Skip to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Leaderboard

Popular Content

Showing content with the highest reputation on 06/07/2026 in all areas

  1. E' quasi sera e sto tornando a casa. Con la coda dell'occhio vedo un "coso" (in milanese un "bordigone") sul marciapiede, proprio davanti a me. Si mettono in moto i meccanismi cerebrali di riconoscimento... Un coelottero e, sorpresa, non un coleottero qualsiasi, ma uno Scarabeo Rinoceronte! Mai visto da queste parti, l'unico incontro l'ho avuto in Toscana. Il poveretto era disorientato, ma vivo. Come faceva ad essere sul marciapiede? forse il vento, i temporali dei giorni scorsi, chi lo sa. Se lo lascio lì dov'è sicuramente il prossimo che passa lo spiaccica così, per istinto. Intorno non ci sono posti sicuri. Che fare? Ma lo porto a casa naturalmente. Lo metto in una scatola con un po' di erba e gli faccio passare la notte, per liberarlo il giorno dopo in un posto adatto. La mattina dopo, ossia questa mattina, lo ritrovo che cammina lungo la libreria del soggiorno, dopo essere evaso. Per fortuna lo vedo prima io di mia moglie che è sì abituata al marito naturalista, ma forse non fino al livello "scarabei che passeggiano per casa". Lo riprendo e lo porto in una zona boscata di un grosso parco, trovo un ceppo marcio (è il suo ambiente preferito) e ce lo appoggio sopra. Due foto ricordo Poi lui si inoltra nelle profondità del ceppo. Ciao mini dinosauro a sei zampe! NOTA ZOOLOGICA, Il corno ce l'hanno solo i maschi. La larva dello Scarabeo Rinoceronte si nutre soprattutto di legno marcio e cose simili. L'adulto praticamente non si nutre, vive un paio di mesi al massimo, sfruttando le riserve immagazzinate quand'era larva e assumendo un po' di liquidi vegetali. NOTA FOTOGRAFICA. l'animale è vivo, sveglio, la temperatura è alta e quindi cammina, impossibile fare stacking, ma non mi importa. Sono felice di averlo visto, di avergli evitato una morte inutile e crudele e di portarmi a casa un suo ricordo che condivido con voi.
  2. Perché Scegliere Nikon Z Oggi ? In estrema sintesi : Ergonomia, Ottiche Uniche e un Ecosistema che Rispetta il Fotografo Nel 2026 il mercato mirrorless full-frame è maturo e competitivo. Sony eccelle in autofocus e offerta di obiettivi da terze parti, Canon, per certi palati, nei colori OOC e Fujifilm nel fascino retro delle simulazioni pellicola (ma solo in jpg). Eppure Nikon Z si distingue per un pacchetto completo : corpi ergonomici eccellenti, una gamma di obiettivi Nikkor Z spesso superiori per resa ottica e unicità, il software NX Studio profondamente integrato e strumenti creativi come i Flexible Picture Control. Questo articolo spiega perché molti fotografi seri dovrebbero considerare seriamente il passaggio (o l’adozione) di Nikon Z, con focus particolare su lenti e workflow. la line up full frame attuale di Nikon (mancano Z6 II e Z7 II ancora a listino ma sostanzialmente in esaurimento) 1. I Corpi Nikon Z: Ergonomia e Affidabilità ProLe Nikon Z (Z6 III, Z8, Z9, Zf) ereditano l’esperienza reflex e offrono impugnature profonde, bilanciamento superiore con lenti pesanti e controlli intuitivi. Molti professionisti le preferiscono a Sony A7 per sessioni prolungate, grazie ai mirini di alta qualità e organizzazione dei comandi tipicamente “alla Nikon”, di quelle che ti vengono naturali. La Z8 resta la scelta ideale per molti ed idealmente supera anche la Sony a1 che sarebbe di una categoria di prezzo superiore : 45MP stacked , AF eccellente, buffer enorme e costruzione pro a un prezzo accessibile (con gli attuali sconti) La Z6 III è perfetta per un uso ibrido foto/video, come la sua alter ego dedicata al video Zr. La Z9, anche a distanza di 5 anni dal primo vagito, resta probabilmente la migliore ammiraglia mirrorless disponibile sul mercato. Battery-grip integrato, costruzione ereditata dalle mitiche ammiraglie Nikon D, batteria eterna, esente da surriscaldamenti, impuntature, cedimento, buffer inesauribile, a prova di Alaska e di deserto del Gobi. La Nikon Z5 II è una macchina di accesso ma molto competente e capace le cui prestazioni spesso i competitor offrono a prezzo più elevato. Confronto rapido: Sony: Più compatte, ma impugnature meno adatti per mani grandi o uso intensivo e menu meno intuitivi Canon: Comode, ma Nikon spesso vince su ergonomia con tele pesanti. Fujifilm: Fantastica per stile e JPEG, ma rimane prevalentemente un sistema APS-C (X-series). Chi cerca maggiori prestazioni, high-ISO e separazione soggetto deve guardare altrove. La GFX è medio formato, ma più di nicchia ed estremamente costosa, specie lato obiettivi. In più ha capacità di autofocus e di raffica cedenti rispetto a Nikon, Sony e Canon. Nikon eccelle in robustezza e affidabilità leggendaria provate su campi di calcio e di battaglia di tutto il mondo. e non dimentichiamo la bella Nikon Zr, macchina che apre un ponte con il video cinematografico di RED DIGITAL ma che io sto usando con grande soddisfazione per la fotografia d'autore 2. Gli Obiettivi Nikkor Z: Il Vero Motivo per Scegliere NikonL'attacco Nikon Z (55mm di diametro, il tiraggio più corto del mercato) permette design ottici superiori e anche la possibilità di montare obiettivi pensati per ogni altro sistema (tramite adattatore). Qui Nikon brilla davvero con soluzioni uniche che i competitor non offrono. I Phase Fresnel (PF) – Leggerezza e Portabilità Eccezionali Nikon usa elementi Phase Fresnel per superteleobiettivi che riducono drasticamente peso e ingombro senza sacrificare troppo la qualità. Z 800mm f/6.3 VR S PF: Leggerissimo per un 800mm (circa 2,2 kg), nitido, con VR eccellente. Ideale per wildlife a mano libera. Z 600mm f/6.3 VR S PF: Ancora più maneggevole, perfetto per chi vuole un compromesso tra lunghezza focale e portabilità. Un 600mm che pesa come un 70-200/2.8 non ce l'ha nessuno. Questi PF combinano elementi Fresnel con vetro tradizionale per correggere aberrazioni cromatiche e ghosting, mantenendo lenti trasportabili in zaino o a mano per ore. Sony e Canon hanno tele leggeri, ma nessuno eguaglia la combinazione focale/peso dei PF Nikon. i due Phase Fresnel, 800/6.3 e 600/6.3 sono unici per design e caratteristiche, ma soprattutto hanno liberato i fotografi da treppiedi pesanti e anche monopiedi, rendendo facile usarli anche per ore a mano libera Teleobiettivi con Teleconverter Integrato Un’altra esclusiva pratica: Z 400mm f/2.8 TC VR S e Z 600mm f/4 TC VR S: Hanno un TC 1.4x integrato (switch a pulsante). Passi istantaneamente da 400mm f/2.8 a 560mm f/4 o da 600mm f/4 a 840mm f/5.6 senza smontare nulla, senza perdita di qualità significativa e mantenendo la protezione dalle intemperie in ambienti ostili. Nessuno dei competitor offre questa flessibilità in un singolo obiettivo premium. Queste soluzioni rendono Nikon dominante nel wildlife e sport: puoi avere capacità estreme senza portare più lenti o convertitori esterni che degradano AF o esposizione. il meraviglioso Nikkor Z 600/4 TC sostituisce di fatto anche il vecchio 800/5.6 delle reflex, senza necessità di usare un teleconverter aggiuntivo : un valore unico quando si usa con i guanti, magari in una giornata piovosa, nevosa o con il vento, senza rischi e con un semplice click I Nikkor 400/2.8 sono tutti stati leggendari, il nuovo 400/2.8 TC integra il teleconverter e si permette di pesare ancora meno del precedente già alleggerito nel design e nella costruzione. Il mito dei campi di calcio in notturna Il Trio f/1.2 S – Luminosità Estrema e Rendering Unico Nikon offre un set completo di prime f/1.2 S-line di altissima qualità: 50mm f/1.2 S, 85mm f/1.2 S e 35/1.2 S. Né Sony né Canon propongono un trio nativo f/1.2 così coerente nel sistema full-frame mirrorless. Queste lenti consegnano bokeh cremoso, micro-contrasto elevato, resa tridimensionale e controllo delle aberrazioni eccellente, grazie al mount Z ampio. Sono pesanti perché sovradimensionati per dare il massimo delle prestazioni con una profondità di campo minima. E non dimentichiamoci il mitico 135/1.8 S Plena, obiettivo a pieno titolo definibile come cinematografico. i quattro moschettieri Nikon dedicati al ritratto : un set unico che nessun altro può vantare se non parzialmente Altri obiettivi brillanti della lineup Z : Fissi f/1.8 S (50, 85, 35mm ecc.): Nitidezza da bordo a bordo, bokeh naturale, prezzo accettabile anche se un pò grandi. 24-120mm f/4 S: Viaggio e versatilità eccellente. 105mm f/2.8 MC macro: Prestazioni top e con un rapporto prezzo/prestazioni probabilmente unico Ma soprattutto Zoom pro: il 24-70mm f/2.8 S II è l'unico sul mercato che non si allunga con il cambio di focale, è compatto e di prestazioni eccellenti il 70-200mm f/2.8 II (tra i migliori al mondo se non IL MIGLIORE AL MONDO) pesa meno di un chilo, un record ed ha un autofocus eccezionale il 14-24mm f/2.8 S ha una distorsione minima in relazione alle focali in gioco il nuovissimo Nikkor Z 70-200/2.8 S II a confronto con il modello precedente : lo zoom di questa categoria più efficiente, leggero, compatto e performante che ci sia al mondo Confronti diretti: Vs Sony: Più terze parti economiche, ma molti Nikkor Z superano i GM in uniformità campo, flare e rendering “organico” (meno clinico). Vs Canon: RF eccellenti, ma Nikon vince spesso su soluzioni uniche come PF e TC integrati. Vs Fujifilm: Lenti XF fantastiche per carattere (soprattutto con film simulations), ma su sensore APS-C perdono in separazione soggetto. Fuji eccelle in stile compatto, Nikon in performance assoluta full-frame. I Nikkor Z sono weather-sealed, hanno anello di controllo personalizzabili e ottimizzati per VR corpo-ottica. Risultato : file con colori tridimensionali, micro-contrasto elevato e minima post-produzione. Non è l'obiettivo di cui ti innamori ma parlando di soluzioni uniche, nessuno offre un buon super-zoom valido per tutto con una estensione come il Nikkor Z 28-400/4-8. 3. NX Studio e Flexible Picture Control: Workflow IntegratoNX Studio è gratuito, leggero e l’estensione naturale della fotocamera. Supporta elaborazione raw fedele alla resa dei colori Nikon e i Flexible Picture Control (migliorati su Z6 III/Z8/Z9): si regolano tonalità, saturazione, luminosità per singoli colori, luci, ombre e toni medi. Crei la ricetta in NX Studio, la salvi come Custom Picture Control e la carichi in-camera per JPEG o raw. Perfetto per look consistenti (pelle naturale nei ritratti, paesaggi vibranti, street personale). Il workflow è più “what you see is what you get” rispetto a Lightroom + profili generici di altri sistemi. Vs competitor: Sony → Editing potente ma meno integrazione nativa. Canon → DPP buono, ma meno flessibile. Fujifilm → Film Simulations magiche per JPEG APS-C, ma Nikon offre più controllo raw full-frame. Nikon NX Studio viene spesso ingiustamente trascurato, eppure è un sistema completo, in grado di trattare i file NEF nativi Nikon come nessun altro onorando ogni regolazione che abbiamo fatto in macchina. E i nuovi Picture Control Flexible ci hanno concesso di replicare le più classiche pellicole potendole ritrovare a mirino e poi sul computer nativamente. Una possibilità che nessun altro produttore permette. 4. Colori Nikon: Naturali e TridimensionaliToni pelle realistici, verdi credibili, transizioni graduali e tridimensionalità. Migliorata con bilanciamento del bianco leggendario sui modelli recenti. I Flexible Picture Control amplificano questo vantaggio creativo. Confronti: Canon: toni della pelle bellissimi ma spesso “troppo ammiccanti”. Sony: Migliorati nel tempo, ma spesso richiedono più correzione in post-produzione Fuji: Carattere filmico unico su APS-C, ma non in raw (scontano ancora la matrice non Bayer) 5. Altri Vantaggi PraticiGamma dinamica : Base ISO 64 su Z7/Z8/Z9 → migliore per paesaggi e lunghe esposizioni. AF/Tracking: EXPEED 7 sui modelli top è di livello professionale per action/wildlife (Sony é ancora superiore in certi scenari ultra-veloci ma si tratta all'atto pratico di sfumature). Video: Z6 III/Z8/Z9 ottimi corpi ibridi senza limiti evidenti se non in condizioni estreme Longevità: Mount Z a prova di futuro, aggiornamenti firmware, valore residuo alto degli obiettivi in caso di rivendita. 6. Garanziaci sono 6 anni di garanzia sui prodotti di distribuzione ufficiale italiana Svantaggi, una valutazione onesta :Meno offerta di obiettivi di terze parti low-cost di Sony ma la situazione si sta equilibrando; lineup APS-C sottotono rispetto agli altri sistemi; prezzo premium su certi tele esotici. Conclusione: Nikon Z per Fotografi che Vogliono Strumenti Unici e GratificantiScegliere Nikon Z significa investire in un sistema dove gli obiettivi Nikkor Z fanno la differenza reale: PF per tele leggeri impossibili da trovare altrove, TC integrati per flessibilità pro, trio f/1.2 per bokeh e resa premium che Sony e Canon non replicano completamente nello stesso modo. Aggiungi ergonomia superiore, NX Studio + Flexible Picture Control per creatività senza vincoli, e una resa dei colori naturale e senza forzature fanfarone. Insomma, se cerchi ottiche uniche, performance full-frame consistenti e gioia d’uso quotidiana, Nikon Z é la soluzione ideale. E non dimentichiamoci che la più bella mirrorless sul mercato è la Nikon Zf, sia nella versione nera che silver. E' un successo mondiale, un evergreen e un instant classic che richiama per estetica e funzionalità le più belle reflex manuali a pellicola della storia Nikon. Nessun altro ha una fotocamera così !
  3. Tutte le macchine digitali moderne sono costruite per registrare le frequenze luminose nel modo più simile possibile alla vista umana ( dal blu/viola 400 nm al rosso scuro 700 nm ) I sensori digitali possono registrare frequenze di luce ben oltre la vista umana, dall’ ultravioletto 300 nm fino all’ infrarosso profondo 1100 nm; perciò per restringere le frequenze alla vista umana viene applicato un filtro “Hot Mirror” che taglia le frequenze UV (da 300 a 400 nm) e quelle IR (da 700 a 1100 nm) Al tempo delle DSRL, le uniche macchine speciali erano le Nikon “astro” D810A , Fujifilm produceva una “Forensis” su corpo Nikon sensibile anche all’ UV venduta solo a enti di ricerca e polizia scientifica. Tutte però avevano il problema di non vedere attraverso il mirino con filtri “estremi” , per avere conferma dell’ esposizione, della messa a fuoco corretta e di eventuali problemi di Hot Spot bisognava usare il live view. La modifica più gettonata delle DSRL dei fotografi creativi era di far toglier il filtro hot pass e far mettere un filtro infrarosso 720 nm davanti al sensore, si vedono solo le frequenze infrarosse, le foto sono quasi BN, se si mette invece un filtro rosso scuro si possono ottenere immagini miste a falsi colori, la cosa positiva è che si può usare qualsiasi obiettivo, rimaneva il problema che a mirino non si vede il risultato, e la messa a fuoco non era corretta, bisognava farlo a monitor. Per fortuna ora ci sono le mirrorless che se modificate full spectrum possono “vedere” anche attraverso filtri che ai nostri occhi sono neri. Ci sono due opportunità: mettere un filtro a clip davanti al sensore per poter usare qualsiasi obiettivo o mettere il filtro davanti all'obiettivo (io ho una trentina di filtri Ø 52 mm) e qualche Wratten in gelatina 10x10 cm Per capire il reale funzionamento di una full spectrum ho elaborato un sistema di scomposizione della luce con un reticolo di diffrazione da 1000 linee mm su un supporto plastico flessibile. (l’ideale sarebbe un reticolo di diffrazione di quarzo, ma costa più di un Viltrox) Con questo sistema ho potuto testare decine e decine di obiettivi e filtri L’immagine sotto mostra una sequenza di foto, tutte con bilanciamento del bianco specifico con un elemento neutro a UV, VIS e IR (cioè teflon bianco e filo di allumino satinato) 1 - spettro della Nikon Z5 standard (prima della modifica) 2 - Full Spectrum (sensore nudo) con luce Flash tubo di quarzo senza trattamento anti UV (frequenze estese nell’ UV) 3 - Full Spectrum (sensore nudo) con luce Tungsteno circa 3200°K (mancano le frequenze UV) 4 - Full Spectrum (sensore nudo) con luce Tungsteno circa 3200°K filtro infrarosso Hoya R72 = frequenze visibili da 720 nm a 1000 nm circa 5 - scala frequenze con tabella linee di Fraunhofer (per avere parametri precisi con il reticolo di diffrazione alla luce del sole) 6 - Full Spectrum… luce Flash… Filtri che emulano la vista delle api che non vedono il giallo e rosso ma vedono anche l’ultravioletto 7 - Full Spectrum… luce Flash… Filtri che mostrano ultravioletto puro (tagliano tutte le frequenze IR e quelle che noi vediamo) 8 - Full Spectrum… luce di una normale lampadina fluorescente a luce calda. si vedono chiaramente i vari componenti chimici contenuti nel tubo, che eccitati emettono luce a precise e limitate frequenze. Noi la percepiamo come luce continua ma hanno un IRC (indice resa cromatica) in genere molto basso. Primi scatti Nikon Z5 full spectrum con Zoom 24-50 - focale 31mm f4,8 - a sinistra con filtro Hot Pass per il ripristino della vista normale a destra con filtro infrarosso 720 nm (si nota un leggero hot spot al centro, che diventa molto marcato chiudendo il diaframma) comparazione tra Z7 standard (non è in asse) e Z5 f.s. con tre diversi filtri - Luce sole diretta questi sono tra i fiori che hanno un impronta UV più forte. il nero significa che assorbono tutta la parte UV, il blu viola significa che riflettono una frequenza tra i 380 e 400 nm , il giallo che riflettono una frequenza tra i 340 e 380 nm il bianco che riflettono tutto l’ UV (da destra margherita gialla, bidens bianca e variegata, rudbeka) Vecchie foto - colline Veronesi Filtro UV (lo stesso effetto si ottiene con le le pellicole ortocromatiche + filtro azzurro) Filtro IR (lo stesso effetto si ottiene con le le pellicole Infrared o superpancromatiche + filtro 720 nm) Vecchie foto - lago di Garda, al tramonto UV IR Al momento ho provato 14 obiettivi, solo il Z 40 mm f 2 autofocus funziona bene in IR (meno in UV) in manuale con filtro IR funziona bene il vecchio micro nikkor 60 mm f 2,8 e il PC 35 mm f 3,5 . il Nikkor 50 mm f 1,8 D funziona bene sia in UV che in IR Per UV e IR e macro, uso con tubo elicoidale tre 35, due 50 (passo M42) e come focale estremamente lunga :) ho un EL-Nikkor 80 mm f5,6 (passo M39) Aspetto il Viltrox 20 mm f 2,8 autofocus che "Birna" mi ha consigliato
  4. Questo articolo vuole solo portare la mia esperienza personale per completare il più possibile il resoconto su questo, a mio modesto parere, ottimo obiettivo. A dire il vero è già da un po’ che ne sono in possesso, e quindi le foto dell’apertura della scatola fatte ieri, sono un piccolo falso “temporale” … 😊 Detto ciò iniziamo a vedere la solita scatola bianca dei Tamron recenti con l’etichetta rossa dove viene indicato la garanzia estesa di 5 anni in Europa che diventano 10 se l’obiettivo è distribuito da Polyphoto e registrato entro breve sul portale dedicato (è questo il mio caso). Aperta la scatola troviamo i soliti documenti per la garanzia e le istruzioni (un po’ scarne a dire il vero). Aperta la confezione c'è l’obiettivo avvolto dalla solita busta “protettiva”. E’ costruito in policarbonato ad eccezione della baionetta di innesto che è in metallo. Anche se non è in lega metallica mi da l’impressione di essere ben costruito e non ha “giochi” di sorta. Anche l’innesto con la Z9 è fluido e preciso dando una bellissima sensazione di robustezza nonostante tutto. Sul bussolotto dell’obiettivo spicca in bell’evidenza la scritta bianca “progettato in Giappone”, mentre il paraluce è prodotto nelle Filippine e i tappi sono costruiti in Cina, ma ….. con mio stupore l’obiettivo sembra costruito, e non solo progettato, in “Giappone”. E’ un bene o un male questo non lo so, ma ultimamente non ricordo di aver visto molti obiettivi costruiti in Giappone … cmq questo è quanto e solo per dovere di cronaca ... Nell'immagine seguente si può notare la solita presa USB-c per l’aggiornamento firmware collegandolo al PC e alla sua app “TAMRON LENS UTILITY” e il tasto funzione che con il selettore a fianco “custom/1 “ può essere programmato con tre opzioni diverse. Anche in questo caso si può utilizzare l'Utility di Tamron. Per il momento io l’ho lasciato così come l’ho trovato e cioè impostato sul blocco della messa a fuoco e dell’esposizione su tutte e tre le posizioni. In futuro vedrò … anche se poi sicuramente non ricorderò mai cosa avrò impostato, ma questo è solo un mio problema … …. Una modifica che invece ho utilizzato, impostandolo dalla Z9, è stato disabilitare la ghiera di messa a fuoco manuale perché, con il modo che ho io di impugnarlo, inavvertitamente la toccavo e mi poteva sballare l’ AF. Dalla parte opposta del barilotto c'è anche il pulsante per il blocco dell'escursione dello zoom. Per quanto riguarda il peso, la mia bilancia segna 866 grammi anche se ho visto che alcuni siti riportano 855 grammi. Quindi o la mia bilancia è “abbondante” o forse gli 855 grammi sono per la versione Sony ? In ogni caso se consideriamo un 70-180 con stabilizzatore, direi che è un peso più che accettabile. Ovviamente l’ho pesato senza tappi. Ora il confronto delle dimensioni con il 24-120 Z tanto per avere un termine di paragone, sia a riposo che alla massima estensione. L’obiettivo è tropicalizzato, ma come tutti gli zoom che si estendono, il grado di “sigillatura”, per quanto ben costruito, è inferiore a zoom con movimento interno. Di seguito lo schema ottico e gli MTF Tutta siffatta premessa per dire che sono, fin da ora, affascinato anche da questo obiettivo come già per l’altro Tamron 16-30, sempre G2. E’ veloce, silenzioso e discretamente leggero… insieme alla Z9 l’ho quasi sempre tenuto in mano per tutta Siviglia senza grossi problemi. La resa ottica è piuttosto buona già a 2.8. Ecco forse a 180mm cala un poco la nitidezza pur rimanendo a un livello più che discreto. Un piccolo fastidio personale tra i due obiettivi (16-30 e 70-180) è che sono invertite le ghiere dello zoom e della messa a fuoco … nulla di che ovviamente… Ora posto diverse foto, forse troppe, scattate in diverse occasioni, nella speranza di riuscire a renderle visibili al meglio per tutti, perché ultimamente quando vado ad ingrandire le immagini inserite sui miei blog, non le vedo bene … eppure mi pare di seguire le indicazioni del sito salvandole al massimo a 2000 pixel per lato lungo … boohh… questa volto provo a salvare in modo diverso e vediamo il risultato… (scusate il piccolo O.T.) tutte con Z9 e ovviamente il Tamron 70-180 p.s. : ad alcune ho fatto un piccolo passaggio in un programma di denoise visto gli iso piuttosto alti, ma solo per evitare del rumore esagerato .. a 112mm f/2.8 1/400 iso 5000 a 135mm f/2.8 1/320 iso 640 a 90 mm f/8 1/500 iso 200 a 70 mm f/6.3 1/400 iso 64 a 126 mm f/5 1/800 iso 640 a 115mm f/2.8 1/800 iso 320 a 70mm f/2.8 1/800 iso 100 a 70mm f/2.8 1/800 iso 200 a 180mm f/2.8 1/800 iso 5600 .... il gattino ha pezzetto di orecchio mancante .. probabilmente frutto di qualche vecchia lite ... a 70mm f/2.8 1/800 iso 3600 a 70mm f/2.8 1/800 iso 11400 - scatto "rubato" a una pensierosa e solitaria vicina di tavolino in un bar di Siviglia .... a 70mm f/2.8 1/320 iso 20000 a 70mm f/2.8 1/640 iso 100 - esibizione di Flamenco in strada ... a 158mm f/2.8 1/160 iso 72 a 156mm f/3.5 1/1250 iso 320 - a 160mm f/4 1/1000 iso 1100 - corsetta sotto una pioggia battente a 160mm f/4 1/1000 iso 900 - idem - corsetta sotto una pioggia battente e a quanto sembra anche "fastidiosa" ... a 100mm f/2.8 1/640 iso 64 - costumi tipici gitani a una festa/fiera vicino a Siviglia a 180mm f/2.8 1/1000 iso 125 - sempre a una festa/fiera vicino a Siviglia a 178mm f/3.5 1/1000 iso 140 - sempre a una festa/fiera vicino a Siviglia a 180mm f/3.5 1/1000 iso 250 - sempre a una festa/fiera vicino a Siviglia - qui si tratta di un crop piuttosto spinto, ma anche in mezzo alla folla e da lontano, gli occhi così luminosi mi avevano colpito. Fatto qualche piccolo ritocco anche alla pelle per togliere qualche brufoletto giallo molto antiestetico a 83mm f/3.5 1/1000 iso 250 - sempre alla stessa festa/fiera vicino a Siviglia - particolare di addobbo agli asinelli a 109mm f/4.5 1/1600 iso 64 - freestyle a 99mm f/4.5 1/1600 iso 64 - freestyle a 141mm f/4.5 1/1600 iso 90 - freestyle grazie a chi ha avuto la pazienza di arrivare fino a qui
  5. L'articolo spiega benissimo del perché scegliere Nikon Z. L'ergonomia è sempre stata un punto di forza dei corpi Nikon, prendete in mano una Z9 e capirete, ma anche senza spingersi all'ammiraglia anche la piccola Z50 II cade in mano come un guanto (io ho le mani grandi e non pensavo prima di prenderla che mi desse quella sensazione). Le lenti del sistema Z sono tutte top, tranne forse qualche eccezione, ma anche un tutto fare come il 24-120 ha raggiunto una qualità sorprendente che, salvo esigenze particolari, difficilmente farà pensare ad un fisso luminoso, tranne per chi ha esigenza di scattare ad aperture sotto f.4. Senza dimenticarsi che attualmente produttori come Viltrox offrono svariate lenti alternative a quelle di casa madre. Lato software, a parte certi tipi di elaborazione come focus stacking, HDR e post produzione particolare, con NX si possono tranquillamente sviluppare i raw (nef) senza passare da terzi parti (LR, Dxo, Capture one ecc.). I vari controlli su esposizione, ombre, luci e D-lighting permettono di recuperare errori o situazioni difficili in fase di scatto, ma ci sono anche i Control Point che aiutano per le regolazioni locali. Infine, per i creativi, sono stati aggiunti i Flexible Color come spiegato nell'articolo. Insomma io ieri e sopratutto oggi consiglieri Nikon senza dubbio alcuno, ma ognuno poi fa le sue scelte, però poi non dite ...se solo lo avessi saputo prima 😉
  6. 1 point
    Si fotografano i gatti perché non si hanno idee migliori? Su dpreview, un vecchio post a commento della presentazione di una nuova fotocamera diceva "and now we will be flooded by photos of cats and toddlers (ed ora saremo inondati di foto di gatti e di bambini piccoli che hanno appena imparato a camminare)" riferendosi a chi si compra ogni nuova fotocamera ma non fotografa "veramente". Può essere, per alcuni. Per altri no. Molti fotografi validi fotografano i gatti per passione (verso i soggetti) e con grande creatività, la fotografia a questi piccoli felini è parte importante della loro attività fotografica, a volte addirittura l'unica, a volte diventa una vera professione. Ho scritto su Nikonland di Walter Chandoa, il "Richard Avedon" dei gatti. Foto di Walter Chandoa 1950. Lede, by Walter Chandoa. Ma Chandoa non è il solo, anzi, ce ne sono tanti. Tra i fotografi strettamente felini (senza citare quelli ad esempio come Weston, autore anche di splendide foto di gatti) posso ricordare Mitsuaki Iwago https://ilovedotcat.com/en/2622 Masayuki OKi https://theinspirationgrid.com/the-secret-life-of-cats-endearing-photos-by-masayuki-oki/ Neko in giapponese vuol dire gatto. Due foto di Masayuki Oki: Nils Jacobi, come Chandoa, ha iniziato coi gatti di strada e poi si è dato alla pet- anzi cat-photography come professione. https://www.furryfritz.com/ Spesso i fotografi di gatti amano definirsi "Catographers". Queste foto di Nils sono scattate in studio su commissione. I gattografi che possono permetterselo girano il mondo o quasi. Anch'io visiterei Aoshima prima che i gatti dell'isola siano tutti morti (hanno sterilizzato l'intera popolazione felina per cui sono sette-otto anni che non nascono gatti...) . Altri, altrettanto bravi, per motivi legati all'economia ed alla logistica, quando sono agli inizi cercano i soggetti in aree vicine a dove vivono, se poi la loro avventura fotografico-felina va avanti, allargano gli orizzonti come spazi e come temi. Per quanto riguarda l'Italia, conosco due gattografe (non escludo, anzi sono convinto che ce ne siano altri/e ma che ignoro): Sabrina Boem (https://www.facebook.com/sabrinaboemphotography/) e Marianna Zampieri (https://www.mariannazampieri.it/) hanno iniziato il loro percorso fotografico tra Venezia e dintorni, luoghi che si prestano più che bene come scenario. Sabrina Boem ormai fotografa gatti con temi e in luoghi diversi, ma uno dei suoi primi lavori era dedicato alla colonia felina di Forte Marghera a Mestre. Sono state quelle foto ad accendermi la passione per la ...gattografia (i gatti li amavo già). Un suo bellissimo lavoro riguarda uomini (cioè maschi) e gatti. Marianna Zampieri si è dedicata soprattutto ai gatti veneziani: Per poi estendere i suoi temi: E così i gatti sono diventati uno dei soggetti principali anche della mia attività fotografica (non dimentico però mantidi e libellule e, ogni tanto, uccelli). E siccome sono un naturalista (= laureato in Scienze Naturali, che insegna in quella che una volta veniva chiamata Facoltà di Scienze), mi sono messo a studiare professionalmente (non su testi new age o romantici) chi sono i gatti, come si sono avvicinati a noi e tutto il resto. Perchè più si conosce, più si ama. Più si ama, meglio si fotografa! Metto in chiaro che non oso assolutamente paragonarmi ai fotografi e fotografe che ho citato, Se non per scherzo!!! Tornando seri, se se è vero che la riuscita di una foto dipende soprattutto dall'intuito e bravura del fotografo, lo scenario può aiutare non poco. Vivere ad Istanbul, ad esempio, può avere alcuni svantaggi ma è sicuramente il paradiso per chi vuole fotografare gatti https://www.bbc.com/travel/article/20251118-istanbul-turkey-inside-the-city-where-cats-rule-the-streets (l'Islam in genere ha sempre amato i gatti). Dalle mie parti è un po' più difficile (o io non sono capace di) trovare ambienti adatti. Molte colonie feline a Milano ed hinterland si trovano in luoghi insignificanti, poco gradevoli, a volte degradati, quando non pericolosi. Si potrebbero lo stesso realizzare foto in soggettiva, secondo me però se qualche ritratto ci sta sicuramente, il senso, ed il bello, di queste foto di strada sta nella contestualizzazione, quasi fosse un reportage, un po' documento, un po' storia immaginata. Produrre una sfilza di soggettive di gatti, per quanto fotogenici e ben ripresi siano, come per qualunque cosa (persino la pasta col ragù!) il troppo finisce per stancare. Seguendo questo concetto ho cercato luoghi adatti: Il Castello Sforzesco ed il Cimitero Momunentale di Milano sono location suggestive su cui ho lavorato molto ed a cui ho dedicato dei blog su Nikonland; ho anche realizzato un libro sui gatti del Castello, oggi è testimonianza di una realtà che ormai è non è più la stessa. La colonia è molto ridotta e confinata, quasi inaccessibile; non potrei fare le foto che ho fatto anni fa. Castello Sforzesco di Milano Castello Sforzesco di Milano Castello sforzesco di Milano. ù Cimitero Monumentale di Milano. Negli ultimi tempi ho incontrato la bella realtà di Rocca Brivio, vicino a san Giuliano Milanese. Una nutrita colonia di gatti in un contesto che ha del potenziale. Finora mi sono divertito molto ed ho ottenuto tante immagini che mi soddisfano. Ne avete viste un po' nella sezione "fotografie". Ne aggiungo qualcuna. Ho scritto anche su un gatto di questa colonia (Tyson, il guerriero) a cui mi ero affezionato tantissimo, putroppo scomparso nel nulla. Addio Tyson! In genere preferisco il bianco e nero, perchè rende di più l'atmosfera le texture, le espressioni e permette di creare immagini a volte molto forti, contrastate altre volte più tenui, a seconda di quello che sento, poi ha il grande vantaggio di eliminare macchie di colore indesiderate. Non vale per i gatti rossi e per le belle giornate autunnali! Come attrezzatura uso la Z8 e per il novanta per cento il 24-120 Z. Credo di essere stato fin troppo lungo, un grazie sincero a chi mi ha letto. Vorrei che questo blog fosse inteso come un piccolo contributo di cultura fotografica, oltre che spiegare i perchè del mio interesse ...gattografico. PS Come sempre, mi interessano moltissimo i vostri commenti , domande, tutto quello che avete da dire.
  7. il #1 di NVIDIA al recente Computex mostra delle workstation con il nuovo processore RTX Sparks che si annuncia come una rivoluzione. Ricordo il QUINTO film di Star Trek - serie originale - in cui il capo ingegnere Scott, tornato insieme a Kirk e compagni, sulla terra del 1985 circa, per spiegare la formula dell'alluminio trasparente, gli veniva offerto un Mac dell'epoca. Lui cercava di comunicare per voce col computer ma i tecnici californiani gli spiegavano di dover usare tastiera e mouse. E lui rispondeva ... "Molto pittoresco", mentre si metteva al lavoro al CDS per modellare la molecola del vetro a base di alluminio anziché silicio. Qualche cosa di simile sta - forse - accadendo con il nuovo processore di NVDIA che promette di consentire all'utente di farsi capire dall'intelligenza artificiale del suo desktop o portatile così che questo possa completare il lavoro da solo, anche mentre il "padrone" è assente o sta facendo altro. Si vedranno a settembre i primi esemplari di portatili Microsoft, Samsung, Asus, Dell e promettono meraviglie. Microsoft ha lavorato su una versione speciale di Windows mentre Adobe sta facendo il porting di Photoshop e Premiere perchè capiscano cosa vogliamo che facciano per conto nostro. Sarà così per davvero ? Non lo so. So che però, se io fossi il nuovo CEO di Apple (non è un caso che Tim Cook si sia messo in disparte proprio adesso, mi preoccuperei. Ma ancora di più lo farei se fossi il capo della boccheggiante Intel che sopravvive solo grazie alle sovvenzioni di Trump e che da anni arranca tra fallimenti e truffe ai propri affezionati clienti. Strategia NVIDIA con RTX Spark, alleanze e implicazioni (giugno 2026) NVIDIA ha appena annunciato all’inizio di giugno 2026 (Computex) il RTX Spark, un superchip Arm-based che segna il suo ingresso serio nel mercato dei PC consumer per l’era dell’AI agentic (agenti personali che lavorano localmente). Cosa è RTX Spark in sintesi Combina una GPU Blackwell RTX (6144 CUDA core) + una CPU Grace custom a 20 core (in collaborazione con MediaTek). Fino a 1 petaflop di compute AI e 128 GB di memoria unificata. Pensato per laptop sottili e piccoli desktop Windows, con enfasi su: Esecuzione locale di modelli AI grandi (fino a 120B parametri). Gaming efficiente (100+ FPS a 1440p con DLSS). Agenti AI personali (“da tool a teammate”). Alleanze chiave Con Microsoft: partnership profonda per “reinventare” il PC Windows per l’era degli agenti AI (sicurezza, ottimizzazioni Windows on Arm, ecc.). Satya Nadella l’ha definita una svolta. Con Adobe: re-architettura di Photoshop, Premiere e Firefly per sfruttare al massimo RTX Spark (fino a 2x più veloce su AI e grafica). Partnership strategica più ampia su modelli Firefly e workflow agentic. Questa mossa è ambiziosa: NVIDIA non vuole più essere solo “la GPU dentro il PC”, ma controllare una parte significativa del silicio principale nei futuri AI PC.Implicazioni per i concorrenti Azienda Impatto attuale Perché Previsioni brevi AMD Medio-Alto (sfida diretta) Ryzen AI è forte, ma NVIDIA porta GPU + CPU integrate + ecosistema CUDA/RTX completo. AMD resta competitiva nel gaming e server (EPYC), ma perde terreno negli AI PC premium. Intel Alto (molto pericoloso) Intel domina ancora i PC tradizionali, ma sta perdendo terreno su AI. Ha una partnership con NVIDIA (investimento da 5 miliardi), ma RTX Spark la attacca frontalmente. Sei nel giusto: Intel è in condizioni precarie da anni (processi produttivi in ritardo, foundry in perdita). Il rimbalzo del 2026 è notevole (+200-400% sul titolo), ma resta fragile. Se NVIDIA prende quota nei laptop premium, Intel soffrirà ulteriormente. Apple Medio (indiretto) Apple Silicon (M-series) è eccellente in efficienza e integrazione. RTX Spark è Arm-based come i chip Apple, quindi competizione filosofica simile. Apple resta forte nel suo ecosistema chiuso, ma perde appeal per chi vuole Windows + gaming + AI agentic pesante. NVIDIA sta giocando una partita molto aggressiva e intelligente: Trasferisce il suo dominio del data center (Blackwell → Rubin) anche sul client. Usa le alleanze (Microsoft + Adobe) per creare un ecosistema “appiccicoso” difficile da replicare. Punta sull’AI on-device come il nuovo grande trend (privacy, latenza zero, costi inferiori al cloud). Rischi per NVIDIA: Windows on Arm ha già fallito in passato (Surface RT, Snapdragon X). Se i driver o la compatibilità x86 non saranno perfetti, potrebbe essere un flop costoso.Per Intel: sì, situazione ancora delicata. Il recupero del 2026 è impressionante (grazie ad AI e foundry), ma dipendono troppo da processi produttivi che faticano e da una quota di mercato che NVIDIA sta erodendo. La partnership con NVIDIA è un’ancora di salvezza, ma anche un segnale di debolezza In sintesi: NVIDIA sta cercando di diventare la Intel del prossimo decennio nel segmento AI PC. Se ci riesce, cambia radicalmente il panorama.
  8. dopo aver visto mille foto ingrandite, una volta ne ho visto uno stecchito, piccolo e secco, questo è bello e colorato. se lo illumini di notte con una luce UV sotto il corno ha grandi occhi azzurri.
  9. Ho corretto, grazie Non so che dire. Ho letto molte recensioni dove viene indicato come "nitidissimo" già a tutta apertura... Boh, il mio esemplare di certo non lo è, anzi, anche su LR faccio fatica a trovare i valori giusti per avere un poca di affilatura naturale. Però, per i video, questo sarebbe quasi un plus. Uno dei filtri di cui parlo nel post, il Black Minst 1/8, è utilissimo negli iPhone per smorzare l'eccessiva nitidezza nei video, ma con il mio 12-28mm, ad esempio, è superfluo se non per alzare un attimo i neri e dare un poco di glow alle luci.
  10. Hai parlato delle eccellenze, indiscutibili, Nikon. Ma non hai toccato i punti nevralgici, quelli che ti stanno costringendo ad usare obiettivi Viltrox e sopratutto, Sony e Sigma per Sony... Quelle mancanze che fanno la differenza tra utenti con disponibilità economica elevata e un newbie che allibirebbe a sentire i prezzi degli obiettivi eccellenti citati. Manca la gamma media dei fissi e ancora un corpo macchina DX per sostituire quelli ormai in debito di ossigeno. Guarda caso è il livello del soggetto che debba ancora scegliere a che marchio legarsi. Perchè passare a Nikon per usare un 600/4 o un 600PF su Z9 allora...non ci vuole molto poi per convincere un fotografo dell'esperienza di quelle attrezzature
  11. Ne ho visto uno anche l'altra notte in strada a pochi metri da casa, sono bellissimi, mi affascinano tanto.
  12. Proprio ieri mi sono guardato una video-esperienza di quasi 1 ora sul perché uno dovrebbe scegliere nel 2026 una m4/3 OM3 et similia. L'accento era puntato tutto sull'implementazione delle capacità computazionali (filtri ND, GND, super-risoluzione a mano libera e non, focus staking elaborato completamente in camera, light-composition totalmente in camera, ecc..., tante cose obbiettivamente). Motivazioni? Mah, probabilmente quella di semplificare l'attrezzatura e quella di passare più tempo a fotografare e meno al computer, il che personalmente mi piace come approccio (e riduce anche i costi). Ora, visto che mi sono anche letto tutti gli interventi sui "desiderata" per la mini-ammiraglia DX - da amatore che non abbisogna di nulla di troppo prestazionale - mi viene in mente che il formato DX, rimasto palesemente indietro rispetto al full-frame, forse potrebbe essere il banco di prova per "diavolerie" del genere, andando a rendere più interessante il segmento anche in assenza di ottiche mirabolanti o sensori utili solo ai professionisti di un certo tipo. Certo dovrebbero iniziare dal metterci almeno uno stabilizzatore... senza per questo chiedere oltre 2000 euro per una DX "moderna" che rivolti come un calzino l'attrattività per chi, ancora, nikonista non è.
  13. Scusa volpe di fuoco.. ma a me non pare un problema.. anzi.. meno calore interno, più spazio per metterci accidenti vari..
  14. Sul mercato memorie sono piuttosto informato perché lavoro presso un distributore di componenti elettronici. Per cui non aggiungo dettagli per essere sicuro di non divulgare informazioni confidenziali. Sicuramente è un momento difficile e lo sarà ancora per un pezzo poi, come già avvenuto in passato, tutti si accorgeranno di avere i magazzini pieni e crolleranno ordini e prezzi. Impossibile dire quando.
  15. Bravo Giuiano,bella recensione diretta sul campo,che poi è quel che interessa a noi fotografi.Mi par di poter dire che l'ottica lavora molto bene,direi un ottimo acquisto.
  16. L'usato/ricondizionato sembra impazzito come il mercato delle auto. Non credo sia il tuo caso, ma occhio ad alcune "workstation windows 11" che non hanno il tpm, dove il sistema viene "forzato" su macchina non compatibile. Aggiungo la mia esperienza con Minis Forum: l'anno scorso presi un MS-01 per attività prevalentemente backoffice, dopo 10 mesi si è bruciata la parte di alimentazione sulla scheda madre. Tra garanzia, spedizioni ecc ci sono voluti una ventina di giorni per averlo nuovo. Il pc di per se non sembra male, un po' carente sotto l'aspetto di gestione termica nonostante la scheda tecnica si vanti dell'efficenza. Per la cronaca, modello i5 32gb 1 tb pagato 649 ora 959,00. Non si sa quando finirà questa crisi, ogni articolo che si legge è sempre più catastrofico il quadro... non saprei che consigliarti. Paradossalmente, Apple mi sembra avere sui mac in offerta il miglior rapporto prezzo / prestazioni al momento, ma non è il tuo caso 😬
  17. Tra le ultime che ci hai fatto vedere è uno dei lavori che preferisco. che manico!
  18. Venduto ad Alberto73. Grazie Alberto. Si può chiudere.
  19. Un pensiero che mi ha indotto Max ieri a telefono. Ma su queste risoluzioni - ammesso che arrivi un sensore da 45 megapixel - come la mettiamo con le ottiche ? Il Nikon 16-50/2.8 è stato chiaramente pensato per questo, lo si vede anche scattando con la Z8 o la Zr. Ma lo sono specialmente i Viltrox PRO serie f/1.2 attuali e seguenti (quindi 27-56-75 e i futuri 18 e 35 ma io ci metto sempre anche il 13/1.4) che sono stati sviluppati sul 40 megapizze di Fujilfm. Ho miei dubbi sulla serie AIR e specialmente sulla paccottiglia Nikon (24/1.7, 35/1.7, 28/2.8, 40/2 e che so altro)
  20. 1 point
    Jorg Friedrich nikonista di Francoforte What I see - what my camera see7Artisans AF 135mm F1.8 MAX Z mount@7artisansofficial @miribe @jr.mp4

Account

Navigation

Search

Search

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.