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Showing content with the highest reputation on 11/25/2025 in all areas

  1. Adobe sta procedendo in modo spedito ad aggiornare i suoi principali programmi di elaborazione delle fotografie con percorsi paralleli aggiungendo ad uno quello che era già disponibile nell'altro e rendendo i due ambienti il più possibile estesi. Ho scoperto che nell'ultima versione di Photoshop è stata aggiornata la regolazione di Colore e Vividezza, aggiungendo un pannello relativo al ... bilanciamento del bianco. Avendo un JPG ovviamente potremo fare solo regolazioni arbitrarie e non quelle tipiche di impostazione della nostra fotocamera. Ma poco male se abbiamo un buon monitor e occhi buoni. Soprattutto se siamo decisi del nostro intento. Partiamo da una foto presa da Nikonland di Andrea Zampieron. Ci perdonerà, non c'è nulla di personale nella scelta è solo che è un caso da manuale. A lui piace la foto con quel senso drammatico di scuro e tonalità blu notte ma a qualcun altro la neve può far pensare ad altro. Io il giorno dopo la nevicata, se c'è il sole pieno, mi ricordo da bambino a fare pupazzi di neve con mio fratello che poi vestivamo con cappotti e sciarpe. Avevamo le mani rosse dal freddo ma ci divertivamo come i matti. Oggi con il freddo che c'è io non posso uscire e fotografo dalla finestra ... la vita. Colore e Vividezza aggiunge un livello di regolazione cui possiamo attribuire le normali proprietà (tipo il livello di opacità). Come vedete il pannello di regolazioni è tale e quale a quello che troveremmo in Camera Raw o quasi. c'è la pipetta del contagocce per scegliere il nostro punto del bianco, oppure possiamo fare tutto ad occhio. Io ho provato all'inizio a puntare direttamente sulla neve, ottenendo una sparata sul giallo a fine corsa per la temperatura e una Tinta decisamente sul rosso. Per cui mi sono orientato a scegliere punti più neutri, per esempio i rami degli alberi sulla sinistra o quelli della montagna di fondo 100 e +36. Troppo bisogna dosare il giallo e il blu e il verde e il rosso per avere una foto equilibrata (anche se a me questa già piaceva ...) questo è un valore che privilegia secondo me il verde, non troppo gradevole per i miei occhi. Ho scelto quindi +36 di temperatura e -9 di tinta. Avendo Photoshop davanti e trovando la foto un pò ... opprimente e con poca luce (probabilmente coerente con la scena reale ma ... il fotografo può sempre aprire di più il diaframma e fare entrare più luce se vuole che la foto sia luminosa) ho aggiunto un bel livello curve che ha aperto un pò la scena. Non contento ho aggiunto ancora più luce sulla parte destra dello spettro che ha aperto ulteriormente la vista. La neve non è di bianco neutro ma almeno ... è bianca. Poi, pur avendo una foto a bassa risoluzione ho deciso di incrementare l'impatto con un accentua passaggio moderato. Si potrebbe anche far intervenire il nuovo upscaler generativo incorporato che può portare l'immagine fino a 10 megapixel. non senza applicare qui un accentua passaggio che potrebbe essere modulato in base al gusto (ma il mio intento dopo una elaborazione del genere sarebbe la stampa). In sintesi : originale come scattata equilibrio secondo il mio gusto che privilegia una scena leggibile con tutti i dettagli di tutto quanto ripreso, neve, staccionata, rami, fiocchi scalatura generativa 2x per avere una foto stampabile a più di A4 Mi fermo qui anche se le novità introdotte ultimamente in Photoshop sono tante per chi ne abbia bisogno. Spero di avervi dato qualche informazione utile.
  2. Con Nikon è stato amore sin da subito, e resterà per sempre tale, poi quando non sarò più innamorato resterò solo perché per me un amore non può essere sostituito, purtroppo sono fatto cosi. Il mio amore è iniziato con una F404, sorella della F401, destinata al mercato Americano, e pur essendo una una entry level quando la ricevetti, in prestito, era di mio fratello più grande, mi sembrava che fosse la più bella delle macchine fotografiche, e dormiva affianco e me, sopra al comodino, spiegalo alle nuove generazioni. Beh, veniamo ad altro. Per che mi conosce sa che sono pieno di passioni, tra l'altro tutte costose ahimè 😄, e lo sport è uno di queste. Sport per me vuol dire anche andare in bicicletta, prevalentemente in mountain bike, mezzo che mi permette di arrivare dove le macchine non riescono ad arrivare. Uno dei desideri che ho sempre avuto è di fotografare i posti meravigliosi che vedo quando vado in MTB, non con il telefono, e fortunatamente la mia zona né è piena, la difficoltà e non perdere i miei amici che non mi aspettano 🤣. Ma quale poteva essere la macchina che poteva fare al caso mio ? Doveva essere possibilmente piccola, non ingombrante, non pesare, perché i ciclisti non vogliono portare nemmeno un etto in più figuriamoci un kilo. Mi sono consultato piu volte con Mauro e Riccardo e considerando il budget, lo scopo, e il fatto che doveva essere usata anche dalle mie ragazze la scelta è caduta su una Z6 I generazione, non la migliore delle Nikon ma il suo dovere lo farà sempre, è Nikon! Alcune volte vi ho portato in giro per Venezia questa volta andiamo ad Asiago, luogo a cui sono molto affezionato per la sacralità che emana, e sono sicuro che avete capito il senso visto poiché siamo diversamente giovani e conosciamo la storia del nostro paese. Le foto sono a solo scopo documentativo in quanto non si possono cogliere luci ed ombre come noi vorremmo. I segni di Vaia sono evidenti e lo resteranno per decenni, ma pedala Ale che arriviamo in alto...... Ecco i I miei compagni di merende e per distaccarli non potete immaginare lo sforzo che ho dovuto imprimere, io pedalo ancora con una bici muscolare ma e solo questione di tempo nel passare ai 48 V. 😂 Dove non c'e vegetazione è sempre causa di Vaia, questo è il posto tra i più colpiti, siamo a Marcesina., dove i venti soffiavano a più di 200 km/h Ale pedala che dobbiamo arrivare ancora più in alto, ecco quasi ci siamo, c'è il Forte Lisser che ci aspetta, e lì, Fortezza costruita dal 1914 al 1918 come avamposto italiano, siamo a 1633 metri di altezza. se penso che ha più di 100 anni e lo stato ancora integro per la maggior parte. Ale girati a 360° e guardati introno, il panorama è cosi bello che vorresti fermarti per ore a guardarlo e contemplarlo. Siamo a 1633 di altezza forza, dai il giro non è finito dobbiamo andare a vedere l'aquila di Vaia, un opera di Marco Martalar, opera di 5 metri di lunghezza e 7 metri di lunghezza per un peso di 1600 kg. Fortunatamente dopo una salita c'e sempre una discesa 😊 Se volete salire in MTB con Ale seguitemi ...... , qui siamo dentro il bosco. Video x NL.mp4 Per i più curiosi il giro è durato 6 ore con un dislivello di 2000 metri Attrezzatura usata, una Z6 prima generazione con il 40 mm F2, per lo più scatti in manuale ma alcune volte in automatico, e una Dji action Osmo 3, 4K a 60 fotogrammi. La Z6 era all'interno di una tasca che hanno i giubbotti da ciclisti posta posteriormente, ma che difficoltà ad estrarla🤪,mentre la Dji era fissata sul petto per mezzo di una imbracatura che avvolge le spalle. Molte volte il mirino delle Z6 era avvolto dalla nebbia, che in realtà era la condensa che ho prodotto io 😁, lo pulivo è mi sembrava essere un Re a 1600 metri con una ML e non un telefono a fotografare i panorami. Spero che possa piacervi. A presto come sempre !
  3. E' uscito l'1.8 ed è entrato l'1,2. La lunghezza focale è rimasta la stessa 😉
  4. Una delle operazioni che più odio dopo aver terminato una sessione di fotografia è il cosiddetto “culling”, ovvero la scrematura e la scelta delle immagini migliori dello shooting. In condizioni di luce naturale scatto sempre a raffica per evitare il micromosso, e di conseguenza mi ritrovo con più di mille scatti per due ore di foto (Mauro, ti vedo che ridi sotto i baffi e pensi “Dilettante!”), con conseguente tedio & orchite in fase di selezione. Nel tempo sono usciti diversi software dedicati all’assistenza nella fase di culling: erano disponibili anche prima dell’avvento dell’IA, ma dopo averne provati un paio non mi ero sentito soddisfatto. Non è facile trovare un software che la pensi esattamente come te senza mandare in crash il PC. Ora, con l’IA ficcata a momenti anche dentro lo sciacquone del cesso, questo genere di software è proliferato a dismisura, tanto che anche nonna Adobe si è adeguata: la versione 15.0.1 di Lightroom Classic (di seguito LR) ha infatti inserito in accesso anticipato la funzione di Culling assistito. Sarà migliore dei suoi concorrenti? Non ne ho idea, non ho testato altri software. Vabeh, ma è utile, in senso generale? Andiamo a scoprirlo. Per il test sono andato a recuperare un ottimo set del 2018, da 1273 scatti. Organizzato da Mauro e Ross, avevamo fotografato Nakia, una bellezza russo-brasiliana, in un hotel di Torino. Con la bellezza di 1273 scatti (Mauro, ti sento sempre!), sicuramente ripetuti, la noia è assicurata; quindi, capita a fagiolo per provare questa nuova funzione di LR. Il Culling assistito (di seguito CA), compare nel modulo Libreria, tra i pannelli di sinistra. Qui troviamo i criteri di selezione e rifiuto delle immagini, solo 3 per selezione e rifiuto, e subito sotto i punteggi che l’algoritmo assegna alla singola fotografia. Non appena si apre la cartella in LR, il programma inizia ad analizzare ogni foto in funzione del culling, indipendentemente dal fatto che abbiamo selezionato un criterio qualsiasi. Terminata l’operazione, che impiega più o meno lo stesso tempo necessario a creare le anteprime 1:1, possiamo selezionare uno dei criteri disponibili, ad esempio il rifiuto di documenti e ricevute. Come potevamo aspettarci, non viene trovato nulla, quindi scegliamo di scartare le foto con problemi di esposizione. In questo caso trova 52 foto con problemi di esposizione, ma a volte non è chiaro il criterio di selezione. Queste due foto sono scattate a raffica, quindi sono identiche per impostazioni, istogramma e tutto il resto, ma secondo l’algoritmo una è corretta e l’altra no. In ogni caso, come potete vedere, una volta attivata una qualsiasi opzione di culling, le foto considerate positive al criterio presentano una spunta verde, mentre quelle che non lo rispettano sono segnalate con una X rossa. Si tratta senz’altro di una simbologia molto intuitiva ma, se voleste filtrare direttamente le foto rifiutate, si può premere uno dei tasti appositi evidenziati di seguito. Sotto al pannello “Visualizza” abbiamo un altro pannello che consente di automatizzare l’impilamento delle immagini secondo le opzioni di un popup dedicato. Scegliendole, si attivano anche dei cursori per regolare la “severità” delle opziono scelte. Nello stesso pannello c’è l’opzione “Azioni batch” che consentono varie azioni da compiere sulle foto selezionate e scartate. In generale si tratta di applicare ulteriori flag, aggiungere a raccolte, o addirittura eliminare foto. Abbiamo infine un pannello dove, per l’immagine selezionata, viene evidenziato il punteggio di rispondenza al o ai criteri di culling che abbiamo selezionato. In questo caso non è accuratissimo il punteggio del soggetto a fuoco, in quanto, secondo me, dovrebbe essere più alto, ma la foto viene comunque considerata “positiva” secondo i criteri che abbiamo scelto. Se non siamo soddisfatti della lettura fatta dall’algoritmo, possiamo scegliere di mandare un feedback ad Adobe tramite l’apposita funzione. Direi che con questo è tutto. In conclusione, la funzione è indubbiamente utile ma al momento è ancora acerba. A mio parere, è importante sperimentare parecchio per capire come ragiona e di conseguenza avere poi la certezza che lavori per noi secondo i nostri gusti. Quindi, per chi usa LR, la mia raccomandazione è: “Smanettateci !!” Se avete domande specifiche, sono a disposizione 😊
  5. Alla presentazione di metà febbraio dello zoom PZ di questo articolo avevo scritto: ed ovviamente... eccomi a scriverne dopo averlo utilizzato per un paio di settimane sulla nuova Nikon ZR la CINEcamera del sistema Z, in attesa della RED marchiata Nikon. Di entrambi abbiamo come sempre pubblicato le news, che sono state oggetto di molte letture, nonostante i distinguo fatti da ognuno se fotografo, rispetto il personale interesse a poterne fare uso Delle caratteristiche della Nikon ZR sappiamo quindi già tutto e poco resta da chiarire, se non per qualche illazione sull'otturatore, che è solamente elettronico e l'assenza del sistema di pulizia automatica del sensore che, non essendo putroppo dotato della comodissima tendina protettiva delle Z9 ed 8, resta come del resto anche nella Z6III da cui deriva integralmente, esposto alla polvere che nelle riprese video diventa acerrimo nemico, molto più che per un singolo scatto fotografico. Le dimensioni abbastanza compatte del corpo, ma sufficientemente capienti per contenere doppio slot (CF Express e microSD) e sopratutto, la batteria EN-EL15c che nelle mie rilevazioni di queste due settimane, non ha avuto cali di prestazione sensibili nelle riprese video, essendosi reso necessario al massimo un solo cambio batteria in una intera giornata di riprese, sia pure di breve durata, ma appunto per ciò molto frammentate. Al contempo, non ho da segnalare alcun effetto di surriscaldamento, nè della batteria, nè tantomeno della scheda impiegata (una Angelbird AV pro da 512GB) Il peso del solo corpo più batteria e scheda si contiene in 640gr ed è perciò al di sotto della Z6III da cui deriva strutturalmente, grazie all'assenza del mirino elettronico ed ad una minore larghezza di quasi 1cm ed anche uno spessore inferiore. Ha una struttura compatta e molto ergonomica anche senza cage, tanto da avermi invogliato a portarla in giro anche naked con un piccolo fisso come il Viltrox 20/2.8 con il quale si è manifestata quasi come una compatta Z30, ma con l'enorme vantaggio del sensore full format. Con la cage Smallrig (subito disponibile) il peso aumenta fino a 965gr (maniglia compresa) tutto compreso, ma se la cage sia un imperativo, da questo momento in poi non sarà il peso della ZR a farla da protagonista, rispetto quello degli accessorii di cui poterla corredare: fin qui tutti di altro marchio In questo senso, il microfono ME-D10 Shotgun da 32bit di dinamica è una potente eccezione e speriamo quindi che nel prossimo futuro Nikon torni a popolare il suo catalogo dei tanti accessori necessari che nel secolo della sua storia trascorsa, tanto hanno caratterizzato questo marchio giapponese questo microfono introduce una modifica alla slitta flash della ZR, ora dotata del pettine di contatto per questo Shotgun ...la necessità di collegare solo a slitta questo microfono, impedisce la collocazione della maniglia in testa alla cage,ma la necessità aguzza l'ingegno e la staffa del 28-135/4 opportunamente girata verso l'alto, può sopperire in qualche modo alla bisogna... La caratteristica più evidente della Nikon ZR è probabilmente una apparentemente spartana dotazione di comandi: il tasto di accensione a sx, dalla parte opposta a quella cui siamo abituati da sempre... un bilanciere coassiale al pulsante di ripresa/scatto, per ingrandire o ridurre l'immagine a mirino, un semplice slider video/photo che ci affranca dalla necessità di sdoppiare il pulsante di scatto da quello di ripresa come nelle altre ML, tre pulsanti funzione, dedicati però di default a tre funzioni abbastanza importanti, quindi difficilmente rinunciabili al posto di quelle personalizzabili dal solito menu f2 ghiere anteriore e posteriore, abbastanza ergonomiche... e poi, sul pannello posteriore (o lo spazio che resta, rispetto al monitor tiltabile) il joystick solamente, per orientarsi nei meandri del menù e per selezionare la propria scelta. Sotto abbiamo il pulsante di richiamo del preset funzioni a due righe, i, tra le sue opzioni ...l'accesso a tutte le altre sezioni del menù (manca un pulsante menù specifico) Oltre al tasto play sotto il quale, il led verde di conferma accensione o ricarica. La novità eclatante della Nikon ZR è però di certo anche il bellissimo monitor da 4 pollici (che speriamo di vedere presto magari anche sulla Z9II) mentre la notizia un pò meno... attrattiva è quella che Nikon ha semplicemente riversato il maggior contenuto video di questa CINE Camera, sui vecchi menù della serie Z foto: già astrusi e complessi da mandare a memoria, ora vieppiù appesantiti da tutto il nuovo comparto video (non è cosa da poco) e che in un progetto più accurato, avrebbe meritato una differente valorizzazione, magari anche in danno di una parte della componente fotografica, che per i potenziali utilizzatori di questi apparecchi, ha una minore necessità di essere lasciata a prima vista. Ecco... avrei pensato di trovare in testa a tutte le voci del menù della ZR quello relativo alla ripresa video invece che quello foto, insieme alla sezione "personalizzazioni" del solito menù "matitone" Difficili da comprendere anche certe interazioni datate, per cui per abilitare su video la possibilità dei custom Picture Control ci si deve accorgere di flaggare a menù la voce "come impostazioni foto" oppure la regolazione a menù tra zoom ottico e quello High Resolution, ma solo in alcuni formati video e previa abilitazione da menù funzioni (ultima voce)... Per fortuna che c'è online il manuale da poter visualizzare. Secondo punto debole: la precisione del joystick di questa mia ZR non era certo da apparecchio PRO e minimo una volta su tre , mi scappa via dalla funzione che intendo attivare... Magari però è un problema limitato all'esemplare in visione. Di certo lo spazio per un pulsante multifunzione/OK come quello della 6III, con questo sportello manca... Caratteristica della Nikon ZR è la possibilità di registrare video 6K in RAW in diversi formati tra i quali il R3D un cortese avviso, avverte fin da subito che determinati formati necessiteranno di computer adeguati, sia per velocità sia per carico: soli 52 secondi di ripresa in formato R3D mi sono costati più di 4GB di spazio sulla scheda e abbiamo testimonianza da Thom Hogan di consumi da 1TB ogni mezz'ora di girato. redcode-sample.mp4 Va da sè che accanto ai formati professionali a 12 bit sia possibile girare anche con prosaici formati da 10 ed 8 bit, ivi compreso il sempre utile MP4 che ho largamente usato durante il periodo della mia visione. Non siate impazienti e neppure troppo esigenti con me: non sono un videomaker e neppure un vlogger, motivo per cui sono in una fase ancora embrionale di conoscenza con le eccellenze rappresentate da questa Nikon ZR che anche se si inserisce da ultima in un contesto popolato da tempo da importanti competitor, ha contenuti specifici dai quali sono ancora ben lontano da poter paragonare ciononostante e proprio per il fatto che anche Nikon è come me in questo momento una newbie di questo comparto, vorrei con questo articolo parlare degli aspetti che conosco e di quelli verso i quali questo modello ancora ibrido (non del tutto spostato sull'ambito video a mio giudizio, in attesa delle future uscite marchiate Nikon/RED) porta i suoi acquirenti ad indirizzare la propria necessità operativa. In parole semplici voglio testimoniarvi quanto questo ensamble macchina da presa/zoom mi abbia saputo coinvolgere verso quello che fino ad ieri non rappresentava il mio primo intendimento di ripresa: che è poi il ruolo che penso debba svolgere questa ZR nel traghettare al video un fotografo Nikon user. ED allora permettetemi di dilungarmi oltre sulla encomiabile qualità che ho riscontrato in questo Nikkor Z 28-135mm f/4 PZ : un mamozzone da più di 1250 gr...senza ancora averlo pesato insieme al suo scenografico paraluce rettangolare HB116 che allarga il suo diametro dai 95mm della ghiera filtri ai 160mm del suo lato più largo. Dotato di una finestrella scorrevole sul lato inferiore, per agevolare la regolazione di eventuali filtri polarizzatori oppure digradanti. Power Zoom, dotato sia di ghiera, sia di pulsanti (programmabili per la velocità) di movimentazione della zoomata, più un'ampia e differenziata ghiera per la messa a fuoco manuale di precisione e quella più sottile ed arretrata, programmabile per ISO, diaframma o compensazione esposizione. una ghiera giallo oro luccicante, caratterizza per la prima volta in ambito Zmount questo zoom Nikkor nonostante le dimensioni davvero XXL per il suo range focali/luminosità, la sua maneggevolezza ed equilibratura rendono agevole il suo utilizzo sulla ZR anche priva di cage/impugnatura aggiuntiva della Smallrig la staffa di aggancio al treppiede (identica a quella del 400/4,5) è orientabile in maniera fluida e se staccata, mantiene un sottostante attacco filettato da 1/4" (nella staffa c'è anche quello da 3/8") Bene, l'impressione di questo ensamble dal peso complessivo, completo di cage, che sfiora i due chili e mezzo, è tuttavia di grande equilibrio e maneggevolezza, tenuto conto che col monitor da 4" possiamo rinunciare a zavorre aggiuntive di monitor supplementare e relativa batteria. Uno schema ottico da 18 elementi in 13 gruppi, ricco di lenti speciali forte di una messa a fuoco minima quasi da obiettivo fisso (34cm tra 28 e 50mm e 54cm a 135mm) che agevola di tanto le riprese, non solo video ed un bilanciamento da urlo, nonostante le dimensioni ragguardevoli (105x178mm diametro e lunghezza), le tre ghiere molto ben identificabili al tatto e scorrevolissime, protetto dalle intemperie da una sconfinata quantità di O-rings, dà materialmente la sensazione di un oggetto ben costruito. E come funziona? Bene, a questo proposito vi mostro le immagini scattate con esso sulla Nikon ZR, con la quale costituisce un ensamble ideale: Si denota come una lente di forte contrasto intrinseco, destinata del resto a risolvere riprese fino a 8K, progettata per vincere foschia e velo atmosferico. Questo il suo senso, che si ritrova anche in interni a luce disponibile, anche di bassa potenza... anche nella penombra risulta sempre acuto... ...figuriamoci in situazioni di luminosità ideali dove anche alle focali intermedie consente stacchi prospettici interessanti anche fotograficamente, tenuto conto della destinazione per cui è stato progettato. Mi spingo ad allegare tre video a fare da testimonial, girati in condizioni e luoghi differenti, in questi giorni, miranti solamente a far realizzare a chi legge delle considerazioni sulla qualità intriinseca dell'insieme: sono ovviamente realizzati per facilità di condivisione in MP4 e ad alla risoluzione minima (1920x1080 50p e quello in slow motion a 25p) rispetto quelle mirabolanti consentite dalla Nikon ZR, gestite poi col semplice sw Clipchamp di MS: ma a mio vedere già indicative delle potenzialità di questo sistema. Mondello 14-11-2025.mp4 maratona17112025.mp4 Palermo shooting 2025.mp4 Se avrete avuto la pazienza di scorrerli (perdonate la mia imperizia da operatore, senza nessuna ambizione di esserlo considerato) non vi potrà sfuggire come anche nelle mani di chi non sappia gestire ognuna delle opportunità offerte da questo sistema, come sia per me stata immediata la sintonia con questa CineCamera, che se qualcosa possa farsi perdonare è ancora il suo essere anfibia, un pò videocamera ed un pò fotocamera, pur con tutti i crismi per essere considerata come Nikon l'ha definita, di Cinematic NIKKOR quality. Questa mia recensione è sicuramente un work in progress, perchè non ho la competenza per essere assertivo come di mia abitudine sul materiale fotografico. Tuttavia, a parte le doti indubbie della Nikon ZR, voglio ancora sottolineare non soltanto la resa dello zoom Nikkor 28-135/4 PZ, bensì il completo successo progettuale di un obiettivo nato con un intento che a mio veder è stato assolutamente centrato. Nelle mani giuste e successivamente, sui sw adatti, questo zoom regalerà grande soddisfazione a chi sopporterà il sacrificio del suo acquisto. Un cliente a Nikon sicuramente l'ho procurato: Jorgos, che durante il Palermo Shooting che ho appena organizzato, si è innamorato di questo ensamble e giura che comprerà entrambi per la sua attività di ripresa fotonaturalistica. E gli credo !!! Max Aquila photo e video © per Nikonland 2025 (fotografato da Alessandro Pisano)
  6. anche contributi sentiti, come questo appassionato restauro
  7. No ti perdonerò mai 😅 hai fatto benissimo , in questo hai aiutato altri, alla fine cosa serve un forum , se non condividere, confesso che le regolazioni le ho fatte solo in raw. grazie Andrea
  8. L’86% della popolazione vietnamita è Viet (Kinh), discendente di civiltà sviluppatesi nell’attuale Tonchino in epoca preistorica, ascritte alla famiglia linguistica Mon- Khmer, e in seguito fortemente influenzate dalla Cina, di cui assimilarono a differenti livelli lingua, religione, cultura e costumi, per espandersi in tutto il Vietnam entro la fine del 18° secolo. I Kinh hanno basato l’economia sulla coltivazione inondata del riso, i commerci e la manifattura. Molte delle altre 53 minoranze ufficialmente riconosciute abitano aree marginali. Differente la situazione degli Hoa (cinesi), un tempo parte della classe borghese in tutto il paese e oggi ridotti all’1,1% della popolazione dopo tra Vietnam e Cina nel 1979; e dei Khmer (cambogiani), compatti lungo la frontiera con la Cambogia e nel delta del Mekong. Le altre minoranze spesso soffrono di condizioni e opportunità notevolmente peggiori di quelle dei Kinh, nonostante la politica del Vietnam sia attenta a rispettarne e proteggerne le prerogative. La struttura demografica del paese ha subito sconvolgimenti profondi nel periodo delle guerre con la Francia, gli USA e la Cina: si stimano oltre 4 milioni di morti, 3 milioni di feriti e invalidi e quasi 1,5 milioni di rifugiati all’estero. Dopo la riunificazione, 4 milioni di persone furono trasferite dalle città nelle aree abbandonate o appena colonizzate, iniziando una politica contraria all’urbanizzazione, ancora oggi seguita dal governo. Il Vietnam ha una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti, l’incremento naturale della popolazione è stato controllato dal governo. I vietnamiti sono orgogliosi della loro ricca cultura e delle loro diverse tradizioni. Lo stile di vita dei vietnamiti è caratterizzato da forti legami familiari, valori tradizionali e un profondo legame con il proprio patrimonio. Foto scattate con Nikon D850 + AF-S 14-24/2,8; AF-S 28-70/2,8; AF-S 80-200/2,8
  9. Già, perchè? beh nel mio caso penso di poter dire che la scelta non è stata casuale ma legata all'ambiente familiare e agli amici. Il mio approccio alla fotografia risaliva ai tempi del Natale 1970,quando mi regalarono una Bencini Comet coi cubetti flash e i caricatori c126,è stata una palestra e la conservo tutt'ora. Andando speso in USA per le vacanze estive con mia nonna dalle sue sorelle,vedevo i cugini americani con diverse tipologie di macchine,chi aveva Miranda,chi Ashai Pentax,chi Nikon,nella fattispecie una F .Ricordo che ero affascinato dalla Canon e i suoi obbiettivi FD per via dei numeri dei diaframmi colorati,poi però,in diverse occasioni,ebbi modo di usare una Nikon F e poi una Nikkormat EL col 50mm,mio cugino aveva pure un 135 e un 200mm che a me sembrava un cannone e per l'epoca lo era dato che gli aerei agli airshow evoluivano a quote bassissime e un200mm era più che sufficiente. Un anno poi ebbi finalmente in uso la Nikkormat EL di mio papà col 50mm e con quella inizia a scattare foto ,prevalentemente in statica o al più qualche rullaggio,usando la mitica Kodachrome,che all'epoca in USA si portava in laboratorio (presente in tutte le città USA) al mattino e si ritirava al pomeriggio,qui da noi in Europa i tempi eran dell'ordine delle due settimane...... Nel tempo poi ebbi modo di acquistare finalmente le mie proprie macchine e così iniziai con la FE,seguita dalla FA,poi la F4s, tutte motorizzate,non per fare raffiche ma per facilitare il caricamento della pellicola,alla fine da un rullino da 36 pose,tirando un po' si riusciva ad arrivare a 38.... qui il sottoscritto a NAS New Orleans con le Nikon e il classico gilet multitasca debitamente addobbato.... Per tantissimi anni il Kodachrome è stato il mio compagno fedele,devo dire che comunque ho provato anche altre pellicole ma giusto per curiosità e nessuna reggeva il confronto,quantomeno nel campo della fotografia di aerei dove la resa del Kodachrome era e rimane tutt'ora leggendaria. qui una parte dell'arsenale di ottiche che ho accumulato nel tempo,altre se ne son aggiunte ed alcune se ne son andate,ma sempre Nikkor.... Poi venne l'arrivo del digitale,dapprima con la D70,poi la D200,la D300,quindi D3s e D3x,nel futuro vedo l'entrata nel mondo delle mirrorless, comunque sempre Nikon sarà. Qui il 400mmf2,8IFED sul cavalletto Manfrotto poi affiancato da un Berlebach in legno Qui con il 400AFI con la impugnatura per l'utilizzo a mano libera,dopo aver provato diverse soluzioni questa è risultata la più efficace per riprendere gli aerei in volo.Il Bushawk,questo il nome dell'impugnatura è costruito in carbonio,però a dispetto della fama di essere robustissimo,a me si è rotto in due parti e ho sostituito la parte centrale in carbonio,con un inserto in alluminio che si è dimostrato a tutt'oggi una soluzione vincente.Il Berlebach con la gimbal lo uso nel caso dei rullaggi e la stabilità dell'insieme è a prova di vibrazioni. Certamente in entrambi i casi pago lo scotto del peso,ma in fondo il militare lo abbiamo fattto no? Ecco,questo il mio piccolo tributo a Nikon,un marchio che ho nel cuore e che non tradirò mai. Semper Fidelis.....
  10. Nel ormai lontano 1999, anche se ci suona male.. è il secolo scorso, Nikon presentò e mise in vendita la prima DSRL ufficiale, la Nikon D1 appunto.. il costo all'epoca era decisamente proibitivo.. bel oltre i 10.000.000 di lire.. potremmo fare un confronto con gli € ma sarei perdente, non sono capace di valutare la perdita d'acquisto e la svalutazione oltre ad altri parametri che sarebbero da inserire.. ma andiamo avanti, la Nikon aveva un sensore da circa 2,5 Mpx.. , si saprà anni dopo che in effetti era da 10Mpx.. ma utilizzavano la tecnica del Down sampling ( come scoperto dal famoso ricercatore Nikoniano M.M. , proprio qui su N.L. ) fuji che aveva collaborato con Nikon per altre fotocamere digitali, riuscì a comperare da Nikon le analogiche F 60 e, con una modifica sia meccanica che elettronica, inserì al suo interno un sensore da ben 3.4 Mpx ma di una tecnologia costruttiva differente, i pixel dei CCD del momento erano tutti allineati per file sia in senso orizzontale che verticale, poi l'integrazione del momento era quel che era e, sull'area adiacente il rettangolo del sensore , vi era dello spazio utilizzato per il suo controllo.. va da sé che l'area degli elementi sensibili rispetto all'area totale del sensore erano.. carenti; Fuji ebbe l'idea di mettere i sensori sfalsati e di forma ottagonale e non rettangolare come quello della D1, con il risultato di poter aumentare il numero delle celle sensibili.. Ma.. il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.. dice un vecchio adagio.. la modifica della analogica F 60, portò dei problemi di natura elettrica in primis, per far funzionare tutto il meccanismo servivano ben tre alimentazioni elettriche differenti.. in pratica tre set di batterie, mica bau bau micio micio.. ovvio Nikon non modificava la sua linea di produzione.. e Fuji doveva prendere quel che passava il convento.. poi, il corpo macchina per quanto decente era un modello di base senza particolari doti, a parte la baionetta... F Fuji modifico la carrozzeria, inserì il suo sensore e la sua elettronica, la sensibilità era ricavata saldando brutalmente dei fili sulla contattiera del riconoscimento della pellicola DX.. lo ricordate? poi il sensore era montato con due semplici viti con una basettina sull'area della finestra della pellicola.. veniva tolta la cinghia dentata che portava il movimento tra i due rocchetti pellicola e.. il gioco era fatto.. Il risultato fu una macchina messa in commercio ad un costo più basso della D1, iniziale fu di un bel 7.100.000 lire, poi scese ma di poco.. la qualità teorica era leggermente superiore.. oltretutto, Fuji montò la sua campagna pubblicitaria con una capacità del sensore ( secondo i loro conti ) di 6Mpx.. ma con tutte le problematiche di un corpo amatoriale e NON professionale.. Davanti e retro della Nikon D 1 la Fuji s1 Chiedo scusa, ma non ho tolto la plastica di protezione ma vi assicuro che il circuito è fissato con due autofilettanti ai bordi.. sul lato sinistro, il connettore della sensibilità Una vista di assieme.. la parte verticale era delle I/O e le schede di memoria, sia Compact flash che smart media Fuji.. poteva montare sino al microdrive IBM.. Fu la prima DSRL di mia proprietà, a parte la 995.. ma il problema della batterie in primis, non sapevi mai quando si scaricavano.. malgrado i controlli preliminari.. oltre al suono da sega a catena durante il funzionamento.. ma per cortesia, non datemi del folle.. la acquistai usata per meno della metà della cifra iniziale.. pochi mesi dopo il mio acquisto, Nikon uscì co la sua D100, e fu un'altra cosa.. anche il costo.. era notevolmente più basso.. e i 6 Mpx erano reali..
  11. Durante i nostri vagabondaggi a tema aeronautico in UK,la base aerea di RAF Upper Heyford era una tappa obbligata. La base sin dal 1970 era sede del 20th TFW ed utilizzava i cacciabombardieri General Dynamics F-111E. Questo velivolo era una sottoversione del velivolo nato nell'ambito del progetto TFX , voluto dall'allora Segretario alla Difesa McNamara, volto a dare un aereo comune sia all'USAF sia alla US NAVY.I due enti poi seguirono strade separate che nel caso della US NAVY portò all'adozione dell'F-14 Tomcat,mentre l'USAF proseguì sviluppando la famiglia di quello che divenne poi l'F-111 Aardvark (formichiere). Come detto,ne furono sviluppate diverse varianti e a RAF Upper Heyford era presente il 20th TFW con tre Squadron basati su F-111E e uno Squadron basato su EF-111A Raven,una versione da guerra elettronica sviluppata dalla Grummann combinando cellule di F-111A con la suite da guerra elettronica dell'EA-6B Prowler della Grummann stessa. I tre Squadron dotati di F-111E erano il 55th TFS (banda in coda blu),il 79th TFS (banda in coda gialla) e il 77th TFS(banda in coda rossa),l'altro Squadron,specializzato in guerra elettronica su EF-111A era il 42th ECS (Electronic Combat Squadron). Va precisato che nella dizione USAF,il Wing è l'equivalente italiano dello Stormo,mentre lo Squadron corrisponde al Gruppo,la Flight invece indica la squadriglia. La base operativa durante la seconda guerra mondiale,rimase in carico alla RAF sino al 1950 ,poi passò in carico allo Strategic Air Command(SAC) dell'USAF che iniziò dei lavori di adeguamento della base per le proprie esigenze.A partire dal 1951 iniziò il rischieramento trimestrale di reparti di bombardieri B-50,B-47 e occasionalmente B-52,denominati Reflex,questa serie di rischieramenti ebbe termine nel 1965 quando iniziò la serie di operazioni denominata Chrome Dome con diversi velivoli armati perennemente in volo a rotazione. Quindi nel 1966,a seguito dell'espulsione dei reparti NATO dalla Francia,arrivarono ad Upper Heyford,gli RF-101C del 66th TRW (Tactical Reconaissance Wing) precedentemente basati a Laon. I velivoli avevano solo capacità operativa diurna e nel 1969 iniziò la loro sostituzione con gli RF-4C ognitempo,ma proprio alla fine dello stesso anno,il reparto fu posto in posizione quadro e i suoi velivoli inviati negli USA. Al loro posto arrivarono ai primi del 1970, gli F-100D Super Sabre del 20th TFW provenienti da RAF Wethersfield, questi velivoli però ebbero vita breve in quanto il reparto venne riequipaggiato con i nuovissimi F-111E e nel novembre del 1971 venne dichiarato operativo su tre Squadron,il 55th,il 77th e il 79th, a cui,come detto in precedenza,nel 1983 si aggiunse il 42th ECS.L'operatività era molto elevata e il 14 Aprile 1986 partecipò come riserva all'Operazione El Dorado Canyon volta a colpire le basi terroristiche in Libia. Decollarono 20 F-111E e tre EF-111A,questi velivoli erano intesi come riserva al 48th TFW di Lakenheath che coi suoi F-111F avrebbe compiuto l'attacco.Giunti sul Golfo di Biscaglia i velivoli del 20th e due dei tre Raven rientrarono mentre i velivoli del 48th e il restante EF-111A portarono a termine la missione. Fu poi la volta nel 1991 di partecipare a Desert Shield/Desert Storm in cui il reparto compì molte missioni d'attacco. A seguito della caduta del Muro di Berlino e del ridimensionamento della presenza militare USA in Europa,il 20th fu rinviato negli USA e nel dicembre 1993,l'ultimo velivolo del 20th TFW lasciò la base per essere posto in naftalina presso l'AMARC di Davis-Monthan AFB.Un solo velivolo,l'esemplare s/n680020 venne destinato al museo aeronautico di Duxford dove è tutt'ora visibile al pubblico nel padiglione dedicato ai velivoli americani. La base,dismessa dall'USAF e dalla RAF,divenne un parco industriale mentre le piste vennero riempite dalle macchine invendute della Rover che lasciavano la fabbrica per finire parcheggiate nell'ex pista di decollo per poi essere demolite......... A seguire alcune immagini scattate negli anni tutte su Kodachrome 64.Buona visione. Questa mappa della base permette di vedere come eran disposti i reparti all'interno della stessa.Si nota l'orientamento della pista 09-27 che seguendo i venti prevalenti nell'area,prevedeva i decolli ed atterraggi nella direzione dalla testata 09 alla testata 27.Notiamo dei rettangolini a bande rosse/nere ,questi indicano i posti dove i velivoli si fermano per l'ultima verifica prima di entrare in pista. I rettangolini colorati in blu,rosso e giallo indicano dove erano gli shelter dei 3 reparti su F-111E,il quarto reparto sugli EF-111A era invece acquartierato negli shelter in bassa della testata 09. L'angolo in alto della 09 era dove ci posizionavamo noi spotter per fotografare con l'ausili di scalette appoggiate alla rete.Noi eravamo in hotel nella vicina Bicester ed eravamo clienti del ferramenta locale in quanto acquistavamo le scalette che poi prima di rientrare in Italia regalavamo agli spotter locali......... Qui un EF-111A Raven ripreso in testata 09 proprio grazie alla scaletta che permetteva di evitare le reti. Stessa posizione ma in questo caso un F-111E del 55th TFS come si vede dalla banda blu in coda qui ci spostiamo leggermente per fotografare il velivolo sulla via di rullaggio Qui in testata un velivolo del 79th TFS come si vede dalla banda gialla in coda Qui in atterraggio ripreso col 200mm.Si notra tra le due versioni del velivolo la differente colorazione.Ciò era dovuto alle differenze di impiego.L'EF-111A operava in quota e quindi la colorazione a due toni di grigio permetteva di confondere il velivolo nelle nubi; la versione F-111E era invece destinata alla penetrazione a bassissima quota (tra i 30 e i 60mt) e quindi adottava una variante della mimetica SEA (impiegata in Vietnam) con le superfici inferiori in nero opaco mentre all'origine nella versione F-111A erano in verde medio FS34102. qui invece ultimi controlli,notare l'aviere che riprende le operazioni,questo tornava utile qualora si fosse verificato un incidente,cosa tutt'altro che rara coi 111 dato che i problemi maggiori,come per il noto F-14,eran dovuti ai turbofan P&W TF30. Altro velivolo del 79th TFS con la parte mobile della deriva sostituita con una proveniente dall'AMARC o dal Vark Hospital di Forth Worth. Altro velivolo del 55th TFS pronto al decollo,le missioni solitamente si svolgevano sul mare del Nord oppure in apposite aree del nord della Scozia. Qui un velivolo durante le operazioni di controllo pre volo.In caso di incidente,tutta la sezione della cabina di pilotaggio veniva separata dal velivolo e con un apposito sistema di paracadute e cuscini gonfiabili permetteva di salvare l'equipaggio.Questo sistema non era scevro da difetti e in taluni casi l'eiezione si concluse con la perdita dell'equipaggio. Qui siamo a Spangdhalem AB in Germania con un velivolo che partecipa ad un airshow. Si notano a terra le borse con gli effetti personali dell'equipaggio. Qui siamo all'airshow di Aviano del 1985,dietro si intravedono gli hangar Badoni dove erano acquartierati gli M60 della Divisione Ariete. Sempre ad Aviano però durante il ciclo di operazioni sulla ex Jugoslavia,qui un ex UH con le insegne CC del suo nuovo reparto basato sulla Cannon AFB in New Mexico. Qui un velivolo del 77th TFS ,come si vede dalla banda rossa , in rullaggio. Se pur ufficialmente noto come Aardvark,formichiere, il 111 era popolarmente noto come Vark o come Snoopy e quest'inquadratura sottintende a quest'ultimo nomignolo.
  12. o è cambiata l'intensità della luce, specie se naturale
  13. Grazie Gabriele. L'altro giorno ho visto che LR mi chiedeva se volevo applicare il Culling, per un attimo ho pensato al Curling 😂, sto scherzando e mi sono promesso di provarlo. Singolare il criterio di scelta delle due foto, come Max commentava, ne capiremo un pò di nei prossimi mesi. A presto !
  14. Grazie Gabriele. Proverò a ...metterlo alla prova. Spesso ho shooting con uno zero in più dei tuoi. In quella coppia di foto tra le quali non ti raccapezzavi della scelta di LR io ne vedo una più satura dell' altra. Potrebbe essere stato quello il criterio, non so a favore di quale delle due
  15. La 2026, se non sei curioso di provare funzionalitá future che al 100% non ti interessano.
  16. Grazie per il racconto e le fotografie.
  17. il video delle fasi preparatorie a casa dei futuri sposi e poi della cerimonia. Il festino...se lo godono in diretta. E guardano il video editato in fretta e furia, per fare da valore aggiunto ai 500/1000 euro o poco più, richiesti per il lavoro... E' un mondo difisile!
  18. Ale, adesso potresti completare la triade f/1.2 con il 35mm ma forse ti piacerebbe più avere il Plena!
  19. è esattamente così Avere una resa "simil" RED in un corpo compatto e leggero, utilizzabile anche liscio senza accessori (una RED fuori dalla scatola è assolutamente inutilizzabile) fa la differenza per chi già lavora con quel flusso di lavoro : ovvero ha già una RED di quelle grosse. Oppure crede che nel suo lavoro avere il codec R3D possa fare la differenza (questo vorrei che qualcuno me lo spiegasse). Per tutti gli altri, si tratta di un prodotto di nicchia, specie per chi ha budget limitati. Alla fine una Z6 III è più flessibile, per esempio, per chi fa matrimoni (anzi, una Z5 II basterebbe). In particolare, poi, l'Italia è un Paese un pò provinciale su questi fronti e sono pochi quelli in grado di fare anche piccole produzioni di livello elevato. Quegli altri, si comprano gli obiettivi a valigie, quelli che sono più scontati e li usano sulle Blackmagic che hanno per lo più sensori microquattroterzi, super35mm o 16mm. Costano poco e parlano il Toscano del Da Vinci. Tanto chi si accorge della differenza ? Oggi, mi dice Max, c'è la moda che il video del festino di matrimonio, venga proiettato durante il festino stesso. Me lo immagino fare il color grading con Da Vinci Resolve in realtime mentre fai il girato ... e devi fare poi il montaggio o tagliare la zia Lina ...
  20. è uscito il Viltrox 2x per attacco Sony FE. E' compatibile con gli obiettivi qui sopra, senza limitazioni di FPS.
  21. Verissimo che ognuno ha un proprio criterio di personalizzazione e un modo personale di fotografare o di impostare la macchina. Credo però, che il problema che in molti hanno sollevato, ossia quello di "ricordarsi" come si era impostata, sia dovuto principalmente all'uso che se ne fa. Io ad esempio che faccio principalmente Avifauna e non uso quotidianamente la macchina, mi resta molto più difficile ricordarmi le impostazioni a differenza di un professionista che ha tutto il giorno e tutti i giorni in mano la macchina!
  22. di Lightroom mi annoia l'importazione, quindi se ho pochissime foto come in questo periodo, Photoshop è più immediato. Anche se la mia tendenza di fondo è, oggi, il solo ridimensionamento se devo pubblicarle sul web. Altrimenti cerco di avere foto già finite in macchina. Per tutti gli altri lavori - per Nikonland, IG, etc. - utilizzo al 100% Photoshop.
  23. Grazie Ale, è un racconto di una tenerezza infinita ed è esattamente come sei tu
  24. Questo è l'interno di un'abitazione rurale, nelle ore non lavorative magari è possibile vedere qualcuno intorno al fuoco. Considera che la popolazione vietnamita mangia fuori casa spesso, grazie a una forte cultura del cibo di strada e a costi molto accessibili, specialmente per i giovani, anche se la tendenza è in aumento tra tutte le fasce d'età. La maggior parte delle persone pranza in piccole bancarelle e ristoranti locali a prezzi bassi (circa 1-3 euro).
  25. L'unica cosa che manca su NL è la serie Kodak / Nikon in quei tempi ho preso in affitto per un giorno una Kodak DCS su corpo Nikon F5 aveva un sensore pazzo come un cavallo imbizzarrito e costava come una porsche 911
  26. Come ho visto il titolo.. mi sono detto, ma guarda.. un' altro che a distanza di tanti anni mette fuori sta roba.. mo gli dico che penso d0essere stato il primo a metterlo su NL... inizio a vedere gli scatti.. ma questi assomigliano ai miei.. mannaggia.. è stato riesumato il mio atavico pezzo... benee... ho una fuij eccezziunale in vendita.. siori e siore.. fativa avanti.. è un'affare IRRIPETIBILE... non avete idea di cosa perdete se non la comperate... beh.. basta.. sennò mi arrivano a casa i carrabbinieri.. e mi impacchettano.. e dove mio porterebbero? mah.. magari alla canon a far danni.. Buona serata a tutti.. Visto che ci sono.. ho appena comperato un illuminatore smallrigh.. in offerta in amazzonia..
  27. Tre giorni in trasferta con diversi progetti in ballo e fra questi la mia fotografia di paesaggio e dei borghi storici che mi piace visitare. Come avevo promesso a Max, ho colto l'occasione per provare a scattare alcuni jpg con i profili colore elaborati dai due guru di Nikonland. Ho messo a confronto quello che utilizzo normalmente (Standard) con il Kodachrome, una pellicola che nel mio fotografare con pellicole invertibili non ho mai utilizzato perché c'era la complessità nel processo di sviluppo e soprattutto perchè ai toni più caldi delle Kodak preferivo quelli più freddi delle Fuji. Concordavo già con Max che sono una rivoluzione perché puoi visualizzarli in fase di pre scatto e decidere "se" e "quale" utilizzare e avere dei jpg bellie pronti. La stessa cosa è fattibile con i fantasioni profili (Sogno, Mattino, Pop, Festa, Crepuscolo, Sbiadito, Solitudine, Sbiancato, Malinconia, Purezza, Denim) Nikon ma le elaborazioni della premiata ditta Ma-Ma, ai vecchietti come me, ricordano le pellicole che erano in commercio 30/40 anni fa 🤩 Le mie impressioni? Luci e ombre perché se è vero che puoi decidere se e quale profilo utilizzare è altrettanto vero che non sempre il soggetto si presta all'uno o all'altro nella sua totalità e il risultato discrezionalmente può piacere o meno. Nella mia prima coppia di scatti, la tonalità che il Kodachrome conferisce ai mattoni a me piace maggiormente ma per la parte inferiore delle due colonne preferisco il profilo standard Dove ci sono importanti parti di cielo io preferisco sempre lo standard e trovo che anche i verdi perdano brillantezza con il Kondachrome Con un cielo non proprio azzurro l'impatto è accettabilissimo e la collina si colora di un foliage autunnale Lasciamo il paesaggio per questo mix dove preferisco certamente lo standard a meno che non volessi ottenere un'immagine dall'impronta vintage Per la parte centrale della facciata della VIlla Duodo a Monselice, ho voluto provare un terzo profilo Ma-Ma ovvero la Superia. Come tutte le Fuji anche questa è caratterizzata dai toni freddi e ha minore contrasto Toni freddi e minore contrasto anche il terzo scatto di questa serie. In entrambe le serie (quella sopra e questa sotto) la Kodachrome ha un effetto vintage In questa coppia, invece, la leggera sfumatura magenta del cielo nel profilo standard è stata eliminata con il Kodachrome e anche le viti ne hanno tratto vantaggio Come nel primo commento, la mia scelta preferisce la parte superiore standard e l'inferiore Kodachrome Ultimo confronto e terzo confronto a tre profili ma al posto della Superia ho preferito la Velvia e ne vedete gli effetti sulla brillantezza dei verdi nel terzo scatto e se dovessi scegliere uno dei tre jpg la mia scelta sarebbe proprio per quest'ultimo profilo Ogni osservatore ha un proprio gusto personale e il bello delle nostre ML è proprio la possibilità di scattare svariando fra i preset messi a disposizione da Nikon e quelli personalizzabili importabili in macchina. Sarò banale ma credo il TOP sarebbe la possibilità di avere un sensore con la possibilità di zone personalizzabili con profili diversi. Al momento, però, senza smanettare in post produzione sul raw, questa opportunità è la soluzione migliore per avere dei jpg immediatamente pronti dopo lo shooting.
  28. Anche a me. Magari domenica ci faccio un giretto. Checcavolo.
  29. Da appassionato di caccia fotografica anche io sono andato in Tanzania prevalentemente per un safari fotografico. Questo tipo di esperienza lascia poco spazio al resto, perchè tutto il tempo a disposizione lo si passa nei parchi. Con un pò di impegno ed organizzazione, sono comununque riuscito a ricavare dei frangenti per fotografre la popolazione locale. Terminato il safari, per proseguire la vacanza, dalla terra ferma ci siamo spostati sull'isola di fronte, a Zanzibar, dove abbiamo avuto modo di avere più rapporti con i locali. Le tribù della Tanzania sono un notevole arazzo di diversità culturale. Con oltre 120 tribù indigene, ciascuna con le sue tradizioni, i suoi costumi e i suoi dialetti unici, la Tanzania è un fiorente mosaico di culture umane. La maggior parte delle tribù della Tanzania è di origine bantu, con circa il 95% della popolazione del paese. Le tribù rimanenti sono di lingua nilotica e discendenti di cacciatori-raccoglitori indigeni. I tanzaniani di origine araba e indiana sono una minoranza e si trovano principalmente nelle regioni costiere, così come a Dar Es Salaam e Zanzibar. La Tanzania è uno dei paesi più poveri del mondo e gran parte della popolazione, soprattutto nelle zone rurali, vive in condizioni di povertà con conseguenze come malnutrizione e anemia. Foto scattate con Nikon D800; Nikon AF-S 14-24/2,8; Nikon Af-S 28-70/2,8; Nikon AF-S -80-200/2,8 Durante il safari si ha la possibilità di incnotrare una delle tribù più note, i Masai

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