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Showing content with the highest reputation on 07/27/2020 in all areas

  1. 8 points
    Ho acquistato la Nikon Z6 a novembre dell'anno scorso (2019). Appena comprata ho fatto soprattutto delle foto "casual" per strada e degli esperimenti in casa, giocherellando con il focus stacking, ma tutto sommato ero rimasto freddino, convinto che andasse bene più che altro per al macro statica e lo street, che per me è un genere occasionale. Anche Vincent non era molto convinto. Passato il lockdown, ho inziato ad usarla un po' di più per il genere fotografia che preferisco, ed è allora che ho cominciato a "scaldarmi" nei confronti di questa piccola grande fotocamera e capire meglio tutto quello che mi può dare (e quello che non posso pretendere). Non mi metterò a scrivere un articolo sulle caratteristiche, pregi e difetti della Z6, ripeterei solo quanto hanno fatto a più riprese Mauro Maratta e Max Aquila in modo più che esauriente, preferisco fare qualcosa di simile alle experience di foto notturna e di street di Massimo Vignoli, portando delle foto di esempio e commentandole. Sono un naturalista fotoamatore, anche se mi piace provare altri generi è nella fotografia in natura, soprattutto agli animali che mi diverto davvero. Di questo scriverò. Primo impatto? Avendo usato praticamente solo reflex, al mirino elettronico ho dovuto farci l'abitudine, perchè anche se è ottimo e la resa dell'immagine è molto vicina alla realtà, rimane a volte un lieve scostamento dal punto di vista dell'esposizione verso la sovraesposizione, cosa che ho imparato a tenere presente ed ora non ho problemi. Per il resto, sul campo la Z6 è confortevole, specialmente con la basetta smallrig e usata con ottiche compatte come il 300mm f4 Pf anche accoppiato a dei converter, non si hanno problemi a mano libera. Inoltre, come tutte le nikon di un certo livello, non ti "sta tra i piedi", comandi accessibili e ergonomia sperimentata. La Nikon Z6 e il suo 24-70mm f4 S sono un'accoppiata formidabile. Questa foto sembra una macro fatta con un buon obiettivo macro, no? Invece no! E' un minuscolo crop al 100% di una foto ambientata!!!. questa: Nikon Z6 24-70mm f4 a 28mm, f11, 1/1600s 2000 ISO. La vedete la libellula sulla destra, quant'è piccola? Questo per me dice tutto quello che c'è da dire sulla qualità nei dettagli di questa accoppiata ed è uno dei motivi della mia riscoperta della Z6. Non è solo il fatto che si può mettere a fuoco più o meno su tutto il campo inquadrato, lo fanno tutte le mirrorless, qui c'è di più. Lo ripeto risultati di questo genere di solito si hanno con dei tele macro. Amazing, dicono gli inglesi. Naturalmente come tutti gli altri 24-70mm si presta a fare dei paesaggi "normali" con ottimi risultati, Nella fotografia ravvicinata e in quella di natura non ho dubbi quale sarà d'ora in poi la mia fotocamera d'elezione, anche sul campo, salvo soggetti erratici. In attesa di focali native un po' più lunghe, il 300mm da solo con Tc e/o lenti addizionali funziona e molto bene: In questo "animalscape" ho usato il 300mm, ho composto l'inquadratura e scattato dal display col dito. Se il soggetto è relativamente tranquillo, non ci sono problemi anche per le soggettive: Anche se il soggetto si muove a velocità ragionevole secondo una traiettoria prevedibile non ci sono troppi problemi, t scatto silenzioso, a mano libera e soggetto indifferente: Nella fotografia close-up la qualità è eccellente: 70-300mmP a 210mm con lente addizionale 300mm f4 Pf + TC14 Eiii. Ancora: Posso scattare in condizioni di luce molto sfavorevoli, con ottime possibilità di recupero nelle ombre. Questi scoiattoli erano nel bosco fitto dove ad occhio nudo era ... buio pesto. Anche qui a Torrile giornata di pioggia... luce pessima, eppure.. Per non bruciare il cigno, che non era fermo, quindi non permetteva esposizioni multiple, ho dovuto sottoesporre, Ma è bastato pochissimo per recuperare le ombre. Infine, basta back-front focus, i miei nikon ora sono tutti "tarati", o meglio non devo tarare più nulla. L'accoppiata 300mm più TC 14 sulla m D500 tendeva a funzionare in modo alterno. A volte andava benissimo, altre non azzeccava il fuoco e come da consigli ricevuti, dovevo spegnere smontare e rimontare il tutto. Questi sono cropo 100% di due foto scattate con la D500, il 300mm f4 Pf e il TC 14: due giorni diversi due rese diverse. Smonta e rimonta poi il tutto è tornato a funzionare, però non è entusiasmante, se sei in attesa che succeda qualcosa non è il massimo, perchè di solito succede mentra stai armeggiando con l'atttrezzatura. Se poi osavo accoppiare il 300mm al TC 17... addio, il fuori fuoco era garantito: Con la Z6, come cantava Lucio Battisti, tutto questo non c'è più: Nikon 300mm f4 Pf Tc 17, crop 100% Alti ISO? ecco qui tempo grigio e 7000 ISO! Crop 100%: Tutte rose e fiori? Naturalmente no, per quel che faccio io, vedo soprattutto due punti di miglioramento e riguardano l'autofocus: come per la maggior parte delle mirrorless le manca un po' di reattività. Questi cigni in volo li ha presi, ma soggetti più veloci o più erratici sono spesso un problema, al contrario di auto e moto, con gli animali non è possibile prevedere la traiettoria e predisporsi allo scatto in un punto prefissato. L'altro punto è la tendenza a perdersi nello sfondo più delle mie DSLR, anche se devo dire che credevo peggio. In qualche situazione occorre "aiutare" l'autofocus. Sfondo terribilmente confuso ed elementi di disturbo in primo piano, ma con un po' di malizia, soggetto centrato! Non so se il fatto che si usino teleobiettivi F tramite adattatore possa in qualche modo accentuare il problema, si vedrà quando ci saranno teleobiettivi S nativi. Dopo novemila scatti posso dire di essere contento della Z6, sono convinto che se si sa come usarla e quando, i risultati sono ottimi. Adesso anche Vincent ne è convinto, tanto da autorizzarmi a mettere un crop al 100% di un suo ritratto Scattato con... (musica da suspense)... UN VECCHIO CIMELIO!! Con la Z6 ci si può divertire, il relativamente contenuto numero di pixel aiuta a perdonare qualche segno di vecchiaia presente in queste lenti d'epoca. In conclusione, la Z6 mi piace, ho iniziato ad apprezzarne le qualità e conto di usarla sempre di più. Ultima nota: Questa l'avete già vista, la ripropongo perchè è la migliore foto che ho fatto quest'anno, con la Z6 a mano libera in presenza di vento. Silvio Renesto per Nikonland.
  2. 3 points
    Grazie Max, io ieri sono stato molto affardellato e non ho potuto né partecipare al giudizio né proclamare il vincitore. Hai fatto ottimamente tu in mia vece, senza che nemmeno dovessimo accordarci con regolamenti, nomine e incarichi ufficiali. Ebbene si, la stagione dei contest si chiude con un successo importante. Sinceramente non avrei pensato che ci fossero 13 foto partecipanti a questo contest. Mentre mi sarei aspettato 50 foto nei precedenti. La questione nella realtà sta diversamente. I partecipanti sono sempre i medesimi, nonostante il bacino di utenza potenziale sia molto più vasto. Cito a memoria, gli iscritti a Nikonland sono 830, i Nikonlander 48, i Senior 12, la Redazione è composta da 5 members. Anche solo un 10% di partecipanti a rotazione renderebbe queste cose interessanti, stimolanti, vivaci, utili. Così sinceramente si finisce per avvitarci tra noi stessi, così come era successo con i "paesaggi". In tal senso ci si potrà interrogare per stabilire l'eventualità di una prossima stagione. Al momento, salvo una "preiscrizione" a priori di un numero di partecipanti almeno 10 volte superiore al numero dei contest da imbandire, non vedo grandi possibilità di prosieguo. Ma è stato molto divertente ripartire dal contest del 1° aprile e guidarvi verso una diversa modalità di impiego delle vostre bocche da fuoco e della modalità di giudizio. Chi non ha partecipato, avrà fatto le sue valutazioni ed avrà certamente deciso per il meglio.
  3. 2 points
    Io ho partecipato a qualcuno dei contest, non ricordo ora quanti, pochi comunque. Mi sono sentito in difficoltà nella ricerca della foto da proporre ed anche nella fase successiva dei commenti, ma ho partecipato. Porto a casa la consapevolezza di dover uscire dall'angolo e l'unico modo per farlo è partecipare ai contest che saranno proposti in futuro. Non saprei come coinvolgere più iscritti al forum nella partecipazione, in molti dovrebbero voler uscire dall'angolo.
  4. 2 points
    Anche Vincent da' il suo contributo:
  5. 2 points
    Mi pare dovesse essere ieri pom la proclamazione, ma non la vedo. Da una spunta dei voti che ho fatto, mi pare che si sia aggiudicato questo contest sui "tramonti" delle nostre esistenze, la foto n° 4 di Silvio Renesto, che ha totalizzato 4 primi posti, 1 secondo ed 1 terzo, rispetto la foto n.13, che invece ottiene 3 primi, 3 secondi e 2 terzi Salvo diverso criterio di valutazione...
  6. 1 point
  7. 1 point
    Ho messo diverse immagini di aerei qui nel blog,ritengo quindi possa essere di interesse per molti,una piccola disamina su come si affronta questa particolare tematica fotografica.Al di la della foto finale,come per tanti altri settori fotografici,c'è un gran lavoro da compiere e spesso le situazioni che si possono vivere sono frustranti.Ad esempio,pianificate da molto tempo,un evento aeronautico e quando giunge il momento,tutta una serie di imprevisti,dal meteo alla logistica all'attrezzatura alle condizioni fisiche,vi impediscono di viverlo e goderlo appieno.Queste situazioni sono più comuni di quanto si possa credere.Bene,detto ciò,spiego alcuni aspetti di questo mondo basandomi sulle mie esperienze personali ; arriva il momento di partecipare,quindi già da tempo avete pianificato l'aspetto logistico con pianificazione dei voli o spostamenti via terra,hotel cibarie etc etc. La sveglia al solito sarà antelucana per poter evitare le file e i controlli all'ingresso della base o quantomeno,ridurre i tempi di attesa che coi nuovi controlli antiterrorismo si son allungati, quindi scegliere il posto migliore per piazzarvi a fare le foto e godervi lo spettacolo.Una volta entrati e posizionata la vostra attrezzatura nel luogo prescelto ,approfitterete del tempo precedente l'esibizione dinamica per fotografare la statica dei velivoli,in genere sono transennati e le transenne sono vicine,ragion per cui un grandangolo è d'obbligo anche se l'ottica ideale sarebbe il 50mm per la sua resa più naturale.In questa fase,è preferibile essere in due o più persone,perchè mentre voi state fotografando nel piazzale,è necessario che ci sia qualcuno nei pressi del punto in cui dovrete poi fare le foto dinamiche.Non è infatti consigliabile lasciare zaino viveri scaletta e attrezzatura fotografica incustodita.Essere in due o più in questo caso aiuta.Soffermiamoci su quanto solitamente si trasporta.Io e altri amici abbiamo con noi lo zaino/borsa fotografica,monopiede o treppiede,zaino viveri,scaletta in alluminio, cappellino, sedia ed ombrello con Kway. In sostanza, dato che al meteo non si comanda, è bene essere previdenti sia col sole che con il cattivo tempo.I viveri ,portateli con voi perchè,se è vero che ci son dei venditori di panini e bibite all'interno della base,è anche vero che nel momento in cui vi spostate per acquistare qualcosa,sicuramente perderete qualcosa di interessante,la legge di Murphy è sempre in agguato.Oltre a Murphy,naturalmente sarà in agguato il pubblico dietro di voi che spingerà alle spalle per rubarvi il posto o intrufolarsi con la scusa del bambino a cui far vedere i piloti.... in questa prima immagine il sottoscritto con treppiede ottica e materiale vario Ci sono vari airshow in giro per il continente oppure eventi a chiamata in cui la base organizza un evento a numero chiuso in cui è richiesta l'iscrizione ed eventualmente il pagamento di un piccolo obolo,che comunque tutti gli appassionati del genere son ben contenti di pagare.A livello airshow,a mio avviso,il migliore rimane sempre l'Air Tattoo che viene organizzato nel mese di luglio presso la base aerea inglese di RAF Fairford. L'organizzazione dell'evento,ormai rodata da anni è sempre all'altezza delle aspettative e in questo caso i costi son si elevati ma giustificati dalla qualità di ciò che andate a vivere.Ci son opportunità per tutte le tasche ,dal pacchetto quasi settimanale al biglietto giornaliero e all'interno della base c'è tutto ciò di cui avete bisogno. ecco qui un paio di immagini delle tribune al Tattoo,ecco,se qualcuno si fosse mai chiesto dove finivano tutti i tele e superzoom,qui c'è la risposta..... Se non si partecipa ad un airshow,solitamente,gli appassionati si mettono lungo le recinzioni o la strada che porta alla base per fare foto,in Italia vigono ancora delle restrizioni in base ad un Regio Decreto,comunque il paese più aperto in questo senso,è l'Inghilterra dove frotte di appassionati stazionano sempre attorno alle basi,vedi foto sottostanti..... come si può notare spesso le recinzioni non ci sono e al più c'è una piccola steccionata con una siepe in quanto si fa affidamento al senso civico delle persone,cosa questa impensabile in Italia..... Se invece la recinzione è presente e pure alta,come qui a RAF Conigsby,allora si scelgono scalette un po' più alte...... Da qualche anno inoltre,c'è la tendenza,sempre in UK ,ma ora pure in USA nei deserti del sud ovest,di andare in cima alle colline e scattare ai velivoli che passano bassi durante l'addestramento alla navigazione a bassa quota,in questo caso l'impegno fisico è maggiore in quanto si tratta di salire sulle cime delle colline in condimeteo spesso avverse ed imprevedibili,ragion per cui un buon abbigliamento tecnico è necessario così come spesso si necessita di una piccola tenda igloo con cui ripararsi dal vento freddo che spira da quelle parti,altro ausilio è una radio scanner con cui sintonizzarsi sulle frequanze usate dai velivoli così da aver un'idea di quando e dove passano,può capitare di sbagliare collina e sprecare una giornta dato che i velivoli magari passano sul versante opposto o in altra zona,lo stesso vale per il Star War canyon negli USA,solo che li bisogna tenere gli occhi aperti anche sul terreno che è popolato di crotali..... A livello di attrezzatura,come si è visto nelle precedenti immagini,son necessarie ottiche lunghe,il minimo sindacale è il 400mm,un tempo con la pellicola il must era il 300mm f2.8 in quanto la maggior parte dei fotografi utilizzava il mitico Kodachrome 64 e quindi con sensibilità così basse,in presenza di meteo avverso,una grande luminosità faceva la differenza tra il fare o meno la foto.Oggi col digitale e le prestazioni delle moderne fotocamere,questa esigenza è venuta un po' meno e la maggior parte delle ottiche viaggia con aperture f5.6 ; personalmente preferisco sempre il 2.8 perchè a mio avviso i risultati son migliori anche si pagano in termini di manovrabilità e peso dell'attrezzatura,ovviamente poi ognuno farà le proprie scelte in base alle specifiche esigenze e disponibilità. .A livello di marche fotografiche,va detto che la maggioranza delle persone che scatta in ambito aeronautico utilizza il sistema Canon con l'onnipresente 100-400 mentre Nikon che dall'introduzione del sistema EOS di Canon ha perso quote,ora sembra risalire un po' la china,la maggior parte dei fotografi è oggigiorno su zoom tuttofare a discapito delle ottiche fisse che un tempo erano prevalenti. E' mio parere però,che le nuove focali fisse compatte possano trovare impiego proprio in ambito aeronautico,coniugando,qualità e portabilità .
  8. 1 point
    Riprendo dalla chiusura dell'ultimo contest, di cui è stato proclamato il vincitore : senza voler essere dato per asseverante o avere l'ultima parola, al contrario, passerei la parola a voi. Ribadendo però i "paletti" entro i quali necessariamente dovrà (non potrà : dovrà) muoversi la pratica dei contest su Nikonland, essendo chi vi scrive il responsabile di ciò che su Nikonland capita tutti i giorni. i contest dovranno essere articolati con i criteri sintetizzati dal 1° aprile in avanti (in estrema sintesi : foto e commenti, niente faccine. Partecipazioni e giudizi articolati, non privi di contenuto aggiunto) i contest dovranno avere argomenti i più vari e non cristallizzati sul solo "paesaggio", in modo da favorire una partecipazione più ampia anche da parte di chi non fa il paesaggio dovranno essere lanciati con ampio anticipo per poter dare il tempo ai partecipanti di fare foto nuove (no foto d'archivio) la partecipazione dovrà essere numericamente tale da rendere continuo il ricambio tra i partecipanti, stimolanti le foto presentate, i giudizi Io sono più che volentieri (mi diverto) disponibile a proseguire nell'attività di giudice unico all'infinito ma solo se la partecipazione è tale da garantire un divertimento che non finisce mai !
  9. 1 point
    Tra i tanti ritratti di ieri, uno con la Z7x e il 105/1.4E che riesce a dare il meglio di se con le Nikon Z (IMHO) nessuna (ma proprio nessuna) postproduzione.
  10. 1 point
    Mia figlia sta partecipando ad una specie di operazione culturale, dove si devono postare foto di libri letti, ma solo quelli intelliggenti (con almeno due g) , ad esempio è bandita la narrativa young adult fatta di cuori & vampiri e aberrazioni simili. Foto accompagnate da una breve didascalia o citazione. Per gioco mi sono messo a fare io qualche foto per lei, suggerendole che anzichè fotografare solo la copertina, si poteva associare ad ogni libro un oggetto di richiamo al contesto. Ecco un paio di esempi, niente di che, però mi sto divertendo, anzi ci stiamo divertendo. Il formato quadrato è imposto. Non è un contest, ma una piccola operazione culturale, per cui non stiamo barando . A ben pensarci potrei proporlo qui come un possibile futuro contest (prendete un libro che amate e contestualizzatelo!)
  11. 1 point
    Prendo solo l'inizio della riflessione di Davide perché è proprio questo lo spirito che manca: Mettersi in gioco fotografando! Perché fotografare dovrebbe essere la ragione comune per essere qui. E mettersi in gioco il modo per imparare qualcosa. Possibile, invece, che la stragrande maggioranza venga qui su Nikonland per leggere prove e recensioni del materiale, VEDERE LE FOTO DEGLI ALTRI e non faccia quel passo in più per realizzare e condividere le proprie fotografie ed esperienze? A me piacerebbe sentire non solo quelli che hanno partecipato - e che come Davide, me e molti altri si sono divertiti e vorrebbero rifarlo - ma anche e soprattuto quelli che non l'hanno fatto. Non per sentire i "mi impegnerò di più" e men che meno le giustificazioni alla "mi è morto il papagallino al quale ero così affezionato" ma per capire perché non fanno mai quel passo, che renderebbe più utile la sezione forum di Nikonland, ed in ultima analisi li vedrebbe raccogliere il maggior beneficio: fotografare confrontandosi con gli altri fotografi. In questo senso, per me, il forum di Nikonland dovrebbe essere il circolo fotografico ideale per ognuno di noi!
  12. 1 point
    La cosa più bella di partecipare a questa iniziativa è stato il fatto di cercare di accendere la lampadina, di farsi venire un'idea coerente, cercare di realizzarla (ah e trovare anche uno momento per metterla in atto, ma confesso che è stata tutto sommato la parte più facile, inaspettatamente per me!) e anche se spesso non ho centrato l'obbiettivo, devo dire che è stato divertente e stimolante. Non credo ci saranno mai "folle oceaniche"... forse per il fatto che bisogna lavorarci su, forse perchè non si può accedere al proprio archivio, ma anche al fatto che non è una "botta e via" ma bisogna ragionarci su... scrivere ed esprimersi e farlo attraverso un'immagine. Voglio dire, ci vuole anche un pò di faccia tosta e non sempre ce la si sente di mettersi in gioco... esprimendom se stessi.
  13. 1 point
    E' un'operazione per niente banale, anzi estremamente stimolante! Certo che se uno è amante di libri gialli e polizieschi...
  14. 1 point
    E perchè mai non dovremmo concordare ? Se è la ricetta giusta per te, stai sereno. Io invece ieri sono rimasto deluso di aver fatto solo 4800 scatti in due ore ... mannaggia ! Per quando tu comprerai una .... Z6s ? Una Z8 ? Io penso che avrò fatto altri 300.000 scatti, se la salute mi aiuta. E saremo certamente contenti ugualmente tutti e due. Certamente farai fatica a partecipare a Contest nuovi con foto nueve, se ne faremo, giusto per tornare I/T.
  15. 1 point
    Grazie Max per la sintesi e la proclamazione ufficiale e grazie per i voti. E' stato un contest molto stimolante!
  16. 1 point
    Ottimo e interessante reportage, grazie per la pubblicazione.
  17. 1 point
    Beh se Canon per il suo lancio di R5 ed R6 ha ingaggiato un emulo di Francis Coppola, montato un teatro di posa e preso 256 comparse, dopo aver annunciato lo sviluppo 4 mesi prima e annunciato il lancio in modo epocale un mese fa, Nikon si tira fuori dal cilindro la Z5 senza far trapelare nulla e lasciando intuire come potrebbe essere e non come sarà (di R5 ed R6 si sapeva anche l'esame del DNA ancora prima del lancio) e poi le propona sul mercato ... con un comunicato stampa e 4 foto ufficiali quattro. Poteva andare bene nel febbraio del 1959. Finanche nel 1976. Ma già nel 1999 era fuori moda, oggi da adito solo a congettura imponderabili (che infatti impazzano per la rete senza nessun Ambassador - mi risulta che nessuno di loro abbia in mano una Z5 - possa rintuzzare le sciocchezze che si dicono sul web). Quasi, quasi, Dpreview ha scritto una presentazione più calorosa della Nikon Z5 di Nikon. Ed ho detto molto, citando Dpreview ... ! Il 21° secolo è quello in cui la Cina minaccia gli Stati Uniti senza muovere un soldato ... direttamente dai laboratori di hacker installati a Phnom Pehn (per non essere direttamente coinvolta) inondando la rete di news e di fake-news tutte suffragate da milioni di commenti (apparentemente reali) sui social ! Io non credo che il budget di Nikon possa essere stravolto se assumono un europeo o un americano per dirigere la comunicazione globale, anzichè imporre canoni e stilemi da secolo precedente a quello scorso. E intanto questa volta, ancora una volta, Nikon non ha nemmeno annunciato di avere in sviluppo il 14-24/2.8. Ne ha solo pubblicato la fotografia senza commenti. Non lo ha fatto nemmeno con il 50/1.2 S - che deve essere parimenti pronto per la distribuzione ma nessuno lo dice - mentre delle Z6s e Z7s sappiamo l'esistenza perchè qualcuno se lo è lasciato scappare. Mentre dovremmo sapere tutto tranne il gruppo sanguigno della madrina che le terrà a battesimo a questo punto. Ottobre, se sarà confermato, tolto il mese di ferie obbligate in Giappone, è praticamente il mese prossimo ! Quindi a conti fatti, sarà un problema nostro se non ci siamo abituati all'ossessivo riserbo Nikon, ma fa più male al loro conto economico che al nostro !
  18. 1 point
    Esprimo il mio parere anche se non ho partecipato, se non all'ultimo contest che permetteva foto d'archivio, per mancanza di fotocamera. Sono molto contento di questo nuovo modo d'impostare questi eventi, "costringendo" almeno i partecipanti ad uno sforzo maggiore del semplice postare la loro immagine. Obbligare al commento è sempre molto positivo e sono convinto sia la strada giusta per proseguire. Postare una foto e ricevere commenti su di essa è una cosa valida che può dare spunti di riflessione al fotografo, ma commentare le foto altrui è ancora meglio. È necessario concentrarsi, sforzarsi di leggere un'immagine non propria ed elaborare un pensiero su di essa...è un'esercizio fantastico. Al contrario, non credo che comunque i numeri cresceranno di molto rispetto a quelli visti nei contest di quest'anno e non ho in mente soluzioni per cambiare questa mia supposizione. Per mio conto credo che nel prossimo anno acquisterò nuovamente una fotocamera che mi permetterà quindi di partecipare, solo che non posso sapere se sarà a primavera o in autunno 2021, diciamo che ci metto la volontà di partecipare a tutti i contest subordinata all'averne le possibilità fisiche.
  19. 1 point
    26 luglio 2020 Nel dicembre del 1968, in Inghilterra, la canzone prima in classifica si intitolava "A man of the world". Quell'"uomo del mondo" si è spento la notte scorsa a Londra, nella sua casa, e si chiamava Peter Green. Per chiunque strimpelli una chitarra, per chi ama ascoltare musica sincera, genuina, il nome dei Fleetwod Mac di Peter Green non deve essere sconosciuto. Quei Fletwood Mac erano lontani due ere geologiche da quelli che saranno in "Don't Stop" di Leslie Buckigham (a metà dei '70) e furono anello di congiunzione tra il Blues di Chicago e le folk derivazioni britanniche, quindi germe e brodo primordiale di evoluzioni quali l'Hard Rock (poi Metal) e soprattutto della meravigliosa stagione del Progressive Rock inglese (e americano, perchè gente come i Chicago Transit Authority non li dimentico). Negli ultimi anni '60 al Marqee Club di Londra, Peter Green lo incontravi una sera sì e una no, andavano tutti ad ascoltarlo (con "tutti" intendo gli altri musicisti). Un gruppo speciale, quei Fleetwood Mac, una sezione ritmica solidissima, cementata da John Mc Vie al basso e Mick Fleedwood dietro il rullante, e due chitarristi, Peter e Jeremy Spencer, a cui quasi subito se ne aggiungerà un terzo, Denny Kirwan. Fu un gruppo che trasformò il Blues portandolo a livelli mai ascoltati prima. BB King affermerà, anni '90, che nessuno è mai stato capace di replicare il suo tocco di chitarra elettrica, nessuno tranne uno: Peter Green. Purtroppo Peter si devasterà con l'LSD (e dopo di lui anche Denny), riducendo al lumicino le sue capacità musicali escludendosi così dalle scene già dai primi anni '70. Una meteora, insomma, sì, ma un astro che 50 anni dopo piangiamo per l'ultima volta. Addio, Man of the World.
  20. 1 point
    Riprendendo dalla prima parte, proprio dalla prima frase... ...e cioè la filettatura filtri della stessa misura, per fare un breve excursus sulle potenzialità di questi tre zoom a distanza ravvicinata, con una lente addizionale, come può capitare di utilizzare, per ampliare il raggio di azione di obiettivi a focale variabile, come questi. Le distanze minime di maf ai 200mm (la massima lunghezza focale comune) parlano di 70cm per il 24-200 Z, 120cm per il 70-300 AFP e 100cm per il 70-200 AFS che diventano distanze di lavoro (dalla lente frontale al soggetto) rispettivamente di: 51cm per il 24-200, 97cm per il 70-300 e 78cm per il 70-200 (e considerando anche l' FTZ interposto, per questi due ultimi zoom): io aggiungo una lente addizionale acromatica come la Marumi DHG 300 da 3 diottrie che posseggo in diametro da 77mm, (opportunamente ridotto ai 67 dei tre zoom con appositi anelli di raccordo) e istantaneamente le distanze operative cambiano: Nikon Z 24-200 da 51cm a 19cm Nikon AF-P 70-300 (@ 200mm) da 97cm a 23,5cm Nikon AF-S 70-200 da 78cm a 21,5cm Cosa notiamo immediatamente...? Un maggiore ingrandimento dell'immagine, a parità di focale utilizzata, dell'ultimo dei tre zoom, il 70-200/4. Tipica manifestazione di minor assoggettamento al "focus breathing" ossia alla caratteristica diminuzione di focale effettiva alla minima distanza di maf, propria dei telezoom come questi, caratterizzati da progetti ottici complessi, con movimentazioni interne di gruppi di lenti, per realizzare l'intera gamma di focali. Ed il Nikon AF-S 70-200/4 è famoso proprio per distinguersi in questo senso già in ambito reflex. Cosa comporta in ambito di fotografia a distanza ravvicinata? Un ottimo fattore di ingrandimento ad una più comoda distanza operativa, non eccessivamente vicina al soggetto, che consente di riquadrarlo alla stessa dimensione che con gli altri due zoom, guadagnando qualcosa anche in pdc, sempre bassissima a queste ridotte distanze di maf 24-200 70-300 70-200 come ci si può direttamente rendere conto in queste tre immagini, scattate a distanze lievemente differenti, tutte e tre a 200mm ed ad f/8, ma nella terza delle quali, quella del 70-200/4 sono costretto a retrocedere per mantenere delle stesse proporzioni il soggetto nell'inquadratura (a causa del minor focus breathing) guadagnando immediatamente qualcosa sulla pdc, come si nota dalle scritte più nitide sull'obiettivo di ..supporto alla scheda. La resa alle minime distanze di lavoro è per tutti e tre gli obiettivi eccellente, differente invece la maneggevolezza e la fluidità della messa a fuoco di questi tre zoom ai limiti di scala (pur considerando la presenza per i due F-mount dell'adattatore FTZ che certamente non può migliorarne le prestazioni) Nikon Z 24-200mm Per definizione e cromia, questo all-in-one Z, mi pare davvero ben riuscito e l'utilizzo con la lente addizionale non lo priva della facilità d'uso che è la prima dote che si nota sulle Nikon Z quando si usino obiettivi nativi. Qualche hunting dovuto anche al vento che rendeva più difficili le riprese ai fiori di ibisco mi ha costretto ad accontentarmi dei risultati qui sopra ottenuti. In questa maniera basta una lente addizionale ad aggiungere versatilità ad uno zoom che di questa dote farà la sua bandiera, specie con le Z in arrivo, come la Z5 per la quale non mi stupirei di vederlo in bundle (approfittatene, in questo caso, per il prezzo che verrà di sicuro addolcito) in alternativa al nuovo 24-50mm. La piccola distanza operativa dal soggetto, di 19cm, non risulta troppo di ostacolo all'utilizzo (come ho operato in queste foto) di un flash tenuto con la mano sx in favore del soggetto, per una più efficace gestione di luci ed ombre nella fotografia a distanza ravvicinata, ma se risultasse lievemente maggiore, non guasterebbe di certo. Nikon AF-P 70-300mm (@ 200mm) Uso ormai da un paio d'anni questo AFP, prima su reflex e ora su mirrorless, con grande soddisfazione anche in questo particolare genere fotografico che è la "microcaccia fotografica itinerante", praticata a mano libera, con fotocamera ed obiettivo nella mano destra e flash (nel caso in oggetto un Godox Ad200 nella sua fondina alla cintura dei pantaloni ed il cavo di prolunga su cui ho montato la testa circolare H200R) Auto ISO, AFC, sensore AF dinamico e tempi di otturazione HSS (High Speed Sync), per sincronizzare anche ad 1/1000" in luce diurna, evitando così gli sfondi neri e le sovraesposizioni delle parti del soggetto colpite marginalmente dalla luce flash. Grandi soddisfazioni e foto cromaticamente ineccepibili: in questa sessione, a confronto con gli altri due zoom è stato quello che mi ha procurato qualche hunting dell'AF di troppo, che considerando il fatto che stavamo operando a 200mm sempre ai margini della minima distanza di maf e per giunta su adattatore FTZ, in esterni e col vento... ci stava tutto. Certamente però qualche foto di scarto di troppo, rispetto quelle occorse con gli altri due zoom, la debbo segnalare. La distanza operativa di quasi 24cm è la maggiore del lotto dei tre zoom e senza dubbio utile con soggetti animati come gli insetti, quasi eccessiva con i soggetti...animati solo dal vento, come i fiori: dove può risultare in taluni casi meno efficace. Ho fotografato con questo zoom (che arriva fino a 300mm) a 200mm sia per cercare di fissare dei risultati almeno paragonabili, sia perchè il breathing a 300mm si incrementa ancora un pò, rendendo minore l'effetto di ingrandimento, inoltre si diminuisce la luminosità dello zoom che a 200mm a TA risulta ancora essere un f/5,3 ossia 1/3 di stop più aperto che a 300mm) Nikon AF-S 70-200mm Una rivelazione !!! In close up questo zoom si dimostra essere il più fluido e veloce in AF fra i tre, alla pari col 24-200 nativo e dotato di altro genere di movimentazione AF. Cromaticamente, essendo il più neutrale dei tre, risulta il più facile da gestire in luce mista flash HSS/ambiente. La sua fastidiosa distorsione a cuscino, visibile su linee rette ed ortogonali, con i fiori proprio non ci tange neppure. Maneggevolezza ideale (è l'unico dei tre a non cambiare dimensione durante la zoomata) e distanza di lavoro fissata a metà tra gli altri due: a 21,5cm dove lavoro a mano libera in maniera perfetta, dovendo gestire senza stativi macchina e flash, orientando il flash nello spazio residuale, tra lente addizionale e soggetto. Ho notato per contraltare una certa facilità a vignettare a queste minime distanze di maf. Alla fine di questo ...minimal contest di close-up photography ? Nikon AF-S 70-200mm f/4 G ED VR Nikon Z 24-200mm f/4-6,3 VR Nikon AF-P 70-300mm f/4,5-5,6 E VR ED Max Aquila photo (C) per Zetaland 2020 to be continued...
  21. 1 point
    Beh, come già scrissi, e come ha scritto Andrea (Viandante), per me manca solo un bel 200 micro S, ma so che è un'utopia...
  22. 1 point
    Stamattina, un giro a Cascina Sforzesca (Vigevano). Vista la pioggia di ieri sera speravo di trovare le gocce d'acqua e così è stato. Un sacco di damigelle, ma volavano sopratutto zanzare, in quantità viste raramente (se andate portatevi il repellente e mettetelo appena scendete dall'auto, in abbondanti quantità, su tutte le parti scoperte e sulla maglietta). Non è un soggetto che frequento, così come la fotografia a distanza ravvicinata, quindi ogni consiglio/suggerimento/critica è bene accetto. Regolazione del file compresa - sto sempre giocando con Capture One. Z6 su 500PF, 1/500 f8 ISO560 + 2 tubi Meike (18+11mm) - In manual focus ed a mano libera sfruttando l'assistenza al MF della Z6 Z6 su 500PF, 1/500 f11 ISO2000 + 2 tubi Meike (18+11mm) - In manual focus ed a mano libera sfruttando l'assistenza al MF della Z6 Z6 su 70-200FL @ 200mm, 1/250 f11 ISO400 + 2 tubi Meike (18+11mm) Z6 su 70-200FL @ 170mm, 1/250 f11 ISO560 + 2 tubi Meike (18+11mm) Z6 su 70-200FL @ 200mm, 1/500 f5.6 ISO140 + 2 tubi Meike (18+11mm) Z6 su 70-200FL @ 200mm, 1/500 f5.6 ISO220 + 2 tubi Meike (18+11mm) Z6 su 70-200FL @ 200mm, 1/500 f8 ISO450 + 2 tubi Meike (18+11mm) Z6 su 70-200FL @ 150mm, 1/640 f8 ISO280 + 2 tubi Meike (18+11mm) Come detto, sono tutte a mano libera. In realtà l'idea era di provare a fotografarle in volo, ma questa mattina l'AF del 500PF ha deciso di piantarmi in asso ed il 70-200 è troppo corto.
  23. -1 points
    Peccato, fatta una ieri...ma...ma...è un paesaggio.
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