Jump to content

Leaderboard

Popular Content

Showing content with the highest reputation since 12/23/2021 in Articles

  1. Il 2021 è stato un anno schifoso - colloquialmente avrei detto "de merde" se questo non fosse un articolo da prima pagina - come il 2020, senza nemmeno le novità del 2020. Ci avevano detto che con le vaccinazioni "mai più questo, mai più quello", eppure stiamo ancora in piena "ondata Covid" con restrizioni più o meno condivisibili e limitazioni che se non sono di legge, sono dettate dal buon senso. Faremo tutti la terza vaccinazione - chi l'ha già fatta ? Io la farò la settimana prossima perchè quando ho prenotato, le autorità ancora non avevano portato il limite a 5 mesi e quindi il sistema ti piazzava a 6 mesi, adesso pare che vogliano scendere a 4 mesi ma ancora ti prenotano a 5 mesi. Forse anche la quarta. Poi sembra che il virus diventerà endemico. Forse lo è già. Forse no. Gli israeliani forse lo sanno, no, lo sanno i sudafricani, oppure lo sanno gli indiani. Boh. I nostri scienziati pare di no ... Abbiamo il governo più forte della storia, nato da un compromesso di palazzo con una rappresentanza che non è maggioranza del Paese. In grado solo di governare sostanzialmente gli aiuti finanziari esterni perché altrimenti saremmo "tecnicamente" insolventi, mentre siamo una delle nazioni che creano più ricchezza al mondo, con inventori, tecnici, scienziati e talenti, che chiunque vorrebbe avere. I nostri politici sono attanagliati dalla grande questione su chi occuperà il Quirinale, mentre dovremmo pensare a come procurarci l'energia, il gas, i medicinali, i vaccini che invece importiamo integralmente dall'estero. Come i microchip e gli immigrati clandestini. Che non sono clandestini perchè in massa sbarcano alla luce del sole, "salvati" da organizzazioni umanitarie ... straniere. Siccome le maledizioni non arrivano mai da sole, stiamo osservando per la prima volta da lustri una epica mancanza di tutto. Oltre ai microchip che non consentono quasi più di produrre nemmeno i tostapane, oltre alle Tesla e le BMW da 200.000 euro, non si trova niente. E i prezzi lievitano perchè - giustamente - chi ha una cosa, non la sconta ma la aumenta. Aumenta l'inflazione ma i tassi devono stare artatamente al minimo. Se no tutti i paesi occidentali non riescono a ripagare gli interessi del debito pubblico, non le rate del debito. Che quelle non le può pagare nemmeno la Grande Germania. Al confine con l'Ucraina si fanno prove di terza Grande Guerra Europea. E i famigerati F-35A italiani e olandesi tanto osteggiati dalle forze progressiste, pattugliano non i nostri cieli ma il baltico, per inseguire i bombardieri russi che consumano inutilmente kerosene partendo dalla vecchia Konisberg, un tempo capitale dell'Ordine Teutonico, oggi enclave russa in mezzo all'Europa. Eppure in mezzo a questa confusione, non si sa per quale fausta congiunzione astrale, abbiamo vissuto una delle estati più felici per lo sport italiano. Oltre alla vittoria dei Campionati Europei di Calcio, che qualcuno di noi aveva già vissuto da bambino ma che per la maggior parte degli italiani è una novità assoluta, abbiamo visto record di medaglie alle - rimandate - olimpiadi, alle Paraolimpiadi. Vittorie nel tennis e in altri sport sia individuali che di squadra. Il momento, a vedere come è andata nell'ultimo periodo la Nazionale di Calcio, sembra finito. Ma si sa, queste fasi vanno godute come vengono, senza fare troppi calcoli. A Maranello, probabilmente le urla dell'Ingegnere sono arrivate a segno e forse il 2022 si aprirà con il ritorno del piccolo alsaziano, l'ultimo condottiero ferrarista vittorioso che cercherà di far capire ai manipoli emiliani che se il secondo è il primo degli ultimi, vantarsi di essere arrivati terzi nel mondiale è una cosa per cui non si dovrebbe nemmeno uscire per strada di giorno ... Fotograficamente, artisticamente, nel cinema, in musica, i tempi purtroppo si fanno sentire. Non ho impressione che le arti siano più vive del solito. Anzi, si legge apatia e mancanza di stimoli. Eppure è strano perchè storicamente, anche nei momenti più bui della storia del mondo, è in questi periodi che ci sono state esplosioni di vivacità espressiva. Il Rinascimento Italiano è occorso nel momento più sanguinoso, deprimente e divisivo della storia italiana. Eppure ne consumiamo ancora i fasti. Anche Nikonland, sta subendo questo genere di involuzione. Mi arrivano testimonianze reali di "perdita di interesse" per il sito, per la fotografia, per questo e per quello. Ma noi non disperiamo, lo sforzo messo in campo sul piano fotografico con i contest e non solo, noi speriamo di vederlo fruttare in primavera, quando, si spera, avremo superato la piena. E Nikon ? Meno male che c'è Nikon ! Pur in crisi pandemica con i viaggi da e per il Giappone contingentati, la crisi dei microchip etc., Nikon ha messo in campo le sue migliori capacità. Abbiamo visto una grande vivacità di proposte, alcuni dei suoi migliori obiettivi, l'arrivo della Nikon Z9, la promessa di ulteriori obiettivi ambiziosi e capaci. E se anche in questo caso - più che altro per la mancanza di componenti e per la crisi della logistica : oggi si può spedire solo per aereo, perché per nave non arriva niente - il concreto arriverà nella realtà solo nel 2022, non è questo il miglior auspicio per l'anno nuovo ? la Nikon Z9 è la chiusura del cerchio iniziato da Nikon nel 1999 con la D1. Da essa deriveranno le prossime macchine che consentiranno - a chi lo vorrà - di rinnovare il proprio modo di fotografare. Una nuova primavera. Tutta concentrata tra il 2022 e il primo 2023. Ecco il nostro augurio di buon 2022. Salite sul treno del rinnovamento insieme a noi. Lasciate che i germogli crescano appena sarà passato il gelo, cominciando già adesso a concimare il terreno. E' il nostro tempo. Non lasciamolo passare. Non lasciamoci distanziare. Buon 2022 da Nikonland.
    25 points
  2. Arrivato ieri. Se ne vedono pochissimi in giro per il mondo. Quindi qualcuno mi ama davvero se l'ho potuto avere. Ma l'avevo chiesto il giorno dell'annuncio, senza indugi. Appena l'ho visto me ne sono innamorato. E sono certo che ... appena tornerà ad essere possibile, diventerà il mio compagno a bordo pista in autodromo. Praticamente per fare ogni tipo di scatto alle auto. Ma intanto vediamolo qui in mostra statica. Finché non mi arriva la sua degna compagna non ci penso nemmeno a montarlo dietro ad una Zfc. Sebbene debba ammettere che qualche scatto, giusto per farmi un'idea, di nascosto, lo abbia già fatto ... la scatola non è una novità. Lo è il peso, piuma, quando BRT mi ha consegnato il pacco ho pensato ad uno scherzo : non sarà pieno di palline da ping-pong ? In effetti è leggero tutto l'imballo. naturalmente è originale Nital, con quattro preziosi anni di garanzia dalla data dell'acquisto. ma la scatola non ci interessa più di tanto, vero ? dentro si trova subito una scatoletta di cartone ondulato - la plastica è definitivamente bandita nei prodotti Nikon - che contiene paraluce e il solito astuccio leggero che ha il solo vantaggio di essere pieghevole. manualistica e garanzia Nikon Europe Lui è imbustato in un foglio di spugna (biodegradabile ?), lo libero non abbiate paura. E' inserito dentro "a pressione" e si fa fatica la prima volta. Nel mio addirittura erano difficili da estrarre anche i tappi. Insomma il designer dell'involucro ha ecceduto in precisione facendo tutto a misura con tolleranze di mezzo micron. Niente di male, io gli imballi li metto subito in magazzino ... lui è bello da impazzire. Per qualcuno sarà più tozzo del 70-200/2.8 S, ma per me è decisamente ... sexy. Tutto in metallo freddo a partire dall'attacco Z fino alla ghiera con le tacche delle posizioni di lunghezza focale. Poi l'anello di zoomata e la parte terminale, quella interna mobile e gli attacchi di filtro e paraluce in plastica dura. E' un oggetto premium in tutti i dettagli. Made in Japan, l'obiettivo e il paraluce. Solo i tappi vengono dalla Thailandia. Ditemi che non cambia niente. Ma se lo fanno in Giappone qualche cosa significa. Forse quel ritocchino di prezzo rispetto alle attese ? comandi principali e secondari sono analoghi a quelli del 70-200/2.8 S. Ma c'è una importante novità. La ghiera programmabile, è stata spostata. Negli altri S è vicina all'attacco ed è scomodissima da azionare, specie su un obiettivo importante. Qui è stata spostata vicino al display LCD e agli altri tasti funzione. Ergonomicamente è un cambiamento sostanziale. in più è in metallo pieno, diamantata, con una finitura straordinariamente bella da guardare e da toccare. Datemi del feticista ma ... l'adoro. l'attacco del piedino, il piedino stesso e la vite di serraggio sono analoghi a quelli del 70-200/2.8 ( i piedini sostitutivi Arca Swiss per il 70-200/2.8 sono adatti anche a questo). Così a prima vista la vite mi sembra più grossa ma non ho in casa il 70-200/2.8 da 7 mesi e vado a memoria. altro dettaglio matricola 2384. Saranno 2384 pezzi già prodotti oppure solo 384 ? Misteri della numerazione Nikon ... particolare del tasto funzione Fn2, programmabile a piacere dal menù della fotocamera e il nuovo logo S in rilievo introdotto dal 105/2.8, particolarmente appariscente. In foto non rende allo stesso modo che dal vero. l'altro tasto funzione Fn e la ghiera programmabile diamantata di cui parlavo la parte del display lcd OLED la bella incisione della marchiatura del modello e quella anteriore che riporta le specifiche complete, con il passo filtri da 77mm l'anteriore il blocco-sblocco del paraluce il paraluce è più profondo e con i petali rispetto al 70-200/2.8. All'atto pratico ci sarà un perchè. dettaglio della lente di ingresso e degli anelli di filtro e paraluce massima estensione. Non c'è un tasto di blocco della zoomata. Non serve. La ghiera è dura da azionare e non c'è alcun rischio che si muova accidentalmente. Anzi ... con il paraluce le foto vi assicuro che non rendono esattamente quanto sia bello dal vero. Anche se ho cercato di dare tridimensionalità con le luci. ancora dettagli di tutti i comandi. particolare del barilotto interno che fuoriesce quando si aumenta la focale. limitatore di messa a fuoco. Solo due posizioni : da 3 metri ad infinito e full. Forse chi lo vorrà usare per scopi ravvicinati avrebbe preferito un limite intermedio dal minimo a 3 metri. *** Bene. Questo è il primo contatto che spero vi abbia coinvolti. Vi riporto le mie primissime impressioni. Quelle operative arriveranno solo con la Z9, spero tra non troppo tempo. costruzione : realmente premium in ogni dettaglio, dai materiali all'assemblaggio. Soluzioni progettuali e dimensionamenti sono inappuntabili funzionamento meccanico : la ghiera dello zoom è molto contrastata, quasi dura, da "uomini veri" ed è così che deve essere per uno zoom professionale che speriamo ci accompagni almeno per un decennio funzionando sempre come il primo giorno autofocus : fulmineo, non credete a quello che scrivono certi che si fanno abbagliare dal tipo di motore. Se i progettisti sanno come usarli, i normali motori passo passo vanno una meraviglia. Non è vero che ci sono AF-I di 20 anni che vanno ancora a meraviglia nonostante non ci siano più ricambi ? stabilizzatore : al netto del corpicino della Zfc, direi che è adeguato alla classe e alla focale dell'obiettivo. In più è assolutamente silenzioso peso ed ingombro : al netto della parte anteriore un pò più cicciosa perchè deve contenere un barilotto da 77mm libero di fuoriuscire liberamente, è analogo al 70-200/2.8 S ma ha una portata doppia. Un oggetto estremamente flessibile che consentirà grande libertà di impiego. Non andate a spendere soldi inutili in piedini aggiuntivi. Anzi, liberatevi dei 140 grammi di quello in dotazione ed usatelo a mano libera ! altro non saprei dire se non che ne sono già innamorato. E' bello come un gioiello di precisione meccanica uscito dalla più sofisticata officina artigianale. Già così, poggiato sul tavolo, si fa ammirare. I primi scatti sono fantastici. Non vedo l'ora di poterlo far volare !
    18 points
  3. A complemento dell'articolo di Max, sperando di far cosa gradita, aggiungo questa mia breve esperienza con il 24-120mm f4 S, gentilmente prestatomi dall'amico Alberto. Tutte le foto (tranne quella che riprende me) scattate con Nikon Z6 e 24-120mm f4 S, minima o nessuna postproduzione. Cliccateci sopra per aprirle. Una passeggiata dalle parti di piazza Gae Aulenti a Milano. Poca gente tutta giustamente mascherata, ma proprio per questo poco attraente, per cui mi sono dedicato più che altro all'architettura aggiungendo qualche dettaglio per offrire spunti per valutare questo zoom e alla fine, ma molto brevemente, la mia impressione d'uso. Quindi pochissimo testo ma tutti i dati di scatto, per chi fosse interessato. Cominciamo: La fontana-laghetto di Piazza Gae Aulenti si presta a giocare con i riflessi degli edifici: 69mm f8, 1/80s, 400 ISO +07 sovraesposizione. 69mm f4, 1/250s, 200 ISO, + 0,7 sovraesposizione. Una panoramica un po' più ampia 28mm f8, 1/80s, 400 ISO 24mm 9, 1/320s, 220 ISO Magari vi aspettereste almeno un po di fringing, qualche aberrazione lungo il tetto dell'edificio dove il contrasto è maggiore? Invece no! Guardate questo crop 100%: Ancora qualche scorcio: 24mm f4, 1/1000s, 220 ISO. 63mm f4, 1/250s, 140 ISO Curiosa ex casa di ringhiera con simpatico murales, peccato per la sponsorizzazione ... 64mm f5.6, 1/320s, 100 ISO Milano è anche questo (quasi controluce, ritaglio a 16/9): 75mm f9,1/320s, 180 ISO Un tentativo quasi astratto: 24mm f9, 1/250s, 1250 ISO, + 0.7 compensazione esposizione. Un pochino di street, ma poco poco: 77mm f5.6, 1/320s, 360 ISO 120mm f8, 1/250s, 400 ISO, + 0.7 compensazione esposizione. Qualche dettaglio, a tutta apertura, così per dare un'idea dello sfuocato eccetera eccetera . Questi almeno non hanno la maschera... 90mm f4, 1/100s, 220 ISO. 120mm f4, 1/1000s, 110 ISO. Volete un crop? Eccolo! Nitidezza? Basta chiedere: Occhio al passero. 120mm f5.6, 1/100s, 500 ISO Crop 100% (cliccare sopra): A chiudere, le mie impressioni, anzi la mia impressione: Gli entusiasti fanno bene ad essere entusiasti. Anche questo zoom si allinea qualitativamente agli altri obiettivi della serie S, resa impeccabile, ergonomia che crea dipendenza (leggete l'articolo di Max per i dettagli), confesso: non riesco ad essere obiettivo su questi obiettivi ! Bene dovrebbe essere tutto... ah no! Non sarei io se non mettessi un gatto, giusto? Allora eccovi la Mascotte del Giardino di Via Pepe! 120mm f4, 1/250s, 560 ISO, + 0.7 compensazione esposizione. Date queste premesse, non vedo l'ora di avere in mano il 100-400mm f5.6 S CIAOOO! Foto di Alberto Varasi (con la mia Nikon Zfc).
    17 points
  4. E' un tema che in negativo o in positivo spopola su tutti i social media. 10 ragioni per cui ho fatto questo, 5 ragioni per non fare questo. E alla via così. Sono clickbait, acchiappa click, titoli per catturare l'attenzione e guadagnarsi un click. Anche in questo caso .... no, qui vorrei proprio solo provare a fare umorismo. Se qualcuno se lo sente addosso oppure ha la coda di paglia, speriamo che non prenda troppo fuoco .... 1 : vi piace la meccanica e vi riparate da soli la moto. Solo una reflex può darvi le stesse sensazioni. Sarebbe meglio se fosse una reflex a pellicola con una meccanica di prima classe, tipo una F o una F2, già una F3 sarebbe troppo gracilina. Un reflex digitale è comunque un surrogato ... una "signorina" per usare il gergo dei macchinisti dell'epoca del vapore. Ma certamente ha quel fascino del click-clack che ipnotizza. Che sensazioni può mai dare ad uno che ama il suono dello specchio e quello delle due tendine che si muovono, una cosa elettronica come la Nikon Z9 ? 2 : amate il cinema, vi addormentate davanti alla televisione. Siete cresciuti con l'odore della polvere dei cuscini dei cinema con platea e loggione, ben prima che fossero devastati per farne degli orrendi multisala. Il cinema deve essere quello col proiezionista che nell'intervallo cambia i rulli della pellicola. Ovviamente Cinemascope o Cinerama. A colori e in presa diretta. La televisione vi annoia, non succede mai niente e alla lunga dopo aver fatto un pò di zapping, non vi rimane che spegnere. E' la stessa sensazione che provate passando da un sontuoso mirino ottico di una ammiraglia reflex Nikon al mirino elettronico da compattona di una Nikon Z. Non c'è storia, come mangiare un panino con l'hamburger, rinunciando alla fiorentina fatta frollare per 15 giorni ad umidità controllata. Le TV oggi sono smart ? Voi lo siete di più ! 3 : le sensazioni tattili. Tenere in mano una reflex Nikon, con le sue pelli e le sue superfici metalliche. Ponderarne il peso e la consistenza, la disposizione dei comandi. Al confronto, tutti quei tastini da videogioco di una Nikon Z, dover usare il menù e, orrore, il monitor posteriore. Come allungando una mano, scoprire che il nylon finisce e la superficie cambia, rispetto alla delusione che è tutto coperto la sotto ... 4 : avere il controllo della situazione. Tutta quella elettronica, quei cervellotici controlli dell'autofocus, tutte quelle animazioni. Ma no, il mirino deve essere pulito, al massimo se è possibile avere un vetrino con l'immagine spezzata per mettere a fuoco a mano. Ragionando ed assaporando ogni momento. Anche senza mai scattare usare una reflex Nikon è come versare una bottiglia di vino invecchiato a decantare, apprezzarne il colore e il profumo, il piacere dell'attesa. Usare una Nikon Z è come attingere dell'acqua insipida dal dispenser del frigorifero ... 5 : le reflex Nikon sono belle. Le mirrorless Nikon sono orribili. a distanza di quasi trenta anni il design della Nikon F5 resta immortale. Il design della Nikon Z5 è ... come confrontare Heidi Klum del 1996 con Angela Merkel, all'uscita della Nikon F5 ... 6 : badate al soldo ! Con una D800 e un vecchio 14-24/2.8, fate i vostri paesaggi come li fareste con una Nikon Z e il suo 14-24/2.8 ma spendendo un quarto o anche meno. E tutto quello che non avete ma avete sempre desiderato, lo potete comprare sull'usato dove è la vostra offerta che determina il prezzo e non la richiesta del venditore ! 7 : tanto scattate sempre al diaframma migliore del vostro obiettivo. Anzi, potendo sempre meglio f/8. Quindi non vi interessa che la messa a fuoco possa essere imprecisa o necessiti di una taratura. Avrete sempre abbastanza profondità di campo per avere tutto perfettamente nitido ! 8 : usate sempre il treppiedi ! Lo stabilizzatore sul sensore è una diavoleria che aumenta la complessità del sistema. Tutto quello che non c'è, non si rompe. Usando il treppiedi e una bella testa, pre-sollevamento dello specchio e scatto a distanza, il problema delle vibrazioni è risolto ! 9 : così continuate ad usare le vostre vecchie memorie. Le Nikon Z richiedono costose memorie CFexpress e relativi lettori di schede che all'atto pratico non danno vantaggi. Specie se voi praticate slow-photography. Mantenendo la vostra fidata reflex Nikon, potete fare a meno di cambiare schede di memoria. 10 : e naturalmente, continuando ad usare le vostre reflex Nikon, potrete continuare a fotografare come siete abituati, senza dovervi adattare ad un nuovo mezzo, sottoporvi a noiose sedute di autoistruzione e senza dover riscoprire l'acqua calda ! Senza offese per nessuno, ovviamente. Purché si fotografi con Nikon, su Nikonland ognuno ha la cittadinanza. Non è richiesto Green Pass
    13 points
  5. E' arrivato: lo aspettavamo da anni e non soltanto da quelli Z-mount, volevamo una evoluzione della stessa misura ottica che su reflex non ci aveva mai convinto del tutto. Ci sarebbe anche bastato un 24-105 f/4, ma Nikon Z reinventa il concetto di ogni apparecchio appartenente a questa famiglia, alla fine del 2021 eccolo anche qui, su Nikonland: dentro la scatola di cartone oversized , avvolto in un sudario... balza fuori in tutta la sua bellezza costruttiva, da subito chiara: è uno zoom linea S paraluce in policarbonato ma rinforzato rispetto le realizzazioni non S pulsante funzione laterale, terza ghiera programmabile ben zigrinata, in modo da risultare al tatto ben differente dalle altre due di zoomata e di maf, tasto A/M lente frontale con filettatura filtri da 77mm, misura limite per le attuali lenti addizionali a doppietto acromatico, di fattura adeguata baionetta posteriore ovviamente in metallo escursione dello zoom in tre sezioni, adeguata al necessario spostamento interno dei gruppi ottici deputati allo scopo dimensioni a 24mm di focale 84x118mm (largh-altezza), mentre ai 120mm arriva a misurare in altezza 175mm maneggevolezza che si annuncia assolutamente coerente ai suoi 630 grammi di peso schema ottico a tutta dimensione del barilotto (come Z-mount ci ha fatto ormai capire) di 16 lenti in 13 gruppi, con un sostanzioso numero di lenti a bassa dispersione ed un'elemento asferico, motore AF stepper, non stabilizzato internamente, quindi in un certo qual modo dedicato ai corpi Z stabilizzati sul sensore, per quanto la luminosità massima di f/4 sicuramente ne consentirà l'utilizzo pure sugli altri, a cominciare dalla piccola Z50, con la quale non sfigura per nulla dimensionalmente non essendo poi troppo lontano dalle dimensioni dell'analogo dx (per focali equivalenti) il recente 18-140DX made in Thailand, distanza minima di messa a fuoco: 35cm su tutto il range di focali, cosa che ne determina la classe e fa ben sperare anche per un occasionale utilizzo in close focusing assistito da lenti addizionali Gran sensazione di solidità impugnandolo, ben superiore a quella dell'immediatamente paragonabile zoom per dimensioni e (parziale) copertura di focali, il 24-200/4-6,3 dimensionalmente quasi identici anche zoomati al massimo che si differenziano non solo per la luminosità massima, ma anche perchè nel 24-200 è presente anche lo stabilizzatore interno che sul nuovo non è stato ritenuto necessario In buona sostanza .... uno zoom Z Nikkor che non vedo l'ora di provare sul campo, dotato di uno schema ottico che, paragonato a quello degli altri zoom 24-xxx della famiglia, promette decisamente belle sorprese Questo unboxing quindi, si completerà presto di molte immagini riprese durante questo periodo festivo...per il quale la Redazione di Nikonland vi augura un dorato Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021 e 2022
    13 points
  6. L'offerta aumenta la difficoltà di scelta: non appena viene introdotto un elemento nuovo, subito, va in crisi l'autostima degli acquisti precedenti o la sicurezza dei programmi d'acquisto. Nikon ha appena tirato fuori dal cilindro, invece del 24-105/4 da vent'anni richiesto e mai realizzato, l'evoluzione del progetto F (invece molto datato) di uno stupendo Z 24-120/4S annunciando la novità in un lasso di tempo piuttosto breve (in tempi di pandemia) dalla commercializzazione che è avvenuta in contemporanea all'uscita della già mitica Z9. Importante nella sigla la lettera S che contraddistingue nel catalogo ottiche, le realizzazioni più curate, fattore che su di un'ottica consumer come questa con tale estensione di focali, sinceramente non osavamo sperare. Ed invece, eccolo qui, con le sue tre ghiere, rispettivamente quella programmabile (variazione: diaframmi/exp/iso/nulla), più vicina al corpo macchina, poi quella delle focali e quindi, la dove non può interferire (inutilmente) con le dita, quella di messa a fuoco manuale, che ormai ha motivo di utilizzo solo in poche occasioni. Pulsante funzione programmabile da fotocamera e slider di maf A/M. Manca, purtroppo, per essere appieno uno dei figliol prodighi Z-mount, il bellissimo display digitale che equipaggia i pezzi forti, come gli zoom f/2,8 e i fissi più di pregio. Pazienza: del resto non è certo questo l'obiettivo in cui si renda necessaria una costante visualizzazione di distanza e pdc, mentre per l'indicazione della focale, questa risulterebbe comodo poterla compulsare, su di un obiettivo con questa alternanza di angoli di campo, dagli 84° dei 24mm ai 20,3° dei 120mm. In questo articolo parliamo di questo nuovo zoom come di un'alternativa in termini di copertura focale, luminosità, peso, dimensioni ed infine anche prezzo (incredibile quanti elementi !) rispetto al già noto ed in nostro possesso fin dalla sua presentazione, Nikkor Z 24-200/4-6,3 che vedete insieme al nuovo fratellone nella foto di copertina sopra chiusi e sotto aperti a tutta estensione dei barilotti Accomunati ma anche separati da alcuni di quegli elementi sopracitati: la luminosità prima di tutto, in quanto il nuovo 24-120 parifocale f/4, mentre il più esteso (altra differenza) 24-200 chiude progressivamente fino a f/6,3 che corrisponde a TA già a partire dagli 80mm di focale La assenza di tasto funzione sul 24-200 a cui fa da contraltare la presenza del VR incorporato, che invece sul nuovo 24-120/4 non è stato inserito, giusta l'apertura costante a tutte le focali. Peso, dimensioni (filtri da 67 sul più esteso e da 77 sul nuovo), e prezzo molto simile, caratterizzano altre somiglianze. Nikonland non aveva mai recensito superzoom come il 24-200 prima della presentazione di questo Z e si è dovuta ricredere, tanto da annoverare un numero consistente di articoli che lo riguardano e di gallerie al loro servizio, negli ultimi due anni dal suo annuncio: solo io, ne parlo in altri cinque articoli, alcuni a confronto con altri zoom, oltre questo che state leggendo. Il 24-120/4, invece, è la quarta generazione con questa estensione di focali, a partire dalla prima del 1996: nessuna delle tre precedenti ha mai lasciato un segno indelebile !!! Anche questa coincidenza: due zoom che per pregiudizio un nikonista di lungo corso rifiuterebbe al solo sentirli citare, reinventati in mirrorless dai geniali ingegneri Nikon perchè l'impressione che ricavo dal suo test è che anche questo 24-120/4S avrà un elevato numero di estimatori... brillante, nitido, contrastato e dotato di un ottimo sfuocato, grazie alle 9 lamelle del suo diaframma elettronico netto...tagliente, a qualunque distanza dal soggetto splendido anche in ombra ancor meglio, ravvivato da un guizzo di flash in compensazione Caratteristiche che avevamo notato anche sul 24-200 che abbiamo usato con ogni fotocamera: io personalmente lo ritengo insostituibile sulla mia DX Z50 con la quale tutte queste foto sono state realizzate (in attesa di una Z9...) Difatti, se li andiamo a confrontare...: a TA: f/4 su 24-120 a 87mm f/6,3 su 24-200 a 125mm (Avete letto bene le due focali differenti per ottenere la stessa dimensione del fiore, a distanza minima di maf ? Parleremo di Focus Breathing più avanti) Qua, alla stessa apertura di diaframma, (f/6,3) 24-120 @120mm 24-200 @110mm Direi ben simili nella resa cromatica e nella brillantezza/nitidezza, con una gestione del contrasto più facile nel nuovo 24-120/4, poco più docile dell'altro: a 24mm 24-120 24-200 attorno ai 90-100mm 24-120 entrambe con lampo di schiarita in controluce 24-200 Difetti? per trovarne sono dovuto essere davvero cattivo utilizzando un soggetto impossibile in controluce diretto, acuito dallo spigolo creato in inquadratura... ecco come corregge il flare/ghost in questa condizione il nuovo 24-120mm forte di un trattamento antiriflesso misto tra nanocristalli ed Arneo, la misteriosa sigla di trattamento recentemente introdotta di Nikon sugli obiettivi più di pregio Ecco come a pari condizioni reagisce il più semplice (per antiriflesso) 24-200mm Una differenza sostanziale tra i due zoom è senza dubbio l'assenza della stabilizzazione sul più luminoso 24-120mm: quanto incide sul suo utilizzo a mano libera? Eccovi il soggetto utilizzato per questa prova, fondamentale per chi utilizzi Nikon Z, come questa mia Z50, o una Zfc, le uniche Z senza sensore stabilizzato: i quattro scatti col 24-200 stabilizzato: risultato eccellente anche a t/10 a mano libera !!! ecco invece quattro scatti col 24-120, non stabilizzato, a mano libera e adottando ogni criterio per evitare il mosso Avevo fatto due diverse sequenze in condizioni mutate di luce per le quali, col 24-120, mi mancano dati intermedi con tempi di scatto meno di sicurezza dei primi due a f/4 ed f/8 per cui, a casa in interno, ho poi ripetuto il test, usando un ineccepibile soldato, come Murat dove con una sequenza continua vediamo il 24-200 assistito da una stabilizzazione portentosa che mi consente risultato anche ad 1/8 di secondo a mano libera mentre l'ultimo risultato di rilievo del nuovo 24-120mm, si ferma non molto oltre il t/60 determinando anche in questo caso come in esterni una certa difficoltà all'uso, se non in AutoIso in luce disponibile, con fotocamere come le Z50 e Zfc, prive di stabilizzazione. Questo sarà di certo un parametro di considerazione e scelta, al momento del suo acquisto: va da sè che dalla Zfc in poi, ogni altro corpo macchina Z, forte della stabilizzazione interna, sopperirà efficacemente a questa esigenza. Ancora: (aprire sempre le foto per ingrandire) Z 24-200: eccellente stabilizzazione Z 24-120, buono fino a 1/60" a mano libera... Siloso... il vetro dell'orologio è spaccato... (mezzanotte, ovviamente...) una resa bellissima dello sfuocato, anche questo 24-120, come già detto nettissimo nello stacco tra soggetto e sfondo irriconoscibile per certi versi dal 24-200 sugli stessi parametri allineato alle grandi aspettative che ormai abbiamo da ogni ottica del corredo Z-mount: non credo mai altre Case abbiano potuto vantare tale livello generale 24-120 dove il 24-200 si avvantaggia è chiaramente nella notevole gamma di focali ulteriore, che consente di avvicinare oltremodo un soggetto da non distrarre... Ma dove il 24-120, inaspettatamente, recupera il gap delle focali mancanti... è all'opposto, nella fotografia ravvicinata !!! ecco il soggetto, collaborativo... crop eleveto mi vado avvicinando sempre di più, verso quei 35cm decantati di maf minima ad ogni focale dello zoom ! fino ad arrivare (sempre a 120mm) a questo RR di 1:2,56 (0,39x) vantato da questo zoom crop esagerato !!! Bene: vediamo il 24-200 alla sua focale massima come si comporta con la stessa modella ? ecco qua... 200mm ai 70cm della sua minima maf ecco come si comporta alla stessa distanza, a 135mm di focale La grande differenza dimensionale che avete visto, a tutto vantaggio del più "limitato" di focali dei due zoom, questo splendido rasoio che è il Nikkor Z 24-120mm f/4S dipende dal concetto più volte preso in considerazione su Nikonland dal prof. Renesto, in ultima istanza in questo suo articolo, del Focus Breathing, ossia della caratteristica di molti zoom se non tutti, di perdere focale effettiva al diminuire della distanza minima di messa a fuoco. Fenomeno come vedete che riduce drasticamente la possibilità di mantenere una adeguata copertura dell'inquadratura, a meno che non si utilizzino lenti addizionali o tubi di prolunga a diminuirne l'effetto. Di fatto questo 24-120, tra i suoi pregi annovera anche quello della limitatissima incidenza del fenomeno. Lo avete visto prima nelle foto dei fiori a minima maf, dove il 24-200 aveva bisogno di molti mm in più di focale rispetto al 24-120 per tenere la corolla a tutta inquadratura. Mentre nell'altra coppia di foto di un fiore, a causa della distanza maggiore del punto di ripresa, la differenza si attenua. Insomma...questo 24-120 si preannunzia un obiettivo indicatissimo anche per il close-up fotografico, fin quasi alle soglie della macro, partendo già da un ottimo RR di 1:2,56 naked... Dotato di una ampia gamma di diaframmi, da f/4 a f/22 che consentono di includere al soggetto lo sfondo oppure di escluderlo, quasi del tutto, giocando sulle focali mediotele ampliare il quadro con i suoi 24mm incisi a mio parere, tanto quanto quelli del fisso f/1,8... giocare con la macrofotografia vagante, grazie all'interposizione di un semplice tubo di prolunga da 11mm (oppure di una lente acromatica da 3 diottrie) Lascio ai successivi test che vedrete pubblicati su Nikonland anche da parte degli altri redattori, di descrivere ulteriori potenzialità. Rispetto al tema posto dal titolo di questo articolo, avrete notato che manca del punto interrogativo finale: perchè questi due zoom sono due facce differenti della stessa bellissima realtà che è l'attacco Z di Nikon, al giorno d'oggi: Sceglierà il 24-200/4-6,3 chi ha bisogno nello sport e in natura di quei mm di focale che distinguono un mediotele da un teleobiettivo chi necessiti di uno stabilizzatore nell'ottica per gestire a mano libera in available light focali che necessitino di mano ferma, con tempi lunghi di esposizione chi ha già a corredo accessori da macro, come i tubi e le lenti, per compensare il focus breathing che riduce alla distanza minima di maf la focale di questo zoom chi voglia risparmiare quei duecento euro della differenza di prezzo, senza perdere in qualità e nitidezza Sceglierà il 24-120/4 chi abbia una fotocamera col sensore stabilizzato chi, fuori dalle categorie precedenti, non desideri leggere sui valori a TA numeri come f/5,6 e peggio chi sia interessato al mediotele da ritratto classico (penso ai fotografi da cerimonia, per i quali questo zoom sarà un portento) chi voglia implementare le focali del suo Z 24-70/4 senza perdere l'apertura costante, migliorando su tutti i fronti qualitativamente chi cerchi uno zoom per la macrofotografia da campo: eccolo ! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
    12 points
  7. La luce, e le ombre che questa produce, in fotografia sono gli ingredienti principali. E' una sorta di legge universale, un assunto di una banalità assoluta, ma nonostante questo è frequentemente sottovalutato. In particolare da chi fa fotografia naturalistica sul campo che, anzi, spesso dichiara, di fronte alla difficoltà di imparare a gestire nuovi strumenti, di fotografare tassativamente in luce naturale. Arrivandone quasi a farne un vanto. Qui su Nikonland, invece, siamo piuttosto curiosi e, appena possibile, ci piace sperimentare nuovi giocattoli. Oggi vi racconto di due di loro: - Flash Godox AD100Pro, molto noto e trattato già dalla sua uscita qui su Nikonland (Es. questo articolo di Max Aquila). Io lo comando con l'XPro. - Speedlite Softbox Neewer, che è invece una novità qui da noi (e che ho comprato su Amazon per 32€, in bundle con un'altro diffusore del quale parleremo in futuro). Scopo di questo articolo, quindi, è illustrare le caratteristiche di questo kit che, nelle mie uscite sul campo di queste settimane, ho soprannominato "il mio sole personale". Il Godox AD100Pro l'ho scelto su consiglio dei colleghi di redazione. Il solito ottimo consiglio made in Nikonland! In realtà, nell'uso che illustrerò in questo articolo, altri flash - purché piccoli, leggeri, maneggevoli, potenti, regolabili ed utilizzabili off shoe su un piccolo treppiede - potrebbero sostituirlo. Ma lui funziona veramente bene e quindi, se si decide di comprarlo apposta per questo scopo, lo consiglio vivamente. Relativamente al flash, sottolineo un punto fondamentale: non va montato sul contatto caldo della macchina. Il motivo? È semplicissimo: luce ed ombre. La luce di fronte, quella cioè che colpisce il soggetto come se arrivasse esattamente dalle spalle del fotografo, è la più noiosa che ci sia. Per me, sostanzialmente, non vale la pena di affrontare questo tema senza mettersi subito nella condizione di poter decidere, ad ogni immagine, da dove vogliamo che la luce colpisca il soggetto. L' AD100Pro è perfetto: non può essere montato sul contatto caldo! Questo, invece, il diffusore, con le sue dimensioni. Qui lo vedete montato su un flash cobra, piegato per concentrare la luce realizzando uno snoot o diffonderla, con un'angolo ed una intensità totalmente definibile dal fotografo in quanto, per effetto dei fili di metallo che ha sul dorso, si può piegare a piacere. Come vedete è un oggetto veramente semplice e costruito con un principio piuttosto ingegnoso. Per capire come usarlo, prima di uscire sul campo, ho fatto alcuni scatti di prova sul tavolo della cucina, ad un pupazzetto. Iniziamo con la sola luce naturale. Come vedete, non c'è profondità, mancano ombre e luci che rendano tridimensionale il soggetto. E poi siamo a 5600ISO. Insomma, una schifezza. Ma il sottobosco in dicembre ha sostanzialmente questa stessa luce, qui in Lombardia. In ogni caso, chi ha provato sa che, nel bosco, è comunque sempre meglio una giornata nuvolosa, per evitare sfondi bruciati dalla luce. Z6II su 105/2.8MC 1/60 f4 ISO5600. Ed allora entra l'AD100Pro. Se lo uso da solo (prima immagine) o con il suo piccolo dome (seconda) ottengo questo: Il dome è troppo piccolo per questo uso (mentre credo che fotografando in un appartamento o in un locale ed usando la riflessione su muri o soffitto abbia molto da dire, ma quello è un altro discorso). Comunque, abbiamo risolto il problema degli ISO (ora siamo a 100), ma ne abbiamo introdotto un'altro: la luce è troppo dura. Eccoci al Softbox, che sulle prossime 2 immagini ho messo in bandiera, con due diverse "pieghe" ed orientamenti. Nella prima ho tenuto un allineamento a 90° rispetto all'inquadratura, per generare una luce solo leggermente diffusa, più drammatica, mentre nella seconda l'ho avvicinato e ripiegato in modo che la luce cadesse con un angolo di circa 60° e da sopra. Ora ci siamo, finalmente abbiamo modellazione e tridimensionalità. E, pur essendo il nostro amico fatto in plastica lucida, nessun particolare riflesso. Ma le possibilità sono quasi infinite. Di seguito inizio con uno snoot (che poso sagomare sia per essere rotondo che per fare "lame di luce" verticali o orizzontali) e proseguo con un'ampia gamma di diffusioni. Per vederne meglio una, prendiamo questa: E sul campo? beh, facilissimo! Questi alcuni esempi dei set che ho messo in piedi nel bosco vicino casa: Vedete, la capacità di piegarlo è impagabile perché si dispone di infinite possibilità di regolazione della luce, rendendola perfettamente funzionale all'effetto che si vuole cercare. Quindi, alcune foto da quel set, ovviamente tutte illuminate dal "mio sole"! Le prime due immagini sono ottenute senza nemmeno muovere la macchina, solo variando la diffusione del flash ed il mix di luce artificiale/ambiente. Z6II su 105/2.8MC 1/5s f16 ISO 100 Z6II su 105/2.8MC 1/15s f16 ISO 100 - I puntini sono polvere sulla lente frontale del 105 macro in questa ripresa 100% controluce e senza paraluce. Bello o brutto dipende dai gusti, ma mi hanno fatto venire un'idea..... che esplorerò in futuro. Z6II su 40/2+con tubo di prolunga da 18mm 1/20s f11 ISO200 Z6II su 40/2+con tubo di prolunga da 18mm 1/100s f2 ISO100 Z6II su 105/2.8MC 1/4s f16 ISO100 Z6II su 105/2.8MC 1/10s f16 ISO100 Z6II su 105/2.8MC 1/10s f11 ISO100 Z6II su 105/2.8MC 1/40s f8 ISO400 Quindi credo che sia chiaro che le possibilità aperte da questo kit siano praticamente illimitate. Non vedo l'ora che sia primavera/estate, per disporre di soggetti più interessanti di questi funghetti tardivi. Ma sapete come si dice, prima ti alleni e poi fai la gara! Massimo per Nikonland (C) 2/1/2022
    12 points
  8. Presupposto: fotografo, non per caso, non talvolta, non solo negli spazio di tempo libero. Perchè posso pure fare anche un altro lavoro, ma se compongo un il portfolio è perchè tengo a precisare che quella è e sarà la mia strada, il mio traguardo. In quello ripongo ogni mio desiderio. E' la mia ragion d'essere qui ed ora. Opportunità: non è un album di fotografie, non un libro fotografico dell'anno trascorso, non per forza le immagini contenute sono omogenee per soggetto, ma certamente sono un percorso che possa suggerire a chi le osserverà, si interrogherà, le valuterà, chi sia il fotografo che glielo sta porgendo. Motivo per cui il portfolio è una potentissima arma che non può essere esibita a chicchessia, ma deve essere messa allo scoperto quando il soggetto cui lo si voglia mostrare sia nella condizione e disposizione d'animo di considerarlo appieno. Non avremo molte di queste opportunità, non sono tante le persone degne di questo onore, quindi dobbiamo giocarcele bene. Portiamo il portfolio a chi possa amare il nostro progetto, non ad un nome qualsiasi: dobbiamo sapere chi sia la persona cui ci stiamo aprendo, tanto bene da desiderare che sia Lui a guardarlo il nostro portfolio. Non si fa la fila per andare dalla persona sbagliata, neppure quando si sceglie un medico, figuriamoci portando il bene più caro della nostra vita. Contenuto: inutile mettere insieme solamente le migliori dieci/venti/trenta foto della nostra vita. Bisogna costruire quel percorso di cui sopra, quel progetto, che partirà da un momento, da un posto, da un soggetto, per poi evolversi e parlare di tutto il resto di ciò che meriti essere raccontato di noi come fotografi. La forma si avvicini quanto più possibile alla sostanza: ogni immagine sia stampata al meglio delle possibilità e valorizzata da un passepartout adeguato a scomparire quanto basti per fare eccellere la foto al cui servizio è utilizzato. Sia che si tratti di una presentazione in forma cartacea, (a mio vedere preferibile, per non sottrarre la sensazione tattile alla valutazione globale) sia in forma digitale, le immagini vanno gestite in modo tale che sia possibile al tempo stesso isolarle l'una dall'altra, tanto quanto affastellarle insieme per comprenderne, ove ce ne siano, gli accostamenti possibili. Sia che si tratti di un racconto che si esaurisca in una serie contenuta (tre-sei-nove fotogrammi) sia che si tratti di un racconto che ricominci diverso per ognuna delle immagini che del portfolio facciano parte. E che alla fine del racconto, torni dentro un contenitore, fisico o elettronico che sia, per rimandare il segno che l'operazione sia finita: nel tempo e nello spazio. Motivazioni: spiegare all'altro della nostra formazione e tensione mentale verso l'atto del fotografare. Il nostro rispetto per i canoni che fanno parte della nostra modalità espressiva. La capacità che abbiamo acquisito nel tempo che abbiamo avuto nel praticare, di spostarci da un modo ad un modello, da una idea alla sua realizzazione. Da un'ispirazione alla sua metabolizzazione in forma anche diversa dal pensiero originario. La nostra evoluzione fotografica è parte di noi e col portfolio stiamo per confessarla a chi abbiamo scelto per ciò. Nel momento in cui verrà giudicato saremo chiamati a ...tacere, facendo parlare per noi le nostre immagini: una delega importante che va conferita a fotogrammi opportunamente scelti, trattati, mostrati. Effetto: ovviamente quello che desideriamo che accada. Non è per vanto che si compone il portfolio: ma per affiancare nell'unico modo che possa avvalorare le infinite sciocchezze che siamo invece in grado di scrivere su due pagine di curriculum vitae... con le foto ! Max Aquila per Nikonland 2022 (le foto utilizzate sono prese dal web e pertanto sono salvi tutti i diritti di riproduzione ed utilizzo)
    7 points
  9. Perché ha un nuovo motore immerso in un elettromagnete ... E usa campi magnetici anziché ingranaggi. Consegna dopo fine febbraio 2022 a $ 13.995 2950 grammi, circa 5000 euro al chilo ... 156mm x 380mm Note : La dispersione della luce è nemica della nitidezza. Il NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S lo contrasta con sei elementi speciali dell'obiettivo: due elementi in vetro ED (Extra-low Dispersion) e uno Super ED, due elementi leggeri in fluorite (FL) e un elemento rifrattivo a lunghezza d'onda corta (SR) . Le frange di colore, il coma e l'aberrazione cromatica sono quasi eliminate. nuovo motore a bobina mobile Silky Swift (VCM) di Nikon utilizza magneti anziché ingranaggi per spostare i gruppi di messa a fuoco dell'obiettivo. Questo design offre contemporaneamente una maggiore velocità iniziale, una maggiore precisione e il funzionamento più fluido e silenzioso di qualsiasi sistema di trasmissione AF Nikon. Inoltre, le vibrazioni all'interno del meccanismo sono state ridotte con un'innovativa barra di guida e uno spazio minimo tra le parti mobili, consentendo la massima velocità durante l'autofocus. **** Pagina di presentazione di Nikon.it **** THE NIKKOR Z 400mm f/2.8 TC VR S: un nuovo picco di prestazioni per gli appassionati di sport, azione e fauna selvatica L'ultimo super teleobiettivo S-Line di Nikon copre le distanze con una qualità dell'immagine mozzafiato e un moltiplicatore di focale 1,4x integrato MELVILLE, NY (18 gennaio 2022) – Oggi Nikon ha annunciato il NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S, un super teleobiettivo a focale fissa ad alte prestazioni per il sistema Nikon Z. Questo veloce obiettivo S-Line arriva giusto in tempo per completare il potenziale inarrestabile della Nikon Z 9 e apre possibilità creative per i professionisti che fotografano sport e fauna selvatica dove non c'è spazio per compromessi su portata estrema e incredibile nitidezza. “Gli ingegneri di Nikon continuano a portare nuovi ed entusiasmanti progressi ai creatori di immagini e ai professionisti che lavorano. Subito dopo la straordinaria risposta alla Z 9, l'obiettivo NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S è dotato delle ultime tecnologie derivanti dalla nostra esperienza nell'ingegneria ottica", ha affermato Jay Vannatter, Executive Vice President, Nikon Inc. "I clienti per questo l'obiettivo spesso si trova in situazioni in cui non c'è una seconda possibilità per fare uno scatto; questo obiettivo sfrutta appieno le nuove tecnologie rese possibili dall'innesto Z e offre ai fotografi professionisti un vantaggio per catturare il momento decisivo con una qualità dell'immagine straordinaria, con qualsiasi tipo di luce". Il NIKKOR Z 400 mm f/2.8 TC VR S ha capacità di rendering senza precedenti, combinate con una miriade di nuove tecnologie ottiche che migliorano la qualità dell'immagine e le prestazioni. Questo obiettivo è dotato di un'apertura f/2.8 costante che offre capacità stellari in condizioni di scarsa illuminazione, nonché un bellissimo bokeh e l'isolamento del soggetto dallo sfondo. Per una portata estesa, questo è il primo obiettivo NIKKOR Z a utilizzare un moltiplicatore di focale 1,4x integrato per aumentare istantaneamente la lunghezza focale a 560 mm. Questa funzione consente ai fotografi di adattarsi senza problemi mentre un atleta si muove verso il basso o di catturare scatti ambientali e ravvicinati della natura senza cambiare obiettivi o posizione. Il NIKKOR Z 400mm f/2.8 TC VR S è l'obiettivo più leggero del suo tipo, progettato con un bilanciamento superbo, controlli intuitivi e protezione dagli agenti atmosferici adatti per l'uso professionale. Questo obiettivo è anche il primo a utilizzare le tecnologie ottiche di recente sviluppo di Nikon, come il Silky Swift Voice Coil Motor 1 (SSVCM), che consente un AF ad alta velocità e precisione con un funzionamento quasi silenzioso. Questo nuovo obiettivo S-Line presenta anche il nuovo rivestimento Meso Amorphous di Nikon, che offre le più elevate capacità antiriflesso nella storia di NIKKOR. Caratteristiche principali del NIKKOR Z 400mm f/2.8 TC VR S: Un moltiplicatore di focale 1,4x integrato consente un passaggio rapido e senza interruzioni da una lunghezza focale di 400 mm a una 560 mm, utilizzando un interruttore posizionato convenientemente vicino alla mano destra dell'operatore della telecamera. L'aumento della lunghezza focale può essere effettuato senza modificare la postura per evitare di disturbare la fauna selvatica, riducendo al minimo l'intrusione di polvere spesso associata all'assemblaggio del moltiplicatore di focale convenzionale. Per una portata ancora maggiore, l'obiettivo accetta anche i TELECONVERTITORI Z TC-1.4x e TC-2x per una portata massima rispettivamente di 784 mm e 1120 mm. L'obiettivo più leggero del suo tipo con un moltiplicatore di focale incorporato , con un peso di circa 6,5 libbre (2950 g), che è quasi due libbre più leggero (circa il 20% in meno) rispetto al NIKKOR AF-S 400 mm f/2,8FL ED VR. L'uso di elementi in Fluorite contribuisce anche al suo peso ridotto. Il rivestimento Meso Amorphous di nuova concezione offre le migliori prestazioni antiriflesso nella storia degli obiettivi NIKKOR. Indipendentemente dalle direzioni della luce incidente, questo nuovo rivestimento avanzato offre un effetto antiriflesso superiore a quello di Nano Crystal Coat, sopprimendo notevolmente le immagini fantasma e i bagliori causati dalla luce incidente da varie direzioni. Il nuovo SSVCM consente un controllo AF rapido, estremamente preciso e silenzioso ed è ottimizzato per spostare elementi di grandi dimensioni con la massima precisione. L'SSVCM funziona in combinazione con un nuovo meccanismo di guida che consente agli elementi di muoversi agevolmente, aumentando ulteriormente la precisione. La costruzione dell'obiettivo è composta da 25 elementi in 19 gruppi; due elementi in vetro ED, un elemento in vetro super-ED, due lenti leggere alla fluorite e un elemento lente SR sono incorporati nella formula ottica, contribuendo a compensare efficacemente le aberrazioni, inclusa l'aberrazione cromatica. La riduzione delle vibrazioni (VR) incorporata fornisce fino a 5,5 stop di compensazione 2 , anche quando è in uso il moltiplicatore di focale integrato. Synchro VR è disponibile se abbinato alla Nikon Z 9. Progettato con un robusto corpo in lega di magnesio e una robusta tenuta agli agenti atmosferici su varie parti, comprese le parti mobili del barilotto dell'obiettivo e una guarnizione in gomma attorno all'innesto dell'obiettivo, garantendo prestazioni superiori a polvere e gocciolamento 3 . Inoltre, sulla superficie dell'elemento frontale viene applicato uno strato di fluoro con prestazioni antivegetative, che respinge le gocce d'acqua e la polvere. Offre più pulsanti funzione personalizzabili , tra cui una ghiera di controllo e una nuova ghiera Fn che può richiamare rapidamente una posizione di messa a fuoco con la funzione di richiamo della memoria. Prezzo e disponibilità L'obiettivo NIKKOR Z 400 mm f/2,8 TC VR S sarà disponibile a fine febbraio 2022 a un prezzo di vendita consigliato (SRP) di $ 13.999,95 * . Il firmware per le telecamere deve essere aggiornato alle ultime versioni disponibili prima dell'uso. Un nuovo attuatore del sistema di trasmissione AF che combina un motore a bobina mobile (VCM) e un meccanismo di guida sviluppato da Nikon. Il motore della bobina mobile è un motore in cui una bobina si scambia in un forte campo magnetico creato da un forte magnete. Avvertenza: non utilizzare questo prodotto se si dispone di un pacemaker o si utilizzano altri dispositivi medici. I magneti in questo prodotto potrebbero causare il malfunzionamento dei dispositivi medici. Basato sullo standard CIPA. Questo valore si ottiene quando è collegata a una fotocamera con sensore full frame (formato Nikon FX), con la funzione VR della fotocamera impostata su “NORMALE”. La completa resistenza alla polvere e al gocciolamento non è garantita in tutte le situazioni o in tutte le condizioni. *SRP (Suggested Retail Price) indicato solo come suggerimento. I prezzi effettivi sono stabiliti dai rivenditori e sono soggetti a modifiche in qualsiasi momento.
    6 points
  10. Grazie a Nikon Z, abbiamo a disposizione tutto ciò che vogliamo, ormai... Dopo tante richieste di ottiche DX, Nikon ci ha presentato un 18-140mm che ci ha fatto dapprima sussultare: quella luminosità, così critica (f/3,5-6,3) faceva pensare ad un entry level di qualità indefinibile, bassa. Invece abbiamo riscontrato trattarsi dell'alter ego in DX del 24-200 di due anni fa, che tanto successo ha avuto anche tra le pagine e gli utenti di Nikonland: in pratica si tratta di uno zoom 27-210mm equivalente (considerato il rapporto 1,5 DX) e dalla luminosità quindi analoga al fratellone FX. Del quale 24-200 abbiamo decantato ampiamente le doti di ripresa a distanza ravvicinata, in più articoli, miei e del Prof. (in materia) Silvio Renesto, tutti entusiasmanti ed induttivi: in molti dei nostri lettori abbiamo probabilmente trasmesso il desiderio di fare proprio quell'obiettivo, dunque, specie in chi, avendo a disposizione corpi FX e DX, con un solo zoomone ha potuto colmare ogni esigenza al riguardo. Ma diverse persone, pur solamente utenti DX con le Z50 e le vendutissime Zfc, hanno acquistato oppure vorrebbero acquistare uno zoom all-in-one, per avere un unico obiettivo da portare in gita o appresso in città: utile per tutti i generi, dalla street, al ritratto, alla fotografia ravvicinata, quasi macro. In questo articolo metto a paragone i due zoomoni Z su questo piano, quello del close-up condotto con tubi di prolunga AF, purtroppo di terze parti, dato che Nikon non ne ha mai prodotti, colpevolmente. Gli ultimi strumenti di questo genere sono di epoca AiS, ossia ben prima delle prime fotocamere AF del 1985. ecco due semplicissimi tubi di prolunga da 11 e 18mm di spessore, che sevono ad allontanare l'obiettivo dalla baionetta, (mantenendo la trasmissione elettrica di tutte le funzioni) per aumentare il Rapporto di Riproduzione dell'obiettivo dietro il quale vengono applicati, da soli o in coppia. Ricordiamoci che, al contrario che con le lenti addizionali, i tubi di prolunga chiedono luce all'obiettivo, quindi è buona norma usare sempre e soltanto quello dello spessore adatto alle proprie esigenze. E iniziando da quello di 11mm vediamo la resa del soggetto con i due zoom: ecco il 18-140mm a 140mm e distanza minima di maf, parecchio diminuita col tubo da 11mm rispetto quella standard da 0,4m alla massima focale ecco invece il 24-200mm a 200mm alla minima maf di 70cm di questo zoom... decisamente maggiore il campo inquadrato e di conseguenza proporzionalmente inferiore il RR Come è possibile quindi che a 200mm un obiettivo fornisca una proporzione degli oggetti inferiore a quella di un altro obiettivo a 140mm? Ne abbiamo parlato più volte, è effetto del Focus Breathing, ossia della diminuzione di focale reale di uno zoom allo spostarsi verso la minima distanza di maf, per effetto dello spostamento dei gruppi ottici interni, che in molti zoom porta a risultati di questo genere... Evidentemente il 18-140mm DX ha un focus breathing inferiore a quello dell'altro zoom, il quale, se riportato a focali più corte può addirittura ottenere un RR superiore, come visibile in quest'altro fotogramma, scattato col 24-200 alla minima maf a 35mm Ecco quindi la dimostrazione dello spazio inquadrato dai due zoom col tubo da 11mm, alla loro massima focale: Z 24-200mm + tubo 11 @200mm: 61mm che fratto ai 24mm del lato lungo nel formato DX, produce un RR da 1:2,56x Z 18-140mm + tubo 11 @140mm: 47mm che fratto ai 24mm del lato lungo nel formato DX, produce un RR da 1:1,96x Che utilizzando sul 18-140 il tubo più spesso, quello da 18mm, aumenta ulteriormente: Z 18-140mm + tubo 18 @140mm: 41mm che fratto ai 24mm del lato lungo nel formato DX, produce un RR da 1:1,72x Ancora, utilizzando invece dei tubi di prolunga delle semplici lenti addizionali, come le mie amate Nikon acromatiche 5T (+1,5 diottrie) e 6T (+2,9 diottrie) entrambe da 62mm di diametro, quindi ideali per il 18-140 (mentre il 24-200 vuole filtri da 67mm), ecco il risultato in termini di RR con la 5T =5cm su lato da 24mm, quindi RR 1:2 con la 6T... solo 4cm per un RR da 1:1,66 addirittura superiore a quello ottenibile col tubo da 18mm... Ovviamente la differenza tra i due zoom diventa chiara e sensibile alla minima distanza di maf, ma è del tutto inavvertibile alle distanze maggiori, fin dove gli ausilii come tubi di prolunga o lenti addizionali, consentano la messa a fuoco (normalmente si perde l'infinito). La resa dei due zoom è comunque superba anche in queste condizioni di ripresa. Del 24-200 ci sono già tante foto sul sito, tra le quali quelle in questo mio articolo Col 18-140 mi sto divertendo a fare molto still life, almeno finchè non smetterà di piovere... San Giorgio uccide il Drago in una sterlina d'oro del 1981 18-140 + tubo da 11mm @140mm t/30 f/11 la stessa ripresa, ma col tubo da 18mm @140mm t/30 f/11 qua invece, a tutto fotogramma (ma si poteva ingrandire ancora di più) col tubo da 18mm + lente addizionale da 1,5 diottrie @140mm t/30 f/11 ecco la sterlina ripresa col 24-200 + tubo da 11 a minima maf, @ 200mm t/160 f/11 (una bella differenza dimensionale, per chi voglia fare riproduzione di originali) questo è uno stacking di quattro fotogrammi, mettendo a fuoco su altrettanti punti, per lasciare tra il fusto della penna e la scatola un pò di sfuocato questa invece è uno scatto singolo del 18-140, a 140mm f/36 t/6 (questo zoom arriva addirittura a f/39 alla massima focale) Le seguenti, variazioni sul tema, sempre alla massima focale di questo bell'obiettivo zoom Normale che i colori splendidi che questo obiettivo consente, vadano valorizzati con i soggetti deputati e a tutte le focali dello stesso... Non resta che dare i consigli più opportuni per chi sia incerto sull'acquisto di uno dei due zoom: Comprerà il 18-140 chi ha intenzione di usare solo corpi macchina DX e non ha bisogno di arrivare ai 300mm-eq dell'altro zoom chi ha molto interesse per close-up, still life, macro e vuole ottenere il RR migliore possibile alla focale massima chi vuole risparmiare la differenza di prezzo, abbastanza rilevante che separa i due zoom chi ha necessità di usare il minimo dello spazio possibile per una attrezzatura da gita/viaggio chi voleva un obiettivo DX per la sua Z comprerà il 24-200 chi ha necessità di fotografare anche tra i 210 ed i 300mm-eq che avvantaggiano questo zoom chi fa un utilizzo occasionale di fotografia di still life e close up chi non abbia bisogno di un solo obiettivo sulla macchina, magari sommando questo zoom all'ottimo 16-50mm Di fatto, ci stiamo via via accorgendo che da Z-mount in poi, Nikon non sbaglia mai un colpo: anche questo zoom, nonostante il prezzo più che accessibile è un best-buy ! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2022
    4 points
  11. Scopo di questo articolo è stimolare ad uscire dalla propria confort zone, dalle fotografie fatte e rifatte, che delimitano il nostro ambito fotografico preferito. Ma anche, mentre ci si sta impegnando in una sessione fotografica, a spingere, a provare... a migliorare il modo in cui si fotografa il soggetto che si ha davanti. Entrambi, secondo me, sono percorsi validi per crescere come fotografi. Certo, non sono gli unici, ed anzi probabilmente sono i meno praticati perché, ben più comunemente, si cerca di perfezionare quello che si sa già fare mirando a farlo sempre meglio. Ma, ad un certo punto, ci si trova contro un muro, a volte tecnico e a volte creativo, che ci sbarra la strada. Ed allora, che c’è di meglio, almeno per un po’, di prenderne un’altra? Per sviluppare ed illustrare il concetto, racconterò dell’esperienza fatta questa mattina al parco vicino casa, dove sto andando, da qualche settimana, a fotografare i funghi. Perché i funghi? Beh, sono un soggetto facile da trovare, almeno nella stagione giusta, non scappano, non si muovono se c’è vento ma anzi, stanno li e molto pazientemente lasciano giocare il fotografo. Di più, almeno a mio gusto mediamente non sono dei bei soggetti, almeno quelli che trovo di solito. E quindi per fare una “bella foto” occorre metterci del proprio, cercando la migliore situazione, la luce giusta, componendo bene… e via dicendo. Il mio obiettivo è piuttosto ambizioso: imparare a fotografare la macro con i flash. A fare qualche macro ho iniziato “grazie” al lock-down della scorsa primavera, con il 70-200 ed una lente diottrica. Mi sono divertito - apprezzando il fatto che è insieme divertente, creativo e complicato - ed ho deciso di investirci sopra, acquistando alcuni mesi fa il nuovo 105/2.8S MC e, ad inizio settimana, un flash Godox AD100Pro. Quest’ultimo sia perché la luce in dicembre nel sottobosco del parco del Ticino è raramente interessante sia perché la sua gestione è un elemento indispensabile. Ma, e questo è secondo me particolarmente interessane, anche per ibridare fotografia di natura e di studio: ho deciso di provare ad impiegare quello che ho imparato da Mauro e Ross sulla luce flash. Esattamente come cerco di ibridare fotografia di animali e paesaggio con i miei animalscapes! Dopo questa interminabile introduzione, ecco la prima foto. Questo è il fungo che ho trovato nella mia passeggiata. Ho impiegato ben più tempo rispetto all'ultima volta: temo che la stagione dei funghi sia proprio in fondo! Tra l’altro, io speravo di trovare tutto un po’ bianco e ghiacciato per la nevicata di ieri – situazione speciale per i funghi - ma evidentemente nella notte ha piovuto. Z6II su 105/2.8S MC 1.3" F16 ISO100 La foto è piuttosto banale, nonostante il fatto che ho cercato di stare basso, almeno quanto mi ha consentito il treppiede a gambe completamente aperte. Ma visti i dati di scatto c’è poco da fare, il treppiede mi serve. O no? Vedremo… Intanto, guardando bene, vedo che non ho un soggetto ma 2! Si, perché sul gambo del fungo c’è una specie di moschina. Insomma, funghi e mosche… Mi dedico innanzi tutto alla mosca: Così non va: non risalta e, usando il treppiede, non c’è modo di averla parallela al sensore, la macchina è troppo alta. Ok, è il momento di tirar fuori il flash nuovo! E di sporcarsi i pantaloni… Questo il primo tentativo. Z6II su 105/2.8S MC 1/60 F5.6 ISO800 flash Godox AD100Pro Forse va meglio, ma ancora non ci siamo. Però capisco che sto andando nella direzione sbagliata. L’interesse deriva dalle ali e dalle goccioline. Per cui occorre rivedere completamente quello che sto facendo: devo stare parallelo al soggetto, andare al massimo in controluce sulle ali e produrre un bel contrasto tra luce ed ombra per dare dinamica e movimento all’immagine. Insomma, tra il dire ed il fare ci sono voluti più di 50 scatti… Ma questo è il risultato: Z6II su 105/2.8S MC 1/100 F16 ISO800 flash Godox AD100Pro Ed ora il piatto forte: Il fungo. Z6II su 105/2.8S MC 1/30 F11 ISO900 Proseguo da dove ero arrivato, cioè dal controluce. Questa è l’immagine fatta senza flash, di nuovo piuttosto piatta. Ma con il flash si può drasticamente cambiare il rapporto di forza tra la luce sul primo piano e quella sullo sfondo - semplicemente agendo sul tempo di scatto, sugli ISO e sulla potenza flash. Inizio quindi a giocare con queste variabili e, dopo una trentina di scatti sono qui: Z6II su 105/2.8S MC 1/30 F22 ISO800 flash Godox AD100Pro Ed estremizzando il concetto, qui: Z6II su 105/2.8S MC 1/100 F8 ISO200 flash Godox AD100Pro La sintesi? Quando fotografate, non fermatevi al primo scatto ma cercate di “lavorare” il soggetto, di capire come farlo rendere al meglio attraverso la comprensione di cosa non funziona nella fotografia appena fatta. Nel farlo credo proprio vi divertirete e, se avrete raccolto la sfida di fotografare qualcosa di diverso o in un modo diverso, magari aperto una strada nuova alla vostra crescita come fotografi. Tra l’altro, cercare nuovi modi di usare nuovi strumenti è una cosa particolarmente stimolante in questo periodo di transizione! Queste foto? Il loro scopo è unicamente quello di illustrare un pezzo di strada, percorsa cercando di "far rendere il soggetto" ed usare due, per me, nuovi strumenti. Nessuna pretesa di dire che i risultati ottenuti siano particolarmente buoni in senso assoluto, ma sono piuttosto fiducioso che quelli arriveranno con applicazione e metodo! E tu? "lavori" i tuoi soggetti? pensi mai alla tua crescita come fotografo? scrivilo sotto, così ne possiamo parlare!!! Massimo per Nikonland (c) 9/12/2021
    3 points
  12. questa è la mappa degli obiettivi Nikkor Z aggiornata al lancio del 400/2.8 TC di ieri. Compare il nuovo 28-75/2.8, nei negozi in questo momento, che è più compatto del 24-120/4 ... mentre l'800mm già svelato a metà dicembre adesso è inserito nella sua forma finale. A testimonianza che è pronto e facilmente sarà tra i prossimi annunciati ufficialmente (per ora è solo in stato di "sviluppo" qualunque cosa significhi nella realtà ...) e che è ... più grande di quanto sembrasse prima in silouette. Ovviamente adesso c'è anche la Z9 nella parata di corpi Nikon Z. Restano oscurati perchè non ancora annunciati : 26mm FX 24mm DX 12-28 DX 85mm FX 200-600mm 600mm FX 400mm FX "compatto" in totale, teleconverter esclusi, ci sono 34 obiettivi nella mappa. I manager Nikon ne avevano promessi "una trentina" entro il 31/3/2022. Mentre gli altri entro il 31/3/2023. Ovviamente, come ci dimostra il lancio a sorpresa del 28-75/2.8, senza né rumors né anticipazioni, le sorprese non mancheranno. Anche perchè ci hanno abituati male sinora ... mentre i progettisti dei teleobiettivi, al lancio del 100-400, hanno anticipato che tutti i tele della mappa saranno lanciati in sequenza.
    2 points
  13. Non è un passaggio di testimone, quello dell'immagine del titolo, tra 16-50 e 18-140 DX, perchè fatte salve le differenze di focale minima i due zoom DX trans standard sono funzionali a due differenti corredi: il 16-50 in quello di chi aggiungerà uno zoom tele oppure un fisso per andare in giro mantenendo il sottile piacere di cambiare ottica tra un'inquadratura e l'altra, mentre il 18-140 andrà nella fondina di chi ama avere tutto ciò che gli serva in unico obiettivo, magari perchè considera il pericolo di polvere e sabbia, sempre in agguato specie quando la fotocamera si porti in giro in vacanza, oppure perchè destinato a fotografare attività specifiche, come quelle ludiche o sportive dei bambini in famiglia, le feste comandate, il bel panorama, sempre a disposizione, grazie al peso di pochi etti dentro il quale si rendono disponibili focali nel range di 27-210mm-equivalenti. Oltrepassando Ruggero Settimo effigiato in statua davanti al teatro Politeama di Palermo, in un spazio contenuto davanti al suo ingresso, questo zoom consente inquadrature effettivamente molto diverse tra loro, 18mm 48mm 100mm 140mm e sempre con la stessa qualità impeccabile, rispetto le precedenti realizzazioni per reflex entry level, cui questo obiettivo NON deve assolutamente essere paragonato, appartenendo a tutt'altra classe in termini di nitidezza, contrasto, distorsione, correzione cromatica. Ecco...ho già detto tutto? No: manca il fatto che scattando con lo Z 18-140DX non ho provato alcun bisogno di posarlo per tornare ad usare i miei più costosi obiettivi Z, destinati alle top ML del marchio. Mi pare visibile inoltre, come pur in questo periodo meteorologicamente non bello, non appena venga fuori un raggio di luce, questo zoom se ne impadronisca e realizzi fotografie che andranno a riempire l'album dei ricordi dei suoi proprietari, lasciandoli soddisfatti della scelta low-end effettuata all'acquisto. Diventerà quindi difficile per Nikon convincerli a comprare dell'altro...se questo possa essere considerato un difetto di quest'ottica. Che ho voluto mettere in difficoltà inquadrando soggetti fuori dalle regole auree che riguardino i grandangolari, ma rimanendo comunque più che contento dei risultati ottenuti (di teatro in teatro, qui al Massimo) (questa e la successiva scattate per caso a t/15 a mano libera, senza minimo accenno di mosso: ottimo VR) a parte la distorsione prospettica, derivata dall'inclinazione delle fotocamera, io di gravi indizi di distorsione ai bordi non ne vedo: merito certamente anche delle correzioni automatiche dei sw di sviluppo, che in questa nuova fase della fotografia, ci stanno rendendo certamente la vita più serena. passare da una focale all'altra è facile, silenzioso e super efficiente, grazie anche alle qualità dinamiche della mia piccola Z50. La gente è confidente, grazie anche alla pratica ormai frequente che ho di scattare ad altezza della pancia, a monitor basculato e servendomi dei sistemi di eyeAf sempre più affidabili, grazie agli opportuni aggiornamenti fw delle nostre Nikon Z. E' quindi un obiettivo ideale per praticare la fotografia di street, se intesa come reportage occasionale delle nostre passeggiate in città cui difetta uno stop di luminosità massima per diventare perfetto, ma questo è il giusto compromesso per tenere basso il suo costo, come parallelamente sul catalogo FX è il 24-200 f/4-6,3 del quale questo zoomino/zoomone è chiaramente l'analogo in DX. Stessa disponibilità alla distanza ravvicinata di quell'altro... con uno stacco tra i piani buono anche a diaframmi medi come f/8 in queste immagini nemmeno tanto differente dalla massima apertura alla focale in questione (45mm), di f/4,8 pienamente descrittivo (come deve essere) anche nelle inquadrature di insieme da cui poi transitare a quelle in dettaglio Così come ineccepibile nelle riprese a forte distanza, dove, giocando con esposizione e contrasti luminosi, non si rimpiangono ottiche più quotate e luminose... ...inaspettatamente, direi. Ma pare ci si debba continuare a stupire di ogni uscita del mondo di oZ Neppure le riprese in ombra o controluce indiretto gli provocano fastidio in termini di flare o ghosts, apparentemente inesistenti ormai... (crop esagerato della precedente immagine, per notare la texture raffinata di questa ottica entry level) (qua un colpetto di flash di rischiaramento. 140mm) davvero notevole anche la gestibilità del contrasto in controluce In interni si comporta altrettanto bene, sia in luce naturale sia da obiettivo di backstage, come l'ho utilizzato talvolta in questi giorni, aiutato anche dalla bellissima e morbida luce realizzata con appositi illuminatori e softbox certamente qua i soggetti aiutano non poco... così come dove aiuta la luce, questo zoom ...ripaga Alla fine di questo percorso devo ammettere che il pregiudizio iniziale era forte, ricordando la precedente produzione su questa gamma di focali, per le reflex della serie 3xxx e 5xxx, ma subito dopo aver iniziato ad usare questo piccoletto di casa Nikon mi sono reso conto delle sue indiscutibili qualità, che insieme al prezzo contenuto al lancio in 699€, ne fanno un antagonista di altre soluzioni composite (sommando i prezzi delle relative ottiche) e la scelta obbligata per determinati utenti, che lo compreranno in bundle alla Z DX. Pregi: Compattezza, peso, ingombri da aperto qualità ottiche VR silenziosissimo ed efficiente versatilità prezzo Difetti: costruzione all plastic, ma necessaria al contenimento di prezzo e peso ...mezzo diaframma in più di luminosità quanto potrebbe costare? paraluce solo optional... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
    2 points
  14. Nella sua inesauribile vena produttiva, la cinese Godox di Shenzen realizza una moltitudine di accessori per i suoi sistemi di illuminazione, alcuni dei quali non ha neppure il tempo di citare a catalogo (provate a trovar questo infatti). Per caso, sul web, avevo intravisto questo affare cinese (nel vero senso del termine) che mi aveva subito attirato per le sue potenzialità: un softbox del tutto circolare, a forma di lanterna, con emissione luminosa di 270°. In occasione di una visita al mio amico Alfio di Fotoluce è finita che ho fatto incetta di accessori Godox, tra i quali questa lanterna da 65cm (ne esiste anche una versione dal diametro di 85cm) La grande sacca da trasporto svela al suo interno solo due pezzi: lo scheletro del softbox ed il telo di copertura: perchè una sacca da trasporto?... ma perchè questo softbox è smontabile e rimontabile in un colpo solo, a differenza dai soliti octo o quadrangolari, che una volta montati è proprio meglio che non venga mai l'idea di smontarli per poi rimontarli... ecco qua, in mezzo al mio solito disordine, il diirigibile e la sua centinatura, formata da due anelli metallici tenuti insieme da dodici elementi flessibilissimi e refrattari, già vincolati alle due crociere da un sistema di ancoraggio a prova di bomba La crociera superiore è dotata di un gancio sotto la maniglia su cui, facendola flettere verso il basso, si va ad intercettare la struttura di messa in opera del softbox, bloccandola OK... questo per vedere come funziona, ma per vestire la struttura, bisogna ripartire dall'inizio e infilare la tela quando le stecche sono in posizione di rilascio quindi ripristinarne la forma eccola pronta con l'illuminatore a luce continua a led SL60W, il piccolo di casa... optional una gonnellina che si pù montare sulle asole predisposte all'esterno della lanterna, per oscurarla settorialmente o completamente attacco Bowens...eterna gratitudine per questo... si realizza chiaramente una luce molto soft, complice anche la bassa potenza dell'illuminatore in oggetto omnidirezionale (270° l'emissione) ed omogenea Ecco i risultati specifici : senza lanterna, solo luce ambiente con lanterna posta a dx a compensare la luce ambiente (che viene da sx) ed a schiarire le ombre Luce morbida e descrittiva che investe il soggetto in tutte le sue parti anche in quelle nelle quali non ci aspetteremmo per nulla essere potessero esserne interessate Un accessorio molto utile e ...duttile, considerato il fatto di poter essere associato a illuminatori e flash di ogni tipo e potenza, magari anche filtrati a colori... Un accessorio che rende sempre più importante il ruolo dell'illuminazione nella fotografia in studio Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
    2 points
  15. Verrà annunciato domani, non è un Tamron, é full-frame, ma apparentemente ha lo stesso range-focali. Probabilmente costerà la metà del 24-70/2.8 S. Attendiamo domani le specifiche esatte.
    1 point
  16. Una attenta più alla sostanza che all'apparenza, l'altra più chic. Nella fotografia close-up in natura quale preferire? Foto (c) Mauro Maratta. Come qualità di immagine non ho visto differenze, entrambe producono immagini di ottima qualità: Bombo, Nikon Z50, zoom 50-250mm, con lente addizionale Nikon 5T Mantide asiatica, Nikon Z Fc, zoom 24-200mm Z, con lente addizionale Olympus. quello che perdono per via del sensore Dx (gestione dello sfuocato più complessa, minore resa ad alti ISO) è compensato dalla possibilità di ottenere la stessa copertura di immagine a maggiori distanze quindi, maggiore "distanza di sicurezza", nel caso di soggetti mobili o inavvicinabili per qualche motivo. Damigelle, Nikon Z50, zoom 50-250 Z, lente 5T Nikon Z fc, 300mm f4 pf . Estremizzando il concetto, così per gioco, ho potuto fotografare questa Libellula depressa posata sulla sponda opposta del canale, usando la Nikon Zfc con il SIGMA 150-600mm a 600mm (=900mm equivalenti). Quindi su questo aspetto siamo alla pari. Come operatività ed ergonomia ci sono invece molte differenze. Per l'ergonomia, lo sanno tutti, la Z50 è vincente, non occorre addentrarsi nei dettagli generali, ne hanno già scritto Max Aquila e Mauro Maratta (e tanti altri in altri siti): l'abbigliamento sportivo è più pratico del tailleur. Riferendomi solo alla macro naturalistica, trovo anch'io che l'assenza di un grip nella Zfc sia uno svantaggio, ma per come fotografo io è piuttosto secondario, usando la fotocamera su treppiede/monopiede oppure a mano libera, ma sempre con focali sui 200-300mm, il maggior lavoro lo fa la mano sinistra che regge gli obiettivi, per cui in queste circostanze la superiorità della Z50 rispetto alla Zfc non la vedo tanto nel grip, ma nel display posteriore della Z50, ribaltabile in modo da rendere molto comodo inquadrare anche con la fotocamera rasoterra, il display rotante ed angolato nella Zfc, comodo forse per fare vlog o no so bene cosa d'altro, anche qui concordo con Max Aquila, è distraente, quasi "irritante". Un "vantaggione" della Nikon Z Fc rispetto alla Z50 è invece la presenza del focus stacking "in camera". Ne scrive ampiamente qui Max Aquila: https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/nikon-z/nikon-z-test-e-prove-sul-campo/nikon-z-fc-focus-stacking-vs-diaframmare-1-0-r647/ Questo, è innegabile, è un plus notevole offerto dalla ZFc, anche tenendo conto che il campo di applicazione è limitato a soggetti immobili in assenza di vento che sia possibile riprendere usando un treppiede. Su soggetti svegli ed attivi o in presenza di brezza, è impossibile o quasi fare focus stacking. Il flash? La Z50 ha un flash incorporato, la Z fc no. Il piccolo flash della Z50 può essere gestito ad esempio sottoesposto, ma è inamovibile per cui l'illuminazione, a meno di accrogimenti può appiattire l'immagine. Non si può comunque negareche il flashettino può salvare la situazione in qualche caso. Scolia hirta, Nikon Z50, zoom 50-250mm, con lente addizionale Nikon 5T flash incorporato. Usando flash separati per gestire meglio la luce si torna al pareggio. In conclusione, per il mio modo di vedere (che può essere diverso dal vostro!) I vantaggi della Z 50 sulla Z fc, relativamente a questo genere fotografico; stanno: Nel monitor, molto più pratico. In misura minore, ma per qualcuno può essere importante più che per me, nel grip e nell'ergonomia generale. In qualche caso il flash incorporato può servire. Il vantaggio della Zfc principalmente sta nella possibilità del focus stacking in camera, che può essere utile anche sul campo. Le foto scattate con la Z50 sono di Gianni Ragno, le foto scattate con la Z fc sono mie. Silvio Renesto
    1 point
  17. Non mi avete mai visto così felice ... ... Anche se é solo un annuncio di sviluppo... Ma "coming soon" e, come dai miei calcoli, é un f/6.3 ! Dove si prenota ? *** Nikon sta sviluppando il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S, un super teleobiettivo a focale fissa per il sistema di innesto Z di Nikon 14 dicembre 2021 TOKYO – Nikon Corporation (Nikon) è lieta di annunciare lo sviluppo del NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S, un super teleobiettivo a focale fissa per fotocamere mirrorless full-frame (formato Nikon FX) per cui è stato adottato l'innesto Z di Nikon adottato. Il NIKKOR Z 800mm f/6.3 VR S è un obiettivo S-Line* che offre una resa potente con una risoluzione eccezionale, riducendo al contempo l'effetto bleeding del colore. Adottando per la prima volta un obiettivo PF (Phase Fresnel) in un modello NIKKOR Z, si ottiene un corpo compatto e leggero, che lo rende altamente portatile nonostante sia un super teleobiettivo. Con le sue elevate prestazioni di rendering e l'eccezionale mobilità, questo obiettivo supporterà in modo affidabile l'espressione delle immagini di molti fotografi, dai dilettanti avanzati ai professionisti. Nikon continuerà a perseguire una nuova dimensione nelle prestazioni ottiche soddisfacendo al contempo le esigenze degli utenti, contribuendo allo sviluppo della cultura dell'immagine, con la speranza di espandere le le possibilità di espressione dell'immagine.
    1 point
  18. appena arrivato da una due giorni di "contatto" con la Z9. Ma dovrete attendere domattina per leggere l'articolo. Adesso sono ...s t a n c o ! *** il totem che ci ha accolti fuori dal circolo sportivo dove si è tenuta la presentazione della Z9. i giornalisti presenti in sala la presentazione dell'evento da parte di Marco Rovere, responsabile PR di Nital e la presentazione vera e propria da parte del Product Manager, Giuseppe Maio cui lascio sintetizzare l'imbarazzante lista di caratteristiche della Nikon Z9, troppo lunga per qualsiasi presentazione "concisa" : ZFC_9904.mp4 il programma della giornata che comprendeva sessioni in interno e all'aperto per saggiare le prestazioni della Z9 di cui c'erano sei esemplari a disposizione. Alcuni scatti fatti in palestra durante la prima sessione. E poi fuori, ad un gruppo di runners Il residuo di corpi ed ottiche portati da Nital per l'evento Ma sabato c'è stato anche un evento a Milano, riservato ai fotografi NPS, invitati singolarmente (circa una cinquantina) che hanno potuto provare la macchina e fare tutte le domande necessarie senza alcuna formalità allo staff NPS di Nital. Ho visto persone molto interessate ed espressioni molto eloquenti se non proprio di sorpresa, di soddisfazione per il nuovo prodotto e la sua gamma di obiettivi, presente e futura. *** Fin qui due parole necessarie di presentazione degli eventi e di ringraziamento per averci invitati (Max non è potuto venire per altri impegni, visto il breve preavviso, io ho il vantaggio di stare a due ore di macchina da Torino e ad un'ora scarsa da Milano, quindi per me è stato più facile liberarmi). Ma adesso andiamo alla macchina e alle mie prime impressioni. Ovviamente parziali perchè non basteranno dei mesi per esprimere un giudizio compiuto ed approfondito su una macchina che non solo è rivoluzionaria ma che, lo sappiamo già, evolverà rapidamente e forse anche profondamente mano a mano che gli ingegneri Nikon completeranno i processi di sviluppo del firmware. PRESA IN MANO Alcune sensazioni, sono commoventi. Il ritorno della torretta di sinistra, finalmente utile a differenza di quella semplificata delle altre Z. Torna il selettore della modalità di automatismo (MODE) a tastino (non il PASM delle macchine amatoriali). E la raffica, da scatto singolo alla nuova raffica super-veloce da 120 fps. ma ancora più commovente e da lacrimuccia persistente il ritorno della combinazione per fare il FORMAT senza andare nel menù ... che è posto sul tastino ISO per una azione a due dita con due mani. La foto sopra mostra il bel display superiore OLED, sempre leggibile anche al sole. tutti i comandi sono ben dimensionati, la presa in mano estremamente confortevole. Bellissimo il selettore delle modalità autofocus, ben in rilievo ma anche inclinato per poterlo raggiungere comodamente. il vano schede di memoria che perde la sicura esterna (un retaggio della F5) ma è sicuro e ben dimensionato. Notare la scritta "Attenzione Schede .... CALDE" ancora un dettaglio della torretta di sinistra con il tastino Fn4 in evidenza. Il peso della macchina è consistente, non sembra meno robusta della D6. Anzi, la documentazione Nikon dice che la scocca è più robusta, con le due parti anteriore e posteriore che sono unite al fondello in un unico guscio, per aumentare la robustezza e poter dissipare il calore più facilmente. Nel poco uso che ne ho fatto non posso dare assicurazioni al riguardo ma sono certo che Nikon sa cosa dice quando assicura che il rischio di surriscaldamento non esiste. Comunque esperienza d'uso ed ergonomia del tutto analoga a quella di una Nikon D1~D6. Se uno ha provato o posseduto una di quelle macchine, si troverà immediatamente a casa con la Z9. Ingombro appena inferiore ma è una cosa che si nota solo se affiancate le due macchine. COME VA Al di là delle tante cose lette sul web o viste sui video dei primi tester, mi interessavano due cose essenzialmente. Provare se l'autofocus è un reale passo avanti rispetto alle altre Z, provare la nuova raffica a 120 fps (perchè, sinceramente, 20 scatti al secondo sono tanti ma in fondo non tanti più di 14) e vedere come va agli alti ISO. Sull'autofocus devo dire che è come avere in mano una D6 che mette a fuoco a tutto frame e lo fa con una animazione a mirino che è coerente con quello che sta facendo. Se c'è una persona nel frame l'AF le si attacca addosso e non la molla nemmeno se viene coperta da un altro elemento. Se l'occhio è visibile va su quello, altrimenti passa alla testa. O al corpo. Il tracking 3D è intuitivo : si mette il cursore da dove si vuole che questo parta e basta premere a metà il tasto di scatto perché il tracking segua qualunque cosa ci sia sotto al cursore, senza nessun'altra contorsione mentale. Ma soprattutto sbalordisce la velocità di azione. Avevo con me la Zfc e, benché io possa metterci del mio per fare la differenza, si ha la sensazione di usare un motorino a confronto della moto BMW più evoluta e potente del mercato. IL MIRINO Chiarissimo, nessun oscuramento, visione fluida e continua. In raffica non si vede nulla, almeno in quelle più rapide, nelle altre c'è una animazione che fa capire che ... stiamo scattando. Perchè altrimenti benché la macchina sta registrando centinaia di scatti, non si percepisce nulla. In interni è uguale ad un mirino ottico. In esterni anche meglio. O, almeno, io vedo meglio in questo mirino che in quello della D6. Anche qui il confronto con la Zfc è impietoso. Ma sono macchine tra cui in mezzo scorre ... un oceano. Probabilmente per qualcuno sarà troppo contrastato. Ma credo sia possibile personalizzarlo. ALTI ISO Sono certo che sarà il punto dove ci sarà tanto dibattito al riguardo. E' una macchina ad alta risoluzione. Ha base ISO 64. Non è stata pensata per un uso esclusivo - come D5-D6 - o preferenziale nei palazzetti dello sport più bui del mondo. Ma per quanto il mileage mio possa essere diverso da quello degli altri, personalmente mi sentirei a mio agio a fotografare tranquillamente a 6400 ISO ed oltre. Anche senza particolari interventi in sviluppo che a me non appassionano più di tanto. Nei commenti troverete foto a testimonianza. RAFFICA a 120 FPS Emozionante, spettacolare, precisa. Non saprei che altro aggiungere. Se non ricordando che io con la D3 (12 megapixel e resa molto più grezza della Z9) ho fatto stampe da 60x90cm e che normalmente veniva usata dai fotografi sportivi per doppie pagine e copertine di riviste di basket. Qui però abbiamo una precisione chirurgica mentre si segue ogni più indistinguibile ad occhio nudo, movimento del soggetto. Naturalmente non sarà da usare indiscriminatamente, pena avere sequenze di scatti tutti troppo uguali tra loro. Ma quando serve si potrà cogliere l'attimo che c'è in mezzo a due attimi contigui .... CI VOGLIONO SCHEDE NUOVE Scordatevi le XQD. Sono compatibili ma appena appena sufficienti ad usare la macchina per scenari statici. Ed usare la Z9 per fare solo paesaggio non sarebbe renderle giustizia. Per avere il massimo ci vogliono CFExpresso di fascia alta e, possibilmente, di taglio serio (una scheda da 64 gigabyte la riempite in mezz'ora di scatti). 5000 ISO, 1/500'', f/2.8, 85mm la visualizzazione del punto di AF scelto dalla macchina, uno scatto a caso della sequenza a 120 fps Di più non saprei che aggiungere. In fondo non si può pretendere di più da pochi minuti di prova pratica di uno strumento che richiederà mesi di apprendimento approfondito per poterne comprendere tutti pregi e scoprirne anche i limiti. Ma in fondo è anche per questo che ci piacciono i nostri giocattoli, vero ? Insomma, diffidate di chi in 5 minuti vi sa dire ogni cosa, con l'assoluta certezza di un messia tecnologico. Vi invito a guardare nei commenti gli scatti e le sequenze che ho potuto mettere insieme da questo breve contatto. Sulla disponibilità per chi l'ha ordinata, purtroppo non ho notizie troppo confortanti. Nital spera di avere le prime dopo la metà di dicembre ma c'è da esaudire la prelazione contrattuale per gli NPS. Ma poi le consegne proseguiranno con cadenza settimanale fino ad esaurimento degli ordini. Ci vorrà pazienza per averla ma non è l'attesa del piacere essa stessa un piacere?
    1 point
  19. Forse chi ci segue sovente su queste pagine ricorderà che uno dei motivi principali - di Max e del sottoscritto - del passaggio alle Nikon Z6 II e Nikon Z7 II è costituito dall'oggetto di questa prova. Perchè si, certo, per Z5, Z6 e Z7 c'è un battery-pack ed io l'ho comprato appena è uscito un anno fa. Ma ammettiamolo, questo è di un'altra categoria e rende il modello II di Z6 e Z7 una macchina più completa della precedente, specie se si usano obiettivi seri, tipo il 70-200/2.8 S e in prospettiva a breve, i due superzoom promessi per la prima metà del 2021, Nikkor Z 100-400 S e Nikkor Z 200-600, obiettivi importanti anche per le dimensioni. Ma eccolo qui appena arrivato, consegnato dal corriere perchè di questi tempi di Semaforo Rosso, non possiamo uscire. mi è arrivato insieme al nuovo Nikkor Z 24-200/4-6,3 che ho messo subito al lavoro per fare le foto successive. Tutte le foto qui presenti sono state scattate con Nikon Z6 II e Nikkor 24-200/4-6.3, tranne dove è presente anche la Z6 II, in cui la fotocamera è un iPhone 8. scatola nera con sfumature gialle. Garanzia Nital di 2+2 anni e Nital Vip, come al solito. rompere il sigillo di queste scatole è sempre un'emozione, qualunque sia il contenuto. il pluriball protegge il battery-grip. Nella tasca interna c'è un mazzo di manuali multilingue. con tutte le lingue europee. Eccolo qua, scartato con ancora la protezione dei contatti. che una volta tolta svela la differenza fisica principale (insieme al vano memorie) tra modelli I e II di Z6 e Z7 : in contatti di connessione tra corpo macchina e battery-grip. Il Nikon MB-N11 funziona ad inserimento nel vano batteria della Nikon Z. Per montarlo di deve smontare lo sportellino del vano batteria (che per me è sempre un momento di ... panico, perchè maldestro come sono temo sempre di disintegrare tutto). Togliere la batteria interna, inserire l'elemento verticale del battery-grip al posto della batteria. Assicurarsi che sia allineato (è sempre allineato) e poi stringere la ghiera che c'è sul lato posteriore del battery-grip stesso per avere una presa a prova di ... Mike Tyson. il tasto di scatto verticale e il tastino funzione vista anteriore con la ghiera di controllo vista opposto, con l'ingresso della slitta portabatterie e la presa USB-C. Noterete tutti perni che fungono da guida nella presa tra il corpo macchina e il battery-grip contribuendo a rendere solidali i due corpi. dettaglio del pulsante di sblocco dello sportellino che è incernierato e della copertura della presa USB-C. I due led di indicazione di carica riportano le due batterie, denominate A e B. ATTENZIONE LE DUE BATTERIE NON SONO INCLUSE NELLA CONFEZIONE, LE DOVETE AVERE GIA' IN VOSTRO POSSESSO Il Nikon MB-N11 accetta ogni tipo di Nikon EN-EL15 recente (con le prime scartate già 4 anni fa dalla Nikon D500 e oggetto di campagna di richiamo). Ovviamente le prestazioni saranno diverse tra loro a seconda del tipo di batteria impiegato, che possono anche essere di tipo diverso tra loro. Io sinceramente consiglio però ci usare solo EN-El15c. Perchè sono più potenti e perchè sono quelle in dotazione con Nikon Z6 II e Nikon Z7 II. Sportellino aperto, slitta estratta. C'è un pulsante di blocco/sblocco che consente di estrarre la slitta. le due batterie si inseriscono in opposizione, con i contatti verso il centro. La batteria A entra a slitta (quella esterna a contatto con lo sportellino), la batteria B (quella interna) entra ad incastro dall'alto. questo consente l'inserimento e l'estrazione della batteria A con un semplice movimento del classico tastino giallo, identico a quello che c'è all'interno della Nikon Z6/Z7. Questo consente il cambio della batteria "a caldo", senza cioè spegnere la macchina (a condizione che la batteria B abbia una carica residua). In questo modo, avendo batterie aggiuntive a disposizione si può praticamente tenere sempre in azione la macchina. Ma non mancano soluzioni alternative, come l'impiego di una connessione USB-C che consente di alimentare la macchina o di caricare le batterie tramite presa di rete (ed alimentatore USB di adeguata potenza) o tramite power-bank estenro (anche esso di adeguata potenza). Per dettagli su queste potenzialità segnalo l'ottima guida di Max Aquila pubblicata qui : inserimento della slitta dentro al battery-grip. Come nel precedente Nikon MB-N10 Nikon ha mantenuto il furbissimo alloggiamento per lo sportellino della fotocamera. Così anche i disperatamente disordinati come me non rischiano di perderselo. infatti, una volto rimosso dal fondo della Nikon Z, lo sportellino si alloggia in quell'incavo al sicuro e riposa all'interno del vano batterie della nostra Z. Il complesso Nikon MB-N11 più due EN-15c aggiunge una rassicurante zavorra di 460 grammi esatti al peso della fotocamera (sportellino incluso !). eccola qui, con battey-grip e 24-200 montato. il mio esemplare ha la matricola 290, quindi uno dei primissimi prodotti e tra i primi consegnati in Italia. lo stato delle batterie interne da display della Nikon Z si arricchisce di due colonne separate, Batteria A e Batteria B. Teniamo sempre d'occhio lo stato di carica della B, la più complicata da sostituire (è necessario estrarre la slitta, mentre la A esce a scatto). Le prime impressioni sono ottime, come da attese. La fattura e la finitura sono da Nikon, del tutto coerenti con la fotocamera. La presa in mano è eccellente e i comandi verticali funzionali. Il primo scatto di prova è stato questo, ad uno dei woofer da 15 pollici in vetro dei miei dipoli : naturalmente per una prova reale si dovrà attendere che la Lombardia diventi almeno Zona Gialla. Prima di Natale ? Speriamo. Intanto grazie Nikon e grazie Nital per avermi rifornito (si tratta di materiale di normale produzione destinato alla vendita che io ho acquistato con la mia credit card sul Nikonstore.it e che voi dovreste poter trovare già da oggi nei migliori negozi italiani).
    1 point
  20. Ne avevamo accennato al lancio della Nikon Z9 ma insieme a tutte quelle informazioni forse è passato un pò in sordina. Con la Z9 Nikon ha proposto un nuovo formato NEF ad alta compressione : menù della Z9 : adesso i NEF è possibile salvarli in tre formati a diversa compressione Nella documentazione di lancio si accennava anche alla collaborazione con intoPIX, adesso c'è l'annuncio definitivo. La NIkon Z9 e le successive Nikon adotteranno la compressione ad alta efficienza secondo gli algoritmi realtime di intoPIX denominati Ticoraw. “Progettato da intoPIX, libera il sensore di immagine e i tradizionali flussi di dati RAW grazie a un'elaborazione e una codifica innovative. La piena potenza del sensore di immagine viene preservata riducendo la larghezza di banda, le esigenze di archiviazione e il tempo di trasferimento. Offre un'elevata qualità dell'immagine e la capacità di gestire flussi di lavoro ad alta risoluzione, frame rate elevato e alta gamma dinamica. TicoRAW è il primo codec RAW al mondo, in grado di gestire sia immagini RAW che video RAW, in grado di offrire un'efficienza di compressione con una complessità così ridotta su RAW Bayer e altri pattern Color Filter Array (CFA). Tico sta per minuscolo codec. La tecnologia e i prodotti associati sono coperti da una o più rivendicazioni di brevetto, che premiano il duro lavoro e l'innovazione di PIX." Comunicato stampa : "Mont-Saint-Guibert, Belgio, 7 dicembre 2021 – intoPIX è lieta di annunciare oggi la riuscita integrazione della tecnologia TicoRAW nella nuova generazione di fotocamere Nikon, inclusa l'ultima fotocamera mirrorless Z9 di punta. Nikon ha compiuto l'audace mossa strategica per selezionare la tecnologia intoPIX TicoRAW: scavalcando i limiti esistenti della fotocamera per soddisfare tutti i requisiti avanzati e imminenti dei professionisti dell'immagine, che si tratti di sport dal vivo, film, documentari sulla fauna selvatica o altri ambienti difficili. Grazie a questa aggiunta, la nuova fotocamera Z 9 offre registrazioni RAW ad alta efficienza fino a 8K e 60 fps (disponibili tramite l'aggiornamento del firmware 2022), preservando tutti i vantaggi del formato RAW, garantendo al contempo una potenza di elaborazione molto bassa e una velocità di trasferimento molto rapida . Con TicoRAW, l'intera qualità dei dati del sensore acquisiti viene preservata riducendo la larghezza di banda e le esigenze di archiviazione. Può essere utilizzato sia per le immagini fisse che per i filmati RAW. Questa tecnologia brevettata offre un'elevata qualità dell'immagine e la capacità di gestire risoluzioni molto elevate, frame rate elevati e flussi di lavoro ad alta gamma dinamica. TicoRAW è il primo codec RAW al mondo in grado di offrire un'efficienza di compressione con una complessità così ridotta. Ha anche il vantaggio di mantenere questo formato molto veloce per l'editing, indipendentemente dalla risoluzione e/o dai frame rate utilizzati. “intoPIX è davvero orgoglioso di lavorare con Nikon. Insieme condividiamo gli stessi ideali e la stessa passione: offrire immagini e video sempre più belli, sempre e ovunque nel mondo. Sperimenta la creazione di immagini come mai prima d'ora." ha spiegato Gael Rouvroy, CEO di intoPIX. Con quest'ultima rivoluzione, intoPIX e Nikon invitano tutti gli appassionati di fotocamere a entrare in questo fantastico mondo di immagini senza limiti. Le due società invitano tutti a contattare i rispettivi team per provare le soluzioni tecnologiche intoPIX TicoRAW e le nuove fotocamere Nikon." I vantaggi del nuovo formato sono molteplici : minore occupazione di spazio minore larghezza di banda minore latenza nell'occupazione della capacità di calcolo del processore minore latenza in lettura del sensore minore utilizzo di memoria Nel breve test che ho potuto fare alla Z9 ho effettivamente riscontrato dimensioni molto diverse tra i file della Z9. In particolare jpg : circa 26 megabyte NEF compressione standard : circa 47~52 megabyte NEF compressione HE : circa 32 megabyte ma non ho avuto né il tempo né il modo di valutarne le qualità. Dalla letteratura di intoPIX si dice che i formati ad alta efficienza non sono esattamente lossless ma che le loro qualità sono indistinguibili dal formato compresso senza perdita di informazioni. Anche chi ha avuto la Z9 per un tempo sufficiente a valutarne le qualità dei file dice di non essere in grado di distinguere differenze tra i file. In particolare Matt Granger che ha messo anche a disposizione i file (contravvenendo ad un divieto tassativo di Nikon) : come sia, il nuovo formato consente un risparmio di spazio spettacolare ed è quello che permette le migliori performance alla Z9 in materia di raffica e di svuotamento del buffer. Ma al momento è supportato solo da Nikon NX Studio, mentre Adobe Camera Raw nella sua ultima versione (così come Lightroom) legge solo il formato con compressione standard. Ecco, qui sta il problema. Essendo un formato proprietario che richiede uno scambio di licenze, non è solo una questione di algoritmi ma di protezione dell'accesso. Insomma, io mi sentirei perfettamente tranquillo ad usare la compressione Lossless più spinta della Z9, se fossi sicuro che poi il mio software di sviluppo (Photoshop/Lightroom) poi mi permettesse di usare quei file. Diversamente, sarebbe un formato totalmente inutile perchè non troverei affatto conveniente né adottare NX Studio come ambiente di sviluppo né usare quello per convertire i file in NEF leggibili da ACR. Insomma, su questo fronte attendiamo ulteriori notizie (qualcuno avrà chiesto ad Adobe se intende adottare il nuovo formato ?)
    1 point
  21. Arrivato in prestito breve, il primo marchio di terze parti di obiettivi Autofocus per attacco Nikon Z. Sulla mia Nikon Z fc vedete montato un Viltrox APS-C 33mm f/1,4 Il perchè di questa inconsueta focale? Ma ricreare con l'effetto moltiplicatore del formato, uno standard, un 50mm f/1,4 equivalente. E' una prima anche in questo senso: su Z non abbiamo ancora obiettivi di questa luminosità, dagli f/1,8 si passa agli f/1,2 ed oltre, dei nostri fantastici standard Z Arriva così... ...in una scatola che...ne contiene una seconda aperta la quale...spunta il faraone nel suo sudario, corredato da sacchetto in microfibra (in puro stile Z), pieghevole e cartoncino di garanzia carino già a prima vista, nella gommapiuma che l'ha tenuto al riparo di una delle solite botte da trasporto Shenzen Jueying Technology Co, ovviamente made in China... e dove se non...? lente ED in giallo, ad alto indice di rifrazione in azzurro dotato di coppia di tappi identici a quelli Z per Nikon e paraluce in metallo massiccio, come tutto l'obiettivo realizzato in alluminio, pesante solo 310 grammi (per il materiale), schema di 10 lenti in 9 gruppi, maf minima di 40 cm, lungo 7,2cm e largo 6,5: ghiera dei fitri da 52mm. Dotato di ghiera di maf manuale e... DI UNA VECCHIA AMICA: la ghiera dei diaframmi !!! Senza click (ottima per i vlogger) e con la posizione Auto oltre il diaframma più chiuso Subito messa alla prova sulla Z fc, la ghiera trasmette perfettamente alla macchina i rispettivi valori e ha prevalenza di funzionamento rispetto alla ghiera diaframmi della fotocamera (se imposto sulla ghiera obiettivo un valore, disabilito la ghiera fotocamera): un plus rispetto le attuali ottiche Z native, che denota quanto Viltrox sia riuscita a penetrare l'hw di Nikon. Chissà se vedremo in commercio anche ottiche Nikon dotate di questo utilissimo strumento ! direi che faccia la sua bella figura sulla vintage Z fc e finalmente immune da critiche estetiche diaframma a nove lamelle... e contatti elettrici per dirsi...tutto ciò che ci sia da discutere con la fotocamera... paraluce a petalo, finalmente anch'esso in metallo dopo anni di policarbonato nipponico.... Tanto in metallo, da dover essere rodato le prime volte: non stupitevi se vedrete qualche ricciolo di alluminio che viene... trafilato dal blocco di fine corsa... Come funziona questo Viltrox ? Il prezzo attuale di 315 euro ne fa un competitor addirittura più costoso del meno luminoso e più leggero Z Nikkor 40/2 appena annunziato. Ma non è il prezzo a caratterizzare un obiettivo, specie se le differenze siano esigue: nell'utilizzo di qualche giorno di questo obiettivo DX, nato per misurare lo stesso angolo di campo di uno standard in FX mi sono dovuto ricredere riguardo la prevenzione che confesso avere nei confronti di un produttore che fino all'altroieri si occupava (così sapevamo) di anelli di adattamento e tubi di prolunga economici. In abbinamento alla Zfc i risultati sono stati sempre al di sopra delle iniziali aspettative, sia in termini di nitidezza, quanto di uniformità di esposizione centro/bordi, anche al diaframma più luminoso che fa di questo obiettivo, al momento, il più luminoso standard per un corredo Z DX. Di fronte alle foto scattate nello straordinario sito archeologico del Tempio/altare di Accoddi (a 11 km da Sassari, altare prenuragico dalla forma simile agli ziqqurat centroamericani, unica testimonianza in Europa di simile monumento), in condizioni di luce ben contrastata, tipicamente estiva (nonostante sia già autunno) dove aiuta, come ogni obiettivo standard deve essere in grado di fare, a meglio definire ciò che si percepisce a vista, sia negli sguardi d'insieme, sia incentrando l'attenzione sui particolari con le sue figurazioni del Sole, della Luna, nei menhir circostanti, sia nei bassorilievi antropomorfi, dedicati al culto della Prosperità in questa magnifica "stairway to heaven" di 5mila anni fa, della quale il Viltrox 33/1,4 contribuisce a rendere pienamente il senso Motorizzazione dell'autofocus stepless, come di regola sugli obiettivi altisonanti attuali, silenziosissimo e rapido alla pari degli obiettivi nativi per Z. indistorto, poco vignettante ai diaframmi più aperti, dà il meglio di se a quelli intermedi, a partire da f/4, risponde in maniera perfettamente lineare anche a quelli più chiusi (qui a f/11) nel tentativo di tenere a fuoco per pdc anche l'abside della chiesa di San Gavino a Porto Torres. Perfettamente efficiente a tutta apertura in condizioni di luce disponibile, sia al centro immagine quanto ai bordi estremi dell'inquadratura, qui fortemente croppati in grado di mantenere un buon contrasto cromatico anche in luce attenuata suggestivo in controluce per quanto afflitto (finalmente) da qualche piccolo difetto di tenuta dell'antiriflesso (rispetto obiettivi di altra caratura e fascia di prezzo) a suo agio, direi con ogni temperatura colore della luce ambiente, anche artificiale netto, definito sul soggetto, dotato di uno sfuocato morbido e piacevole, grazie anche alle nove lamelle del diaframma Dotato di una sua brillantezza costante, anche quando non sia assistito da luce diurna altrettanto interessante, anzi, poco contrastata nella quale si predispone a evidenziare la gamma cromatica del soggetto, senza caricarla inutilmente un obiettivo con cui poter scattare tranquillamente a tutta apertura mantenendo intellegibilità del contesto, grazie anche alla focale che non dà mai l'impressione del grandangolo tagliato dal formato DX modulato nei chiaroscuri anche in evidente sovraesposizione, per non chiudere le ombre un obiettivo poliedrico, luminoso, affascinante per la sua costruzione tutta in metallo e le sue proporzioni ideali un obiettivo...tra due Mondi (come Garibaldi) quello degli obiettivi nativi e quello degli universali MF tra i quali spicca non solamente per essere la prima casa che riesca a produrre una linea AF per fotocamere NikonZ, ma sopratutto per le qualità intrinseche che ne fanno un best-buy in funzione di prestazioni e luminosità massima. Ed anche per la continuata assenza ingiustificata di progetti DX specifici, di casa Nikon, auspicati davvero da troppo tempo... Ci è piaciuto tanto... Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
    1 point
  22. Artcise è una delle miriadi di case/brand e derivati da costole di altre imprese cinesi, di Shenzen, nome che vuol dir tutto e niente allo stesso modo, costituendo la cerniera territoriale di connessione tra Hong Kong ed il territorio cinese Art of precision quindi, costruisce cose che a noi fotografi piacciono assai: tripodi e teste in fibra di carbonio, della quale i cinesi sembrano aver fatto incetta, (come di tante altre piccole cose che stanno alla base dell'economia mondiale) e poi li vendono attraverso i canali della distribuzione globale, Amazon ed Ebay prima di tutti. Leggendone su Nikonland nelle settimane scorse, mi sono incuriosito sfogliando il loro sito e puntando la mia attenzione su di un paio di cose che mi interessavano, come ad esempio la loro testa gimbal in carbonio e con i blocchi frizionati, venduta su ebay alla cifra solleticante di euro 155, spedizione inclusa Pensate... compare in homepage e non ancora nelle pagine interne del loro sito...a significare l'attenzione alla comunicazione di queste case cinesi ben diversa dall'attitudine produttiva e commerciale. Ed allora ordino e, dopo un paio di settimane, eccola a casa, in un pacco tanto anonimo da sembrare uno di quelli pieni di stupefacenti che vediamo nei telefilm... Aperto il quale, la desolazione della confezione si accompagna alla bellezza dei singoli pezzi, tutti realizzati in carbonio oppure alluminio, come le manopole e la piastra a norma Arca-Swiss, lo standard che vorremmo reso ormai universale per i produttori tutti di simili prodotti. Sbloccate le viti ....saldate a pressione dal viaggio aereo nel bagagliaio non pressurizzato ecco montato il tutto sul mio Leofoto LN-364C al posto della Gimbal di prima, sempre cinese, ma grezza in tutti i suoi particolari, certamente non realizzata in nobil fibra di carbonio come questa, nel peso abbastanza simile (890 contro 906 di questa), nonostante le nettamente maggiori dimensioni della ARTCISE, che agevolano nell'impugnatura certamente, ma sopratutto nei bracci di leva ottenibili, specie con ottiche pesanti. ineccepibile estetica e, alla prima occhiata, la fluidità di scorrimento, che era la principale dote richiesta a questo acquisto Questo è naturalmente un work-in-progress che si completerà delle impressioni di uso che nelle prossime uscite con questo ensamble realizzerò. Quindi, gli interessati, in campana ...! Max Aquila photo (C) per Nikonland 2021
    1 point
  23. A febbraio 2019 ho venduto la mia Nikon D500 con 26mila scatti all'attivo, comprata nel 2016 all'indomani della sua presentazione. Presa a 2mila euro su HK, rivenduta al netto della commissione di NewOldCamera appena alla metà. Non l'ho mai digerito. Oggi, in anticipo sul 2025, quando avrei scelto la reflex APS-C più rappresentativa del decennio precedente... me la sono ricomprata nuova, sempre oltreoceano, ad appena 1035 euro. Spedizione inclusa. Ritengo resterà un caposaldo del suo genere. Più unico che raro. Ed ho tutto ciò che le serve per essere utilizzata al meglio delle sue possibilità, a cominciare dai telezoom F-Mount... In attesa, adesso meno trepida, di quelli Z da venire ... Anche un b-grip avanzato dalla precedente sorella... 20,5 milioni di pixel su sensore DX da 15,7 x 23,5 mm con fattore di moltiplicazione 1,5X , già solamente per questo dato si caratterizza per essere un moltiplicatore naturale di ogni teleobiettivo le venga anteposto. Conto di utilizzarla con i più prestazionali Nikon AFS oggi in catalogo su F-Mount dei quali sto facendo richiesta specifica per testarli a mare e ...per aria. Le sue dimensioni da 147x115 e 81mm di spessore, unitamente al battery grip, senza il quale da sola pesa 860g, ne fanno arma letale per tutti gli usi nei quali oggi lamentiamo scarsa ergonomia nelle mirrorless di ogni marchio. La sua raffica da 10 fps fino a 200 scatti, anche RAW, ne fa uno strumento all'altezza dell' insuperabile Nikon D5. Ma il formato ridotto DX, unitamente alla stessa disposizione della D5 dei 153 sensori AF, praticamente estesi su buona parte del fotogramma, fanno rimpiangere solo in parte la irraggiungibile (per una reflex) sensibilità di quelli periferici delle ML. La sua grande propensione all' amplificazione ISO anche verso i valori più elevati, ne consentono un uso dinamico in IsoAuto, come oggi si opera al meglio delle condizioni di esposizione. I difetti li conosciamo e parlano della riottosità a sopportare insieme XQD ed SD dei due slot disponibili, per ottenere il massimo delle prestazioni velocistiche del buffer. Di un consumo delle batterie eccessivo rispetto a quello delle cugine senza specchio a parità di accumulatore EN-EL15a. I pregi, oltre quelli citati, passano anche dall' enorme quantità di obiettivi utilizzabili, esclusi purtroppo i moderni Nikkor per Z...ovviamente. Ma questa reflex per un appassionato Nikonista, non può mancare nella vetrina né talvolta anche nella sua borsa ! La Nikon D500 fa parte della più importante (commercialmente) categoria delle DSLR Nikon, ossia quella delle prosumer, reflex digitali che non devono fare rimpiangere le professionali cui le loro caratteristiche si ispirano, le Nikon D a una cifra solamente, ma contemporaneamente consentire agli appassionati l'accesso a prestazioni sconosciute alla categoria inferiore, delle entry level e delle middle, contraddistinte dalle sigle 3xxx e 5xxx, che sono invece il ponte tra le compatte e le reflex. Come detto, viene presentata nel 2016 e risulta l'ultima nata della sua categoria (finora, a meno di ulteriori sorprese in questo momento solo ventilate) dopo le: Nikon D100 da 6 Mpx del 2002, Nikon D200 10 Mpx del 2005 Nikon D300 12,3 Mpx del 2007 Nikon D300s aggiornamento del 2009 Viene saltata la sigla D400 che non viene mai prodotta, giusto il grande ritardo con il quale la D500 viene a sostituire una D300/D300s non più prodotta dal 2013, ma inaugura nel 2016 insieme alla D5 la "serie 5" delle DSLR Nikon che vedrà presentate l'anno successivo, nel 2017, le D7500, ma sopratutto la D850, tutte reflex caratterizzate in maniera molto differenziata, per fasce di utilizzo, ma accomunate dalla grande capacità dinamica e dalle prestazioni velocistiche dei rispettivi AF, con eccellenze, ovviamente nella ancora insuperata Nikon D5, ma concretizzatesi proprio in questa DX dalle prestazioni estreme che è ancora oggi, a quattro anni dalla sua presentazione, la Nikon D500. Così come le altre Dxxx la D500 è dotata di impugnatura verticale aggiuntiva, sigla MB-D17 dotata della ripetizione di pulsante di scatto, ghiere e pulsanti aggiuntivi ma è la prima della categoria a nascere senza flash incorporato, ritenuto un affronto al salto di qualità sul piano della robustezza d'insieme che la D500 è chiamata a fare rispetto chi l'ha preceduta. Altra novità determinante un netto spartiacque rispetto la serie di appartenenza, il monitor posteriore, touch e basculabile fino a 90°, che consente un utilizzo in live view davvero comodo ed efficiente, anche rispetto le altre macchine della serie 5. Ma il vero punto di forza della D500 sta certamente nella presenza nel doppio slot delle schede di memoria, dell'alloggiamento per una XQD, proprio come per la D5 e la precedente Nikon D4, cosa che le consente un'infinita sequenza di scatti sia in jpg, sia in NEF lossless. A patto di non pretendere di aver presente anche la scheda SD sul secondo slot, a pena di un rallentamento: bug mai del tutto appianato dai pochi aggiornamenti fw che le sono stati fin qui dedicati (l'ultimo il n° 1.20 del 4/2019) (photo courtesy Mauro Maratta) Max Aquila per Nikonland 2020 in questi mesi...
    1 point
  24. Appena spacchettato. Un plauso ad M Trading che opera bene sul nostro mercato, offrendo i prodotti con tempestività (praticamente in anteprima mondiale) e ad un prezzo che è concorrenziale, se non migliore di quello delle migliori offerte anche orientali. Un esempio che andrebbe imitato da Nital che invece ordina i prodotti con il contagocce, li distribuisce senza apparente logica e li piazza a prezzi che competitivi non sono. Ricordo ancora il Nikkor 24/1.4G in vetrina, appena uscito, nel più noto negozio di Bologna, originale e garantito, ad un prezzo tre volte superiore a questo Sigma e con un bel 40% di mark-up sugli altri paesi europei ... Un ringraziamento anche a Forniture Conti che, come l'anno scorso, ha aperto il preorder senza richiedere anticipo o l'intero pagamento anticipato (come fanno altri) e consegnando il prodotto in prima della data prevista (20 aprile). eccolo, paraluce e tappo. La costruzione è analoga a quella degli altri obiettivi che già possiedo. Anima in metallo, fusto, bocchettone in metallo, barilotto esterno in fibra di vetro iniettata con un termoplastico resistente alle dilatazioni. Ottima consistenza, aspetto elegante. Già a partire dai marchi e dalla confezione strizza l'occhiolino alla produzione Z (di Zeiss). Due appunti a paraluce e tappi. La plastica è morbida, non resiste ai graffi. I tappi dei miei 35 e 50 sono già ampiamente rovinati in superficie. il marchietto Art giustamente in evidenza dalla stessa parte dell'orgoglioso Made in Japan. il trio dei superluminosi, 50 - 24 - 35 a dimostrazione della coerenza dei tre progetti. montato sulla D4 fa un figurone per confronto dimensionale con il Nikkor 50/1.8G, il più piccolo prodotto attuale Nikon con motorizzazione interna. una foto presa in rete che mette a confronto i tre 24/1.4 moderni : Nikkor G, Sigma Art, Canon L Prime impressioni L'autofocus è velocissimo e silenziosissimo. Qualche difficoltà ad agganciare il bersaglio a tutta apertura a distanza ravvicinatissima (si arriva fino a 25 cm). Noto subito qualche tendenza a farsi abbagliare dai riflessi di luce forte sulle superfici inquadrate. nitidissimo già completamente aperto non guadagna molto chiudento il diaframma F1.4 F5.6 in pratica si tenderà ad usarlo come un teleobiettivo, chiudendo solo per aumentare la profondità di campo lo sfuocato dipende come al solito dallo sfondo. un primo piano di un fiore giallo che non dice moltissimo salvo ... evidenziare che ad F2.8 gli oggetti posti verso i bordi (dettagli 1:1 con D810) sono resi perfettamente. Noto come l'obiettivo stia bene in mano, offrendo una buona presa. La messa a fuoco è precisa ed apparentemente non richiede una messa a punto come invece fu (abbastanza marcata) per il 50 mm. La resa dei colori è sul neutro, senza caratterizzazioni particolari. La distorsione c'è, si vede, ma non è particolarmente marcata. Seguiranno nuove prove nei prossimi giorni in attesa di situazioni dove sfruttarlo nel modo più opportuno. Vorrete avere la pazienza di concedermi, nel test, che lo street e i panorami non sono tra i generi che pratico in questo secolo ... Vignettatura Aberrazione Cromatica F1.4 F2.8 Ritratto F2.8 F2 F1.4 F1.4 riducendo la distorsione E allora vediamolo sul campo. Sole nel fotogramma riflessi Vetri la distorsione resta minima in ogni condizione Ho sfruttato queste giornate di sole per mostrare colori e tenuta nei riflessi ma io l'ho acquistato per farne altro ... Quando ero ragazzo usavo un 24/2.5 per il paesaggio. Ma poi ho smesso sia di usare il 24 che di fare i paesaggi. La mia fotografia oggi é esclusivamente rivolta alle persone. E negli ultimi anni si è allargata al 35mm. Mi sono reso conto che uso il 35 sempre più spesso come un 50mm e quindi ho sentito il bisogno di allargare lo sguardo per ambientare meglio le figure. Ho usato a suo tempo il 24/1.4G Nikon ma non mi ha convinto molto. Non troppo valido a tutta apertura, tanti problemi di messa a fuoco, specie decentrando. Un fenomeno del tutto inesistente con questo Sigma che mi sta dando tante soddisfazioni. Le foto che seguono sono tutte in luce naturale e a diaframmi aperti. Su D810. sono in interni, spesso in controluce. anche con il flash se serve ad aumentare l'effetto insomma, questo obiettivo mi ispira ed io mi lascio guidare da quello che vedo. Cercando solo di mettermi alla distanza giusta, senza strafare e contando sull'assenza di distorsioni. Conclusioni Dopo circa tre mesi d'uso di una focale che non era più da tempo nelle mie corde più naturali, penso di poter tirare le prime conclusioni. Mentre vi invito a leggere anche i commenti di questo test, dove troverete adesso e in futuro altri esempi d'uso. Questo obiettivo è un Sigma Art e rappresenta come gli altri due fratelli pari luminosità già usciti negli scorsi anni, la più elevata proposta di Sigma sul piano qualitativo. Le prestazioni sono allineate agli altri due, già a partire da F1.4. Ma non dobbiamo dimenticare che parliamo di un 24 mm. Non è semplicemente possibile, senza accettare compromessi, fare un 24 mm in grado di avere il campo planare di un 50 o di un 85. E' una questione di fisica, le lenti devono essere curve e la proiezione ai bordi può non essere sempre perfette. Ciononostante questo 24 mm é una grande sorpresa e le sue prestazioni lo pongono a mio avviso ai vertici del panorama mondiale. In mezzo la nitidezza è esemplare. Le ombre sono sempre leggibili, i colori naturali ma robusti. La distorsione geometrica praticamente trascurabile, così' come le aberrazioni cromatiche. La resistenza ai flare e al controluce esemplare. Lo sfuocato è più vicino a quello di un 85 mm che a quello di un grandangolare. Una rarità per questa focale. E' ben costruito e comunque maneggevole (non è enorme come il 50/1.4 !), sta bene in mano, associato ad un corpo reflex "serio". Mi ispira nell'uso e non corro il rischio che resti inutilizzato in borsa. Anche se non ne avevo previsto l'uso, viene fuori l'occasione per una foto sensazionale. Al prezzo a cui è proposto (praticamente un terzo del prezzo ufficiale del modello Nikon) è un affarone. Ma non è indicato per chi lo userebbe per il paesaggio. Sarebbe uno spreco. Io praticamente non l'ho mai chiuso oltre F2.8 ... ! Insomma, la mie esperienza è ben positiva. Non mi sento di consigliarlo che a chi si riconosce nelle sue caratteristiche e sa di poterle sfruttare. Credo che chi ha apprezzato il Sigma 35/1.4 possa raddoppiare l'esperienza d'uso con questo. Non se ne pentirà. Io intanto me lo godo !
    1 point
×
×
  • Create New...