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Showing content with the highest reputation since 08/06/2017 in Blog Comments

  1. Gabriele Castelli in versone giornalista ha bisogno della cronostoria dal punto di vista di chi ha preparato la sorpresa Tutto nacque in quel lontano Luglio 2021 (faceva ancora caldo) quando si progettava il regalo della Z... io e il megaboss ci siamo interrogati su come un tale regalo potesse essere valorizzato nelle mani del cuccioloso Castelli. Sicuramente non fotografando panorami o fiorellini, per cui si è pensato a qualche bella gnocca Scartate Cara Delevigne e Emily Ratajkowski solo per problemi legati a loro precedenti impegni, ci siamo chiesti: quali sono i grandi amori di Castelli? Sono spuntati tre nomi: Dora, Saba, Edit (chi non le conosce se ne faccia una ragione e chieda a Castelli di mostrarvele:) Ho puntanto decisamente su Saba (Sabina) dato che con lei c'è stato un tentativo (poi abortito per covid) l'anno scorso di farla venire a Milano: che questa sia la volta buona? La macchina organizzatrice (io) si mette in moto e quando spiego a Sabina di cosa si tratta, mi risponde: "Castelli? quello tanto bello con gli occhi da cerbiatto? essere io il suo regalo di compleanno? Certo che si!" Ok è fatta! eh beh non proprio... il problema era adesso come far recapitare Sabina a casa Castelli a sua insaputa... 1) scassinare la porta di notte e fargli portare da Sabina la colazione a letto 2) trovare una scusa per andare a trovarlo, iniettargli un sedativo e svegliarlo con i sali di fronte a Sabina 3) organizzare uno shooting a casa sua senza dirgli chi fosse la modella Il mio avvocato mi ha sconsigliato le prime due, per cui si è optato per la terza Solo che la scusa dello shooting con modella me la sono giocata quando ho portato Mauro al posto della "finta" modella per regalargli la Z... dovevo trovare un altra soluzione, così mi sono inventato lo shooting remoto e gli ho detto di preparare la postazione al computer che sarei venuto a vedere come si faceva per imparare da lui (lo so è inverosimile, io che imparo da Castelli...lo so...) In sostanza, tutto era pronto da settimane, la modella è arrivata in incognito, chiedendole di non pubblicare sui social che sarebbe stata a milano, chiedendo a mauro di non pubblicare le foto che le aveva fatto il giorno prima (questa è stata la parte più ardua), chiedendo agli altri fotografi di mantenere il silenzio stampa fino al lunedi successivo. E poi, la domenica mattina... Castelli mi scrive che sta per andare al Pronto Soccorso!! Potete immaginare la nostra faccia quando io e Sabina abbiamo letto il messaggio... A poche ore dallo shooting, cosa si poteva fare? Vestire Sabina da infermiera e infiltrarla al Pronto Soccorso era un'opzione, ma sapevo che qualunque fosse stato il problema di salute se avessi detto a Castelli che gli avrei portato Sabina a casa, sarebbe guarito di colpo. Ma mi sarei giocato la sorpresa... mumble mumble... che si fa? Ore di panico intervallate da ore di apprensione, fino a quando non ricevo il messaggio "sto meglio, puoi venire" Dio esiste! (Almeno oggi) Si parte! e quando si arriva la sorpresa la ricevo io... al citofono mi risponde la mamma! E adesso??? Non mi resta che raccontarle tutto ed avere un alleato in più... Portiamo Castelli nella sua camera e intanto facciamo entrare di soppiatto Sabina in casa. Mentre annuncio con faccia dispiaciuta e addolorata che lo shooting remoto ha un contrattempo e dobbiamo rimandare, la mamma lo chiama in salotto per un aperitivo... e quando Castelli arriva, si trova Sabina con una candelina in mano che gli canta happy Birthday to you... Ora, la delusione di non vedere neppure una lacrimuccia, è tanta assai, ma purtroppo il nostro nikonlander non si commuove facilmente (io avrei pianto come un bambino a Natale)... ma la felicità nei suoi occhi era chiara, evidente e impagabile:) Ecco tutto l'antefatto... e non ho raccontato che Sabina nel piano originale doveva presentarsi in sexy lingerie, ma la presenza della mamma l'ha "costretta" ad indossare una vestaglietta e non ho raccontato che Sabina mi aveva suggerito di comprare qualche metro di carta da pacchi per farsi impacchettare come un regalo e non ho raccontato che, arrivando da uno shooting al mattino, mi ero portato la macchina fotografica, per cui è stata pura fortuna che l'avessi con me (la batteria della Z si è scaricata dopo 20 scatti) e non ho raccontato che la candelina che si accende da sola arriva dalla Thailandia, lì è molto usata:) e non ho raccontato della zia...:) a circa metà dello shooting arriva la notizia che la zia sta per arrivare.. occorreva fermarla a tutti i costi! Nonostante le numerose chiamate non è stato possibile raggiungerla così ad un certo punto..suona il campanello: Allarme zia! Corriamo (su due ruote) in camera e continuiamo lo shooting con Sabina che saluta nuda dal balcone gli automobilisti di passaggio... Che altro aggiungere? Per me e per Sabina è stato un compleanno indimenticabile, spero anche per Gabriele
    16 points
  2. Aggiungo i miei ultimi due scatti in tema minimal, un posto magico che era da molto tempo nei mei pensieri. Si tratta del Torii di ingresso dal Lago Biwa verso il tempio di Shirahihe. Un'alba magica in un posto che unisce armonia, spiritualità, l'incontro dell'uomo con la natura...il tutto con una semplicità disarmante. _______ Andrea
    8 points
  3. Che bei commenti, mi fanno molto piacere. Grazie! Effettivamente sono uno che, quando si mette in testa di voler fare una cosa, si impegna parecchio per il riuscirci.... ma è tutto frutto di una grande passione. Del sentirsi dentro qualcosa che spinge forte, non fa sentire troppo la fatica e sfuma scomodità e disagi. Quel “qualcosa” che ti spinge a fare quel passo in più o aspettare ancora un minuto per vedere se quello che hai immaginato succede, ma con il sorriso.
    8 points
  4. Grazie a tutti !! Aggiungo qualche altra foto.
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  5. Ha ecco, non avevo capito.. allora all'epoca non leggevo certo i giornali.. per i carabinieri che avevano indagato su di me, non scherzo.. è vero, ma lo venni a sapere tempo dopo.. io ero una persona tranquilla orientato verso il socialismo, comunque ero curioso di vedere come vivevano da quelle parti, pensavo ci fosse del bello e del buono.. pensavo.. ( poi mi sono chiesto con quale testa ) e allora ci andai, gli amici mi davano del matto, erano a Jesolo ad aspettarmi.. se tornavo; le persone che mi ospitavano gentilissime, ma capii dopo con un secondo fine, avevano due figli, un maschio e una femmina, la ragazza non lo nascondo era carina davvero, e loro facevano di tutto per lasciarci soli.. ma capita l'antifona mi guardavo bene.. lei come lavoro controllava dei negozi di frutta e verdura, controllava i registri di carico e scarico, solo che era la terza persona in cascata che faceva quel lavoro.. mi sembrava alquanto stupido, però tutti avevano un lavoro.. il figlio studiava elettrotecnica e, peccato che non ho fatto una foto.. ma questo è il senno del poi.. mi fece vedere su una tavola di legno, con una serie di chiodini piantati su, un circuito con un galvanometro che probabilmente al tempo di G. Marconi era già vecchio.. tra i chiodini vi erano una serie di resistenze fatte a mano.. grande spirito di costruzione ad ogni costo, io tirai fuori il mio ICE 680 R ( un vecchio tester ) usato, e lo regalai.. era trasecolato di cosa e come non ché quante misure potesse fare.. non aveva mai visto una cosa simile.. non so quanti residuati abbia visto in giro, marciare allegramente.. parlo di vecchie automobili anteguerra, vi erano anche qualche vettura fiat 124 o giù di li.. ma erano poche.. le prostitute davanti al ristorante per stranieri, che rimorchiavano quando possibile.. erano in combutta con la polizia, ho portato quella ragazza al ristorante una volta sola.. poi non ha più voluto, primo, i polacchi era proibito entrare, si pagava solo in dollari, mi portarono su mia richiesta la coca cola, che lei non aveva mai bevuto.. in bicchierini da liquore.. mi incavolai e feci fatica a far lasciare la bottiglietta in vetro.. sul tavolo.. vedere i ragazzi bere di nascosto.. un' ingegnere della Polmo-Fiat che credimi.. pensavo fosse sull'altra sponda.. portarmi fuori a mangiare il gelato ed altro.. e alla fine la ragione me la disse: le piacevano gli schienali in paglia che avevo sui sedili.. unti e bisunti.. mi vergognai e non li diedi.. mi pento ancora se ci penso.. era povera gente che viveva come poteva, eravamo nei primi anni 70... e noi per loro eravamo l'eldorado.. spero di averti accontentato.. Dimenticavo.. non volevo che la mia permanenza fosse un costo per loro e i dollari che avevo con me, ne lasciai una parte a loro.. la polizia al momento dell'ingresso si fece far vedere quanti dollari avevo in tasca, tot dollari per giorno per n giorni all'uscita non ne puoi aver di più.. senno vuol dire che hai fatto cose losche.. non mi accorsi che mi avevano infilato dei dollari nel bagaglio, loro speravano che mi portassi via la figlia.. e non ci pensavo per nulla.. alla frontiera mi controllano, saltano fuori, dopo un pò di tempo, la confisca e posso tornare.. ha anche la loro moneta non era possibile portarla fuori.. stop.
    7 points
  6. Oggi si è completata un'altra fase di Vinci e me, quando l'ho accompagnato, come nel primo giorno di scuola, anche al suo ultimo, assistendo anche ai suoi esami di maturità... Sono poche le occasioni nelle quali non sono stato in grado di tirar fuori la fotocamera che avevo appresso, oggi è stata una di queste... Meno male che almeno col cellulare ci sono riuscito, all'uscita dell'aula... La mia tensione mi ha riportato al tempo dei miei esami, annegati nell'esultanza dei Mondiali del 1982... Proprio come ieri la semifinale azzurra, che abbiamo guardata insieme per un pezzetto, prima che andasse a dormire. Insomma è passato anche questo, adesso... una piccola vita.
    7 points
  7. Tutta apertura 1000 iso ...quando arriva un'ottica la foto al gatto è immancabile, mai vista una roba del genere sul pelo. ...che tra l'alto oggi compio 15 anni
    7 points
  8. Io non condivido. Una persona vicina che muore in questo modo, che sembra assurdo, è sempre una cosa difficile da sopportare. Ma ricordo che, quotidianamente, tra i non vaccinati, in Italia stanno morendo 400-500 persone al giorno nonostante il lockdown. A ieri siamo arrivati in totale a 111.000 morti. I vaccini, al momento, sono l'unica soluzione per evitare che il prossimo ottobre ci si ritrovi con una nuova curva come quella qui sopra. Sul fatto che siano o meno adeguatamente sperimentati non ho elementi, come nessuno di noi. Ma un conto è voler essere tutti allenatori della nazionale un altro è voler essere medici o virologi senza la minima preparazione. Sul libero arbitrio, la possibilità cioè di decidere su tutto ciascuno per se, potremmo dire un sacco di cose. Il principio è giusto, ma fortunatamente ci sono alcune illuminanti eccezioni.
    7 points
  9. Allora,a completamento dell'articolo,posto alcune immagini fatte da alcuni amici fotografi di aviazione.Le prime due sono opera di Joe Cupido,nella 1) avete la visuale del pilota mentre si avvicina al rifornitore,la 2) invece è relativa ad un decollo in coppia ed è presa da un altro F-4 Phantom, la 3) è opera di Denis J.Calvert ed è presa dal portellone di un C-130 della RAF e mostra un F-4 della RAF , la 4) è opera di Peter Doll e mostra una flight di Tornado della Marineflieger tedesca,la 5) sempre dello stesso Autore mostra un G-91 della Luftwaffe impiegato per compiti sperimentali . Anche qui,ci son delle difficoltà dovute la fatto che dopo la vestizione si è impacchettati al sedile e si va su con la fotocamera e un solo rullino perchè per sicurezza non lo lasciano cambiare in volo,immaginate cosa potrebbe accadere se cadesse di mano e finisse in giro per la cabina.... comunque come ottica usavano zoom 25-50 oppure 35-105 e/o 35-200. Almeno quelli coi quali ho parlato in merito. Ecco,con questo concludo questa breve disamina sulla foto aerea che spero sia stata di interesse per voi.grazie per la visione e i commenti.
    7 points
  10. Dire che mi avente lusingato è riduttivo: ho letto dichiarazioni di stima che mi sorprendono fino all'inquietudine. Grazie! Ma occhio, sono sempre il cazzaro che in molti hanno incontrato a tavola in tante belle occasioni. Lo scrivo per chi non sa, non conosce, passa di qui e chissà che idee si fa. Ma no, ma no, l'unica cosa che voglio veramente sottolineare è quanto sia importante per me che "dove finiscono le dita cominci una .." fotocamera Comunque grazie a tutti e soprattutto ai coagulatori di tutto questo cioè Mauro, Max e Silvio che tengono in piedi questa struttura web importantissima . A tal proposito mi pare il caso di fare il punto su quel che ho visto accadere nei 10 anni trascorsi insieme. Ciascuno ha il suo background, arriva a Nikonland con un bagaglio e con le sue idee ; dal confronto con gli altri il conflitto è naturale che si proponga. Sono il primo ad infiammarmi in discussioni che spesso involvono al solo ribadire ossessivo delle proprie ragioni, ma da quelle baruffe, sbollita l'incazzatura del momento, ho sempre cavato elementi su cui ragionare, argomenti da affrontare in modo diverso dal mio, sbagliati? Anche, ma diversi quindi utili. Cio nonostante ho visto, negli anni, molti nikonlander ridurre la propria presenza , alcuni fino ad arrivare ad abbandonare, altri addirittura che hanno preteso la cancellazione di tutti i loro contenuti. Onestamente io non comprendo questo atteggiamento, ci ho provato ma non ci riesco. La ricchezza di una comunità è nella sua varietà di punti di vista, di pratiche e di esperienze e non nell'uniformita' (solo con tante verdure diverse il minestrone è buono altrimenti si chiama sbabbazza e te la mangi te). Tante idee anche in conflitto tra loro, danno sale e pepe alla pietanza e tengono le testa accesa, vigile. Mi auguro che alcuni vecchi amici ritornino ed altri che hanno fatto un passo indietro o di lato si riattivino e diano segno più significativo della loro presenza (impegni permettendo) . Nikonland è diventata una vetrina tecnologica a livello avanzatissimo, sia nei tempi che nei contenuti, ma serve anche il contributo sul campo di tutti per dare conferme o segnalare smentite. Si litigherà? Meglio, vuol dire che il tema sta a cuore, ma abbandonare il campo è una sconfitta, ahimè, per tutti. grazie ancora
    7 points
  11. il balcone di Castelli diventerà presto più famoso di quello di Giulietta... sto pensando già di organizzare tour in pullmann...
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  12. Meglio non parlare dei costi, anzi non parliamo proprio della scelta di riprendere a scattare in grande formato a colori. Sicuramente grande la soddisfazione di avere il 100% degli scatti fruibili senza PP. Velvia 100
    6 points
  13. Genesi... avevo promesso a Max, che avrei messo qualche scatto.. con il 50-250, ieri sera ho finito la piccola selezione e le ho messo, almeno.. ciò che credevo.. Max questa mattina mi manda un messaggio che non vede nulla, oggi spesa a parte doveva essere una giornata tranquilla, illuso.. dobbiamo andare a prendere la nipotina, mia moglie ha problemi ad un piede in questi giorni, la accompagno, ritorno.. eseguo alcune faccende domestiche urgenti, mi metto alla tastiera.. vedo il post che non è andato, perchè? boh.. suona il citofono nel frattempo, mia moglie la piccola con il passeggino sono arrivate.. alt, sospendi.. tutti i giorni è +/- la stessa cosa.. vabbè, la piccola arriva mi vede e un sorriso grande grande.. le manine che cercano il nonno.. è passato tutto.. va bene così. Grazie Mauro.. la voglia non mancherebbe.. il tempo per varie ragioni latita...
    6 points
  14. Io non sono un maestro Zen, anzi sono meno di un principiante scarso, non posso quindi istruire nessuno di mio, a meno di scrivere un altro libro di ricette banali. Però posso riportare gli insegnamenti classici, almeno per quanto riguarda il metodo. La componente Taoista del Buddhismo Zen comprende il concetto di Via (metodo, percorso) che è una delle sfaccettature della "Grande Via", il Tao (cinese pinyin Dao, da cui il giapponese Do. Per cui Ju-do, Ken-do, Kyu-do Cha-do (l'arte del tè) ecc. sono tutte vie per arrivare ad una "divina maestria" che è però non è il fine ultimo, ma può essere una porta verso lo Zen. Chiaramente cambiano le pratiche (preparare il tè non è tirare con l'arco) ma la radice del metodo, per qualsiasi arte si tratti (marziale, pittura, tè, origami, fotografia, musica) è la stessa, semplice nel concetto e difficilissima nella pratica. Lo spiega molto bene il maestro di spada Takuan Soho, nella appendice del libro "Lo Zen e il tiro con L'arco" . Si traduce nel praticare (e studiare) incessantemente, con la massima umiltà, diligenza e distacco (non prendersela per i fallimenti e non inorgoglirsi per i successi), fino a essere talmente tutt'uno con quello che si fa, che non c'è più bisogno di ragionare a priori, coscientemente su quello che devi fare per esprimere la tua arte, ma diventa un atto spontaneo. All'inizio i progressi si vedono, poi si arriva ad un punto in cui avendo acquisito una buona esperienza si percepiscono i propri limiti e sembra di rallentare sempre più nel progresso, ma se non ci si rassegna nè ci si spazientisce, si insiste senza mai accontentarsi, ma con distacco, finchè i limiti ad un certo punto sono superati e ad un tratto si è ad un livello superiore. Prima sei tu e l'oggetto (o lo strumento) della tua arte, divisi in contrapposizione, poi a poco a poco vi integrate, finchè l'arte è parte di te stesso. Un maestro dell'arte è di notevole aiuto almeno agli inizi. Da questa maestria qualcuno va oltre e scopre che è l'arte è diventata una guida per percepire la vita intera, e allora, forse, si è dalle parti dello Zen. Sono quasi sicuro che ti può sembrare deludente (tutto qui?), ma il succo è questo (oppure ci si mette a studiare lo Zen sul serio).
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  15. E quando la neve non c'è? Antico castagneto vicino a Madonna del Faggio. Appennino Tosco Emliano. Sigma Dp 1Q in SFD
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  16. Ragazzi, lo so che non si fa, ma all'ottavo giorno mi son rotto i proverbiali maroni e ho invitato un amico a casa. Niente di che, una birretta e 4 chiacchiere, ma non ce la facevo più.
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  17. Ieri mattina mi sono svegliato da solo alle 5:00 ed il primo pensiero è stato, mi vesto al volo e faccio un salto al Ticino: 10’ da casa mia. Alle 8 al massimo sarò di nuovo a casa. Invocando l’uscita per “attività motoria” in caso di problemi. Ma non l’ho fatto, pensando prima al ritorno a casa - ed alla pattuglia che invariabilmente avrebbe fermato me e non il ladruncolo di turno. Poi, con il dissolversi delle nebbie notturne, nella mia testa è tornato quel tanto di lucidità da rivalutare quanto inopportuno fosse, e mi sono messo a scrivere.....
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  18. Voglio vedere chi è partito e chi è arrivato, voglio sapere se domattina ci saranno ancora navi e pesce, voglio fotografare il porto nella calda luce del tramonto e godermi il volo dei nibbi seduto sulla banchina al fianco dei molti pescatori che con le loro canne, sedie e borse frigo, si preparano a passare la notte sul mare, fino all'alba...fino a che arriveranno ancora una volta, chiacchierando tra loro, i lavoratori e le lavoratrici del porto. Donne ed uomini come me, che per me non hanno un nome, come io per loro. Gente che però ho imparato a riconoscere, come loro riconoscono me, e che mi saluteranno, ancora una volta, dandomi il buon giorno ed il benvenuto tra loro...straniero in terra straniera, strano individuo che si aggira la notte sul porto invece di dormire, buffo personaggio armato di macchina fotografica...però benvoluto, forse perché sono l'unico a fargli compagnia. Dedicato a tutti loro ______________ Andrea Guidacci
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  19. Belle, le persone migliori sono quelle che non si piacciono ma che hanno le "palle" per mettersi in gioco. Questo accade però se c'è empatia, fiducia reciproca, altrimenti non c'è storia, il disagio aleggia nell'aria e sulle foto. I miei scatti migliori finiti in mostre e gallerie sono fatti con questo tipo di persone, amiche dal carattere forte e che quando si guardano allo specchio non riescono a non vedere i difetti che stonano coi pregi. È una cosa abbastanza rara trovare quelle persone, e probabilmente ancor più entrarci in empatia, ma se accade, quando accade è magia. In realtà il ritratto è uno step al di sotto, quello che voi avete fatto va oltre. Si possono fare ottimi ritratti empatici anche con modelle, certo un po' particolari caratterialmente, deve essere una passione la fotografia, non una mera esibizione o un modo per far giornata (economicamente) Bravo Gabriele.. ricorda che i pigri sono migliori degli iperattivi, perché quando si muovono sanno eccellere in quel che fanno.
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  20. Mi sono accorto solo ora della discussione, e vorrei dire anche la mia opinione sulla cosa..... Il problema della mobilita' elettrica e' di carattere piu' generale del plugin/non plugin. Secondo una serie di rilevamenti effettuati dal gestore nazionale qualche anno addietro, in Italia, soprattutto d'estate, quando i condizionatori presenti oramai nella maggior parte delle case, funzionano a pieno ritmo, furono rilevati sulle reti di distribuzione dei picchi di consumo di elettricita' vicini ai 54Gw-56Gw che corrispondevano piu' o meno il limite consentito dalle attuali (vetuste...) dorsali ed infrastrutture di trasporto e di produzione dell'energia elettrica. Mentre per la produzione insufficiente "abbiamo sopperito in qualche modo..... (!!!)" acquistando a caro prezzo l' energia elettrica dai paesi confinanti ,che dispongono di una nutrita schiera di centrali nucleari ubicate a due passi proprio lungo i nostri confini, invece per le reti di distribuzione c'e' ben poco da fare: o si costruiscono nuove dorsali e nuove reti locali oppure si limitano i consumi giornalieri, altrimenti si finisce tutti al buio.... Chi ha buona memoria, ricordera' il blackout verificatosi qualche anno addietro in mezza Italia, causato dalla interruzione sulle Alpi dell'unica linea che trasporta l'energia elettrica acquistata dalla Francia...., oppure chi vive in zone meno urbanizzate, come ad esempio dove abito io nei periodi estivi, deve fare i conti gia' oggi con interruzioni della fornitura, piu' o meno frequenti e piu' o meno lunghe, nei momenti di maggior carico delle reti. Aggiungiamo che, a parte Tesla che ha creato a sue spese una rete di stazioni di ricarica, le cosiddette "Supercharger" da 100/120 KW in corrente continua (perfette "scassabatterie come qualcuno gia' ha sottolineato....), di cui in tutta la Campania ce ne sono ben tre..... ,per il resto la situazione e' abbastanza sconfortante, a causa degli alti investimenti necessari per "infilare" nelle batterie di una macchina elettrica quei duecento/trecento Kw necessari per farla muovere, in un tempo ragionevolmente breve, che non sia una intera nottata. Nel frattempo, quelle "furbette" delle case automobilistiche, per accumulare "crediti ecologici...." che gli consentano di portare in compensazione i soldi che dovrebbero pagare come tasse a loro carico per ogni esemplare di vettura a benzina o diesel che esce dalle loro linee di produzione e che, nonostante siano Euro 6d, superano i limiti di emissioni di Co2 e di NoX imposti da altre normative comunitarie, stanno spingendo moltissimo sui modelli ibridi "leggeri", su quelli ibridi "plugin", e adesso anche sulle full hybrid, complice il fatto che, ma guarda caso..., la attuale normativa di omologazione delle auto ibride plugin considera, nel calcolo totale dei parametri di emissione, tutto il percorso effettuato in mobilita' elettrica fino all'esaurimento della batteria... anzicche' effettuare una media pesata del percorso in elettrico e del percorso in endotermico, ed in questo modo, in pratica, non da il corretto peso al fatto che, una volta scaricata la batteria, l'auto inquina esattamente come un'auto "normale" a benzina o diesel (anzi molto probabilmente abbastanza di piu', stante il peso aggiuntivo delle batterie e del motore elettrico installato sull'auto....), e non tiene conto di quanto segnalato piu' volte dai gestori di grandi flotte aziendali, secondo i quali il loro parco auto di macchine ibride, percorre la maggior parte dei chilometri in modalita' puramente endotermica..... Ora finalmente qualcuno a livello legislativo si e' accorto della cosa, e quindi sicuramente di qui' a poco vedreno una inversione di rotta.... a danno di chi, pensando di far bene, e magari privo di competenze tecnico/scientifiche, si e' impegnato economicamente ad acquistare una nuova e costosa auto ibrida plugin..... Ma la cosa peggiore e' che in tutta questa situazione, nessuno si preoccupa minimamente del fatto che, quando incominceremo ad avere un parco di auto ibride o elettriche abbastanza consistente, e quando tutti i possessori di auto elettriche le attaccheranno contemporaneamente alla loro spina (ad esempio la notte...), il carico sulle povere reti italiane di distribuzione dell'energia elettrica, aggiunto a quello dei normali consumi, gia' vicino ai limiti sopportabili, portera' inevitabilmente a blocchi, disservizi ed interruzioni della fornitura a macchia di leopardo... Come dire: ho una bellissima macchina elettrica ad impatto zero, ma non posso ricaricarla...., ho il condizionatore d'aria, ma non posso accenderlo..., ho la Tv 60" ma non posso usarla..., ho l'impianto HiFi esoterico..., ma non ho la corrente per accenderlo..... Tutto questo per ribadire che, se non si fanno enormi investimenti e se non si comincia "da ieri" ad adeguare molto seriamente tutte le reti di distribuzione e le centrali di produzione dell'energia elettrica, tutta questa giostra della mobilita' elettrica finira' molto male per tutti..... perche' resteremo tutti senza corrente...... Inoltre il problema della mobilita' elettrica, e mi riferisco globalmente a tutta quella che prevede la ricarica delle batterie col filo elettrico e la presa di corrente (sia Plugin che Full Electric), e' che si cerca di risolvere un problema creandone altri, che rischiano di essere piu' gravi del problema iniziale, e mi riferisco, come gia' detto, alla attuale insufficiente capacita' delle delle reti di distribuzione e delle centrali elettriche italiane, alla CO2 ed agli altri inquinanti rilasciati nell'atmosfera dalle centrali per produrre tutta l'energia elettrica necessaria per alimentare tutte le vetture elettriche, al costo elevato delle vetture dovuto al costo delle batterie installate, allo spazio necessario ed conseguente peso delle vetture, alla sicurezza di queste ultime in caso di incidenti gravi, alla quantita' enorme di litio ed altri metalli rari (rari, lo dice appunto la parola stessa...) necessari per produrre batterie da 200/300Kw ed oltre, agli inquinanti generati durante la produzione delle batterie, alle difficolta' di smaltimento di grosse quantita' di queste ultime, e cosi' via discorrendo. Inoltre, cosa molto importante, non dimentichiamo che la gran parte dei proprietari di automobili che vivono in citta', la notte le parcheggiano per strada, dove il filo della corrente dalla spina di casa non ci arriva..... oppure in garage pubblici dove, per ricaricare contemporaneamente una cinquantina di auto elettriche dei clienti, servirebbe una improponibile fornitura da centinaia e centinaia di Kw per ogni garage.... Insomma, a conti fatti, per adesso la mobilita' elettrica e' piu' che altro solo un ottimo business per le case prodruttrici di automobili........ P.S. mi sono dimenticato di aggiungere che, secondo stime piu' o meno attendibili, per compensare le emissioni di Co2 e di altre piacevolezze, necessarie per produrre le batterie da installare in una vettura completamente elettrica, e' necessario percorrere almeno 75.000 Km con quella vettura prima di andare in pareggio.... P.S. del P.S. Forse si e' capito che, allo stato attuale, personalmente considero la mobilita' elettrica solo una grande beffa ai danni dei "consumatori" ed un modo "politico" per convogliare le aspirazioni ecologiste, cosi' diffuse attualmente tra la gente, su una strada senza uscita, utile solo a chi produce e vende...... La vera soluzione del problema, e la sostituzione dei motori endotermici, credo sia ancora di la da venire, purtroppo....
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  21. A seguire altre immagini.... Fiat G-91,qui nei colori della Luftwaffe,nacque da una specifica NATO per un caccia leggero che potesse operare da piste improvvisate a ridosso della prima linea,il velivolo italiano ne uscì vincitore ma ad eccezione di AM e Luftwaffe non venne adottato dalle altre nazioni NATO.Già a fine anni '60 comunque il suo valore bellico era pressochè nullo e i piloti tedeschi lo definivano " il più bell'aereo da turismo della Luftwaffe"......... qui un esemplare italiano del 2 Stormo di Treviso negli ultimi periodi di servizio già caratterizzato da numeri di reparto a bassa visibilità.Il velivolo adottato dallì'AM differiva,come si pò notare raffrontandolo al velivolo tedesco,nell'armamento e nei piloni alari.I nostri erano molto basici e si conquistarono fama più che altro per le esibizioni con la pattuglia acrobatica nazionale.Va anche detto che rispetto al tanto vituperato F-104,il G-91 aveva un rateo incidenti/ore di volo,maggiore dello Starfighter.Ma nell'immaginario collettivo creato da verta stampa sensazionalista,il fabbricante di vedove era il 104...... "The Chief",qui a RAF Upper Heyford,è il velivolo del comanndante il 20th TFW come si evince dalle tre bande colorate in coda,ora il velivolo è esposto al museo di Duxford. A-7E del VA-113 "Stingers" della US NAVY in sosta a NAS Miramar quando i velivoli della NAVY eran un tripudio di colori.....
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  22. Se vogliamo guardare a 360 gradi e nel medio lungo termine, i problemi da trattare sono proprio altri. Che lo si creda o no, uno dei più urgenti da risolvere è quello della produzione di carne. Il cui impatto a livello globale è enormemente più grande dell’inquinamento prodotto dalle auto. Produzione che andrebbe drasticamente ridotta attraverso la riduzione drastica del consumo. Ed intendiamoci, io non sono né vegetariano né tantomeno vegano. ps: so già dove va a finire pure questa discussione....
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  23. Da sempre sostengo che manca una visione olistica, di insieme, le batterie con cosa le fanno? Quanto inquina fare le batterie, a livello globale? Lo sfruttamento e l'impatto ambientale provocato dall'estrazione dei minerali? L'energia elettrica poi da dove viene? Il biodiesel quanto incide sulla deforestazione per lasciar spazio alle coltivazioni di colza? Qualcuno ha fatto i conti "globali" prima di parlare di energia pulita? Si chiacchiera di pulire il mondo, ma poi si pulisce sì e no il proprio salotto, scopando la polvere sotto il divano (degli altri). Non sto dicendo che dobbiamo gasarci per forza, il problema energetico esiste ed è serio, ma sostengo che la faccenda è molto più complicata di quel che vogliono far credere e le soluzioni meno semplici. Secondo me dovrebbe essere impresso a fuoco nelle menti di tutti che l'entropia comanda e bisogna farci i conti. Puoi creare solo consumando più di quel che crei, fare ordine da una parte solo aumentando il disordine da un'altra.
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  24. Il nostro ruolo è fondamentale, da fotografi, non solo per documentare, ma soprattutto per manifestare. Ciò che siamo, che sentiamo, o che vorremmo essere o sentire
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  25. E aggiungo che della sua presenza io ho saputo alla fine di ottobre per merito della segnalazione di Fabio (Sakurambo) che oltre a Mauro è l'unico dei Nikonlander a rendere pubblici (a scriverne) i suoi risultati di ricerca. E che all'inizio non lo avevo considerato, fino a quando non sono arrivati a Mauro i due TTartisan a baionetta Leica. Francamente non eravamo andati subito all'idea di interporre un secondo anello di conversione a favore della baionetta Nikon. Ma quando me lo sono procurato su Amazon, la sorpresa è stata tanta. (Ricordatevi che avevo fatta la stessa cosa con un Techart apena poco più di un anno fa) L'importanza poi del titolo nell'articolo è basilare e il salto di qualità nella classifica di Google, il mio articolo l'ha fatto con una modifica apportata da Mauro in termini di sintesi descrittiva. E' bastato un "tutte..." Lo sappiamo che l'italiano non è certo la lingua più clikkata da chi legga sul web
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  26. Partiamo dalla considerazione originaria: la fotografia in senso stretto ed etimologico, non è un'invenzione, ma una scoperta ! Le invenzioni poi, sono state tutte quelle al suo servizio che ci hanno portato oggi in mano uno strumento evoluto come una moderna mirrorless, o una reflex , o una medio formato digitali. La fotografia nasce dagli esperimenti medioevali che portarono, prima, alla conoscenza della capacità di trasmissione della luce in determinate condizioni operative (Camera Obscura), poi associata alle scoperte in materia di chimica organica degli alchimisti e scienziati che tra il Settecento e l'Ottocento già sapevano delle proprietà di alcuni composti di sensibilizzarsi alla luce solare. Quando il brainstorming di secoli si è concentrato sulla possibilità di disporre individualmente ed a basso costo di un apparecchio per la cattura di questi "spettri luminosi" ci si pose il problema, sia del supporto sul quale registrarli, sia della chimica necessaria a mantenerli. E tutto il primo terzo del XX secolo è rimasto impegnato alla ricerca della migliore soluzione di queste istanze. Il formato fotografico che usiamo oggi in digitale è strettamente connesso al cosiddetto piccolo formato di pellicola, introdotto da Oskar Barnack con la sua pocket camera del 1925 nella quale per comodità venne utilizzata la pellicola cinematografica Leica 24x36. Come nel cinema, anche in fotografia, fin dalle origini quindi, il supporto per la registrazione delle immagini fu una striscia di celluloide sensibilizzata con uno strato di emulsione formata da cristalli di alogenuro d'argento (nitrato d'argento + alogeni: cromo/bromo/iodio) tenuti insieme da gelatina animale (in tempi moderni sintetica). Avete presente le nostre mamme o nonne che periodicamente andavano a pulire l'argenteria, gelosamente tenuta al riparo dentro cassetti e apposite custodie, eppure ciònonostante ...annerita anche in apparente assenza di luce? Ecco, quella nutella fotografica spalmata sulla celluloide reagisce alla luce in misura relativa a determinati e standardizzati parametri, (attenti qua ) formando sulla pellicola, al momento dello scatto UNA MAGIA: L'immagine latente ossia uno spettro fotonico in fieri, invisibile, intangibile, ma deteriorabile (entro la data della scadenza della pellicola, to be right) che necessita di adeguato e modulabilissimo trattamento di svviluppo chimico, per essere portato a fornire l'immagine tonale rovesciata del soggetto ripreso (negativo, appunto) dove la luce ha annerito l'argento, determinando nero profondo in corrispondenza delle ALTE LUCI, e neri/grigi graduali dove abbia inciso di meno, fino ad arrivare alle ombre più chiuse (le parti scure del soggetto) che non essendosi riuscite ad annerire durante (ed in funzione della durata) dell'esposizione, si manifestano come le zone più o meno trasparenti del negativo sviluppato (BASSE LUCI) Questa immagine latente della pellicola appena esposta e non ancora sviluppata ho voluto prendere a caposaldo del concetto che la fotografia chimica in Bianco e Nero dipenda da un elemento fisico, materiale, sul quale non si interviene se non con i trattamenti successivi e LABILE, non definitivo, per ciò stesso INSTABILE, mutabile, ma che è parte essenziale dell'emulsione così come è stata creata da chi ha voluto darle un'impronta (densità, acutanza, velocità) che potrà essere esaltata o anche in qualche maniera controllata ed anche parzialmente mutata dalla modalità delle procedure di sviluppo del film . Per "corretta esposizione" in fotografia si intende la regolazione della giusta quantita' di luce necessaria all'elemento sensibile per produrre un'immagine dalla scala tonale piu' equilibrata possibile tra gli estremi delle alte luci e delle basse luci: per una pellicola in bianconero diremmo ... "la giusta quantita' di luce per ottenere un negativo della corretta densita' (ne' troppo opaco ne' troppo trasparente), cosa che, contenendo la variabilita' cromatica tra gli estremi del bianco e del nero e nel mezzo la scala piu' estesa possibile di grigi dalla densita' crescente, rende piu' intuitivo l'approccio a questa tematica, costituendo di fatto un esempio didatticamente proficuo e facile da visualizzare: La cosiddetta "corretta esposizione" e' quindi un concetto piu' che un valore, una media delle potenzialita' della luce disponibile, delle variabili del soggetto e della capacita' percettiva dell'elemento sensibile . Non si tratta di un valore assoluto: è ampiamente modificabile. Di certo, per godere della intera dinamica dell'emulsione di una pellicola, dovremo fare le cose a puntino: scegliere la pellicola in rapporto al tipo di foto che vorremo scattare ed al risultato di gamma tonale che vorremo ottenere, giacchè a secondo della morbidezza o durezza del contrasto luminoso, ossia dell'intervallo totale tra gli estremi di gamma dell'immagine: dalle parti piu' scure a quelle piu' chiare, sceglieremo una pellicola specifica esempio di tre diverse scale tonali a contrasto differente scegliere il rivelatore (liquido chimico di sviluppo) consigliato per assecondare l'impostazione di quella pellicola (oppure uno dalle caratteristiche contrastanti per moderare le sue caratteristiche) e gestire i tempi di sviluppo e le modalità dello stesso, ancora una volta per assecondare, contrastare o potenziare le sue doti dinamiche. stabilire il supporto di Stampa e l'esposizione più consona per valorizzare le qualità che NOI avremo indotto nell'utilizzo concatenato di pellicola+esposizione+sviluppo Quindi la riuscita di un'immagine in Bianco e Nero, trattata chimicamente, risente direttamente in maniera assolutamente soggettiva, personale e compositiva, di una serie di operazioni meramente materiali (esposizione, scatto, conservazione film, modalità di sviluppo e stampa) che si legano indissolubilmente e necessariamente con attività di intelletto che DEVONO essere praticate in prima persona e in maniera perfettamente consapevole, come la scelta dei materiali prima ancora dell'inquadratura, della composizione, e dell'attività mirante al risultato da svolgere in camera oscura. A questo scopo, oggi anche in digitale, bisogna concentrarsi sugli elementi che determinano la nostra scelta di campo: se scegliamo di scattare in Bianco e Nero, dobbiamo cominciare a valutare il soggetto puramente in termini luminosi, come più sopra detto: Affinchè sia chiaro questo aspetto, vi suggerisco una metafora, quella dello scultore che, come Michelangelo prima si reca alla cava di marmo o di pietra per Scegliere il Materiale poi nel suo studio decide di liberare la sua idea dalla pietra che la racchiude, separando Luce da Ombra e sviluppandone l'immagine latente in materiale tangibile (e visibile) definizione dei particolari che preludono alla sua pubblicazione Anche oggi e in digitale, scegliendo di fotografare in Bianco e Nero senza più le limitazioni quantitative e materialistiche della fotografia chimica (ed i notevoli costi connessi) siamo obbligati a percorrere identico percorso formativo per accostarci ad una pratica che più di ogni altra fotografica, si avvicina alle altre arti figurative dove, fate attenzione, non impera il concetto della fedeltà cromatica ne' formale, come in pittura, scultura, incisione, musica: piuttosto impera il concetto della novità e della genuinità.
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  27. Prossimo proprietario di Z50 (qui visibilmente incazzato perchè gli hanno detto che deve aspettare un mesetto ...)
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  28. Aggiungo delle foto del 2019 al soggetto che nei mesi di marzo e aprile più mi attrae. Vedere il ripetersi di questi rituali, probabilmente identici da millenni, l'incessante corteggiamento e la difesa, vera o simulata, del territorio da mattina a sera, finalizzato alla riproduzione della specie, è uno spettacolo irresistibile. Come, a me personalmente, provoca rabbia l'insensibile comportamento delle pubbliche amministrazioni che tutto pensano fuorché cercare di preservare l'habitat che consente di godere ogni anno di questo prezioso e rinnovato evento. Da qualche anno i canneti pare che dal demanio siano passati ai comuni. Sta di fatto che i canneti non sono più tagliati da anni ed il canneto vecchio è tutto abbattuto dai venti e impedisce la crescita del nuovo. Quando va bene viene tagliato un metro di canneto dalla riva per raccogliere tutte le porcherie di plastica che si sono radunate nell'anno. Risultato di questo intervento: ad ogni burrasca rutti i nidi costruiti da canne a pelo d'acqua vengono distrutti compreso il contenuto. Il vantato intervento naturalistico dei comuni è stato quello di rendere carrabile il sentiero che costeggia il lago, così ora il disturbo si può fare più agevolmente anche con le biciclette oltre che con i cani liberi dal guinzaglio. Metto da parte la rabbia e carico le foto augurandovi una Buona Pasqua.
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  29. Questa mattina ho fatto quattro passi sulla sponda del lago vicino a casa mia, sempre con D500 e il nuovo 500. Oltre alle considerazioni fatte ieri, trovo veramente eccellente lo sfocato, direi a livello dei supertele Nikon. Posto quattro delle numerose foto fatte. Peccato non aver avuto una Z .
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  30. vabbe'...come siete tedeschi tutti quanti. Veramente politically correct, veri family men... Io invece mi pento perchè ho peccato, molto peccato, fortissimamente peccato e non solo in pensieri, ma anche e sopratutto in ..opere demoniache da acquisto compulsivo, dettato dal desiderio più lascivo di possesso di obiettivi sopratutto, ma non soltanto, anche di corpi (e di cosa se non...con lascivia) di accessorii e di tutto ciò che nessuno mai avrebbe avuto bisogno di comprare tutto insieme. A me il concetto che continua ad assillare il 90% degli appassionati di attrezzatura fotografica, quello del corredocompleto, senza "buchi" (ancora...!) di focale, a me...fa sganassare dalle risate: io di corredi fotografici degni di questo nome, ne avrò cinque, dieci, uno per ogni serie o grado di apparecchiature che posseggo, ovviamente con prevalenza di quelle ormai obsolete a pellicola. E ho venduto tantissimo di ciò che reputavo inutile o ridondante, anche solo documentativamente. Ma ho tenuto per ogni corpo Nikon in mio possesso, tutti gli obiettivi che grande hanno fatto il nome del marchio, senza rimpianti. Di Nikon Z, se vendessi in un sol colpo tutto ciò che non sia funzionale a D850 e D500 (tenendo quindi queste due reflex), potnrei compramene un paio. Ma siccome oltre a fotografare io sono anche un appassionato di attrezzature (non un collezionista, mi basta avere un pezzo, non mi curo se sia fiordiconio) non intendo privarmene. Conscio degli errori, delle relative rinuncie e dei sacrifici affrontati per acquistare tutti questi oggetti. In più ingrasso solamente a vedere il cibo: quindi il possesso non funge da placebo, nel mio caso. Faccio outing (ma molti di voi lo sapevano già) giusto per sfrondare da questo eccesso di positivismo questo thread ...dei buoni propositi. Non vi credo, insomma...
    5 points
  31. Ed in fondo anche uno splendido Libelloides coccajus Mi è piaciuta molto questa serie. Soprattutto la seconda e la quarta, quella coi semi. Se non sbaglio, a dosi basissime lo stramonio è stato usato da alcune popolazioni come medicina, essendo un miorilassante ma, come giustamente osservi tu, come la maggior parte delle Solanacee, è molto pericolosa. Sbagli di poco la dose e muori per paralisi respiratoria. Spesso usato per omicidi e suicidi. Erba delle streghe anche perchè (me lo ha raccontato un collega esperto di etnologia, non è farina del mio sacco), ha anche proprietà allucinogene: provocherebbe stati allucinatori e di trance. Nel passato la "strega" ne faceva un unguento che spalmava sul manico della scopa su cui (priva di indumenti intimi) montava a cavallo, assorbendolo attraverso le mucose di immaginate cosa, combinando due stimolazioni. Da qui le allucinazioni con la sensazione di volare a cavallo della scopa. Mi rendo conto di aver inquinato il tuo post e ti chiedo scusa, però l'uso di certe piante nei riti di vari popoli era uno dei miei tanti interessi di un tempo e mi sono lasciato andare.
    5 points
  32. Max a te e a Mauro siamo debitori. La Fotografia è un bel filo d'arianna che ho seguito in solitario per molti anni. Con Nikonland ho capito come si possa crescere insieme pur mantenendo la propria individualità. In questo sta il debito. Grazie
    5 points
  33. Vi ringrazio per l'apprezzamento. Fotografare i svassi è divertente appunto perché pur sapendo cosa combineranno ( i rituali sono sempre gli stessi), nell'attesa ci si rilassa. Ho fatto questa foto col 15 mm per distanziarli il più possibile da me. Io mi posiziono in un posto più sfigato ma nonostante questo porto a casa diverse centinaia di scatti ogni mattina. E non essendo distratto dalla truppa sono riuscito a fare uno scatto come questo in una mattina buia e nebbiosa. .
    5 points
  34. è un bell'obiettivo, una di quelle lenti che costruite 10-15 anni fa avrebbero dato risultati mediocri, ed oggi invece in connubio alle Z riescono a dare qualità. rispetto alle aspettative basse che avevo, ne sono rimasto soddisfatto anche utilizzandolo sulla Z7 che non è proprio il suo "matching" ideale. Con la Zfc certamente darà il meglio. Poi la maestria del nuovo proprietario farà il resto
    4 points
  35. Hai postato attorno alle 4,00, qundi magari ti sei svegliato"nel cuore della notte" verso le 3,00. Dalle 21,30 in cui ti sei addormentato fino, poniamo, alle 3,00 hai dormito più di 5 ore, e altre 2 ore le hai dormite dalle 6,00 alle 8,00: totale, oltre 7 ore di sonno, che per la tua età sono abbastanza normali. Quindi non dormi così poco. Così mi hai fatto venire in mente un mio carissimo amico, di professione avvocato, che mi prende in giro da una vita dandomi dello sfaccendato perché tendenzialmente mi piace / mi piacerebbe alzarmi tardi da letto, affermando che lui invece si alza alle 4 / 4,30 per studiare le cause per poi lavorare tutto il giorno. Ed io da una vita gli oppongo il fatto che non mi corico mai prima delle 23,30 / mezzanotte, stento a prendere sonno e mi sveglio (stanco) alle 7,30. Mentre lui, come mi confessa, spesso alle 20,30/21,00 crolla sul letto o sul divano, per poi svegliarsi - come è giusto per un cinquantaquattrenne - dopo circa 7 / 7 ore e mezza. Entrambi abbiamo dormito lo stesso numero di ore, ma lui è uno stakanovista del lavoro ed io un dormiglione... Si fa per scherzare, ovviamente...
    4 points
  36. Chi ha storie da raccontare, Roby, dovrebbe scriverle. Nel senso proprio del dovere. Non solo per gli altri: scrivere è rivivere, ma nel modo in cui avremmo voluto.
    4 points
  37. Grazie a tutti ! Però, davvero, mi sono divertito talmente tanto che non è stato proprio nessuno sforzo Comunque, leggere i vostri commenti è veramente rincuorante e anche questo mi aiuta parecchio Vorrei però rassicurarvi: la sedia al momento è ancora una comodità più che una necessità. Per camminare ho il deambulatore che si vede nelle prime foto, ridotto ad attaccapanni. Guido ancora... non va così male.
    4 points
  38. Anni fa una rivista di auto inglese fece proprio una valutazione globale di inquinamento dei primi mezzi elettrici ed ibridi. Venne fuori che, per un cittadino britannico, l'impatto ambientale di una Toyota Prius ( mi sembra la seconda generazione ) era identico a quello di un Defender 3.0 V6 benzina a causa delle voci aggregate tra le quali la spedizione via nave dal Giappone. Senza una visione a 360 gradi passeremo da un'emergenza all'altra senza soluzione di continuità.
    4 points
  39. e invece no, devono venire perchè sei Master Maratta non per la modella. a livello didattico un workshop dovrebbe avere in copertina solo il nome del fotografo, chi è interessato va a vedersi il suo portfolio e se gli garba, partecipa. ma la maggiorparte delle volte invece (purtroppo) se non c'è la modella che attrae, la gente non partecipa, perchè vanno per la modella e non per il fotografo, quindi non per imparare ma per fare foto (e per vedere una bella tipa). Tipa che ovviamente deve corrispondere alla tipologia che gli garba, deve essere bionda occhi azzurri o mora tette grosse o magra gambe lunghe. Questo pur essendo un workshop (quindi con docente) e non un modelsharing.
    4 points
  40. Non ho opinioni sulle vicende che hanno coinvolto Weinstein, non l'ho seguita.... ops, già questa è una opinione Secondo me hai fatto bene a cogliere l'ispirazione di quell'articolo per trattarne qui (credo di averlo letto anch'io, alcune righe in verità: non mi ha granché appassionato). Di fatto, ci sono molte assunzioni a base maschilista/maschile su tutto questo, che partono dal presupposto retrogrado ed ignorante che tra l'uomo fotografo e la donna modella, soprattuto se di nudo, ci sia ben altro che le fotografie fatte insieme. Ma aggiungo, perché sono felicemente sposato ma tra le altre cose fotografo modelle quando mi è possibile, che quando ho iniziato, proprio le prime volte, mia moglie mi ha chiesto di vedere le foto. Subito, senza la selezione dopo la quale normalmente ho piacere di chiederle che pensa di qualsiasi cosa io fotografi. La sua teoria, condivisa con me prima che andassi e che alla fine ho reputato proprio puntuale, è che dalle foto si sarebbe capito bene cosa avessi per la testa mentre le scattavo e quale fosse il mio intento nell'essere la. Più esplicitamente, ero la per fare arte o per vedere donne provocanti nude o quasi? Come hai ben scritto tu "Quando l'uomo fa il fotografo e la donna fa la modella, si crea automaticamente una mappatura codificata di comportamento ed é semplicissimo rimanere entro quei binari senza inconvenienti". La bellezza è negli occhi di chi guarda. Purtroppo lo sono anche malizia, sospetto e volgarità. E con maggior frequenza!
    4 points
  41. Durante questa estate... 8. 9.
    4 points
  42. Femmina di Sympetrum fonscolombii D500 e 4/300 PF ED + TC 1,4 III F.5,6, 1/640 sec. ISO 110, mano libera, focale equivalente 630 mm Come già detto in altro post di macro, anch'io preferisco questo tipo di inquadrature alla macro più spinta. Per le farfalle e le libellule uso esclusivamente il 4/300 PF ED + il TC 1.4 III oppure il 300 liscio se le farfalle sono grandi, tipo macaone o podalirio. Uso questa attrezzatura perché prediligo fotografare i soggetti in attività ed è impossibile fotografarli con treppiede e macro a distanza ravvicinata. Primo perché scappano, secondo perché non restano ferme più di un secondo. Ho provato anche il 5,6/500 PF ED ma lo trovo troppo lungo e pesante da puntare a distanza così ravvicinata. E' ovvio che se sto gironzolando in cerca di uccelletti e mi capita una farfalla o una libellula, uso quello. Femmina di Libellula depressa D500 5,6/500 PF ED F. 5,6 1/800 sec. ISO 280, mano libera, focale equivalente 750 mm
    4 points
  43. Ci sono gatti che crescono in strada, ne hanno vissute, hanno imparato dai propri errori, se sopravvivono sono diffidenti, ma se trovano un buon "amico" che gli dà una mano, pian piano accettano la sua presenza e volentieri anche il suo sostegno. Restano spiriti liberi ma con un amico in più. Quelli che adottiamo da cuccioli che vivono nelle nostre case, stanno bene in casa, non gli manca nulla, addirittura può capitare che alcuni ignorino gli uccellini perché non hanno bisogno di altro e perdono il loro istinto predatorio. Io ne ho due, due cacciatori perché il certosino è un cacciatore per natura, ma se la porto fuori dalla porta entra nel panico, si chiama agorafobia ed è tipica dei gatti cresciuti in casa, l'altra non va nel panico ma quelle poche volte che ci è sfuggita dalla porta, la troviamo sempre in un angolino in attesa che qualcuno la vada a recuperare. Il gatto è un animale straordinario, con una grandissima capacità di adattamento. È indipendente ma se riceve aiuto ne approfitta volentieri e non manca mai di essere riconoscente. Ho abbastanza esperienza coi gatti, li ho sempre amati, ne ho salvato qualcuno in difficoltà, ed adottati due, di cui uno trovato proprio in un cassonetto che ancora prendeva il latte. Sono animali per me straordinari ma vanno accettati per le loro peculiarità, ogni gatto ha le sue "follie" e vanno rispettate. Grazie a te Roby per aver condiviso e per quello che stai facendo.. Rudolf II, che è bellissimo, ti è grato.
    4 points
  44. Sono entrato dal mio spacciatore, ho ripreso in mano la Z7 ma sono uscito con questo cimelio perfettamente funzionante, quasi immacolato. Si ma, non trovo l'alloggiamento della SD!
    4 points
  45. La cosa quasi divertente è che, spesso, chi mette il prezzo al primo posto tra i parametri di scelta finisce per spendere il doppio in una sequenza di acquisto-vendita che invariabilmente finisce, iniziando dall’oggetto più economico, per portarlo alla fine degli esperimenti a comprare l’oggetto del desiderio iniziale con un costo totale ancora più alto.
    4 points
  46. Qualcuno una volta mi ha detto che il tempo è un predatore che ci aspetta al varco per tutta la vita, ma io credo che il tempo sia un amico che ci accompagna e ci ricorda di godere di ogni istante, perché quell'istante non tornerà mai più. Quello che ci lasciamo alle spalle è meno importante di come abbiamo vissuto. Dopo tutto, siamo solo mortali. Jean Luc Picard, USS Enterprise Grazie a tutti per le belle parole. Il dolore non passa, ricordo con commozione il giorno in cui ho sepolto il mio primo alano, 30 anni fa. Ma ogni momento passato insieme con i miei cani, un privilegio.
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