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[stampa] Differenze tra monitor e stampa


Pedrito

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  • Nikonlander Veterano

Volevo approfittare di questo periodo di confinamento forzato a casa per stampare un po' di foto scattate negli ultimi mesi e così, dopo aver pulito e controllato gli ugelli della stampante, sono passato a calibrare il monitor con il mio Color Munki Display.

Preventivamente, per scrupolo, sono andato nel sito di X-Rite e mi sono scaricato l'ultima versione del sw per Windows (1.1.4) che ho installato dopo aver eliminato la precedente versione.

Ho quindi seguito passo passo le indicazioni del sw, seguendo nell'ordine:
- Profilo monitor
- Impostazione display da utilizzare: Semplice (Fotografia)
- Misura della luce ambientale
- Misura per determinare il gamut e la risposta cromatica dello schermo

che ho effettuato dopo aver poggiato il sensore sullo schermo ed atteso la serie di patch di colori via via apparsi su di esso, salvando poi il tutto nel profilo monitor proposto dal sw.

Fatto questo ho poi svolto tutte le attività fino a lanciare la stampa utilizzando la solita metodologia di preparazione, i soliti parametri e la solita carta. Ma l'immagine stampata era molto diversa da quella a monitor (come si vede sotto) e, dico la verità pur non ritenendomi un esperto in materia, mai prima d'ora mi era capitato di fare una stampa così diversa dall'immagine osservata sullo schermo.

IMG_20201121_170646low.thumb.jpg.b6bf32fdd214e93470a83d2d400fedb5.jpg

Consapevole che ci sono diversi aspetti che possono aver influito sull'esito, sono però certo di non aver fatto nulla di diverso dal solito, eccetto aver installato l'ultima versione del sw Color Munki sullo stesso pc utilizzato con successo in passato, e con la stessa stampante già più volte utilizzata.

Potrebbe essere il sw il problema? Oppure cos'altro?

Grazie a chi vorrà darmi qualche suggerimento per ovviare al problema.

 


 

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  • Redazione

Difficile dire qual'è il problema senza riferimenti.
Approssimativamente è uno di questi:
* Calibrazione monitor
* Impostazione stampa lato driver/LR
* Qualcosa che non va sulla stampante (tipo ugello del ciano intasato che quindi non compensa il giallo)

Ti direi di iniziare ad andare per esclusione: la foto hai provato a "tirarla fuori" in jpg per vedere sia i colori sia l'istogramma su un altro dispositivo? Se è sostanzialmente come la vedi monitor inizi ad escludere questo. Se non hai altri dispositivi caricala qui che la vediamo insieme.
L'istogramma in RGB lo guarderei perché se stampi con intento percettivo ed hai un canale molto fuori, la conversione di profilo potrebbe sballare tutto per farlo rientrare. 

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  • Nikonlander Veterano

Sono d'accordo con Massimo ma a parte tutto la stampa mi piace di più della riproduzione a monitor.

Quale delle due è più rispondente alla situazione ripresa, la calda o la fredda?

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  • Nikonlander

 

la sola calibratura e profilazione del monitor non garantirà mai una prossimità alla stampa 

s deve avere un ulteriore profilatura appunto per quella , fatta sulla base degli inchiostri , stampante e carte , che se passi da uno stampatore ti viene fornita o la calibri con lui 
in self made devi sapere i dati e crearlo sulla base di quelli , tenendo sempre presente che la gd di un monitor non è quella di una carte , approssimativamente sei alla metà o anche meno su monitor buoni e poi tenere conto anche della luminosità di lettura della stampante 

una modalità di pre-visualizzazione la si può ottenere col soft proofing , in pratica si simula il risultato rgb su cmyk +/- 
su PS praticamente crei un altro profilo che simula come apparirà l'immagine su carta 
ecco perche un ottimo monitor se si hanno mire del genere aiuta molto , con chiaramente relative sonde 

Dovrebbe esserci comunque una via anche da LR per avere una cosa simile , ma non ne sono certo 

 

 

 

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  • Nikonlander Veterano

La corrispondenza tra monitor e stampa dipende da un bordello di fattori, io riesco a mantenere una coerenza facendo i seguenti passaggi:

Profilazione monitor, d'obbligo

calibrazione stampante mediante apposita funzione del menù (non è una profilazione con sondino ma serve ad uniformare il risultato su tutte le stampanti dello stesso tipo quando si cambiano cartucce)

scelta della carta in relazione al tipo di immagine

utilizzo del profilo canned rilasciato dal produttore della carta per la tua stampante.

Io ho anche il sondino per la profilazione della carta ma ci ho perso dietro troppo tempo e speso soldi inutilmente, con la convinzione che se non si utilizza un prodotto professionale, la profilazione non sarà migliore della canned rilasciata dal produttore (soprattutto se di marchi prestigiosi)

 

Il color munki l'ho avuto anch'io non è precisissimo, se calibri il monitor 3 volte avrai 3 profili diversi, io sono passato allo spyder, ma non sarà quello a produrre un risultato così differente come hai mostrato. Quindi meglio che niente.

 

Detto questo, un buon modo per avere stampe coerenti senza sbattersi troppo è quello di usare carte di qualità con il proprio profilo icc dedicato alla tua stampante.

 

 

...aggiungo, se ti piace un tipo di carta che vuoi usare per rapporto qualità prezzo, ma non ha il profilo icc, ci sono professionisti che con prodotti professionali (non come il mio da 300€) ti profilano la carta e ti rilasciano il corretto icc.

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  • Nikonlander Veterano

Oddio pedrito che risultato disarmante... è parecchio diversa, talmente tanto che non so che dire...

In primis sono curioso di sapere se è un problema con quella singola fotografia, o con tutte.

Poi con un errore così evidente e avendo pure fatto la calibrazione del monitor, l'unica cosa che mi viene in mente per dare un risultato tanto sballato è che:

- hai settato durante la calibrazione con il color munki un punto del bianco in qualche modo sbagliato (io uso "punto del bianco nativo del monitor")

- oppure, più probabile, non hai impostato il corretto icc per la carta utilizzata. O ancora, hai scelto come opzione che sia la stampante a gestire il colore, invece deve essere il software che utilizzi per la stampa a gestire il colore, e questo deve andare a leggere il corretto icc per la carta utilizzata.
Però questo non basta (almeno per me, che ho stampante canon), quando entri nel "print settings" del driver della tua stampante, devi accertarti anche lì che nella impostazione di gestione del colore questa sia impostata su "nessuno" o "none" in inglese; perchè se gli lasci nel menu della correzione del colore "ICM" oppure "Driver Matching", allora sarà la stampante a correggere e gestire la riproduzione dei colori, invece deve essere il software (photoshop, lightroom o quello che usi).

Non se mi sono spiegato bene anche perchè a seconda della stampante i termini del menu del driver nel "print settings" saranno diversi, però in linea di massima la teoria non dovrebbe cambiare bene o male.   

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  • Nikonlander Veterano

Innanzitutto grazie a tutti per i vostri suggerimenti. ^_^

Aggiungo allora qualche dato in più che forse potrebbe aiutare ad individuare la soluzione al problema rilevato.

Premesso che non mi pare di aver effettuato dei settaggi diversi da quelli fatti durante le stampe precedenti, devo anche dire che era un bel po' che non stampavo a colori: potrei pertanto aver tralasciato qualche passaggio fondamentale nella procedura.

Lavoro con un pc Win10 Pro e monitor Dell U2412M (color gamut CIE1976 82% e CIE1931 72%), uso LR 10.0 e PS 2021 costantemente aggiornati, e la stampante è una Epson SC-P600 con ugelli puliti e cartucce originali EPSON.

Il monitor è calibrato con Color Munky Display, che per 4 minuti genera sullo schermo una serie di colori che il sensore a contatto con la sua superficie rileva per generare un profilo per il monitor.

Dopo lo sviluppo con LR esporto un TIFF ProPhoto RGB 16 bit che apro in PS, e nelle Impostazioni di stampa di PS / Gestione colore seleziono:

Profilo documento: (il profilo colore del monitor creato da Color Munky – non modificabile)
Trattamento del colore: effettuato da PS
Profilo stampante: il profilo della carta che utilizzo, scaricato dal sito del produttore
Rendering: percettivo
Compensazione del punto nero: selezionato

Riguardo la visualizzazione del file JPG in un altro monitor, ho provato con un vecchio notebook che ho disponibile ma non riesco a valutare con precisione le differenze.

Sono convinto che

il problema stia in qualche setting delle impostazioni di stampa, ma pur avendo fatto vari provini cambiando un parametro alla volta, il risultato non è mai soddisfacente.

Dove sbaglio? :/

 

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  • Redazione

Toni, secondo me stai mischiando due argomenti. 
Un conto è il profilo ICC associato ad un file mentre lo lavori: deve essere il più ampio possibile, e di fatto, ad esempio, lightroom usa prophoto. Che poi, per l'uso a web debba essere convertito in SRGB è noto ed evidente. 
Ma qui il problema è che lui il file lo esporta da LR con Prophoto e quando lo manda in stampa lo fa leggere a photoshop come se fosse creato con il profilo dello schermo (che in nessun caso è un profilo che ha senso per un file).

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  • Redazione
1 ora fa, photoni ha scritto:

non conosco Lightroom, è dal 1984 che uso photoshop, ma come diveva fantozzi ... lavorare con ProPhoto con un monitor che vede a malapena il 95% dello spazio colore sRGB "è una cagata pazzesca" e quì si potrebbe scrivere un libro

Beh, Toni... Fantozzi era un mio conterraneo :dentone:

Comunque, se ti interessa approfondire invece che andare per slogan, qui c'è scritto perché lavorare le foto in SRGB è da EVITARE. Sul web ce n'è un pozzo di info del genere, ho preso quella perché fa un ragionamento semplice e collegato al caso di Pedrito (lightromm & photoshop).
https://www.lightroomqueen.com/color-space-use/

Ma se leggi il post con il quale ci spiega cosa fa capisci che se anche convertisse tutto in SRGB, poi assegnando al file il profilo del monitor.... 

16 ore fa, Pedrito ha scritto:

Profilo documento: (il profilo colore del monitor creato da Color Munky – non modificabile)

... il risultato ottenuto sarebbe indeterminato. E tutto senza minestroni dove mettere un po' tutte le verdure!

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  • Redazione

 

58 minuti fa, photoni ha scritto:

comunque non mi vuoi capire

Guarda che io ti voglio capire, e ho letto con attenzione quello che hai scritto. Semplicemente non condivido quello che dici.
Prova tu a leggere quello che ho scritto, se è vero che conosci l'argomento dovresti capirlo ;) 

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  • Nikonlander

Ultimamente ho sentito diversi pareri a favore della elaborazione in sRGB.

In particolare mi ha colpito l'affermazione di un amico fotografo esperto, che si spinge ad adottare sRGB fin dalla ripresa:
"Qualunque sensore attualmente sul mercato ha una mappatura che è un sottoinsieme del sRGB, quindi scattare con profilo in Adobe RGB è sempre del tutto inutile con qualunque sensore, che sia Bayer o Foveon. Scattando in Adobe RGB o in sRGB e convertendo in Adobe RGB successivamente, si ottiene comunque la stessa identica immagine, perché NESSUN sensore è in grado di restituire valori cromatici al di fuori dello spazio sRGB."

Mi pare di capire che RGB risulterebbe poco tollerante, il più piccolo errore porterebbe a disastri. Quindi poco adatto alla stampa casalinga.

Il quesito di Pedrito apre interessanti argomenti!

 

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  • Nikonlander Veterano

Sono un po' confuso... devo rileggere bene i vostri interventi.

Preciso che sicuramente sbaglio qualcosa nella procedura di stampa, e al netto delle vostre giuste (credo) considerazioni, devo capire qual è il passaggio errato e come correggerlo.

E, forse, è solo e semplicemente questo che mi aspetto di trovare... :marameo:

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  • Nikonlander

 

dando per scontato , che come dici , la procedura prima ti risultasse piu verosimile alla visualizzazione del monitor , che comunque non può nello specifico piu di tanto 
controllare che gli aggiornamenti o reinstallazioni che tu hai fatto non siano andati a cancellare , per la suite adobe , il file di profilatura della stampante , magari caricato
all'atto dell'insallazione della stessa , non ricordo a memoria dove lo carichi e sono staccato dal PC per cantiere casalingo , ma in rete o u adobe lo si dovrebbe capire 

 

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  • Nikonlander

Pedrito secondo me il problema potrebbe essere in quello che dice Massimo, forzando il profilo monitor in Photoshop lo trai in inganno, fai una prova e vedi subito se è così! Anche perché di base una volta che il monitor è calibrato, LR e PS parlano la stessa lingua, quindi anche a rigore di logica non dovrebbe essere necessario passaggi intermedi di trasduzione tra i 2 applicativi. Per quanto riguarda la diatriba su sRGB, è da tempo che provo a litigare con LR per avere una gestione del colore uniforme all'anteprima JPEG prodotta dalla macchina (io non faccio generare le anteprime a LR ma uso quelle fatte dalla macchina), ma nel momento in cui entri in sviluppo i colori invariabilmente cambiano. Nelle mie indagini ho scoperto che: 1- AdobeRGB o sRGB non cambiano nulla a livello di RAW, ma solo del JPEG prodotto (anche quelli di anteprima nel RAW), e di metatag che eventualmente il software LR o chi per lui interpreta per generare il suo JPEG di anteprima. 2- LR invariabilmente nel modulo sviluppo usa ProPhoto come spazio colore, indipendentemente da cosa viene scelto. 3- ProPhoto è più simile a sRGB nei colori dello spettro visibile, o per lo meno io differenze a monitor non ne vedo, a differenza di Adobe RGB. Per cui alla fine il mio problema l'ho risolto impostando a sRGB in macchina e le differenze sono minime tra JPEG prodotto e JPEG in modulo sviluppo LR (ovviamente sulle Z, ma vantaggi ci sono anche su D850). Non sono d'accordo però sul discorso che non abbia senso lavorare su uno spazio colore che il monitor non rappresenta, ovvio che non hai la perfezione, ma su una foto vera è difficile avere differenze macroscopico come il test che hai postato, perché in mondo è fatto di mille sfumature e se due pixel di quelli fossero leggermente diversi non te ne accorgerai mai... E comunque ormai di monitor belli ce ne sono a bizzeffe anche fuori da Apple, eh...

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  • Redazione
5 ore fa, photoni ha scritto:

ogni marca ha il suo RAW, a parte pochi che hanno deciso di usare il DNG , comunque è molto più ampio dell' sRGB tanto è vero che con Camera Raw il NEF lo puoi aprire in AdobeRGB ... P3 ... ProPhoto o in LAB (che è quello che li contiene tutti gli altri)

confrontare un formato di memorizzazione raw con un profilo colore è meno corretto di confrontare le proverbiali mele e pere 

5 ore fa, photoni ha scritto:

il RAW di Nikon non ha uno spazio colore generico (infatti Nikon lo chiama NEF) NON E' ne sRGB ne AdobeRGB

Già, perché un file raw per definizione non ha uno spazio colore 

5 ore fa, photoni ha scritto:

come viene detto nell'articolo citato da Mauro, meglio lavorare con una "torta" o "tavolozza" di colori ampia, sempre che il tuo monitor la veda :) altrimenti usa sRGB come il 99% degli umani. Poi quelli che usano Mac Pro o una versione superiore di iPhone 7 possono usare AdobeRGB o meglio il P3

Tavolozza ampia che è giusto il prophoto o l’adobeRGB.

6 ore fa, photoni ha scritto:

Massimo, scusami, non sono uno che vuole aver ragione e qui chiudo la discussione; anche perchè mi hai portato come esempio un articolo in inglese, che anche con il traduttore di google si capisce bene che il tipo non ha capito niente dei numeri, ripeto, se elabori numeri che non vedi (numeri di uno spazio colore più ampio del tuo monitor) fai delle correzioni imprevedibili. Poi dice anche delle cose sante e giuste quando parla di convertire da Lightroom (che non conosco) al web o a photoshop

Prophoto sostanzialmente è il profilo colore che utilizza internamente Lightroom, nessuno lo sceglie e lo usa lui e basta. 
Mi dispiace che tu non capisca l’inglese, ma ti assicuro che quel testo contiene informazioni esposte in modo semplificato ma corrette, cioè l’opposto di quello che stai scrivendo tu. Qui su Nikonland si desidera che si parli di quello che si conosce, perché vorremmo che chi legge possa ricavare informazioni utili. 

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  • Redazione
7 ore fa, photoni ha scritto:

scusate il disturbo e da solo 43 anni che mastico tutti i giorni solo fotografia castellani.name e collodio.com :)

 

Sono felicissimo che tu sia un fotografo molto esperto, per te e per tutti gli interventi di spessore che grazie a quella enorme esperienza potrai fare. E non discuto minimamente che tu con il tuo flusso di lavoro basato su sRGB ti possa trovare bene, e quindi consigliarlo, ci sono fotografi che per lavoro usano solo JPG in sRGB e ci producono capolavori. 
Ma in questo post hai mischiato concetti e fatto una enorme confusione, scrivendo evidentemente di argomenti che non domini. A questo mi riferisco: scrivi della tua esperienza e di quello - sicuramente tanto - che sai. 

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  • Administrator

Per tagliare la testa al toro, poi:

sono decenni che mi chiedo cosa porti lle persone dense di contenuti (fotografici) a discutere di standard e "flussi di lavoro" (definizione che mi fa pensare da sempre all'idraulica fisiologica)

Invece che delle proprie fotografie, frutto di immaginazione e pensiero, realizzate tra mille difficoltà di adattamento, proprio a quelle pastoie cui il mezzo (in ogni periodo) ha costretto il fotografo.

Non solo l'inglese come barriera linguistica (o il russo, ovviamente) ma il più delle volte discussioni all'arma bianca su dettagli infinitesimi che poi alla resa dei conti restano appannaggio di poche fasi e certamente molto meno importanti , rispetto quella creativa e realizzativa.

Perchè una fotografia, per essere efficace, non ha bisogno dello spazio colore più adatto, come vi state affannando a definire per la miliardesima volta  (non solo voi, ovviamente) ma dello spazio mentale più ampio possibile, al momento della sua ideazione/realizzazione.

Pazienza se il blu della confezione di pasta non sia stato stampato come avremmo voluto, dal laboratorio che asininamente rappresenta lui il collo dell'imbuto finale.

Ciò che importa è che il senso della luce e del colore siano stati trasmessi a chi debba acquistare il prodotto.

O il messaggio...

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  • Administrator

Premesso che io domani manderò a stampare ad un service online le foto del mio Blakey che sto selezionando e che se non me le fanno bene ... me le rifanno, e che la foto stampata da Pedrito mi piace di più di quella visualizzata a monitor ...

.... avrei determinato la causa del problema in un flusso ridotto di ciano causa cartuccia inutilizzata, anzichè tutti i ragionamenti che si leggono su queste pagine.
Sarò un facilone, in questo come in tutto quello che faccio, ma per il periodo in cui ho avuto la Epson 3800 in casa ed ho stampato da me, senza alcuna calibrazione al di fuori del monitor, ho sempre ottenuto stampe del tutto simili a quelle che vedevo a monitor.
E molte sono appese per casa.
Finchè cartucce, tubi etc. si sono intasate per scarso utilizzo, ho venduto come ferrovecchio la stampante ed ho rinunciato per sempre al Satana della stampa fai da te.

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  • Nikonlander Veterano

In realtà anche io ho letto un paio di volte, proprio recentemente, una cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso, in quanto diversa da da quello che comunemente si trovo su tutto il web. 
Come dice Massimo in generale sul web si trova scritto che per lavorare al meglio i file bisognerebbe usare prophoto a 16bit. 
Invece forse non é del tutto vero. 
Non chiedermi la fonte perché proprio non la ricordo, però trattasi di due diversi studi professionali e certamente molto quotati. Uno mi pare fosse francese e uno inglese. 
Ebbene loro sconsigliavano di lavorare files a colori con il profilo prophoto, ma di convertirlo in adobe rgb a 16bit. 
Il motivo è presto detto: il profilo prophoto rgb vede molto più ampiamente di quanto può fare l’occhio umano, e quindi in realtà ci si ritrova nella situazione di lavorare alla ceca. Soprattutto nei verdi. E ciò potrebbe portare a risultati piuttosto sgradevoli e innaturali quando si converte il tutto in srgb e si stampa. 
Quindi dicevano per il colore usare adobe rgb, mentre usare il prophoto rgb solo per la lavorazione dei files in bianco nero.

Come dice Binotto... c’é qualcosa che mi sta sfuccendo... si tratta di capire :-))))::::

Fortunatamente come scritto da Mauro io non ho mai avuto problemi, facendo le cose standard
 

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  • Nikonlander Veterano

Io ricordo di avere posto un quesito sullo spazio colore da utilizzare in PP per avere una corrispondenza con la stampa.
Al tempo mi rispose "Spinoza" dicendomi di non curarmi della cosa e di non esagerare con contrasto, chiarezza e colori, ma di rivolgermi ad uno stampatore e di confrontarmi con lui per il risultato cercato.
Quindi Marco, mi cito da solo "..... a parte tutto la stampa mi piace di più della riproduzione a monitor".

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  • Redazione

Boh, a me sembra ormai un discorso tra sordi. Ci provo ancora, magari se scrivo tutto in un solo post.....

Pedrito scrive:

Dopo lo sviluppo con LR esporto un TIFF ProPhoto RGB 16 bit che apro in PS, e nelle Impostazioni di stampa di PS / Gestione colore seleziono:

Profilo documento: (il profilo colore del monitor creato da Color Munky – non modificabile)
Trattamento del colore: effettuato da PS
Profilo stampante: il profilo della carta che utilizzo, scaricato dal sito del produttore
Rendering: percettivo
Compensazione del punto nero: selezionato

Boscarol - grazie Toni -sintetizza così:

  • l’immagine deve avere un proprio profilo; un profilo che deriva dalla fotocamera (se la foto non è stata scattata in Raw) o dal convertitore Raw (se la foto è stata scattata in Raw); di solito i profili che si usano sono sRGB, Adobe RGB o ProPhoto;
  • la stampante+carta deve essere calibrata e profilata; per farlo ci vuole uno strumento di misura (spettrofotometro) e un software adeguato;
  • su monitor deve essere attivata la soft proof (prova colore); in Photoshop c’è un comando apposta per la soft proof, che è una simulazione preventiva dell’aspetto che avrà l’immagine in stampa; si possono provare diversi intenti di rendering per vedere quale rende meglio l’immagine; si possono anche tenere aperte due finestre, una con l’originale e una con la simulazione, e si può correggere l’originale tenendo l’occhio sulla simulazione.

Infine si stampa, e a questo punto sì che (se tutto è stato fatto correttamente)  i colori in stampa corrispondono ai colori della immagine (e non a quelli del monitor, cosa che ha poco senso).

Io, sabato scorso:

il profilo del documento non può essere il profilo del video!

Come appendice, l'articolo specifico per LR che ho linkato, questo, sempre la scorsa settimana (tradotto in automatico da google per chi non mastica l'inglese):

Quindi lo spazio colore scelto dipenderà dalla situazione. Non devi preoccuparti mentre la foto rimane in Lightroom, poiché tutte le modifiche interne vengono eseguite in un ampio spazio colore gestito da Lightroom. Quando la foto lascia Lightroom, devi fare una scelta. Se invii una foto a Photoshop utilizzando il comando Modifica in, ProPhoto RGB sarà spesso la scelta migliore, mantenendo la gamma più ampia possibile. Tuttavia, ProPhoto RGB non funziona bene con 8 bit, perché proveresti a bloccare una vasta gamma in una piccola profondità di bit, il che può portare a banding, quindi mantieni 16 bit mentre usi ProPhoto RGB. Una volta terminata la modifica e desideri esportare la foto finita per uno scopo specifico, puoi scegliere uno spazio colore più piccolo.

Qualunque sia lo spazio colore che scegli di utilizzare, incorpora sempre il profilo in Esporta. Una foto digitale è solo una raccolta di numeri e il profilo definisce come devono essere visualizzati quei numeri. Se non c'è un profilo, il programma deve indovinare e spesso indovina in modo errato. Lightroom incorpora sempre il profilo, ma Photoshop offre una casella di controllo nella finestra di dialogo Salva con nome, che devi lasciare selezionata.

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  • Nikonlander Veterano

Allora: in questi giorni sono ripartito dall'abc andandomi a studiare da capo le guide per adoperare al meglio i vari sw che uso (LR e PS) e i processi per mandare in stampa i file sviluppati e, salvo ulteriori verifiche con immagini diverse da quelle con cui mi sono allenato, credo di aver capito cosa non funzionava.

Innanzitutto come suggeriva Massimo - che ringrazio - è il profilo del file che non andava. Infatti dopo i robusti aggiornamenti di PS di qualche tempo fa nelle Impostazioni colore era saltato Prestampa Europa 3, ciò che appunto mi faceva lavorare con il profilo del monitor anziché con ProPhoto RGB o Adobe RGB (1998), e già con questa modifica la stampa mi è sembrata più rispondente all'immagine visualizzata.

Poi ho anche rivisto il profilo del monitor con il mio ColorMunki, effettuandolo però con l'Impostazione Avanzata Fotografia per la quale si seleziona manualmente sia il punto bianco del display che la luminanza del monitor, e viene attivato il controllo avanzato della luce ambientale: adesso ho un monitor meno brillante e luminoso, però la stampa è ora moooolto più coerente con l'immagine che vedo sullo schermo.

Per la verità ho ancora alcuni dubbi sui settaggi proposti o richiesti in PS e LR - chissà, magari ne possiamo parlare in altro post a beneficio di quanti come me non hanno ben chiare certe nozioni - ma per adesso mi accontento di aver risolto il tema in oggetto.

A proposito di sonde e sw, ho letto sul web che per la profilazione del monitor viene consigliato il sw DisplayCAL (al netto della compatibilità con il mio ColorMunki): potrei avere così un profilo più fedele rispetto a quello che ottengo con il sw proprietario?

E volendo sostituire il mio Dell, oggettivamente un po' limitato, quale potrebbe essere un monitor non necessariamente "iperprofessionale" ma compatibile con le esigenze di amatore avanzato? o.O

Grazie ancora a chi vorrà aiutarmi. ^_^

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  • Redazione
13 minuti fa, Pedrito ha scritto:

E volendo sostituire il mio Dell, oggettivamente un po' limitato, quale potrebbe essere un monitor non necessariamente "iperprofessionale" ma compatibile con le esigenze di amatore avanzato? o.O

Sto pensando proprio alla stessa cosa in questi giorni: sostituire il mio iMac 2015!

 

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