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  1. n. 29 E' la mia foto migliore della prima metà di marzo . Corteggiamento tra Svassi maggiori. Fiume Adda a Trezzo. Gli Svassi hanno una elaborato corteggiamento. Ripetono ad intervalli una danza con il collo, ma il culmine è quando la coppia eretta in verticale sull'acqua si scambia un ciuffo di piante acquatiche . Ero lì per fotografare proprio quello, ma per tutto il tempo in cui potevo fermarmi..., non l'hanno fatto. Propongo un momento della sequenza in cui i becchi sono leggermente sovrapposti, per dare un po' di dinamicità all'immagine. Con il bel tempo gli svassi sono tremendi dal punto di vista fotografico. Il collo ed il petto tendono a bruciare davanti ed annerirsi dietro. Nikon Z8 e Tamron 150-500mm Z.
  2. N. 28 Foto del 18/03/2026 – Z8 – 70-200/2,8 VR S a 70mm – t. 1/200 – f. 5.0 – Iso 500 Imboccatura del porto di Passignano sul Trasimeno poco prima del temporale. Specchio d’acqua ancora navigabile del lago che, nonostante un inverno abbastanza piovoso, ha continuato a soffrire di una forte carenza d’acqua. Dagli inizi di marzo stanno immettendo acqua proveniente dal lago di Montedoglio e dovrebbero iniziare a dragare diversi porti, per consentire il ripristino della pesca e delle attività connesse ad essa.
  3. Apro una parentesi per dirvi la mia sulla solita litania che dopo i grandi gruppi degli anni ’70 è stato tutto un declino e che oggi ci sono solo gruppetti tipo i Maneskin. A me, più che un giudizio sulla musica, sembra una solenne dichiarazione di pigrizia. Perché il punto non è che dopo gli anni ’70 non sia più esistita musica valida. Il punto è che molti si sono semplicemente fermati lì. Continuano a fare il giro con gli stessi dischi da cinquant’anni, scambiando l’abitudine per criterio. Gli anni '70 sono stati irripetibili, per quantità di idee, personalità e centralità culturale del rock. Ma da qui a dire che dopo c’è stato solo “penoso declino” ce ne passa. La verità è più semplice: non è sparita la qualità, è sparita la comodità. Prima il meglio era più visibile, più condiviso, più inevitabile. Oggi è tutto più frammentato, quindi bisogna cercare. E qui molti si fermano, perché cercare richiede curiosità, tempo e voglia di uscire dal proprio mausoleo sonoro. Prendere i Maneskin come esempio del fatto che oggi non esista altro è come entrare in libreria, vedere il bestseller all’ingresso e concludere che la letteratura contemporanea sia tutta lì. Detto questo, non ho difficoltà ad ammettere che dal punto di vista musicale e tecnico, qualcosa degli anni ’70 si è davvero perso. Quella fame di sperimentare, di mescolare linguaggi, di portare il rock in territori imprevedibili oggi è molto più rara. Uno come Zappa non era solo bravo: apparteneva a un’epoca in cui era ancora possibile essere geniali, eccentrici, colti, tecnici, persino irritanti, e restare comunque dentro il discorso centrale della musica. E come lui ce n'erano tanti altri. Quella stagione lì è finita, sì. Ma da questo non segue che dopo ci sia stato il vuoto. Segue solo che il contesto è cambiato. Oggi ci sono meno figure monolitiche, meno pazzi illuminati con carta bianca, meno centralità culturale del rock come linguaggio dominante. Però continuano a esistere gruppi ottimi, dischi intelligenti, idee forti, forme nuove. Solo che devi andarteli a cercare. Penso che chi ama davvero la musica, a un certo punto, sente anche il piacere di cercare, di rischiare un ascolto sbagliato, di perdersi, di trovare qualcosa che non aveva previsto. Chi invece continua ad ascoltare solo musica di cinquant’anni fa e poi pontifica sul presente sta solo evitando la fatica, e il piacere, dell’esplorazione. Forse c’entra anche una stagione della vita: quella dei 20 anni, in cui si aveva più tempo, più fame e più voglia di esplorare. OK, la chiudo qui e mi preparo serenamente a essere scannato (possibilmente con una buona colonna sonora in sottofondo!).
  4. In questa occasione ho usato la modalità estesa con riconoscimento del soggetto in automatico. Ha funzionato bene riconoscendo bene il casco o l'occhio del pilota. Ma cambio impostazioni a seconda degli sport che fotografo, dell'ottica che uso e della foto che cerco di ottenere. devo ammettere che era anche il mio timore. Certo, Z9+180-600 non sono una piuma ma nulla di troppo pesante da non riuscire a gestire a mano libera. L'ho provato brevemente anche con la Z8 e il discorso cambia leggermente, è meno "confortevole". Com'è giusto che sia....
  5. Non avrei saputo scrivere meglio di te in proposito. E si, io continuo ad ascoltare la musica che ho prediletto e continuo ad esserle fedele, quaranta, cinquanta e sessant'anni fa (io ascoltando i Beatles associo mentalmente latte e biscotti) Ed è solo ignoranza assoluta della musica di prima e di dopo che mi porta a continuare a pescare nello specchio d'acqua infinito che fu quel periodo magico. Ogni tanto mi capita di trovare cose prodotte da poco che abbiano un senso simile e mi piacciano altrettanto, contemporanee. E mi stupisco quando vedo coetanei (di solito donne) che si entusiasmano all'ascolto di cantanti sanremesi attuali, tanto quanto piangerebbero dalla uscita in scena di un De Gregori, fino alla fine del suo concerto: non le invidio, ma riconosco abbiano una maggiore tolleranza di me al cambiamento. Dove io non trovo che pochezza, loro leggono ben altro: la limitazione è tutta mia, quindi. Ma sono felice di continuare ad emozionarmi all'ascolto dei Pink Floyd (tutti insieme, neh...mica di Gilmour che solisteggia WYWH che ci ha rotto er cazz*) o dei Genesis come dei Deep Purple (senza intricarmi di che formazione...: menate !) o dei Doors, quanto di altri gruppi ormai disintegrati e rimasti a simbolo di un periodo passato = che non ritornerà più. Perchè è questo il senso della musica: lei resta, per chi la voglia ascoltare...
  6. ecco la scatola, oggetto appena arrivato insieme ad alcune stampe in 30x40cm da Digitalpix. lui sopra la sua scatola (confezione premium, piena di gommapiuma, anni luce meglio di quelle di cartoncino "green" Nikon). No, questo non è Viltroxland come qualche maligno ha fatto maliziosamente notare su Facebook. Questo è Nikonland, ma proprio per questo ci sentiamo liberi di pensare, fare e dire quello che vogliamo. Per Nikon l'85mm è sempre stato un cavallo di battaglia. Da apertura f/2.8 ad f/1.2 con l'ultima iterazione. Ma per lungo tempo, l'85/1.4, prima manual focus e poi autofocus, è stato l'obiettivo da ritratto principe. E adesso ? Lo fa Nikon un 85/1.4 di primo rango ? No, ha deciso che si passa dall'anonimo ma perfettino e molto costoso 85/1.8 S al fantastico ma enorme e destinato ai ricchi (o ai pazzi, come me), 85/1.2 S. E quindi è la stessa Nikon che apre le porte al resto del mondo. Salvo poi cercare di regolarle con le cause legali. Ma in fondo non è una novità. Ai tempi della D5 e della D850 - scusatemi, per me è già un passato remotissimo - io usavo il Sigma 85/1.4 ART, di gran lunga meglio dell'onesto ma insipido Nikon F 85/1.4 AF-S. Oggi ho il Nikkor Z 85/1.2 S ma lo riservo alle sessioni più importanti, rigorosamente insieme alla Z9. E per le occasioni più mondane ? Ho due Viltrox. Perdonatemi ma è così. da sinistra il gigantesco Nikkor Z 85/1.2 S, obiettivo pensato da Zeus in persona per pochi eletti e sostanzialmente da usare con la Z9. A destra il Viltrox EVO 85/2 con anello dei diaframmi funzionante che sembra pensato per la Nikon Zf. In centro, per tutti gli altri, il Viltrox AF 85/1.4 PRO, oggetto di questo articolo, pesante, ben costruito con prestazioni elevate, che sembra pensato per Z8 e Z6 III. Esistono concorrenti ? Si ma non a questo livello per Nikon Z. Oppure bisogna tornare a Sigma, con l'85/1.4 ART adesso in versione riveduta per mirrorless. Ma non disponibile per Nikon Z perché Nikon non vuole. Sapete che io non faccio recensioni di aspirapolveri o di pentole per fare il wok. Quindi un 85/1.4 non serve fotografare angoli di banconote fuori corso o tetti di finestre ripresi dal mio balcone. Quello che cerco di fare è portare al limite un obiettivo per quello che è stato pensato e non per altro. Quindi andiamo oltre. L'obiettivo è perfettamente riconosciuto via dati Exif, Lightroom applica le correzioni automaticamente come vediamo nella schermata che segue : qui vediamo l'aberrazione cromatica assiale, molto ben controllata per una focale del genere con questa apertura Altro aspetto importante la disponibilità e il metodo di aggiornamento firmware. Viltrox aggiorna spessissimo i firmware per adeguare le prestazioni autofocus dei suoi obiettivi. la procedura è semplice. Si scarica l'app desktop (ne ho parlato in un articolo dedicato in questa stessa sezione del sito) e si collega via cavo USB-C l'obiettivo. L'APP si incarica di verificare che esista una nuova versione - come nel caso del mio 85/1.4 appena arrivato - scaricare il nuovo file e installarlo automaticamente. Andando infine agli aspetti materiali, l'obiettivo ha uno schema complesso e un grafico MTF di prima classe così come sul campo, si vede che mira a ... sminare il campo dei Sigma Art. questo è l'MTF dell'ultimo Sigma ART 85/1.4 per Sony e Leica L. Giudicate voi a confronto. Un 85/1.4 vive di sfuocato. Sfuocato sul soggetto, sfuocato sullo sfondo. Molto dipende dall'obiettivo ma altrettanto dal fotografo. Le massime prestazioni possibili non vengono vendute nella stessa scatola con l'obiettivo. Bisogna saperle cercare. Isabella sbuca dal suo regno. Nikon Zf, Kodachrome 64 Boris non si sposta dalla sua piattaforma (controluce fortissimo, eppure ...) attraverso un vetro, Nikon Z8, Ilford FP4 125 uno scatto chiuso ad f/4, nitidezza assoluta. Nessun ritocco sfuocati naturali e la mia Silvija in luce naturale. Nikon Zf, Kodachrome 2026 anche qui nessun intervento. Potrei anche finirla qui ma non è il mio stile Come è fatto ?E fatto maledettamente bene, tutto in lega metallica dal bocchettone alla filettatura dei filtri, con iscrizioni chiare, ghiere funzionali, presa in mano eccellente. Pesante ma di sostanza. il paraluce e i tappi sono le sole cose di plastica. L'anello dei diaframmi simula perfettamente il funzionamento vecchio stile sulla Zf è presente un tastino click/declick per rendere silenzioso il passaggio dai diaframmi. In tutto questo mi sembra meglio e più pratico dell'inutile display messo sul 135/1.8 LAB che rinuncia alle iscrizioni. Made in China. Ma anche Nikon produce in Cina e in Vietnam. Solo che lo fa con un ricarico del 600%. la bella presenza frontale dettaglio dell'attacco Nikon Z la porta USB-C per gli aggiornamenti firmware. confronto tra tre 85mm (anche nei paraluce) Bene, concludiamo ?PRO costruzione esemplare in lega e vetro vero. Un tank sovietico ben presente in mano anche se pesante, dà sicurezza autofocus inappuntabile grazie alla velocità e silenziosità dei motori VCM che Nikon non usa nemmeno sul 85/1.2 S da 3.399 euro se qualche volta fa cilecca è perché vengono amplificati i limiti noti della Nikon Z nel primo aggancio del soggetto e nel centrare e mantenere l'iride a fuoco. Ma la soluzione la conosciamo : scattare di più e poi scartare sfuocato bellissimo, nitidezza elevata, difetti ottici invisibili nelle foto reali aggiornamenti firmware frequenti e utili rapporto prezzo/prestazioni inarrivabile. Costa meno della metà di un Sigma Art e meno del Nikkor Z 85/1.8 S (pagato 548 euro spedito a casa direttamente da Viltrox.com) CONTRO non è un Nikon e nemmeno un Sigma. Usano il reverse engineering e lavorano senza licenza garanzia aleatoria per l'assenza di un servizio locale di assistenza. Il servizio clienti risponde ma al limite dice di spedire in Cina pesante e ingombrante. Ma se non serve f/1.4 l'EVO è molto più compatto, leggero e costa circa la metà. Una selezione dei miei scatti di questo periodo, tutte su Nikon Zf. L'obiettivo per me è entrato in produzione stabilmente nel mio arsenale. A seconda dei casi sceglierò uno dei tre. E magari in futuro anche un Viltrox 85/1.2 LAB o il Sigma 85/1.2 ART quando uscirà in autunno (anche se per Sony, con adattatore ETZ21+).
  7. 1 point
    L'ho comprato quando è uscito, in vinile. Anzi no, me l'ha regalato la mia amica dell'epoca per il mio compleanno (pochi giorni dopo l'uscita dell'album). Avevo 21 anni ed avevo già un trascorso di strimpellatore di organo da chiesa. Che con i testi e lo stile California non ci azzecca nulla. Oggi come allora. E allora ? 1984 è easy-metal ma ancora oggi Maxwell Jump, eccome se salta. Specie in 192/24. 1984 dei Van Halen: 42 anni dopo, è ancora il disco che ha fatto esplodere il rock (e nel 2026 continua a dominare) Nel marzo 2026 “Jump” ha appena superato 1 miliardo di stream su Spotify ed è entrato nel Billions Club. Questo stesso anno è uscito il remix ufficiale per i Mondiali FIFA 2026 (con Travis Barker, Steve Vai, J Balvin e Amber Mark). L’album 1984 non è un reperto da museo: è un disco che continua a vivere, a generare soldi, meme e playlist, e che ogni settimana finisce nelle cuffie di ragazzini nati dopo il 2010. L’album che ha cambiato le regoleUscito il 9 gennaio 1984 (e scritto MCMLXXXIV sulla copertina), 1984 è il sesto disco dei Van Halen e l’ultimo con David Lee Roth prima del grande divorzio. Prodotto da Ted Templeman, dura appena 33 minuti ma è una bomba atomica: 9 tracce, zero fille r.Eddie Van Halen fa una cosa che nel 1984 sembrava eresia : prende il sintetizzatore Oberheim OB-Xa e lo mette al centro del sound. “Jump” parte con quel riff di tastiera iconico, diventa numero 1 in America per cinque settimane e apre le porte del rock all’era MTV. Ma non è un tradimento: è un’evoluzione. Dietro le tastiere c’è sempre il genio della chitarra che inventa il tapping a due mani e fa sembrare tutto facile. Il disco spacca perché unisce due mondi: Il hard rock selvaggio di “Panama”, “Hot for Teacher” e “Drop Dead Legs” Il pop radiofonico di “I’ll Wait” e “1984” Risultato? Oltre 10 milioni di copie vendute solo negli USA e un posto nella storia come uno dei dischi più influenti degli anni ’80. Perché nel 2026 suona ancora fresco. Nel 2026 l’album 1984 (Remastered) sfiora i 2 miliardi di stream su Spotify. L’intero catalogo della band supera i 4,5 miliardi. I ragazzini lo scoprono grazie a TikTok (dove “Hot for Teacher” è virale da anni), Guitar Hero, Fortnite e playlist “Classic Rock” che Spotify spinge agli under 25. Ma non è solo nostalgia. Il remix per i Mondiali 2026 dimostra che la canzone è ancora un inno universale di energia e festa (anche se la reinterpretazione, per me, è una cagata !) Band moderne (dai Greta Van Fleet agli Måneskin fino a certi progetti synth-rock) continuano a citare quel mix di chitarra virtuosa + hook pop come ispirazione. Eddie Van Halen, morto nel 2020, resta il chitarrista più copiato di sempre. Il suo suono è ancora “louder than 2026”, come scrivono i giornali oggi. Il disco che ha inventato il futuro 1984 non è solo l’album che ha portato i Van Halen in vetta alle classifiche. È il disco che ha dimostrato che hard rock e sintetizzatori potevano convivere, che un gruppo poteva essere allo stesso tempo arena rock e radio hit, che un chitarrista poteva suonare come un dio e usare le tastiere senza vergogna. Quarantadue anni dopo, mentre il rock classico viene continuamente dichiarato “morto”, 1984 continua a dimostrare il contrario : basta premere play e quel riff di “Jump” parte. E per un attimo siamo tutti nel 1984… ma con le cuffie wireless e il volume a 11. Se non lo hai mai ascoltato tutto d’un fiato nel 2026, fallo ora. Ti ricorderà perché questa band non è mai invecchiata. 1984 Jump Panama Top Jimmy Drop Dead Legs Hot for Teacher I’ll Wait Girl Gone Bad House of Pain Volume alto. Luce bassa. E goditi il fatto che, nel 2026, questo disco suona ancora più grande di tanti album usciti ieri. Van Halen non è storia. È presente. E 1984 è la prova vivente. Ma con le cuffie wireless e il volume a 11 ? E si, io lo ascolto nel bosco mentre cammino, con le mie Deva R2R e forse un giorno/prossimamente con le Arya WIFI. Poi dopo un pò passo alla tripla fuga sul corale di Sant'Anna di Bach nella trascrizione di Busoni e nell'esecuzione di John Ogdon. Scusatemi, questo sono io. Oggi.
  8. Qualche settimana fa, approfittando di un'occasione, mi sono regalato il Nikkor Z 180-600 f5,6-6,3 VR per fotografare sport e animali. Su queste pagine ho letto molto su quest'ottica e i giudizi positivi mi hanno convinto a prenderla. Domenica 8 marzo a Lonigo si è svolta una gara internazionale di speedway con partenza della prima manche alle 14.30. La giornata era splendida, sole caldo e aria frizzante. Pubblico delle grandi occasioni ma non così tanto da non porsi muovere liberamente lungo il circuito. Tutte le foto sono state scattate con Z9 a 1/2000, a tutta apertura, iso variabili e lavorate con LR. Tutte scattate a 600mm tranne la prima, con villa Pisani sullo sfondo, e la terza @310mm. Ho scelto di scattare a 600mm perchè volevo vedere la resa alla massima lunghezza focale e per cercare di cogliere lo sguardo dei piloti. L'ottica mi è piaciuta molto e la resa è stata superiore alle mie aspettative. Solo la messa a fuoco non è stata sempre veloce a trovare il soggetto, occhi o casco, ma dopo averlo agganciato non lo ha più perso. Temevo che il peso corpo + ottica, alla lunga si facesse sentire nel brandeggiarli a mano libera invece sono molto ben bilanciati e il paio d'orette di gare sono passate senza problemi fisici. In questa occasione ho provato la misurazione Matrix e sono rimasto soddisfatto. Non tende più, come agli albori, a sovraesporre e mi dato foto esposte in modo equilibrato e solo dove lo sfondo aveva cartelloni pubblicitari bianchi è stato leggermente influenzato. Sicuramente la situazione non era particolarmente sfidante....
  9. L'accoppiata obiettivo/ML mi pare abbia lavorato bene. Mi piaciono i tagli così "stretti" e i colori.
  10. ... nel non settare in macchina gli ISO massimi utilizzabili. Per le foto di strada gli ISO automatici sono impagabili ma, come dire, va dato loro un freno... Peraltro nelle tue foto non ci sono persone o situazioni da cogliere al volo, ma si tratta di scorci per i quali avevi tutto il tempo di controllare le impostazioni ed esporre al meglio. Ma non te ne farei una colpa: anch'io li uso (tanto) e qualche volta capita anche a me di dimenticarmene...
  11. Grazie per la condivisione. Le foto descrivono bene le opere esposte anche se il modo di affrontare i temi dall'artista mi lasciano perplesso.
  12. Le foto rendono bene i soggetti secondo me, bel lavoro. Io appartengo a quelli a cui le cose truculente generano angoscia per cui non andrei in un luogo simile, ma da un punto di vista fotografico è tutto ben reso.
  13. Per carità, me li ascolto anch'io Beatles, Pink Floyd, Genesis, etc, e sono molto felice di farlo (effetto latte e biscotti per te come per me!), ma il mondo non è finito lì. Pensa che in questi giorni sto ascoltando solo gruppi nati negli ultimi 10-15 anni e di dischi interessanti ce ne sono davvero tanti.
  14. Infatti Mauro sfotteva Nikon... Dall' alto del suo 300-600/4 da invidia
  15. Mahler sinfonia n.9, LSO, Jurowski edita da LSO il 22/1/2026 ma registrazione dal vivo (molto pulita) del 2022 Viva e palpitante e lontana dalla retorica trita di "ultimi spasmi di vita". Nella realtà Mahler lavorava da tempo alla 10a sinfonia e non prevedeva affatto ne anelava a "togliere il disturbo". Tempi più o meno nel solco della tradizione (alla Walter) ma accelerazioni quanto basta. Suono terso, pulito, cristallino, magari non troppo profondo ma molto ampio. Da usare come test per dei monitor a tromba (ebbene si, è il mio prossimo sogno !). Bella prova da parte di un direttore che sa in che direzione crescere (pare stia preparando proprio la 10a) anche se io l'ho sempre apprezzato di più come accompagnatore di violinisti.
  16. se Nikon si mettesse d'accordo con Viltrox per la produzione di una serie di ottiche-frittella per un corpo di queste dimensioni-propensioni, avremmo nuovamente sul mercato una Nikkorex dei tempi della Z-bay. Potrebbe addirittura avere ottica fissa da 45 o 28mm, magari trasformabile con apposito converter ottico e memoria allo stato solido incorporata: se sfoggiasse al posto che Nikon un nome come Leica, Alpa oppure Fujifilm, verrebbe addirittura prescritta ai peccatori per tornare alle radici della potograpia senza le h... Mi piace molto nel GPT rendering la dimensione quasi Instagram-sized che se le caratteristiche del sensore lo consentissero (cioè una bella serie di profili appositamente imbruttenti) mieterebbe ulteriore successo. Duemila euro sarebbe anche poco: si sa, che l'intelleghentia cammina di pari passo al Caaaaat ! (che è l'opposto del Taaaaac ! di Pozzetto) E se chi disprezza compra, vuol dire che ho sbagliato a votare nel sondaggio...
  17. 25 Gli occhi del pilota Domenica 8 marzo 2026 Grata internazionale individuale di speedway a Lonigo. Pomeriggio con il nuovo acquisto, Z180-600, per provarlo e prenderci confidenza. Mi sono divertito perché a mano libera si brandeggia bene e i 600mm catturano gli occhi del pilota. Z9 + Z180-600
  18. 24 regolo Camminando per il bosco un regolo ha cominciato a girarmi in torno. Mio stò divertendo con la fotografia naturalistica, di cui non sono esperto, tanto da aver aperto un post per chiedere consigli su quale obiettivo protrei prendere per quello che credo mi serva. Però il regolo lo adoro così picccino.. 18 marzo Z8 1/400 f5.6 300 f4 d tc 1.4 3200 iso
  19. aggiungo... ... quando voleste utilizzare un obiettivo "in bassa luce" evitate come la peste luci artificiali come quelle led. In quelle foto vedo sopratutto banding e poi aberrazioni cromatiche, sicuramente indotte dalla tipologia dei faretti, ma chissà... Usate la luce ambiente del pomeriggio oppure una luce artificiale stabile (sempre più rare) Oppure fate come la maggior parte delle persone fa: quando la luce è scarsa...si evita. Le foto non potranno che riflettere la qualità della luce utilizzata: la fotografia è Luce. Ed è la luce che si utilizza. Poi: non cercate i difetti (non solo degli obiettivi)... provate invece a valorizzare i pregi. Chi vuole comprare è attirato dai pregi, se questi gli possano fare passare in secondo piano i difetti. Forza con le foto belle (dopo quelle al gatto) per far piacere questo Sirui...: di quanto costa non ce ne importa una pigna.
  20. Hedy Lamarr Fotografo: László Willinger Anno: 1943 (per il film The Heavenly Body, uscito nel 1944). MGM
  21. 21 Pettazzurro Nikon Z9 + Nikon Z 600 F6.3
  22. Aritanghete con le XQD è roba del secolo scorso. Le XQD non sono più nemmeno in produzione.
  23. Volevo dare un piccolo contributo perché, dopo aver letto l'articolo ed aver verificato che su Amazon era venduto ad un prezzo stracciato (<200€) ho deciso di acquistarlo e oggi ho l'ricevuto. Ho scattato alcune foto con una z5ii che confermano quanto presentato e soprattutto devo dire che sono molto soddisfatto dell'acquisto. La prima foto è di un giacinto (così mi ha confermato mia moglie) in giardino da una distanza di ~30 cm (1/400 f/4.5 ISO 100). La foto non è un gran chè però ingrandendo il fiore fino al pistillo devo dire che mi sorpreso per la definizione. Le tre che seguono sono state fatte con ISO e diaframmi un po' diversi e devo dire che non si vedono differenze particolarmente significative. Sono del Canale a Trieste. 1/80 f/4 ISO 100 1/250 f/4 ISO 400 1/100 f/7.1 ISO 400 Infine, l'ultima foto mostra un edificio piuttosto famoso all'inizio del medesimo (ed unico!) canale che era stato pensato originariamente per diventare un grattacielo. 1/160 f/7.1 ISO 400 Le aberrazioni ai lati non sorprendono visto che si tratta di un 14mm ed è comunque un effetto che a me piace. Ci sono sicuramente moltissime altre prove che dovrebbero essere svolte ma per il momento e per quel pochissimo che ho visto, lo reputo un obiettivo molto valido al prezzo considerando il prezzo pagato (< 200€). Grazie per la recensione che mi ha guidato tantissimo per l'acquisto! Spero che il mio contributo possa servire casomai qualcun altro volesse approfittare delle offerte che ci sono attualmente. Ultimissima cosa, il firmware che aveva non necessitava dell'aggiornamento essendo già all'ultima versione che è compatibile con l'ultima versione del firmware della z5ii.
  24. 18 Marzoscatto del 14/03/2026
  25. 12 Piacere Germano È da un po’ di tempo che avevo in mente di cimentarmi nella fotografia della fauna selvatica. Ho quindi pensato di fare qualche prova, nonostante non sia ancora dotato di teleobiettivi spinti. Vivo a due passi da un piccolo canale che sfocia nel lago di Lugano, luogo dove è molto comune trovare anatre. Questo Germano reale si è arrampicato su una delle pareti erbose del canale ed è rimasto lì immobile per un po’. Con molta cautela, mi sono quindi avvicinato a lui. Per fortuna è rimasto tranquillo e quasi indifferente alla mia presenza, lasciandosi fare qualche scatto. Questo è quello che reputo il più azzeccato. Non sarà la foto del secolo, ma è la foto migliore della mia prima uscita naturalistica in assoluto. E spero sia solo la prima di una lunga serie 🙂. p.s.: la foto è bluastra poiché ho scattato in piena ora blu, quasi al buio. Ho preferito mantenere i colori originali della scena invece che alterarli. Nikon z5ii + tamron 70-180 f2.8 G2 05/03/2026
  26. 6 Otto marzo 2026 Nikon Zf e Viltrox Air AF 50/2 Lo sa? ...non lo saprà mai... Lo sente? E' possibile: oggi è sempre un magnetismo particolare, mimosa o non... Io, semplicemente, ci sono.
  27. Stampiamole le nostre foto, non lasciamole nel lard disc o nella schedina da sviluppare ... solo così avrà un senso averle prese. Qui c'è il tiraggio di tre A4 in tempo reale, durante lo sviluppo di queste foto.
  28. 5 Il pranzo della spatola NikonZ8, Nikon Z 180-600 f5.6-6.3 +Nikon Z TC1.4x (@840mm), f 9.0, ISO 200 Una cattura di metà/fine febbraio ma che mi ha dato notevole soddisfazione per il momento catturato, per pura botta di c.. apacità! Divertente il "far rosicare" l'amico Canonista di fianco che si è perso il momento per lodare la sua Canon EOS 1DX MKIII! 🤪 Ci ha poi riprovato, per almeno 20 minuti, ma alla fine, a pranzo ci siamo andati noi! 😂

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