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Beh, me lo dite qual'è il vostro primo di Chaikovsky preferito ? s.t.

Featured Replies

  • Nikonlander

Non sono molto preparato, perché questo concerto non mi ha preso più di tanto, non me ne voglia Pietia!

Volendo andare indietro nel tempo, Horowitz e Toscanini. In tempi più recenti, ma almeno 30 anni fa, Argerich e Abbado. Ma ci sono così tante incisioni di questo concerto che sarebbe molto impegnativo fare dei confronti.

  • 3 weeks later...
  • Nikonlander Veterano

E grazie, voi giocate facile con Ale, io nel frattime (:marameo:) sto ascoltando "Ala Voronkova * Guerassim Voronkov, in Chaikovski Médidation.

Perché hai scelto questo, perché a me gli archi, mi piacciono troppo, li sto ascoltando in cuffia e con un pò di lacrime al seguito.

Che male che sono messo ! 

 

  • Nikonlander

Devo dire che Chaikovsky mi ha sempre lasciato un po' freddino.

quando ero giovane mi sembrava "piacione" e questa era un'onta che in musica, talebano com'ero, era da lavare con il sangue.

Era la stessa impressione che mi faceva Chopin. Poi un concerto live con le 4 Ballate mi colpi moltissimo e me lo fece rivalutare, fino a farne uno dei miei compositori preferiti per pianoforte (se non IL preferito).

Piotr Ilic invece è sempre rimasto un po' là, non mi è mai venuta voglia di approfondire, per cui posso rispondere poco e male a questa domanda.

Al Primo concerto per pianoforte sono arrivato all'inverso, cioè non dal compositore ma dall'interprete.

Adorando Gilels, sentii una sua incisione degli anni 50 con Reiner, che è quella che ancora oggi mi è rimasta nelle orecchie e nel cuore (e pure il suono non era male per essere così vecchia, migliore di alcune posteriori).

Ne ho sentite (poche) anche da altri grandissimi (Richter, Argerich), ma quella mi è sempre rimasta là in cima

Anche se è difficile che se esce una nuova incisione io corra ad ascoltarla...

  • Author
  • Administrator

;)

Mi immagino questa scena in Paradiso tra una trentina di anni.

Chopin, sulla sua chaise lounge che sospira della perduta patria aspirando i vapori dalla boccetta di etere che gli ha lasciato George Sand scappata con Katherine Hepburn sull'isola che non c'è.

Al pianoforte lo sostituisce l'emaciato Kristyan Zimerman, con la sua barbetta perfettina, le codine del frac che strascicano a terra e i suoi arpeggini imparati per i concertini di Chopin.
Chaikovsky stesso, in piedi alla sua sinistra, gli spiega come interpretare il suo primo concerto.

Mentre volta la prima pagina dell'introduzione orchestrale esclama :

"Forza con quelle ottave, kazzo, devi spaccare la tastiera, mostra che hai i coglioni".
"Questo è pane rustico, salame e lambrusco fresco, non quello champagnino svaporato tiepido che beve quello là !"
"Devi buttare il tuo disprezzo in faccia a chi ti deride" "Tu hai più palle di loro".

E giù uno sganassone sull'orecchio destro !

Questa l'essenza di un concerto che è una dichiarazione di intenti, è cinema, provocazione, forza d'animo, disperato tentativo di andare oltre il possibile (viste le scarse attitudini pianistiche del compositore che usa la forza dove gli manca la tecnica).

In questo, concordo che sia l'interprete solista la chiave di lettura. Sempre, tranne che in un caso.

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Horowitz è devastante con le sue proverbiali ottave, superiori a quelle di Rachmaninov, ancora in vita all'epoca di questa registrazione dalla radio.
Ma il mattatore, ovviamente, è il suocero Arturo che lo spinge oltre l'umanamente possibile con il suo ritmo infernale.
Peccato per la registrazione piatta e monofonica.

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assolutamente straordinario Emil Gilels con Reiner per RCA Victor.
Ma a me Gilels ha colpito di più in video. La forza tellurica è tale che con il solo dito medio, quando lo preme con veemenza, avvolge tutta la platea.

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ma quando parliamo di palle, nessuno ne ha di più di Martha Argerich che qui ammalia l'algido Abbado con la sua ancora più algida Berliner.
[l'appendice dello schiaccianoci insieme all'amico Economou è pari al concerto]
Im-pa-reg-gia-bi-le

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naturalmente questo disco ripreso a Leningrado che contiene una delle più dolorose seste di Chaikovsky non si può dimenticare.
Richter qui è al massimo. Mravinsky probabilmente stava a guardare soltanto, come suo costume.
E' difficile alla fine dire se questo o quello di Gilels stiano al primo posto.

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Oggi non c'è che uno solo in grado di mettersi su questi piani. E lo può fare chi sia il direttore (che in genere è Gerghiev, visto che entrambi sono stati banditi dalla scena occidentale).
Denis Matsuev ha lo spirito giusto per farlo.

 

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ci sarebbe l'amico Daniil ma io qui lo sento un pò troppo didascalico, quasi compassato.

Pietia mollerebbe anche a lui uno sganassone sonoro !

  • Nikonlander

grazie per la disamina, sempre appassionata ed esaustiva.

Non sono d'accordo solo su una cosa, sullo "champagnino svaporato" relativo a Chopin...a meno che tu ti riferisca ai concerti (visto che di quello stavamo parlando), che effettivamente sono poca cosa e non li ascolto mai...

erano parte dell'idea che mi ero fatto di Chopin, sdolcinato e melenso, insieme alle solite cose che si sentono spesso in giro, l'improvviso op 66, qualche valzer salottiero, il notturno op 9 no 2...insomma quello che gira nell'etere quasi sempre (e soltanto)

La tragicità e la devastazione dell'animo che Chopin mette nei suoi pezzi migliori l'ho trovata di rado altrove.

Edited by cismax

  • Author
  • Administrator
17 minuti fa, cismax ha scritto:

[...] La tragicità e la devastazione dell'animo che Chopin mette nei suoi pezzi migliori l'ho trovata di rado altrove.

si, d'accordo. Però finisce li e alla lunga pesa.

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perfino se a suonare è nonno Arthur ! [due ore e un quarto di mazurke !!!!]

  • Author
  • Administrator

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non so quante volte mi sono bevuto quest'opera.
Nonostante sia il Puskin più decadente e il personaggio sia il più debosciato della storia della letteratura.

Mi ricordo anche le prove aperte del Maestro Vladimir Delman al Conservatorio di Milano del Lago dei Cigni e poi della 5a Sinfonia (1993-1994).
Qualche cosa che a me ha aperto gli occhi sulla struttura armonica dell'orchestra di Chaikovsky (mi perdoni il mio Johannes, ovviamente, nato lo stesso giorno ma opposto per carattere e sensibilità).
Lui - Pietia - era avanti pure sulla stereofonia sperimentale. Non solo nel cinema ante-litteram.

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  • Nikonlander

Come ho potuto dimenticare Gilels e il suo clone dei giorni d'oggi, Matsuev?...:/

  • Nikonlander Veterano
Il 03/06/2025 at 05:39, Rudolf ha scritto:

;)

Mi immagino questa scena in Paradiso tra una trentina di anni.

Chopin, sulla sua chaise lounge che sospira della perduta patria aspirando i vapori dalla boccetta di etere che gli ha lasciato George Sand scappata con Katherine Hepburn sull'isola che non c'è.

Al pianoforte lo sostituisce l'emaciato Kristyan Zimerman, con la sua barbetta perfettina, le codine del frac che strascicano a terra e i suoi arpeggini imparati per i concertini di Chopin.
Chaikovsky stesso, in piedi alla sua sinistra, gli spiega come interpretare il suo primo concerto.

Mentre volta la prima pagina dell'introduzione orchestrale esclama :

"Forza con quelle ottave, kazzo, devi spaccare la tastiera, mostra che hai i coglioni".
"Questo è pane rustico, salame e lambrusco fresco, non quello champagnino svaporato tiepido che beve quello là !"
"Devi buttare il tuo disprezzo in faccia a chi ti deride" "Tu hai più palle di loro".

E giù uno sganassone sull'orecchio destro !

Questa l'essenza di un concerto che è una dichiarazione di intenti, è cinema, provocazione, forza d'animo, disperato tentativo di andare oltre il possibile (viste le scarse attitudini pianistiche del compositore che usa la forza dove gli manda la tecnica).

In questo, concordo che sia l'interprete solista la chiave di lettura. Sempre, tranne che in un caso.

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Horowitz è devastante con le sue proverbiali ottave, superiori a quelle di Rachmaninov, ancora in vita all'epoca di questa registrazione dalla radio.
Ma il mattatore, ovviamente, è il suocero Arturo che lo spinge oltre l'umanamente possibile con il suo ritmo infernale.
Peccato per la registrazione piatta e monofonica.

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assolutamente straordinario Emil Gilels con Reiner per RCA Victor.
Ma a me Gilels ha colpito di più in video. La forza tellurica è tale che con il solo dito medio, quando lo preme con veemenza, avvolge tutta la platea.

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ma quando parliamo di palle, nessuno ne ha di più di Martha Argerich che qui ammalia l'algido Abbado con la sua ancora più algida Berliner.
[l'appendice dello schiaccianoci insieme all'amico Economou è pari al concerto]
Im-pa-reg-gia-bi-le

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naturalmente questo disco ripreso a Leningrado che contiene una delle più dolorose seste di Chaikovsky non si può dimenticare.
Richter qui è al massimo. Mravinsky probabilmente stava a guardare soltanto, come suo costume.
E' difficile alla fine dire se questo o quello di Gilels stiano al primo posto.

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Oggi non c'è che uno solo in grado di mettersi su questi piani. E lo può fare chi sia il direttore (che in genere è Gerghiev, visto che entrambi sono stati banditi dalla scena occidentale).

 

Denis Matsuev ha lo spirito giusto per farlo.

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ci sarebbe l'amico Daniil ma io qui l'ho sento un pò troppo didascalico, quasi compassato.

Pietia mollerebbe anche a lui uno sganassone sonoro !

Ieri sera alle 23.00 mentre tornavo a casa ho ascoltato Martha A.

Impressionante , ho capito che quel piano deve essere stato revisionato dopo la sua performance  (a livello di martelletti)

Ho il timore che se l'ascolto a casa prendo una denuncia :dentone: 

Non sono invece riuscito a trovare né Denis M., né Daniil (su Qobuz), stasera ascolto GILELS*REINER 

Grazie ! 

 

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