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Showing content with the highest reputation on 04/03/2026 in all areas

  1. Oggi è arrivato il nuovo Nikkor 70-200/2,8 VR S Mk. II in sostituzione del precedente modello. Sostituito non tanto per le prestazioni, erano eccellenti anche nel vecchio, ma per giovarmi dei 3,5 etti di peso in meno e quando lo brandisci si sentono eccome (specie ad una certa età). Inoltre, visto che assieme al 24/120 coprono oltre il 90% delle mie foto ed è presenza quasi fissa in borsa nelle uscite, assieme al ridetto 24/120, anche le spalle ringraziano. Arrivato con la solita scatola nera con scomparti cartonati, ma che ben proteggono il tutto, Il contenuto della scatola: Obiettivo, paraluce (finalmente con finestra per i polarizzatori), Anello per treppiede con piede Arca Swiss (interamente di metallo e foderato per evitare abrasioni quando montato. Anello di protezione dell'innesto a baionetta quando è smontato il supporto per il cavalletto. Gli oggetti all'interno della confezione sono protetti da sacchetti morbidi ed è presente anche il solito sacchetto porta obiettivo (che non tolgo neanche dalla scatola per la sua inutilutà) e i vari opuscoli con le istruzioni. Fa la sua figura anche con la Z7 L’impressione dopo le prime poche foto è positiva su tutti i fronti, come già detto, in primis la leggerezza e di conseguenza la confortevole portabilità. Con questo non avverto più il peso sul davanti, con la Z8 è molto ben bilanciato, esagero, ma per assurdo è quasi come avere il 24/120. Non l’ho precisato, ma sto parlando dell’obiettivo senza collare per il treppiede, subito rimosso e riposto nella sacca assieme al cavalletto, lo utilizzerò quando necessario. La manovrabilità non è variata, le ghiere sono fluide e ben posizionate e quella per la variazione delle focali cade bene nella mano che sorregge l’ottica. La differenza è nell’utilizzo dell’anello di controllo che ha il “click” attivabile o meno per lavorare con un riferimento fisico o nel silenzio più assoluto. Anche in questo Mk II ci sono i due pulsanti programmabili, mentre è stata rimossa la finestrella che mostrava i diaframmi e/o le distanze. Per me poco male, perché l’avrò visualizzata due o tre volte da nuovo, ormai nel lontano 2020, però era un particolare distintivo di questa categoria di ottiche considerate “Professionali”. In seconda battuta ho fatto caso alla sua silenziosità (come pure il precedente) ma qui è veramente silenzio assoluto, si muove mette a fuoco in un lampo e non avverti alcun che. Riguardo alla messa a fuoco, che mi riprometto di metterla a stecchetto con soggetti più difficili e luce più probante, ho notato che in AF-C il quadrato di riferimento resta quasi sempre sul verde anche muovendo la fotocamera, tanto è veloce la cattura del punto di fuoco. Infine, hanno finalmente fornito un paraluce con la finestrella per la regolazione agevole del polarizzatore, per il resto è simile al precedente sbloccabile con un pulsante. Posto alcune foto di prova fatte da casa per vedere se funziona correttamente, quelle serie arriveranno in seguito, sperando che mantenga o superi (ma difficilmente lo potrò percepire) le prestazioni ottiche del già eccellente Mk I. Foto eseguite con una Z8 a mano libera ed esportate da Lightroom uscite così dalla macchina. f. 2,8 f. 5,6 f. 2,8 f. 6,3 f. 5 f. 2,8 f. 5,6 con flash Godox V1PRO con cupola satinata f. 5,6 con flash Godox V1PRO con cupola satinata f. 5,6 con flash Godox V1PRO con cupola satinata f. 5,6 con flash Godox V1PRO con cupola satinata f. 5,6 con flash Godox V1PRO con cupola satinata f. 5,6 con flash Godox V1PRO con cupola satinata Seguiranno ulteriori commenti ed altre foto con la conoscenza più approfondita dello strumento. Lavori in progress
  2. E' arrivato nell'uovo di Pasqua
  3. di oggi pomeriggio. Su Nikon Z8, pellicola Kodachrome 64
  4. 4 points
    di oggi dopo pranzo. Nikon Zf, pellicola Kodachrome
  5. Stampata ieri, incorniciata oggi e... Sì la cornice la pulirò domani :-))) (come vedete è zozzissima) La foto originale è in formato 4:5, ma l'ho stampata in A3+ perchè ci può stare e soprattutto.... quella cornice avevo :-) Canon pro-1000 su Hahnemuhle rag matte. Ciao!
  6. Io per la stampa mi avvalgo della stampante acquistata dal club fotografico a cui appartengo, una Epson SureColor SC-P900 che viene messa a disposizione di tutti i soci che possono stampare con la propria carta o con quella fornita dal club. La gestione di una stampante in comune secondo me ottimizza l'uso della stessa senza lunghi periodi di inutilizzo e non impegna il singolo a sborsare cifre esose per l'acquisto. I prezzi per la stampa mi sembrano contenuti e sono comprensivi dei costi di ammortamento di acquisto della stampante e delle successive ricariche d'inchiostro, si tratta di € 1,50 per il formato A4 e € 3,50 per il formato A3+ utilizzando la carta personale.
  7. Naturalmente su Z8, f/1.2, Kodchrome e Ferrania P33. Uno degli obiettivi "economici" più belli che mi sia capitato di usare in questi anni. Di gran lunga meglio del vecchio Fujinon 56/1.2
  8. NdR: se ogni volta che qualcuno dica bene di una nostra foto aggiungessimo un commento, alla fine raggiungere le foto diventerebbe arduo... Limitiamoci ad usare i likes: graduati dal cuore,❤️ fino alla coppa...🏆 Grazie....
  9. Io per un po' ho cercato di far corrispondere quello che vedevo a monitor con quello che stampavo con calibratori e artifizi vari. Poi mi sono convinto che, siccome stampo solo per me, quello che è importante è quello che vedo sulla carta, esattamente come quando avevo la mia piccola camera oscura. Così faccio al contrario. Calibro il monitor (un vecchio ma perfetto Lacie), sviluppo al meglio e poi stampo. Se il risultato non mi convince correggo guardando la stampa... più luce, più neri e via dicendo. Un sistema un po' empirico, lo ammetto, ma funziona
  10. 1 point
    Avevo questo cd, ma non l'ho più ascoltato negli ulimi 30 anni. Ti consiglio anche Richter e Pollini.
  11. 1 point
    ora in cuffia i meravigliosi Studi Sinfonici di Schumann, tra le sue composizioni che preferisco, ascoltati da chi li ho ascoltati la prima volta, comprensivi delle 5 variazioni inizialmente eliminate da Schumann e ripubblicate dall'amico Brahms, a cui non saremo mai abbastanza grati per tante cose, pure per questo EDIT: cambio l'immagine che fa veramente pena...
  12. 1 point
    Viltrox AF 85/2 EVO su Nikon Zf, profilo Ferrania P33, 800 ISO, 1/2000''
  13. Se non lo sapete ve lo dico io. La prima passione di Frank Sinatra non fu né il cinema né la musica. Ma la boxe. Sport a cui restò legato per tutta la vita. per cui non stupisce che frequentasse i ring, sia quelli più famosi che quelli meno frequentati. Ma è diverso quando troviamo il nostro Frank Sinatra a bordo ring, in quello che è forse il più leggendario tra gli incontri di box della storia, quello tra Cassius Clay - già Mohammed Ali - e Frazier. "Ho scattato delle belle foto quella sera, ma continuavo a vedere Frazier che sporgeva troppo la testa perché Ali potesse colpirla. Stava sfidando Ali, e ho detto al giornalista accanto a me: 'Potrebbe anche vincere, ma se continua così, finirà in ospedale a forza di prendere tutti quei pugni' Armato della sua Nikon F con diversi obiettivi, fu la terza persona più fotografata in quella storica serata (ma era presente anche Miles Davis come spettatore. Quelle foto fruttarono a Frankie la copertina di LIFE, uno dei premi più ambiti per un reporter professionistico. Figuriamoci per un cantante e attore, fotografo e boxeur dilettante ... ! la copertina di LIFE del 19 marzo 1971, in primo piano la firma della copertina di Frank Sinatra. Le foto che riprendono Sinatra all'opera ce lo mostra come fotografo appassionato anche piuttosto competente in mezzo ai fotografi professionisti. con foto dal taglio inusuale ma non per questo meno efficaci. sono foto storiche eppure maledettamente vive e cariche di passione. Frankie, la Nikon F col motore, la Kodachrome e un mondo della boxe che non esiste più.
  14. Sì ma lì c’è almeno uno scatto WIDE tipo 28mm. Si è divertito Frank quella sera di 55 anni fa. Son belle queste cose…
  15. Le mie stampe su carta sono di circa un anno fa. Stampo ( o meglio faccio stampare dal laboratorio commerciale Ricorda) solo ingrandimenti 20x30 (previo provini 10x15) e le incollo su pass partout. In genere ogni anno faccio stampare almeno una decina di ingrandimenti.
  16. Stampo a burst annuali da DigitalPix. La procedura può sembrare degna di psicanailisi ma mi trovo bene. Essenzialmente verso metà anno comincio a riguardare le foto dell'anno prima e faccio una serie di selezioni successive fino ad arrivare a un centinaio di scatti. Di questi 2 vanno in 40x60 gli altri più o meno a metà fra 30x45 e 20x30. A casa ho spazio per appendere i 40x60 e la metà delle altre foto che faccio girare togliendo le foto dell'anno prima. Ovviamente non le butto ma le conservo insieme alle altre. Al momento preferisco non stampare a casa, la cosa mi intrigherebbe anche ma non riuscirei a dedicargli tempo e stampando a blocchi i costi sono anche decisamente più contenuti. Quindi le ultime stampe sono del 2024, questo è uno dei due 40x60. Mi piaceva l'idea delle moto che escono dalla coltre di sabbia. La foto appesa, chiedo venia non c'è verso di controllare i riflessi
  17. Ho speso anni (e soldi) alla ricerca infruttuosa della chimerica corrispondenza "monitor-stampa". Da diversi anni ho abbandonato sonde e cazzabubboli vari invertendo la logica del processo di calibratura. Non calibro il monitor nella speranza (spesso vana) che quello che poi uscirà dalla stampa sarà "uguale" a quello che vedo a monitor. Piuttosto stampo prima una delle immagini test che mi sono creato dal mondo reale, e regolo manualmente il monitor fino a portarlo a corrispondenza vicina a quello che ho ottenuto in stampa. Unica accortezza che osservo è quella di effettuare il confronto sempre sotto la stessa sorgente luminosa (nel mio caso lampada led 5000K). Da diversi anni non spreco più né tempo né carta né inchiostro avendo sempre una sufficiente certezza di risultato (ovviamente al netto della tipologia di carta e delle inevitabili differenze "fisiologiche" tra i due modi di visione). Stesso discorso per la stampa da laboratorio (io mi servo da SAAL per formati superiori all'A3+). Ho fatto stampare le mie immagini-test e prima di preparare i files da mandare in stampa calibro il monitor sulle stampe-test del lab. Devo aggiungere anche che le differenze tra stampa casalinga e da laboratorio alla fin fine sono trascurabili. (Stampante Epson P700 e monitor Asus ProArt PA27JCV).
  18. Complimenti a tutti per le tante belle foto. Ma, tra tutte, la mia preferita è sicuramente la numero 58, la sequenza di atterraggio del fenicottero: splendida e, soprattutto, ottima gestione della luce e dei contrasti.
  19. Questo mese qualche partecipante in meno, in compenso ho trovato almeno una ventina di belle immagini, decisamente meglio del mese scorso e personalmente mi sembra una nota molto positiva. La primavera imminente ha spostato i temi su fiori e pennuti. E proprio tra questi ho scelto le due mie preferite. 12 Andrea. Io la trovo decisamente simpatica, ben composta. Forse il titolo aiuta, ma da perfetto ignorante in materia, mi piace. 41 Gianni. Molto delicata, eterea, l'ultima preoccupazione è stabile di che fiore si tratta. Come ci ha raccontato l'autore frutto di studio per ottenere questo effetto. Per me ben riuscito. A febbraio un paesaggio, a marzo stil-life (o giù di lì), sono curioso di vedere cosa ci riserva aprile. Bravo!
  20. Sono assolutamente d'accordo (sono sciocchezze !) e lo dico senza bisogno di "insegnamenti" rubati. Ecco perché penso che non valga la pena di studiare da stampatori se si è fotografi. 🫠😉 Si stampa e si vede.
  21. 1 Ancora tu Lunghi appostamenti, alcune volte troppo distante, magari duplicando il 300 e perdendo qualità, finalmente arrivano dei risultati. I piccoli sono usciti dal nido e cominciano a girovagare per cui credo che la famiglia si sposterà presto, non permettendomi molte altre foto. Z8 300 F4 d ed TC 1.4
  22. 61RiflessiRifugio Faunistico Padule di Bolgheri – Tenuta San Guido 7 Marzo 2026 Nikon Z 8 – Nikkor Z 24-120mm f/4 S Lunghezza focale 40 mm Tempo di posa 1/200 sec. Diaframma f/7.1 ISO 72 Ho effettuato diversi scatti sul solito soggetto perché la luce cambiava continuamente, tutte abbastanza gradevoli secondo me, questa è quella che preferisco.
  23. 1 point
    Foto di ieri. Luce naturale, Z6III 85 EVO 2,8 profilo HP5 modificato
  24. Qualcosa anch'io a Limbiate una settimana fa (solo con il 50/1,4 poco più di mille) ad Alice: in queste Ektachromemm Ferrania Fellinimm in queste altre
  25. Soprattutto lo scopo di fondo. Ho cancellato ogni segno di Jean, se quell’altro vuole argomentare che lo faccia sul suo blog a titolo personale. Ma se ha pochi messaggi all’attivo, allora non ha nulla da argomentare, ovvio. In anni di permanenza, si atteggia adesso a criticone (inutilmente verboso). É facile attaccarmi, io ho nome, cognome ruolo e presenza nel mondo Nikon. Ho difeso Nikon quando era indifendibile, oggi ho semplicemente esaurito la pazienza (non solo nei confronti dei “gialli”, anche dei “bianchi”.). Perdonami, infine, Umberto. Ma essere in disaccordo con quello che faccio io ? E perché ? quello che faccio riguarda solo me non ho detto a nessuno che sbaglia a comprare un 70-200/2.8 a 3.399 euri, qui ho solo esternato quello che penso io, nel mio blog, non sulla home page di Nikonland. Qui sta la differenza di tutto il ragionamento.
  26. 43 La città che sboccia C’è un attimo, nel cuore della città, in cui il tempo sembra fermarsi. E' un momento magico, tra l'inverno che va via e la primavera che porta i primi fiori. Fermati un secondo, chiudi gli occhi e lasciati avvolgere dal profumo delicato della vita che ricomincia. Non è solo un cambio di stagione, è un invito a fiorire insieme alla natura. Tu quando è stata l’ultima volta che hai ascoltato la voce silenziosa della tua città? D700 + 80-200/2.8
  27. 40 Desirée Desirée è una giovane fanciulla che si è appena affacciata al mondo della fotografia, dolce e collaborativa, nonostante le prime esperienze di posa ha dimostrato di avere ottime doti come modella. La schiena nuda e il trucco curato ne esaltano la indiscutibile bellezza. Nikon Z6 iii, 85 mm f 1.8 a f2.2 1/640 sec. iso 800, luce naturale dalla finestra.
  28. 18 Marzoscatto del 14/03/2026
  29. Commercializzazione: Novembre 2021 Peso: 315 grammi Diaframma: 7 lamelle Passo filtri: 62mm Messa a fuoco minima: 20cm Dimensioni : 90x73mm (lunghezza e diametro) Schema ottico: 17 lenti in 13 gruppi di cui 2 asferiche, 2 ED, dotato di O-ring anti umidità Stabilizzazione: presente 18mm 140mm Nel novembre 2021 Nikon presenta il suo primo superzoom DX, questo 18-140 f/3,5-6,3 apparentemente identico all'analogo F-mount, ma che vuole migliorarne il ricordo, non particolarmente positivo che il predecessore aveva lasciato. Si tratta di uno zoom all-in-one che nella sua escursione focale 8x potrebbe risolvere in un colpo solo la maggior parte delle esigenze di un utente Z DX, sia che utilizzi una Z50, sia una stilosa Zfc, passando attraverso la versatile Z30. Caratterizzato da una costruzione in policarbonato, baionetta compresa, come nelle realizzazioni più economiche del formato APS-C è tuttavia accreditato di un ottimo MTF agli estremi di focale, come testimonia anche un prezzo di vendita superiore ai 700 euro (non propriamente da entry level) giustificato in parte da uno schema ottico che annovera due coppie di lenti speciali. Paraluce opzional secondo una politica commerciale destinata a ricevere qualche critica da una categoria di potenziali acquyirenti che si aspettano di trovare in scatola tutto ciò che serva. Certamente compatto specie alla minima focale, si allunga poi per arrivare ai 140mm che equivalgono in FX ad una focale da 210mm, utili a gestire anche sport e reportage Alla resa dei conti e grazie alle sue doti anche alle distanze più ravvicinate dei 20cm di distanza minima di messa a fuoco, oltrepassabile facilmente con l'uso di una semplice lente addizionale da 62mm di diametro, abbiamo ricevuto anche da questo zoom una ottima impressione di tenuta alle distorsioni ed aberrazioni cromatiche che contraddistinguevano l'omologo F-mount. In più, questo 18-140, alla sua massima focale è meno affetto da focus breathing di altri zoom e ottiene pertanto maggiore rapporto di riproduzione. Facile e leggero da maneggiare, dotato di stabilizzazione interna (le fotocamere Z DX sono fin qui prive di stabilizzazione sul sensore) accreditato di ben 5 stop, questo zoom si candida ad essere paragonato all'ottimo Z 24-200 FX per l'identica versatilità in un simile campo di focali, sulle Z di piccolo formato. Utile anche in still life, specie in associazione al focus stacking del quale alcune Z DX sono dotate. Dotato di ghiera personalizzabile (fuoco manuale/compensazione exp/diaframmi), zigrinata in modo diverso per essere facilmente riconoscibile Non c'è genere che gli sia precluso e nonostante la veloce caduta di luce verso l'apertura massima meno luminosa di f/6,3 grazie alla compresenza del VR e dello stepper di movimentazione dell' AF risulta efficiente e silenzioso in tutta la sua escursione di focali. E' un obiettivo che non consigliamo solamente a chi non sappia che focale scegliere al suo primo acquisto, ma anche a chi sia in cerca di un tuttofare efficiente per la sua Nikon Z DX. Ecco gli articoli su Nikonland che lo riguardano: unboxing Nikkor Z 18-140 DX: lo zoomone delle prossime DX Nikkor Z 18-140 DX e Z 24-200 su Z50 in close-up: quale? e la galleria immagini:
  30. Come si dice, l'amore è cieco, no ? Io sono innamorato di Nikon da quando ero appena maggiorenne. E quindi non posso che essere innamorato di ogni Nikon che mi ricorda il mio primo amore. Con la Zfc è stato amore a prima vista, ampiamente dimostrato. Infatti ne ho tre, una verde, una rossa e una blé ! Sono le Nikon che uso di più, praticamente ne ho sempre una pronta sul tavolo. Ognuna monta un obiettivo diverso. Le uso per tutte le foto di repertorio, per i video, per le passeggiate. Le altre Nikon le muovo solo per fare lavori seri e solo ed esclusivamente per quel dato momento. Le Zfc per giocare e ci gioco sempre. Sono ben consapevole dei loro difetti. Ma sono come figlie per me. Non ne posso che parlare in termini entusiastici. ci ho fatto di tutto (qui la verde con il 28/2.8 in luce disponibile) qui la rossa in un focus stacking con il 16-50, pubblicata su Nikonland Magazine. PRO Bella da impazzire. Bella da impazzire. Bella da impazzire Il sensore da 20 megapixel nonostante i suoi 8-9 di età, non sente rivali, almeno nella fotografia classica la porta USB-C me la rende perfetta per il mio uso (sia per il collegamento con il computer che per la ricarica) il display completamente articolato è una comodità sensazionale (meglio di quello indistruttibile di Z9 e Z8 ma scomodo da usare) CONTRO la batteria fa schifo è scomoda da tenere in mano e da usare a lungo la costruzione è tutt'altro che inappuntabile l'autofocus è primitivo la ziona Zf è cento volte meglio (ma non ditelo alle mie perché sono gelose e permalose !)

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