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  1. Il nostro ruolo è fondamentale, da fotografi, non solo per documentare, ma soprattutto per manifestare. Ciò che siamo, che sentiamo, o che vorremmo essere o sentire
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  2. Mauro, perché hai messo queste splendide immagini sotto il titolo di “politicamente scorretto”? Credo che saper vedere gli aspetti belli e armoniosi del nostro mondo, le manifestazioni di gioia e le passioni, mostrarli agli altri e invitarli a partecipare a questi piaceri sia un modo giusto di essere e di condividere: una “politica corretta” insomma. Lasciamo ai lamentosi piagnoni, agli invidiosi che rifiutano o distruggono quello che non possono avere il compito di mortificarsi costantemente, senza nessun vantaggio per se stessi e per gli altri (quante comari del paesino ci siano,
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  3. Ho dato una coppa a Max perchè secondo me ha espresso in due righe una verità essenziale, con cui non si può non essere d'accordo. Non essendo legati ad un dovere professionale, ciascuno di noi può fotografare secondo il suo sentire. Per questo Mauro, in quanto espressione del tuo sentire, il tuo post non è scorretto, è sincero. Non sarebbe giusto giudicare la sensibilità degli altri. Anche io ho fotografato molto meno per strada, sia perchè oggettivamente "rinchiuso", sia perchè come ha scritto Pedrito, nella maggior parte dei casi quello che vedi non è per nulla quello che vorresti
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  4. Si tratta di uno stampo anni '70, ampiamente deficitario con incastri approssimativi, parti che non collimano (non vi dico il nose del radome) o che si incollano insieme con un pò di speranza e incrociando le dita. In più le pannellature sono in positivo anzichè incise. Il lavoro è tanto e non c'è garanzia di risultato. Ma è in pratica l'unico modello esiste al mondo, perchè le altre emissioni in scala 1/48 sono esaurite (prodotte in piccola serie) e tutto sommato non era sto granché per i soldi chiesti. Se questo viene almeno decente, ne farò altri due, così da avere un tr
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  5. Mauro, bel manifesto, alla vita ed alla voglia di viverla. Mi ha fatto molto piacere leggerlo. Mi ritrovo, anch’io, come altri, molto, nelle parole di Max. Ma aggiungo un purtroppo. Perché sono tra quelli che, mancando alcuni ingredienti fondamentali alla propria vita prima ancora che alla propria fotografia, riescono a fotografare con molta difficoltà. Per me, che non sono te, o altri che bravissimi che vanno avanti, e non sono un cronista della pandemia e nemmeno uno che fotografa per il semplice desiderio di fare click, è particolarmente difficile. Ma non mi rassegno, e ce
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  6. Questo è il punto d’accordo, questo è il progetto su cui non esistono tra noi visioni diverse. Temo invece che scotomizzanando il male, coloro che stanno bene se ne dimentichino, lasciandolo appannaggio di coloro che stanno o fanno le cose peggiori.
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  7. No, lo confermo. Stavo parlando di "letteratura d'evasione" (quindi non di Dante o di Shakespeare) e l'ho avvicinata al cinema e alla fotografia che pratichiamo noi, come svago. Naturalmente trovo sia un'opera immensa anche la Salita al Calvario di Bruegel che nella realtà rappresenta il calvario quotidiano di ogni umano fino alla morte (generalmente cruenta) non solamente quello di Cristo. Ma è un quadro terribile e pieno di crudeltà. Non proprio il modo di presentare le cose che mi è più congeniale. Il cinema non dovrebbe rappresentare il brutto della nostra società ma dare sco
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  8. Perfettamente d'accordo con te, Mauro. E non mi pare che hai detto qualcosa di politicamente scorretto. Anch'io, in effetti, sempre curioso e attratto dalla fotografia di strada, non me la sento di immortalare gente con la mascherina sul viso mentre si muove per le vie e i locali delle nostre città. Ma non per il fatto di non voler ricordare questo periodo pandemico, - ché non credo mai ce lo scorderemo - ma perché non poter vedere le espressioni delle persone toglie parecchio a questo genere fotografico, senza contare che molti - io per primo - mi sembrano assai impacciati con quel
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  9. Max Aquila stamattina mi ha ricordato il valore sociale oltre che storico della cosiddetta letteratura d'evasione che durante la guerra permetteva ai lettori, per l'appunto di evadere dalla quotidianità. Parlando di situazioni il più possibile lontane dai fatti del giorno e, possibilmente e anche se dopo vicende alterne, a lieto fine (penso al Conte di Montecristo e i Tre Moschettieri, Poldark etc.). Secondo me le arti destinate allo svago - oltre alla letteratura, anche la musica e soprattutto il cinema, per esempio - ma anche la fotografia che noi pratichiamo, dovrebbero permettere
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  10. Stavo dimenticando, ancora Amanda a Citylife che improvvisa dei catwalk mentre Rossano la insegue con il suo nuovo gimbal e io la filmo più da lontano. Sorridente in mezzo alla folla. VID_2598.MP4
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