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Showing content with the highest reputation since 01/16/2022 in all areas

  1. 12 Probabilmente questo rimane lo scatto, meglio riuscito, ma non mi ha emozionato come quello che ho proposto come prima scelta
    11 points
  2. Una sintesi di quello che, fotograficamente parlando, sono riuscito a fare meglio nel 2021, proposto come riflessione critica e base per scambio di idee, non come autopromozione. Il 2021 non è stato un granchè produttivo, complici anche le restrizioni allentatesi piuttosto tardi. Le foto credo le abbiate già viste quasi tutte. Riguardo i miei soggetti preferiti, ho scattato meno, anche per non essere ripetitivo. La foto ravvicinata (close up) rimane tra generi che preferisco e in cui credo di riuscire meglio, anche se l'ho praticata molto meno che in passato ele lunghe focali sono sempre le mie predilette per questo tipo di fotografia, con o senza lenti addizionali o moltiplicatori (qui sotto 300mm Pf + TC14 EII). Di questo Macroglossum in volo sono particolarmente contento per la bella associazione soggetto-pianta e sfondo sia cromatica che come composizione e sfuocati. Ne ho altre immagini, ma questa è la migliore. Vi risparmio le libellule Stesso discorso per wildlife, limitata agli uccelli non perché li preferisca ai mammiferi, ma per difficoltà fisico-logistiche mie nel trovare i secondi. Anche qui poche uscite ma qualcosa di buono e soprattutto un cambio di attitudine, meno ritratti e più contestualizzazione sia in termini di azione: Mi arrendo! Che di composizione: Cercando di creare sensazioni date dall'insieme più che stupore per il soggetto in sè (che comunque conta), od il dettaglio estremo. I cardellini ed il pettirosso che vi ho già inflitto più volte, sono su questa linea. Gatti? Pochissimi; i due progetti milanesi completati o interrotti causa restrizioni, mancanza di location adeguatamente suggestive hanno giocato contro. Fotografare gatti a caso non mi diceva nulla. Solo un piccolo progetto su un giardino campagnolo pubblicato nel blog. Devo andare a Venezia quando saremo più tranquilli, ci sono due dritte particolarmente interessanti in merito di gatti... non anticipo nulla, si sa mai. Qualche sforzo interpretativo con il bianco e nero, che trovo suggestivo anche in campo naturalistico anche se per me è molto difficile farne qualcosa di buono. Qui ci starebbe anche la libellula controluce che ho pubblicato nel blog naturalistico. Un po' out of the comfort zone: Lo street, mi piace ma non è che ci riesca molto, risultati attorno o poco sopra la mediocrità. Non è quella che ho già pubblicato, ma gli somiglia Poco più che una vignetta. Se lo street è un po' fuori dalla comfort zone, il paesaggio invece è molto out of my comfort zone, mi richiede impegno . Tuttavia cerco di fare qualcosa quando ci sono delle situazioni che mi ispirano qualcosa. Non so se possa essere definito paesaggio però. Ho anche provato a fare del foliage: Tirando le somme, come da titolo: La macro "vera" con RR maggiori di 1:2 mi ha attratto molto meno quest'anno, non ho fatto praticamente niente se non per testare qualche obiettivo. Preferisco ultimamente la close-up, quella che sta sotto al rapporto di 1:2, definitivamente. anche la mantide sopra è ripresa con un non macro. Non devo mentire a me stesso, posso provare a fotografare cose diverse, mi diverto anche, ma il divertimento che mi da' il fotografare (conseguenza del frequentare) -stare nella- la natura raramente lo provo in altri generi. Io sto bene con le bestie . Questo però non significa restare immobili, anche entro il genere preferito c'è sempre qualcosa da scoprire ed orizzonti da allargare. Confrontando le mie foto con quelle di anni fa vedo non tanto un miglioramento, quanto un cambiamento (un movimento, potrei dire) nelle scelte e nei gusti, frutto di una (piccola quanto si vuole) ricerca e di una diversa attenzione. Questo è significativo secondo me. Se voleste lasciare il vostro pensiero anche critico, su quanto scritto... mi sarà utile.
    10 points
  3. #14 Nikon D750, Sigma 35mm F1.4 DG HSM Art, misto luce naturale luce artificiale con 2 Lume Cube 2.0 gelatinati, 1/320" f/4 ISO 400. E' uno dei rari casi in cui programmi una fotografia, la studi, la realizzi, guardi lo schermo della tua macchina e pensi "Wow!". Mi capita molto raramente, quasi mai, che la prima sensazione mi risuoni migliore dell'idea che la fa nascere.
    10 points
  4. #8 Pettirosso e foschia invernale. Ritengo questa foto una delle mie più riuscite dell'anno, tanto da averla pubblicata in un post a sè nella sezione di fotografia naturalistica dove ho descritto i perchè, sostanzialmente mi sembra di essere riuscito a rappresentare una delicata malinconia associata all'inverno ed alla fragilità, ma non separata dalla bellezza. Ho preferito proporre lo scoiattolo in quanto a miei occhi altrettanto significativo e valido (forse un pochino meno corretto tecnicamente), ma più allegro e vivace come sensazione trasmessa. E poi l'avevo appena pubblicata nel post dedicato e non mi sembrava il caso di riproporla tout-court. Potrebbero essere intercambiabili al primo posto della mia classifica personale a seconda dello stato d'animo.
    10 points
  5. #19 San Cataldo, Palermo Nikon Z6II e Nikkor Z 50mm f/1,2S @ f/1,2 t/2000 Sono appassionato di foto di architetture cittadine fin dall'inizio del mio fotografare. So che questo non coincide con i percettori sensoriali di molti lettori di immagini altrui, per cui cerco sempre di assortire la mia scelta, che sarebbe caduta su questa foto, con immagini più godibili e meno banali (ai loro occhi) di quelle che con difficoltà, tornando sui luoghi alle ore migliori, con la luce più propizia e con l'obiettivo giusto per valorizzare il soggetto, certe volte si riescono a realizzare. Nella fattispecie, la cupola araba del 1200 di questa chiesa palermitana è posta in una condizione di perenne controluce diretto a quasi tutte le ore lucane in ogni stagione: a causa anche del basolato iper riflettente che da sotto amplifica le difficoltà di chi tenti di restituirne il colore originario. Quell'obiettivo Z è uno shaper: il formato quadrato scelto già in inquadratura, è l'unico che, inquadrando in prevalenza la cupola, possa sortire il corretto equilibrio tra cielo e costruzione. Palermo I Love !
    8 points
  6. Nella mia città, Padova, si tiene da parecchi anni un festival Jazz giunto alle 23° edizione organizza da una donna, Gabriella Piccolo Casiraghi, amante della musica Jazz e della fotografia nonchè socia del Foto Club Padova. Unendo queste due passioni è sempre riuscita ad ottenere la possibilità di fotografare durante tutti i concerti. Così, da appassionato della musica dal vivo, a novembre ho visto e fotografato 4 concerti. Il primo è stato quello del David Murray Trio con David Murray alla sax, Brad Jones al contrabbasso e Hamid Drake alla batteria. Murray è stato uno dei fondatori del World Saxophone Quartet, che vidi due volte in passato, passando dal free jazz ad un jazz più "ecumenico". Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/30 f5,6 400mm Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/60 f5,6 270mm Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/100 f6.3 400mm Z50 Z16-50 iso 2200 1/50 f6,3 22.5mm Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/80 f5.6 320mm Z6 z 70-200 f2,8 iso 6400 1/100 f4.0 200mm Il concerto mi è piaciuto molto incorniciato nella sala dei Giganti al Liviano che, già da sola, è bellissima. I musicisti erano molto affiatati tra loro e il batterista aveva un'energia incredibile. Il secondo è stato quello di Charles Lloyd al sax, Gerald Clayton pianoforte, Reuben Rogers contrabbasso e Kendrick Scott alla batteria al teatro Verdi. Lloyd, 83 anni, comincia suonando Blues per poi approdare al jazz come direttore musicale dell'orchestra di Chico Hamilton per poi fondare un quartetto con Keith Jarret, Cecil McBee e Jack DeJohnnette. Nel 't70 si ritira dalle scene jazzistiche per tornare un dozzina di anni più tardi con Michel Petrucciani che lo riporta al jazz con continuità. Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/60 f5.6 400mm Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/320 f5.6 400mm Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/200 f5.6 220mm Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 6400 1/200 f5.6 270mm Z6 z 70-200 f2,8 + TC-2.0x iso 3600 1/160 f5.6 150mm Il suono del sax di Lloyd a me piace moltissimo, caldo e vellutato. Il concerto è stato meraviglioso, coinvolgente e caldo; quello che mi è piaciuto di più. A breve farò un nuovo posto con gli altri due concerti. Naturalmente ogni commento/suggerimento/critica è bene accetto. Grazie.
    7 points
  7. #8 Nella brina, 16.01.2022 Nikon D5 Nikkor 5.6/500 PF ED F.5,6, 1/500 sec., ISO 1400, mano libera,
    7 points
  8. Nei pressi del museo ci sono pezzi di artiglieria ben conservati Non erano presenti informazioni sui pezzi di artiglieria esposti; questo comunque dovrebbe essere un obice italiano 149/13, gli altri due non sono riuscito ad identificarli. Sulla cima 3, una croce adornata ricorda i caduti, assieme ad un cippo con una targa Lasciato il museo si continua per un percorso ad anello tra i sentieri di questo angolo di Carso e, su un’altra cima raggiunta poco prima del ritorno al punto di partenza, si trova il bunker San Michele, di tutt’altro periodo: si tratta di un enorme bunker sotterraneo,visitabile solo in data prestabilite o su richiesta per gruppi, costruito ai tempi della guerra fredda dove operava il 53° Reggimento Fanteria d'Arresto "Umbria" e che è stato attivo dal 1970 al 1991 .
    7 points
  9. #2 Cosa saremmo senza il nostro spot di luce? 15/1/2022 - Z6II su 500/4E FL 1/200 f4 ISO800 - a mano libera
    7 points
  10. #2 La mia seconda scelta ricade su Agnes, con questo ritratto con un' aria un po' anni 20 per la pettinatura, gli occhioni grandi e l'atteggiamento da diva con la sigaretta. Nikon Z fc + 16-50 E' una seconda scelta solo per un soffio, tant'è che è finita sul calendario Nikonland 2022 (sempre disponibile eh? ) Non ha prevalso solo perché Sabi è Sabi, tornata con una maturità irresistibile dopo anni di dolorosa assenza. (poi su questa foto avrei pure da chiedere un parere, dove apro? In modelle o nella sezione "Le nostre foto" ? ) NdA : nel club modelle che è desolatamente desertico ...
    7 points
  11. Perché ha un nuovo motore immerso in un elettromagnete ... E usa campi magnetici anziché ingranaggi. Consegna dopo fine febbraio 2022 a $ 13.995 2950 grammi, circa 5000 euro al chilo ... 156mm x 380mm Note : La dispersione della luce è nemica della nitidezza. Il NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S lo contrasta con sei elementi speciali dell'obiettivo: due elementi in vetro ED (Extra-low Dispersion) e uno Super ED, due elementi leggeri in fluorite (FL) e un elemento rifrattivo a lunghezza d'onda corta (SR) . Le frange di colore, il coma e l'aberrazione cromatica sono quasi eliminate. nuovo motore a bobina mobile Silky Swift (VCM) di Nikon utilizza magneti anziché ingranaggi per spostare i gruppi di messa a fuoco dell'obiettivo. Questo design offre contemporaneamente una maggiore velocità iniziale, una maggiore precisione e il funzionamento più fluido e silenzioso di qualsiasi sistema di trasmissione AF Nikon. Inoltre, le vibrazioni all'interno del meccanismo sono state ridotte con un'innovativa barra di guida e uno spazio minimo tra le parti mobili, consentendo la massima velocità durante l'autofocus. **** Pagina di presentazione di Nikon.it **** THE NIKKOR Z 400mm f/2.8 TC VR S: un nuovo picco di prestazioni per gli appassionati di sport, azione e fauna selvatica L'ultimo super teleobiettivo S-Line di Nikon copre le distanze con una qualità dell'immagine mozzafiato e un moltiplicatore di focale 1,4x integrato MELVILLE, NY (18 gennaio 2022) – Oggi Nikon ha annunciato il NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S, un super teleobiettivo a focale fissa ad alte prestazioni per il sistema Nikon Z. Questo veloce obiettivo S-Line arriva giusto in tempo per completare il potenziale inarrestabile della Nikon Z 9 e apre possibilità creative per i professionisti che fotografano sport e fauna selvatica dove non c'è spazio per compromessi su portata estrema e incredibile nitidezza. “Gli ingegneri di Nikon continuano a portare nuovi ed entusiasmanti progressi ai creatori di immagini e ai professionisti che lavorano. Subito dopo la straordinaria risposta alla Z 9, l'obiettivo NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S è dotato delle ultime tecnologie derivanti dalla nostra esperienza nell'ingegneria ottica", ha affermato Jay Vannatter, Executive Vice President, Nikon Inc. "I clienti per questo l'obiettivo spesso si trova in situazioni in cui non c'è una seconda possibilità per fare uno scatto; questo obiettivo sfrutta appieno le nuove tecnologie rese possibili dall'innesto Z e offre ai fotografi professionisti un vantaggio per catturare il momento decisivo con una qualità dell'immagine straordinaria, con qualsiasi tipo di luce". Il NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S ha capacità di rendering senza precedenti, combinate con una miriade di nuove tecnologie ottiche che migliorano la qualità dell'immagine e le prestazioni. Questo obiettivo è dotato di un'apertura f/2.8 costante che offre capacità stellari in condizioni di scarsa illuminazione, nonché un bellissimo bokeh e l'isolamento del soggetto dallo sfondo. Per una portata estesa, questo è il primo obiettivo NIKKOR Z a utilizzare un moltiplicatore di focale 1,4x integrato per aumentare istantaneamente la lunghezza focale a 560 mm. Questa funzione consente ai fotografi di adattarsi senza problemi mentre un atleta si muove verso il basso o di catturare scatti ambientali e ravvicinati della natura senza cambiare obiettivi o posizione. Il NIKKOR Z 400mm f/2.8 TC VR S è l'obiettivo più leggero del suo tipo, progettato con un bilanciamento superbo, controlli intuitivi e protezione dagli agenti atmosferici adatti per l'uso professionale. Questo obiettivo è anche il primo a utilizzare le tecnologie ottiche di recente sviluppo di Nikon, come il Silky Swift Voice Coil Motor 1 (SSVCM), che consente un AF ad alta velocità e precisione con un funzionamento quasi silenzioso. Questo nuovo obiettivo S-Line presenta anche il nuovo rivestimento Meso Amorphous di Nikon, che offre le più elevate capacità antiriflesso nella storia di NIKKOR. Caratteristiche principali del NIKKOR Z 400mm f/2.8 TC VR S: Un moltiplicatore di focale 1,4x integrato consente un passaggio rapido e senza interruzioni da una lunghezza focale di 400 mm a una 560 mm, utilizzando un interruttore posizionato convenientemente vicino alla mano destra dell'operatore della telecamera. L'aumento della lunghezza focale può essere effettuato senza modificare la postura per evitare di disturbare la fauna selvatica, riducendo al minimo l'intrusione di polvere spesso associata all'assemblaggio del moltiplicatore di focale convenzionale. Per una portata ancora maggiore, l'obiettivo accetta anche i TELECONVERTITORI Z TC-1.4x e TC-2x per una portata massima rispettivamente di 784 mm e 1120 mm. L'obiettivo più leggero del suo tipo con un moltiplicatore di focale incorporato , con un peso di circa 6,5 libbre (2950 g), che è quasi due libbre più leggero (circa il 20% in meno) rispetto al NIKKOR AF-S 400 mm f/2,8FL ED VR. L'uso di elementi in Fluorite contribuisce anche al suo peso ridotto. Il rivestimento Meso Amorphous di nuova concezione offre le migliori prestazioni antiriflesso nella storia degli obiettivi NIKKOR. Indipendentemente dalle direzioni della luce incidente, questo nuovo rivestimento avanzato offre un effetto antiriflesso superiore a quello di Nano Crystal Coat, sopprimendo notevolmente le immagini fantasma e i bagliori causati dalla luce incidente da varie direzioni. Il nuovo SSVCM consente un controllo AF rapido, estremamente preciso e silenzioso ed è ottimizzato per spostare elementi di grandi dimensioni con la massima precisione. L'SSVCM funziona in combinazione con un nuovo meccanismo di guida che consente agli elementi di muoversi agevolmente, aumentando ulteriormente la precisione. La costruzione dell'obiettivo è composta da 25 elementi in 19 gruppi; due elementi in vetro ED, un elemento in vetro super-ED, due lenti leggere alla fluorite e un elemento lente SR sono incorporati nella formula ottica, contribuendo a compensare efficacemente le aberrazioni, inclusa l'aberrazione cromatica. La riduzione delle vibrazioni (VR) incorporata fornisce fino a 5,5 stop di compensazione 2 , anche quando è in uso il moltiplicatore di focale integrato. Synchro VR è disponibile se abbinato alla Nikon Z 9. Progettato con un robusto corpo in lega di magnesio e una robusta tenuta agli agenti atmosferici su varie parti, comprese le parti mobili del barilotto dell'obiettivo e una guarnizione in gomma attorno all'innesto dell'obiettivo, garantendo prestazioni superiori a polvere e gocciolamento 3 . Inoltre, sulla superficie dell'elemento frontale viene applicato uno strato di fluoro con prestazioni antivegetative, che respinge le gocce d'acqua e la polvere. Offre più pulsanti funzione personalizzabili , tra cui una ghiera di controllo e una nuova ghiera Fn che può richiamare rapidamente una posizione di messa a fuoco con la funzione di richiamo della memoria. Prezzo e disponibilità L'obiettivo NIKKOR Z 400 mm f/2,8 TC VR S sarà disponibile a fine febbraio 2022 a un prezzo di vendita consigliato (SRP) di $ 13.999,95 * . Il firmware per le telecamere deve essere aggiornato alle ultime versioni disponibili prima dell'uso. Un nuovo attuatore del sistema di trasmissione AF che combina un motore a bobina mobile (VCM) e un meccanismo di guida sviluppato da Nikon. Il motore della bobina mobile è un motore in cui una bobina si scambia in un forte campo magnetico creato da un forte magnete. Avvertenza: non utilizzare questo prodotto se si dispone di un pacemaker o si utilizzano altri dispositivi medici. I magneti in questo prodotto potrebbero causare il malfunzionamento dei dispositivi medici. Basato sullo standard CIPA. Questo valore si ottiene quando è collegata a una fotocamera con sensore full frame (formato Nikon FX), con la funzione VR della fotocamera impostata su “NORMALE”. La completa resistenza alla polvere e al gocciolamento non è garantita in tutte le situazioni o in tutte le condizioni. *SRP (Suggested Retail Price) indicato solo come suggerimento. I prezzi effettivi sono stabiliti dai rivenditori e sono soggetti a modifiche in qualsiasi momento.
    6 points
  12. Essere appassionato di arti marziali tradizionali per me significa non solo praticarle, ma anche approfondire la parte culturale e storica. Quando si parla di arti marziali (tradizionali, no MMA ed altri sport da combattimento) si pensa all’Oriente, alla Cina con i suoi mille stili di Kung-fu, al Giappone con il Karate, il Jujutsu l’Aikido ecc.), all’Indonesia e così via. Particolare di affresco che rappresenta monaci combattenti, parete del Monastero di Shaolin Donna cinese praticante di Kung Fu, anni trenta circa. Ma… sarebbe ben strano che l’Europa non avesse avuto arti marziali tradizionali, con tutte le guerre le sommosse, i duelli, le congiure… Infatti le ha, o meglio le aveva. La differenza con l'Oriente penso che sia perchè da noi in Europa l’avvento precoce delle armi da fuoco ed altre questioni socio politiche le hanno fatte dimenticare in gran parte o sono state trasformate radicalmente in discipline sportive come la scherma, la lotta e il pugilato, così sembrerebbe sia rimasta solo qualche rievocazione storica dall’accuratezza a volte buona, a volte discutibile. Invece no, da molti anni in Europa c’è un rinnovato e profondo interesse nel recupero di queste tradizioni marziali e ci sono molte associazioni, anche da noi in Italia, che si dedicano alla pratica della “scherma storica” e ricercano attivamente documenti e testimonianze di queste antiche discipline. Dal sito della HEMA (Historical European Martial Arts) che ha numerose scuole in Italia. Anni fa incontravo sul treno che mi porta a casa dal lavoro un maestro di “scherma” medievale con cui ho fatto lunghe chiacchierate ed ho conosciuto in varie occasioni altri appassionati praticanti (un paio sono stati miei studenti all’Università) che mi hanno incuriosito, così mi sono interessato, ma solo a livello di storia e cultura. La difficoltà principale nello studio della scherma storica, mi si raccontava, sta nel fatto che essendosi interrotta o quasi la tradizione, rimangono quasi solo dei documenti, che sono molto rari. Da un antico codice medievale Uno dei più interessanti e completi è il Flos Duellatorum “Il florilegio dei duellatori” un manuale tecnico scritto all’inizio del 1400 da Fiore de’ Liberi da Premariacco, un maestro d’armi friulano (Premariacco è vicino a Cividale del Friuli) di grande fama, il primo maestro di scherma italiana di cui sia rimasta traccia scritta (si sa di altri grandi maestri italiani prima di lui, ma di loro non si hanno documenti). Fiore insegnò presso diverse Signorie, e numerosi suoi allievi si distinsero come validi combattenti. Per desiderio del marchese d’Este Fiore stese un trattato, il Flos Duellatorum appunto, dove riassumeva le sue conoscenze sul combattimento corpo a corpo con e senza armi. Il suo trattato ebbe un enorme successo ai tempi e esercitò una grandissima influenza sullo sviluppo della scherma italiana. Purtroppo con i secoli andò quasi perduto, oggi ne esistono solo tre copie (due originali ed una copia se non erro anastatica), non complete. La dedizione e la buona volontà di alcuni appassionati membri di associazioni di scherma storica hanno però reso disponibili delle copie anche in pdf, che sono a disposizione di tutti. Inutile dire che me ne sono scaricata una , corredata da un interessante introduzione ad opera del curatore che ha anche inserito chiare spiegazioni. E’ una specie di manuale, un quaderno tecnico potremmo dire in cui Fiore de’ Liberi illustra con disegni e didascalie vagamente poetiche (in uno strano mix di latino e volgare/veneto) i suoi metodi di combattimento. Le figure sono statiche, ossia “congelano” uno, raramente due momenti dell’applicazione di ogni tecnica, in cui chi applica (il “magister”) ha una coroncina in testa, chi subisce no. Questa staticità rende spesso difficile l’interpretazione, ma non del tutto impossibile. Le tecniche poi sono “avanzate”, ossia il manuale non è rivolto a principianti a cui si devono insegnare le basi, ma è una sintesi di tecniche di alto livello, rivolte ad uomini che hanno già un buon bagaglio di pratica e di esperienza e vogliono perfezionarsi, perché allora non era un gioco né uno sport. Va da sè quindi che pensare di imparare dal Flos duellatorum, senza un background di scherma e lotta è ridicolo, come fa notare il curatore. Quello che si può fare, da parte di gente già preparata, sperimentare delle possibili applicazioni e vedere se funzionano. (c) Christian Heusch, applicazione di una tecnica del Flos duellatorum Questo è un altro mandarte in terra e ligadura E contra tal presa non è la persona ben segura Che impressione mi ha fatto? Come chiunque l’abbia letto o studiato, sono ammirato. Si capisce che si è di fronte ad un maestro che ha una conoscenza completa, eclettica. Il termine Scherma come lo intendiamo oggi è riduttivo, perché c’è dentro di tutto. Il combattimento a mani nude che è all’inizio è basato suprattutto su leve, strangolamenti, proiezioni e meno su percosse (un’eredità delle discipline di lotta), poi si passa a mani nude contro daga, daga contro spada, spada contro spada (in quanti modi inaspettati ci sono di usare una spada!), tecniche di disarmo, uso del bastone, combattimento a cavallo o a piedi contro un cavaliere e così via. Votato all’efficacia estrema, ci sono tantissime tecniche “sporche”: è un manuale “militare”, non si tratta di combattimento d’onore “cortese”. Cum lo mio bracio stanco lo drito t'ò ligado Et de molte feride sarai apresentado Lo vecio che in terra tu sei subito per andar De questo tente certo, mo non de levar. Curiosamente ma non troppo, perchè tutti gli uomini hanno due braccia e due gambe, ci ho ritrovato molte tecniche a mani nude presenti nelle arti orientali, soprattutto jujutsu. Addirittura, grazie a Fiore de’ Liberi ho capito il senso di alcune figure delle forme di spada del Tai Chi Chuan il cui significato è spiegato in modo fumoso dal 99% dei maestri di Tai Chi. Fantastico. La pratica di queste arti marziali occidentali per me ha una ragion d’essere non solo come disciplina del corpo ma anche come conservazione di un patrimonio storico culturale, al pari delle opere d’arte. La non grande diffusione da noi, oltre che alla scarsa conoscenza della loro esistenza (ma questo sta rapidamente cambiando) penso sia dovuta al fatto che per praticarle occorrono attrezzature costose (servono armi adeguate e protezioni adeguate) ed il loro studio richiede profonda dedizione, Sempre da un sito HEMA. L'attrezzatura per gli allenamenti è ricca e costosa e per chi vuole praticare in armatura ancora di più! Inoltre la “chimera” della difesa personale si applica di meno (anche se a ben vedere le tecniche a mani nude illustrate da Fiore non hanno nulla da invidiare a quel che si fa oggi, anzi…).
    6 points
  13. Si una giornata fortunata, ero andato per vedere rapaci e ne ho viste 9 specie. Sono riuscito a fare anche molte foto, non tutte buone, ma sicuramente documentative. La giornata era il 22-12-2021, è stato il mio regalo di Natale. Tutte le foto sono dalla macchina con D500 + Sigma 500 f4+TC1,4 alcune con il Nikon 500PF f5,6 Albanella reale femmina... Albanella reale maschio... Poiana... Gufo di palude...questa è stata la Chicca. Aquila anatrava maggiore...questo è più uno scherzo, vista la qualità della foto, fatta con la Z50 e croppata pesantemente. Vi assicuro che quel COSO sopra quell'albereto secco in mezzo alla Palude è un'Aquila anatraia magg.
    6 points
  14. giochi invernali in Svezia, tiro con la carabina. Scatto di Goran Strand : Nikon Z9 e Nikkor F 300/4 PF via FTZ. 1/32000'', 120 fps. Si, si, con la Z9 "nuda" si possono fotografare anche le pallottole ...
    6 points
  15. #6 Rivolto 18/09/2021. Nikon D3x. 400mm f2.8 AF-I. 1/1000 f6.3. ISO400 rilascio di flares da un F-5E della Pattuglia Svizzera.
    6 points
  16. Nikon D800e + Nikkor 200/2 ad f/9, ISO 100, flash Elinchrom
    5 points
  17. 5 points
  18. # 12 Un leggera brinata e il sole che fa capolino, 16 Gennaio 2022 - D810 - 80-200 AFD
    5 points
  19. #6 16.01.2022 Cascata di Capo Nieddu.La giornata non poteva finire meglio di così, osservando questo bellissimo posto. C'erano molte persone, con alcune abbiamo anche scherzato, con altre però ci siamo anche resi conto di quanto la gente a volte sottovaluti i pericoli: andare a bordo della falesia alla fine della cascata e sull'ultimo pezzettino di roccia, spalle al mare, per fare un selfy ......no comment. NIkon z6, nikon Z 14-28 2.8, nd 3 stop.
    5 points
  20. Il monte San Michele è un'altura del Carso Isontino, tra i paesi di San Michele del Carso e San Martino del Carso, famoso per le battaglie che si combatterono durante la prima guerra mondiale. E' presente un museo e vari manufatti e percorsi; dal paese di Sagrado si può raggiungere il museo in auto e dà lì iniziare la visita; la mia escursione parte invece da San Michele del Carso da dove si percorre un piacevole sentiero di qualche chilometro prima di arrivare alla zona museale che si raggiunge in un punto dell'affascinante Percorso dei Cippi, un sentiero circolare che tocca vari resti di trincee e manufatti passando le quattro cime dell'altura (da cima 1 a cima 4) e che è caratterizzato dalla presenza di una cinquantina di cippi commemorativi dedicati ai vari reparti, compresi quelli austro-ungarici. La brigata Sassari ebbe un ruolo fondamentale nella conquista della Trincea delle Frasche durante la quarta Battaglia dell'Isonzo. Le truppe austro-ungariche rimasero impressionate e, complice il colore rosso delle mostrine che portavano al colletto, soprannominarono gli uomini della Sassari "Die Reute Teufel" (i Diavoli rossi). Nonostante la modesta quota (m. 275) il San Michele gode di una visuale vastissima, dominando la bassa valle dell'Isonzo da una parte e una gran parte di costa dall'altra; per questo fu la principale linea di difesa austriaca verso la città di Gorizia; nello specifico a difendere l'altura erano truppe ungheresi. Il San Michele fu conquistato e poi perso più volte dalle due fazioni con un altissimo tributo di vite: 46.000 italiani e 10.000 austroungarici nella sola seconda battaglia dell’Isonzo. “…sbucano dalle rocce, muoiono e rinascono nuovamente, per essere nuovamente uccisi…” (R. Kipling, corrispondente di guerra su questo fronte nel 1917). Lungo il percorso dei Cippi si incontrano resti di trincee austriache Un ricovero dei soldati ungheresi trincee italiane e i resti del Shonburgtunnel, oggi purtroppo franato; una delle principali costruzioni di difesa dell'esercito austro-ungarico che attraversava il monte da parte a parte ed era usata come ricovero truppe, postazioni di mitragliere e per il passaggio delle riserve verso la prima linea. Oggi rimane solo la struttura dell'entrata con le pietre originali. A Cima 3, nei pressi del museo, si trova la galleria Cannoniera della Terza Armata, articolata su due rami principali che ospitava 8 cannoni da 149 mm (149/35 mod. 1905, nella foto sotto) che riuscivano a colpire sia la prima linea che le retrovie. La struttura fu scavata dal Genio Militare italiano dopo la Sesta Battaglia dell’Isonzo e rappresentò un elemento cardine del “Sistema Difesa Isonzo”. Nel corso del 1917 ospitò il Comando Tattico della Terza Armata italiana. Ecco la planimetria: Galleria lato nord oggi e foto dell’epoca presente su uno dei cartelli illustrativi Oggi la Cannoniera è stata riaperta al pubblico in seguito ad un prezioso lavoro di recupero e al suo interno sono ancora visibili i basamenti in cemento su cui erano appoggiate le armi, i corridoi e le sale utilizzate dalle truppe come deposito per i materiali, infermerie e dormitori. Non sapevo della possibilità di visitarla e purtroppo, nonostante il super green pass, era obbligatorio anche l’uso di mascherine FFP2 che avevamo lasciato in auto ritenendo sufficienti le chirurgiche per un escursione all’aperto; un motivo per ritornarci.
    5 points
  21. #9 Lago del Cingino alta val Antrona (VB) - Agosto 2021 Nikon D500, ob Nikon AFs 300/4 PF mano libera
    5 points
  22. #7 Questa sarebbe stata la mia alternativa. Ero eccitato come un bambino a fare una macro a mano libera col mio nuovo 105MC, e mi pareva bellina, ma pensando al contest, di foto migliori di questa ne vedo in quasi tutti i contest settimanali postate da molti utenti, quindi l'ho scartata, perchè non mi pareva facesse alcuna differenza. 15/08/2021 Nikon Z7 - Nikkor MC105 ISO100, f/5.6, 1/500
    5 points
  23. #3 "Pauline" 20/06/2021 Nikon D850 + 105 mm. f/1,4 E Luce mista Naturale da finestra e Flash
    5 points
  24. #1 Fenicotteri in riunione condominiale Lago di Fogliano ( P.N.del Circeo ) Nikon Zfc + Ftz + Sigma 150/600 c Tempo 1/4000 f. 9 Iso 400 foto scattata 14/ Gennaio/ 2022
    5 points
  25. #1 l'ultimo sole del pomeriggio, Nikon Zfc + Nikkor Z 85/1.8 S, f/1.8, 1/1000'', luce naturale, combinazione eccellente. 24 Ottobre 2021 Seconda scelta rispetto all'altra, classificata peraltro seconda nel contest, dello stesso soggetto ma in un'altra situazione e con un altro look. Esclusa la prima volta perchè ... è un nudo e so che per molti è un soggetto che rende la proposta "non gradita", non "giudicabile", "esclusa a priori", "no, io mai giudicherei una foto che mai nella vita fotograferei" etc. etc. etc. E perché si sa che tira più un pelo di femmina che un tiro di stambecchi, leoni e scoiattoli. E a me non interessa vincere ma sostenere i contest con serietà.
    5 points
  26. Seconda puntata della descrizione del mio sistema da studio, una coppia di diffusori a dipolo controllati da DSP e amplificati via per via, senza filtro passivo. Ho parlato della costruzione del mobile qui : qui ci dedichiamo più alla parte elettronica. Partendo dallo schema a blocchi : 1) il segnale audio digitale viene inviato al processore DSP miniSDP SHD Studio che funge da preamplificatore digitale (in pratica il solo controllo di volume) ed applica la correzione ambientale Dirac calcolata automaticamente tramite misurazioni con il microfono UMIK-1. 2) Il segnale - sempre digitale - in uscita viene condotto via cavo d'argento al DAC, in questo caso la sola parte di conversione di un Audio-GD R28 che impiega 4 convertitori analogici R2R (e un ulteriore DSP interno per controllarli). 3) dal dac escono due cavi XLR da 10 metri che vanno al controller XILICA SP-4080, un potente processore di controllo per diffusori programmabile che provvede alla ripartizione delle frequenze tra le quattro vie. Questo apparecchio viene usato come cross-over digitale. 4) dal cross-over i due canali in ingresso diventano 4+4 e vengono indirizzati ai due finali specializzati, prodotti per me dalla romana Rouge Audio Srl, sempre via cavi XLR (un finale ha due moduli Icepower da 1200 W per i bassi, l'altro ha 4 moduli differenti hypex ncore per le vie alte : sono finali digitali) 5) dai due finali partono i cavi per i singoli diffusori, una coppia per ogni via per un totale di 8+8 cavi di potenza in rame da 4mm, terminati con banane dorate e connessi ai diffusori su connettori a vite, altrettanto dorati. Dovrebbe apparire chiaro dal concetto di base, che non è possibile collegare un amplificatore direttamente ai diffusori, in quanto ce ne vogliono 4, stereo, io qui ne uso due a 4 canali. E che ogni amplificatore necessita di due coppie di ingressi con le frequenze già separate. Ma anche così, senza il processore DSP iniziale, il suono non avrebbe nemmeno la parvenza di quello che è ciò che avevo in mente. Parleremo del miniDSP in una prossima puntata, perché le regolazione del sistema Dirac lo richiedono, ma qui abbiamo lo spazio per illustrare cosa fa invece l'altro DSP, quello che si incarica di ripartire le frequenze tra le vie. Il canadese Xilica XP-4080 (gli altri processori sono cinesi ma con DSP interni di produzione USA) impiega un DSP a 40 bit che opera con errori infinitesimali con una conversione interna a 96 Khz e 24 bit. E' stato lanciato nel 2009 e per anni ha rappresentato una delle migliori scelte per il controllo dei diffusori da palco e da studio fino a 4 canali di ingresso e 8 di uscita. ovviamente, essendo una apparecchio professionale, ha solo ingressi e uscite XLR. Ha una interfaccia grafica integrata controllata via cavo USB : da questa si può programmare la configurazione, quella che vedete sopra è la mia, con a sinistra i due canali attivi (gli altri due sono muted) mixati poi a destra con guadagni e ritardi individuali per le 8 vie separate. Ogni singola via può essere poi modulata per frequenze ed eventuali filtri : questa è la mia configurazione attuale - ma mai finita - che prevede tagli a 48 decibel per ottava di tipo Linkwitz. I tagli selezionati sono di 23-80 Hz per i woofer bassi, 80-250 Hz per i woofer, 250-4000 Hz per i planari dei medi e 4000 Hz per i tweeter. Sui bassi è applicata una enfatizzazione che tiene già conto della perdita per interferenza sulle frequenze sotto alla soglia di funzionamento del pannello dei diffusori (ricordo che sono dei dipoli con una figura di risposta sul basso molto dolce ma con una frequenza di taglio sui 60-80 Hz dopo di che la risposta decade di 6-12 decibel per ottava). Questa figura delle vie è del tutto teorica, in quanto applicata elettricamente. In fase di misura in ambiente, la risposta è tutta diversa. Ma la vedremo poi nella puntata dedicata alla messa a punto. Qui vorrei sottolineare i vantaggi e gli svantaggi della soluzione che ho scelto. Vantaggi : il dipolo secondo le mie esperienze è il sistema di riproduzione più naturale che ci sia : manca semplicemente il rimbombo dovuto alla cassa e la ricostruzione tridimensionale è unica l'uso di altoparlanti planari per le vie medi ed alte senza cassa permette loro di offrire il massimo della risposta l'uso di elettroniche di controllo, che schiferà i puristi, consente di evitare l'impiego di filtri passivi per il taglio delle frequenze, limitati nella flessibilità e nella capacità di filtro, che introducono componenti reattive nel segnale, rendendo più complicato il pilotaggio degli altoparlanti da parte dell'amplificatore. Qui ogni amplificatore vede una sola frazione dello spettro audio ed è connesso direttamente all'altoparlante vedendo un carico praticamente resistivo il controllo dei DSP avviene via computer tramite interfacce grafiche, facile e lineare, modificabile sempre (modificare un filtro passivo a 4 vie è operazione che può richiedere mesi ed sempre complicata oltre che limitata nelle possibilità di intervento : vai a progettare un filtro che esalta la gamma di frequenze a 30 Hz e poi dimmi che bobine ci vogliono ...) il controllo finale della risposta in ambiente, viene determinato ancora una volta per via elettronica, tramite misura dal vero con microfono dedicato, fasi e ritardi allineati temporalmente in tempo reale da un processore dedicato dinamica, pulizia, potenza : tutto ai massimi livelli (per le specifiche del progetto ed avendo in mente musica acustica, per lo più strumentale, non programmi da giostraio) Svantaggi : complessità del sistema costo delle elettroniche (ma non pensiate che un filtro passivo a 4 vie con componenti di pregio costi di meo) necessità di un amplificatore per via il sistema a dipolo resta poco adatto per la musica elettronica, l'heavy metal etc. (ma comunque questo si difende in ogni campo) Bene non ho voluto dilungarmi troppo, sperando di aver catturato la curiosità di qualcuno. Nella prossima puntata vedremo come suona "al naturale" questo sistema e come lo trasforma il DSP.
    4 points
  27. Io non so quanti marchi possano vantare la disponibilità di ottiche attuale della baionetta Nikon Z: Un catalogo in divenire di obiettivi, alcuni dei quali pezzi unici, a partire da 14mm a finire agli 800mm, ma non soltanto: con il suo FTZ una Nikon Z può tranquillamente ed efficacemente continuare ad utilizzare al meglio tutti gli obiettivi F-mount AFS, dotati quindi di motorizzazione interna. Perfino gli arcaici AF-I (compresi tutti gli universali compatibili) con un qualsiasi adattatore cinese Ai-Z (oltre che con l' FTZ...) può usare anche i più ruvidi (di baionetta) nonAi, gli Ai-D, gli AI ed AiS, dal 1959 a oggi e tutti gli universali non compatibili con l' FTZ con un Megadap MTZ-11 e gli adattatori di baionetta obiettivo LeicaM/ ogni marchio, una Nikon Z può portare in messa a fuoco automatica, anche obiettivi per telemetro degli anni Cinquanta, oltre ad ogni altro obiettivo dell'orbe terracqueo. Obiettivi nati MF, che in questo modo possono diventare a messa a fuoco automatica con questo Megadap ETZ-11, una Nikon Z può montare obiettivi AF a baionetta Sony FE, non solamente originali, ma anche tutti gli universali con quell'attacco, per usare un doppio corredo oppure solo perchè si esca o si lavori con un collega che usa quell'innesto per foto o video e sperimentare l'intercambiabilità di attacco, rispettando tutte le comunicazioni elettroniche tra obiettivo e fotocamera. Inoltre, il mercato attuale ci porta a vedere una enorme quantità di aziende di nuova costituzione, che si stanno impegnando nella produzione di obiettivi a baionetta Nikon, sia MF che AF, come TTArtisan, Viltrox e tante altre.
    4 points
  28. #10 Nikon Zfc + Nikkor Z 105/2.8 S, f/13, 1/250'', ISO 100, mano libera, luce naturale. 10 minuti fa.
    4 points
  29. Arrivato !!! felicità Brutte foto !! quelle belle le ha messe Mauro.. volevo solo sbro...are!! cattive notizie per la Z9 uno dei tre negozi di Torino ne riceverà 2 /3 al mese ero 8° (- 2 consegnate)....fino ad aprile
    4 points
  30. #5 La nebbia in Valdarno al levar del sole Z 7 - 24-70/4 a 70mm - f. 6.3 - t. 1/80 - Iso 64 - Foto del 18/01/2022
    4 points
  31. Ci stanno tutte le opinioni e secondo me rimarrebbero due fotografie valide in entrambi i casi. I messaggi sarebbero semplicemente diversi. Io continuo a preferire, in questo contesto, l'immagine con il vaso. Nella mia testa non disturba ma aiuta a dare anche un certo equilibrio. Ma soprattutto aiuta a forzare maggiormente l'idea di una istantanea di vita reale, un fotogramma di un film.
    4 points
  32. Mi vedo Gabriele che suona alla porta della vicina : Sciura Bianchi, non e' che potrebbe tirare via il bidone dell'umido che ho una modella biotta sul balcone ? Ma certo Ing.Castelli, ah nel frattempo vedo perche' in strada si e' bloccato il traffico e tutti suonano...lei ne sa nulla ?
    4 points
  33. # 17 - Cinque Punte Avendo già partecipato al primo contest, propongo la mia seconda scelta; l'altra volta ne avevo selezionate quattro e il dubbio finale era tra la Via Lattea che ho postato e questa; avevo scelto poi la Via Lattea per due motivi: 1) questa l'avevo già fatta vedere in un post sul 24-200 e 2) perché la foto della Via Lattea è stata la mia prima volta nel genere ed è scattata nell'unica occasione del 2021 nella quale sono uscito 'per fotograre', pianificando e studiando. Nikon Z6 con 24-200 @44mm. - f/11 - 1/20 - treppiede; scattata il 6/1/2021
    4 points
  34. Secondo me ti fai troppe domande e cerchi di razionalizzare qualcosa che funziona bene così com’è: poiché fotografi per piacere dovresti semplicemente fotografare quello che massimizza il tuo piacere. Non è importante se questo sia “rifare meglio” foto già fatte o fare cose mai fatte prima, ma il fatto che facendolo ti diverti e stai bene. E che, quindi, hai piacere di andare a fotografare ogni volta che puoi. Cosa diversa è se ti dai un obiettivo più di lungo termine per il quale, nel transitorio, potresti dover “investire” tempo facendo cose che non ti appagano perché speri lo faranno. Detto questo, a me le tue macro non più così macro piacciono un sacco!
    4 points
  35. Woody Allen diceva che negli USA avevano risolto il problema della riciclo della spazzatura facendone sceneggiature per la TV. Non è che dalle nostre parti vada molto meglio, però segnalo una lodevole eccezione: su Rai Tre c'è "la fabbrica del mondo" con Marco Paolini, intrattenitore, e Telmo Pievani, penso il migliore filosofo della scienza che abbiamo oggi. La puntata del 22 gennaio dovrebbe per legge essere mostrata a scuola nelle ore di scienze (se vi incuriosisce è su Rai Play). La puntata del 22 gennaio di questo programma parla di genetica e tra tante cose interessanti riprende anche il concetto ormai abbastanza famoso di Eva Nera o Eva Mitocondriale. Per chi non ne avesse sentito parlare, i progressi della genetica negli ultimi decenni sono stati più che sensazionali, non solo hanno permesso di mappare l'intero DNA umano, ma anche di confrontare il DNA di popolazioni diversissime in tutto il mondo per analizzare le origini dei vari popoli e (e tante altre cose). Questo ha permesso di ricostruire la nostra, per così dire, genealogia fino a tempi antichissimi. Il DNA si trova in due parti della cellula, nel nucleo dove metà si eredita dalla madre e metà dal padre, e nei mitocondri che sono dei piccoli organelli (diminutivo di organi) nel "corpo" della cellula. Quest'ultimo si eredita solo dalla cellula uovo della madre perchè l'unica traccia (più o meno) che lo spermatozoo lascia di sè è il DNA del nucleo. Studiando e confrontantdo il DNA dei mitocondri si riesce a risalire alla genealogia materna sempre più indietro nel tempo e qui già un po' anni fa è arrivata una sorpresa: Tutti gli uomini e le donne oggi viventi sul pianeta discenderebbero da un'unica donna vissuta tra i 150.000 e i 200.000 anni fa (secolo più secolo meno). Per far colpo sui media qualcuno ha avuto l'infelice idea di chiamarla Eva, generando non poca confusione e fraintendimenti con l'Eva biblica. Eva mitocondriale perchè scoperta tramite il DNA dei mitocondri, Eva Nera perchè è situabile in Africa ed a quel tempo l'Homo sapiens aveva la pelle nera, come ho già scritto in altro blog. No, non è il porno-soft di Joe D'Amato (er nostro Aristide Massacesi) Analizzando invece il cromosoma Y del Nucleo presente solo nei maschi, e che quindi si eredita solo dal padre (le donne sono XX) si è fatta un'altra scoperta: tutti gli uomini oggi viventi discenderebbero da un unico uomo vissuto circa 70-75.000 anni fa anche lui in Africa. Sempre infelicemente qualcuno ha pensato di chiamarlo Adamo (Adamo cromosomiale, per l'esattezza). Di solito le spiegazioni s fermano qui (anche quella del programma che ho citato), peccato perche senza il pezzettino che segue si può fare un bel po' di confusione per cui cerco di chiarire: L' Eva mitocondriale era l'unica donna? No! c'era una popolazione umana con maschi e femmine che si riproducevano e generavano discendenti ma, per ragioni diverse, solo i discendenti della nostra Eva sono arrivati fino ad oggi, Gli altri si sono persi per strada nel buio della preistoria. Lo stesso vale per il nostro Adamo, 70-75.000 anni fa c'erano tanti altri maschi di Homo sapiens che facevano figli, ma per qualche motivo, solo i figli (dei figli dei figli...) del nostro Adamo sono arrivati ad oggi, gli altri... come sopra. No, non è andata così, ovviamente questi Adamo ed Eva non si sono mai incontrati! Ma perchè? Questo è veramente difficile, forse impossibile da sapere. Possono essere state più cause in tempi diversi. Non sappiamo quali vantaggi rispetto agli altri avessero i figli di Eva (e di Adamo) , che hanno permesso loro di sopravvivere, non sappiamo nemmeno se avevano realmente dei vantaggi od invece è stato il caso. Durante la sua storia una specie può andare incontro ad una o più crisi che ne riduce drasticamente il numero, allora si parla di "collo di bottiglia" o addirittura si arriva all'estinzione. Tutti i Ghepardi oggi viventi discendono da non più di una quindicina di individui a causa di una crisi che li ha quasi portati all'estinzione, in tempi preistorici, la sèecie è passata per un collo di bottiglia. Potrebbe essere successo qualcosa del genere anche ai nostri antenati? Forse.
    3 points
  36. E' un tema che in negativo o in positivo spopola su tutti i social media. 10 ragioni per cui ho fatto questo, 5 ragioni per non fare questo. E alla via così. Sono clickbait, acchiappa click, titoli per catturare l'attenzione e guadagnarsi un click. Anche in questo caso .... no, qui vorrei proprio solo provare a fare umorismo. Se qualcuno se lo sente addosso oppure ha la coda di paglia, speriamo che non prenda troppo fuoco .... 1 : vi piace la meccanica e vi riparate da soli la moto. Solo una reflex può darvi le stesse sensazioni. Sarebbe meglio se fosse una reflex a pellicola con una meccanica di prima classe, tipo una F o una F2, già una F3 sarebbe troppo gracilina. Un reflex digitale è comunque un surrogato ... una "signorina" per usare il gergo dei macchinisti dell'epoca del vapore. Ma certamente ha quel fascino del click-clack che ipnotizza. Che sensazioni può mai dare ad uno che ama il suono dello specchio e quello delle due tendine che si muovono, una cosa elettronica come la Nikon Z9 ? 2 : amate il cinema, vi addormentate davanti alla televisione. Siete cresciuti con l'odore della polvere dei cuscini dei cinema con platea e loggione, ben prima che fossero devastati per farne degli orrendi multisala. Il cinema deve essere quello col proiezionista che nell'intervallo cambia i rulli della pellicola. Ovviamente Cinemascope o Cinerama. A colori e in presa diretta. La televisione vi annoia, non succede mai niente e alla lunga dopo aver fatto un pò di zapping, non vi rimane che spegnere. E' la stessa sensazione che provate passando da un sontuoso mirino ottico di una ammiraglia reflex Nikon al mirino elettronico da compattona di una Nikon Z. Non c'è storia, come mangiare un panino con l'hamburger, rinunciando alla fiorentina fatta frollare per 15 giorni ad umidità controllata. Le TV oggi sono smart ? Voi lo siete di più ! 3 : le sensazioni tattili. Tenere in mano una reflex Nikon, con le sue pelli e le sue superfici metalliche. Ponderarne il peso e la consistenza, la disposizione dei comandi. Al confronto, tutti quei tastini da videogioco di una Nikon Z, dover usare il menù e, orrore, il monitor posteriore. Come allungando una mano, scoprire che il nylon finisce e la superficie cambia, rispetto alla delusione che è tutto coperto la sotto ... 4 : avere il controllo della situazione. Tutta quella elettronica, quei cervellotici controlli dell'autofocus, tutte quelle animazioni. Ma no, il mirino deve essere pulito, al massimo se è possibile avere un vetrino con l'immagine spezzata per mettere a fuoco a mano. Ragionando ed assaporando ogni momento. Anche senza mai scattare usare una reflex Nikon è come versare una bottiglia di vino invecchiato a decantare, apprezzarne il colore e il profumo, il piacere dell'attesa. Usare una Nikon Z è come attingere dell'acqua insipida dal dispenser del frigorifero ... 5 : le reflex Nikon sono belle. Le mirrorless Nikon sono orribili. a distanza di quasi trenta anni il design della Nikon F5 resta immortale. Il design della Nikon Z5 è ... come confrontare Heidi Klum del 1996 con Angela Merkel, all'uscita della Nikon F5 ... 6 : badate al soldo ! Con una D800 e un vecchio 14-24/2.8, fate i vostri paesaggi come li fareste con una Nikon Z e il suo 14-24/2.8 ma spendendo un quarto o anche meno. E tutto quello che non avete ma avete sempre desiderato, lo potete comprare sull'usato dove è la vostra offerta che determina il prezzo e non la richiesta del venditore ! 7 : tanto scattate sempre al diaframma migliore del vostro obiettivo. Anzi, potendo sempre meglio f/8. Quindi non vi interessa che la messa a fuoco possa essere imprecisa o necessiti di una taratura. Avrete sempre abbastanza profondità di campo per avere tutto perfettamente nitido ! 8 : usate sempre il treppiedi ! Lo stabilizzatore sul sensore è una diavoleria che aumenta la complessità del sistema. Tutto quello che non c'è, non si rompe. Usando il treppiedi e una bella testa, pre-sollevamento dello specchio e scatto a distanza, il problema delle vibrazioni è risolto ! 9 : così continuate ad usare le vostre vecchie memorie. Le Nikon Z richiedono costose memorie CFexpress e relativi lettori di schede che all'atto pratico non danno vantaggi. Specie se voi praticate slow-photography. Mantenendo la vostra fidata reflex Nikon, potete fare a meno di cambiare schede di memoria. 10 : e naturalmente, continuando ad usare le vostre reflex Nikon, potrete continuare a fotografare come siete abituati, senza dovervi adattare ad un nuovo mezzo, sottoporvi a noiose sedute di autoistruzione e senza dover riscoprire l'acqua calda ! Senza offese per nessuno, ovviamente. Purché si fotografi con Nikon, su Nikonland ognuno ha la cittadinanza. Non è richiesto Green Pass
    3 points
  37. Shhhhht, dietro quel viso d'angelo, si cela in realtà una strega Nikon Zfc + Nikkor Z 40/2 ad f/2, ISO 1600, 1/250''
    3 points
  38. #9 20/1/22 foglia di ibisco... Nikon Z50 e Nikkor 18-140 f/3,5-6,3 DX (+ Godox MF12) @ 88mm t/60 f/32 ISO800
    3 points
  39. Ieri ho salutato i due flash SB700 e il commander SU-800; oggi è il primo giorno in tanti anni con Nikon che non ho nemmeno un flash della casa. Ho completato così il passaggio a Godox: per via di Nikon che ha trascurato il settore, di Godox che ha il miglior rapporto qualità-prezzo che ho trovato, ma soprattutto a causa di Nikonland per il tanto che ha scritto su Godox. Scherzi a parte, il post è solo per ringraziarvi nell'aiuto che date con articoli e recensioni. Più ancora di Nikon è Godox che dovrebbe farvi un monumento Ambassador!
    3 points
  40. Della Z9 si è parlato così tanto che per dire adesso qualche cosa di realmente sensato, ci vorrà tutto il tempo necessario. Quindi ... per il momento io mi limiterò a fare l'unboxing, giusto per lasciare un segno
    3 points
  41. diciamo che si può fare anche con qualsiasi altra macchina settata come quella Z9. La bravura del fotografo non c'entra nulla: Alberto sa fare le sue foto con tutte le macchine fotografiche dell'Almanacco di Fotografare, ma quello che sostengo io... che non sto a rosicare come scrive Leo, è che una volta in possesso di strumenti come una Z9 ed un 100-400 nuovi di zecca, magari non ci si perde a mettere sul web fotografie che sappiamo già fare. Forse ci si deve sfidare a fare di più, sfruttandone le doti intrinseche: e allora si, l'hashtag! E se uno poi ci voglia anche fotografare qui e la...liberissimi tutti. Me per primo quando potrò procurarmene una. Mi sa che vi manca proprio un report alla maniera di Nikonland
    3 points
  42. Mamma mia, che criticoni La foto non è stata fatta in studio e il risultato in considerazione del set a disposizione per me è buono, la foto bella, intrigante la modella. Pur in un set improvvisato credo che la ringhiera introduca più che ottimamente lo sguardo verso la modella, il divisorio opacizzato? meno male che è così. Se non lo fosse stato, sai che confusione di sfondo, altro che vaso e caldaia.
    3 points
  43. https://onlinemanual.nikonimglib.com/z9/it/15_menu_guide_04_d09.html#d_starlight_view_photo_lv
    3 points
  44. Il punto non è che sei noioso Mauro. Credimi, lo vedo e lo capisco l'impegno che ci mettete tu e gli altri nel tenere in piedi questo sito, che considero un valore assoluto, sia detto chiaro. Lo dico anche con ammirazione, perchè nemmeno se fossi un single incallito, solo al mondo ed in pensione con la giornata libera dalla mattina alla sera riuscirei a fare quello che fai tu, per limiti legati alla mia materia grigia ed alle competenze - ma sicuramente fotograferei di più e chissà, magari imparerei a fotografare anche meglio. Però se tu solleciti, mi sento chiamato in causa personalmente ed allora rispondo e spiego perchè (io) il sabato, o la domenica, o negli altri giorni mi trovo a fare soprattutto altro e magari non rispondo prontamente alle sollecitazioni dei vari thread di questo forum, o magari perchè partecipo di rado ai contest settimanali. Poi lo so anch'io, sono d'accordo con te, Max, Silvio che un forum è partecipazione, altrimenti a che serve, ma questa cosa deve necessariamente conciliarsi col resto della vita. Farei fatica a spiegare alle mie figlie, che vedono più che altro la mia schiena tutti i pomeriggi e le sere perchè seduto davanti al PC per lavoro (mentre la maggior parte degli altri papà con dei lavori "normali" alle 5:30 sono in cortile a giocare con le loro), perchè debbano vedere la mia schiena anche il sabato o la domenica. E soprattutto non lo ritengo giusto. Tutto qui. Io ritengo questo sito, come appena detto, un valore in sé, perchè è un forum diverso dagli altri che conosco e con persone che hanno un approccio appassionato ma rigoroso ed hanno anche una certa levatura intellettuale. E credimi è il motivo principale per cui, se devo dare un contributo, lo faccio molto più volentieri qui che altrove.
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  45. #5 l'anno scorso non è stato molto fruttifero in termini fotografici, se devo dire qual'è stato lo shooting migliore direi senza dubbio quello con Giulia Biagioli, modella brava e bella, che fa la differenza in uno shooting difficile scegliere la foto migliore ma penso sia questa
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  46. #4 Sarebbe stata questa Nikon D500, Tamron 17-50 f. 2.8 - ISO 500; 1/400 f. 16 compensato -0.3 Le linee geometriche sulle architetture mi hanno sempre affascinato, non mi capita spesso di vederle o di trovare le giuste luci per sfruttare al meglio ombre e contrasti. Non è un'immagine che spacca, ma la scena aveva tutte le caratteristiche che cercavo. E' una soddisfazione anche solo averla notata.
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