Jump to content
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Nikonland.it

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Leaderboard

Popular Content

Showing content with the highest reputation on 05/08/2025 in all areas

  1. Un rullino con la Nikon D3? Si, c’è sempre il modo di pensare al vecchio rullino da 36 pose. Nel Maggio del 2010 Kodak ha affidato al fotografo Steve McCurry l’ultimo rullino della famosa pellicola prodotto dalle sue fabbriche, per diapositive Kodachrome. Certo la cosa era simbolica ma il rullino di sole 36 pose allora, in piena era digitale con flash cards che salvavano migliaia di scatti, ha assunto un senso di arca artistica nelle mani di Steve che non ci ha pensato due volte a sfruttare l’occasione. In questo senso allora, presento oggi, il mio rullino con la mia Nikon D3. Solo che il criterio base di questa raccolta non e’ esclusivamente quello artistico. Si tratta di 36 scatti che tirano fuori il carattere di una macchina rivoluzionaria, presentata nell' Agosto dell'ormai lontano 2007. Scavando nei miei archivi ho tirato fuori le foto che secondo me rappresentano meglio le qualità e le caratteristiche tecnologiche di questo apparecchio, ovviamente filtrate dalle mie capacità espressive e tecniche. Qui sotto allora troverete degli scatti che ho fatto con la mia macchina in più di otto anni di utilizzo. La raccolta è sudivisa in vari settori della fotografia. Natura con foto di animali liberi ma anche riprese fatte allo zoo, Macro in campo ma anche allo studio, Street in bianco e nero, Ritratto a luce naturale, luce mista e luce totalmente artificiale e controllata, Sport, Giornalismo, Cronaca e per finire foto di Paesaggio. Insomma ogni tanto tirare le somme fa bene e ci sono vari modi e maniere per farlo. Io ho preferito di fare questo esercizio con la mia fedele Nikon D3 sviluppando un rullino da 36 pose che si e’ matturato in questo periodo di otto anni di uso sodisfacente. Il corredo Ho acquistato la D3 esattamente un anno dopo la sua uscita sul mercato e fa tuttora parte del mio corredo fotografico. L’ ho adoperata con i migliori obiettivi Nikkor dell’ epoca. AFs Nikkor 17-35mm f/2,8D ED AFs Nikkor 70-200 f/2,8G ED VR AFs Nikkor 28mm f/1,8G AFs Nikkor 50mm f/1,4G AFs Micro Nikkor 105mm f/2,8G ED VR AFs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR AF Micro Nikkor 70-180mm f/4,5-5,6D ED AF Nikkor 85mm f/1,4D AF Nikkor 180mm f/2,8D ED AIs Nikkor 20mm f/2,8 AIs Nikkor 35mm f/1,4 AIs Micro Nikkor 55mm f/2,8 Mi sono fidato in pieno del suo sistema di controllo CLS (Creating Lighting System) dei lampeggiatori dedicati. Quattro Nikon Speedlights SB-800 controllati tramite l’ unità SU-800 hanno sempre funzionato bene e mi hanno permesso di modellare e dosare la luce come volevo io, specialmente nei ritratti. Le foto sono al classico formato 3:2 frame (formato del sensore). Alcune sono ritagliate nel formato wide 16:9. Natura 1. Cigno reale, Cygnus olor, Gennaio2009, Nikon D3, AFs Nikkor 300mm f2,8G ED VR, Iso 800, 1/6400s, f/2.8, VR On. Ripresa in sequenza ad alta velocità con cadenza di circa 9 fotogrammi al secondo in formato FX (36 x 24). La D3, in piena sintonia con il 300mm/2,8G ha una messa a fuoco fulminea e ti permette di fare cose del genere. 2. Rana verde maggiore, Agosto 2008, Nikon D3, AFs Nikkor 300mm f2,8G ED VR+TC-20EII, Iso 800, 1/1250s, f/11, VR On. 3. Biancone, Circaetus gallicus, Nikon D3, Afs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR+TC-14EII, Iso 200, 1/8000s, f/4, VR On. Lago di Stymfalia in Grecia. Il VR del mio 300/2,8 funziona da vero bene. Mano libera con il TC-14EII montato e a bassi Iso. Risultato più che buono. La macchina mi ha permesso di seguire il rapace, senza perdere il fuoco e di avere sei-sette scatti buoni. Considerando il fatto che avevo montato il moltiplicatore, che in pratica toglie velocità alla messa a fuoco, devo ammettere che sono stato fortunato. Ma le impostazioni per l’ esposizione mi hanno restituito delle foto sottoesposte di almeno 2 diaframmi. Sono intervenuto con il Capture NX2 scegliendo lo strumento Color Control Point per schiarire la parte sotto l’ala ed il corpo del rapace senza toccare la luminosità del cielo. La correzione è stata di +2EV. Il file ha resistito e mi ha regalato tutta l’ informazione registrata dal sensore. 4. Svasso maggiore con i piccoli, Podiceps cristatus, Agosto 2008, Nikon D3, Afs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR+TC-20EII, Iso 800, 1/1600s, f/11. Lago di Revine in Veneto. Uscita col canotto cammuffato per dare il minor disturbo possibile agli uccelli. Non potendo remare forte, per non spaventare l’ avifauna, sono stato in acqua piu’ di 6 ore. E’ stata una esperienza unica navigare tra gli svassi e la D3 mi regalava scatti cosi belli e ricchi di sfumature che non avrei potuto fare con la mia ex, la Nikon D2x. 5. Martin pescatore, Alcedo atthis, Ottobre 2008, Nikon D3, Afs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR+TC-14EII, Iso 5600, 1/1000s, f/8, formato Dx. Foto scattata da un osservatorio faunistico. Avevo notato il passaggio del Martino che frequentava questo posatoio. Anche se la distanza non era tale da riempirmi il quadro sono ricorso al TC-14EII e per di più ho croppato in Dx. Il Martino non è mancato all’ appuntamento ed ho eseguito una sequenza a raffica di 15 fotogrammi. Ingrandimento al limite ma il risultato e’ accettabile. 6. Papavero, Maggio 2009, Nikon D3, Afs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR, Iso 400, 1/800s, f/8, su treppiede con VR off. Una foto ravvicinata con un bellissimo sfuocato e una altissima risoluzione e dettaglio sulla parte centrale del papavero. Non ho voluto esagerare con il contrasto ed ho impostato Standard come picture control. 7. Piuma sull’ acqua, Agosto 2008, Nikon D3, Afs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR+TC-14EII, Iso 800, 1/60s, f/16, -1,00EV, + SB-800 in iTTL regolato a -1,00EV. La foto è stata fatta quasi al livello dell’ acqua da un canotto in mezzo al lago alle 20:00 di sera, sottoesponendo apposta per annerire il più possibile l’acqua. Sono intervenuto sia per la staratura dell’ esposimetro per lo sfondo sia per la luce del flash con una regolazione di -1,0EV in ambedue i dispositivi. Ho sperimentato più scatti finche’ ho avuto il risultato voluto. Regolazione del picture control Monochrome in macchina. Allo zoo Certo che allo zoo non trovi gli animali come nella natura selvaggia, cioe’ liberi e super attivi. Pero’ hai la possibilita’ di vedere da vicino tante specie, studiare il loro attegiamento anche se in realta’ esso e’ condizionato dal fatto che sono in cattivita’. Per i fotografi e’ una buona occasione per esercitarsi faccendo ottimi ritratti ravicinati. Serve pazienza e tenacia. 8. Lemure, Nikon D3, Afs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR, Iso 200, 1/1000s, f/2,8. Un ritratto di lemure che esalta gli occhi arancioni dell’ animale. Una foto quasi in bianco e nero. Il sensore della D3 restituisce delle sfumature mai viste per l’ epoca. 9. Uccello segretario, Sagittarius serpentarius, Nikon D3, Afs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR, Iso 400, 1/3200s, f/2,8. Un momento caratteristico per questo particolare uccello con i ciuffi della testa tutti spiegati. Per eliminare il più possibile la rete della gabbia ho appoggiato la parte frontale dell’ obiettivo su di essa. Lo sfuocato non è pulito ma si presenta con una lieve trama diagonale che riproduce la matrice della rete. 10. Kookaburra, Dacelo leachii, Nikon D3, AF Micro Nikkor 70-180mm f/4,5-5,6D ED @ 180mm, Iso 640, 1/100s, f/5,6. I kookaburra sono ucceli che appartengono alla stessa famiglia a cui appartengono le varie specie di martin pescatore, per questo motivo tali uccelli vengono chiamati anche martin pescatori australiani. Questo esemplare stava vicino alla rete della gabbia e non si e’ mosso quando mi sono avvicinato. Ho appoggiato la parte frontale del mio obiettivo sulla rete. Regolando il diaframma a f/5,6 e con una zoomata a 180mm ho avuto questo primo piano con l’ uccelo staccato completamente dallo sfondo. Il sensore della D3 mi ha restituito un’ immagine di altissima qualita’, ricca di sfumature e un dettaglio con buonissima incisione che mi ha riconfermato per l’ enesima volta la qualita’ del mio Micro Nikkor 70-180mm. Dettaglio, crop al 100% 11. Scimpanzè, Pan troglodytes, Nikon D3, AFs Nikkor 300mm f/2,8G ED VR, Iso 400, 1/2500s, f/4. Macro 12. Vespa in rosso, Nikon D3, AF Micro Nikkor 105mm f/2,8G ED VR+TC-14EII @ 147mm, Iso 2500, 1/200s, f/16, -1,0EV. Nella macrofotografia di insetti e’ importante operare da una certa distanza senza infastidire il soggetto. Qui ho montato sul micro 105mm/2,8G il moltiplicatore 1,4x per avere un ingrandimento maggiore senza avvicinarmi di piu’. La focale e’ diventata 147mm e la messa a fuoco automatica si e’ rivelata un po’ piu lenta. Impostando un diaframma chiuso a f/16 ho dovuto alzare gli iso al valore di 2500 per avere un tempo di scatto relativamente sicuro. 13. Cavalletta, Nikon D3, AF Micro Nikkor 105mm f/2,8G ED VR, Iso 2500, 1/250s, f/20, -0,3EV. 14. Fiore di Parnassia palustris, Nikon D3, AF Micro Nikkor 105mm f/2,8G ED VR, Iso 500, 1/250s, f/22, +0,3EV. Il fiore era illuminato dai raggi del sole e aveva lo sfondo completamente scuro. Ho regolato la misurazione della macchina in spot e dopo uno primo scatto ho corretto l’ esposizione di +0,3EV. Il micro 105mm/2,8G mi ha restituito un’ immagine con un bellissimo contrasto. Picture control regolato in Vivid 15. Conchiglia in studio, Nikon D3, Ais Micro Nikkor 55mm f/2,8, Iso 200, 15s, f/32. La conchiglia e’ stata fotografata con la tecnica di lightpainting in un piccolo studio improvisato a casa. Ho adoperato un cartoncino nero per lo sfondo, uno stecchino nero infilato nella conchiglia per tenerla in questa posizione e una piccola pila per disegnare con la luce. Tanti tentativi e tanta pacienza per poter avere immagini interessanti. Ovviamente la macchina era sistemata sul trepiede. Street in b&w Per fare fotografia di stada bisogna essere molto discretti e muoversi tra la gente senza dare nell’ occhio. La D3 essendo un’ ammiraglia e’ una macchina esattamente al contrario di tutto cio. E’ disegnata come un carro armato, e’ pesante, massicia ed e’ grande ma in compenso ha una risposta molto veloce, circa 0,12 sec. per l’avvio e 37 milesimi di sec. per il meccanismo di ritardo allo scatto e un mirino con circa 100% di copertura del fotogramma. 16. Venezia, Nikon D3, Ais Nikkor 35mm f/1,4, Iso 800, 1/250s, f/11, -0,3EV . 17. Venezia, Nikon D3, Ais Nikkor 35mm f/1,4, Iso 800, 1/40s, f/8. 18. Atene, Nikon D3, AFs Nikkor 17-35mm f/2,8D ED @ 24mm, Iso 800, 1/200s, f/8. Quel giorno me lo riccordero’ per sempre. Grandi proteste al centro di Atene con disordini dapertutto. Avevo documentato le proteste e stavo tornando verso casa. Fino a quel momento avevo fatto solo foto a colori. Appena ho visto questa macchina bruciata con il gruppo di polizioti ho cambiato subito l’impostazione del picture control a modalita’ Monocromatico ed ho puntato l’ obiettivo facendo un solo scatto, questo. La proggettazione del corpo macchina della D3 con i bottoni al posto giusto e con un’ interfaccia molto facile da imparare mi ha permesso di agire all’istante. E’ stata l’unica foto del giorno che ho fatto in b&w. Ritratto 19. Dimitri, Nikon D3, AF Nikkor 85mm f/1,4D E, Iso 800, 1/2000s, f/1,4, -0,7EV, luce naturale, WB manuale 5260 Kelvin. Mi ricordo che per fare questa foto e avere gli occhi di Dimitri a fuoco ho fatto parecchi scatti col diaframma impostato a 1,4. Chi ha avuto questo obiettivo sa cosa intendo. La messa a fuoco diventa molto indecisa e non è rapida per poter fare un ritratto espressivo e cogliere l’attimo. Quando però ci riesci il bokeh che offre questa ottica è favoloso. Un' ottica che ho amato e odiato allo stesso tempo. 20. Elena, Nikon D3, AF Nikkor 85mm f/1,4D E, Iso 3200, 1/100s, f/4,5, -1,0EV, luce artificiale non controllata, WB auto. Facendo una serie di foto a Elena ho insistito a scattare con questa precisa angolazione perche’ gli allineamenti del suo viso erano perfetti. Il problema col 85mm/1,4 e’ stato come sempre la messa a fuoco agli occhi. Come se non bastasse questo, dovevo regolare la profondita’ di campo, cioe’ il diaframma, in modo che risultassero tutti e due a fuoco, sperando nel fratempo che la mia modella non si stancasse. 21. Lisa e Cliò, Nikon D3, AF Nikkor 85mm f/1,4D, Iso 640, 1/60s, f/4, -1,0EV, 2xSB-800 in TTL + 1xSB-800 in manuale, WB flash. Ho fotografato le due amiche con un set di illuminazione composto da tre speedlights SB-800. Due flash laterali con difusori due ombrellini bianchi in TTL a -2,3EV e uno per illuminare lo sfondo regolato in manuale a 1/64 della sua potenza. Ho controllato i tre lampeggiatori tramite l’ unita’ SU-800. 22. Michele, Nikon D3, AF Nikkor 85mm f/1,4D, Iso 640, 1/60s, f/2.5, -2,0EV per lo sfondo, SB-800 in macchina (master) in TTL regolato a -2,3EV + 1xSB-800 remoto regolato in manuale a 1/16 della sua potenza controllato tramite il master. 23. Giovanna, Nikon D3, AFs Nikkor 28mm f/1,8G, Iso 1250, 1/60s, f/8, -1,0EV (per lo sfondo), SB-800 in macchina (master) in TTL a -1,0EV + 2xSB-800 in TTL a remoto, regolati a -1,0EV e controllati tramite il master, WB auto. Luce bassa e luce mista 24. Alessio Vassili, Nikon D3, AFs DX Nikkor 12-24mm f/4G @ 24mm, Iso 800, 1/10s, f/4, luce di due candele, misurazione spot. Uno dei primi ritratti con la mia D3. La novità dell’ epoca era il sensore full frame della macchina che garantiva qualità molto buone con sensibilità iso alta (fino a 6400 iso), basta pensare che il corrispondente della D2x era appena 800 iso. Per testare il sensore della macchina ho fatto questo ritratto a mio figlio utilizzando la luce soltanto di due candele (circa 24 lumen). Il risultato è eccezionale. Da notare che la candela più alta aveva il bordo alto e bianco che ha fatto da filtro ammorbidendo e distribuendo meglio il fascio di luce. 25. Alessio Vassili, Nikon D3, AFs Nikkor 28mm f/1,8G, Iso 200, 1/4s, f/4,5, SB-800 in macchina con cupoletta di diffusione, slow sync, TTL a -2,3EV. Un bel esempio di una foto a luce mista, situazione sempre critica per un sensore. Ho regolato il lampo in TTL con una sottoespozione di -2,3EV in modo che non fosse troppo forte. La macchina ha fatto un ottimo lavoro se pensate che il WB era semplicemente in automatico. 26. Cagnolino, Nikon D3, AFs Nikkor 28mm f/1,8G, Iso 400, 1/160s, f/16, -0,7EV (per lo sfondo), 1xSB-800 in macchina con cavo SC-17 in TTL a -0,7EV, WB in manuale a 5260 Kelvin. Un ritratto ambientato di un cagnolino simpatico. L’ angolo del 28mm e il diaframma stretto f/16 mi hanno fatto risaltare l’ambiente circostante, quasi una foto di paesaggio. Lampo con l’ SB-800 regolato in TTL tramite il cavo di prolunga SC-17 tenuto con la mano sinistra e regolato in maniera da non essere percepito. Infatti se non ci fosse il riflesso nell’ occhio del cane non sarebbe avvertibile l’ uso del lampeggiatore. Sport 27. Torneo di Sciabola maschile a squadre Coppa Acropolis, Atene Aprile 2014, finale Italia-Germania, Nikon D3, AFs Micro Nikkor 105mm f/2,8G, Iso 3200, 1/1250s, f/4, -1,0EV, WB in auto. Aldo Montano, vincitore della medaglia d'oro individuale ai Giochi olimpici di Atene nel 2004, fa una partita eccezionale quel giorno e recupera tantissimi punti. Una gara indimenticabile che finisce con la vittoria dei tedeschi con 45-44. Ho adoperato il 105mm/2,8G che con il suo veloce AF mi ha permesso di seguire gli atleti nelle loro esibizioni e acrobazie fulminee e la D3 lo guidava con elevata precisione e velocità. Giornalismo e Cronaca Lo zoom 17-35mm f/2,8 è un ottimo compagno per la D3 anche se il più moderno 14-24mm f/2,8 faceva scintille all’ epoca. Comunque il 17-35mm aveva un AF molto preciso e veloce senza indecisioni e mi ha restituito sempre foto di buona qualità. Il suo uso in situazioni che neccessitavano di essere dentro l’azione è stato per me molto determinante. 28. Manifestazioni di protesta, Atene Dicembre 2008, Nikon D3, AFs Nikkor 17-35mm f/2,8D ED @ 35mm, Iso 800, 1/2500s, f/8. 29. Manifestazioni di protesta, Atene Dicembre 2008, Nikon D3, AF Micro Nikkor 70-180mm f/4,5-5.6D ED @ 82mm, Iso 800, 1/3200s, f/8. All’ epoca tanti si lamentavano perchè la Nikon non produceva un obiettivo zoom 70-200 f/4 per avere un ottica meno pesante e meglio gestibile del massiccio e pesante 70-200/2,8. Io mi tenevo stretto il Micro 70-180/4,5-5,6D che faceva egregiamente il suo lavoro anche se era già vecchiotto per allora (figuriamoci oggi). Certo che la sua messa a fuoco era lenta ma la D3 era una signora ammiraglia e ha fatto del suo meglio come nel caso qui sopra. 30. Manifestazioni di protesta, Atene Dicembre 2008, Nikon D3, AF Micro Nikkor 70-180mm f/4,5-5.6D ED @ 180mm, Iso 800, 1/1250s, f/8. 31. Consegna della fiamma Olimpica al Brasile, Atene Aprile 2016, Nikon D3, AFs Micro Nikkor 70-180mm f/4,5-5.6D ED @ 70mm, Iso 400, 1/1250s, f/8. Gli euzoni, le guardie presidenziali greche, entrano nello stadio olimpico di Atene per far parte alle cerimonie della consegna della fiamma olimpica alla rappresentazione brasiliana. Questo stadio e’ tutto in marmo ed e’ stato costruito per ospitare le prime Olimpiadi moderne nel 1896. 32. Consegna della fiamma Olimpica al Brasile, Atene Aprile 2016, Nikon D3, AFs Nikkor 300mm f/2.8G ED VR, Iso 400, 1/800s, f/8, -1,0EV, VR on. Uso del 300mm a mano libera. Il VR ha fatto un ottimo lavoro, notare la fiamma della fiaccola com'è ben descritta. Ho impostato 400 iso in modo da avere in corrispondenza un tempo di otturazione veloce. WB in auto. Paesaggio 33. Biotopo di Strofilia’ nel Peloponneso, Nikon D3, AFs Nikkor 17-35mm f/2.8D ED @ 30mm, Iso 200, 1/800s, f/7, -0,3EV. 34. Lago di Stymfalia nel Peloponneso, Nikon D3, AFs Nikkor 17-35mm f/2.8D ED @ 35mm, Iso 2000, 1/200s, f/16, -0,7EV. 35. Lago di Stymfalia nel Peloponneso, Nikon D3, AFs Nikkor 17-35mm f/2.8D ED @ 28mm, Iso 1000, 1/320s, f/22. Foto dall’ interno del lago di Stymfalia fatta dal mio canotto canadese. La luce quel pommeriggio mi ha premiato con questa scena quasi surreale. La disposizione momentanea delle nuvole ha creato questa ombra pesante alle montagne circostanti. Nel canotto oltre il 300mm, che era montato sulla macchina, avevo anche il 17-35mm. Ho cambiato ottica e ho fatto una decina di scatti. 36. Venezia, Nikon D3, AIs Nikkor 35mm f/1.4, Iso 200, 1/2000s, f/4, -1,0EV. Paesaggio urbano a Venezia. Il leggero riflesso sul vetro a destra dell’ immagine da un senso di una seconda dimensione. La visione del 35mm nella foto di paesaggio mi piace moltissimo
  2. #14 Istanbul, cisterna basilica. Settimana scorsa. Z8+24-120. Condizioni di luce proibitive (siamo sotto terra praticamente al buio). (Seguirà resoconto fotografico della mia gita).
  3. #10 Foto scattata con Z7 e 24-70/4 a 50mm nella strada che collega Vallombrosa alla Secchieta sull'Appennino Toscano in provincia di Firenze, in un freddo mattino d'inverno. L'immagine non è recente ma non è mai stata pubblicata né su Nikonland né altrove.
  4. Lo sapevamo già ma adesso abbiamo anche la conferma. Nikon Z5 II condivide lo stesso sensore di Z6 e Zf (e D780) come confermato dalla curva di rumore VS ISO misurata da PhotonsToPhotos che è coincidente al netto di variabilità tra singoli esemplari. Sensore che è di una generazione successiva a quello presente su Z5 (e D750) [valori più bassi a parità di sensibilità ISO -> minore rumore] Si conferma il Dual Base ISO 100 e 800 e l'amplificazione analogica senza soppressione del rumore fino a 12800 ISO (massimo valore pratico da impiegare, secondo noi).
  5. #19 Ne avevo diverse e la scelta è stata piuttosto difficile, naturalmente scattata con Zf. Magari un po' ermetica ma non guasta
  6. #17 Istanbul Settembre 2022 - Cisterna Basilica - Nikon D850 + Sigma Art 24/1,4 @F:3,2, T:1/100, ISO 12800
  7. Ero stato velocemente a Istanbul nel 2014 per lavoro, con pochissimo tempo per guardarmi intorno, ma ero rimasto incantato da questa immensa città, che sorge in una posizione geografica incredibile, tra Europa e Asia, dove per secoli popoli e culture diversi si sono incrociati. Basti pensare che per 11 secoli è stata capitale dell'impero romano e per 5 di quello ottomano. Questa volta ci sono tornato con la famiglia per 4 giorni. Ho trovato una città diversa, travolta da un turismo di massa soffocante (50 milioni di turisti in Turchia nel 2023 di cui 17 a Istanbul) e dove le riforme sociali di Ataturk di 100 anni fa, incredibilmente moderne per l'epoca (si pensi alla parità dei sessi e al suffragio universale nel 1934, prima di tanti altri paesi, Italia compresa), vengono progressivamente smantellate in nome di uno stato più islamizzato, militarizzato e reazionario. Si pensi solo che il 1 maggio, mentre ero lì, 400 manifestanti sono stati arrestati. Detto questo, torno alla mia breve vacanza. Non c'è stato molto tempo per uscire dai percorsi turistici più noti e frequentati e la famiglia al seguito non mi ha permesso di fare tutte le foto che avrei voluto . Ve ne metto comunque tante, se avete la pazienza di guardarle. Le ho divise a gruppi, sperando di facilitarne la visione. La Z8 con il 24-120 si sono confermati un accoppiata insuperabile. Gran Bazar, mercato egizio e dintorni Il Gran Bazar è un enorme mercato coperto che sorse nel 1456 per volere di Maometto II. E' sterminato, conta più di 4000 negozi ed è affollatissimo. Non conviene fare acquisti, a meno di non essere dei maghi delle contrattazioni, ma è divertente farci un giro. Questo è invece il Bazar delle spezie, chiamato anche mercato egiziano, perché fu creato con le tasse pagate dall'Egitto un tempo sottomesso all'impero ottomano: Fuori i vicoli brulicano di gente: E di turisti in pose imbarazzanti: Salvo la domenica, quando il Gran Bazar e molti negozi sono chiusi e si respira un po' di tranquillità: Gatti Una pausa felina. Istanbul è conosciuta anche come la "città dei gatti": sono presenti ovunque e moltissimi negozi tengono delle ciotole con del cibo per loro davanti all'ingresso. Metto anche una foto presa con il telefono in una profumeria, che rende bene l'idea del "sono ovunque": Santa Sofia Sorta nel VI secolo per volere di Giustiniano, è probabilmente iil principale monumento di questa città. Basilica, poi convertita in moschea da Maometto II, in seguito museo con Ataturk e ora di nuovo moschea con Erdogan. Si trova in un contesto urbano incredibile. Di fronte ha la magnifica Moschea Blu e tra loro idealmente si stende l'ippodromo, o meglio quel che ne resta, realizzato sotto Settimio Severo e poi ampliato da Costantino. La gente che vedete è in coda per visitare la Mosche Blu. Davanti a loro hanno almeno 150m di coda ancora da percorrere. In ogni caso niente rispetto alla coda per entrare a S.Sofia. Questa è invece la Mosche Blu vista da S.Sofia. Purtroppo non siamo riusciti a visitarla, ma non avevo voglia di spararmi un'altra coda, per giunta sotto il sole. Gli interni di S.Sofia sono spettacolari: I turisti non possono più accedere al pianterreno, da qualche anno riservato solo ai fedeli musulmani. I visitatori però possono accedere alle gallerie da cui si gode di una magnifica visuale. Questo è il volto di Gesù in quello che rimane di un magnifico mosaico del XII secolo: I grandi dischi decorativi del XiX secolo che riportano i nomi di Allah, Maometto e dei primi 4 califfi: Si noti come i mosaici dell'abside, una Vergine con Bambino, siano stati coperti con dei veli. Nel 2014 avevo potuto visitare S.Sofia in totale libertà, non essendo ancora stata riconvertita in moschea, accedendo al pianterreno e ammirando anche i mosaici dell'abside, che oggi si possono vedere di sbieco e solo per pochi secondi da uno scorcio nelle gallerie. Toptaki L'immenso palazzo di Toptaki è stato la residenza dei sultani dal XV al XIX secolo. E' un luogo belliissimo e di grande fascino. Purtroppo ho poche foto degli esterni perché c'era tantissima gente. Il salone imperiale dell'Harem: La vista sulla città, con l'inconfondibile Torre di Galata, realizzata dai Genovesi nel XiV secolo: Qualche dettaglio del chiosco di Baghdad: La Moschea di Solimano il Magnifico. Realizzata nel XVI secolo da Sinan (il Michelangelo di queste parti), è un luogo magnifico, molto suggestivo e che emana un'atmosfera di grande pace. Su due lati della moschea i i fedeli si possono lavare i piedi prima di entrare. Tre ingressi differenti permettono di accedere al cortile porticato dal quale si accede al luogo di preghiera. Una turista giapponese sembra molto contenta di essere qui: Le colonne del porticato vengono dall'ippodromo di Costantino. L'interno stupisce per l'eleganza e la semplicità delle forme e dei decori. Dei bambini si divertono a correre nello spazio della preghiera: Accanto alla moschea, un cimitero molto suggestivo: E una terrazza da cui si gode un'ampia vista sulla città e sul Bosforo: Cisterna basilica Un'antichissima cisterna sotterranea realizzato sotto il regno di Giustiniano e un tempo collegata all'acquedotto, riscoperta solo in tempi recenti e restaurata con suggestivi giochi di luce. Conta più di 300 colonne di varia provenienza! Magnifiche le due teste di Medusa che sorreggono due colonne probailmente troppo corte per essere utilizzate: Dal ponte di Galata Incredibile questo ponte a due livelli, quello superiore dove passano le auto e i si affollano i pescatori e quello inferiore dove si susseguono diversi ristoranti che servono degli ottimi kebab di pesce (un gustoso panino con del freschissimo pesce alla griglia): La vista al tramonto è molto suggestiva. Siamo arrivati alla conclusione. Spero di aver invogliato chi non ci sia mai stato a visitare questa splendida città, che per bellezza, storia e fascino può essere paragonata alla nostra capitale.
  8. Avanti coi carri...! #18 due ore fa, alla partenza della 109^ Targa Florio Opel Kadett GT/E con Nikon Z9 e Viltrox 16/1,8 con Godox Ad100
  9. "la vera immagine nasce prima di tutto nella mente e nell’occhio di chi guarda" ( cit.) ...se poi la puo' vedere dopo mezzo secondo a monitor magari ci si accorge subito ( anziche' giorni dopo ) se vada rifatta o ripresa in altro modo. Chi, anagraficamente o per "impegno" personale sia avvezzo alla pellicola/ingranditore puo' scegliere se continuare alla vecchia maniera ( ma perche' ? ) o sfruttare le comodita' che ci vengono proposte, senno' si torna ai soliti discorsi : "voi che non avete fatto la guerra", "voi che non avete passato il covid", "voi che schacciate un tasto e vedete tutto"...diciamo pero' che "una volta" le basi le dovevi studiare perche' senno' i rullini finivano presto e male.
  10. 2 points
    Nuovo avatar generato con Le Chat - Mistral AI dando alcune indicazioni sul mio aspetto reale. Lui è più bello del proprietario
  11. Vedi Alessandro, chi non abbia problemi di percezione visiva e per giunta provenga da reflex, che nel mirino elettronico si possano variare i parametri di bianco e temperatura colore non se ne fa proprio nulla Chi di noi abbia poi iniziato a fotografare con le pellicole su reflex o, peggio, telemetro, siamo stati abituati a immaginare la scena in termini di cromia e di risposta alla luce in termini di supporto (ogni pellicola rispondeva in modo differente) e quindi tendiamo a non toccare proprio nulla dei default ed a concentrarci sul risultato finale, che oggi è ampiamente visualizzabile (e non dopo il necessario trattamento, a giochi fatti). Se anche voi, giovani, privi di questa esperienza imparaste a valutare la luce prima dello scatto, migliorereste molto in termini di resa finale. È tutto li: ancora adesso !
  12. E se qualcuno avesse ancora dubbi sul funesto mese di maggio per i piloti, oggi 8 maggio, nel 1982 perdevamo Gilles avevo 18 anni, lui 32. Oggi ne ho 61, lui sempre 32...
  13. #9 Non so se fosse necessaria la numerazione e neppure se effettivamente la mia è la nona visto che ho contato un solo scatto per Raffaele1996. Non è stato uno scatto fatto per il contest ma non sono a casa e non ho le macchine con me. Di solito viaggio con la Z30 ma al momento è in Giappone insieme a mia figlia per il suo viaggio di nozze. Non sono stato il fotografo dell'evento ovviamente ma lo scatto della coda del suo vestito (e della relativa ombra) è mio, realizzato con la Z8 e il 35 f/1.4. Il titolo è Emozioni e la data è il 26 aprile scorso
  14. Secondo Grok, Nikonland.it è il sito italiano che ha online più prove e test di obiettivi Viltrox. Viltrox AF 50mm f/2 Air : forse il 50mm Nikon non ha più mercato ... Viltrox E-Z : adattatore per obiettivi Sony su Nikon Z. Non avete più alibi ! Viltrox AF 40mm f/2,5 Air : al posto di... Viltrox AF 35mm f/1,7 Z: normale in DX Viltrox AF 56mm f/1,7 Z: ritratto, paesaggio, close-up in DX Viltrox AF 27mm f/1.2 PRO per Nikon Z Viltrox AF 16mm f/1,8 Z : una prima per Nikon Viltrox AF 75mm f/1.2 PRO per Nikon Z (su Nikon Z8) Firmware upgrade del Viltrox 16mm f/1,8 Z Viltrox AF 16mm f/1.8 per Nikon Z : anteprima di Nikonland Viltrox AF 20mm f/2,8 oppure Nikkor Z 20mm f/1,8.... quando, quando, quando Viltrox AF 20mm f/2,8 Z : cinese, FF, autofocus, Z mount Viltrox AF 23mm f/1.4 : anteprima e test Viltrox AF 13mm f/1,4 Z: carpe diem... Viltrox AF 56mm f/1.4 per Nikon Z : vecchia scuola ! (articolo NSFW) Viltrox AF 13mm f/1.4 per Nikon Z : anteprima Viltrox AF 33/1,4 su Nikon Z fc : unboxing e test Viltrox 20mm f/1.8 Asph per Nikon Z Il primo provato nel 2020, era il primissimo Viltrox in assoluto, ancora manual focus, quando qui da noi non si sapeva nemmeno chi fosse Viltrox. Oggi Viltrox ha un catalogo di obiettivi (ed altro) enorme e si espande con grandi ambizioni, avendo in commercio o in preparazione, anche obiettivi meccanici pensati per il cinema del costo di decine di migliaia di dollari. Ma in questo articolo non proponiamo l'ennesimo test, per il momento abbiamo finito, no, vorremmo mettere in relazione Nikonland con Viltrox. Chiarendo subito che non c'è alcuna relazione tra Nikonland e Viltrox. Loro non ci conoscono, noi non conosciamo loro. Conosciamo solo i loro prodotti perché ce li siamo comprati. Oltre agli obiettivi provati, anche batterie v-mount e l'adattatore E-Z per montare obiettivi Sony su corpi Nikon Z. Li abbiamo comprati all'inizio per curiosità, poi con il progredire della loro tecnologia, per utilizzarli. Oggi saremmo in grado di fare servizi fotografici da rivista patinata usando una coppia di Viltrox al posto dei Nikkor Z, senza che nessuno possa trovarci differenza. Tale è il valore dei Viltrox AF 27/1.2 e 75/1.2 serie PRO. questa immagine di Rudolf è stata ripresa in gennaio con la Nikon Z50 II e il Viltrox AF 75/1.2 PRO in luce naturale e con l'obiettivo tutto aperto. Non c'era sole, anzi, era scuro. Intanto Viltrox ha presentato anche i primi obiettivi della serie superiore, i LAB, con i primi due esemplari piuttosto ambiziosi, di focale 135mm e 35/1.2. Viltrox produce obiettivi indifferentemente per Sony, per Nikon, per Fujifilm. Sono identici tra loro, cambiano l'attacco, i contatti, il firmware. Le prestazioni sono identiche. Ovviamente i modelli full-frame sono disponibili solo per Sony e per Nikon. Ma tornando alla relazione tra noi e loro, che non c'è, c'è da spiegare il motivo della nostra attenzione per il marchio. Negli ultimi tempi delle reflex, abbiamo riservato la stessa attenzione a Sigma che all'epoca proponeva invariantemente i migliori obiettivi per attacco Nikon F. I Sigma Art e alcuni Sport hanno rappresentato quasi l'unico sfogo per macchine di qualità elevata come la Nikon D850. Nikon all'epoca era distratta o forse già lavorava al progetto Z. Tant'è che solo pochissimi degli ultimi obiettivi Nikon F si possono considerare di riferimento (105/1.4, 28/1.4E, 70-200/2.8 FL sono i primi che ci vengono in mente e pochi altri). Ma Sigma, società giapponese, lavorava con l'accordo di Nikon (poi vicende legali hanno incrinato i loro rapporti) e noi avevamo grande fiducia in Sigma. Oggi Sigma praticamente non produce più nulla per Nikon. Viltrox la sta in qualche modo sostituendo ? Si, almeno per una certa proposta di fascia media e bassa, a prezzi molto competitivi - impensabili sia per Nikon che per Sigma (!) - e prestazioni di livello coerente. Per questo il nostro interesse che nasce particolarmente dalla sostanziale assenza di proposte estese ed adeguate in formato DX da Nikon per le sue macchine a formato ridotto. Con eccezioni per quanto riguarda il buon 20/2.8 ma soprattutto il 16mm f/1.8, soluzioni full-frame che non hanno eguali. La prima piccolissima ed economicissima rispetto alla - qualitativamente molto superiore - proposta Nikon. Mentre la seconda non è semplicemente replicabile in attacco Z. E' una prima assoluta. Non abbiamo ancora provato i LAB. E molto probabilmente non li proveremo. Perché ? Perché ... le ragioni stanno tutte intorno agli obiettivi, non dentro. Chi è Viltrox ? E' un marchio di una società cinese di Shenzen. Non importa il suo nome, non vi direbbe nulla. Non è Foxconn. Non è nemmeno una società di quelle dimensioni. Si tratta di una azienda di medio-piccole dimensioni che è nata per lavorazioni ottiche e meccaniche conto terzi. Probabilmente ha fatto shopping in Giappone acquisendo macchinari di lavorazione del vetro ottico (mole, stampi, sistemi di fusione) e forse anche di personale liberato dai grandi produttori (Nikon inclusa). Si sa che ha tre linee di produzione. Produce obiettivi autofocus, obiettivi meccanici, monitor per fotocamere, batterie, accessori, adattatori. Li progetta in proprio (?), li produce e li commercializza con il marchio Viltrox. Non opera con nessuna licenza ufficiale. Anzi, ricava ogni sua cognizione dallo studio sistematico del comportamento dei dispositivi dei vari marchi (fotocamere e obiettivi di Nikon, Sony, Fujifilm) in laboratorio a "cuore aperto" (il cosiddetto reverse engineering : un processo a "forza bruta" in cui si misurano i risultati di alcune azioni per ricavarne il linguaggio con cui dialogano i dispositivi o i programmi progettati da altri con cui non si è in relazione). Non ha una sua rete commerciale né di assistenza. Vende direttamente online o si appoggia ad altri venditori cinesi. Ci sono importatori territoriali che - per quanto ne sappiamo - si occupano solo di commercializzare i prodotti all'interno di un dato mercato. il recente Viltrox AF 35mm f/1.2 LAB, per ora disponibile solo per Sony ma che tra qualche mese sarà portato anche su Nikon Z. Costa 1099 euro, circa un terzo del corrispondente Nikkor Z 35mm f/1.2 in commercio dallo scorso marzo. Questo procedimento, senza licenza, senza connessione con Nikon (o Sony), ovviamente espone i prodotti a funzionamenti parziali in caso di modifiche da parte dei produttori delle fotocamere sul piano software ma anche, in futuro, in hardware. Possono portare a malfunzionamenti o anche a blocchi. Abbiamo riscontrato noi stessi questi fenomeni, finora per fortuna superati da aggiornamenti firmware da parte di Viltrox. Che sono ad onor del vero molto frequenti e tempestivi. Cosa che non possiamo dire di ogni altro produttore. Ricordiamo all'inizio dell'avventura Nikon Z l'inerzia di Tamron - che pure è giapponese e legata a Nikon - nel garantire il funzionamento di alcuni obiettivi per Nikon F su Nikon Z. No, Viltrox è molto sollecita. Forse troppo, vista la quantità di aggiornamenti continui messi a disposizione quasi settimanalmente. Il problema sta qui. Parliamo di un produttore oscuro, di cui Viltrox è solo la facciata, che opera in un Paese che è competitivo per questioni legate alla sua dinamica salariale e sociale interna, che sostanzialmente se ne infischia della proprietà intellettuale altrui e che si comporta commercialmente in modo aggressivo facendo dumping nei mercati esteri con prezzi aggressivi, marketing sfacciato, presenza sui social estremamente pervasiva. Il caso del lancio dei due ultimi LAB (ma non solo) è eclatante. Ancora doveva essere annunciato il 35/1.2 che letteralmente decine se non centinaia di "influencer" o sedicenti tali ne relazionavano con enfasi degna di vittorie della Coppa del Mondo di Calcio su Youtube. Obiettivi invariabilmente regalati, inviati a domicilio a spese del produttore. Marketing. Che corrisponde a realtà, certo, ma a fronte di un ritocco di prezzo importante. Perché se la gamma degli Air è perfettamente intonata al prodotto cinese (sotto ai 200 euro) e la gamma PRO sta praticamente appena sotto ai 500 euro (contando gli sconti a cui noi li abbiamo acquistati), i LAB a 1000 o 1100 euro, entrano nella fascia di prezzo tipica di Sigma. Che è giapponese, che opera in trasparenza, in un Paese occidentalizzato in tema di diritti dei lavoratori e del costo di manodopera e semilavorati. Che rispetta i brevetti altrui, che paga le tasse, esporta alla luce del sole ed ha una rete di assistenza nazionale e una garanzia che ha valore pratico. Il Nikkor Z 135mm f/1.8 Plena. Uno dei migliori Nikkor di sempre. Un obiettivo cinematografico prestato alla fotografia. Compreremmo per i nostri usi un Viltrox 35mm f/1.2 LAB ? No, perché non è una focale che utilizziamo frequentemente, perché abbiamo già il Nikkor Z 35/1.4 che è più che sufficiente, persino troppo, è Nikon ed costato meno della metà, un 35/2 Air ci basterebbe. Perché se fossimo fanatici della focale 35mm, penseremmo prima a provare il Nikkor Z che sembra eccezionale (e che probabilmente proveremo la prossima settimana). E se costasse 469 euro come è costato il Viltrox 75/1.2 ? Forse si ma per puro sfizio, non per necessità. Al posto del Nikkor Z 135mm f/1.8 S Plena penseremmo al Viltrox 135/1.8 LAB ? Mai su questa terra. Nulla è paragonabile al Plena. Sebbene gli influencer più spregiudicati dicano che il Viltrox da il 90% del Plena a meno della metà del prezzo. Perché è per quel 10% (e per tutti i vantaggi che un Nikon da su un Viltrox quando i prezzi cominciano ad essere paragonabili) che il Plena vale la pena. Ecco, stanno in fondo qui le cose. Raccomandiamo a tutti i fotografi che non abbiano esigenze di fascia altissima di comperare ogni Viltrox Air, perché a quel prezzo non c'è nulla di altrettanto valido (se esiste). E perché a quel prezzo, se si rompe o si inceppa, non importa. Un hobbista troverà una soluzione per il suo problema, senza inconvenienti. Al limite buttando via l'obiettivo. Raccomandiamo i Viltrox PRO ? Ad alcuni, a quelli che cercano prestazioni TOP in un corpo DX come la Nikon Z50 II. Il Viltrox 75/1.2 è un eccellente obiettivo sulla Z50 II. E il tutto costa la metà di un Nikkor Z 85/1.2 S che, per il solo fatto di avere la Z50 II per quel fotografo non sarebbe appropriato. Ma lo é anche il 16/1.8 specie perché non ha alternative sul mercato. Ma un Viltrox LAB ? Dovrebbero pensarci i fotografi di fascia alta e i professionisti. Ma i fotografi di fascia alta - se non sono collezionisti - pensino a comprarsi il Nikkor Z che gli serve, non è certo una questione di risparmio a frenarli. E i professionisti, si lascino soddisfare da Nikon. Anche se costa di più. Per un professionista conta fare la foto e venderla, perché non c'è mai una seconda occasione di fare una foto per cui si viene pagati che non si è potuta fare perché l'obiettivo si è bloccato o rotto sul più bello o perché non va più perché il firmware non è aggiornato. E non sai chi chiamare per fartelo mettere a posto. Continueremo ad occuparci di Viltrox in futuro ? Ma certo, finché farà proposte sensate ed allineate alla sua statura ma soprattutto volte a soddisfare concreti bisogni dei fotografi. Al prezzo giusto, perché la presenza di 7 lenti pregiate nel Viltrox 50/2 Air fa capire che il prezzo di questi obiettivi non è la somma dei costi delle parti che li compongono. Ma una cifra che ha più a che fare con il mercato di sbocco. Quello dei gonzi occidentali. Dovessero venderli sul mercato interno, no, i LAB non li avrebbero nemmeno pensati. Marketing, non fotografia.
  15. 1 point
    Ricordiamo la grande impressione che ci fece l'ultima ammiraglia Nikon, la potentissima Nikon D6 nel 2020. Una macchina costruita a regola d'arte, in grado di assecondare al massimo ogni fotografo. A differenza della "povera" - ci perdonino i suoi pochi sostenitori - della Nikon F6, ultima reflex a pellicola e per nulla degna erede della mitica Nikon F, la D6 è stata la migliore delle ammiraglie reflex digitali Nikon. E probabilmente la più affidabile e potente di tutte quante. Ne parliamo al passato perché Nikon Japan in questi giorni ha ufficialmente messo la D6 tra le fotocamere uscite di produzione, insieme alle sue ave. la pagina del sito Nikon Japan con l'elenco delle reflex digitali ufficialmente "discontinued" (consultabile -> QUI <-) Abbiamo chiesto conferma qui in Europa e ci è stato detto che la macchina non è più disponibile immediatamente, si può ordinare e si può avere "fino a fine scorte di magazzino". La stessa cosa - di fatto - vale anche per le altre reflex digitali residue, ovvero Nikon D850, Nikon D7500 e Nikon D780 che sono ancora disponibili, generalmente in pronta consegna fino ad esaurimento scorte, ma non più in produzione da tempo e a fine ciclo di vita. Stesso discorso per gli obiettivi reflex, per lo più scontati, molti non più disponibili, non più in produzione, fine ciclo. Niente di male, chi se ne serve ancora con profitto non avrà alcuna conseguenza da questo "non annuncio" (perché non c'è stato alcun annuncio ufficiale, solo un movimento silenzioso da una pagina ad un'altra dei siti internazionali). Le sue preziose reflex e i loro altrettanto preziosi obiettivi continueranno a funzionare e saranno riparabili (fino a fine scorta dei relativi pezzi di ricambio; salvo che qualche riparatore possa trovare parti di rispetto da apparecchi guasti). E lui a fare foto meravigliose se ne sarà in grado. Ma volevamo segnare nel calendario la fine di un'era - gloriosa - iniziata con la presentazione della capostipite della saga delle ammiraglie reflex digitali, la Nikon D1, il 15 giugno del 1999. proseguita con la un pò meno solida Nikon D2 fino alla straordinaria D5 e alla sua ultima erede, appunto, la D6. Oggi la stirpe prosegue ma oramai felicemente senza specchio e anche senza otturatore, la Nikon Z9 ha raccolto con slancio il testimone dalle reflex. Ma di queste storie ci occupiamo ogni giorno sulle pagine di Nikonland.
  16. Bene, se siete appena arrivati su questo sito, forse lo troverete complesso. E in effetti è ... vasto. Nel tempo cerchiamo di semplificarlo seguendo i suggerimenti degli iscritti ma non ce ne vogliate, le cose di cui ci occupiamo sono tante e per tenerle in ordine ci vogliono spazi adeguati. Questo aumenta la necessità di muoversi tra le pagine per prenderne visione. In più, anche a distanza di 19 anni dalla prima fondazione del sito, ci ostiniamo a voler concedere agli iscritti la possibilità di esprimersi con spazi propri. Cosa che aumenta ulteriormente la complessità. Ma almeno a parole si può semplificare. Se riuscite a leggere queste poche righe di istruzioni magari riusciamo a darvi un'idea complessiva. *** Che dite, lo facciamo sotto forma di domanda e risposta ? Il fiore all'occhiello di Nikonland sono gli articoli. - dove si trovano gli articoli ? Sono già in prima pagina, alcuni in evidenza, gli altri elencati per data di pubblicazione. Purtroppo scriviamo tanto (sono un paio di migliaia e più gli articoli pubblicati sinora) e quindi è facile che un articolo interessante scorra rapidamente verso il basso. Per non confondersi è possibile vedere l'elenco degli articoli per sezione tematica. non è complicato, da menù principale si individua la voce Indice Articoli e ci si clicca sopra. entrerete nella pagina degli articoli e sulla sinistra troverete l'albero di navigazione delle categorie. In base a cosa vi interessa trovare, vi basta scegliere la categoria che vi ispira di più e da qui verrete indirizzati verso il settore che avete scelto. E' un pò come cercare un libro in libreria o in biblioteca. Probabilmente è tutto quello che cercate su Nikonland e potete anche fermarvi qui. Ma nella realtà c'è dell'altro, se solo vi può interessare. Per esempio, sempre da quel menù in alto potete andare nelle recensioni Nikon Z le recensioni sono delle categorie speciali di articoli che sono dedicate specificatamente al materiale fotografico Nikon Z. Rappresentano un compendio di informazioni e di opinioni su obiettivi e corpi macchina. Anche qui ci sono le categorie per navigare tematicamente, oppure trovate tutto in sequenza, in ordine alfabetico. Per leggere tutta questa roba non è necessario essere iscritti. L'iscrizione serve per scrivere. Volete scrivere qualche cosa su Nikonland ? E allora vi dovete iscrivere. L'iscrizione - mi posso iscrivere su Nikonland.it ? E che vantaggi ci sono ad essere iscritti ? Nikonland è un sito per lo più consultabile liberamente anche senza essere iscritti. Ma iscrivendosi si può interagire con gli altri iscritti. Insomma, non è obbligatorio iscriversi però può essere conveniente. - chi si può iscrivere a Nikonland ? Domanda interessante. Chiunque si può iscrivere su Nikonland. Ma noi pensiamo che faccia bene ad iscriversi un nikonista. Facciamo eccezione per gli appassionati di musica e audio perché c'è un Club dedicato a quello che di Nikonland è solo ospite. - e una volta che sono iscritto cosa posso fare ? Consideriamo gli iscritti come degli amici "in esperimento". L'obiettivo è resistere con noi abbastanza da superare i 100 interventi. Dopo quella soglia si diventa amici di Nikonland, ovvero Nikonlander. L'unico modo per diventare Nikonlander è partecipare alle conversazioni del forum o aprirne di nuove. Per domandare, per dire la propria, per condividere pensieri e fotografie. Nonostante la nomea tecnica, Nikonland è un sito di fotografi, nikonisti ma fotografi, non collezionisti. Le fotografie - posso pubblicare le mie fotografie su Nikonland ? Si, certo. Purché si capisca che Nikonland non è Facebook e non è Instagram. Nikonland è un sito di nikonisti. Quindi pubblicare una fotografia deve avere un senso. - in che senso ? Si pubblica una fotografia su Nikonland per chiedere qualche cosa su quella fotografia. Oppure per dire qualche cosa di nikonista con quella fotografia. Pensiamo che sia chiaro. Se c'è bisogno di dare ulteriori spiegazioni vuol dire che non si è compreso bene cosa sia questo sito. Per chiedere un parere sulle proprie fotografie c'è un forum apposito (-> QUI <-) dedicato a Commenti & Critiche. I Club - i Club ? Si, i club. Sono aree tematiche riservate gestite da un proprietario. Ci si arriva sempre dal solito menù in alto qualcuno è di libero ingresso, altri richiedono l'iscrizione consensuale. Dipende dal tema e dal vostro interesse. Per lo più chiediamo che chi si iscrive ad un club lo faccia perché ci vuole scrivere sopra. Altrimenti non vale ... Non si deve avere una tessera a pagamento. Ma dare un senso alla propria iscrizione che non potrà essere passiva. I Blog - i Blog ? Si, per Bacco, su Nikonland ci sono anche i blog personali. I Nikonlander che abbiano velleità di scrivere articoli (testo & foto) lo possono fare creando il loro spazio personale. Ci si arriva dal solito menù in alto : e sono realmente personali. Benone. Premesso che non è necessario iscriversi e che ci potete leggere anche senza iscriversi, non pretendiamo di aver esaurito ogni dubbio sul funzionamento di Nikonland. Che resta un sito complesso e che vi richiederà qualche tempo di rodaggio per capirlo. Ma se avrete interesse e costanza nel partecipare, poi vi ritroverete in un ambiente esclusivo, con diritti speciali, protetto dai maleducati e dalle tigri da tastiera. A quel punto farete parte della nostra famiglia finché vorrete esserlo. Intanto, buona navigazione e buona permanenza su Nikonland.it.
  17. All’interno dell’autodromo di Imola intitolato a Enzo e Dino Ferrari, c’è un luogo divenuto negli anni un’area di pellegrinaggio per chi ama le corse automobilistiche. Quest’area a ridosso della recinzione alla curva del Tamburello è in totale ricordo di un campione, il pilota brasiliano Ayrton Senna che proprio in quel punto il 1° maggio 1994 durante il Gran Premio di San Marino in un tragico incidente perse la vita. Sul luogo è presente una statua di bronzo che lo rappresenta più come persona nel suo intimo che come campione anche se vestito con tuta e scarpe da corsa. Triste e pensieroso, con lo sguardo basso e la schiena curva sembra immerso in uno dei suoi pensieri introspettivi. La manifestazione d’affetto della gente nel suo ricordo è visibile e palpabile lungo le decine di metri di recinzione a pochi metri dalla statua. La recinzione è letteralmente tappezzata di bandiere e magliette al cui interno sono racchiusi messaggi d’affetto sincero. A certificazione che è un luogo di tutti i tifosi di questo sport, qui un confuso spettatore che non sa per chi tifare. Bandiera Ferrari sulle spalle, cappellino VR46 e in mano due bandierine, una Porsche e una BMW
  18. La confezione bianca comune a tutti questi obiettivi Viltrox. il logo AIR lo caratterizza per la leggerezza (solo 200 grammi) pur con un progetto ottico moderno, più avanzato di quello dei Viltrox di prima generazione. qui ci sono lenti asferiche, ED e ad alto indice di rifrazione. L'MTF sintetico pubblicato è egregio per un obiettivo che costa sul sito Pergear (salvo sconti periodici ...) é costruito in plastica con elementi in alluminio indurito e cromato su tutte le superfici. Ha la presa USB-C per gli aggiornamenti (frequenti) del firmware la dotazione è completa. Non manca il paraluce che invece nei Nikkor Z più economici è opzionale (per non parlare della baionetta che generalmente è in plastica). qui lo vedete con l'anello adattatore Viltrox E-Z che lo rende "quasi" nativo Z il passo filtro è da 58mm. Sul frontale sono riportate le caratteristiche salienti in bianco. Notare la dicitura Full Frame (ci sono molti altri Ais che sono APS-C) paraluce a tronco di cono, tapop da 58mm esteticamente ricorda molto i Nikon 40/2 e 28/2.8 versione standard montato sulla Z8 è anche troppo compatto sta meglio su Zf e sulla Z50 II ma si apprezza in ogni caso la sua compattezza e leggerezza. Non sarà mai un peso metterlo in borsa. in questa batteria lo vede in mezzo, tra il Nikkor Z 50/1.4 e il Nikkor Z 40/2 con cui pensiamo possa essere paragonato. Ma anche con il Nikkor Z 50/1.8 S se vogliamo che ha dimensioni del tutto analoghe a quelle del 50/1.4. 62, 58 e 52 mm di passo filtri. Evviva ! Come va ? Lo abbiamo provato con la Z8 e con la Zf. Senza alcun inconveniente (dimentichiamoci che è la versione Sony, davvero con l'anello adattatore Viltrox E-Z è come se fosse la versione Z). L'autofocus è efficiente anche se non velocissimo. Preciso per lo più, sia in video che in foto. La nitidezza è molto buona ad f/2. La vignettatura è appena accennata. Come le aberrazioni cromatiche assiali. Le qualità ottiche vengono automaticamente addomesticate dai parametri passati in Exif su Lightroom. Potremmo azzardare che la vignettatura non sia trascurabile, e pure la distorsione. Ma all'atto pratico sviluppando i NEF con Lightroom non ce n'è evidenza. Chiudendo ad F/4 le prestazioni diventano massime. Potremmo dire che sia l'apertura migliore. Ma già ad f/2 l'obiettivo è ineccepibile con le fotocamere moderne, sia da 45 che da 24 megapixel. Potremmo credere che solo in laboratorio si noterebbero le migliori caratteristiche del noto Nikkor Z 50/1.8 S, il "perfettino". Sfuocato non indimenticabile e tenuta al controluce e al flare migliorabile. Questo è il responso complessivo che, avendo a mente i 179 del suo prezzo diventa del tutto eclatante, visto che lo stiamo paragonando ad un Nikkor Z che costa di listino 5 volte. Cartoline da una passeggiata per il Lungo Lago di Como in una domenica di maggio 2025. sono foto del tutto UNEDITED, come proposte da Lightroom con il profilo standard Nikon. e servono a mostrare come si comporta l'obiettivo, non se il fotografo è bravo. nell'ultima c'è un pò di correzione della distorsione nessun incremento di nitidezza, è al naturale Tizia che fa jogging in arrivo ! Tutte a fuoco (1/8000'', f/4) questa è l'ultima, su Zf. Sfuocati ad f/2 Ritratto ? tutte ad f/2. Risultato eclatante, doppiato anche nel video dove il fuoco è fluido, continuo, affidabile. Conclusioni Pro: costruzione in linea con gli standard dei Viltrox AIR che sono un compromesso tra prezzo e prestazioni ma comunque ineccepibile nella sua "leggerezza" purtuttavia per i cinesi evidentemente i vetri speciali costano un tanto al chilo e non c'è il ricarico che ci mette Nikon. Il 50/1.4 Nikon non ha tutte queste lenti speciali ma costa molto di più. prestazioni ottiche di ottimo livello, ad f/2 va già molto bene, ad f/4 va anche meglio i difetti ottici sono ben corretti via software, resta solo una certa distorsione che però si elimina automaticamente in sviluppo autofocus efficiente sia in foto che in video, non eccezionale ma non abbiamo avuto fuori fuoco evidenti in migliaia di scatti con Z8 e Zf, anche di soggetti in rapido movimento o in azione dotazione completo. Nei Nikon di questa fascia - che poi costano di più - in generale il paraluce è da pagare a parte (salato) leggero, compatto, economico, pronto ad ogni tipo di foto, un obiettivo per uscire tutti i giorni Contro: non è un obiettivo da laboratorio o da riproduzione ma chi lo pretenderebbe a questo prezzo ? lo sfuocato non è sempre straordinario, spesso è nervoso ma dipende da quello che c'è dietro al soggetto. Non è un obiettivo che ama il fogliame non impenetrabile dal ghosting e dai flare in controluce, meglio evitare ci sono forse troppe opzioni per 50mm full-frame, forse anche i cinesi dovrebbero cominciare a pensare a focali differenti non comunemente disponibili su tutti gli attacchi resta sempre l'alea, da tenere in considerazione, del marchio che non ha una rete di assistenza e della troppa variabilità delle prestazioni soggetti agli aggiornamenti firmware continui (Viltrox non opera su licenza Sony o Nikon, ovviamente) GIUDIZIO FINALE : riteniamo l'obiettivo RACCOMANDATO come praticamente tutti i Viltrox di seconda generazione che abbiamo provato. A questo prezzo, se proprio uno non ha nella focale 50mm il suo feticcio assoluto, non vediamo proprio motivo per rivolgersi a Nikon. Che offre ben 4 opzioni diverse, dal piccolo macro fino all'enorme ed inarrivabile 50/1.2 S. Ci sarebbe anche il 40mm, il vero antagonista di questo 50/2 Air per prezzo e dimensioni. Ma sono proprio due focali che non sono confrontabili. E ad essere sinceri, il 40 Nikon non è una perla sul piano prestazionale, specie quando tutto aperto. Quasi fosse un obiettivo f/2.8 per cui il marketing ha preteso diventasse più luminoso di uno stop. Questo no, è un vero f/2 che va bene ad f/2 e ancora meglio se chiuso di uno o di due stop. Come è giusto che sia.
  19. Grazie Cris7 per la tua testimonianza.
  20. Oppure: sperimentare diverse tecniche senza sposarne nessuna in particolare. Fare esperienza e divertirsi imparando. Le frasi che hai citato non sono mie e riguardo allo studiare, farebbe ancora bene!
  21. Direttamente sul sito di Kolari.
  22. Ho sempre modificato la luminosità, abbassandola, perchè ho sempre trovato gli evf troppi chiari, al limite dell'ingannevole. Fatto sempre subito dopo il momento dell'acquisto, quando si setta la macchina a proprio piacer d'uso. Poi non lo modifico mai, proprio perchè voglio avere una costanza da quel punto di vista. Il bilanciamento del bianco, invece, non lo tocco mai. Neppure nella fase di scatto, è sempre impostato su auto.
  23. 1 point
    Ammetto il mio errore e chiedo scusa al cervello positronico...
  24. Effettivamente, ci piacerebbe che altri Nikonlander si mettessero in gioco, per scrivere articoli di questo tenore sulle fotocamere Nikon che hanno amato di più. Con testo esteso illustrato da adeguate fotografie di quella fotocamera e scattate con quella fotocamera. Nikonland.it è l'unico posto (al mondo) dove farlo. Cordialmente.
  25. Pagliarini, bellissima la Grecia, ma qui il lavoro di Jorgos è ben altra cosa. Ci piacerebbe che altri si sappiano mettere in giuoco allo stesso modo.
  26. Ti ringrazio per il tuo punto di vista! Credo che ci sia molto valore nell'approccio tradizionale, così come nell'uso consapevole delle tecnologie moderne, probabilmente, gli Ing. di Nikon volevano/ vogliono ridurre queste possibili differenze di esperienze.
  27. #15 Foto scattata presso la fondazione Banco di Napoli via Toledo a Napoli. Nikon ZF lente Nikkor Z 20mm 1.8 luce naturale F3.5 1/80s iso 3200
  28. #13 Non ho molto tempo in questi giorni, preso da alcuni lavoretti, mi spiaceva non partecipare così ho cercato nel pc, mi sembra adeguata al tema.
  29. #12 Processione della Via Crucis. Trattasi di un collage di 8 esposizioni: 5 per l'ambiente, fatte un'oretta prima delle ultime 3, al passaggio della processione.
  30. Firmware 2025-05-07 Firmware Z 30 Versione 1.20 Modifiche rispetto alla versione firmware "C" da 1.11 a 1.20 • È stato risolto un problema in cui, in rari casi, la fotocamera smetteva di rispondere quando la fotocamera veniva accesa insieme al monitor aperto dalla sua posizione di conservazione con lo schermo rivolto verso l'interno mentre [Accoppiamento (Bluetooth)] o [Connessione Wi-Fi] in [MENU IMPOSTAZIONI] > [Connetti a smart device] era impostato su ON.
  31. #6 foto scattata un paio di giorni fa, calle sul balcone, in penombra con spiragli di sole. 35mm f1,5 .
  32. 1 point
    Il mio ricordo con le ammiraglie Nikon. Venivo dalla F5 e mi sono perso di fronte alla D1x ma arreso davanti ai CHF 7000 che mi chiedevano a Chiasso (alimentazione da pagare a parte). Per cui mi sono accontentato della D100 e mal me ne incolse ... perché a causa sua, stavo appendendo la cinghia al chiodo. Per fortuna con D2x e D2h ho ripreso - pur non senza frustrazioni - la via della luce. La D3 mi ha rimesso d'accordo con Nikon e la D3x mi ha fatto diventare il fotografo che sono. Con la D4 non c'è stato tanto amore. Mentre la potenza della D5 purtroppo si conciliava male con la sua scarsa dinamica sotto ai 1600 ISO. La D6 usata per due settimane sotto restrizioni Covid mi ha impressionato. Ed ammetto che in tempi recenti ho accarezzato l'idea di comprarmene una ... giusto per averla. Ma la Z9 è tanto più avanti da aver cancellato in un sol colpo tutte le limitazioni della reflex che, oggi, assimilo ad un passaggio obbligato - sebbene durato 26 anni - dalla pellicola alla mirrorless, tutta la storia delle reflex digital che, in fondo, altro non hanno fatto che cambiare il dorso da pellicola a sensore. Con due Z9 oggi mi sento come un "Papa" e non mi manca nulla. Per cui glorioso, certo, ma un capitolo chiuso, per me, quello delle reflex digitali Nikon che è giusto lascino il palcoscenico senza clamore. Tanta ammirazione a chi se ne serve ancora (anche se non mi spiego il perché). Ringrazio l'Admin per questa sorta di celebrazione che resterà nella storia. Fine di un'era.
  33. #4 Questa foto risale all'Ottobre 2020 in periodo lockdown e questo spiega il soggetto. La luce è quella naturale proveniente da una finestra oscurata da veneziane. Nikon Z6 con Nikkor Z 50mm f/1.8 S.
  34. #3 Foto scattata in occasione del Nikon ready to Z8 PARTY TOUR 2023, tappa di Rende (CS), Fotocamera Nikon Z8, ottica Nikon 85mm f1.2 impostato a f1.4, mano libera, luce naturale laterale proveniente da una porta-finestra.
  35. Ed hai pienamente ragione, ma dipende dal fatto che il Nikkor Z 24-120 è veramente "spaziale" come zoom..., non dal fatto che il Nikkor Z 50mm F1,8 non sia abbastanza buono.... Ad F4 il 50mm e' solamente "un pelino" piu' definito rispetto al 24-120, pero' il 50mm ha una definizione quasi identica anche ad F1,8 dove lo zoom non ci arriva proprio... il che non e' cosa da poco..... Comunque sia, con questo rapporto qualità/prezzo, e per un utilizzo disimpegnato come quello mostrato nell'articolo, il Viltrox, con la sua copertura FF ed apertura F2, e' un affare, come lo e' anche il 20mm F2,8 Ovviamente, quando disponibile in montatura nativa Z .....
  36. Sul flare, i Nikkor e la loro copertura antiriflesso, oltre alla correzione automatica via hw, sono la soluzione: dal 2018 ci siamo dimenticati di flares e ghosts. Non dimentico quello degli F-mount, sia Nikon sia Sigma &c Una differenza di prezzo significa pur qualcosa. Idem per vignettatura e distorsione
  37. #2 luci ed ombre Nikon Z6III 50mm f1.8, esp. manuale 1/2000 f2.8 iso 800 luce naturale. .
  38. Credo di capire quello che stai dicendo. Ma nella grande maggioranza dei vari punti esposti, probabilmente in tutti, fondamentalmente, non sono d'accordo. Ci sono troppi e tantissimi esempi sia del passato, che del presente che smentiscono questa tua tesi. Non è possibile ignorare autori del passato che hanno fatto della tecnica e della perfezione la loro bandiera, è inutile fare nomi, li conosciamo tutti. Allo stesso modo si può parlare di autori moderni che usano il digitale e che fanno dell'imperfezione la loro firma artistica. Stessa questione per lo scattare con un approccio slow, oppure fast. Ci sono troppi e bravi autori (ma anche non bravi) che utilizzano un approccio invece dell'altro, indipendentemente dal fatto che il mezzo sia digitale o meno. IMHO, non è possibile generalizzare, digitale o pellicola di fondo non sono determinanti nei risultati artistici o tecnici che siano. Troppi sarebbero i mostri di bravura, o le capre di imperizia, che smonterebbero qualsiasi tesi generalista.
  39. A mio modesto avviso (che dalla fotografia chimica sono passato e transitato per lunga parte della mia esperienza) la vera Sfida oggi sarebbe proprio quella di essere tanto bravi da trasformare quel sistema così perfezionato rispetto al passato, che è la fotografia digitale, in qualcosa di personale e realmente promanante dalla traduzione di un'idea in una immagine, magari anche stampata. Mentre utilizzare oggi la pellicola come autoterapia per sfuggire al logorio della foto moderna oppure alla noia di cotanta nitidezza e perfezione è di certo un modo per impiegare il proprio tempo ed allenare la propria autoconsapevolezza, a patto di non spacciarne i risultati come per ciò stesso promananti da un processo creativo realizzato (solo in quanto tale) come vedo dichiarare dai coscritti dello slow-way-of-life. Una precisazione rispetto Capa e Bresson: loro negli anni Trenta e Quaranta si affidavano agli strumenti esattamente più speedy e più performanti, in quanto facilmente trasportabili, intercambiabili e gestibili della loro epoca. Se oggi fossero operanti nel loro fiore degli anni, NON farebbero battaglie di retroguardia e impugnerebbero la più performante e comoda delle mirrorless, a loro giudizio e nelle loro disponibilità. Leica e Contax a suo tempo rappresentavano esattamente questi parametri: giusto per non leggere ancora mistificazioni al riguardo. Bob Capa, nel D-Day, sbarcando in Normandia con due Contax II al collo, in quei suoi pochi scatti, non credo abbia mai portato la macchina all'occhio per scattare le sue foto: e gli allineamenti di cuore, mente ed occhio di HCB...lasciamoli al MIto, che pochi fotografi come lui hanno scattato così d'istinto prima che di razionalità. Divertitevi: ma non proclamate... Sarebbe offensivo nei confronti di chi cerca di spremere al massimo della loro potenzialità, gli attrezzi che fortunatamente oggi consentono a tutti, ma proprio a tutti, di inquadrare e scattare. E non ad una elite, come quella di cui faceva parte il sottoscritto fino a trent'anni fa. Chi si annoia...vuol dire che non è il suo. Max Aquila
  40. Comprati al posto di quella ciofeca sony il Viltrox 20/2,8 a cinquanta euro più dell' adattatore. E risolverai in eccellenza. Mi troverete più caustico che mai su questd ideuzze non da nikonlanders...
  41. Quel fine settimana è ricordato come uno dei più tragici per le corse automobilistiche moderne, il fatale incidente della domenica a Senna fu il più roboante, ma in tutti e tre i giorni Imolesi si susseguirono più eventi tragici, alcuni ebbero esito positivo, altri segnarono profondamente questo sport. Tutto cominciò già dal venerdì con l’incidente di Rubens Barichello durante le prove libere, a causa del cedimento di una sospensione la Jordan che guidava uscì di traiettoria alla Variante Bassa, passò sul cordolo esterno e decollò, superando le gomme di bordopista e impattando contro le reti di protezione. L'auto rimbalzò poi all'indietro, si cappottò un paio di volte e infine si fermò ribaltata nella via di fuga. Barrichello venne estratto esanime dall’abitacolo e rianimato sul posto dai sanitari. Ripresi i sensi, venne trasportato al centro medico e in seguito all'ospedale, dove venne stabilizzato e medicato, frattura al setto nasale, tagli alla bocca, un braccio rotto, una costola incrinata ed una leggera amnesia. Il secondo incidente avvenne durante le prove ufficiali di sabato 30 aprile. Roland Ratzenberger era impegnato in un giro lanciato nel tentativo di abbassare il suo tempo di qualificazione. Giunta nel rettilineo all'uscita della curva Tamburello, la Simtek del pilota austriaco subì la rottura dell'ala anteriore, il brusco calo di deportanza e l’elevata velocità la resero ingovernabile, mandandola a sbattere contro il muro esterno della successiva curva, intitolata a Gilles Villeneuve e terminando la sua corsa in mezzo alla curva della Tosa. Nel forte impatto la cella di sopravvivenza dell'abitacolo resse abbastanza bene, ma la decelerazione fu tale da far perdere immediatamente conoscenza al pilota, provocandogli una frattura della base cranica. Roland fu immediatamente soccorso, rianimato sul posto e successivamente trasportato in ospedale dove morì pochi minuti dopo il suo arrivo. Una targa in suo ricordo si trova alla prima tribuna della curva della Tosa. E siamo alla gara della domenica, alla partenza della gara, al semaforo verde la Benetton di J.J. Lehto, quinta in griglia, ebbe un problema tecnico e spense il motore, rimanendo ferma sulla piazzola. Le macchine che la seguivano scartarono bruscamente sui lati per evitarla, ma Pedro Lamy, partito dalle retrovie, si accorse dell'ostacolo solo all'ultimo momento. L’impatto fu violento, la sua Lotus sfondò letteralmente il retrotreno della Benetton. Entrambi i piloti non riportarono conseguenze, ma i detriti persi dalle auto coinvolte volarono in tutte le direzioni; alcuni di essi scavalcarono le recinzioni e finirono sulle tribune ferendo nove spettatori. Con il rettilineo di partenza pieno di detriti, inspiegabilmente non venne data bandiera rossa e la gara continuò sotto Safety Car. Una volta ripulito il circuito la gara riprese e nel corso del settimo giro avvenne il tragico incidente del campione brasiliano che arrivando ad altissima velocità alla curva del Tamburello ebbe la rottura del piantone dello sterzo che era stato modificato frettolosamente dai meccanici su istruzioni dello stesso Senna prima della gara; la vettura divenne ingovernabile andando dritta e impatto contro le barriere di protezione. Subito soccorso le condizioni apparvero immediatamente gravi, estratto dall’abitacolo della Williams ricevette i primi aiuti medici e fu trasportato in elicottero all’Ospedale Maggiore di Bologna dove venne ricoverato nel reparto di rianimazione, dove fu accertato che il danno più rilevante era il trauma cranico provocato dal puntone della sospensione e che il paziente era in morte cerebrale. Poche ore più tardi Senna spirò. Nel mentre dopo una seconda partenza la gara continuò e a dieci giri dal termine nella pit-lane avvenne un altro grave incidente. La Minardi di M. Alboreto, che stava uscendo dai box dopo una sosta, perse una delle ruote posteriori, mal fissata dai meccanici, la quale finì ad alta velocità contro i meccanici di altre squadre che assiepavano la corsia dei box. Alla fine si contarono feriti tre meccanici della Ferrari, uno della Lotus ed uno della Benetton, i quali ricevettero le prime cure sul posto e trasportati in ospedale furono poi fortunatamente constatate solo lesioni non gravi. I tragici eventi di quel fine settimana segnarono fortemente lo sport automobilistico, grandi cambiamenti seguirono per migliorare la sicurezza generale dei circuiti e quella dei piloti. Questo sport è pericoloso come sempre lo è stato, ma c’è da rendere atto ai responsabili che molto è stato fatto in tema di sicurezza anche se molti storici circuiti vennero snaturati rispetto le origini.

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.