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MADE IN JAPAN - the Deep Purple

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  • happygiraffe
    happygiraffe

    Apro una parentesi per dirvi la mia sulla solita litania che dopo i grandi gruppi degli anni ’70 è stato tutto un declino e che oggi ci sono solo gruppetti tipo i Maneskin. A me, più che un giudizio s

  • Valerio Brustia
    Valerio Brustia

    Pensa che da ragazzo li snobbavo. Che pirla, li ho riscoperti e sono andato a sentirli un paio di volte in età matura. C’è la fine dell’assolo di Blackmore in Child in Time , una scala a salire, che t

  • Valerio Brustia
    Valerio Brustia

    Cioè…. Eri al Vigorelli? E sei tornato a casa con le pive nel sacco? Gli ELP dove e in che anno li hai visti ? Io ogni tanto mi sparo qualche video di YouTube di Emerson che fa il pazzo e non riesco a

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  • Nikonlander
13 minuti fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

Sarà come dici (c'è sempre qualcuno che deve smosciare gli zebedei anche su John Wayne) ma i 9 minuti e 28 secondi di batteria in The Mule, penso che non li tocca neppure Verdone in Borotalco.

Solo Pace (maker) e cocaina possono generarli

Pensa che anche a Marostica nel 2024, il membro fondatore dei Deep Purple, a 76 anni suonati e con una "pancetta" non indifferente, si è permesso di fare un bel assolo ...
non di 9 minuti, ma comunque piuttosto lunghino ... è stato un grande
dopo ha dovuto rifiatare un po', ma ci sta tutto 36_1_11

  • Administrator
1 ora fa, Luciano francesco Costa ha scritto:

Io sono giovane,ma sono stato ancora più giovane e me lo ricordo bene, la musica è sempre stata una componente importante della mia vita,da qui il piacere di ricordare......pure il 72

Ma se ti piace Girolamo del 1583,daie,buon ascoltoa063

Non riesco a farmi capire. Qui é tutto un amarcord del 72 e del 87. Capelloni e pantaloni a zampa di elefante, demodé giá ai tempi di Reagan.

Io parlo di musica antica, suonata oggi da giovani musicisti che hanno studiato le partiture degli antichi e le reinterpretano con l'arte di oggi. Musica ... viva. Non ricordi di 'anta cristallizzati in memorie che stanno svanendo ...

Le cover e le tribute band non contano, sono solo fotocopie da feste di paese.

Io mica ascolto Frescobaldi che suona Frescobaldi su un organo romano demolito da secoli. Ascolto il quarantenne Francesco Corti che suona un cembalo a due manuali del 2021.

Led Zeppelin, mi piacciono. Ma senza incenso e senza lacrimuccia. Nemmeno Jimmy Page si piange addosso.

  • Nikonlander

Insomma,la tua è musica colta, la nostra,se nostra posso chiamarla,è popolare,dicasi pop..... e allora? Lo sappiamo! Si può parlare solo di clavincembalisti e di musicisti deceduti secoli fa senza piangersi addosso?

Qui di lacrimucce non ne ho visto da parte di nessuno,ci siamo divertiti scambiando idee e ricordi di un tempo andato,ma senza nessun tipo di magone,anzi,con allegria. Per me musica è qualcosa che ti smuove l'anima, che ti fa ridere e ti fa piangere,sempre con la pelle d'oca e i sensi svegli. E non me ne frega niente se l'autore è morto o è fuori moda o che per interpretarlo bisogna iniziare a studiare pianoforte a 2 anni per eseguire la suite a 45. Se mi tocca,mi smuove,mi emoziona,allora è musica,chiunque la suoni chiunque l'abbia scritta,che si chiami hendrix o che si chiami Mozart. IMHO

  • Nikonlander Veterano

Effettivamente...... Ian Paice era un mostro, andava avanti come un treno in corsa senza fermarsi mai... e non solo in The Mule

  • Nikonlander

Nel mio vecchio baule pieno di vecchi vinili c'è pure un assaggio dei primi Deep Purple, ancora poco conosciuti.

Screenshot 2026-03-18 230740.jpg

  • Nikonlander Veterano

Rimanendo in tema, ho appena terminato di guardare in tv il documentario "Pink Floyd Live at Pompei" girato nel 1972, ed ho realizzato come, tra ingenue sperimentazioni sonore e cinematografiche fatte con le limitate tecnologie dell'epoca, e strofe musicali "dilatate" all'estremo e ripetute all'infinito, quella musica era veramente la colonna sonora perfetta per un trip psichedelico a base di allucinogeni..... 😄
E lo dico da estimatore di Atom Heart Mother (a parte Alans Psychedelic Breakfast...😁), The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, e The Wall, forse piu' "commerciali" ma piu' vicini alle mie corde.
Comunque sia, non e' scritto da nessuna parte che non si possano apprezzare allo stesso modo Bach, Frescobaldi, i Deep Purple, i Led Zeppelin e tanti altri. La musica e' qualcosa che deve trasmetterti emozioni, e fino a che continua a farlo, indipendentemente da quando e' stata scritta o registrata, il suo valore rimane immutato.

P.S. fortunatamente non sono pochi i giovani e giovanissimi che riescono a capire ed apprezzare la differenza esistente tra i gruppi Rock e Pop di cui stiamo parlando e gruppi attuali stile Maneskin....

  • Administrator
7 ore fa, Luciano francesco Costa ha scritto:

Insomma,la tua è musica colta, la nostra,se nostra posso chiamarla,è popolare,dicasi pop..... e allora? Lo sappiamo! Si può parlare solo di clavincembalisti e di musicisti deceduti secoli fa senza piangersi addosso?

Qui di lacrimucce non ne ho visto da parte di nessuno,ci siamo divertiti scambiando idee e ricordi di un tempo andato,ma senza nessun tipo di magone,anzi,con allegria. Per me musica è qualcosa che ti smuove l'anima, che ti fa ridere e ti fa piangere,sempre con la pelle d'oca e i sensi svegli. E non me ne frega niente se l'autore è morto o è fuori moda o che per interpretarlo bisogna iniziare a studiare pianoforte a 2 anni per eseguire la suite a 45. Se mi tocca,mi smuove,mi emoziona,allora è musica,chiunque la suoni chiunque l'abbia scritta,che si chiami hendrix o che si chiami Mozart. IMHO

Non c'entra niente la "coltezza" c'entrano l'essere in vita o il fare archeologia con deferenza per defunti e pensionati.

Oggi un musicista dovrebbe poter facilmente suonare la musica degli anni 70 meglio dei trapassati che l'hanno proposta.

Altrimenti sarebbe ancora valido il record sui 200m del povero Pietro Mennea.

Se non succede é perché non importa a nessuno rispetto a prodotti tipo Elodia o Annalaisa, mentre di Mozart si, anche Bollani suona (maluccio) Mozart.

Insomma questo é un sito per gente viva. Su queste pagine io ho scritto degli Yes ma anche dei Greta Van Fleet.

  • Nikonlander

Resta il fatto che i trapassati del 70 anche se non tutti validi musicisti si esibivano in un contesto totalmente diverso dall'attuale, la gente si riuniva in massa ai loro concerti per un immane movimento culturale spinto da un'era in totale cambiamento e comperava i dischi per rimanervi in perenne collegamento,

ora invece non è raro vedere delle masse urlanti che si accalcano per vedere sui palchi gente vestita da spaventa passeri che non canta ma alita sul microfono e si muove come stesse togliendo le castagne dai ricci,

diciamo che chi andava invece a questi concerti viveva in un contesto totalmente differente.

Screenshot 2026-03-19 073418.jpg

  • Administrator
16 minuti fa, sergioniko ha scritto:

Resta il fatto che i trapassati del 70 anche se non tutti validi musicisti si esibivano in un contesto totalmente diverso dall'attuale, la gente si riuniva in massa ai loro concerti per un immane movimento culturale spinto da un'era in totale cambiamento e comperava i dischi per rimanervi in perenne collegamento,

ora invece non è raro vedere delle masse urlanti che si accalcano per vedere sui palchi gente vestita da spaventa passeri che non canta ma alita sul microfono e si muove come stesse togliendo le castagne dai ricci,

diciamo che chi andava invece a questi concerti viveva in un contesto totalmente differente.

questo è incontestabile (nel bene o nel male).
Ma "viveva" la dice tutto. E adesso come vive ?
E noi "anta", siamo rimasti fermi ad allora ?

Io no :

  • Administrator

Detto questo, avete a disposizione questo intero club per parlare di musica. Continuate a farlo a vostro comodo parlando della MUSICA che più vi piace.

Quello che vi sto dicendo è di liberarvi dei "costumi" del passato, quelli non tornano. E poi noi siamo vivi oggi.
Insomma, non fatemi venire il magone con questi "ti ricordi" e "c'eri quella sera dell'inverno del '38" al Vigorelli Vecchio a Moncucco ? e076

Perché potrei pensare che qualcuno non pensa alla musica ma fa come le dame dell'ottocento cui della musica di Liszt non fregava nulla ma andava ai suoi concerti perché provocavano parossismi e svenimenti .... come i vibratori (inventati però quando Liszt era già morto).

  • Administrator
55 minuti fa, Mauro Maratta ha scritto:

questo è incontestabile (nel bene o nel male).
Ma "viveva" la dice tutto. E adesso come vive ?
E noi "anta", siamo rimasti fermi ad allora ?

Io no :

voglio suggerire l'ennesima provocazione:

sono stato per tre giorni a Milano proprio adesso e, a parte le significative differenze architettoniche e nel traffico rispetto l'ultima volta (sei anni fa) o la penultima (nove...) sapete cosa mi ha colpito di più?

....no, non potete :

Fino a qualche anno fa in metropolitana la gente mediamente stava silente oppure leggente oppure con le cuffie alle orecchie per ascoltare la propria playlist al suo telefono o dispositivo atto a contenerne, ma rigorosamente assorta e prevalentemente silenziosa.

...

Oggi che evidentemente il segnale telefonico arriva anche a quelle profondità: tutti a parlare con qualcuno al telefono dei cazzi suoi, ad alta voce (perchè quello accanto fa lo stesso) sguardo spiritato nel vuoto e dettagli personali su lavoro e persone che...altro che privacy.

Certo che proliferano i borseggiatori: come potrebbe essere diverso? Un tempo rubavano i cellulari, oggi gli levano anche le mutande e loro ancora lì a rincorrere il Taaaacc !!! (= impiegare il tempo personale per questioni di lavoro, in ambiti del tutto inadatti)

Altro che ...Musica Maestro...!

  • Nikonlander

Però dai che non siamo ancora da museo😃

qualche giorno fa ero fermo al semaforo e in auto avevo su Cracked Actor un po' "altina", versione originale da album del 73, passa una signora credo mia coetanea quindi con tutte le sfumature di grigio, mi fa toc toc sul vetro e con un bel sorriso mi fa entrambi i pollici in su, e non fate gli spiritosi che non erano i medi😂, ovviamente ho ricambiato il saluto.😎

  • Administrator
5 minuti fa, sergioniko ha scritto:

Però dai che non siamo ancora da museo😃

qualche giorno fa ero fermo al semaforo e in auto avevo su Cracked Actor un po' "altina", versione originale da album del 73, passa una signora credo mia coetanea quindi con tutte le sfumature di grigio, mi fa toc toc sul vetro e con un bel sorriso mi fa entrambi i pollici in su, e non fate gli spiritosi che non erano i medi😂, ovviamente ho ricambiato il saluto.😎

io ascolto musica molto più antica. E non mi sento affatto da museo.
In questo momento la Nona di Mahler, composta nel 1910 ma in una registrazione della London Symphony Orchestra di tre mesi fa.
Attualissima, tersa, precisa, coinvolgente.

  • Nikonlander
4 ore fa, sergioniko ha scritto:

Resta il fatto che i trapassati del 70 anche se non tutti validi musicisti si esibivano in un contesto totalmente diverso dall'attuale, la gente si riuniva in massa ai loro concerti per un immane movimento culturale spinto da un'era in totale cambiamento e comperava i dischi per rimanervi in perenne collegamento,

ora invece non è raro vedere delle masse urlanti che si accalcano per vedere sui palchi gente vestita da spaventa passeri che non canta ma alita sul microfono e si muove come stesse togliendo le castagne dai ricci,

diciamo che chi andava invece a questi concerti viveva in un contesto totalmente differente.

Screenshot 2026-03-19 073418.jpg

Meraviglioso

  • Nikonlander
12 ore fa, sergioniko ha scritto:

Nel mio vecchio baule pieno di vecchi vinili c'è pure un assaggio dei primi Deep Purple, ancora poco conosciuti.

Screenshot 2026-03-18 230740.jpg

Dovevano ancora prendere forma,avevano un cantante non adatto al genere e non sapevano ancora dove andare. Comunque già su questo album cè del buono

  • Nikonlander Veterano
7 ore fa, Mauro Maratta ha scritto:

Oggi un musicista dovrebbe poter facilmente suonare la musica degli anni 70 meglio dei trapassati che l'hanno proposta.
Altrimenti sarebbe ancora valido il record sui 200m del povero Pietro Mennea.

Si e no, si e no....... ed il paragone con lo sport non e' pienamente calzante. Come Ian Gillan cantava Child In Time, non ne ho sentiti altri, e ne ho sentite parecchie versioni.......
L'energia di Ian Paice, e la sua capacita' di mantenere ritmi infernali per tutta la durata dei concerti, non e' proprio cosa comune. Forse Colin Trevor Powell, meglio noto come Cozy Powell, altro "trapassato" degli anni 70, riusciva a fare altrettanto, e forse solo quelli che attualmente suonano il rullante nel Bolero di Ravel possono vantare una simile pervicacia. 😂
Jon Lord poi, non me lo toccate. Don Airey, per quanto bravissimo anche lui, non mi ha mai coinvolto come faceva Jon.
IMHO ovviamente 🙂

  • Nikonlander

Nella lista batteristi rock includerei Mitch Mitchell mentre per un genere rivolto al progress ho sempre un voto alto per Billy Cobham e Vinnie Colaiuta,

per la sei corde anche se sono moltissimi ma un Derek Trucks specialmente nella fase più giovanile mi ha sempre attirato molto, sul basso non ho ancora trovato un sostituto per Stanley Clarke, alla voce sono tantissimi ma ora citerei Jon Anderson e ai tasti rimango ancora fermo su Chick Corea, i generi son tutti diversi ma ho un po' di tutti, tanto per non farsi mancare niente.

  • Nikonlander
3 ore fa, sergioniko ha scritto:

Nella lista batteristi rock includerei Mitch Mitchell mentre per un genere rivolto al progress ho sempre un voto alto per Billy Cobham e Vinnie Colaiuta,

per la sei corde anche se sono moltissimi ma un Derek Trucks specialmente nella fase più giovanile mi ha sempre attirato molto, sul basso non ho ancora trovato un sostituto per Stanley Clarke, alla voce sono tantissimi ma ora citerei Jon Anderson e ai tasti rimango ancora fermo su Chick Corea, i generi son tutti diversi ma ho un po' di tutti, tanto per non farsi mancare niente.

Mitch Mitchell è uno dei batteristi più sottovalutati di sempre,non ho mai capito perchè, però Cobham e Colaiuta sono su tutt'altro livello,un'altro campionato.

Per le chitarre non basta un libro,ma se hai tempo fai un salto su youtube ed ascoltati un pò Matteo Mancuso,siciliano doc e tecnica e talento inarrivabili. Stanley Clarke è insostituibile,specialmente con il gruppo di Corea Return Forever , ma per me il bassista che ha lasciato il segno prima, e il vuoto poi,non può essere che Jaco Pastorius,stile unico e inconfondibile, che con i Weather Report ha raggiunto il suo apice. Su jon anderson che dire,voce celestiale,negli Yes ci voleva lui,e basta.

Sui tastieristi,o pianisti,si anche a me piace Corea,specialmente nel Jazz classico,diciamo prima dei Return Forever,ma il mio preferito è Keith Jarrett, che tra le mille cose che ha fatto ci ha lasciato un capolavoro come The Koln Concert,grande

  • Author
  • Nikonlander

Tra i batteristi metterei sia Carl Palmer che Ginger Baker che ha raggiunto il culmine con TOAD. Trovo invece molto sopravvalutato Bonham,ma è gusto personale.Concordo con Keith Jarrett,The Koln Concert,nato sotto infausti auspici ha invece creato un album strepitoso. Comunque non dimenticherei neppure Joe Morello con David Bruebaker. A proposito,la copertina dell'LP Tales of Taliesin indica mono,un refuso? I primi due LP dei Deep Purple erano influenzati dal blues e dal progressive rock ,poi coll'arrivo di Gillan e Glover c'è stata la sterzata sull'hard rock.Coi Led Zeppelin e i Black Sabbath son stati i massimi esponenti di questo genere.

  • Nikonlander

Apro una parentesi per dirvi la mia sulla solita litania che dopo i grandi gruppi degli anni ’70 è stato tutto un declino e che oggi ci sono solo gruppetti tipo i Maneskin.
A me, più che un giudizio sulla musica, sembra una solenne dichiarazione di pigrizia.

Perché il punto non è che dopo gli anni ’70 non sia più esistita musica valida. Il punto è che molti si sono semplicemente fermati lì. Continuano a fare il giro con gli stessi dischi da cinquant’anni, scambiando l’abitudine per criterio.

Gli anni '70 sono stati irripetibili, per quantità di idee, personalità e centralità culturale del rock. Ma da qui a dire che dopo c’è stato solo “penoso declino” ce ne passa. La verità è più semplice: non è sparita la qualità, è sparita la comodità. Prima il meglio era più visibile, più condiviso, più inevitabile. Oggi è tutto più frammentato, quindi bisogna cercare. E qui molti si fermano, perché cercare richiede curiosità, tempo e voglia di uscire dal proprio mausoleo sonoro.

Prendere i Maneskin come esempio del fatto che oggi non esista altro è come entrare in libreria, vedere il bestseller all’ingresso e concludere che la letteratura contemporanea sia tutta lì.

Detto questo, non ho difficoltà ad ammettere che dal punto di vista musicale e tecnico, qualcosa degli anni ’70 si è davvero perso. Quella fame di sperimentare, di mescolare linguaggi, di portare il rock in territori imprevedibili oggi è molto più rara. Uno come Zappa non era solo bravo: apparteneva a un’epoca in cui era ancora possibile essere geniali, eccentrici, colti, tecnici, persino irritanti, e restare comunque dentro il discorso centrale della musica. E come lui ce n'erano tanti altri. Quella stagione lì è finita, sì.

Ma da questo non segue che dopo ci sia stato il vuoto. Segue solo che il contesto è cambiato. Oggi ci sono meno figure monolitiche, meno pazzi illuminati con carta bianca, meno centralità culturale del rock come linguaggio dominante. Però continuano a esistere gruppi ottimi, dischi intelligenti, idee forti, forme nuove. Solo che devi andarteli a cercare. 

Penso che chi ama davvero la musica, a un certo punto, sente anche il piacere di cercare, di rischiare un ascolto sbagliato, di perdersi, di trovare qualcosa che non aveva previsto. Chi invece continua ad ascoltare solo musica di cinquant’anni fa e poi pontifica sul presente sta solo evitando la fatica, e il piacere, dell’esplorazione.

Forse c’entra anche una stagione della vita: quella dei 20 anni, in cui si aveva più tempo, più fame e più voglia di esplorare. 

OK, la chiudo qui e mi preparo serenamente a essere scannato (possibilmente con una buona colonna sonora in sottofondo!).

  • Administrator
10 ore fa, happygiraffe ha scritto:

...Quella stagione lì è finita, sì.

Ma da questo non segue che dopo ci sia stato il vuoto. Segue solo che il contesto è cambiato. Oggi ci sono meno figure monolitiche, meno pazzi illuminati con carta bianca, meno centralità culturale del rock come linguaggio dominante. Però continuano a esistere gruppi ottimi, dischi intelligenti, idee forti, forme nuove. Solo che devi andarteli a cercare. 

Penso che chi ama davvero la musica, a un certo punto, sente anche il piacere di cercare, di rischiare un ascolto sbagliato, di perdersi, di trovare qualcosa che non aveva previsto. Chi invece continua ad ascoltare solo musica di cinquant’anni fa e poi pontifica sul presente sta solo evitando la fatica, e il piacere, dell’esplorazione.

Forse c’entra anche una stagione della vita: quella dei 20 anni, in cui si aveva più tempo, più fame e più voglia di esplorare. 

OK, la chiudo qui e mi preparo serenamente a essere scannato (possibilmente con una buona colonna sonora in sottofondo!).

Non avrei saputo scrivere meglio di te in proposito.

E si, io continuo ad ascoltare la musica che ho prediletto e continuo ad esserle fedele, quaranta, cinquanta e sessant'anni fa (io ascoltando i Beatles associo mentalmente latte e biscotti)

Ed è solo ignoranza assoluta della musica di prima e di dopo che mi porta a continuare a pescare nello specchio d'acqua infinito che fu quel periodo magico.

Ogni tanto mi capita di trovare cose prodotte da poco che abbiano un senso simile e mi piacciano altrettanto, contemporanee.

E mi stupisco quando vedo coetanei (di solito donne) che si entusiasmano all'ascolto di cantanti sanremesi attuali, tanto quanto piangerebbero dalla uscita in scena di un De Gregori, fino alla fine del suo concerto: non le invidio, ma riconosco abbiano una maggiore tolleranza di me al cambiamento.
Dove io non trovo che pochezza, loro leggono ben altro: la limitazione è tutta mia, quindi.

Ma sono felice di continuare ad emozionarmi all'ascolto dei Pink Floyd (tutti insieme, neh...mica di Gilmour che solisteggia WYWH che ci ha rotto er cazz*) o dei Genesis come dei Deep Purple (senza intricarmi di che formazione...: menate !) o dei Doors, quanto di altri gruppi ormai disintegrati e rimasti a simbolo di un periodo passato = che non ritornerà più.

Perchè è questo il senso della musica: lei resta, per chi la voglia ascoltare...

  • Nikonlander

Per carità, me li ascolto anch'io Beatles, Pink Floyd, Genesis, etc, e sono molto felice di farlo (effetto latte e biscotti per te come per me!), ma il mondo non è finito lì. Pensa che in questi giorni sto ascoltando solo gruppi nati negli ultimi 10-15 anni e di dischi interessanti ce ne sono davvero tanti.

  • Author
  • Nikonlander

Avete ragione sia Happy che Mauro che Max.La musica è e rimane per sempre,gli uomini no,così come certi periodi storici. Io ascolto la musica rock e non solo degli anni 60/70/80,però mi piace ascoltare anche jazz e ascoltare,come dice Happy,dei nuovi gruppi che fan proposte interessanti,spesso si autoproducono dischi cd etc.tra questi segnalo,a parer mio ovviamente,il canadese Devin Towsend (rock) e il danes Sorens Bebe (Jazz) giusto per dire che certi generi ci sono ancora anche se purtroppo le case discografiche han dato spazio ai rap trap o come diavolo si chiamano e a gruppetti pseudo rock come i maneskin i cui componenti sembra che ora faccian carriere soliste su cui stendo un velo pietoso. Detto ciò oggi pomeriggio mi ascolto un bel disco dei Cream ma ora do spazio a Lou Reed e alla mitica introduzione dei "killer di Detroit " di Sweet Jean......

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