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Showing content with the highest reputation since 10/17/2020 in Blog Comments

  1. Gabriele Castelli in versone giornalista ha bisogno della cronostoria dal punto di vista di chi ha preparato la sorpresa Tutto nacque in quel lontano Luglio 2021 (faceva ancora caldo) quando si progettava il regalo della Z... io e il megaboss ci siamo interrogati su come un tale regalo potesse essere valorizzato nelle mani del cuccioloso Castelli. Sicuramente non fotografando panorami o fiorellini, per cui si è pensato a qualche bella gnocca Scartate Cara Delevigne e Emily Ratajkowski solo per problemi legati a loro precedenti impegni, ci siamo chiesti: quali sono i grandi amori di Castelli? Sono spuntati tre nomi: Dora, Saba, Edit (chi non le conosce se ne faccia una ragione e chieda a Castelli di mostrarvele:) Ho puntanto decisamente su Saba (Sabina) dato che con lei c'è stato un tentativo (poi abortito per covid) l'anno scorso di farla venire a Milano: che questa sia la volta buona? La macchina organizzatrice (io) si mette in moto e quando spiego a Sabina di cosa si tratta, mi risponde: "Castelli? quello tanto bello con gli occhi da cerbiatto? essere io il suo regalo di compleanno? Certo che si!" Ok è fatta! eh beh non proprio... il problema era adesso come far recapitare Sabina a casa Castelli a sua insaputa... 1) scassinare la porta di notte e fargli portare da Sabina la colazione a letto 2) trovare una scusa per andare a trovarlo, iniettargli un sedativo e svegliarlo con i sali di fronte a Sabina 3) organizzare uno shooting a casa sua senza dirgli chi fosse la modella Il mio avvocato mi ha sconsigliato le prime due, per cui si è optato per la terza Solo che la scusa dello shooting con modella me la sono giocata quando ho portato Mauro al posto della "finta" modella per regalargli la Z... dovevo trovare un altra soluzione, così mi sono inventato lo shooting remoto e gli ho detto di preparare la postazione al computer che sarei venuto a vedere come si faceva per imparare da lui (lo so è inverosimile, io che imparo da Castelli...lo so...) In sostanza, tutto era pronto da settimane, la modella è arrivata in incognito, chiedendole di non pubblicare sui social che sarebbe stata a milano, chiedendo a mauro di non pubblicare le foto che le aveva fatto il giorno prima (questa è stata la parte più ardua), chiedendo agli altri fotografi di mantenere il silenzio stampa fino al lunedi successivo. E poi, la domenica mattina... Castelli mi scrive che sta per andare al Pronto Soccorso!! Potete immaginare la nostra faccia quando io e Sabina abbiamo letto il messaggio... A poche ore dallo shooting, cosa si poteva fare? Vestire Sabina da infermiera e infiltrarla al Pronto Soccorso era un'opzione, ma sapevo che qualunque fosse stato il problema di salute se avessi detto a Castelli che gli avrei portato Sabina a casa, sarebbe guarito di colpo. Ma mi sarei giocato la sorpresa... mumble mumble... che si fa? Ore di panico intervallate da ore di apprensione, fino a quando non ricevo il messaggio "sto meglio, puoi venire" Dio esiste! (Almeno oggi) Si parte! e quando si arriva la sorpresa la ricevo io... al citofono mi risponde la mamma! E adesso??? Non mi resta che raccontarle tutto ed avere un alleato in più... Portiamo Castelli nella sua camera e intanto facciamo entrare di soppiatto Sabina in casa. Mentre annuncio con faccia dispiaciuta e addolorata che lo shooting remoto ha un contrattempo e dobbiamo rimandare, la mamma lo chiama in salotto per un aperitivo... e quando Castelli arriva, si trova Sabina con una candelina in mano che gli canta happy Birthday to you... Ora, la delusione di non vedere neppure una lacrimuccia, è tanta assai, ma purtroppo il nostro nikonlander non si commuove facilmente (io avrei pianto come un bambino a Natale)... ma la felicità nei suoi occhi era chiara, evidente e impagabile:) Ecco tutto l'antefatto... e non ho raccontato che Sabina nel piano originale doveva presentarsi in sexy lingerie, ma la presenza della mamma l'ha "costretta" ad indossare una vestaglietta e non ho raccontato che Sabina mi aveva suggerito di comprare qualche metro di carta da pacchi per farsi impacchettare come un regalo e non ho raccontato che, arrivando da uno shooting al mattino, mi ero portato la macchina fotografica, per cui è stata pura fortuna che l'avessi con me (la batteria della Z si è scaricata dopo 20 scatti) e non ho raccontato che la candelina che si accende da sola arriva dalla Thailandia, lì è molto usata:) e non ho raccontato della zia...:) a circa metà dello shooting arriva la notizia che la zia sta per arrivare.. occorreva fermarla a tutti i costi! Nonostante le numerose chiamate non è stato possibile raggiungerla così ad un certo punto..suona il campanello: Allarme zia! Corriamo (su due ruote) in camera e continuiamo lo shooting con Sabina che saluta nuda dal balcone gli automobilisti di passaggio... Che altro aggiungere? Per me e per Sabina è stato un compleanno indimenticabile, spero anche per Gabriele
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  2. Grazie a tutti !! Aggiungo qualche altra foto.
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  3. Ha ecco, non avevo capito.. allora all'epoca non leggevo certo i giornali.. per i carabinieri che avevano indagato su di me, non scherzo.. è vero, ma lo venni a sapere tempo dopo.. io ero una persona tranquilla orientato verso il socialismo, comunque ero curioso di vedere come vivevano da quelle parti, pensavo ci fosse del bello e del buono.. pensavo.. ( poi mi sono chiesto con quale testa ) e allora ci andai, gli amici mi davano del matto, erano a Jesolo ad aspettarmi.. se tornavo; le persone che mi ospitavano gentilissime, ma capii dopo con un secondo fine, avevano due figli, un maschio e una femmina, la ragazza non lo nascondo era carina davvero, e loro facevano di tutto per lasciarci soli.. ma capita l'antifona mi guardavo bene.. lei come lavoro controllava dei negozi di frutta e verdura, controllava i registri di carico e scarico, solo che era la terza persona in cascata che faceva quel lavoro.. mi sembrava alquanto stupido, però tutti avevano un lavoro.. il figlio studiava elettrotecnica e, peccato che non ho fatto una foto.. ma questo è il senno del poi.. mi fece vedere su una tavola di legno, con una serie di chiodini piantati su, un circuito con un galvanometro che probabilmente al tempo di G. Marconi era già vecchio.. tra i chiodini vi erano una serie di resistenze fatte a mano.. grande spirito di costruzione ad ogni costo, io tirai fuori il mio ICE 680 R ( un vecchio tester ) usato, e lo regalai.. era trasecolato di cosa e come non ché quante misure potesse fare.. non aveva mai visto una cosa simile.. non so quanti residuati abbia visto in giro, marciare allegramente.. parlo di vecchie automobili anteguerra, vi erano anche qualche vettura fiat 124 o giù di li.. ma erano poche.. le prostitute davanti al ristorante per stranieri, che rimorchiavano quando possibile.. erano in combutta con la polizia, ho portato quella ragazza al ristorante una volta sola.. poi non ha più voluto, primo, i polacchi era proibito entrare, si pagava solo in dollari, mi portarono su mia richiesta la coca cola, che lei non aveva mai bevuto.. in bicchierini da liquore.. mi incavolai e feci fatica a far lasciare la bottiglietta in vetro.. sul tavolo.. vedere i ragazzi bere di nascosto.. un' ingegnere della Polmo-Fiat che credimi.. pensavo fosse sull'altra sponda.. portarmi fuori a mangiare il gelato ed altro.. e alla fine la ragione me la disse: le piacevano gli schienali in paglia che avevo sui sedili.. unti e bisunti.. mi vergognai e non li diedi.. mi pento ancora se ci penso.. era povera gente che viveva come poteva, eravamo nei primi anni 70... e noi per loro eravamo l'eldorado.. spero di averti accontentato.. Dimenticavo.. non volevo che la mia permanenza fosse un costo per loro e i dollari che avevo con me, ne lasciai una parte a loro.. la polizia al momento dell'ingresso si fece far vedere quanti dollari avevo in tasca, tot dollari per giorno per n giorni all'uscita non ne puoi aver di più.. senno vuol dire che hai fatto cose losche.. non mi accorsi che mi avevano infilato dei dollari nel bagaglio, loro speravano che mi portassi via la figlia.. e non ci pensavo per nulla.. alla frontiera mi controllano, saltano fuori, dopo un pò di tempo, la confisca e posso tornare.. ha anche la loro moneta non era possibile portarla fuori.. stop.
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  4. Oggi si è completata un'altra fase di Vinci e me, quando l'ho accompagnato, come nel primo giorno di scuola, anche al suo ultimo, assistendo anche ai suoi esami di maturità... Sono poche le occasioni nelle quali non sono stato in grado di tirar fuori la fotocamera che avevo appresso, oggi è stata una di queste... Meno male che almeno col cellulare ci sono riuscito, all'uscita dell'aula... La mia tensione mi ha riportato al tempo dei miei esami, annegati nell'esultanza dei Mondiali del 1982... Proprio come ieri la semifinale azzurra, che abbiamo guardata insieme per un pezzetto, prima che andasse a dormire. Insomma è passato anche questo, adesso... una piccola vita.
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  5. Tutta apertura 1000 iso ...quando arriva un'ottica la foto al gatto è immancabile, mai vista una roba del genere sul pelo. ...che tra l'alto oggi compio 15 anni
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  6. Io non condivido. Una persona vicina che muore in questo modo, che sembra assurdo, è sempre una cosa difficile da sopportare. Ma ricordo che, quotidianamente, tra i non vaccinati, in Italia stanno morendo 400-500 persone al giorno nonostante il lockdown. A ieri siamo arrivati in totale a 111.000 morti. I vaccini, al momento, sono l'unica soluzione per evitare che il prossimo ottobre ci si ritrovi con una nuova curva come quella qui sopra. Sul fatto che siano o meno adeguatamente sperimentati non ho elementi, come nessuno di noi. Ma un conto è voler essere tutti allenatori della nazionale un altro è voler essere medici o virologi senza la minima preparazione. Sul libero arbitrio, la possibilità cioè di decidere su tutto ciascuno per se, potremmo dire un sacco di cose. Il principio è giusto, ma fortunatamente ci sono alcune illuminanti eccezioni.
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  7. il balcone di Castelli diventerà presto più famoso di quello di Giulietta... sto pensando già di organizzare tour in pullmann...
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  8. Meglio non parlare dei costi, anzi non parliamo proprio della scelta di riprendere a scattare in grande formato a colori. Sicuramente grande la soddisfazione di avere il 100% degli scatti fruibili senza PP. Velvia 100
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  9. Genesi... avevo promesso a Max, che avrei messo qualche scatto.. con il 50-250, ieri sera ho finito la piccola selezione e le ho messo, almeno.. ciò che credevo.. Max questa mattina mi manda un messaggio che non vede nulla, oggi spesa a parte doveva essere una giornata tranquilla, illuso.. dobbiamo andare a prendere la nipotina, mia moglie ha problemi ad un piede in questi giorni, la accompagno, ritorno.. eseguo alcune faccende domestiche urgenti, mi metto alla tastiera.. vedo il post che non è andato, perchè? boh.. suona il citofono nel frattempo, mia moglie la piccola con il passeggino sono arrivate.. alt, sospendi.. tutti i giorni è +/- la stessa cosa.. vabbè, la piccola arriva mi vede e un sorriso grande grande.. le manine che cercano il nonno.. è passato tutto.. va bene così. Grazie Mauro.. la voglia non mancherebbe.. il tempo per varie ragioni latita...
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  10. Io non sono un maestro Zen, anzi sono meno di un principiante scarso, non posso quindi istruire nessuno di mio, a meno di scrivere un altro libro di ricette banali. Però posso riportare gli insegnamenti classici, almeno per quanto riguarda il metodo. La componente Taoista del Buddhismo Zen comprende il concetto di Via (metodo, percorso) che è una delle sfaccettature della "Grande Via", il Tao (cinese pinyin Dao, da cui il giapponese Do. Per cui Ju-do, Ken-do, Kyu-do Cha-do (l'arte del tè) ecc. sono tutte vie per arrivare ad una "divina maestria" che è però non è il fine ultimo, ma può essere una porta verso lo Zen. Chiaramente cambiano le pratiche (preparare il tè non è tirare con l'arco) ma la radice del metodo, per qualsiasi arte si tratti (marziale, pittura, tè, origami, fotografia, musica) è la stessa, semplice nel concetto e difficilissima nella pratica. Lo spiega molto bene il maestro di spada Takuan Soho, nella appendice del libro "Lo Zen e il tiro con L'arco" . Si traduce nel praticare (e studiare) incessantemente, con la massima umiltà, diligenza e distacco (non prendersela per i fallimenti e non inorgoglirsi per i successi), fino a essere talmente tutt'uno con quello che si fa, che non c'è più bisogno di ragionare a priori, coscientemente su quello che devi fare per esprimere la tua arte, ma diventa un atto spontaneo. All'inizio i progressi si vedono, poi si arriva ad un punto in cui avendo acquisito una buona esperienza si percepiscono i propri limiti e sembra di rallentare sempre più nel progresso, ma se non ci si rassegna nè ci si spazientisce, si insiste senza mai accontentarsi, ma con distacco, finchè i limiti ad un certo punto sono superati e ad un tratto si è ad un livello superiore. Prima sei tu e l'oggetto (o lo strumento) della tua arte, divisi in contrapposizione, poi a poco a poco vi integrate, finchè l'arte è parte di te stesso. Un maestro dell'arte è di notevole aiuto almeno agli inizi. Da questa maestria qualcuno va oltre e scopre che è l'arte è diventata una guida per percepire la vita intera, e allora, forse, si è dalle parti dello Zen. Sono quasi sicuro che ti può sembrare deludente (tutto qui?), ma il succo è questo (oppure ci si mette a studiare lo Zen sul serio).
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  11. E quando la neve non c'è? Antico castagneto vicino a Madonna del Faggio. Appennino Tosco Emliano. Sigma Dp 1Q in SFD
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  12. Belle, le persone migliori sono quelle che non si piacciono ma che hanno le "palle" per mettersi in gioco. Questo accade però se c'è empatia, fiducia reciproca, altrimenti non c'è storia, il disagio aleggia nell'aria e sulle foto. I miei scatti migliori finiti in mostre e gallerie sono fatti con questo tipo di persone, amiche dal carattere forte e che quando si guardano allo specchio non riescono a non vedere i difetti che stonano coi pregi. È una cosa abbastanza rara trovare quelle persone, e probabilmente ancor più entrarci in empatia, ma se accade, quando accade è magia. In realtà il ritratto è uno step al di sotto, quello che voi avete fatto va oltre. Si possono fare ottimi ritratti empatici anche con modelle, certo un po' particolari caratterialmente, deve essere una passione la fotografia, non una mera esibizione o un modo per far giornata (economicamente) Bravo Gabriele.. ricorda che i pigri sono migliori degli iperattivi, perché quando si muovono sanno eccellere in quel che fanno.
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  13. Mi sono accorto solo ora della discussione, e vorrei dire anche la mia opinione sulla cosa..... Il problema della mobilita' elettrica e' di carattere piu' generale del plugin/non plugin. Secondo una serie di rilevamenti effettuati dal gestore nazionale qualche anno addietro, in Italia, soprattutto d'estate, quando i condizionatori presenti oramai nella maggior parte delle case, funzionano a pieno ritmo, furono rilevati sulle reti di distribuzione dei picchi di consumo di elettricita' vicini ai 54Gw-56Gw che corrispondevano piu' o meno il limite consentito dalle attuali (vetuste...) dorsali ed infrastrutture di trasporto e di produzione dell'energia elettrica. Mentre per la produzione insufficiente "abbiamo sopperito in qualche modo..... (!!!)" acquistando a caro prezzo l' energia elettrica dai paesi confinanti ,che dispongono di una nutrita schiera di centrali nucleari ubicate a due passi proprio lungo i nostri confini, invece per le reti di distribuzione c'e' ben poco da fare: o si costruiscono nuove dorsali e nuove reti locali oppure si limitano i consumi giornalieri, altrimenti si finisce tutti al buio.... Chi ha buona memoria, ricordera' il blackout verificatosi qualche anno addietro in mezza Italia, causato dalla interruzione sulle Alpi dell'unica linea che trasporta l'energia elettrica acquistata dalla Francia...., oppure chi vive in zone meno urbanizzate, come ad esempio dove abito io nei periodi estivi, deve fare i conti gia' oggi con interruzioni della fornitura, piu' o meno frequenti e piu' o meno lunghe, nei momenti di maggior carico delle reti. Aggiungiamo che, a parte Tesla che ha creato a sue spese una rete di stazioni di ricarica, le cosiddette "Supercharger" da 100/120 KW in corrente continua (perfette "scassabatterie come qualcuno gia' ha sottolineato....), di cui in tutta la Campania ce ne sono ben tre..... ,per il resto la situazione e' abbastanza sconfortante, a causa degli alti investimenti necessari per "infilare" nelle batterie di una macchina elettrica quei duecento/trecento Kw necessari per farla muovere, in un tempo ragionevolmente breve, che non sia una intera nottata. Nel frattempo, quelle "furbette" delle case automobilistiche, per accumulare "crediti ecologici...." che gli consentano di portare in compensazione i soldi che dovrebbero pagare come tasse a loro carico per ogni esemplare di vettura a benzina o diesel che esce dalle loro linee di produzione e che, nonostante siano Euro 6d, superano i limiti di emissioni di Co2 e di NoX imposti da altre normative comunitarie, stanno spingendo moltissimo sui modelli ibridi "leggeri", su quelli ibridi "plugin", e adesso anche sulle full hybrid, complice il fatto che, ma guarda caso..., la attuale normativa di omologazione delle auto ibride plugin considera, nel calcolo totale dei parametri di emissione, tutto il percorso effettuato in mobilita' elettrica fino all'esaurimento della batteria... anzicche' effettuare una media pesata del percorso in elettrico e del percorso in endotermico, ed in questo modo, in pratica, non da il corretto peso al fatto che, una volta scaricata la batteria, l'auto inquina esattamente come un'auto "normale" a benzina o diesel (anzi molto probabilmente abbastanza di piu', stante il peso aggiuntivo delle batterie e del motore elettrico installato sull'auto....), e non tiene conto di quanto segnalato piu' volte dai gestori di grandi flotte aziendali, secondo i quali il loro parco auto di macchine ibride, percorre la maggior parte dei chilometri in modalita' puramente endotermica..... Ora finalmente qualcuno a livello legislativo si e' accorto della cosa, e quindi sicuramente di qui' a poco vedreno una inversione di rotta.... a danno di chi, pensando di far bene, e magari privo di competenze tecnico/scientifiche, si e' impegnato economicamente ad acquistare una nuova e costosa auto ibrida plugin..... Ma la cosa peggiore e' che in tutta questa situazione, nessuno si preoccupa minimamente del fatto che, quando incominceremo ad avere un parco di auto ibride o elettriche abbastanza consistente, e quando tutti i possessori di auto elettriche le attaccheranno contemporaneamente alla loro spina (ad esempio la notte...), il carico sulle povere reti italiane di distribuzione dell'energia elettrica, aggiunto a quello dei normali consumi, gia' vicino ai limiti sopportabili, portera' inevitabilmente a blocchi, disservizi ed interruzioni della fornitura a macchia di leopardo... Come dire: ho una bellissima macchina elettrica ad impatto zero, ma non posso ricaricarla...., ho il condizionatore d'aria, ma non posso accenderlo..., ho la Tv 60" ma non posso usarla..., ho l'impianto HiFi esoterico..., ma non ho la corrente per accenderlo..... Tutto questo per ribadire che, se non si fanno enormi investimenti e se non si comincia "da ieri" ad adeguare molto seriamente tutte le reti di distribuzione e le centrali di produzione dell'energia elettrica, tutta questa giostra della mobilita' elettrica finira' molto male per tutti..... perche' resteremo tutti senza corrente...... Inoltre il problema della mobilita' elettrica, e mi riferisco globalmente a tutta quella che prevede la ricarica delle batterie col filo elettrico e la presa di corrente (sia Plugin che Full Electric), e' che si cerca di risolvere un problema creandone altri, che rischiano di essere piu' gravi del problema iniziale, e mi riferisco, come gia' detto, alla attuale insufficiente capacita' delle delle reti di distribuzione e delle centrali elettriche italiane, alla CO2 ed agli altri inquinanti rilasciati nell'atmosfera dalle centrali per produrre tutta l'energia elettrica necessaria per alimentare tutte le vetture elettriche, al costo elevato delle vetture dovuto al costo delle batterie installate, allo spazio necessario ed conseguente peso delle vetture, alla sicurezza di queste ultime in caso di incidenti gravi, alla quantita' enorme di litio ed altri metalli rari (rari, lo dice appunto la parola stessa...) necessari per produrre batterie da 200/300Kw ed oltre, agli inquinanti generati durante la produzione delle batterie, alle difficolta' di smaltimento di grosse quantita' di queste ultime, e cosi' via discorrendo. Inoltre, cosa molto importante, non dimentichiamo che la gran parte dei proprietari di automobili che vivono in citta', la notte le parcheggiano per strada, dove il filo della corrente dalla spina di casa non ci arriva..... oppure in garage pubblici dove, per ricaricare contemporaneamente una cinquantina di auto elettriche dei clienti, servirebbe una improponibile fornitura da centinaia e centinaia di Kw per ogni garage.... Insomma, a conti fatti, per adesso la mobilita' elettrica e' piu' che altro solo un ottimo business per le case prodruttrici di automobili........ P.S. mi sono dimenticato di aggiungere che, secondo stime piu' o meno attendibili, per compensare le emissioni di Co2 e di altre piacevolezze, necessarie per produrre le batterie da installare in una vettura completamente elettrica, e' necessario percorrere almeno 75.000 Km con quella vettura prima di andare in pareggio.... P.S. del P.S. Forse si e' capito che, allo stato attuale, personalmente considero la mobilita' elettrica solo una grande beffa ai danni dei "consumatori" ed un modo "politico" per convogliare le aspirazioni ecologiste, cosi' diffuse attualmente tra la gente, su una strada senza uscita, utile solo a chi produce e vende...... La vera soluzione del problema, e la sostituzione dei motori endotermici, credo sia ancora di la da venire, purtroppo....
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  14. A seguire altre immagini.... Fiat G-91,qui nei colori della Luftwaffe,nacque da una specifica NATO per un caccia leggero che potesse operare da piste improvvisate a ridosso della prima linea,il velivolo italiano ne uscì vincitore ma ad eccezione di AM e Luftwaffe non venne adottato dalle altre nazioni NATO.Già a fine anni '60 comunque il suo valore bellico era pressochè nullo e i piloti tedeschi lo definivano " il più bell'aereo da turismo della Luftwaffe"......... qui un esemplare italiano del 2 Stormo di Treviso negli ultimi periodi di servizio già caratterizzato da numeri di reparto a bassa visibilità.Il velivolo adottato dallì'AM differiva,come si pò notare raffrontandolo al velivolo tedesco,nell'armamento e nei piloni alari.I nostri erano molto basici e si conquistarono fama più che altro per le esibizioni con la pattuglia acrobatica nazionale.Va anche detto che rispetto al tanto vituperato F-104,il G-91 aveva un rateo incidenti/ore di volo,maggiore dello Starfighter.Ma nell'immaginario collettivo creato da verta stampa sensazionalista,il fabbricante di vedove era il 104...... "The Chief",qui a RAF Upper Heyford,è il velivolo del comanndante il 20th TFW come si evince dalle tre bande colorate in coda,ora il velivolo è esposto al museo di Duxford. A-7E del VA-113 "Stingers" della US NAVY in sosta a NAS Miramar quando i velivoli della NAVY eran un tripudio di colori.....
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  15. Se vogliamo guardare a 360 gradi e nel medio lungo termine, i problemi da trattare sono proprio altri. Che lo si creda o no, uno dei più urgenti da risolvere è quello della produzione di carne. Il cui impatto a livello globale è enormemente più grande dell’inquinamento prodotto dalle auto. Produzione che andrebbe drasticamente ridotta attraverso la riduzione drastica del consumo. Ed intendiamoci, io non sono né vegetariano né tantomeno vegano. ps: so già dove va a finire pure questa discussione....
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  16. Da sempre sostengo che manca una visione olistica, di insieme, le batterie con cosa le fanno? Quanto inquina fare le batterie, a livello globale? Lo sfruttamento e l'impatto ambientale provocato dall'estrazione dei minerali? L'energia elettrica poi da dove viene? Il biodiesel quanto incide sulla deforestazione per lasciar spazio alle coltivazioni di colza? Qualcuno ha fatto i conti "globali" prima di parlare di energia pulita? Si chiacchiera di pulire il mondo, ma poi si pulisce sì e no il proprio salotto, scopando la polvere sotto il divano (degli altri). Non sto dicendo che dobbiamo gasarci per forza, il problema energetico esiste ed è serio, ma sostengo che la faccenda è molto più complicata di quel che vogliono far credere e le soluzioni meno semplici. Secondo me dovrebbe essere impresso a fuoco nelle menti di tutti che l'entropia comanda e bisogna farci i conti. Puoi creare solo consumando più di quel che crei, fare ordine da una parte solo aumentando il disordine da un'altra.
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  17. Il nostro ruolo è fondamentale, da fotografi, non solo per documentare, ma soprattutto per manifestare. Ciò che siamo, che sentiamo, o che vorremmo essere o sentire
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  18. E aggiungo che della sua presenza io ho saputo alla fine di ottobre per merito della segnalazione di Fabio (Sakurambo) che oltre a Mauro è l'unico dei Nikonlander a rendere pubblici (a scriverne) i suoi risultati di ricerca. E che all'inizio non lo avevo considerato, fino a quando non sono arrivati a Mauro i due TTartisan a baionetta Leica. Francamente non eravamo andati subito all'idea di interporre un secondo anello di conversione a favore della baionetta Nikon. Ma quando me lo sono procurato su Amazon, la sorpresa è stata tanta. (Ricordatevi che avevo fatta la stessa cosa con un Techart apena poco più di un anno fa) L'importanza poi del titolo nell'articolo è basilare e il salto di qualità nella classifica di Google, il mio articolo l'ha fatto con una modifica apportata da Mauro in termini di sintesi descrittiva. E' bastato un "tutte..." Lo sappiamo che l'italiano non è certo la lingua più clikkata da chi legga sul web
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  19. è un bell'obiettivo, una di quelle lenti che costruite 10-15 anni fa avrebbero dato risultati mediocri, ed oggi invece in connubio alle Z riescono a dare qualità. rispetto alle aspettative basse che avevo, ne sono rimasto soddisfatto anche utilizzandolo sulla Z7 che non è proprio il suo "matching" ideale. Con la Zfc certamente darà il meglio. Poi la maestria del nuovo proprietario farà il resto
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  20. Hai postato attorno alle 4,00, qundi magari ti sei svegliato"nel cuore della notte" verso le 3,00. Dalle 21,30 in cui ti sei addormentato fino, poniamo, alle 3,00 hai dormito più di 5 ore, e altre 2 ore le hai dormite dalle 6,00 alle 8,00: totale, oltre 7 ore di sonno, che per la tua età sono abbastanza normali. Quindi non dormi così poco. Così mi hai fatto venire in mente un mio carissimo amico, di professione avvocato, che mi prende in giro da una vita dandomi dello sfaccendato perché tendenzialmente mi piace / mi piacerebbe alzarmi tardi da letto, affermando che lui invece si alza alle 4 / 4,30 per studiare le cause per poi lavorare tutto il giorno. Ed io da una vita gli oppongo il fatto che non mi corico mai prima delle 23,30 / mezzanotte, stento a prendere sonno e mi sveglio (stanco) alle 7,30. Mentre lui, come mi confessa, spesso alle 20,30/21,00 crolla sul letto o sul divano, per poi svegliarsi - come è giusto per un cinquantaquattrenne - dopo circa 7 / 7 ore e mezza. Entrambi abbiamo dormito lo stesso numero di ore, ma lui è uno stakanovista del lavoro ed io un dormiglione... Si fa per scherzare, ovviamente...
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  21. Chi ha storie da raccontare, Roby, dovrebbe scriverle. Nel senso proprio del dovere. Non solo per gli altri: scrivere è rivivere, ma nel modo in cui avremmo voluto.
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  22. Grazie a tutti ! Però, davvero, mi sono divertito talmente tanto che non è stato proprio nessuno sforzo Comunque, leggere i vostri commenti è veramente rincuorante e anche questo mi aiuta parecchio Vorrei però rassicurarvi: la sedia al momento è ancora una comodità più che una necessità. Per camminare ho il deambulatore che si vede nelle prime foto, ridotto ad attaccapanni. Guido ancora... non va così male.
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  23. Anni fa una rivista di auto inglese fece proprio una valutazione globale di inquinamento dei primi mezzi elettrici ed ibridi. Venne fuori che, per un cittadino britannico, l'impatto ambientale di una Toyota Prius ( mi sembra la seconda generazione ) era identico a quello di un Defender 3.0 V6 benzina a causa delle voci aggregate tra le quali la spedizione via nave dal Giappone. Senza una visione a 360 gradi passeremo da un'emergenza all'altra senza soluzione di continuità.
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  24. e invece no, devono venire perchè sei Master Maratta non per la modella. a livello didattico un workshop dovrebbe avere in copertina solo il nome del fotografo, chi è interessato va a vedersi il suo portfolio e se gli garba, partecipa. ma la maggiorparte delle volte invece (purtroppo) se non c'è la modella che attrae, la gente non partecipa, perchè vanno per la modella e non per il fotografo, quindi non per imparare ma per fare foto (e per vedere una bella tipa). Tipa che ovviamente deve corrispondere alla tipologia che gli garba, deve essere bionda occhi azzurri o mora tette grosse o magra gambe lunghe. Questo pur essendo un workshop (quindi con docente) e non un modelsharing.
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  25. Dunque dunque... a qualcuno piace prendere in mano le patate bollenti (ogni doppio senso è puramente intenzionale) Ci sono tanti temi da trattare separatamente in modo approfondito, ma cerco di non perdere il filo e rimanere legato alla discussione in corso. Il titolo è fuorviante: "perfino alcuni dei fotografi maschi" sottintende che i fotografi (maschi) debbano per forza conoscere meglio di altri come trattare le donne e ci si stupisce che non sia così. "Come trattare le donne" è altrettanto fuorviante in quanto mette in relazione i fotografi con le donne e non con le modelle. Per quel che mi riguarda c'è una distinzione tra rapporto tra uomo e donna e quello tra fotografo e modelle; il secondo è un rapporto di ruoli, che di per sé sono asessuati, come tra un dirigente (uomo o donna che sia) con un dipendente (uomo o donna che sia). A livello amatoriale è leggermente diverso, ma a livello professionale il fotografo ha la responsabilità del lavoro e svolge la mansione di direttore artistico, sotto il quale lavorano truccatori, modelle, assistenti e tutto il resto dello staff. Quindi la modella (o modello) deve eseguire il proprio ruolo (lavoro) che le/gli viene detto di svolgere, nelle modalità che il fotografo decide. Il modello è quindi un ruolo subordinato. La donna non è un ruolo ma una specifica dell'essere umano, che quindi, come essere umano non deve essere subordinato l'uno all'altro. Se non nel momento in cui assume un ruolo, appunto. Il titolo corretto dovrebbe essere quindi "Alcuni fotografi, anche tra i più noti, non sanno come lavorare con le modelle" Se il titolo diventa invece "Alcuni maschi, anche tra i fotografi, non sanno come trattare le donne" il tema diventa un altro. Credo che fino a qui siamo tutti d'accordo, no? Sul rapporto uomo-donna e su quanto siano diversi e sia difficile la reciproca comprensione, ci sono fiumi di trattati di psicologia, sociologia, etologia e di scienze comportamentali a cui fare riferimento (o chiedere a quelli sposati e divorziati). Sul rapporto fotografo-modella forse non si è ancora scritto abbastanza e forse non si arriverà a declinare uno statuto di comportamento ma delle cose da puntualizzare ci sono. Riparto dal punto sopra del rapporto subordinato tra fotografo e staff per riaffermare la responsabilità del lavoro commissionato che è tutto a carico del fotografo. Di conseguenza o la modella fa quello per cui è pagata o si telefona all'agenzia per fare reclamo (e poi se la vede il booker con la modella) oppure ci si imbatte in un grosso problema. Dato che buttare all'aria un investimento per una condotta non professionale di una modella è sempre una cosa da evitare, meglio parlare nei dettagli del lavoro PRIMA di prendere impegni. Se il servizio è da realizzare sulla neve in montagna a dicembre, è bene sapere se alla modella sta bene oppure no, quello che è da evitare è che la modella, arrivati in montagna, si rifiuti di posare perché fa troppo freddo. Ed ho descritto una situazione che vale anche a generi invertiti, proprio perché il ruolo è asessuato ed ha solo dei vincoli lavorativi. Lo stereotipo invece ci dice che i fotografi sono maschi e i soggetti sono femmine, quindi dobbiamo aspettarci dei comportamenti in cui il genere interferisce sul rapporto tra i ruoli. Innanzitutto se questo avviene in maniera sostanziale è sbagliato. Il fotografo maschio si dovrebbe comportare allo stesso modo con soggetti femminili e maschili, lasciando da parte pruriti e depravazioni, ma si sa che questo non è sempre possibile, anche perchè i fotografi scelgono i soggetti da cui sono attratti. In questo caso il ruolo può diventare subordinato al genere, ma questa è una situazione molto personale, che dipende quindi dai singoli individui, e si può estendere a tutti i settori, anche al nostro posto di lavoro (estraneo alla fotografia). In generale bisogna avere (semplicemente) lo stesso rispetto che si dovrebbe avere per le persone con cui ci relazioniamo ogni giorno cercando di capire i limiti oltre i quali non bisogna andare e i limiti sono appunto personali, dipendono da ciascuno di noi. Io insegno nei workshop che di fronte abbiamo una modella ma prima di tutto una persona, che quindi bisogna trattare la modella come persona; nello stesso tempo quella persona ha deciso di fare un lavoro, per il quale viene retribuita e quindi ne conosce i rischi e i compromessi. L'importante è che sia sempre possibile fare una scelta per entrambi. Il fotografo deve poter scegliere la modella che accetta le sue condizioni, la modella deve poter accettare o rifiutare tali condizioni e quando si trova questa sinergia, il fotografo tenderà inevitabilmente a lavorare con la stessa modella più volte. In altre parole si entra in modalità "trovarsi bene" con qualcuno che miscela l'aspetto lavorativo con quello umano. Tutto sta a definire quanto del maschio sia presente nel fotografo e quanto della femmina sia presente nella modella e trovare il giusto compromesso ed equilibrio per poter lavorare bene insieme senza far sentire a disagio una delle due parti. Sfiorando brevemente il tema Weinstein che ho già trattato a suo tempo, secondo me è la possibilità di scelta a fare la differenza. Se alla giovane attrice viene offerta una parte in un film in cambio di una prestazione sessuale e sceglie di accettare, lo fa per libero arbitrio e quindi lamentarsi dopo anni dell'accaduto, soprattutto dopo aver vinto oscar e guadagnato milioni di dollari mi sembra quanto meno opportunistico. Anche perchè altre attrici non hanno accettato e hanno fatto carriera in altro modo, quindi la possibilità esisteva ed è stata appunto una scelta.
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  26. Non ho opinioni sulle vicende che hanno coinvolto Weinstein, non l'ho seguita.... ops, già questa è una opinione Secondo me hai fatto bene a cogliere l'ispirazione di quell'articolo per trattarne qui (credo di averlo letto anch'io, alcune righe in verità: non mi ha granché appassionato). Di fatto, ci sono molte assunzioni a base maschilista/maschile su tutto questo, che partono dal presupposto retrogrado ed ignorante che tra l'uomo fotografo e la donna modella, soprattuto se di nudo, ci sia ben altro che le fotografie fatte insieme. Ma aggiungo, perché sono felicemente sposato ma tra le altre cose fotografo modelle quando mi è possibile, che quando ho iniziato, proprio le prime volte, mia moglie mi ha chiesto di vedere le foto. Subito, senza la selezione dopo la quale normalmente ho piacere di chiederle che pensa di qualsiasi cosa io fotografi. La sua teoria, condivisa con me prima che andassi e che alla fine ho reputato proprio puntuale, è che dalle foto si sarebbe capito bene cosa avessi per la testa mentre le scattavo e quale fosse il mio intento nell'essere la. Più esplicitamente, ero la per fare arte o per vedere donne provocanti nude o quasi? Come hai ben scritto tu "Quando l'uomo fa il fotografo e la donna fa la modella, si crea automaticamente una mappatura codificata di comportamento ed é semplicissimo rimanere entro quei binari senza inconvenienti". La bellezza è negli occhi di chi guarda. Purtroppo lo sono anche malizia, sospetto e volgarità. E con maggior frequenza!
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  27. ACC... stai dicendo che non è vero che “uno vale uno”? Vuoi vedere che abbiamo toppato anni di conduzione del paese? 😂😂😂😂
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  28. Seconda uscita costeggiando il Fiume Reno a sud delle Valli di Comacchio:
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  29. Continuazione ideale di uno dei miei primissimi articoli su Nikonland, al quale sono affezionato quanto alle fotocamere, che continuo a conservare e riverire... L'insostenibile pesantezza dell'essere F... ho pensato a questa reprise perchè sono molto contento di aver ricomprato una F5, a distanza di dodici anni da quando avevo venduto la precedente, per finanziare parte dell'acquisto di una D200 gli anni non passano mai invano ed ecco che uno sconosciuto nipponico ha nel frattempo tenuto da parte quest'altra per me ...per me che sono il primo di sicuro a far scorrere il suo mirino DP-30 fuori dalle guide, denudandola...davanti alle altre quattro geishe spogliarelliste notare le finestrelle di controllo dell'esposizione, del tracking e del telemetro elettronico sullo chassis come anche già su F4 ed F3 (solo quelle dell'exp) Ora mi cerco i vetrini di messa a fuoco alternativi a quello standard... e poi magari vado anche a caccia dei suoi mirini, come già posseggo per tutte le altre F che consentono l'intercambiabilità: (photo courtesy MIR.com) a partire dal mirino sportivo DA30 o il mirino ingranditore 6X DW-31 fondamentale nei lavori con soggetti a distanza ravvicinata o il suggestivo, quanto...inutile sulle reflex, mirino a pozzetto DW-30 ognuno dei quali comporta una serie di opportunità, ma anche di limitazioni dal punto di vista esposimetrico, dove ovviamente il più completo è lo standard DP-30 con tutte le opportunità di misurazione Matrix/Matrix 3D, pesata al centro e spot, seguito dal mirino sportivo che usa un Matrix semplificato a soli 5 segmenti (come alle origini del Matrix su FA, F801, F601) CW e spot, mentre il mirino-loupe DW-31 (interessantissimo sempre) ha il solo esposimetro spot, così come il mirino a pozzetto. (MIR.com)
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  30. Pensavo a una serie "Un giorno Ross mi farà..." Prossimamente su Netflix.
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  31. Dalla stessa sessione
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  32. Ieri pensavo (e infatti diluviava ) ai massymy systemy e mi è venuto in mente un confronto che spero venga preso per il verso giusto. Sabi del 2015, quando l'ho conosciuta e Sabi domenica scorsa. E' indubbio il passaggio da ragazza a donna, e personalmente mi piace molto di più ora. Non so quanto sia riuscito a coglierlo, ma ora Sabi ha una profondità infinita nel suo sguardo, come se tutto il suo vissuto fosse lì dietro a costituire una sicurezza incrollabile.
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  33. Da incidere nella roccia. Monito ed esortazione per tutti.
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  34. Grazie a tutti per il passaggio, innanzitutto In verità sono stato molto combattuto, non sapevo quanto fosse giusto pubblicare questa storia. Ma, nel caso, avrei dovuto cercare la giusta chiave narrativa, evitando il "politicamente scorretto" che mi avrebbe fatto finire dritto in tribunale. Alla fine l'unico modo giusto per raccontarla era scavare nei miei stati d'animo. Esprimere rabbia è più facile, indubbiamente, ma non voglio farmi il sangue cattivo più di quanto non sia già. In questi giorni ho visto anche la devastazione in buona parte del Sud Italia, Sicilia e Calabria, un vero disastro. Ed è qua che inizierebbe il "politicamente scorretto". La piaga degli incendi che invece è l'industria degli incendi, un'industria che produce tanti utili e tanti voti: si potrebbe iniziare con le società private che hanno in concessione i Canadair acquistati con soldi pubblici (avete presente Autostrade? Stessa cosa) e si finirebbe con finanziamenti statali a pioggia per gli allevatori e migliaia di assunzioni di forestali in tutta italia, il sistema più efficace da sempre per raccattare voti. Di ciò che sta nel mezzo è meglio tacere. Ciò che posso fare al meglio è usare la mia fotocamera per denunciare lo scempio. Questo è politicamente corretto.
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  36. E' una riflessione interessante. Quanto sarebbe ampio lo spettro delle cose che vorremmo fare, e ancora di più dei modi in cui ci piacerebbe farle, se fossimo senza limiti? Quanto sarebbe capace di portarci lontano la nostra fantasia? "...dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati. – Per andare dove, amico? – Non lo so, ma dobbiamo andare.“ Il bello è il viaggio, non la destinazione!!!
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  37. Che bello ricordare queste cose, mi mette dentro una piacevole nostalgia. Sono due persone, due fotografi. Il primo è Guido Paliaga, un grande amico da cui sfortunatamente la vita mi ha progressivamente e praticamente separato. Un mucchio di esperienze insieme, in montagna, arrampicando, eravamo entrambi cresciuti e diventati istruttori di alpinismo nella stessa scuola del CAI. Lui, oltre ad arrampicare, fotografava alla grande. All’epoca, un corredo Nikon AIS costruito intorno ad una F3. Tanta curiosità e voglia di andare in giro a fotografare paesaggi, macro ed animali. Tanti rullini di Velvia. Questo il suo sito, che non aggiorna da moltissimo..... ma so che fotografa: http://www.guidopaliaga.com/index.htm Come mi ha influenzato? Beh, raccontandomi della luce, di come la velvia la leggeva, di come componeva e sceglieva i posti per fotografare. E poi facendomi vedere spaziali diapositive. E poi con la sensazione tattile dei suoi fantastici AIS. Ricordo molti episodi insieme, ma uno in particolare spicca. Un viaggio da Milano alle Lofoten, in auto. Interminabile, ma come tale pieno di discorsi. Il secondo è Stefano Unterthiner, che credo non abbia bisogno di presentazioni. In ogni caso, questo è il suo sito: https://www.stefanounterthiner.com Quattro cose, un crescendo. Il suo libro Camosci, trovato per caso in una libreria di Champoluc. Fred, il suo libro sulle volpi. Quante serate passate a leggerne le pagine ammirando le fotografie! Poi un articolo su Oasis, nel quale raccontava una spedizione fotografica in Islanda con tale Ramires. Per finire, con Stefano, un workshop in Finlandia. Dieci giorni in casa sua e a fotografare con lui che in quel periodo riprendeva Le notti dell’orso e correggeva le bozze di L’odissea del Re. Un’esperienza fotografica e di vita, che mi ha fatto proprio capire che trasmettere la bellezza della natura è uno dei modi per tutelarla. E che le immagini non sono una cosa che si trova ma una cosa che si crea. Io fotografo grazie a loro. E poiché fotografare è una parte di me, anche loro lo sono.
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  38. anche io e mia mamma abbiamo fatto a martedì scorso e richiamo a 18, mia moglie richiamo 13 tutti con Pfizer e speriamo di uscire tutti dal tunnel e usciamo a divertirsi e vivere e fotografando
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  39. Grazie del pensiero Piermario, ma è già attuato da tempo.. solo che mia figlia, la mamma.. non vuole, ed ha ragione.. che gli scatti vadano in rete.. tanto che sul suo profilo di FB troverai solo delle scarpine, ed io come nonno non posso che non attenermi a quanto mi è richiesto, le foto della mia nipotina le hanno ben poche persone, oltre ai familiari stretti, ti dirò di più.. la Z50 fa degl'ottimi filmati e dopo il loro montaggio, la piccolina se li vede ed è felice..
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  40. Non potendo aspettare l'improbabile uscita della FFFoveon, ho acquistato da un negozio in Francia la ormai mitica SD1. Arrivata oggi e montato il 105 macro rimastomi, sono corso nel unico sito interessante raggiungibile in breve tempo. Aperti i files mi sono quasi commosso. La nitidezza della D850 ma con la delicatezza della Merrill.
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  41. Detto ciò, constatando l'impossibilità di argomentare restando sull argomento, come del resto avviene nel quotidiano attuale, direi che sia auspicabile tornare a scrivere di oggetti basici, come le attrezzature fotografiche
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  42. Io non sono in disaccordo sul ragionamento sulla brexit, e neppure se parliamo di quanto hanno fatto 80 o più anni fa gli inglesi. Mio papà è stato bombardato dalla loro flotta e la pensa come il papà di Max. Ma non mi piace generalizzare tra popoli ed individui, perché allora il primo con gli occhi a mandorla che vedo per strada è il colpevole di tutto questo. Quello che non condivido è che si valuti il rischio di essere vaccinati peggiore del rischio di prendere/trasmettere il covid, con le conseguenze per noi stessi e per gli altri. Provocatoriamente, direi che è più o meno come dire che si può guidare ubriachi.... scelta nostra! BTW quello è un bel esempio di evasore fiscale, che grazie alla nostra italianità consideriamo una specie di “eroe nazionale”. Chissà.... magari se avesse pagato le tasse, lui e molti altri come lui, avremmo oggi una sanità migliore.... e meno vittime come tedeschi o francesi. Oppure un vaccino nostro invece che uno di Oxford di cui parlare!
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  43. E' un pò come tutte "le teste parlanti via skype della TV" che si improvvisano espertoni di Virus e rimedi per la pandemia. Matematici, fisici e statistici di provincia che non saprebbero curare un callo ma che sanno tutti immancabilmente che bisogna stare tappati in casa senza vedere nessuno e soprattutto, senza entrare in un negozio. Hanno opinioni da vendere e nulla da mettere in pratica.
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  44. Mauro, perché hai messo queste splendide immagini sotto il titolo di “politicamente scorretto”? Credo che saper vedere gli aspetti belli e armoniosi del nostro mondo, le manifestazioni di gioia e le passioni, mostrarli agli altri e invitarli a partecipare a questi piaceri sia un modo giusto di essere e di condividere: una “politica corretta” insomma. Lasciamo ai lamentosi piagnoni, agli invidiosi che rifiutano o distruggono quello che non possono avere il compito di mortificarsi costantemente, senza nessun vantaggio per se stessi e per gli altri (quante comari del paesino ci siano, chiedetelo a Bocca di Rosa) Ho invece qualche dubbio su “un’arte destinata allo svago,” il cui scopo sia di “distrarci”: l’arte penso debba sempre condurre ad una migliore comprensione della realtà e di noi stessi, a ricercare e farci apprezzare le cose positive, ma anche a prendere consapevolezza del dolore e della malvagità. Credo che tu apprezzi le “Sette Opere di Misericordia” del Caravaggio: quante sofferenze mostra, ma quanta bellezza. Questi sono mesi di preoccupazione per la salute, per l’economia, per il disagio psicologico che moltissime persone vivono, ed è bene che vengano raccontate e illustrate; ma nulla vieta che si mostri anche la gioia di vivere, che qualcuno, per fortuna, riesce sempre a scovare.
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  45. Io ho due grandi passioni e li coltivo entrambi: Nikon, della quale sono fedele da circa quarant’anni, e Apple, in particolare il Mac. Aggiungo, sono un professionista informatico, con Windows ci debbo lavorare, ma in casa mia solo Mac e relativi accessori. lo so, molti ritengono Apple un mondo chiuso e pertanto non lo amano, ma la bellezza e la costruzione del sistema operativo non è nemmeno paragonabile alla costruzione di Windows che stratifica strati di software per mantenere tutto e tutti compatibili. Ora siamo nuovamente ad un cambio epocale, si abbandona l’architettura x86 che nasce nel lontano 1980 e si passa ai sistemi ARM. In questo momento c’è da soffrire un po’, in attesa che tutti si adeguino, ma tempo 12 mesi vedremo cosa farà la concorrenza. in ogni caso, le incompatibilità che oggi trovi per installare LR CC non risiedono nel sistema operativo, ma una scelta precisa di Adobe di non modificare un controllo che effettua leggendo la versione di OSX attiva. Aspetta le nuove macchine ARM, ne vale la pena.
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  46. Eccolo qua, finito, per quanto mi riguarda. Poi vedremo nei prossimi mesi i progressi. Questo è il mio primo aereo in scala 1/48 da un secolo. Ed io non sono mai stato un granché con gli aerei. A distanza normale si presenta bene. Purtroppo a questo livello di ingrandimento si vedono tutti gli strafalcioni. Ma io mi sono divertito lo stesso a farlo !
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  47. Ma non c’è solo disastro, c’è anche rinascita. E la dimostrazione che la vita sulla terra può ben fare a meno del genere umano...
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