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Valerio Brustia
Nikonlander Veterano23Points3,695Posts -
Mauro Maratta
Administrator11Points49,428Posts -
Gianni
Nikonlander Veterano7Points3,297Posts -
Gianpaolo64
Aspirante Nikonlander7Points18Posts
Popular Content
Showing content with the highest reputation on 06/28/2026 in all areas
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Ibis invasion
9 pointsCorreva l’anno 1996 quando, da una risaia accanto alla garzaia di San Bernardino, vidi decollare un uccello bianco con testa nera e becco ricurvo, anche lui nero nero. Un ibis??? La stessa settimana, era luglio, mi recai ad una serata della LIPU. Nel ‘96 le associazioni avevano ancora il buon gusto di incontrarsi una sera alla settimana. <“Ibis sacro”, Valerio. Vengono dal nucleo che alla fine degli anni 80 si è stabilito sull’isolone di Oldenico. Si stanno riproducendo.> Da quel primo avvistamento gli incontri con l’ibis sacro furono inizialmente rari, poi sempre più frequenti, quindi comuni, ora giornalieri. Gennaio 2005 il primo ritratto che ho di un ibis. Nikon F4E ob Nikon Ais 600/4, Provia 400 Marzo Nelle stoppie di riso Aprile in risaia Maggio in zona nidificazione Giugno, esce da una risaia Il suo ambiente ideale. Ibis sul fiume Sesia, è raro vederlo tra i sassi del greto perché il suo becco è adatto per perforare il fango e non per catturare pesciolini al volo Gennaio. In volo davanti al Monte Rosa innevato Febbraio, senza neve, stormi di ibis e gru europee sul profilo del Rosa. L’esplosione demografica è evidente e sta avendo effetti. L’ibis è gregario e, da che ho capito, deve essere piuttosto agguerrito nel conquistarsi lo spazio di nidificazione. Le garzaia sono state il luogo dove inizialmente l’ibis ha trovato collocazione ideale per riprodursi. A farne le spese sono state garzetta e nitticore, aironi piccoli. In particolare le seconde, comunissime quando ho iniziato a fotografare, oggi sono rare. Ma anche le gazzette, che in estate si ammassavano negli specchi di risaia ancora allagati, si sono ridotte in modo importante. Credo che dipenda essenzialmente da competizione per lo spazio di nidificazione, aggravato inoltre dalla presenza del prolifico airone guardabuoi, unico piccolo airone che sembra in grado di spuntarla in questa battaglia per gli alloggi. Un roost sui salici di uno stagno risorgivo. Sono solo guardabuoi e ibis. Zona industriale San Pietro - Agosto Qualche anno addietro Novara BIRDWATCHING, sfruttando la fase di rientro ai roost notturni, ha organizzato un conteggio degli ibis nell’area tra Novara e il fiume Sesia. Non ricordo il numero esatto, ma ricordo l’ordine di grandezza: migliaia. Ma non mi sarei aspettato quello che sta accadendo negli ultimi 2 anni. Il boom demografico, senza alcun contenimento naturale, ha portato colonie in tutto il basso novarese. Ovunque ci siano delle Conifere, prediligono queste alle latifoglie, possono arrivare gli ibis per mettere su famiglia. E dove si trovano le più grosse conifere in pianura padana? Le nostre città sono riccamente fornite di monumentali cedri piuttosto che pini argentati secolari. Gli ibis li hanno trovati con conseguenze piuttosto complicate. Cimitero comunale di Novara, agosto 2025 Dettaglio del roost al cimitero. Agosto 2025 La conifera interessata subisce la “presenza” . Agosto 2025 Nel 2025 gli ibis avevano già nidificato in città, ma in una zona periferica, poi ad agosto hanno iniziato a soggiornare lungamente sulle conifere del parco del cimitero comunale. Con l’arrivo dell’autunno si sono dispersi. E noi ce ne siamo dimenticati, noi. Loro no. Memori dell’esperienza dell’anno precedente, a metà aprile 2026 sono arrivati in massa in città occupando ben 11 conifere del parco centrale cittadino, Allea - Parco dei Bambini. Non sono state fatte azioni di disturbo utili ad allontanarli, come sarebbe stato necessario, perché ad aprile quelle occupazioni hanno significato una cosa sola: NIDIFICAZIONE. A maggio si sono schiuse le uova e a giugno è iniziato lo svezzamento dei pulli. L’ibis non è vegetariano. Le sue deiezioni sono devastanti per la pianta ospitante oltre che per chiunque passi in zona. Chi ha avuto l’esperienza di visitare una qualunque colonia di riproduzione di qualunque specie di volatile, sa che non è roba per palati fini. Deiezioni e mortalità infantile fanno di quegli ambienti dei luoghi malsani. Ora immaginatevi cosa può accadere se nella ricetta aggiungiamo la calura insopportabile di questo 2026 e l’ambito urbano. Non tutti i corpi vengono raccolti dal servizio nettezza urbana Come da normale gestione della cosa pubblica, la risposta arriva sempre fuori tempo massimo e l’azione messa in campo ha avuto poca utilità, fatto molto danno, oltre che generare uno scontro appassionato tra le associazioni ambientaliste e gli enti pubblici preposti. La cronologia dei gli avvenimenti è stata la seguente: la provincia ha chiamato la forestale che, iniziando dal pino argentato secolare su cui stava il gruppo di nidi più importante, ha eseguito la potatura dei rami su cui gli ibis possono nidificare; peccato che i pulli erano già sub adulti, i nidi avevano già svolto la loro funzione. Ora i giovani, non ancora abili al volo ma in grado di deambulare, caduti dall’albero, hanno iniziato a razzolare per tutto il parco, per poi raccogliersi alla base della pianta da cui sono stati sfrattati. Imbarazzo ……. E adesso? Il giorno appresso, altri tecnici, hanno catturato gli animali fuggiaschi per portarli in luogo non noto. E qui si è inserita la protesta: assassini!! In effetti quelle povere bestie facevano parecchia pena. A poco serve osservare che stanno avvelenando alberi secolari e che sono specie alloctona che sta eliminando altre specie di ardeidi autoctoni. Al cuor non si comanda. Così intraprendenti signore, armate di retino, hanno a loro volta iniziato la caccia al pullo, con la nobile intenzione di salvargli le piume (in che modo? Si vedrà). La faccenda è salita di livello interessando questura, prefettura, sindaco, vescovo e curia. Perciò, dato il clamore, l’autorità preposta ha preferito sospendere le azioni e, con gesto pilatesco, ha tolto disturbo e transenne. Epilogo La nidificazione avrà il suo corso. Gli ibis classe 2026 verranno svezzati in città, il parco avrà qualche conifera secolare in meno e qualche altra conifera devastata. Fino a settembre sarà opportuno girare al largo da via Biglieri e via Raffaello salvo che non si apprezzi il pungente afrore di pesce marcio. E l’anno prossimo saremo punto e a capo perchè la nidificazione di quest’anno è andata a buon fine ed i pennuti hanno memoria. Vicino a casa ho due bei cedri, li vedo dal balcone. Farò riprese casalinghe con il Nikon 800/6.3 Z. Non voglio giudicare. Si possono fare tanti bei discorsi la verità è che questi animali ce li siamo portati noi in casa, come tante altre bestiole, si sono adattati alla grandissima e sono qui per restare. Certo è che una specie che ha un tasso di riproduzione 2.5 o superiore, nessun predatore naturale, che predilige alberi che in pianura padana ci son solo nei centri abitati e che caga più di un gabbiano con la dissenteria, è un problema e non un arricchimento ecologico. Valerio Brustia - giugno 20269 points
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
33 "Un Licenide, non conosco la specie..." Z8+100400 1/1000 f5,6 Cercavo la Neotinea ustulata in un bellissimo bosco di castagni, che quest'anno mi ha fregato, fiorendo molto prima e facendosi trovare ormai "finita". Mi sono accontetato di questa Farfalla.7 points
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
32 Incontro inatteso 21/06/2026 verso sera al ritorno da una passeggiata nei dintorni del Nivolet, parco del Gran Paradiso, appare una volpe su una cresta, molto vicina, è confidente, ma va per i fatti suoi, fa un giro e dopo pochi secondi come è apparsa, scompare. Nikon Z8 - 1/1250 F8, ISO 2200 Tamron 150-500 @215mm7 points
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Viltrox Corner
5 pointsPerché oggi un tele non stabilizzato non ha mercato, a patto di venderlo al prezzo di un mto sovietico. Provare a spegnere il VR del vostro 180-600 o simila e poi mi dite se spendereste 2000 euro per il Parkinson integrato.5 points
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Ibis invasion
3 pointsGianni non è questione di fare guerra agli ibis, ma di trovare il modo di conviverci. Perché la FOGNA in cui trasformano il terreno sottostante alla colonia (sono uccelli grossi come i cormorani o come il cenerino) lo puoi ignorare solo se non è davanti a casa tua (a me per ora va ancora bene, sia chiaro). Non penso che la strada giusta sia quella di intervenire al termine della nidificazione, ma prima (!) e, purtroppo, intervenire vuol dire scacciarli. Sai meglio di me come funzionano i meccanismi naturali: preda e predatore, vita e morte. Questi animali hanno un tasso riproduttivo che, da poche decine, ha portato la popolazione padana sull'ordine delle decine di migliaia. Un tasso riproduttivo del genere implicherebbe, in un sistema in equilibrio, una predazione altrettanto potente. Ecco, forse nell'africa sub sahariana, da dove proviene l'Ibis sacro, il coccodrillo e l'aquila rapace hanno un ruolo importante sul tasso di espansione della popolazione. Qui non c'è ne l'uno ne l'altro, quindi? Quindi ci tocca Gianni, ci piaccia o no, perché è un problema di salute pubblica, non scherzo. Oltre, ovviamente, al danno secondario di devastazione degli alberi monumentali, ma questi sono alloctoni come gli ibis. Mai che a qualche strn*z di giardiniere venga in mente di piantumare QUERCUS RUBER, nooo macchee, piuttosto querce americane se non peggio, spinose araucarie del Chile. In due avete citato la questione dello scoiattolo americano. Ho riesumato una foto che avevo già pubblicato su Nikonland nel 2013, la ripropongo Io non ho una posizione netta sulla faccenda, ci sono molte sfumature. Ma di certo non ho nemmeno un posizionamento illuminato dalla Vertià come il cartello del 2013 urlava ai passanti. No, io non sto con gli Ibis a "prescindere", mi oppongo ad una eventuale ipotesi di eradicazione, ma la convivenza richiede anche altro e quell'"altro" significa dissuadere e fare le veci del predatore naturale che non c'è. Spiace dirlo, ma non vedo altre soluzioni. Ah, perdonami: la fantascienza anche no. Pensare di sterilizzarli o sottrarre le uova dai nidi lo potremo fare solo quando si brevetterà il teletrasporto3 points
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
30 Mah?! Concerto montano dei Ministri, rock band milanese con discreto seguito, mentre una giornalista li intervista prima del concerto, gli faccio qualche scatto in una veste insolita per il gruppo, normalmente ripreso sul palco a pestare sugli strumenti, o a tuffarsi sulla folla. La lavoro un po' per accentuare il lato bucolico e vintage del momento. La pubblico ed in un pochi giorni quasi 4.000 visualizzazioni e poco meno di un centinaio di like. Per gli standard del mio account IG tanta roba! Compresi i ringraziamenti del fanclub e dei musicisti stessi. Quindi, non sarà la più bella, ma certamente la più vista. Z6iii 24/70 z 2,8 (finalmente lo uso un po'). Tra l'altro qui su NL avrebbero modo di vederla decentemente... (al contrario di quasi tutti i social), Che ci vuoi fare, va così.3 points
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
29 "Gettandedda" (Mille Miglia a Castiglione Delle Stiviere) - 13/06/2026 - Z8 28-400 a 120 mm f8 Un equipaggio si presta con entusiasmo al "gioco del cinque" con i bambini a bordo strada. Il titolo viene dalla mia adolescenza Cagliaritana ed era il termine gergale, traducibile in Italiano come "buttala" che usava la mia generazione per "dammi cinque"3 points
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Godox V100 all'aperto sotto al sole : è quel che fa per me !
Non sembrerebbe il caso di usare il flash quando c'è il sole forte. Eppure è uno di quei casi in cui può fare la differenza. Oggi ho voluto forzare il Godox V100 in versione Nikon (non ho ancora deciso se provare anche la versione Sony con il global shutter, è una cosa che mi affascina però), usandolo in tutti gli scatti che ho fatto al MIMO con la Z8, sia in esterni che al coperto. Sia in luce che in controluce. Usandolo sia a tempi sincro normali che in HSS andando fino ad 1/4000'' con diaframma f/8. Ho scattato circa 500 foto. Il Godox se ne è uscito in scioltezza, facendo cilecca forse un paio di volte (ricordo che in HSS il flash dosa la potenza più in basso, emettendo una serie di lampi che cercano di intercettare la "tendina" dell'otturatore - elettronico con la Z8) e finendo ad un terzo di potenza partendo da una batteria nemmeno completamente carica. La Nikon Z8 invece si è seduta prima per il caldo (circa +36 °C costanti). il setup di oggi, cui si aggiunge la mia pellicola digitale Kodachrome 64. Sviluppo in Nikon NX Studio senza correzioni particolari se non centrature o allineamenti di orizzonte o linee verticali. Tante foto quelle che seguono, non sempre perfette perché continuavo a cambiare il tempo di scatto. Macchina in manuale. Flash regolato a ZERO in TTL. Esposimetro in matrix ma di cui non tenevo conto fidandomi dello scatto che veniva visualizzato automaticamente a mirino. In conclusione, foto a mio giudizio, spesso spettacolari mentre senza flash sarebbero state piene di ombre o con troppo contrasto o completamente in controluce. Ed è il motivo ultimo per cui ho comprato questo flash in sostituzione del precedente V1. In alcune sarebbe stato meglio togliere il punto del flash in Photoshop. Ma non sono foto da stampare, l'intento era di mostrarvele subito. Ripeto, sono foto di stamattina ... ed eccola già qua presentate a voi. Godox promosso , Nikon Z8 che a 253 scatti mi ha mostrato il cartellino giallo di Hot Card, rimandata all'autunno. Fino ad allora non uscirà di casa ! Purtroppo, e questo è il segno dei tempi, le uniche Mercedes decenti erano quelle riprese nei poster. Quelle vere, tutte elettriche ! Come quelle cinesi che erano in circolazione continua per improbabili test-drive.2 points
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Foto al Bar...
2 pointsCerto che anche tu… metti la neve mentre noi qui stiamo nel forno padano…ecchecx2 points
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
28 Jessica Fotografare attraverso vetri o superfici traslucide bagnate o trattate opportunamente non è certo una novità. La prima che mi viene in mente è una foto scattata da Steve McCurry attraverso il vetro di un taxi in una giornata piovosa. Un grande maestro in questa tecnica è stato Saul Leiter, fino ad arrivare a Giuseppe Gradella, che ha fatto di questa tecnica il suo elemento stilistico prevalente. Questo il mio esperimento. Foto scattata il 18 giugno attraverso foglio di plexiglas rigato con carta vetrata. Nikon z6 lll, 50 mm 1.8 a f2.8, luce naturale dalla finestra2 points
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
27 La gattina 6 Giugno Rappresentazione teatrale itinerante di Alice nel Paese delle Meraviglie, eseguita all’interno di un parco attraverso otto diverse postazioni. 65 attori dilettanti (persone comuni) divisi in gruppi hanno rappresentato lo spettacolo dal primo pomeriggio fino al tramonto e oltre. Continue repliche, 14 al giorno ogni mezz’ora hanno mosso all’interno del parco piccoli gruppi di spettatori, alla fine si conteranno 2500 spettatori. Progetto molto ambizioso supportato dal Comune e da diverse Associazioni, che ha avuto un grandissimo successo. Z8 con Viltrox 85mm f/2 EVO Dati di scatto: 1/200 sec., f/2, ISO 5002 points
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Autodromo di Monza : lavori in corso
Da fine luglio, con la pausa per il Gran Premio di F1, inizieranno i lavori di riqualificazione delle palazzine tecniche dell'autodromo. La data fine lavori è prevista per luglio 2027. E nel frattempo pare che la pista resterà praticamente chiusa, alcune gare previste, anche se sotto contratto, andranno ad Imola (tipo il GTW). Nei lavori non sono previste nuove tribune o comunque facilitazioni per il pubblico e la fruibilità dell'autodromo al di fuori degli addetti ai lavori. Ci sono state, per esempio, giustificate proteste per la NON apertura dei paddock nelle ultime gare. Del resto, vedendo le facce del nuovo consiglio ACI di Milano si capisce che la gioventù galoppa così tanto che l'unica cosa importante è una poltrona comoda, meglio se ben retribuita o di prestigio. Amen.1 point
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Contest : bagliori che scottano e calore senza forma - valido da oggi fino al 15 luglio (solo foto nuove)
“Bagliori che scottano” Cari Nikonlander, l’estate è ufficialmente arrivata e con lei la luce più forte, calda e viva dell’anno. Vi invitiamo a raccontare il calore attraverso la fotografia: non solo il caldo che sentiamo sulla pelle, ma quello che riusciamo a vedere. “Bagliori che scottano” è un invito a giocare con la luce estiva intensa: riflessi accecanti, lens flare cercati, controluce potenti, superfici che brillano, sudore, metallo rovente, gocce di condensa sotto il sole, silhouette infuocate e tutto ciò che trasmette la sensazione di calore visibile. Interpretazioni libere: Riflessi su acqua, vetri, occhiali da sole o carrozzerie Luce che “brucia” i bordi del soggetto Dettagli di pelle, frutta matura, gelati che si sciolgono Golden hour estrema o controluce drammatico Gioco tra caldo e fresco (es. ghiaccio o bevanda fredda contro luce abbagliante) Variante più astratta: “Calore senza forma” Per chi vuole spingersi oltre, vi proponiamo anche una lettura più concettuale e artistica dello stesso tema: “Calore senza forma”. Qui il protagonista non è più il soggetto, ma la sensazione pura del calore. Cercate di rendere visibile l’invisibile: l’aria che trema sopra l’asfalto, distorsioni ottiche, macchie di luce pura, gradienti infuocati, forme che si sciolgono nella luminosità eccessiva, riflessi liquidi su metalli roventi, flare astratti e composizioni minimali dominate dal rosso, arancione e giallo bruciato.Un approccio più grafico, sperimentale e artistico, dove la fotografia diventa quasi pittura di luce e calore. E' possibile partecipare ad uno qualsiasi o a tutti e 2 i temi con un massimo di 3 fotografie per ogni partecipante. E' possibile utilizzare qualsiasi strumento fotografico che sia una fotocamera (digitale, a pellicola, reflex, mirrorless, di qualsiasi marca .... sono esclusi i cellulari, i tablet e tutti gli ordigni informatici). Il formato delle foto dovrà essere JPG, sRGB, max 2500 punti di lato massimo e le foto pubblicate qui di seguito, come un commento unico per tutte le fotografie presentate (indicare il tema di riferimento, non serve aggiungere altro ma si può scrivere quello che si vuole) Sia a colori che in bianco e nero. Le fotografie non dovranno essere d'archivio ma scattate per l'occasione Le foto dovranno essere presentate tutte insieme in un unico post per autore pubblicato entro il 15 luglio 2026-1 point
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Due valigie di luce e ... un gobo !
SmallRig fa prodotti fantastici, ben pensati e meglio costruiti. Io oramai sono dipendente da questo marchio per le basette per quasi tutte le mie Nikon (SmallRig lavora con approvazione Nikon). E curioso come sono, ho voluto provare anche le loro luci. Sono LED a COB che ho già recensito in questa stessa sezione di articoli. Prima l'RC60 e poi l'RC100. Luci - in particolare le seconde - che oramai impiego in quasi tutti i miei set sia in interni che in esterni e che mi hanno letteralmente cambiato modo di fotografare. Ultimamente ho voluto provare anche le torce, con risultati interessanti. Ma qualche caduta di stile la fa anche SmallRig. In particolare per le confezioni. Questi dispositivi hanno più accessori, alcuni necessitano di batteria esterna. Tenere tutto nella scatola originale è impossibile e anche poco ... professionale quando si va sul set. Anche perché si rischia di impastarsi con i pezzi, perdersi qualche cosa, fare ... figure da cioccolatai (con tutto il mio più profondo per quella nobile professione, senza cioccolato io non vivrei). Cosa fare ? Ma semplice, una valigetta porta tutto con interno in foam sagomabile. In questo caso ho preso due tectake su Amazon alla spaventosa cifra di €34,90 l'una. Sono valigette compatte di varie dimensioni, questa è la via di mezzo ma ci sono più grandi, più piccole, più profonde. Sempre a prezzi non superiori ai 50-60 euro che fanno il verso a Pelikan e ad altri marchi europei, che producono comunque in Cina ma vendono qui le loro cose a 200 o 300 euro. Queste sono robuste, a tenuta d'acqua, comode, efficienti. Si sagomano con un taglierino in un attimo perché hanno già il foam presagomato e basta affondare la lama sulle linee per disegnare le proprie forme. eccole qua, poi vedrete perchè sono due. sono in policarbonato duro, la maniglia e sovradimensionata con una presa sicura. Abbastanza pesanti ma non troppo (ho preso anche quella maxi ed effettivamente, quella è molto capiente ma anche molto pesante, pensata per piccoli spostamenti o da portare su carrellino). Le dimensioni interne, per chi fosse curioso, sono di 37.5x27x15.5 cm. ed ecco qui l'interno della prima, sagomato per contenere due torce a LED da 20 watt. Si tratta della SmallRig RF20C da 20 watt con batteria interna da 10.000 mAh ricaricabile USB-C e regolatore di angolo di campo. Quella raffigurata però ha anche l'aggiuntivo ottico snoot con modellatori e gobo magnetico. Una soluzione raffinata ma comunque compatta per avere uno spot con o senza sagoma proiettata dal gobo. Si mette a fuoco rapidamente e la luce ha contorni netti, cosa che con la torcia "nuda" invece non è. Se vi interessa il prodotto, io vi consiglio di comperare il bundle (adesso in sconto mi pare che non superi di molto i 100 euro). Nella confezione manca il sostegno, per cui ho preso due testine da 20mm con snodo completo, avvitabili sullo spike di uno stativo leggero e le ho montate in sede in modo da non doverlo dare quando arrivo sul set. dettaglio dell'aggiuntivo ottico che si avvita sul frontale della torcia. Consente di modellare la luce ed offre anche un incremento della potenza ottica di 2-3 volte, raggiungendo in pratica (ma non ho misurato) la potenza di un RC60B di SmallRig. la ricarica avviene via USB-C PD dettaglio della testina Neewer che ho adattato a sostegno orientabile (ma SmallRig pretenderebbe che le torce si tengano in mano mentre si fotografa oppure che siano montate in orizzontale e stop ?). io qui ho la batteria di torce pronta per l'uso, basta toglierle dalla valigetta dove stanno ben protette e senza che io, disordinato come sono, mi perda i pezzi. Come le due scatolette dei gobi che ho inserito in un vano apposito. Ma andiamo alla seconda valigetta. che contiene non uno ma due SmallRig RC100B da 100 watt con il riflettore già montato, più due batterie V-Mount Viltrox da 150 Wh praticamente inesauribili, oltre ai due giunti per montare le luci su stativo. le due batterie sono grosse e pesano un botto. Sino a prima le avevo sempre messe in borsa, al posto di una fotocamera ma adesso viaggiano insieme alle luci ed è tutto più pratico. Basta ricordarsi di ricaricarle quando servono ... le luci stanno belle comodo avvolte nel foam. La profondità della valigetta è appena sufficiente ma ho potuto comunque mettere un sottile foglio di schiuma anche sul fondo ed è tutto a prova di sballottamenti anche dovessi viaggiare in fuoristrada. i due giunti snodati per gli stativi. In effetti al kit in valigia mancano solo gli stativi che devono viaggiare necessariamente a parte. ecco qui uno SmallRig RC100B fuori dal suo alloggiamento, tutto trionfante e pronto a lavorare. Non raccomanderò mai abbastanza queste luci per ogni uso. Ma nel titolo avevo parlato anche di un ... gobo. Si, si tratta di un nuovo accessorio di SmallRig pensato per il suo attacco proprietario. e che arriva in una scatoletta imbottita come tutto il resto. Con la sola borsetta stile sceriffo di Nottingham a proteggerlo. eccolo, è un cosone che somiglia ad un vecchio obiettivo Canon EF, regolabile di messa a fuoco e di angolo di campo e con la possibilità di inserire ... il gobo con i modellatori magnetici. che vedete qui in secondo piano. Soluzione anche questa che aumenta la potenza ma soprattutto permette di concentrare la luce senza che questa illumini tutta la scena. Al primo test non sono dovuto andare oltre al 7% di potenza per avere l'effetto cercato. Nel mio club troverete in futuro foto fatte con questi sistemi ma in questa recensione oltre a raccomandarveli volevo mostrarmi soprattutto come ho risolto il problema delle confezioni e della concentrazione degli accessori a prova .. di casinista come me. Se avete domande, cercherò di rispondere. Sayonara !1 point
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Take pictures is always a good idea
Fa caldo ? Non importa, si può sempre fotografare qualche cosa. Fa freddo ? Non importa, si può sempre fotografare qualche cosa. Non sai cosa fotografare ? Fatti ispirare da un collega, da una immagine vista su internet, dalla foto di un grande fotografo. Fatti un giro, carica una pellicola di Nikonland nella tua Nikon e vai con il tuo obiettivo preferito. Scatta, pensa, crea, immagina : fotografa. Se fotografare ti appassiona, fotografare è sempre una buona idea.1 point
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Qualche ora con la BMX e il team Panther Boys di Padova
Quest'inverno, vagando sul web in cerca di nuovi spunti, vedo che la pista di BMX di Padova è stata profondamente rinnovata e il team Panther Boys che la gestisce si allena dal tardo pomeriggio. Dopo un primo incontro per conoscerci, ottengo il permesso per fotografare i loro allenamenti dai più giovani ai master. Fino alla richiesta di coprire la due giorni di gare per il campionato italiano a fine maggio. La prima volta mi è servita per capire gli spazi, lo sfondo non bellissimo e le dinamiche di uno sport che conoscevo poco. Le foto sono in ordine temporale. Durante gli allenamenti dividono la pista in tre parti e la ripetono più volte Z8 + Z100-400 Z8 + Z100-400 Z8 + Z24-120 Z9 + Z100-400 Z9 + Z100-400 Z8 + Z24-120 Z8 + Z70-200 Z8 + Z70-200 Il 30 e 31 maggio scorso si è corso la tappa del campionato italiano con più di 400 atleti di varie categorie nelle ore più calde della giornata. Z9 + Z70-200 Z9 + Z70-200 Z9 + Z70-200 Z9 + Z70-200 Z8+Z24-120 La settimana scorsa sono tornato per gli allenamenti pomeridiani solo con la Z9+Z70-200 Calato il sole, sono calati anche i tempi di scatto.... 1/40 1/30 1/20 Ho impostato le macchine in priorità di tempi, ISO automatici, AF-C, area di messa a fuoco C1 50% del fotogramma con esposimetro impostato in Matrix o spot. Mi sono divertito a fotografare questo sport, è molto dinamico e veloce. Il team e gli atleti sono stati molto ospitali accogliendomi con simpatia.1 point
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Ma la Nikon Z8 è una macchina invernale ? Dite la verità ... se la usate ...
A 4600 euro ? Io non ricordo altri casi del genere in casa Nikon,1 point
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Ma la Nikon Z8 è una macchina invernale ? Dite la verità ... se la usate ...
Io non faccio testo, perché le giornate più calde che affronto sono quelle relative alla Mille Miglia (prima quindicina di Giugno) ed al Gran Premio Nuvolari (dal 15 settembre in poi), per cui anche questo Giugno (11/6) dove la temperatura al passaggio delle auto (dalle 14,30 alle 18,30) era inferiore a quella odierna di circa 10 gradi, con macchina sempre accesa e tremila foto scattate, la Z8 con una Prograde Cobalt da 165 GB non ha fatto una piega. Mentre due anni fa in Settembre in occasione del transito del Gran Premio Nuvolari (stesse ore circa), la Z8 con una Angelbird AV PRO SX 2.0 160 GB più volte mi segnalò il simbolo giallo del surriscaldamento. Cambiata la scheda con una Prograde, sparito il problema. Tuttavia, da metà giugno a meta settembre per me inizia il letargo fotografico, eccettuate sortite al levar del sole o poco prima del tramonto, perché le attuali temperature estive mi blocco io prima della Z8.1 point
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La miglior fotocamera da smartphone ?
E non c'è proprio nulla di male in questo. L'hai fatta con il tuo attuale smartphone. Quindi hai proprio bisogno - per farci queste cose - della miglior fotocamera da smartphone ? PS : mio ultimo intervento in questa discussione.1 point
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La miglior fotocamera da smartphone ?
Max, io sono già al secondo Redmi Note di Xiaomi, e precisamente ho un REDMI NOTE 12 PRO+ 5G, che non posso che consigliare nella sua attuale versione aggiornata - credo 15 PRO+ 5G - se il brand ha mantenuto le qualità che ho potuto constatare nella mia esperienza di oltre 4 anni d'uso. Si tratta di uno smartphone di fascia media (street price attorno ai 300 euro) con una batteria da 5.000 mAh che assicura un'autonomia davvero lunga (anche 2 giorni con un uso "normale") e che si ricarica da 0 a 100% in soli 20 minuti con alimentatore da 120W, e con un processore molto veloce che assicura un'esperienza d'uso complessiva assolutamente soddisfacente. Fin qui, brevemente, le caratteristiche imprescindibili che deve avere uno smartphone per me come, a quanto vedo, per altri che navigano su queste pagine. Detto questo, riguardo la tua richiesta per un telefono con un comparto fotografico "minimamente soddisfacente", la mia esperienza su questo prodotto è positiva: il Redmi Note Pro+, con fotocamera principale con sensore fino a 200 Mpx, si avvale della possibilità di variare manualmente i parametri di scatto, diaframma, ISO, WB e EV, ha un discreto AF con riconoscimento dei volti e produce in condizioni normali (di luce, di capacità di cogliere l'eventuale movimento del soggetto, ecc.), dei file (JPG, no RAW) abbastanza buoni, tanto che quando mi sono trovato ad utilizzarlo in assenza delle mie Nikon per scatti altrimenti non ripetibili, su LR e PS li ho trovati poi ben lavorabili. Così ben lavorabili che in alcune mostre fotografiche ho esposto delle stampe A3 ottenute da questi file che reggevano assolutamente il confronto, diciamo così, con le altre da file sviluppati da RAW Nikon. Ovviamente si tratta di uno smartphone, e di uno smartphone di fascia media, che ha i limiti di un prodotto che non è pensato PER fare le fotografie ma che, per la mia esperienza e per il suo rapporto qualità prezzo, mi sento di consigliare anche per uno sporadico utilizzo fotografico. Se desideri qualche altro ragguaglio ovviamente non hai che da chiedere. 😉1 point
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Ma la Nikon Z8 è una macchina invernale ? Dite la verità ... se la usate ...
Capita costantemente in autodromo e con temperature sopra i 30 gradi. A me l'ultima volta è successo intorno ai 3000 scatti. Ma erano prove libere, quindi ho potuto spegnere la macchina quando le auto che giravano non mi piacevano. Non c'è nulla da fare, se va in rosso si blocca e si deve spegnere. Questa cosa può essere fastidiosa, bisogna saperlo. E non sempre si accetta.1 point
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Ibis invasion
1 pointGrazie per aver portato all'attenzione il problema, tra l'altro con un articolo ben fatto ed esaustivo P.S. quando ho letto il titolo "IBIS invasion" nel riepilogo dei post, il mio primo pensiero e' andato subito alla possibilita' dell'arrivo di nuove fotocamere dotate di "In Body Image Stabilizations......" 😂1 point
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La miglior fotocamera da smartphone ?
si, perché c'era un carciofo non iscritto che la stava leggendo e mi sono chiesto perchè. Di certo non stavo pensando né a te né al tuo rovello ! 😉 Ho pensato che dal titolo, non sembra una domanda ma una asserzione e che Google possa portare a questa discussione chi ha lo stesso tuo dubbio. Solo che poi non trova la risposta. Eddiamogliela !1 point
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La miglior fotocamera da smartphone ?
Mauro.. ma mi meraviglio.. il miglior telefono ops.. smartphone che faccia foto eccellenti ma è quello di Domani.. e se la domanda me la poni domani.. la risposta per me sdarà identica, quello di Domani Di telefoni ne ho avuto diversi, sempre però a costi UMANI.. non certo l'OPPO con scomparto foto di Hasselblad.. ma sopra tutto per ragioni di stampa ho dovuto conviverci per un pò, ti assicuro che il loro operato visto sul telefono è una cosa.. ma se ci devi lavorare.. fanno piangere..1 point
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La miglior fotocamera da smartphone ?
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Ibis invasion
1 pointComplimenti per questo articolo di sensibilizzazione Valerio. Un esempio di come la fotografia naturalistica possa richiamare l'attenzione su temi così complessi come quello delle specie invasive. Specialmente accompagnandolo da una lunga osservazione e documentando l'evoluzione del fenomeno dal 1996 a oggi. Molto belle ed eloquenti le immagini. L'invasione delle specie aliene sta diventando un grosso problema da fronteggiare e gestire, anche perché non ci sono i loro naturali predatori. Qui da noi c'è stata l'invasione del granchio blu ad esempio, che prima non c'era e che sta facendo danni incalcolabili, falcidiando la produzione di vongole, cozze, ostriche, arselle e novellame di muggini (bottarga) mettendo i pescatori in ginocchio. Fortunatamente sono riusciti a commercializzarlo in particolare all' estero limitando così i danni economici. Questa specie di granchio non è più eradicabile ormai e potrebbe succedere anche per altre specie di animali che arrivano da fuori nei nostri territori. Grazie per aver condiviso questa testimonianza. Un saluto e Buona domenica.1 point
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Autodromo di Monza : lavori in corso
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Quale è l'ultima fotografia che avete stampato ? Mettetela qui
prime prove di stampa con la Pixma G650 (della quale nascondo il marchio) In effetti, carta a parte (una economicissima e troppo calda Kodak Snapshot Lucida) in attesa della Ilford Galerie smooth, la stampante non chiede nulla per avvicinarsi al file di partenza. Ho avuto grandi problemi di installazione, seguendo la procedura indicata sulle istruzioni: in realtà classifica come abortita la procedura e mi è successo una miriade di volte tra ieri ed oggi: ma alla fine la stampante compare tra i dispositivi. Oggi sono riuscito anche ad ottenere sull'interfaccia di stampa le opzioni di scelta per la carta (ieri non ci ero riuscito) Lunedì scrivo o chatto (con lo smartphone) con l'assistenza per capire il motivo della mancata installazione di un driver. Configurata anche per essere pilotata dallo smartphone: comodissimo... per chi non usa gli smartphone come se fossero ancora questo (e a quanto pare sono in tanti qua su Nikonland) 😇1 point
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
31 Domodossola, via Rosmini Nikon z9 14-24/2.8s 5 scatti orizzontali. Son capitato a Domo per caso e ho trovato una città completamente diversa da quella che conoscevo. Il centro è stato quasi completamente riqualificato ed oggi è un salotto all’aria aperta. La riqualificazione è arrivata anche fuori dalla parte strettamente storica della città, come qui in via Rosmini. Se vi capita, vale la visita.1 point
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Take pictures is always a good idea
Molto bello il manifesto che hai creato! Anche se ottenuto artificialmente ci sarebbero da studiarne alcuni aspetti compositivi e cromatici. Mi riferisco soprattutto al primo.1 point
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La miglior fotocamera da smartphone ?
Max, io sono l'ultimo che potrebbe darti un consiglio, anche perche' ho sempre avuto smartphone Samsung di fascia media (A32, A33 etc...) fin da quando la mia banca in pratica mi "costrinse" ad acquistare uno smartphone su cui istallare la loro app, pena l'impossibilita' ad accedere alla home banking..., ma ho visto anche foto scattate da un amico che ha qualcosa di piu' costoso (Samsung S26 ), ed alla fine il risultato e' sempre lo stesso: i 48 (o oltre...) Mpix della fotocamera principale scattano foto bellissime quando le guardi sul telefono o su un monitor non troppo grande, ma appena provi a croppare o ad ingrandire al 100% l'immagine, le dimensioni minuscole del sensore si fanno evidenti in tutta la loro povertà.... almeno per chi e' abituato a maneggiare le foto di una Z8 o giu' di li..... 😉 Per cui, io ti direi di prendere quello che e' piu' conveniente, che ha la batteria migliore, che offre qualche garanzia in piu' di sicurezza (tipo l'area privata degli smartphone Samsung), ed ha la rete di assistenza e di supporto migliore. Poi, indubbiamente c'e' qualcuno che ci gira perfino gli Spot ed i cortometraggi con gli Aifone, ma su questo sono totalmente a digiuno.1 point
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La miglior fotocamera da smartphone ?
credo che il motivo di questa ondata di aterosclerosi galoppante di tutti quelli che avete risposto a questo appello di Mauro sia il fatto che gli avessi detto (per telefono appunto) che prima o poi dovrò sostituire il mio Android arrivato alla frutta e che mi piacerebbe trovarne uno che non faccia troppo schifo dal punto di vista fotografico. Suscitando evidentemente tanto disprezzo da andare a ripescare questa mia vecchia domanda fatta nel 2018 e rimastasenza risposta allora (figuriamoci oggi con otto anni di indurimento arterioso generale di più) Riguardo il riferimento citato, dal cellulare (...) oggi mi spunta questo...1 point
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Godox Dental Kit all'opera su Nikon Z5II ed MC 105/2,8
Nikonland per completezza di informazione non può fare a meno di realizzare una reprise del nostro test di un paio di mesi fa: per sperimentarlo nelle condizioni operative per le quali è stato inizialmente progettato. Il punto di forza di questo kit multiuso della dinamica Godox di Shenzen è proprio la staffa che vedete in alto a sx e che consente un agile montaggio e posizionamento dei due flash MF-12 collegati in wireless radio alla fotocamera che si decida di utilizzare: nel nostro caso una Nikon Z5 II di ultima generazione (Expeed 7) ...e naturalmente corredata del trigger Godox XPro II-N che colloquia attraverso la slitta dedicata Nikon con i due flash, senza necessità di cavi e con la rapidità e sicurezza dei 21 canali radio disponibili, sulla frequenza di trasmissione del sistema Godox 2,4G L'altra novità introdotta da questo kit, sono decisamente le cuffie siliconiche MF-DD per la diffusione della luce, realizzate appositamente per le esigenze odontoiatriche di dispersione luminosa su tutta la superficie dentaria del paziente (ben più ampie rispetto ogni altro precedente accessorio specifico per i flash Godox MF12) L'ampio display del trigger XPro II consente poi una rapida regolazione di livello di emissione dei singoli flash e di quant'altro possa essere necessario a pilotare eventuali altri gruppi di flash, magari di sfondo. Gli snodi alle estremità della staffa MF-DB, orientabili a 360° consentono un agevole posizionamento anche sfalzato delle due sorgenti di luce, a vantaggio di un utilizzo su di una vasta gamma di impieghi fotografici e la sobria valigetta a corredo del kit, contiene la moltitudine di accessori, oltre agli elementi fondamentali del sistema. Ma la dicitura Dental Kit imposta da Godox a questo sistema ci ha messo nella necessità di considerarne l'utilizzo specifico per il quale è stato pensato : ci siamo rivolti quindi ad uno studio odontoiatrico di Palermo, che da più di trent'anni è abituato a realizzare la necessaria documentazione fotografica delle fasi di una terapia sui pazienti, fin dai bambini con la necessaria ortodonzia. Ho seguito negli anni anche il percorso di crescita tecnologica in relazione alle attrezzature fotografiche utilizzate da questo studio, a partire dai primi anni Novanta, quando si lavorava su pellicola con reflex ed obiettivi macro MF: Medical Nikkor, Kiron, Tamron, Yashica dental eye per poi arrivare ai primi obiettivi Nikon AF e fino ai giorni nostri. Quindi abbiamo chiesto ospitalità allo studio odontoiatrico Rodolico-Lo Meo di Palermo e con una Nikon Z5ii corredata dal Nikkor MC 105mm f/2,8 insieme al Godox Dental kit, siamo andati a valutare maneggevolezza, usabilità e i risultati connessi. Montaggio e posizionamento dei flash sulla staffa a richiesta delle esigenze specifiche dell'odontoiatra, in funzione delle riprese di volta in volta necessarie Godox Dental Kit 720p.mp4 Una volta assestato l'insieme, con il paziente disteso sul riunito, trovata la distanza operativa in funzione del RR necessario in ripresa organizzata l'angolazione degli MF12, a prova di errore, essendo agevolata dalle ampie parabole di diffusione... si lavora agevolmente in wireless radio TTL flash, avvalendosi anche del monitor ben performante della Z 5II (e dello scatto in live view) stabilendo i parametri di ripresa necessari allo scopo, eventualmente anche ai diaframmi più aperti per ottenere il grado di pdc necessaria I risultati disponibili fanno considerare come questa branca della fotografia ravvicinata, sia ormai a portata di ogni utente. Anche di chi per la prima volta utilizzi questo Godox Dental kit Ringraziando ancora la disponibilità della D.ssa Margherita Rodolico dell'omonimo studio associato per l'ospitalità fornita e l'aiuto prestato alla realizzazione di questo articolo, voglio inoltre aggiungere la considerazione che di certo, le potenzialità di questo sistema, vadano oltre questo utilizzo specifico, per spingersi anche allo still life ed alla microcaccia fotografica da campo. Ma che certamente la qualità di illuminazione diffusa fornita dalle parabole in silicone di questo kit sia determinante per evitare colorazioni indesiderate su fotografia scientifica e medico-legale di questo genere appena illustrato. Godox in abbinata a Nikon è un valore aggiunto alle indubbie qualità di ripresa del sistema Z. E qui su Nikonland ci piacerebbe che un kit del genere venisse realizzato proprio a firma Nikon, per rinverdire la tradizione che ne ha fatto bandiera nel tempo ormai trascorso. Max Aquila photo © per Nikonland 20261 point
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
26 Codirossone femmina. Monticola saxatilis. Prima vera uscita dell'anno all'avifauna. Purtroppo la situazione è questa. Sono comunque contento perché nell'occasione ho fotografato anche l'averla piccola, il fanello, l'organetto, lo spioncello ed il saltimpalo. Oltre una tribù di marmotte. E udito il canto di primavera di tordi bottacci, allodole, prispoloni, fringuelli e un torcicolo. Nikon Z8 6.3/600S--- F.6,3, 1/200 sec., ISO 800, mano libera 19.06.20261 point
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
25 Inizia L'esplorazione Il 13 giugno, in occasione della riapertura delle visite a Treviso Sotterranea, gestite dall'omonima associazione, ho avuto occasione di partecipare a uno dei loro percorsidi visita e approfondire un po' quella che è la conoscenza della storia delle mura cinquecentesche della città di Treviso (su cui avevo scritto un articolo del mio blog. Nikon Z50 con Nikkor DX 16-501 point
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
24 Un flash nel bosco Capita spesso di primo mattino quando il sole fa capolino tra gli alberi, scatto del 23 Giugno1 point
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Modelsharing 2026 di Nikonland : 14 giugno 2026, Nord di Milano
Comunque c'erano anche i modelli. Ecco la torcia di Mauro in test con un'altra tonalità di luce, il disegno di luce è modificabile, ma questo lo racconterà Mauro Mauro scusami ma qual'e la via ? Quale ? Speriamo in un futuro sempre cosi o migliore Noi ci siamo divertiti, lo potreste fare anche Voi, basta crederci A presto !1 point
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
22 Termofobia Quando proprio non lo sopporti. Foto del 24 giugno. Solo per testimoniare la mia presenza al forum ed il fatto che anche l'umile Z50II è in grado di immortalare le pale di un ventilatore. Sarà sufficiente spegnerlo, un attimo. Nikon Z50II – DX 16-50mm f/variabile a 25mm – 1/100 – f/7.1 - ISO 400 - PC Nikon D200 Natural1 point
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Due valigie di luce e ... un gobo !
Circa 12 anni fa comprai queste Hprc e’ italiana ed il prezzo era molto conveniente rispetto alle Pelikan. Le valige in questione sono però grosse, per intenderci qua sotto si vede uno zaino da 45l appoggiato sopra alle valige. Anche qui i cinesi mieteranno vittime 🤷♂️1 point
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Qualche ora con la BMX e il team Panther Boys di Padova
E’ uno sport che si presta moltissimo alla fotografia. Approccio molto attento, bravissimo Riccardo, gli scatto sono bellissimi e racchiudono tutta la dinamicità di questo sport.1 point
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Viltrox Corner
1 pointno, perché è una schifezza che si allunga e con il motore asmatico. Oltre che proposto a prezzo sfrontato anche quando è in outlet.1 point
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La Vostra foto migliore di giugno 2026
3 Oh... Donata! 27 giugno, alle 11,10 presso la gebbia del mio vigneto: non da sola, ma la più confidente tra quelle grosse (Donata...mi: perDonata) Nikon Z50ii con Nikkor 18-140/3,5-6,3VR DX + lente addizionale Nikon 5T: 140mm f/11 t/60 e flash Viltrox Z2 mini, di fill-in Fuori contest: era proprio simbatiga !1 point
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Godox MF-12 Dental Kit : una valigia colma di accessori
Si davvero: ecco... aperta la scatola esterna, che in ogni sua parte è descrittiva del contenuto (come buona abitudine in Godox) ci ritroviamo in possesso della valigia contenente il kit DK (dedicato ai dentisti...ma non solamente ad essi) dove con spirito quasi natalizio andremo a scartare elemento per elemento, tra tutte la parti delle quali si compone questo kit, che a noi nikonisti ricorda un'altra valigiona, ancora più voluminosa, altrettanto ricca di accessori per flash da macrofotografia (o da still life di piccoli oggetti) ossia il Nikon R1C1 del quale prima o poi faremo una review. La valigia di questo Godox DK si divide in due parti: nel guscio di sopra gli accessori di montaggio, come ad esempio il supporto circolare multiflash, da poter collocare avvitato sulla filettatura filtri di un obiettivo macro, attraverso un anello dal diametro apposito (e quindi sono presenti otto anelli di diametro filtro variabile tra 49 e 77mm), poi gli stativi per utilizzare appoggiati su qualsiasi superficie i due flash del kit, come ogni tanto faccio io, anche usandone uno solo alla volta ... nella parte inferiore del guscio, abbiamo i due Godox MF12, unità flash indipendenti e dotate di batteria al litio proprietaria, non sostituibile, lo spazio per il trigger Godox XProII dedicato alla fotocamera (i kit Sony hanno un XProII S-D, dedicato al Dental Kit, con delle funzioni di programma specifiche), i due diffusori in silicone, marchiati come MF-DD, specificamente progettati per l'uso Dental, due staffe con attacco a vite da 1/4" per consentire il fissaggio dei due MF12 su qualsiasi supporto dotato di vite (stativi, cavalletti, pinze, etc) e finalmente, sotto l'alloggiamento del trigger... ...il pezzo forte del kit, ossia la staffa snodata MF-DB, con piastra di attacco al fondello della fotocamera, che in se vale il prezzo dell'intero kit, per la sua ingegnosa regolabilità, essendo dotata all'estremità dei bracci, di due pioli che ruotando di 180°, consentono un vario posizionamento delle due unità che possono così assumere una molteplicità di posizioni rispetto il soggetto e (grazie alla orientabilità indipendente dei due bracci della staffa) anche lo sfondo. i due Godox MF12 si montano attraverso il loro piede ad arco, sui supporti della staffa, facendoli scorrere fino al blocco, dal quale saranno facilmente smontabili, semplicemente premendo contemporaneamente i due pulsantini laterali a metà della articolazione, regolabile anch'essa in diverse posizioni in alternativa alla staffa, il kit possiede come detto, anche l'anello circolare di fissaggio alla filettatura obiettivo, su cui poter montare più unità MF12 attraverso il piedino apposito, denominato "cold shoe adapter" visto che ne consentirebbe anche il montaggio sulle apposite staffe di montaggio di una cage... ma che in questo caso viene ad essere clampato all'anello da dotare del ring corrispondente al diametro filtri dell'obiettivo in uso oppure, volendo esagerare... 😁 in buona sostanza...una grande quantità di strumenti per rendere più facili le riprese odontoiatriche e non solamente esse, con l'ausilio di due sorgenti di luce flash, facilmente orientabili e gestite in radiocontrollo attraverso il trigger Godox che più ci piaccia, vista la compatibilità di questi MF12 con l'intero sistema Godox 2,4GHz, sia in TTL flash, sia in Manuale, con riduzione dell'emissione fino ad 1/512 della piena potenza (ogni MF12 dichiara... appunto 12W/s di potenza luminosa, NG16) e con velocissimi tempi di ricarica, tali da consentire anche scatti in sequenza (se mai fosse necessario) Il cervello di questo sistema...(oltre quello del fotografo/dentista) è certamente il trigger: in questo caso un Godox XPro II-N giusta la nostra dedizione a Nikon, un modello presentato da qualche anno, ma assolutamente completo nelle funzioni TTL-flash, Manuale con riduzione potenza fino a 1/512, stroboscopico (per chi se ne diletti, non certo in ambito medico). Dotato di 21 canali radio per evitare ogni possibile interferenza con altri sistemi radio, 5 diversi gruppi flash (A,B,C,D,E) su ognuno dei quali sarebbero teoricamente collegabili un numero enorme di slave, impostazione automatica della focale con obiettivi zoom, oppure manuale, HSS, variazione +/- 3EV a passi di 1/3 attraverso l'ampia rotella centrale, modelling light (luce pilota) ma sopratutto, per chi lo utilizzi passando spesso da TTL ad M, l'esclusiva funzione Godox dal nome TCM, che equipara i valori dell'ultima regolazione in TTL sul transito ad M. Funzione presente sui flash Godox della seconda generazione, cui questo trigger appartiene (mentre nel frattempo Godox è arrivata alla terza...) alimentato con due stilo sistema di bloccaggio su slitta a collare, come molti flash Godox facile lettura dei dati ed istintiva regolazione dei singoli gruppi attraverso i pulsanti laterali a sx e delle funzioni attraverso i pulsanti sotto il display presa usb-c di aggiornamento fw e jack di sincro flash preistorical, da 2,5mm slider di accensione a destra e davanti ad esso l'altro di consenso o meno alla luce di assistenza AF Ed ecco il Godox Dental Kit in piena operatività alle prese con un semplice soggetto a distanza molto ravvicinata con una variabilità assoluta dei risultati luminosi tra pp e sfondo, grazie proprio alla possibilità di snodare il bracket in modo asimmetrico con altro soggetto, ancora più minuto e critico... Questi MF12 rendono semplice qualsiasi ripresa a distanza ravvicinata, compatibile con le esigenze di ripresa dettate da soggetto ed obiettivo in utilizzo: in questa occasione il Nikon Z MC 105/2,8 utilizzato sulla Nikon DX più attuale, la Z50II. Per il peso complessivo in gioco risulta importante un fissaggio il più stretto possibile della vite sotto la piastra, al fondello della fotocamera: io consiglio di sostituire allo scopo la vite semplice in dotazione, con una più strutturata e meglio impugnabile per potere essere serrata con la giusta coppia. Alla fine di questa review, non posso che lodare il fatto che FOWA abbia recentemente preso a distribuire il marchio Godox in Italia. Le interazioni e l'assistenza su prodotti che Nikonland mette alla frusta da ormai più di dieci anni, non possono che renderci ancora più fidelizzati a questo marchio. Il Godox DK, nelle sue accezioni di catalogo (completo o meno di trigger) è un ottimo sistema di realizzazione di lavori basati su soggetti ravvicinati, illuminati da luce flash, con tutti i vantaggi del sistema wireless radio flash Godox, ormai giunto ad un livello di evoluzione impensabile agli esordi, dell'affidabilità per i risultati e, non ultimo, del prezzo di acquisto decisamente abbordabile. Max Aquila photo © per Nikonland 20261 point
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Raghu Rai: un pakistano alla Magnum photo
Nikon Z e 24-200 in pugno... fino ad ieri, quando: NonsoloNikon nella sua vita, ma sicuramente e sempre fotografia. Anche prima di quel 1977 a partire dal quale HCB chiamò a far parte della sua Magnum photo Raghu Rai, il documentarista indiano più famoso del suo continente, venuto a mancare in questi giorni ad 83 anni dopo una smisurata produzione fotografica che gli ha visto toccare ogni tema sociale ed umano che potesse raggiungere con i suoi obiettivi e fotocamere. Una realtà a noi nota grazie sicuramente a molte delle sue foto, che forse non associavamo ad un nome, ma che sono filtrate nel nostro mondo occidentale, grazie alla sua enorme produzione... prevalentemente Nikon ha deciso di portare con se il suo alfabeto morale, con il quale per tutta la vita ci ha raccontato ombre e luci di un mondo che non potremo mai conoscere Noi impegniamoci a studiarlo. Max Aquila per Nikonland 20261 point
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Viltrox Corner
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Nikon 85 mm F1.8G : il disinvolto (test/prova)
Lo ammetto, io nel mondo degli 85 mm sono entrato direttamente dalla porta principale con il superlusso 85/1.4D, seguito poi dal Sigma 85/1.4 HSM più efficiente sul piano della messa a fuoco. Degli 1.8 ho sempre sentito parlare (bene o benissimo), mentre non ho mai trovato interesse verso gli F2.Leggendo le mirabolanti impressioni di Ming Thein ho deciso quindi di provare questo nuovo G della serie F1.8 che ha il vantaggio di costare più o meno come il molto meno affascinante 50/1.4G. Arrivato a tempo di record dalla Cina via UK. Pagato qualche cosa meno di 400 euro. La scatola è la solita. Dentro c'è il blisterone che protegge l'obiettivo, il paralucione, il sacchetto morbido di simil_nonsochecosa, il manualetto.Ovunque campeggiano orgogliose scritte made-in-China ... E' il solito barilotto in plastica, più grosso del necessario. Qui con passo filtri da 67mm qui ripreso insieme al Sigma 85/1.4 HSM e al vecchio capostipite della dinastia degli 85 mm F1.8, il mitico Nikkor-H 85/1.8 Nippon Kogaku celebrato dal film Blow-Up del quale (ripresa dall'alto) non mostra di avere vetro in più, a dispetto della differenza di passo filtri (67mm contro 52mm). Il Sigma - ben più pesante - in fondo non è così più voluminoso ... già, gli ultimi progetti Nikon tendono a privilegiare la spinta di Archimede in caso di caduta in acqua ( ). Primo scatto di prova con la Df, TA, luce ambiente e al righello di test per verificare l'ammontare della CA già ben visibile nei contorni del dettaglio della foto di sopra (qui in 1:1). Io non faccio street e non ho certo intenzione di fotografare edifici con questo 85mm come fa Ming Thein Uso l'85mm per lo più per ritratti, ambientati in massima parte, per cui voglio capirne bene le caratteristiche prima di metterlo in produzione.E quindi un confronto con i miei altri obiettivi da ritratto è necessario. Ancora sulla aberrazione cromatica, qui con D810 Nikon 85/1.8G Sigma 180/2.8 APO Macro Cominciamo con la vignettatura, evidenziata alla buona (una luce alogena da 1.000W dall'alto con bank rettangolare, inquadratura del muro) : Nikon 85/1.8G Nikkor-H 85/1.8 Sigma 85/1.4 HSM (ma quando me lo fanno l'ART ?) Nikon 85/1.8G F1.8 F2 F2.8 Nikkor-H 85/1.8 F1.8 F2 F2.8 Sigma 85/1.4 HSM F1.4 F2.0 F2.8 Charlize di fronte ad F2 85/1.8G 85/1.8 Sigma 85/1.4 in verticale ad F1.8 85/1.8G Sigma 85/1.4 HSM tutti gli scatti sono stati fatti con la macchina in A ed esposimetro SPOT. Sviluppo in LR CC 2015, profilo D810, bilanciamento del bianco normalizzato su 2850K,0. Nessuna correzione o intervento di alcun genere (né sulla esposizione, né sulle caratteristiche degli obiettivi, nitidezza etc. etc.). Sul campo. Luce mista (flash Godox con ombrellino in M, finestra) F4, ISO 64, 1/100'' F2.8, flash in automatico, ISO 200, 1/160'' luce naturale (contro), Df, F2, 1/500'', USO 400 Df, ISO 1600, F2, 1/160'' F4, 1/125'', ISO 100 Df, F2, 1/125'', ISO 100 Conclusioni PRO : - economico, costa poco più di un 50/1.4G nuovo- abbastanza compatto- bello nitido già a tutta apertura- distorsione molto contenuta- conserva il caratteristico contrasto deciso tipico dei Nikkor 85/1.8 fin dal primo del 1964 (ma non so se questo è un pregio per me che preferisco la resa morbida degli F1.4 )- messa a fuoco precisa ma non velocissima (sui livelli del 50/1.4G); con la Df ho dovuto correggere un front-focus di +7, nessun errore con la D810 CONTRO : - vignettatura abbastanza marcata che scompare oltre F5.6- vera plastica cinese doc (si vede perfino il segno dell'unione dei due semistampi, una cosa inaudita per un Nikon e non presente nelle resine speciali che usa Sigma in Giappone)- aberrazione cromatica ben presente, almeno sui livelli di un 85/1.4 Consigliato ? Si, a chi vuole provare l'85 mm spendendo poco e sa che non sarà la sua focale d'elezione.Al ritrattista o all'amante di questa affascinante focale consiglio invece senza dubbio di pensare ad un F1.4.Il vecchio 85/1.4D, tuttora valido cede solo nella messa a fuoco in condizioni di luce scarsa e costa - usato -non molto di più.Sullo stesso prezzo o poco più, nuovo, si trova l'eccellente Sigma che è sul piano delle prestazioni pure più o meno sul livello del costoso il doppio, nuovo 85/1.4G.Il nuovo Nikon 85/1.4G costa mille euro più dell'oggetto di questa prova, è costruito allo stesso modo e non vale così tanto di più. Anzi ... io l'ho provato ed ho deciso di non comprarlo (mentre ho acquistato e rivenduto tutti gli altri recenti Nikon F1.4 serie-lux). Per chi è indeciso e vuole il massimo, a parte lo Zeiss Otus, tra i migliori obiettivi di sempre, consiglio di avere la pazienza di attendere che Sigma faccia il rumoreggiato 85/1.4 Art. E allora ... Io dopo questa prova, non ritenendolo adatto alle mie aspettative e pur considerandolo un buon obiettivo, venduto - vivaddio - ad un prezzo onesto, cosa più unica che rara per Nikon di questi tempi - l'ho rivenduto e mi sono comperato un Voigtlander 58/1.4 SL II ... ma questa è un altra storia. D810, F10, ISO 64, flash Fomex con softbox rettangolare1 point
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Ma la Nikon Z8 è una macchina invernale ? Dite la verità ... se la usate ...
Eh , ma non si sapeva già? A favore la zotto pesa meno della metà del ferro da stiro nove. I miracoli li fanno i santi.0 points