, come detto, sono passato a zfc e quindi tutto nuovo certo il filing iniziale è stato particolare soprattutto lato impugnatura, ma già l'aggiunta del smallrig ha riportato il sorriso e reso il complesso sbarazzino, spensierato e leggero; mi manca ancora il lato wide sia per fattore di crop che per lente (la prossima sarà il 14-30). A proposito ho subito ceduto ed aggiunto il tuttofare 24-200 ( PS: avvertite Gigi di guardarsi le spalle: i pretendenti di Bella sono agguerriti!!) Aggiungo quindi una piccola carrellata senza un tema di fondo ma solo la mia personale iniziale scoperta del nuovo mondo Z con sperimenti a tutto campo
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  30. Foto già viste da chi frequenta il Club delle modelle ma qui raggruppate per celebrare la Nikon Zfc ad un anno dalla sua uscita. E' APS-C e non è il massimo della tecnologia Z, ma se la sai usare ... fa foto sensazionali. Nikkor Z 85/1.8 S ad f/1.8
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  31. Queste foto le ho scattate sabato con Z30 (quindi da monitor) e 50-250 (a proposito...equivalente ad un 75-375mm: una bombazza!!!) che, ribadisco, a 200mm apre ancora a f/5,6 (scende di un terzo di stop a 250mm) Eccellente IMHO: apritele !
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  32. Io ho comprato il kittone della Z50 solo per averlo : Nikkor Z 50-250 @50mm, ovviamente su Zfc
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  33. Donne+acqua è un binomio sempre ideale. Motivo dell'esistenza centenaria anche del nuoto sincronizzato, recentemente aperto anche agli uomini, non capisco proprio perché. La pallanuoto, dopo il rugby e il football americano è lo sport più duro che esista, anche più di basket e calcio. Si deve sopravvivere tra calci pugni graffi pallonate e il rischio di affogare, sempre. Non serve quasi neppure la palla nelle foto di pallanuoto. È azione, sempre !
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  34. Se siamo 4 o 5 veri e pronti ad animare questo Club (con discussioni, foto, suggerimenti etc.) con un minimo di impegno, chiediamo all'amministratore unico Max Aquila di aprircelo. Che ne dite ?
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  35. Il piede del tavolo da pranzo si è rotto ed il restauratore è in ferie? Le gambe telescopiche del Bricocenter non bastano a tenerlo stabile? Niente paura : basta un Manfrotto 055 pro ed ula testa a sfera Leofoto SH55 Trimmando e livellando, sul mio pavimento fine 800, mattoni e travi di legno... Un Manfrotto 055 è per sempre
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  36. Grazie ai mezzi finanziari e alla dichiarata passione del titolare,la pattuglia acrobatica dei Red Bull si è guadagnata un proprio spazio nell'ambito delle manifestazioni aeree.Un tempo le pattuglie acrobatiche erano appannaggio delle sole aeronautiche militari,ma con la disponibilità di velivoli performanti e il crescente numero di ex piloti militari e non ,le pattuglie acrobatiche civili si son ritagliate un loro spazio nel circuito degli airshow e sono ormai una presenza fissa e apprezzata dal pubblico specializzato e generalista.Di seguitoalcune immagini scattate all'airshow che si tiene con cadenza biennale a Zeltweg,Austria, e che è sponsorizzato dalla Red Bull. foto fatte con Nikon D3s e 300mmAF-I +TC1,4.
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  37. Consiglio : fissate già data e luogo. Altrimenti non vi incontrerete mai
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  38. 06/08/2022 "Sant' Annapelago"
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  39. poi inizieranno le mie domande su settagi, Iso, tendina ...
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  40. Penso la stessa cosa: ci sono immagini veramente brutte, ma anche altre molto belle.
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  41. L'ho usata, fino ad oggi, x bif, paesaggio, astro, ritratti. Insomma va bene x tutto. Il peso non è mai stato tra i i miei pensieri e la porto ovunque. Cosa che ho fatto anche con i precedenti corpi che ho avuto negli anni. il solo fatto di avere la presa verticale è stato, x me, condicio sine qua non...sempre. Macchina oltre le mie reali necessità ma chi se ne frega. Una volta si campa ed una volta si muore.
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  42. 02/07/2022 "Girasoli"
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