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Showing content with the highest reputation on 03/19/2021 in all areas

  1. Pietro le foto sono state fatte nel vecchio studio, il primo piano di una scuola costruita negli anni 30, che permetteva di avere più ambientazioni pronte( camera da letto, cucina purtroppo mai utilizzata, limbo bianco dove potevi metterci anche un auto, scalone, corridoio con finestre e per finire un piccolo giardino oltre a un set completo di luci continue e flash). La luce, diffusa da una tenda, proviene da una delle grandi finestre della sala principale, la macchina è la valida D750 e l'ottica è il 70/200 AFS f:4. La post è ridotta la minimo utilizzando C1. Arianna è tra le più belle/dolci ragazze che ho avuto la possibilità di fotografare. Spero di essere stato esauriente. Ciao Ennio
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  2. La quinta tappa di questa serie di articoli sul Giappone (continuo a non seguire l’ordine cronologico) ci porta ad Akita per un altro matsuri, completamente diverso da quelli di Susukino ed Aomori, ovvero il Kanto Matsuri. Il Kanto Matsuri, detto anche Akita Kanto Festival, è uno dei principali matsuri del Tohoku e si tiene ogni anno agli inizi di agosto, dal 3 al 7 per la precisione, nella città di Akita. Il Kantō (il termine significa letteralmente "un palo con lanterne") è composto da un palo di bambù a cui sono appese, a delle barre orizzontali, delle lanterne di carta di riso e ricorda la forma delle piante di riso mosse dal vento e rappresenta la principale attrattiva di questo festival. I kanto vengono suddivisi in 4 categorie a seconda di alcuni parametri rigidamente fissati: Oowaka: lunghezza 12m, peso 50kg, dimensione della lanterna 64*45 cm e numero di lanterne 46 Chuwaka: lunghezza 9m, peso 30 kg, dimensione della lanterna 48*36cm e numero di lanterne 46 Kowaka : lunghezza 7m, peso 15 kg, dimensione della lanterna 48*36cm e numero di lanterne 24 Youwaka: lunghezza 5m, peso 5 kg, dimensione della lanterna 30*21 cm e numero di lanterne 24 La funzione dei kanto è scacciare gli spiriti maligni attraverso offerte e preghiere alle divinità sia buddhiste che shintoiste ed essere così di auspicio per un buon raccolto dei cinque grani (grano, riso, fagioli, Setaria Italica e miglio cinese). L’origine di questo matsuri risale alla metà del 18° secolo quando vennero combinati assieme riti per propiziare buoni raccolti e per liberare il corpo dalle impurità e dagli spiriti maligni. Dal secolo successivo è diventato un evento annuale in cui venivano mostrati i kanto come simbolo di buon auspicio. In tempi più recenti ha iniziato ad avere più rilevanza l’abilità dei portatori di kanto. Le tecniche di kanto, dette "Myogi" si dividono in cinque categorie: Nagashi, Hirate (mano), Koshi (anca), Kata (spalla) e Hitai (fronte). Durante il matsuri, infatti, viene organizzata una gara di kanto (Myogikai o Kanto diurno) che ha lo scopo di "migliorare l'abilità del Kanto nel suo insieme mostrando le abilità dei membri della Società al pubblico e studiando le reciproche abilità" decretando come vincitore il partecipante che dimostra di avere la tecnica migliore e la posizione migliore. Per potervi partecipare i giovani si allenano con l’aiuto degli anziani (si inizia da bambini ad allenarsi) così da perpetuare la tecnica del kanto di generazione in generazione. I gruppi in competizione, 5 membri ciascuno, mostrano una alla volta le 5 tecniche. Le competizioni sono sia individuali che di squadra, con dei limiti di tempo per ogni tecnica e di spazio, in quanto l’esibizione deve avvenire all’interno di un’area circolare del diametro di 6 metri. il vincitore di ciascuna competizione riceve un premio dal Comitato Esecutivo Kanto. Lo spettacolo notturno, che è uno degli eventi principali di questo matsuri e a cui fanno riferimento le foto di questo articolo, si svolge lungo la ‘Chuo Dori street’ ed ha il solo scopo di intrattenere i visitatori mostrando loro le abilità dei portatori di kanto. i cavi lungo il percorso sono messi a protezione del pubblico, servono per evitare che i canto cadano sopra gli spettatori seduti sul bordo del marciapiede. Qui trovate Gli altri articoli del mio blog. Concludo con in breve filmato montato da me. つづく
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  3. Non si può essere sulla cresta dell’ onda sempre. Poi io non riesco davvero a capire perché sembra che tutti stanno impazzendo per l’autofocus, davvero non lo capisco proprio. Potrei capirlo per il reporter a bordo campo, ma il 99% di loro al momento non hanno neppure una mirrorless, potrei capirlo per uno come Morten, che fa solo quello. Ma tutti gli altri? Possibile che l’autofocus sia diventato così decisivo? Mi pare ridicolo. Non é forse invece la resa del colore e dell’ immagine in generale quello che dovrebbe far propendere per un sistema, invece di un altro. O ancora più importante, anche se potrebbe sembrare banale, il piacere di avere tra le mani la macchina fotografica con cui ci si trova semplicemente bene, come a casa nel proprio letto, o come sul proprio cesso... :-)))))) Ma noooooo senza l’inseguimento al top del momento, noooooo non é più possibile fotografare. Eppure guardando nella storia della fotografia mi pare che sono state fatte foto di ritratto, moda, sport, reportage, wildlife con autofocus preistorici, o addirittura in manual focus che dovrebbero solo farci pensare che se facciamo foto di cacca con il peggior autofocus del 2020... é solo e unicamente colpa nostra. Continueremo a fare foto di cacca anche con laZ9 fra le mani. Massimo non sentirti tirato in ballo da queste mie parole (so benissimo di cosa parli quando dici che la foto non la sbagliavi neppure con la d300), per altro chi mi conosce sa che penso che il progresso fotografico é solo un bene ed é sacrosanto e giusto che le aziende lo perseguano e i clienti lo pretendano. Ma da qui al piagnisteo e allo straccio delle vesti di certi youtuber o influencer dei miei %$¥£}!, incapaci fotografi, che danno la colpa a nikon perché non hanno l’autofocus della sony o della canon, non se ne può più. E sono certo che molti di loro, quando nikon tornerá sulla cresta dell’onda, faranno l’ennesimo cambio di brand, nel mentre continueranno a fare bruutte foto e piangere perché la colpa é della macchina fotografica. Non sono assolutamente e minimamente neppur paragonabile a Morten, ma per tanti anni ho fatto quasi esclusivamente wildlife con d200, D300 e D3 e, come dice Massimo, con un po’ di esperienza la foto la si faceva giusta anche con gli autofocus di ben più di una decade fa. Tutte scuse, l’autofocus non centra nulla.
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  4. Cris ne ho un'altra dove il dito è leggermente meno uncinato ma lo sguardo, a mio avviso è meno interessante. Cosa ne pensate?
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  5. Eccitanti...qualunque e dovunque mettiate c e k, per me quanto una crociera nel Mediterraneo, bevande comprese. Le due focali, imho, più inutili per realizzare fotografie ambientate. Eppure leggerete ancora su riviste e manuali di come il 28mm sia l'ottica per architetture per definizione ed il 40mm uno standard. Macromacromacro santosubito. Ed il 24-105 che manca da tempo immemore dal catalogo Nikon
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  6. Grazie a tutti per il tempo dedicato. Simona quello che si vede è una parte della finestra posta alle sue spalle, ieri nella fretta di postare la foto non la ho rifilata.
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