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Showing content with the highest reputation on 02/20/2020 in all areas

  1. Hinamatsuri, Katsuura, Chiba, Japan
    6 points
  2. Quando mi è arrivato il pacco e l'ho aperto ... per un attimo ho sperato che avessero confuso le valigette e mi avessero mandato un Noct in omaggio ! E invece Nikon, che ha veramente intenzione di fare le cose in grande con le sue mirrorless, ha deciso di riservare una valigetta simile anche al super Experience Kit della Z50. Se non lo sapete, ve lo dico io, nei migliori rivenditori Nikon nazionali è a disposizione questo kit, che potete richiedere gratuitamente in prova. La valigetta contiene proprio tutto il necessario per una ... Experience completa. oltre, ovviamente, alla Z50 con la sua batteria e il relativo caricabatterie, ci sono i due obiettivi formato DX con cui viene venduta (il compatto Nikkor Z 16-50 e il più potente Nikkor Z 50-250). Ma non manca anche l'adattatore FTZ per provare la macchina con le decine di obiettivi Nikkor F compatibili (sostanzialmente ogni obiettivo motorizzato, sia in formato DX sia in formato FX che magari già possedete). A me sembra una bellissima iniziativa che vi consente di capire nelle vostre condizioni di uso se la macchina e il suo corredino fanno per voi. Perchè, diciamo la verità, due scatti dentro al negozio non permettono mai di farsi veramente un'idea concreta. E sinceramente, anche solo per il gusto di uscire dal negozio con quella valigetta da James Bond, io un giro me lo farei ! A SCANDO DI EQUIVOCI PRECISIAMO ANCORA CHE OVVIAMENTE QUESTO KIT E' UN DEMO, NON E' IN VENDITA. Una volta riconsegnato il kit, la Z50 che vorrete acquistare, verrà comunque consegnata nella confezione normale. La valigetta che vedete nelle foto è esclusiva per il kit. Non è in vendita. Questa configurazione speciale da Experience, non è destinata alla vendita.
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  3. Già postata in altro contest Shirahige Jinja, Biwa Lake, Japan
    2 points
  4. museo radiotelevisione Torino
    2 points
  5. Aomori Nebuta Matsuri PhotographyWord
    2 points
  6. In questo caso per ottiche Cine PL
    1 point
  7. Luigi, cerchiamo di fare un po' di chiarezza: i punti da tenere in considerazione sono due, e vengono l'uno successivamente all'altro. 1) prima devi tarare perfettamente la regolazione diottrica per vedere bene il mirino della macchina.... 2) solo dopo, devi mettere a fuoco l'immagine... Poiche' lo schermo di messa a fuoco e' in realta' un display, sia le immagini riprese da te, che le scritte eventualmente visualizzate, le vedi entrambi "proiettate" sulla superfice del display. Per tarare la regolazione diottrica, come ti e' stato gia' suggerito, basta quindi girare la rotellina fino a che non vedi perfettamente a fuoco le scritte presenti sul display, ad esempio quelle visibili dopo aver premuto il tasto info, senza badare minimamente all'immagine dietro, anzi, la cosa la puoi fare ancora meglio tenendo addirittura il tappo sulla lente...... Trattandosi in pratica di un "televisore" e non di un dispositivo ottico, una volta che hai regolato la diottria necessaria per mettere perfettamente a fuoco "il televisore" sara' automaticamente a fuoco tutto quello che e' visualizzato su di esso, siano esse le scritte o le immagini riprese da te Una volta tarata perfettamente la regolazione diottrica, resta il problema mettere a fuoco l'immagine tramite la ghiera della lente, ed in questo ti aiuta il focus peaking (i sunnominati "bordi rossi...") e, molto meglio ancora, l'opzione di ingrandimento della zona centrale, che sono le due opzioni che, personalmente, attivo sempre quando devo mettere a fuoco qualcosa con i miei vecchi Contax Zeiss T* manuali e la Nikon Z A priori ti resta solo da decidere se puoi affidarti completamente solo alla rotellina di regolazione diottrica presente sulla macchina, senza indossare gli occhiali, oppure se devi utilizzare anche gli occhiali e fare una regolazione fine della diottria con questi ultimi indossati. Ti dico questo questo perche', se ad esempio hai una alterazione visiva che ti e' stata compensata tramite un taglio particolare delle lenti degli occhiali, o una diottria misurabile in frazioni dell'unita' (ad esempio 0.25 o 0.75), potresti non riuscire a mettere a fuoco perfettamente solo con gli scatti grossolani della regolazione diottrica permessa dalla macchina. Buona luce e buone foto. Luciano
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  8. è arrivato a me (il tuo tesssssoro) insieme a questo kittone. Si vede che sono stato cattivo .... sob !
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  9. Esmpio di foto con Zeiss 25 f2,8 made in west Germany del 1974
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  10. Quella roba "rossa" che ti indicavo è il focus peacking. Non ricordavo l'inglesismo (sto diventando autarchico, sarà l'età). Aggiungo: anche sulle reflezzz il "pallino" non c'entra un acca con alcun automatismo tra fotocamera e obiettivo. Se monti un qualunque tubo di stufa ad avancarica in ottone del 1931, purché dotato di elicoide di messa a fuoco, su una qualunque reflex classe d200 a salire, il "pallino" di <ok, per me è a fuoco> funziona perfettamente. Come dice Max stessa cosa per il focus peacking, che è la versione evoluta offerta dalle ML del miserrimo "pallino" presente sulle desuete reflex. Io un giro dall'oculista però lo farei
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  11. Il focus peaking è la prima risorsa per ognuno di noi, per poter mettere a fuoco un obiettivo MF su di una mirrorless. Chiunque ti abbia risposto qui non ha capito il tuo problema: credevamo tutti non riuscissi a regolare la correzione diottrica del mirino. E per conseguenza che non vedessi nulla. Ma se vuoi un consiglio, realistico, da parte di uno che di Wide MF ne ha una collezione...: Posali in vetrina e fotografa con obiettivi attuali ed AF, lasciando da parte anche il focus peaking. La quale affidabilità è pari alla PDC del diaframma che userai. In ogni sistema ML
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  12. Ciao Massimo. Diciamo che questa uscita è stata una sorta di esperimento: da un lato volevo rendermi conto dei limiti di un corpo macchina e obiettivi nella resa di una situzazione di luce particolare. Dall’altro una prova di cosa sarei stato capace di tirar fuori in un versante dove la luce, sempre lei, è diversa dal solito. Il rischio di ottenere delle ciofeche era abbastanza elevato, e credo con la 11 di esserci andato vicino, anche se mi è servita per sapere fino a dove posso arrivare con l’attrezzatura che ho. Per rispondere più esattamente alle tue domande, la nebbia come il deserto non ha punti di riferimento ai quali siamo abituati. Ciò in alcuni provoca un senso di ansia, un po’ come quelli che nuotano (bene) in piscina ma sono terrorizzati quando sono in mare, non necessariamente aperto. Quando il vuoto prende il sopravvento sul pieno, il nulla invade un qualcosa, cambia anche la percezione di quello che vediamo e la mediazione della nostra mente tramuta in sensazioni magari spiacevoli quello che è un panorama "semplicente" diverso. La scena vuota consente però di concentrarsi solo su quel poco che vedi, accorgendoti che il poco assume un significato che altrimenti sfuggirebbe. In questo senso c'è una analogia tra i particolari fotografati all’inizio e la presunta insignificanza dei pali - particolari appunto - che acquistano dignità proprio perchè ci sono solo loro. Devo dire poi che sono stato introdotto e indotto verso questo sentiero da alcune scene di “Amarcord" (F. Fellini) dalle riprese de "La giusta distanza” (C. Mazzacurati) e dalla passione visibile negli occhi luccicanti di alcuni locali incontrati in varie occasioni, quando parlavano della loro terra: un posto che che non avrebbero cambiato con nulla al mondo. Ho cercato di capirne il motivo, che non è solo "ognuno ama il posto dov’è cresciuto".
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  13. Per il tempo che ho avuto.. Le modalità sono tre Auto (prende il soggetto più vicino) Volto/occhio umano Muso/occhio animale (tra i quali come giustamente sottolinea Silvio ci stanno pure gli umani) condizione di luce molto contrastata, dalla finestra con buio intorno La tendenza sul pp frontale è simile a quello umano, non perfettamente a fuoco la pupilla ma la palpebra Musino in alto preso musino laterale senza orecchie preso anche con occhi chiusi Ovviamente tutte sono in modo riconoscimento animale... per gli umani preferisco impostare "umani"
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  14. Che è biologicamente corretto, gli umani sono un sottogruppo di animali Chi lo sa l'algoritmo potrebbe funzionare su tutto quello che ha occhi di dimensioni normali e frontali o quasi, quindi mammiferi predatori e scimmie, magari non coi cavalli, bovini, ovicaprini e simili che hanno occhi laterali. Sarebbe curioso giocarci in uno zooparco e vedere cosa prende e cosa no.
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  15. Venezia, punta della Dogana e Madonna della Salute
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  16. Sono intonati con le realizzazioni di quel settore : questi sono Zeiss Master per ARRI. Tutta roba pesante, per questo l'adattatore deve essere bello solido.
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